11 gol in campionato per Malen: solo Balotelli ha segnato di più tra i giocatori arrivati a gennaio in Serie A

Donyell Malen continua a stupire. L’olandese, grazie alla rete segnata oggi al Bologna, ha raggiunto quota 11 in Serie A in meno di 3 mesi. Come riportato da Opta Paolo su X, dall’introduzione del mercato invernale nel 2001/02, c’è solo un calciatore che ha segnato più di lui nel nostro campionato: Mario Balotelli. Nella stagione 2012/13 infatti, l’attaccante italiano ne fece 12 con la maglia del Milan. Al pari dell’ex Aston Villa, invece, Maxi Lopez nel 2009/10 con il Catania. Adesso Malen ha ancora 4 giornate per cercare di battere un altro record.

Inter: c’è Koné con Calhanoglu

Deciso di blindare Calhanoglu, ora tutta su chi dovrà coprire le spalle al turco, ovvero Manu Koné. […] Il francese è il grande obiettivo per il centrocampo. Già trattato dall’Inter l’estate scorsa, con la Roma che inizialmente accettò la proposta da 40 milioni recapitata da Ausilio a Massara con l’ok di Gasperini. Una stagione dopo, però, la storia è destinata a ripetersi e la risposta dei giallorossi potrebbe cambiare, soprattutto se non si qualificherà in Champions League e perché entro il 30 giugno dovrà registrare circa 80 milioni di plusvalenze. Koné è valutato ancora 40-45 milioni di euro, l’Inter vorrebbe pagarlo di meno ed escludere dall’affare Frattesi, il quale resta un obiettivo della Roma. […]

(tuttosport)

Venduti mille biglietti per il derby

È iniziata ieri pomeriggio la vendita del biglietti per Il derby, l’ultima gara in casa della stagione della Roma, in agenda tra il 17 e il 18 maggio con data e orario ancora da definire. La fase 1, quella già scattata, è riservata agli abbonati della Curva Nord perché Roma-Lazio non è una partita inclusa nella tessera: mille i biglietti venduti nel giro di qualche ora, così la quota del romanisti è salita complessivamente a 37.000. La fase 2 (start alle ore 13 del 27 aprlle per un solo giorno) è per gll abbonati Plus/Classic Extra e titolar dell’AS Roma Card, mentre la fase 3 riguarda la vendita libera: l’eventuale caccia agli ultimi tagliandi parte alle ore 13 di martedi 28 aprile.

(corsport)

Nuova vita per Campo Testaccio

Rivede la luce Campo Testaccio, lo storico impianto della Roma dal 1929 al 1940, già ristrutturato e riaperto nel 2000 per poi cadere nuovamente nell’abbandono. L’annuncio è stato dato ieri da Alessandro Onorato, assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda del Comune di Roma: “Con l’approvazione della delibera in Assemblea Capitolina, si chiude ufficialmente l’iter necessario ad acquisire a patrimonio pubblico l locali dell’ex palestra adiacenti all’impianto di Campo Testaccio che erano abusivi. Finalmente abbiamo sbloccato una situazione ferma da troppi anni. Questo passaggio è decisivo perché gli spazi della palestra, invece di essere abbattuti, potranno essere Inseriti in un progetto più ampio di riqualificazione dell’intero centro sportivo, che ha un’enorme valenza sportiva, sociale e storica”. L’area di Campo Testaccio “potrà diventare un luogo multidisciplinare per attività durante tutto l’anno”.

