Conferenza stampa, Sarri: “Il derby si gioca per vincere. Castellanos recuperabile, Rovella da valutare”

Domani alle ore 12:30 andrà in scena l’attesissimo Derby della Capitale tra Lazio e Roma, valido per la quarta giornata di Serie A. Alla vigilia della stracittadina Maurizio Sarri, tecnico della formazione biancoceleste, è intervenuto in conferenza stampa per rispondere alle domande dei cronisti. Ecco le sue dichiarazioni.

Quali sono le sue emozioni? Come sta la squadra?
“Le emozioni devono rimanere le stesse: è una partita particolare, estremamente sentita. Penso che queste siano tra le partite più sentite in Europa, uno dei derby più intensi e seguiti al mondo. Quindi, per forza di cose, le emozioni, così come il livello di adrenalina, sono molto alte. Gli acciaccati non lo so: Castellanos è più avanti e sembra recuperabile, Rovella lo valutiamo oggi. Per il resto gli altri infortunati sono sempre fuori. Per quanto riguarda Patric, ieri ha fatto una parte dell’allenamento con la squadra, quindi potrebbe essere in panchina ma in un ruolo più simbolico che effettivo”.

Dele-Bashiru come sta?
“Ha avuto un problemino e ha fatto un controllo che è risultato negativo. Oggi si dovrebbe allenare e dovrebbe essere dentro”.

Sacchi dice che fisicamente la Roma è più avanti…
“Le squadre di Gasperini sono sempre fisiche e aggressive e creano notevoli difficoltà, quindi è una valutazione abbastanza corretta. E’ chiaro che bisognerebbe essere su altissimi livelli tecnici per mandare a vuoto questo livello d’aggressività”.

La Roma secondo lei è favorito?
“Non mi importa niente, il derby è una partita fra due popoli che dal punto di vista sportivo si odiano. Quindi io voglio solo che la mia squadra, favorita o non favorita, vada dentro e lotti per il proprio popolo. Poi chi è favorito non mi interessa, noi dobbiamo lottare per il nostro popolo per 95/100 minuti a 35 gradi”.

Cosa chiede in particolare alla sua squadra?
“Domenica abbiamo giocato contro un blocco difensivo basso, ma siamo entrati poco dentro. È chiaro che così fai fatica a diventare estremamente pericoloso. La partita ha dato la sensazione di essere sempre sotto controllo, ma allo stesso tempo sembra che la squadra faccia il compitino invece di cercare di vincere ogni duello. Bisogna avere più coraggio nelle scelte e rendersi conto delle nostre caratteristiche. Noi siamo una squadra che deve attaccare gli spazi e non stare a palleggiare in una zona di campo troppo ampia. Stiamo lavorando su questo”.

Che differenza c’è tra preparare il derby rispetto alle altre gare?
“La differenza è emozionale e motivazionale e questo si riflette chiaramente in un livello di attenzione superiore da parte di tutti i giocatori. Queste partite hanno una componente motivazionale e emotiva che, secondo me, è superiore a quella di tante altre”.

Come sta approcciando il derby? Si ricorda quello perso? Invidia Gasperini che è solamente al primo?
“L’inconsapevolezza, appena entri in campo prima del fischio d’inizio, diventa consapevolezza e quella è un’altra storia.  Mi ricordo questo disagio emotivo nei giorni successivi al derby perso, questa tristezza infinita che mi entra addosso e che ti fa capire cosa significa il derby. E’ quasi una vergogna tornare al centro sportivo ed è questo il mio stato d’animo. Ieri ne parlavo anche con i giocatori, perché questo è il derby. È una partita in cui se non fai tutto quello che devi fare, rischi di deludere un po’. E se succede te lo senti addosso in maniera pesante. Questo deve essere stampato nei nostri cervelli e nei nostri cuori. E da questo punto di vista non dobbiamo sbagliare niente. Qual è l’importanza di un derby se non per vincere? Io penso che il derby si giochi per vincere”.

Pedro sarà titolare oppure un’arma a gara in corso?
“La partita la giocherà, non so se in parte o se dall’inizio, ancora non abbiamo deciso. C’è da valutare cosa ci rimane a disposizione per poter eventualmente cambiare la partita, ci sono tante cose da considerare. Però sicuramente su Pedro ci facciamo grande affidamento. Un giocatore così è importante, ha sempre fatto prestazioni significative. Ci facciamo affidamento, poi vediamo quando”.

