Sorriso Dybala: torna in gruppo. Bailey corre verso l’Inter

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Una settimana con tante buone notizie per Dybala. Dal punto di vista personale la moglie Oriana ha svelato pubblicamente di essere incinta di una bambina, mentre sul fronte sportivo è arrivato il momento del ritorno in campo dopo
l’infortunio subito nel match con il Torino che gli ha fatto saltare quattro impegni. L’argentino mercoledì si era sottoposto ad una risonanza magnetica, che aveva confermato il totale riassorbimento della lesione alla coscia sinistra, con i medici che avevano acceso il semaforo verde per farlo tornare ad allenare i compagni (erano ormai dieci giorni che si allenava individualmente). E all’indomani della sconfitta contro il Lille, la Joya ha parzialmente lavorato con la squadra. La rifinitura odierna sarà un ulteriore test per Dybala, con Gasperini che in base ai risultati della seduta deciderà se portarlo con sé per la sfida alla Fiorentina. Più vicino al recupero anche Bailey. Negli ultimi giorni il giamaicano ha ripreso a correre sul campo dopo un lungo periodo trascorso sul lettino della fisioterapia. Nelle due settimane di sosta l’obiettivo è rivederlo con il gruppo, ricevendo poi la sua prima convocazione in giallorosso per la sfida del 18 ottobre con l’Inter.

Riscatto immediato

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Una sconfitta che brucia per le modalità e per la marea di errori tecnici commessi. Ma nessuno a Trigoria pensa che un inciampo possa fermare l’evoluzione della Roma sotto la nuova guida tecnica e togliere fiducia ad un progetto triennale. All’indomani del cocente ko con il Lille i giallorossi si sono subito ritrovati a Trigoria per iniziare a preparare l’ultimo impegno prima della sosta per le nazionali, quello in casa della Fiorentina. «Abbiamo fatto una partita con grande voglia e ritmo. Usciamo con qualche valore in più», uno dei concetti espressi da Gasperini nel post-partita (oggi per lui niente conferenza stampa della vigilia). Un pensiero che rappresenta realmente quanto ronza nella testa dell’allenatore, che non ha fatto alcun processo alla squadra dopo il secondo ko stagionale. Certamente ci sono diversi meccanismi che non hanno funzionato al meglio, soprattutto nella fase d’uscita della palla e nel riuscire a bucare la difesa avversaria negli ultimi 20-25 metri, ma la stagione è iniziata da poco più di un mese e lo score recita un primato in classifica in Serie A e una vittoria e una sconfitta in Europa League. La consapevolezza è che alcuni concetti vadano aggiustati: d’altronde pensare che ad inizio ottobre si potesse vedere una replica dell’Atalanta degli scorsi anni era soltanto un’utopia dei più ottimisti.

Tra le situazioni da migliorare, oltre ad assorbire completamente il concetto di riaggressione sul quale lo stesso allenatore sta procedendo con cautela, c’è certamente la manovra offensiva, risultata troppo sterile. Ferguson è stato parecchio deludente nella prestazione contro i francesi, ma non è stato solo il centravanti a non girare. Ad esempio la Roma è andata in difficoltà sin dalle prime fasi della costruzione, con uno Svilar spesso pressato e costretto al rilancio lungo in diverse occasioni (su questi lanci è mancato l’apporto da parte dell’irlandese). Si sono poi visti passaggi elementari e stop sbagliati, tanti contrasti sulle seconde palle in cui i giocatori erano spesso in ritardo, oltre all’episodio da horror dei tre rigori sbagliati. Una somma di elementi ben evidenziati dallo staff, che comunque reputa impeccabile l’impegno nel gruppo nel cercare di voler attuare quanto richiesto. La mancanza di pericolosità offensiva è forse il fattore che balza di più all’occhio degli osservatori esterni. La Roma è dodicesima in Serie A come expected goals, settima per tiri tentati e decima per gol realizzati. Numeri che potrebbero incrementare con i recuperi di due come Bailey e Dybala. A Firenze però si ripartirà da Dovbyk, che, nonostante il doppio penalty fallito, è al momento più avanti del collega di reparto nelle gerarchie di Gasperini. Che, senza fare drammi, continua a lavorare per migliorare la sua creatura.

