Fiorentina-Roma, i convocati di Gasperini: torna Dybala. Out Angelino per influenza, ancora assente Bailey

Domani alle ore 15 la Roma affronterà la Fiorentina allo Stadio Artemio Franchi in occasione del match valido per la sesta giornata di Serie A e Gian Piero Gasperini ha diramato la lista dei convocati in vista della partita contro i toscani. Nell’elenco compare anche Paulo Dybala, il quale torna a disposizione dopo l’infortunio rimediato contro il Torino. Gli unici due assenti sono il lungodegente Leon Bailey e a sorpresa anche Angelino, colpito da influenza.

L’elenco completo dei convocati

Portieri: Svilar, Vasquez, Gollini

Difensori: Rensch, Ndicka, Tsimikas, Celik, Hermoso, Mancini, Ziolkowski, Sangaré, Ghilardi, Wesley

Centrocampisti: Cristante, Pellegrini, El Aynaoui, Kone, Baldanzi, Pisilli

Attaccanti: Dovbyk, Ferguson, Soulé, Dybala, El Shaarawy

(asroma.com)

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Primavera, il momento di Lulli

Gasperini lo tiene d’occhio fin dal primo giorno, Guidi invece lo considera un perno inamovibile nell’undici della Roma Primavera. E un momento magico per Emanuele Lulli. (…) Siamo davanti a un esterno moderno, un motorino capace di difendere ma anche di accompagnare bene l’azione offensiva; non a caso, da un suo spunto sulla destra è nato il gol. (…) Lulli si scalda per spingere come un treno sulla corsia. E poi risponderà alla chiamata dell’Italia. Un premio meritato per l’avvio di stagione dell’ex Tor Tre Teste.

(corsport)

Serie A Femminile, ROMA-PARMA 4-0: poker all’esordio in campionato per le giallorosse. A segno Corelli, Babajide, Giugliano e Dragoni (FOTO)

La Roma Femminile parte con il piede giusto in Serie A e riscatta la sconfitta in finale di Women’s Cup contro la Juventus. Le giallorosse strapazzano il Parma per 4-0 all’esordio in campionato, dominando dal primo all’ultimo minuto. Le ragazze di Rossettini spingono subito sull’acceleratore e si portano in vantaggio al 9′ con Corelli. Il gol del raddoppio porta la firma di Babajide e nella ripresa le reti di Giugliano e Dragoni chiudono definitivamente i conti. Successo al debutto, quindi, per la Roma, che ora potrà iniziare la preparazione in vista del match di mercoledì di Champions League contro il Real Madrid.

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IL TABELLINO

ROMA: Baldi; Bergamaschi (77′ Pante), Van Diemen, Valdezate, Veje (64′ Oladipo); Giugliano (64′ Graggi), Kuhl, Pandini; Babajide (77′ Galli), Corelli, Viens (64′ Dragoni).
A disp.: Mazzocchi, Soggiu, Di Guglielmo, Heatley, Valdezate, Rieke, Haavi, Pilgrim.
All.: Rossettini.

PARMA: Ceasar; Bou Salas, Ambrosi, Cox (85′ Bertucci), Real Carranza; Rabot, Pondini (71′ Uffren), Esteve Quintero (46′ Lonati), Dominguez; Kajan (71′ Benedetti), Pinther (64′ Kajzba).
A disp.: Fabiano, Copetti, Masu, Cardona, Distefano, Zamanian, Cissoko.
All.: Valenti.

Arbitro: Maresca. Assistenti: La Regina – Valcaccia. IV Uomo: Petraglione.

Marcatrici: 10′ Corelli, 28′ Babajide, 56′ Giugliano, 73′ Dragoni.

Note: presenti 1038 spettatori allo Stadio Tre Fontane.


LA CRONACA DELLA PARTITA

Secondo tempo

92′ – Finisce qui: Roma 4-0 Parma.

90′ – Assegnati due minuti di recupero.