La presenza e la gratitudine

Mourinho, poi De Rossi e adesso Ranieri. Una leggenda mondiale e due figli di Roma e valori della Roma bruciati nel giro di sei anni. Qualcosa non funziona ancora nella gestione dei Friedkin, una delle più prestigiose e ricche proprietà del calcio.
L’assenza, la distanza non funziona, cosi come in passato non funzionò l’autonomia garantita a termine a manager, avvocati e ds il più delle volte indicati dai cacciatori di teste. Gli americani pagano sempre profumatamente per i loro errori, ma gli effetti si ripercuotono inevitabilmente sui risultati della squadra e sulle professionalità più alte. Ci sono volute addirittura due settimane per chiudere con Ranieri, dopo le dichiarazioni rilasciate a pochi minuti da Roma-Pisa. E sono state due settimane di voci, prese di posizione, divisioni nette, fastidi, incazzature, tormenti, di ho saputo che e invece… Ieri, al termine di 48 ore di riflessioni, la Roma e Ranieri, verosimilmente assistito dall’avvocato Grassani, sono giunti alla conclusione che fosse meglio separarsi. I Friedkin hanno scelto Gasperini, ma cercando di individuare una formula che non danneggiasse l’immagine del club e di chi la scorsa stagione tolse loro le castagne dal fuoco. Una consensuale di forma, insomma. Visti i riscontri ottenuti, credo che Claudio si sia pentito dell’uscita scomposta, intempestiva e critica nei confronti dell’allenatore, anche se ha sempre sostenuto di averla fatta “per il bene della Roma e per salvaguardare i giocatori”. L’incompatibilità tra i due, che non si era manifestata nei mesi precedenti, è emersa tutta in una volta imponendo una conclusione radicale: Ranieri o Gasperini. La Roma è una cosa seria, hanno ricordato i tifosi. Per gestire certe incomprensioni sulle scelte importanti, sull’ordinario e sullo straordinario, per “sorvegliare” i caratteri forti serve sempre la mediazione di gente esperta e competente. Non dico un Marotta, ma quasi. E non basta cercarlo insistentemente: bisogna trovarlo. Come diceva Enrico De Nicola, il nostro primo presidente della Repubblica, la gratitudine è il sentimento del giorno prima. La gratitudine è un bel sentimento, persino doveroso, ma è ricattatoria, funerea e un po’inutile. Non c’è giocatore o tecnico del passato che una volta sventolato davanti all’opinione pubblica abbia mai avuto un vero ruolo operativo o sia contato qualcosa. Ornamentale come sarebbe Totti, ennesimo tassello in stile Silvia Salis, panem et circenses, da dare in pasto al pubblico pagante e alla dose di ipocrisia che il sistema pretende, oppure parlanti e non abbastanza potenti da guidare il processo. Forse Gasperini non diventerà Ferguson, ma nella testa dei
Friedkin Ranieri non avrebbe mai potuto diventarlo. Se ne va per questo, soprattutto per questo.

(corsport)

Claudio è uscito dal gruppo. I Friedkin hanno scelto di seguire l’allenatore: Gasp ora più centrale