A Firenze torna Dybala certezza dal dischetto

Tre rigori sbagliati contro il Lille. Una sequenza da horror. Tra i tifosi, una sola domanda: «E il prossimo chi lo tira?». Non Dovbyk, che a Girona pareva infallibile. Forse Soulé, che domani (ore 15) a Firenze sarà in campo. Magari Paulo Dybala, che tornerà tra i convocati e contro la Fiorentina partirà dalla panchina. Dal dischetto l’argentino non ha mai tradito i giallorossi. Da quando è alla Roma, la Joya non ha mai fallito dagli undici metri: 17 su 17. Gol pesanti. Anche per l’infermeria: era il 9 ottobre 2022 quando l’argentino si infortunava calciando un rigore contro il Lecce. […] Ora, invece, ci sono i rumors su un possibile rinnovo. Per il ds Massara non c’è fretta, ma il confronto ci sarà: Paulo giallorosso a vita o il divorzio. Un passaggio pesante. Più di un rigore.

(la Repubblica)

Questa è la Roma con pregi e difetti. E lontana da Gasp

[…] Il ko interno con il Lille uguale alla vittoria con il Verona che ha dato il primato in classifica ai giallorossi con il Milan e il Napoli. La Roma di oggi, insomma, è cosi, con i suoi pregi, non avrebbe vinto cinque delle sette partite stagionali, e i suoi difetti, già
due sconfitte casalinghe senza segnare. Non contano, dunque, gli interpreti schierati da Gasperini, perché con i titolari o le alternative, lo svolgimento non cambia. Il migliore è
sempre Svilar, il portiere, e il peggiore l’attacco, solo una rete dai centravanti, con Dovbyk che giovedì ha sbagliato due volte il rigore. Gasperini, insomma, non incide come vorrebbe.
Pressing, aggressività e finalizzazione sono rimasti a Bergamo. Avanti tutta, la sua idea, anche a costo di correre qualche pericolo. L’attacco come miglior difesa, lo slogan non passerà mai di moda. La Roma, però, non somiglia ancora all’Atalanta. Rischia e basta, cioè subisce le ripartenze altrui senza costruire occasioni da gol. […] Si torna sempre lì, alla rosa incompleta per come lui intende gestire il gruppo e  impostare il lavoro. Il turnover contro Lille ha accentuato la precarietà con cui dovrà convivere fino a gennaio. Giovedì ha schierato per la prima volta – da titolari – quattro nuovi: Wesley, El Aynaoui, Tsmikas e Ferguson. Non ha funzionato. […]

(U. Trani – Corsera)

I nuovi faticano a inserirsi e giocano sempre i soliti. Il mercato estivo sotto esame

