Luciano Tessari compie 97 anni: la Roma festeggia il vice allenatore del Barone

Oggi è il compleanno di Luciano Tessari, il 97esimo. La Roma ha celebrato l’ex giallorosso che da vice allenatore di Liedholm, il Barone, ha vinto uno Scudetto. Ecco l’articolo che il club giallorosso ha dedicato a Tessari sul proprio sito ufficiale:

Il 29 settembre 2018 Luciano Tessari ha festeggiato i suoi 90 anni allo Stadio Olimpico, tifando per la Roma in un derby ancora oggi molto attuale. Lorenzo Pellegrini firmò, di tacco, il primo dei suoi 4 gol contro la Lazio. Oggi Luciano Tessari compie 97 anni il giorno dopo la partita della Roma contro il Verona, cioè la squadra da cui era stato acquistato nel 1950.

Quel giorno è iniziata una storia unica. Portiere, primo o secondo, fino al 1958. In totale 63 presenze. A carriera finita, tornò presto al servizio della Roma. Guidò la De Martino e la Juniores, che diresse nella finale del torneo OMI-Coppa Città di Roma nel 1961 vinta sulla Lazio. In squadra c’erano Alberto Ginulfi e Giancarlo De Sisti. Nel 1960/1961 era anche nello staff tecnico della prima squadra nel percorso che portò a guadagnarsi la finale della Coppa delle Fiere vinta all’inizio della stagione successiva.

Nel 1971 viene chiamato in Prima Squadra al posto di Herrera e vinse il trofeo di Lega Armando Picchi, venendo portato in trionfo dai calciatori al termine della finale contro l’Inter. Va poi al Milan, dove conosce Nils Liedholm, che nel 1979 lo vuole come vice allenatore per la straordinaria esperienza nella Capitale che frutterà uno scudetto, tre Coppe Italia e una finale di Coppa dei Campioni.
 
La sua intesa con il Barone e la sua grande capacità di saper leggere nell’animo dei calciatori lo hanno reso preziosissimo in tante situazioni. Ancora oggi, in ogni modo, fa sentire la sua vicinanza alla Roma e alla sua storia. Quella di un grande romanista che oggi, mentre Lorenzo Pellegrini ancora segna al derby e la Roma batte il Verona, festeggia 97 anni“.

(asroma.com)

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Dovbyk e il retroscena sull’amicizia con Dzeko: “Nasce da una chiamata di Gombar a Edin”

Il retroscena, un po’ a sorpresa, lo ha svelato Artem Dovbyk nella pancia dell’Olimpico subito dopo la vittoria della Roma contro il Verona. […] Ha raccontato di quanto gli sia stato vicino il suo amico Dzeko, di come si siano confrontati nelle ultime settimane e ha poi postato una foto che li ritrae a cena insieme. Dove? Al mare, a Ostia, in uno dei ristoranti che Edin frequentava spesso quando viveva a Roma ed è diventato uno dei posti del cuore dell’attaccante ucraino e della sua famiglia. […]

Se c’è uno che sa come trasformare le critiche, o la diffidenza, in applausi, è lui. Ed è per questo che Dovbyk si fida dei suoi consigli: “È stato molto semplice – racconta -. Sono arrivato a Roma e Gianluca (Gombar, ndr) mi ha detto che assomigliavo molto a Edin quando era appena arrivato alla Roma. Eravamo in macchina, ha chiamato Dzeko vista la loro amicizia ed è stato allora che ci siamo parlati per la prima volta. Poi ci siamo seguiti su Instagram, abbiamo chiacchierato ancora un po’ e basta: da allora siamo rimasti in contatto, lui mi sostiene e io sostengo lui“. […]

(corrieredellosport.it)

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Barnaba (proprietario Lille): “Bellissimo affrontare la Roma, è la mia squadra del cuore. Aiutai i Friedkin ad acquistare il club giallorosso”

Alessandro Barnaba, capo di Merlyn Advisors (fondo proprietario del Lille) e tifoso romanista, ha rilasciato alcune dichiarazioni in vista della partita di Europa League proprio tra i giallorossi e il club francese. Ecco le sue parole: “Giovedì sarà una sensazione incredibile. Affrontare la Roma, la mia squadra del cuore, con il mio club, sarà bellissimo. In passato ho aiutato i Friedkin nella trattativa che ha portato all’acquisto della Roma”.

Capello: “Roma il posto più difficile in cui ho lavorato, bisognava partire da zero. Gasperini? È entrato nel mondo giallorosso a piedi pari” (VIDEO)

SUPERNOVA – Fabio Capello, ex allenatore della Roma, è stato invitato come ospite al podcast di Alessandro Cattelan e tra i vari temi trattati si è soffermato sulla sua avventura nella Capitale e sul lavoro di Gian Piero Gasperini sulla panchina giallorossa. Ecco le sue dichiarazioni.

