Coppa Italia, Atalanta-Lazio: Sarri perde Gila per infortunio. Da valutare le condizioni dello spagnolo

Maurizio Sarri perde Mario Gila per infortunio. Il difensore spagnolo è stato costretto ad uscire al minuto 77 della semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Lazio e Atalanta a causa di un problema alla caviglia. Le condizioni del centrale ex Real Madrid sono da valutare in vista del finale di stagione, dove i biancocelesti affronteranno anche il derby contro la Roma.

Roma, Hermoso sulla Champions: “Ci piacerebbe essere più alti in classifica. Ci proveremo fino alla fine”

A poche giornate dal termine della Serie A, la Roma spera ancora di poter agganciare il quarto posto. La matematica non condanna i giallorossi, ma, attualmente la Juventus è a +5. Chi ci crede, però, è Mario Hermoso, che al margine dell’evento di Elvis Lives in collaborazione con la Roma e tenutosi a La Rinascente, ha parlato così.

“Siamo allo sprint finale, ci piacerebbe avere una posizione migliore come quella che abbiamo avuto per gran parte della stagione. Fino a quando ci sono partite e punti in palio ci proveremo fino alla fine”.

Atalanta, Percassi: “Gasperini? Abbiamo vissuto dei momenti importanti, normale ci si lascia alle emozioni”

Poco prima del fischio d’inizio della semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Atalanta e Lazio, ha parlato l’ad bergamasco Luca Percassi. Il dirigente nerazzurro è tornato anche sulle parole spese da Gian Piero Gasperini nella conferenza stampa dello scorso match di Serie A contro la Roma. Ecco le sue parole.

“Con Gasperini abbiamo vissuto dei momenti molto importanti, nove anni straordinari dal punto di vista sportivo. Quando si ripercorrono certe storie ci si lascia alle emozioni però purtroppo il calcio non lascia tempo e noi siamo molto concentrati sul presente e sul futuro”.

Coppa Italia, che rimonta dell’Inter: Como battuto 3-2. I nerazzurri sono la prima finalista

Partita folle a San Siro, con l’Inter che rimonta ancora una volta il Como. I Lariani vanno in vantaggio 0-2 ma, come successo in campionato, si fanno riagganciare e superare dai nerazzurri di Chivu dalla doppietta di Calhanoglu e dal gol di Sucic. L’Inter è quindi la prima finalista della Coppa Italia e domani attende il match tra Lazio e Atalanta per scoprire la sua avversaria.

IL PUNTO DEL LUNEDÌ – VOCALELLI: “Gasperini fortemente a rischio”  – ZAZZARONI: “Ci vuole un CEO competente”

A due giorni dal pareggio contro l’Atalanta che ha complicato, definitivamente, la corsa alla Champions, a Roma si continua a parlare della faida interna tra Gian Piero Gasperini e Claudio Ranieri: ” Il pubblico giallorosso si è pubblicamente espresso, applaudendo il tecnico. La sensazione personale, però, è che l’avventura di Gasperini in giallorosso, sia fortemente a rischio” scrive Alessandro Vocalelli sulle colonne della Gazzetta dello Sport. Anche Ivan Zazzaroni del Corriere dello Sport, ha paralto della faida interna dei giallorossi, trovando, però, un aspetto positivo in tutto questo: “Ciò che è successo alla Roma tra Ranieri e Gasperini potrebbe trasformarsi in qualcosa di positivo, nella svolta, soltanto se dopo sei anni di gestioni discutibili i Friedkin cambiassero radicalmente linea affidandosi a un Ceo competente e capace di parlare il linguaggio del calcio italiano”.