Ottobre non può essere il mese dei bilanci. Al massimo quello delle riflessioni, dopo 5 gare di campionato e due di coppa. E palesare qualche perplessità sul mercato – al di là del primo posto in classifica in campionato che rappresenta in questo momento la nota lieta ma per certi versi paradossale della vicenda – non va presa come lesa maestà. Soprattutto se il primo ad avere dei dubbi, è stato Gasperini che, con garbo, il l’ settembre si è presentato ai canali del club dicendo: «Avevamo ancora la voglia, e se vogliamo la necessità, di fare qualche operazione. A questo punto la società avrà modo di operare con più calma e con più successo nel prossimo mercato». […] Il problema evidente riguarda il centravanti. Puntare le proprie fiches su un attaccante di 20 anni, non di proprietà, reduce da un anno di quasi inattività, si sta confermando un azzardo. […] E allora il discorso scivola inevitabilmente sugli investimenti più onerosi effettuati. Due in particolare: 25 milioni per El Aynaoui (23+2) e altrettanti più 5 di bonus per Wesley. […] L’ex Lens, ad esempio, oggi è la riserva di Koné. E allora la domanda vien da sé: anziché spenderli in quel ruolo, non si potevano dirottare per il centravanti o per la famosa ala mancina di piede destro e prendere in mediana un calciatore in prestito? […]  Senza volersi soffermare sul prestito secco di Tsimikas (deludente) e sul parametro zero Vasquez (superato da Gollini che sembrava ai margini) se un club investe 11,5 milioni per Ghilardi e il centrale non solo si vede passare davanti Hermoso, che non doveva nemmeno partire per il ritiro, ma il baby Ziolkowski e Celik, che qualcuno ha dimenticato essere un terzino, qualche domanda è inevitabile porsela. […] Ranieri non perde occasione per ricordarlo urbi et orbi, prefigurando scenari difficili a giugno. Ma se dopo 120 milioni spesi da Ghisolfi e 63 da Massara, per Gasp i due calciatori più di qualità della Roma sono Dybala e Pellegrini – che fino ad un mese fa si dava per scontato la loro partenza a giugno (e lo scenario più probabile resta questo) – vuol dire che qualcosa non ha funzionato.

(Il Messaggero)

Bassa qualità

È sempre difficile pensare di proporre un calcio ad alta velocità-intensità e allo stesso tempo ad alta qualità. La Roma ha nelle corde il ritmo, che riesce a tenere alto, come l’altra sera contro il Lille, un aspetto, questo, riconosciuto ed evidenziato anche dallo stesso Gasperini. […]  L’uomo di maggiore qualità, Dybala, è assente. Un calciatore con il calcio nella testa e nei piedi, il migliore nella rosa della Roma, ma Gasperini ce lo ha avuto per tre spezzoni di partita (Bologna, Pisa e Torino) e poi ci ha dovuto rinunciare per via dei soliti problemi muscolari che lo hanno colpito e che lo affliggono da tempo. […] Un calciatore del genere vale la pena averlo se è in buone condizioni, se continuo nelle prestazioni, se intenso come la Roma a cui pensa Gasp. […] Uno la Roma ce l’ha e si chiama Bailey, ma pure lui, chi l’ha visto? Tornerà dopo la sosta, intanto Gasp si gode il rientro in gruppo di Dybala, il che non significa che potrà giocare già a Firenze, né che potrà farlo per novanta minuti. Soulé è in grado di saltare l’uomo, ma ogni tanto si perde, è giovane e deve crescere ancora: per ora i numeri non sono di un top, un assist e due reti. Il tecnico ha recuperato Pellegrini, un calciatore di qualità, ma Lorenzo non è un corridore, la velocità e i cambi di direzione non sono il suo lato migliore; è bravo nella regia sulla trequarti, che è un’altra cosa. Gasp l’altra sera con il Lille lo ha sostituito (e lui c’è rimasto anche male): pensava che, con ElSha, poteva scardinare meglio la difesa dei francesi. Ma il Faraone sembra aver perso quella spinta offensiva, come se si fosse appiattito sulle vecchie abitudini, quello dell’esterno a tuttafascia. La qualità vuol dire: non perdere il pallone facilmente, avere la giocata vincente, il tiro, il passaggio illuminante. Un aspetto che, al momento, Gasp non trova nemmeno nel centravanti, dopo essersi arrotolato nell’alternanza tra Ferguson e Dovbyk. Uno è Indietro di condizione e sempre sul punto di esplodere, l’altro intristito e rigenerato dal gol col Verona e ora di nuovo alle prese con le critiche per il doppio errore dal dischetto. […] E al momento, la Roma sembra pagare un po’ il lavoro pesante svolto in estate, del resto le squadre di Gasp non hanno mai avuto un avvio folgorante. Un lavoro che ha dato i suoi frutti nelle prime due giornate di campionato, quando in campo è andata una squadra più sciolta. Il primo tempo con il Bologna, per intenderci, è stato il migliore sotto questo aspetto. […]