85′ – Cambio per il Parma: fuori Cox e dentro Bertucci.

77′ – Doppio cambio Roma: escono Bergamaschi e Babajide ed entrano Pante e Galli.

73′ – POKER DELLA ROMA! Serpentina clamorosa di Dragoni, la quale scarta tutta la difesa del Parma e buca Ceasar con un potente destro dal limite dell’area.

71′ – Doppio cambio per il Parma: fuori Pondini e Kajan e dentro Uffren e Benedetti.

63′ – Tre cambi in casa Roma: dentro Greggi, Oladipo e Dragoni al posto di Giugliano, Veje e Viens. Per il Parma esce Pinther ed entra Kajzba.

59′ – Conclusione dalla distanza di Cox, tiro alto sopra la traversa.

56′ – 3-0 ROMA! A segno Giugliano dal limite dell’area con un destro sotto l’incrocio dei pali.

46′ – Al via la ripresa. Un cambio per il Parma: fuori Esteve Quintero e dentro Lonati.

Primo tempo

46′ – Fine primo tempo: Roma 2-0 Parma.

45′ – Un minuto di recupero.

43′ – Giugliano perde un pallone sanguinoso e avvia il contropiede del Parma, ma Esteve Quintero accelera la giocata e calcia fuori.

36′ – Il Parma sfiora il 2-1: conclusione dalla distanza di Esteve Quintero e palla a centimetri dalla porta di Baldi.

34′ – Grande chance per il 3-0 della Roma! Cross basso di Bergamaschi per Kuhl, la quale calcia indisturbata dall’altezza del dischetto del rigore ma spara alto.

28′ – 2-0 ROMA! Calcio d’angolo di Giugliano e colpo di testa di Babajide, che batte Ceasar grazie a una deviazione e sigla il raddoppio.

26′ – Parma pericoloso da calcio d’angolo con il colpo di tacco di Bou Salas, il pallone finisce di poco al lato della porta di Baldi.

23′ – Roma a un passo dal 2-0! Viens scappa sulla destra e serve Babajide, la quale prova ad anticipare Ceasar con la punta ma il portiere compie un ottimo intervento.

20′ – Colpo di testa di Pandini su cross di Babajide, ma non inquadra la porta.

18′ – Ci prova anche Giugliano dal limite dell’area, ma il tiro di sinistro si spegne sul fondo.

15′ – Conclusione di prima di Bergamaschi, palla fuori.

11′ – Pandini si inserisce in area con il pallone sulla destra e serve dentro l’area Viens. La canadese però colpisce male e non trova il gol.

10′ – VANTAGGIO ROMA! Grande palla di Giugliano per Corelli in area. La numero 16 stoppa il pallone e appoggia in rete trovando il gol dell’1-0.

6′ – Ci prova il Parma con un tiro dalla distanza, ma la difesa giallorossa è brava a respingere.

1′ – Match al via.

Domani attesi in 20mila. Pioli spera di avere Sohm

Sono attese più di ventimila persone domani pomeriggio al Franchi per una partita attesissima, anche perché la Roma è in testa alla classifica. (…) Sostenitori giallorossi ammessi saranno soltanto 300 come già successo contro il Napoli. Intanto sul fronte squadra, Pioli sta cercando di recuperare Simon Sohm almeno per la panchina.

(gasport)

