Ranieri insiste con l’ucraino e fa un altro centro

Stavolta Ranieri azzecca i «non» cambi. Insiste con Dovbyk (…) e invece proprio lui dopo ottanta minuti di gioco e fatica gli regala la perla che vale tre punti pesanti e tiene la Roma in scia al treno Champions. Settimo successo consecutivo (incassando un solo gol) per la squadra di Ranieri che centra il quattordicesimo risultato utile di seguito. (…) È l’effetto Ranieri sulla Roma che continua a sognare e pensare in grande nonostante l’assenza pesantissima di Dybala (…). Già, perché era impossibile non (…) collegare la fatiche realizzative della Roma con l’assenza di Dybala. Senza il fenomeno argentino lì davanti manca l’«olio» (…). Certo, tabellino alla mano, le occasioni capitate sui piedi dei romanisti e che Angelino prima e Koné poi non sono riusciti a trasformare in gol, nulla hanno a che vedere con l’assenza della Joya. (…) se però non fosse arrivato il gol liberatorio di Dovbyk, oggi si starebbe discutendo sul fatto che questa Roma senza Dybala non sta in piedi. Invece, al netto di un’assenza pensatissima, la squadra di Ranieri è riuscita a tornare vincente da una trasferta molto più insidiosa. (…) Con la voglia di andare avanti, con il cuore e la perseveranza di un gruppo che, nonostante un secondo tempo bruttino (…), di finire la stagione con un nulla di fatto non ne vuole sapere. È la Roma… quella targata Ranieri e ai tifosi giallorossi va bene così.

(Il Tempo)

Ci pensa Dovbyk a mantenere la media Ranieri

La prima senza Dybala finisce bene per la Roma sprecona. Decide un gol di Dovbyk, all’undicesimo centro in campionato, il settimo usato per sbloccare un risultato. Vittoria (…) di grande peso specifico. La trasferta di Lecce prolunga infatti la serie di risultati firmati da Ranieri: la Roma ha raggiunto 14 risultati utili consecutivi dal 22 dicembre 2024 (11 vittorie e 3 pareggi), 7 successi di fila in campionato, 5 trasferte portando a casa i tre punti. Un passo falso – viste le vittorie del Bologna (…) e della Juve (…), proprio l’avversaria della prossima partita all’Olimpico il 6 aprile – avrebbe reso impossibile sognare ancora un pazzesco piazzamento in zona Champions.

La prima scelta di Ranieri per sostituire Dybala è una via di mezzo tra novità (Soulé) e ritorno al passato (Pellegrini), schierati come trequartisti dietro a Dovbyk. Né l’argentino né il capitano hanno davvero inciso sulla partita. La mossa vincente dalla panchina, semmai, è stata aggiungere Shomurodov a Dovbyk (…).

Il primo tempo avrebbe fatto la felicità di Calloni, il centravanti del Milan degli anni Settanta, che Gianni Brera soprannominò «lo sciagurato Egidio» per la capacità di sbagliare gol che sembravano già fatti. Quelli sprecati da Angeliño e Koné, però, sono stati ai limiti della fantascienza. Lo spagnolo potrebbe appoggiare il pallone nella porta vuota, (…) ma lo mette incredibilmente a lato. Il francese (…) tira addosso a Falcone (…) quando poteva insaccare la palla ovunque. (…)

Il Lecce (…) ha ripreso così coraggio e messo paura (…) a Svilar (…). La ripresa è stata equilibrata, ma ancora una volta Ranieri ha indovinato i cambi e la strategia giusta. Dopo un gol di Mancini annullato per offside è arrivata la stoccata decisiva di Dovbyk. (…)

(corsera)

Roma infinita. Ci pensa Dovbyk

C’è Roma anche senza Dybala. La prima senza Paulo regala tre punti pesantissimi a Lecce, campo che nelle ultime stagioni non aveva dispensato sorrisi (…). Una vittoria (la settima consecutiva) resa ancora più fondamentale dopo un copione che aveva visto come al solito i ragazzi di Ranieri sprecare l’impossibile nel primo tempo con Angeliño e Koné, vedersi annullato un gol a Mancini per una questione di centimetri nella ripresa, certamente più sofferta. Poi, dal nulla, l’acuto di Dovbyk. Un gol di potenza, di rabbia, voluto e cercato dopo una partita nella quale l’ucraino aveva trovato un marcatore formidabile (…). Tre punti d’oro per la classifica, dopo le vittorie di Bologna e Juve, ma soprattutto perché arrivati senza Paulo. E se la Roma si mette in testa che si può giocare a pallone e vincere anche senza la Joya, il finale di campionato si profila alquanto interessante.