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


A. VOCALELLI – GAZZETTA DELLO SPORT

A cinque giornate dalla fine i giochi sono ancora aperti, ma di sicuro la trentatreesima giornata ha finito per dare un’indicazione chiara sulla corsa Champions. Sì, perché terza e quarta in classifica, Milan e Juve, hanno vinto, mentre quinta e sesta no: logico che il divario si sia fatto molto più profondo. Non siamo ancora ai bilanci, ma lo scossone è stato forte e quelle che inseguono, Como e Roma, sono adesso molto più distanti. […] A Roma si parla invece della questione Gasperini-Ranieri, che i Friedkin hanno rimandato a fine stagione. Il pubblico giallorosso si è pubblicamente espresso, applaudendo il tecnico. La sensazione personale, però, è che l’avventura di Gasperini in giallorosso, sia fortemente a rischio. Più delle parole vanno infatti interpretati silenzi e segnali che anche Gasp deve aver colto. […]


I. ZAZZARONI – CORRIERE DELLO SPORT

Tutto ruota attorno al risultato. L’hanno detto prima di Allegri i vari Ancelotti, Mourinho, Capello, Lippi, Gasperini, Ferguson, Simeone, Xabi Alonso, Mancini, oltre a un migliaio di tecnici puntualmente messi in discussione per il “profitto mancante”. Dite che non è così? Che ciò che conta è il bel gioco? Provate a immaginare Gasperini che dopo una settimana da incubo per la Roma, per i tifosi, per tutti, anche per Ranieri, rimedia quattro pere dall’Atalanta, e sto parlando di un allenatore che i colleghi considerano il modello di un certo genere di calcio. Moderno, imitato ovunque. Bocche storte, appunti che diventano attacchi. […] Provate ora a immaginare un calcio dove è possibile sopravvivere alla sconfitta, dove il profitto non è la prima cosa, dove si possono spendere miliardi senza portare un titolo come ha fatto Arteta fino a quest’anno. Un calcio dove il progetto triennale viene rispettato. Ecco, non è il nostro. Da noi il calcio è un’industria in perdita costante e il manager che non è in grado di ottenere risultati viene messo alla porta. […]
PS. Ciò che è successo alla Roma tra Ranieri e Gasperini potrebbe trasformarsi in qualcosa di positivo, nella svolta, soltanto se dopo sei anni di gestioni discutibili i Friedkin cambiassero radicalmente linea affidandosi a un Ceo competente e capace di parlare il linguaggio del calcio italiano. I cacciatori di teste sbagliano spesso le teste.


T. CARMELLINI – IL TEMPO

Arrivati a questo punto servirebbe davvero un miracolo e in queste cose in casa
giallorossa manca lo specialista. Quindi, data per sfumata la qualificazione alla prossima Champions, ma senza buttar via quanto di buono visto quest’anno, bisogna iniziare a pensare al futuro: da subito. Serve un cambio di passo immediato in vista della prossima stagione. Partendo innanzitutto dai nomi dei protagonisti, dagli uomini cioè che dovranno rendere fattibile l’ambito salto di qualità: una cosa della quale a Roma si sente parlare da anni ma che non si è ancora mai concretizzata.
Certo, dopo le cure Gasperini la squadra è in grado di esprimere un bel calcio anche se solo a tratti, il miglioramento da questo punto di vista è evidente, ma anche quest’anno non è bastato per vincere qualcosa. Finire sesti o quinti, nella migliore delle ipotesi, trasmette un senso di impotenza, perché ancora una volta l’obiettivo Champions è stato fallito: ed è tutto vero. Infine, della serie non ci facciamo mancare nulla, è arrivato anche lo strappo tra l’allenatore scelto per il futuro e l’uomo della società che avrebbe dovuto fare da collettore tra proprietà e staff tecnico. È chiaro che, arrivati a questo punto, uno tra Gasperini o Ranieri sia di troppo e per ripartire bisogna iniziare proprio da qui. Chi tra i due verrà scelto per restare dai Friedkin, dovrà avere carta bianca e poter lavorare a suo modo: perché le cose in questo sport si fanno in questo modo. Poi il prescelto si assumerà tutte le responsabilità del caso.


