Torna il campionato e torna a parlare in conferenza stampa Claudio Ranieri. L’appuntamento è per domani alle 13 dalla sala stampa di Trigoria, dove il tecnico giallorosso presenterà la prossima sfida della Roma, impegnata sabato, alle 20.45, in casa del Lecce.
Autore: Mirko Bussi
Capozucca: “Gasperini andrebbe bene alla Roma e in tutte le squadre. Petrachi già lo aveva contattato…”
TELE RADIO STEREO – Negli ultimi giorni il nome di Gasperini è stato nuovamente accostato alla Roma con insistenza. A parlare dell’allenatore dell’Atalanta, questa mattina, è stato il direttore sportivo Stefano Capozucca, che insieme a Gasperini ha condiviso l’esperienza al Genoa.
Gian Piero Gasperini verrà alla Roma?
“Bisogna chiederlo a lui. L’ho sentito che era contento per il premio che ha ricevuto a Roma, gli hanno chiesto tutti della Roma. Poi è andato a Firenze, dove è arrivato secondo visto che ha vinto l’Europa League e ha fatto bene anche in campionato”
Sarebbe il tecnico giusto per la panchina giallorossa?
“Io ho due fratelli, ma Gasperini per me è più di un fratello. Siamo molto legati, siamo stati molti anni insieme. Abbiamo cominciato l’avventura insieme al Genoa, per me Gasperini andrebbe bene alla Roma così come in tutte le squadre. Lo ritengo tra i 5-6 allenatori in Europa. Continuo a dire che sia pronto per una big. L’esperienza all’Inter non si può neanche chiamare esperienza, è durata 5-6 partite ed è cominciata male per finire peggio. E’ arrivato a Milano dopo il triplete dell’Inter, non si ha avuta la pazienza di aspettarlo. Per lui parlano i fatti a Bergamo, dove ha fatto un capolavoro”
Conoscendo l’ambiente e la piazza di Roma, Gasperini realmente sarebbe un profilo giusto?
“Roma è una grandissima piazza, il pubblico è qualcosa di straordinario. C’è un entusiasmo eccezionale, ma chiunque arrivi a Roma non può vincere subito. Bisognerebbe fare una programmazione e vedere la proprietà che cosa mette a disposizione per costruire la squadra. La Roma è una buona squadra, ma va migliorata. La Juventus per me non poteva competere con Napoli e Inter, che hanno organici differenti, e così la Roma. Come allenatore Gasperini secondo me ha un grande pregio: arriverebbe in una piazza che ha bisogno di risultati importanti e soprattutto lui i giocatori li migliora. Questo è indiscutibile”
Quanto lavora sotto il profilo atletico Gasperini e come fa rendere così bene i giocatori?
“Li fa Gasperini i programmi, fa allenamenti diversi da tutti. Qualche giocatore ha abbandonato l’Atalanta perché non riusciva a tenere i ritmi. Con Gasperini si lavora molto, lui e Conte sono i due allenatori che lavorano di più in Italia. Gasperini è una persona di un certo tipo sul campo, e un’altra persona fuori dal campo. Lui non guarda in faccia a nessuno. Alla fine però i giocatori con lui si migliorano. Lookman all’Atalanta è esploso, aveva qualità ma Gasperini lo ha fatto diventare un giocatore di livello internazionale. Anche Retegui, al Genoa ha fatto bene ma poi… lui ha il grande merito che migliora tantissimo i giocatori, per me è un allenatore importante. Con lui devi essere sempre al top, non ammette pause”
Quali possono invece essere le cose da migliorare da Gasperini?
“Probabilmente la sua sincerità nelle interviste, a volte bisogna essere più diplomatici. Glielo dico, ovviamente. A Roma specialmente, dove ci sono radio e stampa: ogni taxi ha la radio accesa sulla Roma. E’ normale che se uno dice delle cose viene amplificato. A Bergamo le cose che vengono dette non vengono amplificate, a Roma invece sì”
Gasperini era stato vicino ad allenare la Roma in passato?