Che ne pensa dell’orario delle 12:30? Lei e Gasperini siete valori aggiunti delle due squadre?
“Se dipendesse solo da noi, gli ultimi 20 campionati li avremmo vinti io e Gasperini ma non è così. Ci conosciamo da più di 20 anni e in tutto questo arco di tempo è cresciuto. Rispetto profondamente la valutazione che ho di lui come uomo e come persona. Giocare contro, invece che dividerci, ci ha accomunato. E’ un grande allenatore, una persona che rispetto profondamente e che sicuramente in questa stagione alla Roma darà tanto. Ma domani è il derby, domani siamo parecchio contro”.

Il derby può accendere la Lazio?
“Finora abbiamo fatto una bruttissima partita a Como e una buona partita contro il Verona. Contro il Sassuolo la squadra è stata corta, compatta e ordinata, abbiamo fatto una buona partita dal punto di vista tattico. Se mi chiedi l’interpretazione della gara, ti dico che ci è mancato qualcosa a livello di continuità di pressione e in fase difensiva e offensiva. Qualcosa abbiamo sbagliato”.

Le sue emozioni sono le stesse della prima esperienza alla Lazio?
“Forse di più, perché il tempo ti fa affezionare e amare sempre di più l’ambiente e la squadra. Quest’anno lo sento maggiormente sulle spalle, quindi l’intensità dell’emotività è la stessa e forse anche di più”.

Lei sembra non aver le idee chiare…
“Io ho le idee chiarissime. Non si dà uguaglianza a certi momenti delle partite, ma la squadra è molto ordinata, corta e compatta. L’obiettivo primario per la società era cercare di dare maggiore solidità a questa squadra. Poi c’è bisogno di tirare fuori la qualità. Non la stiamo tirando fuori per motivi tattici o perché non abbiamo le carte in regola, ma tra qualche mese avremo le idee più chiare”.

Modric è un leader, mentre Pedro…
“Sono due ruoli diversi… Per Pedro l’intensità conta molto di più e stiamo cercando di preservarlo senza rischiare. Inoltre Pedro ha avuto una tendinite bilaterale e gli abbiamo fatto fare una settimana di riposo nel momento della sosta delle nazionali. Quindi è una gestione che prende in considerazione diverse cose”.

Su cosa è più forte la Lazio rispetto alla Roma? Cosa vuol vedere dalla sua squadra domani?
“Voglio vedere da parte della squadra il lavoro sul campo che, in questo momento, non riusciamo a trasportare pienamente in partita. È tanto ed è fatto anche abbastanza bene. Questa è l’unica squadra che ho allenato che mi lascia la sensazione di avere più ritmo e più intensità in allenamento che in partita. Quindi vuol dire che ancora qualcosa ci sta frenando. Domani dobbiamo essere più forti caratterialmente”.

Come cambia la preparazione giocando alle 12:30?
“Io penso che l’orario sia pesante per noi e per loro, ma l’orario di domani non è una sconfitta della Lazio o della Roma bensì del calcio e delle istituzioni. Se chi deve mantenere l’ordine pubblico prende queste decisioni… Comunque non ce ne deve importare niente. Se c’è una partita per cui vale la pena soffrire il caldo, è questa”.

Come vede Zaccagni?
“Sta crescendo piano piano, è chiaro che anche lui ha fatto l’estate con l’intervento, quindi le difficoltà iniziali erano inevitabili, però sta crescendo. A livello di maturità, come uomo, mi sembra cresciuto e potrebbe diventare un capitano importante”.

Cosa ha ritrovato nella tifoseria laziale?
“Nella stragrande maggioranza i tifosi della Lazio sono persone molto pazienti. Poi ci può essere una frangia più piccola, ma nella stragrande maggioranza è così. Li accomuna un amore smisurato per questa maglia, un amore che io in tanti anni di carriera ho visto solo qui e a Napoli. E questo è il motivo per cui ti dico che da fuori è difficile capire, ma quando ci sei dentro lo impari. Vedi proprio un attaccamento, un amore viscerale verso questa maglia. Questo è importantissimo e sarebbe fondamentale riuscire a trasmettere ai giocatori questo senso di appartenenza. Nel calcio attuale non è qualcosa di estremamente semplice, però sarebbe molto importante e gradito”.