Dal via la Roma è viva, (…). Il problema, come al solito, è che per segnare un gol, la Roma deve prima sbagliarne tre o quattro. E così prima Dovbyk si fa murare (…), poi Angeliño non riesce ad approfittare dell’indecisione di Falcone (…). Lo spagnolo, (…) a porta completamente vuota spedisce clamorosamente a lato. Ma il peggio deve ancora venire: (…) Koné recupera la palla ma da 7-8 metri con lo specchio spalancato non trova di meglio che centrare il numero uno. Ranieri cammina su e giù nell’area tecnica masticando amaro. (…). Stavolta il tiro al bersaglio non produce invece effetti e anzi, ci vuole Svilar per salvare su Gallo. (…) Manca l’estro di Dybala, (…), anche se Soulé non dispiace nel ruolo di ricamatore tra le linee.

Così quando ad inizio ripresa si riparte, la certezza è che il copione rimanga lo stesso. E invece no. La Roma resta negli spogliatoi, (…). Dopo il vantaggio annullato per una questione di centimetri a Mancini sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Claudio si gioca la doppia carta Baldanzi-Shomurodov: ad uscire Pellegrini e Soulé. (…) Un 3-5-2 che placa l’euforia dei salentini e regala l’ultimo quarto d’ora all’assalto dal quale esce di prepotenza Dovbyk. Un altro gol che sblocca la gara, da tre punti. Sono ben 9 su 16 reti. Ok, non avrà la classe di Dzeko o la cattiveria di Batistuta ma come primo anno anche da queste parti abbiamo visto di molto peggio. E la stagione deve ancora finire. Per lui ma soprattutto per la Roma.

(Il Messaggero)

Roma-Lecce, la moviola dei quotidiani: Manganiello sufficiente, corretto sul contatto Dovbyk-Baschirotto ma sbaglia il giallo a Baldanzi

La Roma vince 1-0 a Lecce e conquista la settima vittoria consecutiva. La direzione di gara è affidata a Gianluca Manganiello (media voto 6.1), che secondo i quotidiani gestisce la partita in modo sufficiente, pur con qualche ombra. Unanimità sul gol annullato a Mancini per fuorigioco (anche se con un lungo check VAR, forse per problemi al SAOT) e sulla regolarità della rete decisiva di Dovbyk (contatto con Baschirotto considerato di gioco). Nessun rigore sui contatti in area (Koné-Baschirotto e Mancini-Gaspar). La critica principale riguarda l’ammonizione a Baldanzi, definita “un’invenzione” o “forzata“. Discutibile anche la gestione del recupero nel primo tempo secondo Il Romanista.


LA GAZZETTA DELLO SPORT – VOTO 6,5

Al 32′ del p.t. leggera manata in area di Baschirotto in contrasto su Koné (che cade): troppo poco per fischiare il calcio di rigore. Al 38′ sempre sul francese entra in ritardo Ramadan: azione fallosa da sanzionare col giallo che l’arbitro, però, non estrae. Lungo check del Var al 24′ della ripresa per la posizione di Mancini al momento del gol dell’1-0 poi annullato. Il difensore risulta in posizione irregolare dopo la spizzata di Dovbyk: giusto non convalidare la rete del difensore. (…) Direzione attenta, pochi errori. Giusti i gialli, a partire da quello di Karlsson per fallo di frustrazione su Soulé nel s.t.