“Sì, già in passato era stato vicino alla Roma. Ai tempi Petrachi lo aveva contattato ma poi c’è stato qualcosa all’interno”
Che idea ha di Ranieri e della società giallorossa?
“Ranieri vuol dire fiducia, per parafrasare una pubblicità. E’ romanista e già quello è molto importante per tifosi e piazza. La società è un po’ assente. Oggi alla fine vedo che le società che hanno qualche problema sono tutte quelle che hanno qualche problematica di gestione societaria. Marotta alla Juve era una macchina perfetta, va all’Inter e ora l’Inter funziona. Il Milan con Galliani era una società vincente, ora non si sa neanche chi comanda”
Che cosa ne pensa dei direttori sportivi italiani?
“Per me in Italia ci sono dei bravi direttori sportivi, abbiamo conoscenze dappertutto. Monchi per esempio è considerato un direttore sportivo bravo, ma è arrivato a Roma ed è fallito: la Roma è sempre la Roma. Lo straniero ha sempre qualche difficoltà caratteriale, di convivenza anche con la stampa. Sabatini invece è stato diverso, è un italiano e conosce il calcio italiano. Sono per i direttori italiani”
Stadio Roma: ieri rilievi topografici dell’area con droni
Continuano i lavori preparatori per la presentazione del progetto definitivo della Roma per il nuovo stadio che dovrà sorgere a Pietralata. Come fa sapere su X il giornalista Alessio Di Francesco, in attesa che riprendano gli scavi archeologici, ieri sono state svolte attività di sorvolo con droni per rilievi topografici nell’area interessata del progetto.
In attesa che riprendano gli scavi archeologici, ieri attività di sorvolo con droni per rilievi topografici #StadiodellaRoma
— ALESSIO DI FRANCESCO (@DiFrancescoAle) March 25, 2025
Con LaRoma24.it vivi l’esperienza live della Virtus Gvm Roma 1960!
Dopo l’importante vittoria contro la capolista Roseto, la Virtus Gvm Roma 1960 torna al PalaTiziano nell’atteso derby contro la Luiss. Un’altra gara di alta classifica e l’obiettivo di non fermarsi nella lunga e avvincente corsa ai playoff.
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Everton: vietato il ‘rosso’ nel nuovo stadio. Anche il ketchup diventa blu (FOTO)
L’Everton non prevederà il rosso, colore tipico dei rivali del Liverpool, nel nuovo stadio. Tutto deve richiamare al “blu” sociale, ketchup compreso. In una foto pubblicata dalla pagina ‘Il calcio inglese’, infatti, si vede come il tipico hot dog abbia sopra il ‘giallo’ della maionese ma con sopra un ketchup di colore blu.
L’Everton si trasferirà nel nuovo impianto da 52.888 posti dalla prossima stagione, nel frattempo sta svolgendo ‘prove tecniche’ con gare giovanili.
Nel nuovo stadio dell’Everton, il ketchup è blu, così da non avere nulla di rosso che ricordi i rivali del Liverpool 😂 pic.twitter.com/QHTLgAFukT
— Il Calcio Inglese (@calcioinglese) March 24, 2025
Calciomercato Roma, dall’Argentina: Paredes tornerà al Boca dopo i Mondiali del 2026
Dall’Argentina continuano le speculazioni riguardo il futuro di Paredes che nei giorni scorsi, dal ritiro della Nazionale, ha confessato come esista una clausola a favore del ritorno al Boca Juniors nel suo recente rinnovo con la Roma.
Ora, come fa sapere il quotidiano argentino, i dirigenti del Boca Juniors si sono espressi così sulla situazione: “Non è il momento di parlarne, vedremo. Tutto è chiaro da entrambe le parti. Paredes aveva già detto un mese fa che non era il momento di tornare. Ha un altro anno di contratto con la Roma e non interferiremo. Probabilmente tornerà dopo il Mondiale del 2026”.
(Olè)
Intanto l’argentino ha scambiato la maglia con Camilo Rey, giovane centrocampista del Boca Juniors, con lo scatto che è finito rapidamente sui social.