Fenomenologia di un rigore sbagliato tre volte

Quel rigore era già nato male: non lo aveva decretato l’arbitro il belga Erik Labrechts, connazionale di quel Jean Langenus, il “fischietto” della prima finale mondiale fra Uruguay e Argentina nel 1930 (vinsero i pa-droni di casa “uruguagi”, come si diceva una volta degli uruguayani) che aveva accettato l’incarico a due condizioni, un’assicurazione sulla vita e la garanzia che subito dopo il fischio finale sarebbe stato accompagnato su di una nave che aspettava a motori accesi per salpare urgentemente verso l’Europa. Era, questa volta, verso l’80esimo minuto di Roma-Lille, partita di Europa League l’altra sera all’Olimpico. Aissa Mandi, giocatore del Lille, che s’era fatto notare nel bene (suo…) per un salvataggio di piede sulla linea, non s’era fatto notare (nel male) dall’arbitro per un tocco di mano in area sua. Lo chiamavano al Var, la visione era breve, il gesto imperioso ed inequivocabile pur senza l’announcement da simil-balcone. Ora si trovavano l’uno di fronte all’altro, come in “Mezzogiorno di fuoco”, la punta della Roma (“piallata” attualmente, ma giorno verrà…) e della Nazionale, l’ucraino Artem Dovbyk, fresco d’ingresso in campo al posto dell’irlandese Ferguson, pure lui sofferente al momento d’un cronico mal di gol, e il portiere del Lille e della Nazionale, il turco Berke Ozer. (…) Neppure gli scienziati di fisica, che hanno studiato che una rincorsa di 5 o 6 passi, percorrendo come un arco fra i 20 e i 30 gradi, mirando a uno dei due angoli alti della porta (dove la traversa incrocia i pali), fissando il bersaglio a “circa” 50 centimetri dall’intersezione, e già una teoria fisica con un “circa” è approssimativa, e scagliando il pallone a 100 chilometri orari, il gol è “quasi” garantito, e anche il “quasi” approssima l’infallibile studio. Che se poi il rigorista fosse mancino, allora, spiega la teoria, avrebbe un 4 per cento di possibilità di fare gol. Anche gli economisti e gli stregoni, per supportare le loro teorie, si sono attaccati al calcio di rigore. (…) Sta che il piè fucile fece una mezza cilecca e le mani pistolere, dopo aver ballonzolato come in un balletto intimidatorio del saltellante portiere, sono arrivate esattamente al punto, che non era quello dell’ideale bersaglio degli scienziati, dove arrivò il pallone. Parato. Ma Ozer s’era mosso prima e troppo avanti: la linea di porta è il limite estremo, chi la passa è perduto. Dunque il rigore era da ripetere. E fu ripetuto. C’è chi dice che se tiri un rigore sempre allo stesso modo allora è probabile che tu acquisisca una tecnica e degli automatismi sempre migliori e più efficaci e che dunque crescano le probabilità di successo. C’è, invece, chi applica la “teoria dei giochi” e ritiene che l’imprevedibilità, alla fine dei conti, sarà più pagante. Dovbyk fu della prima idea: il suo secondo rigore era la fotocopia del primo. E siccome anche la seconda parata di Ozer era la fotocopia della prima, anche l’intervento arbitrale fu la fotocopia del precedente: si ripeta! E tre. Stavolta Roma cambiò il tiratore scelto che fu Soulè, il quale, di suo, cambiò anche la traiettoria: mirò a sinistra. Anche Ozer, però, cambiò il tuffo gettandosi sulla nuova traccia. Fu conoscenza? Fu intuito? Fu semplice fortuna? Chissà. Fu però il fatto che un solo rigore fu sbagliato tre volte (o parato, anche qui la di-scussione è eterna o almeno più che secolare da quando, a fine Ottocento, il rigore fu inventato e suggerito da William McCrum, portiere irlandese: è merito del portiere o demerito del rigorista?). Un fatto insolito: Gasperini, l’allenatore della Roma, ha subito detto «io non l’avevo visto mai, ma forse neppure voi». (…)

(Il Quotidiano Nazionale)

Il rigore sbagliato tre volte fa sorridere Beccalossi «Sono stati peggio di me»