IL CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 6

Partita diretta da Manganiello in linea con le sue ultime prestazioni: qualche sbavatura ogni tanto (il giallo a Baldanzi è un’invenzione, il giocatore di Ranieri anticipa Berisha, contrasto di gioco, bastava la punizione, ma doveva essere per la Roma), ma non ci sono errori gravi. Corretto annullare la rete di Mancini (il ritardo è dovuto al mancato funzionamento del SAOT), giusto considerare di gioco il contatto Dovbyk-Baschirotto in APP dello 0-1. (…) Netto il fuorigioco di Mancini sul colpo di testa (altrettanto netto) di Dovbyk (…). Ad inizio gara, contrasto fra Mancini (che va di mestiere) e Gaspar, troppo poco per assegnare un calcio di rigore. Infatti non protesta nessuno.


IL TEMPO

Manganiello sta vivendo la stagione migliore della sua carriera. (…) Al Via del Mare si conferma, dimostrando un atteggiamento positivo, equilibrato e mai sopra le righe, e una gestione positiva sia sul piano tecnico che disciplinare. (…) Il Lecce lamenta una spinta di Koné su Ramadani nell’azione in cui il francese si divora il vantaggio, ma il corpo a corpo è regolare. Robusto, ma nei limiti, anche quello tra Mancini e Gaspar nell’area giallorossa su sviluppi da corner (…). Giusto non assegnare rigore. Corretto non fischiare sulla scivolata di Pellegrini su Coulibaly vicino alla bandierina, il romanista colpisce il pallone. Il gol di Mancini viene revocato (…) per fuorigioco (…); la conferma del VAR arriva dopo un silent check lunghissimo (…). Una tale durata si deve verosimilmente a un malfunzionamento del SAOT (…). Non c’è fallo di Dovbyk su Baschirotto nell’azione dello 0-1: l’ucraino prende posizione regolarmente. (…) Tre i gialli: corretti sia quello di Saelemaekers per proteste (…) che quello di Karlsson (…); sembra forzato invece quello a Baldanzi, dopo un contrasto con Berisha.


IL ROMANISTA

Una prestazione sufficiente al Via del Mare per Gianluca Manganiello (…). Lecce-Roma è una partita praticamente senza episodi complicati, qualche sbavatura arriva semmai in alcuni dettagli. Dettagli difficili da ritoccare senza l’aiuto della tv, come ad esempio un calcio d’angolo inventato a favore del Lecce al 25′ del primo tempo dopo un intervento di Pellegrini su Coulibaly. Fischia poco e adotta lo stesso metro per tutti (lasciamo solo a Giampaolo le proteste per il corpo a corpo Dovbyk-Baschirotto sul gol della Roma). Dove può far decisamente meglio (…) è sulla gestione del recupero: nel primo tempo con il gioco fermo per almeno 5′ è stato concesso 1 minuto. Poco da dire nella gestione disciplinare: all’8′ della ripresa Karlsson trattiene Soulé (…). Inevitabile il giallo (…). Al 22′ (…) Ci vogliono più di 4 minuti Var per annullare il gol di Mancini (…). Al 29′ altro abbaglio: Baldanzi ferma Berisha che impatta il piede del romanista: sembra fallo per la Roma, ma Manganiello fischia per il Lecce e estrae anche il giallo. Che arriva 4′ dopo per Saelemaekers, per proteste (…): ingenuo il belga che salterà per squalifica la Juve. Nel recupero protesta anche Ranieri e viene ammonito.

I VOTI DEGLI ALTRI – Dovbyk “chirurgico”, Mancini “attento e ruvido”, Pellegrini “una lampadina che va a intermittenza”

La Roma porta a casa la settima vittoria consecutiva (1-0 a Lecce) e resta agganciata al treno Champions, pur soffrendo e sprecando molto sotto porta. Migliore in campo per i quotidiani è ancora Artem Dovbyk (6.93), che decide la partita con un gol “importantissimo” dopo una partita difficile: “dopo il letargo il bomber ucraino si sveglia” (Il Corriere dello Sport), mentre per altri è “chirurgico nel completare la bella azione personale bucando il portiere” (Il Tempo).