(Il Messaggero)

Cristante ritrova la maglia della Nazionale. La prima di Cambiaghi e Nicolussi Caviglia

Non c’è Rovella, infortunato, ed ecco Cristante. Era comunque nell’aria il ritorno del romanista tra i convocati: manca dalla sfida con la Svizzera dell’ultimo Europeo. Il ct Rino Gattuso nei ventisette che dovranno affrontare i ritorni con Estonia (a Tallinn l’11) e con
Israele (a Udine il 14), oltre a Bryan tira fuori dal cilindro anche Nicolussi Caviglia e Cambiaghi, uno degli otto attaccanti chiamati, e tra questi c’è anche Zaccagni, anche se il forfait con il Toro rischia seriamente di fargli saltare i due impegni azzurri.[ …] Rispetto a settembre, scompaiono dalla lista anche Gatti e Leoni, quest’ultimo anche gravemente infortunato. Confermato, invece, Mancini. L’Italia è chiamata a vincere sempre se vuole sperare nel primo posto e soprattutto assicurarsi il secondo, che la porterà a giocare almeno il playoff per l’accesso al Mondiale del 2026. Al momento la classifica del Gruppo I è questa: Norvegia 15 punti (5 gare disputate), Italia 9 (4), Israele 9 (5), Estonia 3(5), Moldova 0 (5). […] L’ultima a Udine, invece, un anno fa, sempre con Israele, partita piena di tensioni: la Nazionale superò 4-1 Israele (in Nations League) con doppietta di Di Lorenzo e gol di Retegui e Frattesi, quella sera ci fu l’esordio di Maldini. Tensioni anche in questa occasione, in Italia si urla il “non giocate contro Israele“. E’ accaduto anche a Coverciano, dove la Nazionale si radunerà tra domani e lunedì: un corteo fiorentino, che stava esprimendo solidarietà alla Palestina, ha raggiunto il Centro tecnico della Figc. «Saremo tutti a Udine perché quella partita non si deve giocare». […]

(Il Messaggero)

Dybala, polemiche e dubbi

C’è sempre Dybala al centro della Roma. Cambiano gli allenatori, gli interpreti e il modo di giocare, ma la Joya mantiene comunque la sua imprescindibilità. A dire il vero Paulo è stato al centro anche di una polemica innescatasi nel giovedì di Europa League, già amarissimo per la sconfitta e per quei goffi tre rigori consecutivi sbagliati, e che ha visto come protagonisti Massara e Gasperini. […] Tornando alla cronaca: il recupero della Joya rispetta i tempi e, prima della sfida di Europa League col Lille, l’argentino riceve l’ok dei medici per un rientro graduale in gruppo, confermato alla ripresa dei lavori di ieri a Trigoria. Una situazione più che positiva in vista di Firenze, almeno secondo il ds Massara, che prima dei match coi francesi si era sbilanciato: «Dybala sta recuperando bene, ci auguriamo che sia disponibile per domenica». Una previsione troppo ottimistica per Gasperini, che nel post gara ha risposto con una frecciatina tutt’altro che velata: «Paulo non si è mai allenato con la squadra, forse Massara sa più cose di me, ma non credo». […] Gasperini rimarrà in silenzio in questa vigilia, non scioglierà il dubbio Dybala, che potrebbe comunque essere convocato per la sfida del Franchi e sganciato solo per estrema necessità. Anche perché l’allenatore giallorosso vorrebbe sfruttare la sosta per rigenerarlo fisicamente e riprovare a dargli continuità. Perché la qualità non si discute, ma con Gasp serve anche intensità e la Joya su questo lascia ancora molte perplessità. Che si ripercuotono sul tema rinnovo: nonostante ci sia un contratto in scadenza nel 2026, la Roma prende tempo per capire quali sono le reali condizioni di Dybala e che apporto può ancora dare in termini di presenze il numero 21. […] L’intenzione del suo entourage è quella di spalmare l’attuale stipendio da 8 milioni su altri due anni, ma al momento non è un’ipotesi che la Roma prende in considerazione. Il club vuole capire che contributo riuscirà a dare Dybala al progetto di Gasperini, non in che modalità ma con quanta continuità.