A. SORRENTINO – IL MESSAGGERO

Nessuno più dei Jalisse, e di Gian Piero Gasperini, potrebbe garantirci che i fiumi di parole non portano bene. La Roma di Gasp, circondata da polemiche, chiacchiere e illazioni, quasi tutte alimentate dalle collere pubbliche e private del tecnico, ha smarrito la retta via dei risultati, ossia l’unica cosa che conti. Dato che la flessione dura da un pezzo è difficile affibbiarne le colpe all’uscita di Ranieri prima del Pisa, ai medici, ai Friedkin assenti o alla moria delle vacche. Il problema della Roma è stato ed è squisitamente tecnico, atletico, tattico. Rispetto ai primi felici mesi, quando i Friedkin erano assenti come adesso e le divergenze tra Gasp e il 95% del club erano le stesse di adesso, sono venute meno di botto la tenuta difensiva e la furia agonistica, ossia le migliori qualità espresse fin li, e su quello ci si dovrebbe interrogare. […] Buonamano ha avuto Gasperini nella prima fase, ma meno felice l’ha avuta nella seconda, tutto qui. […] Aridatece De Rossi quindi? Chi vivrà vedrà.
Intanto, zitto zitto, Maurizio Sarri ha ritrovato la mano felice mentre Gasp la smarriva: con la Lazio ha ottenuto gli stessi punti della Roma nel ritorno e mercoledì cerca la finale di Coppa Italia a Bergamo. […]

Ranieri in tv ma non sui maxischermi

A Trigoria non c’è stato nessun confronto e continuerà a non esserci fino alla fine della stagione. A meno che Friedkin non salirà su un aereo per raggiungere
Trigoria. Il presidente ha avuto modo di informarsi circa la contesa tra allenatore e senior advisor, al momento però ha deciso di non intervenire e il silenzio degli ultimi nove giorni lascia immaginare che non arriveranno né comunicati né parole pubbliche da qui alla fine del campionato. In questi giorni non si è isolato soltanto Gasp. Anche Ranieri, dopo lo strappo pubblico di venerdì scorso, si è allontanato dai riflettori. Sabato sera il consulente di Friedkin era presente allo stadio insieme alla figlia e si è accomodato in tribuna accanto al ds Massara, che prima dell’incontro ha provato a stemperare le tensioni con delle dichiarazioni concilianti. La coppia continua ad andare molto d’accordo e questo denota la profondità della spaccatura tra loro e il tecnico, nata da questioni di mercato e consolidatasi nel mesi fino alle incomprensioni sulla gestione degli infortuni. Contro la Dea Ranieri è stato inquadrato più volte dalle telecamere dell’Olimpico, ma la sua immagine è andata in onda soltanto in televisione. I tifosi a casa hanno dunque potuto osservare, senza cogliere particolari segnali, le espressioni del volto di Claudio a inizio gara e dopo il gol del pareggio di Hermoso, mentre i maxischermi dello stadio mostravano solo la schermata del risultato. Una scelta ben precisa della Roma. Il club ha voluto evitare
pericolose reazioni di pancia, come ad esempio i fischi: avrebbero fatto rumore, soprattutto dopo gli applausi riservati a Gasperini durante la lettura delle formazioni.

(corsport)

Riecco Dybala e Wesley: attesa Koné

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Un giorno di riposo e di nuovo in campo, con qualche recupero prezioso. Oggi pomeriggio la Roma riprenderà a lavorare in vista della gara di sabato a Bologna, e Gasperini ritroverà in gruppo Wesley. L’allenatore piemontese sperava di poter contare sul brasiliano già con l’Atalanta, ma lo staff medico giallorosso ha preferito non correre rischi e rimandare il ritorno dell’ex Flamengo. Tra oggi e domani, poi, è previsto il rientro in gruppo di Dybala. Da giorni, ormai, la Joya sta lavorando sul campo ed è già avanti da un punto di vista atletico. L’argentino punta alla convocazione per la gara col Bologna dopo lo stop di fine gennaio e l’operazione al ginocchio sinistro del 6 marzo per la lesione parziale del menisco esterno. Koné, invece, rischia di saltare anche la sfida contro gli uomini di Italiano. Il francese si era fermato proprio nel ritorno di Europa League con il Bologna, riportando una lesione del bicipite femorale della coscia destra, e potrebbe rientrare direttamente ad inizio maggio. Non preoccupano le condizioni di Rensch, uscito dal campo in anticipo per un problema muscolare alla coscia. L’infortunio non è grave e dovrebbe consentire all’esterno olandese di essere già a disposizione di Gasp per il match di sabato.