Rovella come sta? Isaksen e Vecino invece?
“Tra mezz’ora valuterà se Rovella ce la può fare o no. Ieri ha fatto solo una piccola parte dell’allenamento con la squadra perché aveva ancora un po’ di dolore, oggi lo valutiamo. Vecino è ancora in mano all’area medica, sta facendo degli allenamenti differenziati e io spero che la prossima settimana ritorni perlomeno a disposizione per cominciare ad allenarsi con noi. Isaksen è un ragazzo che si sta allenando da poco, aveva una caviglia gonfia ed era malato. Per farlo tornare in grande condizione non è un percorso istantaneo”.

Dele-Bashiru sarà titolare?
“Non lo so, vediamo. Non mi sono mai lamentato degli assenti, se non gioca uno gioca un altro”.

Dobbiamo aspettarci una gara giocata a viso aperto o più lenta?
“Forse un gioco più lento potrebbe dipendere dalle temperature e dall’evoluzione del match. Bisogna prepararsi a tutti e due gli eventi perché determineranno poi la via che la partita può prendere”.

VIDEO – Gasperini e il cambiamento dall’Atalanta alla Roma: “Dovrò uscire dalla comfort zone, ma manterrò sempre i miei principi”

Torna a parlare Gian Piero Gasperini. L’allenatore della Roma è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del derby contro la Lazio, valido per la quarta giornata della Serie A 2025/26 e in programma domani alle ore 12:30 allo Stadio Olimpico. Tra i vari temi trattati il tecnico giallorosso si è soffermato sulla scelta di allenare il club capitolino e sui cambiamenti che ne derivano rispetto alla sua avventura all’Atalanta: “Probabilmente dovrò uscire dalla mia comfort zone legata al mio tipo di calcio e a una rosa con determinate caratteristiche, ma questa è un’ulteriore sfida. Dovrò cercare di recuperare altre strade e situazioni, mantenendo sempre i miei principi: una squadra propositiva e che cerca di ottenere il risultato tramite il gioco e lo scontro sportivo”.

Conferenza stampa, GASPERINI: “I derby che restano sono quelli che vinci. Ricaduta per Wesley, indicazioni negative su Hermoso. Pellegrini? Pronto per giocare, ma se è inviso a piazza o società…” (VIDEO)

Domani alle 12:30 la Roma sarà impegnata nel derby contro la Lazio nella sfida valida per la 4a giornata di Serie A. Come di consueto, alla vigilia, il tecnico Gian Piero Gasperini parlerà in conferenza stampa: appuntamento alle 13:45. LAROMA24.IT seguirà in diretta testuale l’evento.

 

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Come sta vivendo il suo primo derby? Wesley e Hermoso possono recuperare?
“Non lo sappiamo ancora, stabiliamo oggi. Wesley ha avuto una ricaduta, una gastroenterite che gli ha creato un po’ di problemi. Ci sono altre 24 ore, speriamo stia meglio. Hermoso? Proviamo oggi, non ci sono indicazioni positive ma resta un po’ di fiducia. Il derby di Roma è famoso in tutto il mondo per le coreografie, i colori e il pubblico. Si tratta di una partita particolare e diversa, c’è una rivalità cittadina in campo e rende tutto più bello e teso”.

Cosa le preoccupa di più della Lazio? Ed essendo un derby alla quarta giornata, si vince o si può anche pareggiare?
“I derby che restano sono quelli che vinci, quelli che pareggi non te li ricordi e quelli che perdi li dimentichi velocemente. Giocarlo alla 4a giornata è inusuale, questa è una parte della stagione dove le squadre sono più rivolte a pensare di costruirsi e migliorarsi. Giocarlo in questo momento però alza subito l’attenzione sul campionato. La Lazio è un’ottima squadra con un grande allenatore, non ha fatto mercato ma non ha venduto nessuno. Tolti gli ultimi due mesi della passata stagione, la Lazio stava facendo molto bene. Riconosco il valore della squadra e dei giocatori, è una partita di livello”.