Sbagliare due rigori nella stessa partita non è la fine del mondo. In fin dei conti quando capitò a Evaristo Beccalossi, in una notte di Coppa delle Coppe fra Inter e Slovan Bratislava nel 1982, Paolo Rossi prese spunto per un celeberrimo monologo divenuto un marchio di fabbrica del comico. Quando ieri mattina al Becca, tornato ora a casa dalla moglie Daniela, dopo il lungo ricovero in ospedale causato dall’emorragia cerebrale e dal successivo coma, è stato riferito del triplo errore della Roma dal dischetto, ha sorriso. «C’è chi ha fatto peggio di me». Riassunto della tragica notte, per il popolo romanista, di Europa League. (…) Nel 1984 fu il Giaguaro Castellini, all’epoca portiere del Napoli, a bloccare in una sola sfida tre penalty, due a Bruno Giordano e l’ultimo a Vincenzo D’Amico: «Per compiere una prodezza del genere servono un mix di intuito e di fortuna. Non è che hai tutto quel tempo per ragionare: in una frazione di secondo le decisione su dove buttarsi è istinto puro. Del resto il portiere non ha nulla da perdere: se non la prendi, pazienza. Se pari sei un eroe. La responsabilità è tutta sulle spalle dell’attaccante». (…) In quei minuti cosa passa per la testa? Tensione, paura. Poi consideriamo anche il momento specifico della gara: all’epoca eravamo in avvio, mentre Dovbyk aveva l’ansia di dover fare risultato mancando pochi minuti alla fine». (…)

(corsera)

Gasperini, ora guai a parlare dei rigoristi

«Credo che sia uno «dei peggiori rigoristi che io abbia mai visto», disse l’allenatore dell’Atalanta. Si riferiva a Lookman che aveva appena sbagliato un penalty contro il Bruges. Era il febbraio scorso e per contrappasso dantesco è accaduto qualcosa di irresistibile a Roma, tre rigori sbagliati, uno dietro l’altro, Dovbyk due volte, Soulé l’ultima gaffe, rigori ripetuti per l’idiota regola introdotta dai geni della Fifa per bloccare, condizionare, violentare la prestazione del portiere costretto a non muoversi dalla propria linea bianca, così come i suoi compagni bloccati all’ingresso dell’area dei sedici metri. (…) Ozer ha preso il posto di Chevalier, colui il quale è andato al Paris St.Germain al posto di Donnarumma, il Lille ha pagato il turco 4 milioni e mezzo, dalle nostre parti un affare simile sarebbe impossibile, troppo bassa la somma, mediocre il tesserato. Invece Ozer, dopo aver girato i campionati di Turchia, Portogallo e Belgio, ha trovato dimora in Francia e giovedì sera è entrato nella storia dell’Europa League e della stessa Roma. Non escludo che ai tifosi giallorossi, di anagrafe datata, sia venuto alla mente Bruce Grobbelaar e la notte della finale di coppa dei campioni. (…) Gli errori non hanno provocato reazioni dell’allenatore Gasperini che, stavolta, ha preferito evitare l’elegante frase con la quale censurò il rigorista Lookman. Si replica.

(Il Giornale – T. Damascelli)

A Firenze solo 300 nel “formaggino”

E c’era da aspettarselo: se ne sono andati in fretta e furia i 300 biglietti per il settore ospiti dell’Artemio Franchi di Firenze messi in vendita dalla Fiorentina ieri pomeriggio, con vendita solo in ricevitoria, tra l’altro. La vendita dei biglietti per i tifosi romanisti (residente nella nostra Regione) è stata riservata solamente al settore ospiti e ai possessori di Fidelity card  As Roma. (…) Intanto per Roma-Inter in programma alla ripresa dopo la sosta, sabato 18 ottobre alle 20.45, si è raggiunta quasi quota 60 mila spettatori.