Roma, sempre la stessa storia

IL TEMPO (L. PES) – Che noia, che barba, che noia. L’attesa di una scelta difficilmente sarà essa stessa una scelta. Insomma, i Friedkin sono al bivio ormai da dieci giorni ma tra call e silenzi, alla fine della fiera, la situazione è sempre la stessa. Certo, va detto che la grande maturità mediatica di Gasperini unita ai sacrosanti silenzi di Ranieri potrebbe aiutare a portare la barca, pur sempre malconcia, in porto. Ovvero alla fine della stagione. E poi? La scelta drastica dovrà arrivare per forza a meno che una delle due parti in causa non decida autonomamente una strada diversa. Tutto secondo il copione degli ultimi anni. L’esonero di Mourinho, quello di De Rossi seguito dalle dimissioni forzate di Lina Souloukou pochi giorni dopo fino all’addio lampo di Ghisolfi. Quella tra allenatore e senior advisor, con Massara sullo sfondo ma comunque legato alla figura e forse anche al destino di Sir Claudio, è solo l’ultima del le fratture interne che ormai in maniera preoccupante si ripetono a Trigoria.
Gasperini vuole portare a termine la stagione, anche e soprattutto per rispetto dei calcatori e dei tifosi, ma per il futuro ha posto delle condizioni chiare. In testa l’addio di Ranieri, col quale dopo lo strappo pre Roma-Pisa non c’è più possibilità né volontà di dialogare, ma c’è anche molto altro. Pianificazione e chiarezza di intenti sono alla base delle richieste dell’allenatore di Grugliasco, che già durante il mercato invernale aveva manifestato le sue preoccupazioni per il futuro. Non bastano quindi le varie manifestazioni di fiducia che gli sono pervenute in questi giorni dalla proprietà e dal suo uomo di fiducia, per Gasp servono i fatti. Nell’ultima riunione nella pancia dell’Olimpico non sono emersi temi riguardanti l’avvenire, ma un semplice confronto di breve durata dopo un match giocato. Dall’altra parte c’è un Ranieri silente. Il senior advisor era regolarmente allo stadio sabato sera e di passi indietro al momento non sembra avere intenzione di farne. L’uscita di dieci giorni fa, non concordato con la proprietà, ha segnato il punto di non ritorno di una frattura che il club deve sanare con una presa di posizione. Ogni giorno, in realtà, potrebbe essere quello giusto per una decisione anche se la linea della proprietà è stata sin dall’inizio quella di non dare scossoni prima del termine della stagione. Intanto i giorni passano e il nervosismo, inevitabilmente, non cala. Un futuro tutto ancora da disegnare e le solite fazioni che fanno discutere la città che si spacca alla ricerca della posizione più giusta. Intanto il tempo passa e la noia aumenta.