Bene la difesa, con Mancini (6.79) definito “attento e ruvido” (Il Tempo) e “insuperabile” (Il Corriere dello Sport), supportato da un Hummels (6.29) che “usa l’esperienza e il fisico” (Il Corriere dello Sport) e un Ndicka (6.29) “sempre poco appariscente, ma una garanzia” (Il Tempo). Solidità anche da Svilar (6.50), sempre attento, che “la pagnotta se la guadagna sempre” (Il Messaggero). Pesano però gli errori sotto porta, soprattutto quelli “clamorosi” (Il Tempo) di Koné (5.14) e Angeliño (5.21), che si divorano occasioni a porta quasi sguarnita. Rimandati anche Saelemaekers (5.43), “meno brillante” (Il Messaggero) e troppo nervoso, e Pellegrini (5.43), paragonato a una “lampadina che va a intermittenza” (Il Corriere dello Sport).

LA MEDIA VOTI DELLE PAGELLE DEI QUOTIDIANI (La Gazzetta dello Sport, Il Corriere dello Sport, Il Messaggero, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Tempo, Il Romanista)

Svilar 6.50
Mancini 6.79
Hummels 6.29
Ndicka 6.29
Saelemaekers 5.43
Cristante 6.57
Koné 5.14
Angeliño 5.21
Soulé 5.93
Pellegrini 5.43
Dovbyk 6.93

Shomurodov 5.86
Baldanzi 6.14
El Sharaawy SV
Pisilli SV

Ranieri 6.79


LA GAZZETTA DELLO SPORT

Svilar 6,5
Mancini 6,5
Hummels 6
Ndicka 6
Saelemaekers 5,5
Cristante 7
Koné 6
Angeliño 5,5
Soulé 6
Pellegrini 5,5
Dovbyk 6,5

Shomurodov 5,5
Baldanzi 6
El Sharaawy SV
Pisilli SV

Ranieri 6,5


IL CORRIERE DELLO SPORT

Svilar 6,5
Mancini 7
Hummels 6,5
Ndicka 6,5
Saelemaekers 5
Cristante 7
Koné 6
Angeliño 5,5
Soulé 6
Pellegrini 5
Dovbyk 7

Shomurodov 6
Baldanzi 6
El Sharaawy SV
Pisilli SV

Ranieri 7


IL MESSAGGERO

Svilar 6,5
Mancini 6,5
Hummels 6
Ndicka 6
Saelemaekers 5,5
Cristante 6,5
Koné 5
Angeliño 5,5
Soulé 6
Pellegrini 5,5
Dovbyk 7

Shomurodov 6
Baldanzi 6
El Sharaawy SV
Pisilli SV

Ranieri 6,5


IL CORRIERE DELLA SERA

Svilar 6,5
Mancini 7
Hummels 6
Ndicka 6,5
Saelemaekers 5
Cristante 6
Koné 4
Angeliño 4,5
Soulé 6
Pellegrini 5,5
Dovbyk 7

Shomurodov 6
Baldanzi 6,5
El Sharaawy SV
Pisilli SV

Ranieri 7


LA REPUBBLICA

Svilar 6,5
Mancini 6,5
Hummels 6,5
Ndicka 6
Saelemaekers 6
Cristante 6
Koné 5
Angeliño 5
Soulé 6
Pellegrini 5,5
Dovbyk 7

Shomurodov 6,5
Baldanzi 6,5
El Shaarawy SV
Pisilli SV

Ranieri 6,5


IL TEMPO

Svilar 6,5
Mancini 6,5
Hummels 6,5
Ndicka 6,5
Saelemaekers 5,5
Cristante 6,5
Koné 5
Angeliño 5
Soulé 5,5
Pellegrini 5,5
Dovbyk 7

Shomurodov 5,5
Baldanzi 6
El Shaarawy SV
Pisilli SV

Ranieri 7


IL ROMANISTA

Svilar 6,5
Mancini 7,5
Hummels 6,5
Ndicka 6,5
Saelemaekers 5,5
Cristante 7
Koné 5
Angeliño 5,5
Soulé 6
Pellegrini 5,5
Dovbyk 7

Shomurodov 5,5
Baldanzi 6
El Shaarawy s.v.
Pisilli s.v.