C’è ancora modo di sorprendere Sarri dopo tanti incontri? Roma è la sfida più difficile della sua carriera?
“In questo momento sono rivolto al presente. Questa è una bella sfida, io cerco di portare l’esperienza della mia carriera in una piazza come Roma, che mi ha spinto e motivato a scegliere questa strada. Sono convinto della bontà della scelta. Io devo ottenere il massimo da ciò che abbiamo ora e probabilmente dovrò uscire dalla mia comfort zone legata al mio tipo di calcio e a una rosa con determinate caratteristiche, ma questa è un’ulteriore sfida. Dovrò cercare di recuperare altre strade e situazioni, mantenendo sempre i miei principi: una squadra sempre propositiva e che cerca di ottenere il risultato tramite il gioco e lo scontro sportivo. Sarri? Ci siamo incontrati in C per la prima volta, siamo partiti tutti e due dalla gavetta. Lì si è formato e ha portato alcune sue squadre a essere un esempio di calcio. Tutto quello che abbiamo conquistato ce lo siamo costruiti nel tempo”.

Possiamo vedere Pellegrini dal 1′?
“In un calciatore la voglia non manca mai, è molto alta. Giocare in Serie A con la Roma è sempre speciale, quindi non credo sia cambiato molto. Tutti i giocatori sarebbero prontissimi per giocare”.

Dovbyk ha dato dei segnali in settimana? Cosa serve di più in un derby?
“Devi essere micidiale negli episodi. Tutti hanno cuore e attenzione, ma devi essere molto bravo a portare tutti gli episodi dalla tua parte ed essere preciso in queste situazioni. Questo vale in tutte le partite importanti ed equilibrate, gli episodi cambiano le gare e le portano da una parte o dall’altra. Dovbyk? Non è entrato perché c’era un’altra situazione. Col Torino non abbiamo fatto bene, ma non abbiamo fatto peggio dei granata e non meritavamo di perdere. Abbiamo perso per un tiro in porta, non l’abbiamo preparata benissimo a causa delle nazionali. Ora c’è un’altra partita, io devo guardare la crescita e lo sviluppo della squadra. Il mercato è chiuso, giocatori come Dovbyk, Pellegrini e Baldanzi, che dovevano andare via, sono rimasti e io devo recuperarli tutti. Dopo la fine del mercato io guardo avanti e ora ho bisogno di tutti. Dovbyk, Pellegrini e Baldanzi devono fare benissimo. Ci sono 22/23 giocatori e devo tirare fuori il meglio da loro. Voglio vedere una squadra che sul piano del gioco e della corsa faccia qualcosa di superiore rispetto all’ultima partita”.

Pellegrini è arrivato alla condizione degli altri? Tsimikas può giocarsi il posto con Angelino?
“Tsimikas è arrivato dopo la pausa per la nazionale e ha cominciato a inserirsi. Non so quando, ma giocherà viste le tante partite. Magari può giocare anche domani a gara in corso o all’inizio… Non abbiate dubbi, giocherà. Pellegrini? Per me è un giocatore potenzialmente forte, poi ci sono le prestazioni. E’ fuori da mesi, ma questa è una partita che va oltre e lui si sta allenando da tanto. Non ha problemi di inserimento nella squadra, ma non so quando sarà il momento di giocare: domani? Non lo so. Lui fisicamente sta bene ed è pronto per giocare. Mi aspetto che oltre alle sue qualità diventi anche un atleta, un giocatore di alto livello. Ha potenzialità altissime e non so perché non è riuscito a mostrarle con costanza. Gattuso lo aspetta, ma c’è bisogno di prestazioni e condizione fisica. Ha 29 anni, può fare tutto e nel ruolo avanzato è forte. Domenica ha giocato El Aynaoui in quel ruolo, forse ha bisogno di più tempo. In quel ruolo ci possono giocare Pellegrini, Pisilli e Cristante, che fece 13 gol in un anno all’Atalanta. Devo verificare una cosa: Pellegrini lo recupero io da solo? Va bene per la società e per il pubblico? Perché sennò… Lui è un giocatore di livello, ma se non va bene al pubblico o alla società non lo posso fare. Se lo recuperiamo perché ci serve, perché probabilmente a me serve il miglior Pellegrini, tutti insieme abbiamo un giocatore di livello. Altrimenti diventa un problema e vado su un altro giocatore. Io devo recuperare tutti e guardo le prestazioni, dove ho bisogno giocano”.