 

(Tuttosport)

Dybala in gruppo: spera per Firenze

Un rigorista come lui sarebbe servito nella surreale notte contro il Lilla. E ora Paulo Dybala è pronto a tornare, almeno tra i convocati. leri l’argentino ha ripreso ad allenarsi in gruppo dopo quasi un mese passato ai box a causa dell’ennesima lesione. L’obiettivo è essere in panchina per la sfida di domani contro la Fiorentina, ma il suo recupero ha generato nuova tensione tra Massara e Gasperini. […] L’entourage della Joya, infatti, ha provato di nuovo a bussare alla porta della Roma per il rinnovo (con spalmatura dell’ingaggio) del contratto in scadenza a giugno. Ma per ora il club non è intenzionato ad aprire trattative ufficiali. […] La qualità non si discute, ma con Gasp serve anche continuità e intensità. E fin qui Paulo ha giocato appena 106′ e una sola gara da titolare (col Torino) interrotta a fine primo tempo per infortunio. L’ennesimo di una lunga serie che gli ha fatto saltare quasi 50 partite in tre anni.

(Gasport)

La ricaduta di Dovbyk

[…] La crisi degli attaccanti della Roma non ha in realtà molti retroscena o chiavi di lettura da spendere: per i diretti interessati le attenuanti ormai non reggono più. L’involuzione acuita dagli errori dal dischetto di Artem Dovbyk, in attesa del primo squillo di Evan Ferguson in condizioni fisiche non proprio brillanti, sembra in particolare la nuova eclissi di un attaccante prigioniero della propria “timidezza”. […] Qui il gigante ucraino della Roma non sposta l’inerzia e dagli undici metri contro il Lilla, davanti alla porta che è diventata all’improvviso troppo piccola, si è rimpicciolito pure lui. Subendo l’onta del cambio di rigorista (Soulé … ) dopo i due tiri falliti sullo stesso lato: un paradosso per l’ ex capocannoniere della Liga. E adesso? E ora c’è da lavorare soprattutto sul piano psicologico, rimandando a gennaio le sentenze. Gasp, che raffinato motivatore di attaccanti è sempre stato, si trova davanti al difficile compito di rilanciare un centravanti, Dovbyk, che tutti sanno non essere il suo profilo ottimale per il gioco che ha in mente, ma tant’è: adeguato per le dinamiche d’attacco di altre squadre magari, ma non l’ideale per le manovre avvolgenti “gasperiniane” che prevedono attaccanti in costante dialogo con trequartisti e mediani.[…] La pazienza di Gasp potrebbe finire presto, se Artem non darà una sterzata decisa (al di là del gol contro il Verona di domenica scorsa) al suo presente in campo. Un’occasione potrebbe averla subito domani contro la Fiorentina per togliersi dalle spalle il fardello degli errori e dello scetticismo sempre più palese nei suoi confronti: contro i viola l’amico Dzeko, parte in causa, non potrà nemmeno “consigliarlo” come ha fatto prima della gara contro la squadra di Zanetti con tanto di ringraziamenti social di Artem. Il quale dovrà, nel caso, trascinare la Roma attingendo a piene mani al suo orgoglio per riscattarsi e riguadagnare consensi. […] Con una certezza: nel caso di un nuovo calcio di rigore, non potendo tirarlo di sicuro Dybala (che contro il Lilla avrebbe probabilmente evitato la figuraccia dei compagni così come Pellegrini … ), non sarà lui a presentarsi davanti a De Gea. Perché proprio nessuno riuscirebbe a trovare un’attenuante in caso dell’ennesimo errore…

(Gasport)