La fine era già scritta tra le righe, come quelle storie che non hanno bisogno di un finale rumoroso per lasciare il segno. La Roma e Claudio Ranieri si salutano così, senza piatti che volano, ma con il peso specifico di 525 giorni vissuti intensamente. Un addio amaro ma che sa di gratitudine, quello dei Friedkin, per un uomo che ha trattato Trigoria come casa e la Roma come famiglia. E forse proprio per questo fa ancora più scalpore. Perché dietro la compostezza istituzionale, si nasconde una frattura vera, profonda, emersa tutta in quelle parole su Gasperini e che hanno cambiato gli equilibri che hanno acceso una miccia mai davvero spenta. Ranieri lo aveva scelto, proposto, sostenuto. Poi la virata improvvisa: una “quarta scelta” che ha scosso l’ambiente e imposto una riflessione immediata alla proprietà. E i Friedkin non hanno esitato. Hanno ascoltato, separatamente, prima uno e poi l’altro. Hanno pesato ogni dettaglio, ogni sfumatura. Poi la decisione: avanti con Gasperini. Un segnale chiaro, netto, quasi brutale nella sua semplicità. La continuità del progetto avviato a luglio vale più di tutto. Anche di un simbolo. Il confronto decisivo è arrivato mercoledì, dopo due giorni di riflessione intensa anche del consulente. Dan Friedkin e Ranieri si sono parlati, senza giri di parole. Il presidente ha ribadito la linea: fiducia totale in Gasp. E con rispetto, quello vero, ha scelto insieme a Claudio di interrompere il rapporto con un anno d’anticipo. Una separazione logica, forse inevitabile. Sicuramente la più semplice per ricucire una crepa dentro Trigoria che rischiava di diventare voragine. Oggi arriveranno gli annunci ufficiali, le parole in conferenza stampa di Gasperini, forse anche quelle di Ranieri lontano dal Fulvio Bernardini. Si cerca un’uscita elegante, senza strappi. Perché Sir Claudio non è uno qualunque. È un pezzo di storia romanista, uno di quelli cresciuti nel cuore della Capitale, con quella maglia addosso sin dagli anni 70. E certe storie meritano rispetto fino all’ultimo capitolo. […] Tutto si è incrinato li, quattordici giorni fa, quando Ranieri ha scelto la linea dura: “Abbiamo posto 5-6 allenatori in estate, tre poi non sono venuti e alla fine ha deciso la società. Lo abbiamo scelto per quello che ha fatto all’Atalanta con i giovani”. Parole pesanti, senza ritorno. Gasperini ha incassato, ha atteso, poi ha risposto con freddezza: “Questo pubblico non merita il teatrino visto questa settimana, ma non voglio essere messo sullo stesso piano perché io non ho risposto a Ranieri”. E la Roma ha scelto. Ha scelto il lavoro, la crescita, l’identità costruita in questa stagione. Ha scelto Gasperini, i suoi metodi, la valorizzazione dei giovani, l’ordine riportato nello spogliatoio del Fulvio Bernardini. Una squadra che, senza gli infortuni, avrebbe occupato una posizione diversa, sicuramente dentro al quartetto delle qualificate in Champions. Ora però cambia tutto. Senza Ranieri, Gasperini diventa ancora più centrale. Più responsabilità, più voce, più peso. In un club che continua a navigare senza figure dirigenziali forti e definite. E allora gli scenari si moltiplicano: il futuro di Massara, le scelte di mercato, i nodi sui medici, i rinnovi. E poi quel ritorno che sa di destino: Francesco Totti di nuovo in giallorosso. Perché a Roma le storie non finiscono mai davvero. Si trasformano, si rincorrono. Per un romano che saluta, un altro può tornare. E la sensazione è che questo sia solo l’inizio di un nuovo capitolo tutto da scrivere, ma col rispetto per chi ha chiuso quello precedente.

(corsport)

Chi va e chi torna. Anche per Conti non è detta l’ultima parola…

Da una bandiera all’altra. In questi giorni di tensioni e diatribe è rimasto in silenzio Bruno Conti. Che a giugno, salvo ripensamenti, saluterà la Roma dopo 53 anni di carriera da calciatore, allenatore e dirigente. “Marazico” si ritirerà per motivi personali, ma anche la notizia del ritorno di Massimo Tarantino come responsabile delle giovanili avrebbe convinto Conti a non rinnovare il contratto. Il possibile addio di Massara, però, potrebbe rimescolare le carte almeno in vista del centenario. In questi giorni, inoltre, è andato in scena un lungo colloquio tra Gasperini e lo stesso Conti a Trigoria.

(gasport)