Roma, Gasp vede Shipley: il futuro resta in bilico dopo la lite con Ranieri

Il triplice fischio, poi la conferenza stampa. Gian Piero Gasperini ha appena spiegato di essere stato tirato dentro alla polemica dal predecessore e senior advisor Claudio Ranieri. Tanto per restituire al pubblico il clima che si respira a Trigoria, ha appena parlato al passato della sua esperienza romana. Fine delle chiacchiere, Gasp saluta e si alza. Ma il suo sabato sera non è ancora finito. Ci sono stati gli applausi dell’Olimpico e poi i fischi alla squadra, nel mezzo un pareggio contro l’Atalanta che non fa: sorridere neanche un po’. Ora, però, c’è Ed Shipley. Un cenno del consigliere di fiducia dei Friedkin e il tecnico si ritrova in una stanza nella pancia dell’Olimpico. Uno schermo, un telefono. Non serve nulla di più: per 10 intensi minuti si parla della situazione che si é venuta a creare dentro e fuori Trigoria e del futuro. I dettagli sono top secret. Bocche cucite all’uscita dal confronto. Non è escluso che ci possa essere stata una call con la presidenza mentre certa è l’assenza di Claudio Ranieri e del direttore sportivo Frederic Massara. Forse un indizio sulla strada che i Friedkin intendono prendere per la prossima stagione. Cambiare ancora allenatore,
tanto più un tecnico come Gasperini presentato a Roma come caposaldo di un progetto triennale, vorrebbe dire smontare ancora una volta i progetti giallorossi anzitempo. Tutto ora è nelle mani di Ed Shipley. E proprio la presidenza a stelle e strisce di una Roma con tutta probabilità condannata a restare ancora per una stagione fuori dalla Champions League spera che ieri sera abbia preso bene la mira. In ballo, alla vigilia del centenario, c’è il futuro della panchina giallorossa. E quello della dirigenza. Gasperini, Ranieri, Massara. Pare che a Trigoria non ci sia più spazio per tutti.

(La Repubblica)

Tutto vero: Ranieri con Gasp, Friedkin ci crede ancora

In quell’originalissimo microcosmo chiamato Roma può davvero succedere di tutto. Che un dirigente parli di quarta scelta in riferimento all’allenatore. E pure che lo stesso allenatore si permetta di rispondere usando la parola teatrino, o l’espressione “non scendo al livello di altri”. Ma non c’è mica fine all’immaginazione, si può andare persino oltre. Il punto più alto è quel che sta passando ora nella testa dei Friedkin. Ebbene sì: la proprietà è ancora oggi, 20 aprile, convinta che esista la possibilità di ricucire tutto. Che si riesca in un modo o nell’altro, con l’aiuto di Padre Tempo, a far lavorare nello stesso centro sportivo e per lo stesso obiettivo Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini. E con loro, anche il d.s. Ricky Massara. E così danno una botta da una parte e una botta dall’altra, una carezza da una parte e dall’altra. Così si spiegano la rassicurazioni private date sia a Ranieri sia a Gasperini. Le protezioni dell’uno e dell’altro, sotto forma di mancate inquadrature allo stadio. Oppure con l’insolito colloquio tra Ed Shipley, braccio destro di Dan Friedkin, e l’allenatore allo stadio Olimpico dopo la partita contro l’Atalanta. I Friedkin stanno provando a tenere in piedi due parrocchie che non solo non dialogano, ma non possono più vedersi. Per dire: ci si divide pure sull’assenza di Ranieri a Trigoria, per alcuni input della proprietà, per altri decisione presa dallo stesso senior advisor per evitare altri incendi. Ma intanto la Roma va avanti. Manco troppo, per la verità. La media punti di oggi, dopo 33 giornate, é identica a quella della stagione che portò all’esonero di Mourinho e all’arrivo di De Rossi. La sensazione è che a decidere realmente il futuro saranno le prossime cinque partite: se la squadra regge, i Friedkin proveranno a portare avanti quel progetto oggi utopistico di tenere tutti, altrimenti chissà. Da un lato c’é un allenatore che, a 68 anni, ha fretta di dimostrare di essere vincente in una grande piazza, lui che non ha mai avuto la possibilità di farlo vedere, eccezion fatta per la parentesi negativa con l’Inter. Dall’altro c’è un Ranieri che, con quelle parole travolgenti nei modi e nei tempi, forse avrebbe voluto mandare semplicemente questo messaggio all’allenatore: “Ehi amico, siamo tutti sulla stessa barca. Tutti vogliamo i Malen. E tutti insieme abbiamo azzeccato alcune scelte e sbagliato altre cose”. In mezzo c’è una società che, sempre al 20 aprile, non ha ancora fatto una riunione di mercato per programmare le entrate. Eppure si sta già muovendo. Come? Seguendo le idee tattiche dell’allenatore di oggi, dunque cercando giocatori per Gasperini. Tutto vero.

(corsera)