C’è qualche allenatore italiano che ha raccolto il suo modo di approcciare i giocatori e l’allenamento?
Dall’esigenza che vedo che mantiene in tutte le squadre in cui è andato, Gasperini secondo me è uno di quelli un po’ come me, molto mirato nell’ottenere dai giocatori le cose che lui pensa siano importanti per la squadra. Lo dico perché finché era all’Atalanta era in un posto per certi aspetti “comodo”. Conoscendo la difficoltà di Roma è entrato a pie’ pari e si vedono già i primi risultati, mi sembra positivo”.

Il tuo periodo a Roma?
“Lì c’è un altro modo di pensare, fare e lavorare. Roma è stato il posto più difficile in cui ho lavorato. Quando alleni Juventus e Milan devi solo allenare e vincere, alla Roma arrivi e devi partire da zero. C’erano tante cose da fare, la mentalità, il modo di fare, il centro sportivo… C’erano mille cose, ho fatto mettere anche i parcheggi perché parcheggiavano a mucchio”.

Alla Roma c’era anche un giovane De Rossi…
“Nel primo approccio avevo sbagliato a giudicarlo. Lui e Aquilani facevano parte della Primavera e si allenavano con noi. A me sembrava che Aquilani avesse qualcosa in più dal punto di vista della qualità. Poi giochiamo in Coppa Italia contro la Triestina, lo faccio esordire all’Olimpico ma fa soltanto passaggini in modo timido. All’intervallo gli dico: ‘Gioca normale, non fa niente se sbagli. Sei capace, sei bravo!’. Torniamo in campo e continua a giocare uguale, quindi faccio entrare De Rossi e lui gioca come faceva in allenamento. Ho capito che a De Rossi non serviva fare esperienze altrove ed è rimasto a Roma, mentre Aquilani andò in prestito alla Triestina”.

De Rossi mi disse che lei lo punzecchiava spesso. Per farsi notare da lei mi raccontò che durante un ritiro in cui faceva caldissimo non beveva durante le pause…
“E invece doveva bere (ride, ndr)”.

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Roma-Verona: la moviola dei quotidiani. Manca il secondo giallo ad Akpa Akpro

Una direzione di gara tutto sommato sufficiente quella di Feliciani in Roma-Verona. Tanti i falli fischiati dal fischietto di Teramo, ben oltre la media stagionale. Tanti dubbi sulla mancata seconda ammonizione ad Akpa Akpro per il fallo su Pellegrini.


LA GAZZETTA DELLO SPORT – VOTO 6

Al 33′ del p.t. l’Hellas rischia di restare in dieci: Akpa Akpro, già ammonito, commette un fallo su Pellegrini che punta l’area di rigore e viene graziato da Feliciani. Il Verona contesta poi allo stesso Pellegrini una trattenuta su Serdar nell’azione che culmina col gol del 2-0: dopo un consulto con la sala Var, l’arbitro non ravvisa irregolarità. Giusto annullare il gol nel finale di Orban: dopo il colpo di testa il nigeriano tocca II pallone col braccio destro indirizzandolo in porta.


CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 6

Partita tutto sommato sufficiente per Feliciani, la rete annullata a Orban sembra impossibile da vedere live. Piuttosto il mancato secondo giallo per Akpa Akpro (infatti Zanetti lo toglie all’intervallo) pesa sul giudizio finale. La chiude con ben 30 falli (la media della serie A è di 24,49 a partita) e quattro cartellini gialli. Partiamo da qui: Akpa Akpro ferma una ripartenza di Pellegrini con un fallo da dietro, senza possibilità di prendere il pallone. Più che scervellarsi sulla possibile SPA (fermare un attacco promettente), che non c’è (difesa schierata) è la tipologia del fallo. Insomma, forse sarebbe stato severo, ma non inventato.
Se ci sia stata prima una spirata di testa o il pallone sia arrivato direttamente sul braccio, fatto sta che è stato corretto annullare  la rete di OrbaN a tempo scaduto. Non è falloso l’intervento di Pellegrini su Serdar nell’APP (l’inizio della fase d’attacco) della rete del 2-0 di Soulé: una mano appena al corpo, troppo poco. Avreste dato un rigore così? Uscita di Svilar con tempi perfetti su Orban, prende nettamente prima il pallone, poi l’inevitabile contatto: corretto non fischiare nulla.


IL TEMPO

Prima presenza stagionale in A per Ermanno Feliciani, che non arbitrava nel massimo campionato da inizio maggio (quest’anno aveva diretto una gara in B e una in Coppa Italia). In Roma-Verona all’inizio prova a tenere una soglia tecnica alta, ma alla fine i falli saranno tanti, trenta, di cui 19 commessi dagli ospiti. Sul gol del vantaggio, Dovbyk prende posizione usando le braccia in modo regolare nel contrasto con Nunez. Giusto il giallo per Akpa Akpro che trattiene Koné in maniera prolungata. L’ex Monza rischia la seconda ammonizione poco dopo quando entra fallosamente su Pellegrini fermando una ripartenza. Dai replay si evince come l’intervento sia però meno grave di quanto sembrasse in diretta: non è coi tacchetti ma con il collo del piede, e l’impatto è frontale – sulla linea di corsa – e non laterale. A fine primo tempo, l’arbitro fa bene a sanzionare col giallo Nùiiez che interviene a suavolta su Pellegrini. Nella ripresa, corretta la terza ammonizione della gara, per Gagliardini che commette un duro fallo su Angelifio. Manca invece un giallo per Nelsson, che interviene col piede a martello, con foga e intensità, ai danni di Celik: non lo prende in pieno ma di striscio, altrimenti sarebbe stato passibile anche di una sanzione più severa. Regolare il raddoppio giallorosso: a inizio azione c’è un lievissimo appoggio di Pellegrini, con la mano, sul fianco di Serdar, che appena sente il tocco si lascia andare. Il silent check del VAR conferma la decisione di campo. Nel recupero annullato con overrule il gol di Orban: l’ex Hoffenheim segna direttamente con l’avambraccio, in modo irregolare. Giusto comunque non ammonire il centravanti: il tocco di braccio non è «fraudolento», dato che l’intenzione è colpire di testa. Il giallo arriva invece per Belghali per proteste.