PAREDES 🤝 REY pic.twitter.com/UIJ1Rom7pz
— Planeta Boca Juniors (@PlanetaBoca) March 24, 2025
Risultati, boccaloni, solfiti e porte-malheur
LR24 (AUGUSTO CIARDI) – Campioni del mondo di “Che peccato!”, vantiamo una bacheca piena di coppe “A testa alta”. Impanati e impantanati sempre di più nella mediocrità dialettica che predica di identità e costruzioni a scapito della praticità. La new age del calcio salottiero filosofeggia sulle banalità. “Le squadre devono avere un’identità definita”. Come se quarant’anni fa le squadre di Trapattoni non fossero riconoscibili. Come se Capello e Lippi non abbiano lasciato tracce, come se Mourinho e Allegri e Simeone debbano tornare alla prima elementare, apprendendo da chi davanti a una telecamera o in punta di penna insegna il calcio, la vita e svela il futuro. Alla fine conta soltanto e sempre il risultato. È il risultato che svela, presente e futuro.
Guardate che farsa sta andando in scena a Torino. Dalle stelle alle stalle, Thiago Motta ha sedotto e poi è stato abbandonato nell’umido dagli stessi che lo hanno usato come e più di De Zerbi. Juventus eliminata dalla Champions, buttata fuori dalla Coppa Italia e quinta in Serie A. Risultato? Conta il risultato. Vanno a farsi friggere i percorsi, i progetti e le costruzioni, quelle dal basso. Motta il Profeta esonerato con una telefonata, e ora fioccano le ricostruzioni, per gettare ombre sul suo operato. Gli stessi che dopo la vittoria a Lipsia lo incoronavano re, ora lo riempiono di pecette, descrivendolo come distaccato dalla realtà, quasi ottuso, presuntuoso e fuori dal mondo. Auguri a Motta, un allenatore bravo che ha avuto la sventura di essere usato, appunto, da chi elogiando lui altro non voleva screditare il predecessore, Allegri.
Un po’ come fu usato De Zerbi quando la solita cricca combatteva una battaglia stupida contro Mourinho. Salvo accannarlo dopo la sconfitta pesante subita dalla Roma di De Rossi. Fanbase che manco porta troppo bene. Che fa danni, perché aumenta a dismisura le aspettative su chi deve ancora dimostrare tanto.
Hasta la rivolucion! Fino a quando fa comodo. Dalla casa madre juventina decidono di fare emergere i nei dell’italo-brasiliano per giustificare il cambio di rotta e scaricare il barile sul tecnico. E i media nazionali spurgano inchiostro, cancellando mesi di narrazione avveniristica. Motta nel cesso, si tira lo sciacquone, e ora il nuovo manifesto è: la Juventus ha bisogno di allenatori pragmatici! Chi si azzardava a dirlo mesi fa, veniva bruciato in piazza come gli eretici. Informazione nazionale double face.
Il vanto del gioco dimenticando il risultato, stesso copione pure in Nazionale. Quella di Spalletti ha giocato bene una manciata di partite inutili, facendo una figura miserrima agli Europei ed essendo stata tenuta in ostaggio dalla Germania a Dortmund. Ma giammai che si muova una critica. Si tiene il punto per quanto maturato nel secondo tempo, quando i tedeschi avevano staccato la spina. Ci si aggrappa a un rigore dubbio negato dal VAR, e già si prepara la sfida a Haaland in un girone ridicolo di qualificazione ai Mondiali, manco fosse la Superlega delle nazionali. In altri Paesi, commissario tecnico e presidente federale sarebbero stati defenestrati dopo la figura indecente della scorsa estate. Qua al massimo si dà la colpa dello sfacelo ai bambini che non giocano più a pallone nei cortili.