Massara ai saluti. Incognita per il post Claudio

IL TEMPO (L. PES) – Non solo Ranieri. Dopo la scelta dei Friedkin di salutare l’ormai ex senior advisor anche il ds Massara saluterà. Inevitabile seguire la strada di chi, nemmeno un anno fa, lo aveva riportato a Trigoria dopo l’addio di Ghisolfi. L’ex Milan rassegnerà oggi le dimissioni dopo aver guidato due sessioni di mercato ricche di tensioni e scontri con Gasperini. Impossibile proseguire l’avventura in giallorosso senza il supporto di Sir Claudio e con un allenatore col quale il feeling non è mai scattato. Si apre perciò il casting per la successione con la proprietà che dovra decidere se seguire o meno la linea tracciata dal tecnico. Per questo sullo sfondo resta la figura di Giuntoli, attualmente senza squadra e che accetterebbe di buon grado l’eventuale corte dei giallorossi. Il dirigente ex Napoli e Juve è molto stimato dall’allenatore della Roma anche se finora non ci sono stati contatti coni Friedkin per un ruolo all’interno del club. Giuntoli resta così in attesa con la speranza che qualcosa possa muoversi, soprattutto se la figura di Gasp diventasse davvero centrale per la proprietà. Oltre al direttore sportivo, però, i texani sono chiamati a tracciare la linea della successione di Ranieri. In passato si susseguirono le figure di Pinto, Berardi poi sostituiti da Lina Souloukou che prese anche le deleghe dell’area sportiva. Adesso però la società dovrà capire se affidare la gestione di Trigoria a un direttore generale oppure se restare su una figura di consigliere, più simile a quella ricoperta finora da Ranieri. A pagare di conseguenza sarà anche lo staff medico che in questi mesi ha avuto diversi diverbi con lo staff dell’allenatore ed era stato portato a Trigoria proprio da Sir Claudio, a partire dal dottor Petrucci fino alle altre figure dell’area sanitaria. Con i texani, però, nulla è da escludere e bisognerà monitorare con attenzione le mosse delle prossime settimane. A un mese dal termine della stagione la posizione del tecnico, dopo l’addio di Ranieri, non sembra in discussione, ma mai dire mai. Soprattutto dopo lo scontro reso pubblico e il bivio al quale i protagonisti hanno costretto il presidente. Poi c’è la figura di Totti. Fu proprio l’ormai praticamente ex senior advisor a rilanciare un possibile ritorno in società pochi mesi fa. Poi la cena fotografata con Gasperini e i contatti che sono comunque proseguiti per un ruolo da ambasciatore nel centenario. Il piemontese ha sempre espresso il desiderio di averlo all’interno del club con un ruolo operativo. E se la strada è davvero segnata sulla linea dell’allenatore, si potrebbe concretizzare la volontà di rivederlo a Trigoria. Di possibili scenari ce ne sono diversi, quel che è certo è che nella Roma a regnare è l’incertezza per il futuro. Intanto, però, una scelta è stata fatta.

Wesley scalpita, Dybala spera. Intrigo Koné

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Dybala corre veloce e sogna una maglia da titolare a Bologna. Perché la Joya ha ripreso a lavorare con i compagni ad inizio settimana e i segnali arrivati dalla seduta di ieri sono piuttosto incoraggianti. Al termine di un calvario più lungo del previsto. L’intervento per risolvere la lesione parziale del menisco esterno del ginocchio sinistro a cui si è sottoposto lo scorso 6 marzo è arrivato con più di un mese di ritardo. Di fatto, l’ultima apparizione della Joya con la maglia della Roma risale alla gara dell’Olimpico con il Milan del 25 gennaio. Quella sera Gasperini inserì contemporaneamente le sue migliori armi offensive. Dybala e Soulé alle spalle del neoarrivato Malen. Il primo tempo fu un vero e proprio assedio alla porta di Maignan, ma, come spesso accaduto nel corso della stagione, alla Roma mancò un pizzico di cinismo. Un assaggio di quello che sarebbe potuto essere e che non è stato, in virtù dei successivi stop dei due argentini. Adesso, con tutti e tre di nuovo a disposizione, la tentazione di Gasp di affidarsi al tridente pesante domani è abbastanza alta. Per inseguire il quinto posto e alimentare le speranze, seppur residue, di conquistare la Champions. Dopo aver saltato le gare con Inter, Pisa e Atalanta, Wesley è pronto a riprendere posto sulla corsia di sinistra. Verso il ritorno dal primo minuto anche Pisilli, che dovrebbe far coppia con Cristante in mezzo al campo. Il numero sessantuno giallorosso era partito dalla panchina con l’Atalanta per un colpo alla caviglia subito precedentemente in allenamento. Negli ultimi giorni, intanto, sono andati in scena nuovi confronti tra Gasperini e lo staff medico giallorosso. Al centro del dibattito il recupero di Koné, fermo ai box da metà marzo per la lesione al bicipite femorale della gamba destra. L’allenatore di Grugliasco sta spingendo per averlo a disposizione già nella gara contro il Bologna, mentre lo staff medico non reputa il centrocampista francese ancora pronto e preferirebbe rimandare il rientro alla prossima settimana.