Ranieri 7

 

Ranieri: “Dovbyk, un gol importante e gli farà bene…”

Alla fine, la Roma porta a casa la settima vittoria consecutiva, permettendo a Claudio Ranieri di eguagliare la sua miglior striscia personale (…). Un risultato che, unito a una classifica che migliora partita dopo partita, basta a soddisfare il tecnico. Ranieri, a fine gara, non nasconde la sua contentezza, anche perché era il primo test senza Paulo Dybala. “Bisogna sempre crederci fino alla fine, è stata una partita difficile“, ha commentato l’allenatore giallorosso. (…) Ha riconosciuto gli errori commessi: “Abbiamo sbagliato due gol facili e concesso un’azione da gol in modo sciocco. Poi nella ripresa è stata combattuta, ma era importante vincere. La squadra ha lottato“. Su Dovbyk, decisivo ancora una volta, Ranieri ha aggiunto: “Dobbiamo chiedergli di più per stimolarlo. Lui è bravo quando ha la palla in profondità e ho chiesto alla squadra di servirlo così. Artem è sensibile, questi gol gli fanno bene“. Riguardo l’obiettivo Champions League, ha ribadito il suo approccio: “Io guardo ai ragazzi. Non voglio avere rimpianti in estate“.

Tra i più soddisfatti, ovviamente, c’era Artem Dovbyk, autore del gol vittoria (…). “È stata una gara molto dura, abbiamo avuto tante opportunità nel primo tempo”, ha dichiarato il centravanti ucraino. “Abbiamo conquistato i tre punti e alla fine è questa la cosa importante. Continuiamo per la nostra strada”. Per lui si tratta del sedicesimo centro stagionale. “Tutta la squadra mi sostiene”, ha concluso Dovbyk. “Sto cercando di fare il mio lavoro di attaccante, devo segnare e aiutare la squadra. Era importante farlo e ci sono riuscito“.

(gasport)

Dovbyk d’Europa

IL TEMPO (L. PES) – Ancora Dovbyk, ancora la Roma. Settima vittoria consecutiva al Via del Mare contro il Lecce dove decide, come sempre verrebbe da dire, il gol del centravanti ucraino. Undicesimo centro in campionato e altro macigno che vale tre punti. Quarto 1-0 di fila lontano dall’Olimpico ma soprattutto quinto successo di fila in trasferta. La Champions resta a quattro punti ma, almeno per un paio di notti, la Lazio è sorpassata. Nessuna sorpresa nelle scelte iniziali con Ranieri che rilancia Hummels al centro della difesa, lascia a riposo Paredes affidando la regia a Cristante e sceglie Soulé accanto a Pellegrini per sostituire Dybala. Parte bene la Roma che fa valere il momento di forma rispetto ai pugliesi che invece sono reduci da quattro ko di fila. Due occasioni clamorose mancate per il vantaggio. Prima Angeliño dopo nove minuti si ritrova letteralmente solo davanti alla porta vuota dopo uno scontro tra avversari ma non centra lo specchio sbagliando un gol incredibile. Una decina di minuti dopo è bravo Koné a rubare un pallone al limite dell’area ma a meno di dieci metri dal portiere leccese il francese gliela spara addosso. Roba da non credere! Dopo la mezz’ora i giallorossi di Ranieri calano e la squadra di Giampaolo ha un paio di buone occasioni con Gallo, bravo Svilar a respingere, e Karlsson che calcia centrale. Poco prima dell’intervallo Pellegrini sfiora la traversa e con la sua occasione si chiude un primo tempo ricco di rimpianti per la Roma.

Rientro in campo con parecchie difficoltà per Pellegrini & Co. che lasciano tanto campo al Lecce e faticano a costruire nella metà campo pugliese. Sugli sviluppi del corner arriva la rete di Mancini su sponda di Dovbyk ma Manganiello annulla per fuorigioco. Lunga review del Var (oltre tre minuti) ma decisione confermata. Le prime mosse di Ranieri sono Baldanzi e Shomurodov al posto di Soulé e Pellegrini cambiando modulo e giocando gli ultimi venti minuti con le due punte. Giallo ingenuo di Saelemaekers col belga che protesta col guardalinee e si becca un’ammonizione che gli farà saltare il match con la Juve. A dieci dal termine l’occasione della partita. Lancio in avanti che Dovbyk fa suo col fisico vincendo il contrasto con Baschirotto. L’ucraino perfetto e freddo batte Falcone sul primo palo e porta in vantaggio la Roma. Altri due cambi nel finale dalla panchina dove il tecnico pesca Pisilli ed El Shaarawy al posto di uno stanco Dovbyk e un nervoso Saelemaekers. Il Lecce aumenta i giri nel finale e ci prova con un paio di conclusioni dalla distanza. Koné spreca un contropiede e i salentini tornano a premere. Shomurodov ha un’occasione d’oro per chiuderla nel quinto minuto di recupero ma a tu per tu con Falcone lo prende in pieno. È l’ultima emozione della partita. La Roma non ferma la sua corsa e ora arrivano i big match.

