Real Madrid, Huijsen: “Molto grato a Mourinho, felice di essere stato alla Roma”

AS.COM – Intervistato dal sito del quotidiano spagnolo, l’ex difensore della Roma Dean Huijsen (nuovo acquisto del Real Madrid) ha parlato tra le altre cose del momento in cui José Mourinho lo ha chiamato per convincerlo a venire nella Capitale. Queste le sue parole: “La chiamata di Mourinho a Natale? Ero con la mia famiglia e il telefono ha squillato. Non potevo crederci. Gli sono molto grato e sono molto felice di essere stato alla Roma. Mi ha scelto lui, sapete com’è fatto. È uno che non ha paura e se pensa una cosa, la fa senza paura”.

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Koné: “Ranieri ha rimesso la società al suo posto. La finale di Champions? La pressione del PSG mi ha scioccato”

Dopo l’ottima stagione disputata con la maglia della Roma, Manu Koné è stato chiamato da Didier Deschampes per gli impegni della nazionale francese. Il centrocampista, arrivato in estate dal Borussia Monchengladbach, è quindi intervenuto in conferenza stampa dove ha parlato dei risultati ottenuti con la Roma e della finale di Champions League tra il PSG e l’Inter. Ecco le sue parole.

Sulla sue prestazioni con la Francia
“La mia prima convocazione è arrivata a settembre e sono qui ancora oggi. Cerco di dare il massimo e di restare me stesso. Sono felice di essere qui, abbiamo una buona squadra e spero che lavoreremo insieme il più possibile”.

Su PSG-Inter
“Essendo parigino, sono ovviamente felice per loro e spero che vincano altri trofei. La pressione del Psg mi ha scioccato. L’Inter è una squadra molto forte, averla contrastata in quel modo è scioccante. È difficile infliggerle un 5-0. I parigini hanno un grande futuro, hanno una squadra che ispira già altri club”.

Sulla stagione appena conclusa con la Roma
“I risultati sono contrastanti, nel senso che collettivamente abbiamo fatto molta strada, abbiamo avuto tre allenatori. Sono anche arrivato in un nuovo club e c’è stata una concorrenza molto agguerrita. Claudio Ranieri ha rimesso la società al suo posto. Eravamo 14esimi e alla fine, in una o due partite, avremmo potuto raggiungere la Champions League. Anche i calciatori della Juve hanno fatto il loro lavoro. Questa è la vita, giocheremo in Europa e ne siamo orgogliosi”.

Su chi vincerà il Pallone D’Oro
“Ci sono due giocatori francesi molto bravi che possono farcela. Uno gioca per il Psg, l’altro per il Real Madrid. Voterò per entrambi”.

Calafiori: “La Roma un sogno divenuto realtà, ma ero troppo coinvolto. Pellegrini? Mi ha sempre dato una mano, si rialzerà”

SKY SPORT – Riccardo Calafiori ha ripercorso, in una lunga intervista rilasciata alla testata sportiva, la sua carriera. Prima gli inizi nella sua Roma, squadra di cui è tifoso, poi l’approdo al Basilea, la consacrazione al Bologna e infine il grande salto all’Arsenal. Infine, anche un pensiero per uno dei suoi migliori amici, Edoardo Bove. Ecco le sue parole.

Sul suo amico Bove
“Ho giocato con Bove, che è arrivato al mio secondo anno e oggi è uno dei miei migliori amici nel calcio. Quando si è sentito male ricordo che non stavo guardando la partita. Ho acceso la tv solo per sapere il risultato e ho visto che il gioco era fermo, credevo che l’avessero semplicemente rinviata. Subito dopo mi ha chiamato mia madre in lacrime, lei è tanto amica della mamma di Bove quanto lo siamo io e lui. Non capivo cosa stesse succedendo, è stata una bella botta”.

Sul grave infortunio a 16 anni
“A 16 anni, dopo la prima operazione, mi hanno detto che non sarei mai potuto tornare a giocare a calcio. Non volevo sentirla una cosa del genere. Se fosse successo 3-4 anni dopo, non sarei tornato molto probabilmente. Invece l’incoscienza di essere un bambino, quella sfida con me stesso e contro chi la pensava diversamente… Tutto ciò mi ha spinto ad andare avanti”.

Sul sogno Roma
“Per me la Roma è stata un sogno diventato realtà. Per l’età che avevo, non mi sembrava di aver fatto male, ma vivevo le partite con troppa pressione. Ero troppo piccolo e troppo coinvolto, ricordo che ero contento solo quando l’arbitro fischiava e la gara finiva. Ora non vedo l’ora che arrivi il giorno del match, non ho più ansia”.

Sull’avventura al Basilea
“La verità è che quella era l’unica opzione. Io non ero convinto, ma poi ho trovato tranquillità e continuità. Sono tornato a giocare con spensieratezza”.