La Germania è più forte? E proprio per questo un tempo si sarebbe provato a contenere e ripartire (non useremo la parola contropiede per evitare l’evirazione). Oggi, invece, per opporsi a Musiala e compagni si tentano i passaggetti nella propria area e a ridosso della stessa, zone albergate da belli de mamma esaltati dalla cronache nazionalistiche ruffiane, che urlano al fenomeno per calciatori normali tendenti al buono, figli di una generazione di ragazzi che da quando sono piccoli vengono rincoglioniti dai media e dagli allenatori che scimmiottano gli dei del pallone. I danni del guardiolismo. Tentativi di imitazioni del più grande di tutti, che non è replicabile.
A Roma questa moda va e viene, a seconda delle antipatie. Se c’è Mourinho esonerato si “usa” De Rossi. Ricordate? La squadra è forte, è il portoghese che la svilisce. Risultato? Aspettative eccessive sul giovane allenatore, che meritava di essere accompagnato e che invece è stato, appunto, usato. E se nomini Allegri, c’è chi bussa a Farioli. Legittimo, se non fosse che chi ha gusti moderni, non tollera coloro che la pensano diversamente. Un tempo la parola bollito faceva venire in mente le taverne piemontesi. Oggi è l’espressione più usata da chi, non potendo contare sulla forza delle idee, mette in piedi teatrini mediatici che al massimo possono fare breccia tra gli adolescenti superficiali che bazzicano i social o negli adulti boccaloni che si bevono di tutto, dai vini pieni di solfiti alle cazzate propinate dai media. Quelli che consideravano Ancelotti un vecchio rincoglionito. Imboccati da comunicatori impreparati.
In the box – @augustociardi75
“Pepito day”: anche De Rossi alla partita d’addio di Giuseppe Rossi. Ospiti d’eccezione Ranieri e Ferguson
Giuseppe Rossi, ex talento della Nazionale e della Fiorentina, ma anche del Manchester United e Villarreal, saluta il calcio con una partita d’addio trasmessa in diretta e gratuitamente su Dazn, broadcaster esclusivo in Italia dell’evento: il ”Pepito Day”. Lo scrive la piattaforma digitale. La partita amichevole di addio al calcio di Giuseppe Rossi, prevista per sabato 22 marzo alle 18, si svolgerà in uno degli stadi che ha ospitato il talento azzurro, l’Artemio Franchi di Firenze.
Insieme a lui i campioni che lo hanno accompagnato durante la sua straordinaria carriera. Tra i partecipanti, Antonio Cassano, gli ex viola Gabriel Omar Batistuta, Francesco Toldo, Luca Toni, Borja Valero, Sebastian Frey, ma anche campioni del mondo come Fabio Grosso e Daniele De Rossi. Ospiti d’eccezione, Sir Alex Ferguson e Claudio Ranieri.
Dybala: sarà operato per la lesione al tendine. L’argentino: “Tornerò presto e ancora più forte” (FOTO)
Paulo Dybala sarà operato per la lesione al tendine riportata durante Roma-Cagliari, quando l’argentino è stato costretto ad uscire pochi minuti dopo il suo ingresso in campo. Lo fa sapere il club giallorosso con una nota:
“Paulo Dybala si sottoporrà nei prossimi giorni a intervento chirurgico a seguito della lesione del tendine semitendinoso sinistro. Il calciatore e la società hanno deciso di comune accordo che fosse la strada corretta per un recupero ottimale dall’infortunio.
A Paulo i migliori auguri di pronta guarigione, ti aspettiamo!”
Paulo Dybala si sottoporrà nei prossimi giorni a intervento chirurgico a seguito della lesione del tendine semitendinoso sinistro.
Il calciatore e la società hanno deciso di comune accordo che fosse la strada corretta per un recupero ottimale dall’infortunio.
A Paulo i… pic.twitter.com/ScAwjFVWh7
— AS Roma (@OfficialASRoma) March 20, 2025
Sui social è arrivato anche il commento di Dybala che scrive: “Cari amici, innanzitutto vi ringrazio di cuore per l’affetto che sempre mi dimostrate. Dopo i risultati degli esami e aver valutato diverse opzioni, ho deciso di sottopormi a questo intervento ora per tornare il prima possibile. Anche se sarò momentaneamente lontano dal campo, continuerò a sostenere i miei compagni della Roma in questa fase cruciale del campionato e la nostra Nazionale, che seguirò come un tifoso in più durante queste partite di qualificazione. Tornerò presto, ancora più forte, promesso. Ci vediamo in campo! Forza Roma e vamos Argentina!”.