Via Ranieri: la Roma sceglie Gasperini

IL TEMPO (L. PES) – Ranieri paga il conto. Tredici giorni dopo lo strappo pubblico del senior advisor nella diatriba con Gasperini con le dichiarazioni pubbliche nel prepartita di Roma-Pisa, arriva la decisione dei Friedkin. Divorzio con Sir Claudio e fiducia, almeno per il momento, al tecnico. Dopo l’intervista sul prato dell’Olimpico di Ranieri la frattura è diventata insanabile, senza ritorno, Non sono bastate call e incontri con Ed Shipley nei giorni successivi, entrambi hanno manifestato alla proprietà un bivio inevitabile: o io, o lui. Vani i tentativi di mediazione per arrivare quantomeno alla fine della stagione. Giorno dopo giorno a Trigoria l’aria è diventata più pesante, anzi, irreparabile con un clima di guerra fredda e nelle ultime ore
Dan ha deciso di salutare l’uomo della ricostruzione, chiamato per traghettare la Roma, che navigava in acque torbide, a novembre 2024 e al centro delle scelte del futuro. Proprio l’ex allenatore di San Saba ha contribuito in maniera decisiva all’arrivo di Gasperini nella Capitale, convinto che la sua capacità sul campo e la sua determinazione fuori fossero gli ingredienti giusti per riportare in alto la Roma. Ma ben presto il senior advisor giallorosso si è scontrato col carattere del tecnico di Grugliasco. Duro, spigoloso, spesso pungente nelle dichiarazioni. Oltre nove mesi trascorsi tra liti, scontri e diverbi sui temi più vari: dal mercato ai medici, dalla presenza a Trigoria al rapporto col presidente. Frizioni iniziate ad agosto con una riunione d’emergenza gia nel ritiro inglese. Poi Ranieri ha deciso di intervenire pubblicamente. Sapeva di affermare molte cose condivise nei contenuti con la società, ma i tempi e le modalità a Houston non sono piaciuti. Da li in poi andare avanti insieme è stato impossibile e da oggi Sir Claudio non sarà più il consulente dei Friedkin. Nelle prossime ore è atteso il comunicato della separazione con la Roma che dovrebbe essere annunciata in forma di risoluzione consensuale o, come fu per Lina Souloukou, di dimissioni. Anche se la decisione, pure in questo caso, è arrivata direttamente da Dan che in questi ultimi giorni ha ricevuto feedback dal suo uomo di fiducia Shipley inviato una settimana fa nella Capitale. Una scelta certamente non facile per il presidente giallorosso che rinuncia all’uomo a cui aveva affidato la nuova ripartenza del club. Colui che con sapienza aveva riportato la calma dopo mesi di tempesta e che, da allenatore, aveva sfiorato la Champions League con una splendida cavalcata. Ma dall’altra parte c’è un allenatore al primo di tre anni di contratto al quale, nonostante tutte le spigolosità da gestire, ora la famiglia texana dovrà decidere se affidare davvero il timone nell’anno del centenario o meno. Già prima delle dichiarazioni pubbliche di Ranieri i Eriedkin avevano intensificato i contatti con Gasp rendendolo maggiormente protagonista delle scelte future. Ma ora il tecnico si aspetta che, oltre all’allontanamento di Ranieri venga davvero seguita la sua strada. Dal mercato alle figure dirigenziali fino al reparto medico. Un’altra, ennesima, rivoluzione che la Roma andrebbe a intraprendere all’alba dell’anno del centenario. Dalle prossime settimane si capira molto dei piani della proprietà, che in questi anni ha dimostrato di saper prendere anche strade inaspettate. Intanto c è un campionato da portare a termine nel migliore dei modi, poi, qua ora le cose restassero vaghe e non si intraprendesse la via sperata dall’allenatore non si possono escludere altri colpi di scena. Anche se la fiducia totale mostrata all’ex atalantino è un segnale forte e al momento inequivocabile. Il primo bivio, quindi, è stato superato. Fiducia a Gasp e addio a Ranieri. L’uomo che nemmeno un anno fa vedeva la Curva Sud dipingere il suo nome e che oggi dovrà lasciare ancora una volta i colori giallorossi.