I protagonisti di questo derby potreste essere voi allenatori, lei e Sarri?
“Purtroppo noi allenatori non giochiamo. Tutti i calciatori devono esprimersi al meglio. Sono partite di grande attesa per la tifoseria. Dispiace che ci siano infortuni perché tolgono qualcosa alla partita, però poi si gioca 11 contro 11 e chi va in campo può fare bene”.

Sta pensando a qualche cambiamento?
“Dall’inizio della carriera mi hanno detto tante cose: ‘Se giochi in Serie C è una cosa, in B un’altra, in Serie A un’altra e in Champions League un’altra ancora’. Difficile che cambi principi, ma devo tenere conto delle caratteristiche dei giocatori: Pellegrini non è un attaccante, Baldanzi è un trequartista, come attaccanti abbiamo Dybala e Bailey che sono fuori. Quindi devo rispettare le caratteristiche dei giocatori. Non sono convinto che abbiamo fatto così male, per una partita andata male stiamo cancellando i primi due mesi… Abbiamo fatto ottime gare. I miei principi non sono modificabili, altrimenti dovrei snaturarmi e non ne ho intenzione. Forse lo dovevo fare prima, ma finora è andata bene così”.

Non era mai partito così male con 2 gol in 3 partite ai tempi dell’Atalanta: è solo sfortuna?
“Non parlerei di sfortuna. La fase offensiva, come quella difensiva, va fatta da tutti. Se hai una buona fase offensiva, metti in condizione gli attaccanti di fare più gol, così come è importante la fase difensiva. Se ti manca qualche gol devi trovare delle soluzioni e dei miglioramenti in tutta la squadra, devi disimpegnare meglio e offrire agli attaccanti situazioni migliori, altrimenti sarebbe troppo facile. Evidentemente, sotto quell’aspetto, abbiamo fatto cose buone ma dobbiamo fare ancora meglio. Altrimenti è troppo facile dare la colpa a uno o all’altro”.

Sarà più importante il pressing alto o chiudere gli spazi tra le linee?
“Dobbiamo fare bene in entrambe le fasi, dato che conosciamo le caratteristiche della Lazio. Dobbiamo usare le nostre qualità migliori per metterli in difficoltà”.

El Aynaoui può giocare in coppia con Koné o è un’alternativa al francese?
“Ha giocato avanzato con il Torino ed è un ruolo non facile. Per me può fare tutti i ruoli del centrocampo, è duttile e dinamico”.

Soulé può essere una soluzione dietro le punte? L’orario può essere un problema?
“Il problema di giocare alle 12:30 è dovuto alle temperature e riguarda tutte e due le squadre. Giocare con queste temperature è una grande difficoltà per i giocatori. Soulé è stato provato lì in allenamento qualche volta, ma ci vuole tempo. Sta facendo bene, l’anno scorso giocava spesso come quinto, quest’anno gioca più offensivo ed è anche abbastanza prolifico. Non vedo grandi problemi, poi dietro le due punte devo verificare”.

Come sta El Shaarawy?
“El Shaarawy è entrato con il Torino. A parte Wesley ed Hermoso stanno tutti bene fisicamente”.

Serie A, Lecce-Cagliari 1-2: doppietta di Belotti, i sardi vincono in rimonta

Una doppietta di Andrea Belotti regala al Cagliari una preziosa vittoria in rimonta sul campo del Lecce. Al Via del Mare, nella gara valida per la quarta giornata di Serie A, i sardi si impongono per 2-1 al termine di una partita combattuta. I padroni di casa erano passati in vantaggio dopo appena cinque minuti con Tiago Gabriel, ma si sono dovuti arrendere alla giornata di grazia del “Gallo”.
L’attaccante ex Roma ha prima pareggiato i conti al 33′, per poi siglare il gol della vittoria al 71′ su calcio di rigore, completando la rimonta. Una doppietta accompagnata da una particolare statistica, come sottolineato da Opta: Belotti è infatti il primo giocatore a segnare più di un gol nella sua 350ª partita in Serie A, tra quelli che hanno esordito nell’era dei tre punti a vittoria.