(Il Romanista)

Friedkin in missione per l’Eca e per la Roma

Top Dan, pilota avventuroso e riservatissimo, sta pianificando l’atterraggio sulla base di Roma. Tornando a casa dalla trasferta di Firenze, la delegazione giallorossa potrebbe infatti trovare a Trigoria niente meno che “mister president“, il patron che predica il silenzio e la riservatezza ma che non rinuncia mai a prendere di petto le decisioni importanti, chiedendo conto delle deleghe che concede. […] Dalle grandi questioni internazionali, Friedkin passerà al vaglio le questioni giallorosse. In quegli stessi giorni Dan potrebbe infatti far visita alla squadra, incontrare il ds Massara e il senior advisor Ranieri e anche intrattenersi con il tecnico Gasperini, con il quale c’è un rapporto sincero e schietto. La presenza del patron americano, che si trova già in Europa e nei giorni scorsi è stato avvistato in Scozia, a Carnoustie, per l’Alfred Dunhill Links Championship di golf, si rivelerà utile per stilare, insieme ai dirigenti e all’allenatore, un piano di media-lunga durata, con annesse strategie operative per il mercato di gennaio e non solo. L’ultima visita di Friedkin a Trigoria risale alla fine di agosto, quando il suo arrivo lasciava immaginare una svolta immediata sulle trattative (Sancho su tutte) che si erano arenate sulla distanza tra domanda e offerta. […] Chissà che questa non possa essere l’occasione per affrontare la questione commerciale: la Roma è passata dai 25 milioni garantiti in due anni da Riyadh Season ad avere la maglia senza sponsor, una scelta inedita nei mesi in cui ogni voce nei ricavi può rivelarsi decisiva per rispettare i paletti del fair play finanziario ed evitare dolorose cessioni.

(Corsport)

SOULÉ: “Gasperini può darmi tanto, vuole farmi entrare di più in area. L’obiettivo è la qualificazione in Champions” (VIDEO)

SERIE A YOUTUBE – Matias Soulé è tra i maggiori protagonisti giallorossi in questo inizio di stagione. Il numero 18 della Roma ha rilasciato un’intervista ai media della Lega Serie A e ha trattato diversi temi, dall’ambientamento fino al rapporto con Gasperini. Le sue parole:

Sulla voglia di migliorare?
Mi sono fatto questo tatuaggio da ragazzino, credo a quattordici anni. La frase mi piaceva, sono un tipo ambizioso: non mi accontento mai e voglio sempre di più. Non ho limiti e spero di non averne mai, voglio continuare a migliorare per sempre“.

Sull’ambientamento?
All’inizio dello scorso anno non è stato facile. Alla Roma ci sono stati tanti cambi di allenatori e ambientarsi è stato complicato. Ma per fortuna, tutti hanno avuto fiducia in me. Club e compagni mi aiutano ogni giorno a crescere e a fare quello che so fare meglio“.

Sugli obiettivi di quest’anno?
Quest’anno vogliamo arrivare il più in alto possibile in campionato e andare lontano in Europa League e Coppa Italia. L’obiettivo principale è la qualificazione in Champions, poi vedremo partita dopo partita“.

Su Gasperini?
Credo che possa darmi tanto. Stiamo lavorando per essere più incisivi davanti, segnare di più e fare più assist. Vuole che io entri di più in area avversaria: è una cosa che ha già preteso da altri attaccanti. So che ho molto da migliorare, ma sono sicuro che col suo aiuto potrò fare molto di più“.

Su Dybala?
Seguivo Dybala da bambino, quando faceva magie alla Juventus. Ho avuto la fortuna di giocare con lui, ora stiamo sempre insieme, in campo e fuori. È un giocatore fantastico e sono orgoglioso di averlo come compagno“.

Sull’Argentina?
La nazionale è un sogno per me e per tutti in Argentina. Ogni bambino sogna di indossare quella maglia. È fondamentale lavorare sodo ed essere costanti nel club. Spero di continuare a crescere qui con squadra e allenatore: con l’impegno, tutto verrà da sé“.

Sui tifosi?
Il sostegno dei tifosi è molto importante. Ci danno una mano soprattutto all’Olimpico, sentiamo la loro presenza e ci aiuta tanto. Ci dà l’energia per andare avanti al massimo“.