Sul Bologna
“Tutto ciò che ho vissuto a Bologna è stato magico e inaspettato. Sono arrivato nell’ultimo giorno di mercato quasi forzatamente, non era una necessità per loro acquistarmi. Non servivo, se non a livello numerico. Poi ho avuto bel feeling col mister, che mi ha visto centrale e mi ha detto che avrei avuto le mie occasioni. L’infortunio di Lucumi ha cambiato tutto”.

Il grande salto all’Arsenal
“Non penso di aver sbagliato. Un altro dei miei sogni era giocare in Premier, anche come sfida personale vista la reputazione degli italiani in questo campionato. Come fai però a dire di no all’Arsenal?”.

Su Lorenzo Pellegrini
“Lorenzo mi ha sempre dato una mano. Oggi non sta vivendo un gran periodo, ma sono sicuro che si rialzerà. È un grande uomo”.

Staff Gasperini, Raimondi non seguirà il tecnico: “Sicuramente non andrò a Roma” (VIDEO)

Cristian Raimondi, attuale collaboratore tecnico dell’allenatore dell’Atalanta e figura considerata vicina a Gasperini, ha escluso categoricamente un suo trasferimento nella Capitale al seguito del tecnico.

Intervenuto ieri (1° giugno, ndr) all’evento “Zogno neroblu” – una giornata di festa dedicata all’Atalanta che si tiene a Zogno, in provincia di Bergamo – Raimondi ha dichiarato senza mezzi termini: “Futuro? Sicuramente non andrò a Roma, per essere chiari. Vedremo gli sviluppi, ci sarà da decidere il nuovo allenatore e quant’altro. Indipendente da chi sarà l’allenatore, ci dovrà essere quest’entusiasmo, quello deve essere alla base di tutto. Chi sarà l’allenatore conta relativamente…”. L’allenatore di Grugliasco dovrà rinunciare quindi a uno dei suoi storici collaboratori, lasciando da chiarire la composizione del suo staff tecnico in giallorosso.

Sabatini: “Alisson grande portiere, ma all’inizio ci furono delle incomprensioni. Gerson? A Roma era disprezzato, ora sta dimostrando di essere un campione”

GIANLUCADIMARZIO.COM – Walter Sabatini, ex direttore sportivo della Roma, ha rilasciato un’intervista al sito che si occupa di calciomercato e si è soffermato su alcuni colpi di mercato messi a segno nel corso della sua avventura nel club giallorosso. Ecco le sue dichiarazioni.

Alisson?
Non partì titolare in giallorosso. Venendo dal Brasile doveva acquisire un po’ di tecnica europea. E poi davanti a lui c’era Szczęsny. Il brasiliano si innervosì ma gli dissi che avrebbe giocato le coppe. L’ha fatto ed è lì che è diventato grande. Davvero un grande portiere e un essere umano meraviglioso. All’inizio ci sono state delle incomprensioni ma può capitare. Volevo che lavorasse con Marco Savorani, un allenatore dei portieri eccezionale. Un cultore della tecnica e del saper stare in porta”.

Gerson?
Lui era un giocatore ‘bellino’. A Roma lo prendevano in giro ed è stato disprezzato. Mentre nella vita sta dimostrando di essere un campione vero. Basti vedere che oggi è il capitano della sua squadra”.

Marquinhos?
Erano i tempi di Zeman. Io lo presi un po’ prima ma c’erano delle pratiche da portare avanti essendo extra comunitario. Ci sono voluti un po’ di giorni. Aveva 18 anni, era un ragazzino. Indossò la maglia della Roma e non se la tolse più”.

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Serie B: la Cremonese vince la finale playoff e vola in Serie A, 2-3 allo Spezia

La Cremonese festeggia il ritorno in Serie A dopo aver superato lo Spezia nella finale dei playoff di Serie B. Dopo lo 0-0 della gara d’andata, i grigiorossi si sono imposti per 2-3 al Picco. Ad aprire le marcature è stato Manuel De Luca al 25′ del primo tempo, seguito dal raddoppio di Michele Collocolo al 62′. Lo stesso De Luca ha firmato la sua doppietta personale al 79′, portando la Cremonese sul momentaneo 3-0. Nel finale, però, lo Spezia ha tentato una disperata rimonta con le reti di Francesco Pio Esposito all’83’ e Luca Vignali all’85’, ma i grigiorossi hanno resistito, conquistando la promozione nella massima serie.

Juventus: Comolli è il nuovo direttore generale

Cambiamenti nell’organigramma dirigenziale della Juventus: il club bianconero ha comunicato l’ingresso di Damien Comolli nel ruolo di direttore generale. La nota della società:

La Juventus dà il benvenuto a Damien Comolli, che, dal 4 giugno 2025, entra in Società assumendo il ruolo di Direttore Generale, con riporto diretto al Chief Executive Officer Maurizio Scanavino.