Lazio, Pedro: “A Roma il derby si vive con maggior intensità e passione. Speriamo di vincere”

A due giorni dal Derby della Capitale, Pedro, attaccante della Lazio ed ex anche della Roma, ha raccontato le sue sensazioni in vista della partita ai microfoni di DAZN. Lo spagnolo ha analizzato il momento della sua squadra e l’atmosfera che si vive in città.

Sulla partenza negativa in campionato, l’attaccante ha dichiarato:
“Abbiamo iniziato male il campionato, soprattutto dopo la brutta sconfitta contro il Sassuolo, ma ora abbiamo l’opportunità di fare una bella partita. È un derby e sarà molto difficile, tosto, ma ci stiamo preparando bene in settimana e speriamo di fare una bella prestazione per ottenere una vittoria che sarà molto difficile”.

Gli è stato poi chiesto cosa significhi per un giocatore segnare in un derby:
“È una partita diversa, non è importante solo per il calciatore ma per tutta la gente, per la città, per la società, per tanti tifosi che guardano la partita. Sono partite speciali, spero di fare di nuovo una bellissima prestazione e di aiutare la squadra, se posso farlo”.

Infine, l’attaccante ha cercato di spiegare cosa renda il derby di Roma diverso dagli altri:
“Si vive di più, con maggior intensità e passione. Se ne sta parlando già da settimane, già da inizio stagione la gente ti ferma al ristorante, in città o al supermercato. I laziali lo vivono con tanta passione ed emozione, la gente sta vivendo un momento difficile ma fa lo sforzo di venire a vederci e noi dobbiamo dare una risposta, dando tutto in campo”.

Derby, piano sicurezza: afflussi separati e droni ad alta quota

È stato definito in questura il piano sicurezza per il derby Lazio-Roma, in programma per domenica alle 12:30. Nel piano, la sorveglianza aerea sarà uno dei pilastri del dispositivo di sicurezza pianificato, con i droni ad alta quota, in sorvolo coordinato con gli elicotteri del reparto volo, garantiranno una visuale completa ed in tempo reale delle direttrici principali percorse dalle tifoserie. L’obiettivo è quello di individuare tempestivamente eventuali movimenti organizzati e, al contempo, di garantire, attraverso la remotizzazione delle immagini in diretta presso il centro per la gestione della sicurezza dell’evento, la necessaria canalizzazione delle informazioni per la eventuale rimodulazione dei servizi.

I preparativi in vista della stracittadina sono partiti stamane, con l’inizio delle operazioni di allestimento delle coreografie da parte delle tifoserie e con il tavolo tecnico tenutosi nel pomeriggio e presieduto dal questore di Roma Roberto Massucci in via San Vitale.
Fari puntati non solo sull’Olimpico ma anche sulle zone del centro, a maggiore vocazione ricettiva rispetto alle dinamiche delle frange ultras. Per questo, un piano specifico scatterà da stasera nelle aree del centro, nei luoghi di abituale ritrovo delle tifoserie e in quelli ritenuti meritevoli di attenzione, in vista del prevedibile approdo nella Capitale di ultras provenienti dall’estero, che spesso partecipano al derby anche per i rispettivi gemellaggi con le tifoserie di Lazio e Roma. Prima dell’evento scatteranno quindi le bonifiche di tutte le aree pertinenziali dell’impianto sportivo, al fine di recuperare strumenti e oggetti che gli ultras potrebbero nascondere.

Il piano predisposto dalla questura prevede percorsi di afflusso dedicati per i sostenitori della Ss Lazio e dell’As Roma: a ciascuna tifoseria, infatti, sarà riservata una diversa zona utile a raggiungere lo stadio e le vie di afflusso. La gestione della sicurezza vedrà al lavoro le forze dell’ordine e l’Ares 118 con il supporto delle società di calcio, con lo schieramento degli steward.

Lazio, Zaccagni: “Derby? Va gestita la pressione” – Guendouzi: “È la partita più importante dell’anno” – Romagnoli: “È il più sentito in Italia”

Mattia Zaccagni, Matteo Guendouzi e Alessio Romagnoli, rispettivamente attaccante, centrocampista e difensore della Lazio, hanno rilasciato alcune dichiarazioni in vista del Derby della Capitale, valido per la quarta giornata di Serie A e in programma domenica alle ore 12:30 allo Stadio Olimpico. Ecco le loro parole.