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La stagione di Paulo Dybala potrebbe dunque essere conclusa con due mesi d’anticipo, con tempi di recupero dall’operazione che possono essere previsti in circa tre mesi come fa sapere l’emittente radiofonica.
(Retesport)
Post Match – Distanze di sicurezza
LR24 (MIRKO BUSSI) – Per uscire dal fango del primo tempo, domenica Claudio Ranieri ha cambiato la trazione della squadra, montandola su un 4-4-2 che già in questi mesi ha più volte utilizzato come assetto di riserva. La modifica, se in costruzione scivolava agevolmente visto che la Roma spesso si predispone a 4, gracchiava pericolosamente nelle pressioni offensive. Qui, infatti, quando la squadra di Ranieri vuole darsi un tono più aggressivo nelle riconquiste mantiene orientamenti sull’uomo che ora diventavano più complicati da assecondare. Il risultato è stato di una squadra che perdeva le distanze di sicurezza, si allungava facilmente a cui, di conseguenza, doveva sopperire con lunghe corse che, alla fine, produrranno il dato di chilometri percorsi più alto del 2025: oltre 121 chilometri.
L’immagine del 52′, ad inizio secondo tempo, riassume le difficoltà: quando Dovbyk tenta di allungare la pressione sul portiere avversario, Caprile, le due linee da 4 romaniste offrono spazi intermedi di ricezione particolarmente dolorosi. La giocata diretta dell’estremo difensore va ad incendiare proprio quella zona, con un 4v4 che terminerà con la pericolosa girata in area di Piccoli.
#RomaCagliari/#PostMatch 2/4
Oltre 121 km percorsi: il dato più alto del 2025.
Perché la Roma faticava a mantenersi blocco quando si alzava in pressione, offrendo distanze importanti tra i reparti.
Bastava scavalcare le prime due linee per aprirsi un 4v4 fino al tiro di Piccoli. pic.twitter.com/tqmG0ygnHE— Mirko Bussi (@MirkoBussi) March 19, 2025
L’utilizzo di Caprile era il filo tramite cui il Cagliari scuciva la maglia di pressioni della Roma. I richiami al proprio portiere della squadra di Nicola servivano a tirare avanti Dovbyk e con sé le prime uscite romaniste, con Adopo che rimaneva come uomo dispari tra le linee mentre Koné e Paredes, la coppia centrale romanista, avevano in dote gli altri riferimenti nel ruolo, Prati e Deiola. Si accendeva un altro 4 contro 4 che stavolta si sfogava nella profondità di Piccoli su Ndicka, fino al tiro in diagonale dell’attaccante del Cagliari.
Scenario simile verrà riproposto una manciata di minuti dopo, al 68′. Il gioco delle coppie stavolta offriva a Makoumbou una facile ricezione alle spalle della prima pressione romanista, su passaggio chiave nuovamente di Caprile, timbrando nuovamente le difficoltà della Roma ad evitare giocate interne. A quel punto la squadra giallorossa, sul successivo sviluppo a destra, era costretta a precipitarsi verso la propria area per ricomporre qualcosa di paragonabile ad un blocco difensivo. Il cross di Zortea portava al tiro di Piccoli, un altro spavento prodotto dal Cagliari. Cambiare trazione, a volte, obbliga a cambiare anche lo stile di guida.
#RomaCagliari/#PostMatch 4/4
Anche qui, altri metri all’indietro per una pressione offensiva inefficace: il giocatore ‘spaiato’ viene raggiunto nuovamente da una giocata di Caprile, sul successivo sviluppo da destra arriverà un altro pericolo del Cagliari. pic.twitter.com/QwzXE0XSQG— Mirko Bussi (@MirkoBussi) March 19, 2025