Leader di consolidata esperienza internazionale, Damien Comolli porta con sé un bagaglio importante di competenze tecniche, gestionali e strategiche, maturate in oltre trent’anni di esperienza ai vertici del calcio europeo.

Ha ricoperto ruoli chiave in club prestigiosi come Arsenal, Tottenham Hotspur, Liverpool, Fenerbahçe e, più recentemente, Tolosa, dove ha guidato il club alla promozione in Ligue 1 e alla vittoria della Coupe de France. Damien Comolli avrà la responsabilità dell’Area Sportiva maschile e delle Direzioni Marketing e Commerciale.

A suo riporto opererà Giorgio Chiellini, figura storica della Società che da sempre incarna i valori e lo spirito di Juventus, nel ruolo di Director of Football Strategy. Con questa nomina, Juventus rafforza ulteriormente la propria struttura organizzativa, nell’ottica di un percorso di crescita mirato ad affrontare le nuove sfide con forte determinazione e rinnovata ambizione.

Maurizio Scanavino: «Diamo il benvenuto e auguriamo buon lavoro a Damien Comolli. La sua professionalità e la sua esperienza saranno fondamentali nel percorso di rafforzamento della Juventus».

Damien Comolli: «Sono felice e onorato di entrare a fare parte di una Società unica, per storia, identità e prospettive. Metterò a disposizione di Juventus la mia esperienza fin dal primo giorno con l’obiettivo di essere vincenti come deve essere la Juventus e come meritano i nostri tifosi».

(juventus.com)

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Atalanta: ufficiale l’addio di Gasperini. Il club: “Capitolo indelebile, grazie mister”

L’Atalanta saluta Gian Piero Gasperini, prossimo a diventare l’allenatore della Roma. Il club nerazzurro ha pubblicato una nota ufficiale comunicando l’addio del tecnico e la risoluzione del contratto:

“Carissimo Mister,

la nostra è stata una storia meravigliosa, più unica che rara nel mondo del calcio.

Nove anni eccezionali e intensi nei quali abbiamo raggiunto risultati straordinari in Italia e in Europa.

Una pagina, anzi un grandissimo capitolo che rimarrà indelebile nella storia dell’Atalanta, così come il rapporto di affetto (profondo) e di stima (sincera) che ci ha legato e che ci legherà ancora, a prescindere dal fatto che le rispettive strade professionali ora si dividano.

Non potremo mai ringraziarla abbastanza per le emozioni che ci ha regalato e per le gioie che insieme siamo riusciti a regalare a Bergamo e ai nostri tifosi, andando oltre l’immaginabile.

Dopo tanti anni trascorsi insieme abbiamo ritenuto doveroso rispettare la sua volontà di ricercare nuovi stimoli, ben sapendo che il nostro rapporto non si interromperà mai e che la reciproca stima non verrà mai meno.

Ancora e per sempre GRAZIE, Mister!!!

Tutta la famiglia Atalanta”

(atalanta.it)

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VIDEO – Mancini su Gasperini nel 2020: “Con lui gli allenamenti sono intensi, ma la domenica vai forte”

CRONACHE DI SPOGLIATOIO – Mancano solamente pochi giorni e a breve comincerà l’esperienza di Gian Piero Gasperini alla Roma, col tecnico che ritroverà nella Capitale El Shaarawy, Dybala, Cristante e Mancini, da lui allenati nelle precedenti esperienze al Genoa, Palermo e Atalanta. Proprio il vice capitano giallorosso nel 2020 parlò a Cronache di Spogliatoio di come è stato allenarsi e giocare sotto la guida del tecnico piemontese. Queste le sue parole: “Con Gasperini sono allenamenti veramente, veramente intensi. Dal martedì al sabato, giorno della rifinitura, galoppi in allenamento. Provi ad affrontare una squadra di tuoi compagni che però farebbero quello che fanno gli avversari, fai partite, a volte anche dieci allunghi prima di una partita. Dopo Gasperini sono pronto a tutto, però è vero che la domenica vai forte. Spesso la domenica a fine partita vedevo avversari giustamente con il fiatone, ma grazie a Gasp mi sentivo come se potessi giocare altri 90′, mi sentivo bene bene bene”.

Fiorentina, incendio al Viola Park: 4 intossicati

Un incendio è scoppiato nella notte, intorno alle 2:15, all’interno del Viola Park di Bagno a Ripoli (Firenze), nel padiglione C Sud, dove si trovano le stanze che ospitano i giovani calciatori della Fiorentina. Quattro persone, tre ragazzi e un accompagnatore adulto, sono state portate in ospedale per accertamenti dopo aver inalato fumo, sarebbero tutte in codice verde. L’incendio è partito da una stanza propagandosi al corridoio dove sono rimaste danneggiate alcune porte delle camere e il soffitto che è anche la copertura dell’edificio.

(ANSA)