ZACCAGNI A DAZN

Il derby?
“È una partita particolare, soprattutto qua a Roma. È molto sentito ed è partito già da inizio anno, dato che si giocherà alla quarta giornata. I tifosi ci tengono tanto e noi pure. Diciamo che non devi andare oltre, non devi arrivarci troppo carico perché rischi di fare qualcosa di sbagliato: va gestita la pressione, cercando di isolarsi dal resto e di giocare la partita come ti chiede il mister”.


GUENDOUZI A CBS SPORTS GOLAZO

Come descriveresti il derby e l’atmosfera all’Olimpico in quella partita?
“Il derby è la partita più importante della stagione per tutti i tifosi della Lazio, i quali aspettano questa partita perché sanno quanto sia speciale. Ogni calciatore vorrebbe giocare gare così. Io ho giocato tanti derby nella mia vita, ma è difficile trovare un’atmosfera così speciale”.

Nesta ci disse che se perdi il derby non puoi uscire di casa…
“Sì, è vero. Per i tifosi è la partita più importante. Puoi vincere cinque, sei partite di fila, ma se poi perdi questa partita per i tifosi sarà un dramma. Dobbiamo dare tutto in campo e provare a vincere questa partita per noi e per i tifosi. In caso di sconfitta non sarebbe facile andare avanti il mese successivo, dobbiamo vincere assolutamente. Sappiamo che sarà difficile, la Roma è una buona squadra con buoni giocatori. Noi ci faremo trovare pronti”.


ROMAGNOLI AI CANALI UFFICIALI DEL CLUB

Dopo il Sassuolo c’è il derby, una gara speciale che non ha bisogno di presentazioni.
“Sì, è una partita bellissima da vivere e da giocare. Il derby è la nostra gara più importante dell’anno: saremo pronti”.

Il fatto che arrivi dopo appena 4 giornate può cambiare qualcosa nell’attesa?
“No, il derby rimane sempre una partita a parte. Vogliono tutti giocarlo, è spettacolare sotto ogni aspetto”.

Nell’ultimo derby hai vissuto emozioni contrastanti, segnando un gol in un pari pieno di rimpianti.
“Mi dispiace perché quando segno spero prima di tutto che serva per vincere. L’emozione per il gol però rimarrà per sempre, speriamo che questa volta finisca diversamente”.

Hai giocato i derby di Roma, Milano e Genova: cosa rende diverso quello della Capitale?
“Per me che sono nato qui, è il migliore. È quello più sentito, in città se ne parla praticamente tutto l’anno. Gli altri derby sono altrettanto belli ma non vengono vissuti in questo modo”.

Com’è cambiato il tuo rapporto con partite del genere, dopo quasi 350 presenze in Serie A?
“Il derby, se sei di Roma, lo percepisci di più, a prescindere dall’esperienza. Penso a me, Cataldi e Pellegrini. È bello sentirlo, poi nel momento in cui l’arbitro fischia l’inizio tutto svanisce. È  una sensazione incredibile, difficile da spiegare”.

A quale derby sei più legato?
“Sicuramente il primo che ho giocato, quello deciso da Felipe Anderson nel novembre 2022. Molto bello. Ero curioso di viverlo, fu una grande emozione, una vittoria sofferta, con 8 minuti di recupero, una cosa mai vista in un derby di Roma…”.

Potrebbe essere il tuo ottavo derby da quando sei arrivato alla Lazio: quanto è speciale viverlo con la tua squadra del cuore?
“Ho sempre voluto tutto questo, sono felice di aver coronato il sogno di giocare con la mia Lazio. Non tutti i calciatori riescono a esaudire il desiderio di indossare la maglia per la quale tifano, mi piace essere uno di quelli che ce l’ha fatta”.

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GASPERINI: “Derby partita particolare. Importante stabilire un contatto efficace con i giocatori, i risultati li costruisci strada facendo” (VIDEO)

DAZN – Gian Piero Gasperini, tecnico giallorosso, è a poche ore dal suo primo derby sulla panchina della Roma. Per l’occasione, l’ex allenatore dell’Atalanta è stato intervistato dai giornalisti di Dazn. Ecco le sue parole:

Sarà un campionato difficile, sarà un campionato molto più equilibrato dell’anno scorso. Tante squadre si sono rinforzate, non solo le prime, ma anche le immediate inseguitrici, anche la parte bassa della classifica ci ha fatto vedere squadre che renderanno la vita difficile a tutte“.