Ci pensa ancora Dovbyk. La Roma suona la settima. Lecce battuto, ora la Juve

Basta Dovbyk. Come contro il Cagliari, la Roma supera 1-0 anche il Lecce grazie all’undicesimo sigillo in campionato dell’attaccante ucraino (…), proseguendo la sua striscia positiva. Settima vittoria consecutiva, tredicesimo risultato utile: la rincorsa a un posto in Champions League resta viva (…). La Roma c’è, grazie al suo bomber, che si è preso la squadra sulle spalle in assenza di Paulo Dybala.

I dubbi della vigilia al Via del Mare erano concentrati proprio su come la squadra avrebbe sopperito all’assenza dell’argentino. Individualmente, ci ha pensato Dovbyk con un gol da vero centravanti (…), prendendo posizione, superando l’avversario e battendo Falcone di sinistro. (…) Ma sul piano collettivo, l’esame è rinviato. Senza Dybala, ci si aspettava di più da Lorenzo Pellegrini e Soulé (…). I rifornimenti per Dovbyk sarebbero dovuti arrivare da loro, ma (…), specialmente il capitano, non è riuscito a incidere come sperato.

La prova del duo chiamato a sostituire la Joya è rimandata (…) al big match di domenica contro la Juventus (…). La vittoria è arrivata nel finale, dopo un primo tempo ad alta intensità in cui la Roma ha però sprecato occasioni clamorose, (…) con Angeliño e Koné protagonisti in negativo sotto porta. (…) Alla fine, è stato Dovbyk a risolvere la situazione.

Capitolo allenatore: dopo averne tracciato l’identikit in conferenza, Ranieri ha dichiarato che non parlerà più dell’argomento, lasciando l’annuncio a Dan Friedkin (…). Intanto, i tifosi giallorossi continuano a sperare in un nome di alto profilo, e il nome di Massimiliano Allegri (…) rimane uno dei più desiderati dalla piazza.

Infine, da segnalare disordini avvenuti all’esterno dello stadio prima della partita. (…) Un gruppo di circa 200 tifosi giallorossi ha tentato di raggiungere il settore ospiti (…). L’intervento della polizia ha impedito il contatto, ma ci sono stati tafferugli e lanci di oggetti. Un tifoso romanista è stato fermato.

(Repubblica)

Ranieri, il sorpasso e il record: “Ma mi fanno soffrire troppo”

È arrivata al termine di una partita sofferta, (…) la settima vittoria consecutiva per la Roma di Claudio Ranieri, che eguaglia così il suo record personale sulla panchina giallorossa. La squadra si porta al sesto posto, a -4 dal Bologna quarto e a -3 dalla Juventus, prossima avversaria all’Olimpico, superando momentaneamente la Lazio (…).

Un filotto caratterizzato da solidità difensiva: ben cinque di queste sette vittorie sono terminate 1-0, con la porta difesa da Svilar rimasta inviolata in sei occasioni. Numeri da corsa Champions. “Io non prometto niente”, ha dichiarato l’allenatore nel post-gara, “ma voglio che i miei ragazzi lottino sempre. È presto per guardare la classifica, diamo tutto e poi accetteremo il risultato. La qualificazione in Champions sarebbe importante anche per la società, visto che abbiamo le restrizioni del Fair Play Finanziario. Speriamo di continuare così, sarei felicissimo di chiudere la mia carriera in questo modo. Io ringrazio tutti quelli che vogliono che io rimanga, ma è giusto cambiare a fine stagione. Il prossimo allenatore sarà un altro Ranieri? Non esiste, sicuramente sarà più giovane”.