IL ROMANISTA 

Una gestione poco felice del direttore di gara Feliciani in occasione di Roma-Verona. E scusate il gioco di parole. L’arbitro della sezione di Teramo parte arbitrando all’inglese, concedendo qualche sportellata di troppo contro Dovbyk, ma non è questo il vero problema di una direzione di gara che teoricamente non presenterebbe enormi difficoltà. Si parte con il cartellino giallo al 12’ per Akpa Akpro reo di aver trattenuto vistosamente Manu Koné in ripartenza. Si regola poco Feliciani quando al 33’ l’ivoriano rifila in ripartenza un mezzo pestone a Pellegrini. Tutti aspettano il secondo giallo che però non arriva: il primo criterio è la pericolosità, il secondo è l’azione che interrompe. Lo capisce bene Zanetti che all’intervallo toglie il suo giocatore. Il primo tempo si chiude con un altro giallo, stavolta per Nuñez, sempre su Pellegrini. Nella ripresa all’8’ ammonito invece Gagliardini per un intervento non pericoloso ma plateale, a forbice, su Angeliño. Al 17’ altro episodio, altra grazia: per Nelson. Brutta scivolata su Celik, niente palla, solo fallo, ma niente giallo (imprudenza e in gioco pericoloso per l’avversario). Al 70’ rosso in panchina gialloblù, per Guberti, collaboratore di Zanetti e al 45’ giallo per Belghali, per proteste. Infine, al 5’ di recupero giusto annullare il gol di mano di Orban, ci pensa il Var. Rivedibile l’annuncio al pubblico, che non si è sentito, di Feliciani.

Roma-Hellas Verona, Belghali: “Peccato per il risultato, abbiamo dimostrato di poter giocare contro le big”

Al termine di Roma-Hellas Verona, ha parlato il difenso gialloblu Rakik Belghali. Queste le sue parole:

BELGHALI IN CONFERENZA STAMPA

Come ti trovi in Serie A ad un mese dal debutto?
“Mi ha aiutato a migliorare, la Serie A è più tattico, sto migliorando”.

Un commento sulla partita?
“Un peccato per il risultato, avremmo potuto pareggiare. Abbiamo avuto tante occasioni”

Venerdì c’è il Sassuolo, quanto è importante vincere?
“Non è abbastanza giocare bene, dobbiamo anche segnare gol. Speriamo di riuscirci la prossima settimana”.

Il risultato è bugiardo, c’è amarezza per quanto avete creato e non concretizzato?
“Siamo dispiaciuti sì, ma abbiamo dimostrato di poter giocare contro le big. Ora ripartiremo per provare a prendere tre punti”

Solo un gol subito nelle prime 5 giornate per la Roma: è la quarta volta nella storia giallorossa che accade

La difesa della Roma si conferma di ferro in questo avvio di campionato. Per la quarta volta nella sua storia in Serie A infatti i giallorossi hanno subito al massimo una rete nelle prime cinque gare stagionali di un singolo torneo della competizione (una anche nel 2014/15, nel 2013/14 e nel 1991/92).

Roma-Verona, altro sold out: presenti 62.334 spettatori. È la 73a volta con i Friedkin

La passione del popolo giallorosso non conosce sosta. Anche in occasione della sfida contro l’Hellas Verona, lo Stadio Olimpico ha risposto presente con un’altra impressionante cornice di pubblico. Sugli spalti sono presenti 62.334 spettatori.
Un dato che consolida una tendenza ormai inarrestabile e che segna un nuovo traguardo per la società. Quello di oggi è infatti il 73° sold out registrato dall’inizio dell’era Friedkin. Una dimostrazione di attaccamento ai colori giallorossi che prosegue senza sosta, a prescindere dall’avversario o dall’orario della partita.

Roma-Verona, Bailey presente in tribuna per seguire il match (FOTO)

Nonostante l’infortunio che lo tiene lontano dal campo e ne sta ritardando l’esordio, Leon Bailey non fa mancare il suo sostegno alla squadra. L’esterno giamaicano, colpo del mercato estivo della Roma, è infatti presente in tribuna all’Olimpico per assistere alla sfida tra i giallorossi e l’Hellas Verona.