Sul Derby: “È una partita importante, particolare, alcuni dicono giustamente che è una partita a sé, per quello che si porta dietro nelle settimane successive, in città c’è questa grande rivalità. Quello che mi auguro è che sia un derby sì combattuto, dove tutti cercheranno di fare il massimo, ma rispetto agli ultimi derby che ci sia un po’ più serenità fuori, prima e dopo le partite. Che prevalga lo sfottò ma che si rimanga nei termini non della violenza, perché è qualcosa che uccide il calcio“.

Su Sarri: “Sarà bello incontrarci in questo derby di Roma, noi che ci affrontiamo da tanti anni, sempre con grande rispetto reciproco, sempre con la consapevolezza di incontrare un avversario difficile, una squadra organizzata, una squadra con dei concetti chiari. Mi auguro che venga fuori una partita molto bella per il pubblico, che possa onorare i concetti di entrambi degli allenatori“.

Sul gruppo: “Sono molto contento di come tutti hanno lavorato in questi primi due mesi, è stato importante stabilire un contatto efficace subito. Per me è sempre stato così, i risultati te li costruisci strada facendo. Inizialmente è difficile mettere degli obiettivi, man mano che metterai partite e capirai quanto miglioriamo noi e quanto sono forti gli avversari potrai avere idee più chiare“.

Sull’ambientamento: “Inizialmente è stato solo riferito al lavoro. Per me è stata una novità dopo 9 anni, rimettermi in gioco, riprovare con giocatori nuovi, solamente alcuni di questi li avevo allenati in passato, e quindi riproporre le mie idee e il mio calcio. Sotto questo aspetto è stato molto bello. Credo che adesso comincerò con la normalità del campionato, degli orari delle partite, a vivere anche la città e l’ambiente“.

Sullo stile Gasp: “Questa è la mia carriera. È stato così quando ho iniziato nel Crotone, a Genova, Bergamo, ovunque sono stato. I concetti che mi hanno permesso di arrivare fino a questo punto e quindi sono quelli che cercherò di proporre alla Roma anche se ovviamente il calcio va avanti, si aggiorna e bisogna essere sempre attenti a ogni piccolo cambiamento, attenti agli avversari, attenti alle caratteristiche dei propri allenatori“.

Prandelli: “Penso che Gasperini possa fare molto bene. La squadra ha capito cosa deve fare” (VIDEO)

Cesare Prandelli, ex commissario tecnico della nazionale Azzurra, ha rilasciato un’intervista a “Dribbling“, trasmissione della Rai. Ecco la sua risposta sul tema relativo a Gasperini, allenatore della Roma:

Penso che Gasperini possa fare molto bene. Dal punto di vista della qualità della squadra Gasperini non ha filtri e se manca qualcosa per essere competitivi a certi livelli e se hanno molte aspettative lui giustamente dice ‘sono un professionista, ma mi manca qualche tassello per essere competitivi ad alti livelli’. Lui ha già dimostrato che la squadra ha capito cosa deve fare“.

 

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Lazio, verso il derby: lavoro individuale per Castellanos, Rovella, Patric e Vecino. Lesione per Lazzari, intervento alla caviglia per Gigot

Domenica alle ore 12:30 andrà in scena allo Stadio Olimpico il Derby della Capitale tra Lazio e Roma, valido per la quarta giornata di Serie A. Brutte notizie per Maurizio Sarri, il quale è alla prese con una vera e propria emergenza infortuni. Ecco il report della società biancoceleste sulle condizioni di Valentin Castellanos, Patric, Nicolò Rovella, Matias Vecino, Manuel Lazzari e Samuel Gigot: “La S.S. Lazio comunica che il calciatore biancoceleste Gigot è stato sottoposto a intervento chirurgico alla caviglia: l’operazione, perfettamente riuscita, consentirà al difensore di proseguire successivamente il percorso di recupero in Francia. Lazzari ha invece riportato una lesione di basso grado al muscolo soleo destro e ha già iniziato il percorso fisioterapico. Patric, Castellanos, Rovella e Vecino continuano infine il loro programma di lavoro atletico individuale”.