Sulla partita, Ranieri ha commentato: “Bisogna sempre crederci fino alla fine, sapevamo che sarebbe stato difficile ma siamo scesi in campo concentrati, abbiamo sbagliato due gol facili e poi concesso qualcosa di troppo per colpa nostra. Nel secondo tempo la partita è stata più combattuta, meno geometrica. Sappiamo quanto sia difficile giocare contro squadre che lottano per non retrocedere. Avevamo studiato le loro ripartenze dal basso, avevamo visto diversi episodi, ho chiesto ai ragazzi di pressare alti e di non farli giocare tranquillamente. E a fine partita ho detto loro che mi fanno soffrire troppo e mi vogliono far morire prima del tempo…”.

Parole importanti anche per l’autore del gol, Dovbyk, spesso oggetto di critiche: “A lui bisogna chiedere di più per stimolarlo, ho chiesto alla squadra di servirlo come poi hanno fatto, lui deve trovare il momento giusto per fare il movimento. È un ragazzo molto sensibile e questi gol gli fanno bene: ha bisogno di affetto, è eccezionale e pian piano capirà meglio il campionato italiano, io credo che lui possa dare ancora di più. Deve essere più sereno, ma non è facile anche per la situazione personale che vive. Quando lotta così mi piace, i gol sono importanti ma anche la prestazione”.

(corsera)

Da Soulé a Celik tutti in mostra per mister X

Il profilo del prossimo allenatore giallorosso è stato delineato da Ranieri: “Chi viene sa che il club vuole arrivare in alto, saprà che per i primi due mercati non potremo fare spese pazze“. (…) Tralasciando la noiosa lotta tra “giochisti” e “risultatisti”, il profilo ideale potrebbe essere quello di un tecnico capace di lavorare con un organico misto di giovani e giocatori esperti. I recenti rinnovi di Pisilli e Paredes (in attesa di quello di Svilar) sembrano confermare questa direzione.

In quest’ottica, il nome di Gian Piero Gasperini appare tra i più adatti: abile nel valorizzare la rosa, con esperienza europea e abituato a lavorare senza acquisti faraonici a Bergamo. Tuttavia, Ranieri ha smorzato gli entusiasmi: “Non sarà lui“. Verità o depistaggio? (…) Gasperini piace a Trigoria, potrebbe proseguire con la difesa a 3 e ritroverebbe giocatori come Dybala dopo Palermo e Mancini (…). Meno certo il futuro di Cristante sotto la sua eventuale gestione. Sir Claudio ha aggiunto un altro indizio sibillino: “Magari all’inizio il nome potrebbe essere non apprezzato“, alimentando speculazioni su ex tecnici della Lazio come Sarri o Pioli (…).

Esiste poi un’altra categoria di allenatori nel radar dei Friedkin: tecnici giovani, meno affermati ma con risultati promettenti. Dopo l’esclusione di Farioli (…), restano in corsa Italiano e De Zerbi. Entrambi sono attualmente sotto contratto, ma difficilmente direbbero di no a una chiamata dalla Roma. (…) De Zerbi, inoltre, conosce bene Balerdi, (…) obiettivo di mercato giallorosso.

Infine, ci sono gli allenatori liberi,abituati a vincere. (…) Escludendo il “sogno” Conte, tra i disponibili figurano Mancini e Allegri. Il nome di Allegri è tornato d’attualità, il che potrebbe escluderlo secondo l’indizio di Ranieri (nome non apprezzato inizialmente). Tuttavia, l’interesse di Allegri per la Roma non è un segreto, e nell’ultima esperienza alla Juventus ha dimostrato di sapersi adattare a un mercato contenuto. Un ostacolo significativo, però, (…) è il recente rinnovo di Paredes, con cui i rapporti a Torino non furono ottimali (…).

La lista definitiva di Ranieri e Ghisolfi rimane top secret. L’unica certezza è che Ranieri non continuerà, come ha ribadito: “La Roma non può perdere un anno“. La scelta finale spetta a Dan Friedkin. Nella speranza di sentire la sua voce almeno stavolta.

(il Messaggero)