Dybala è pronto a diventare mental coach

Paulo Dybala in questi ultimi giorni è stato sommerso d’affetto. Quello ovviamente dei romanisti, devastati dalla notizia del suo ko che lo ha costretto a chiudere in anticipo la sua stagione, quello dei Friedkin che lo hanno sentito quotidianamente mettendogli a disposizione fior di medici per i consulti che lo hanno spinto a optare per l’intervento chirurgico. […] Poi l’affetto di Ranieri, di Ghisolfi, di tutto lo staff e chiaramente di tutti i compagni di squadra. […] Aspettando di guidare la squadra in campo, Dybala adesso è pronto a trasformarsi in mental coach, in una sorta di vice di Ranieri, per incidere positivamente sul gruppo anche da bordocampo. […]

L’argentino ha avuto un colloquio importante con il tecnico, confermandogli di poter contare su di lui per il bene della squadra, di poter dare il proprio contributo sul morale dei suoi compagni. […] Così Paulo dopo il naturale decorso post operatorio e l’inizio della riabilitazione, vorrebbe continuare la fase di recupero in orari diversi da quelli degli allenamenti della squadra, per poterli seguire da bordocampo insieme a Ranieri. […] Quindi la presenza nello spogliatoio dell’Olimpico e a bordocampo per farsi sentire. […] E se possibile vuole anche seguire la squadra in trasferta. […] Paulo vuole la Champions e farà di tutto per aiutare i suoi a raggiungerla.

(corsport)

Selvaggi: “Alla Roma fu un anno strano. Mi aveva voluto Scopigno, mi infortunai e si dimise”

GASPORT – L’ex attaccante della Nazionale Franco Selvaggi ha rilasciato un’intervista sull’edizione odierna del quotidiano, parlando tra le altre cose anche della sua breve parentesi alla Roma nella stagione 1973/74. Queste le sue parole.

Nel 1973 lei firma per la Roma.
“Arriviamo da Matera con una Fiat 124 scassata: io, mio fratello e il suo capo all’Enel. Avevo 20 anni e Viciani mi aveva fatto debuttare in A con la Ternana. Con Antognoni e D’Amico ero uno dei giovani più interessanti del campionato, ma in fondo rimanevo un ragazzo di Pomarico, assai sprovveduto. Quel giorno vediamo Domenghini scendere da una Porsche verde e ci guardiamo imbarazzati: parcheggiamo cento metri avanti, poi me la sono fatta a piedi fino alla sede”.

Che anno fu quello di Roma?
“Strano, mi aveva voluto Scopigno, ma mi infortunai e poi lui si dimise. I veterani uscivano la sera, si allenavano quando ne avevano voglia: io guardavo e non capivo”.

[…]

Pellegrini tocca a te. Il capitano si gioca la Roma nella rincorsa alla Champions

Ora o mai più. Perché senza Paulo Dybala, adesso tocca a Lorenzo Pellegrini prendere per mano la Roma e provare a portarla il più in alto possibile, magari anche in Champions League. […] Pellegrini finora ha vissuto una stagione in altalena, con più bassi che alti. Il momento di massima estasi è stato ovviamente il gol segnato al derby, contro la Lazio, lo scorso 5 gennaio. Tra l’altro, una delle poche fiammate di questa stagione. […] Ci sono però queste 9 partite di fine campionato per migliorare anche questi numeri, oltre che cambiare la percezione generale della stagione. Perché Pellegrini finora ha giocato 30 partite, di cui solo 21 da titolare. […]

Con queste nove partite Pellegrini può colorare di diverso anche il suo futuro. A oggi, infatti, il domani prevede una probabile separazione, con Inter e Napoli che si sono già fatte sentire nei mesi scorsi e sono pronte ad accoglierlo a braccia aperte. Pellegrini, però, in cuor suo spera sempre che qualcosa possa davvero cambiare e che possa ancora una volta riprendersi la Roma. […] Tra l’altro, queste nove partite potrebbero pure fargli superare due totem romanisti nella classifica all-time: Lorenzo oggi è 16° con 312 partite, davanti ha Di Bartolomei (314) e Pruzzo (315, insieme a Panucci). Un motivo in più per lasciare il segno. Da subito, fin da Lecce.

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Bove ci spera. Ricovero ad Ancona e nuovi controlli: Edo rimane al bivio

Una settimana fa al “Basement“, il salotto web più popolare di questa epoca, di fronte a un conduttore che sottopelle ha lo stesso apparecchio salvavita, Edoardo Bove si è aperto come mai prima: “Ho paura di scoprire chi sono senza il calcio…”, diceva trattenendo a fatica l’emozione. […] Bove, a qualunque costo, cerca di esistere ancora “con” il calcio. […] Da Careggi, l’istituto fiorentino in cui è stato trasportato d’urgenza e che lo ha curato per 12 giorni fino all’impianto del defibrillatore sottocutaneo, si è spostato giovedì all’ospedale Torrette di Ancona, altro centro d’eccellenza italiano.

Sarà dimesso stamattina dopo “accertamenti cardiologici approfonditi di tipo elettrofisiologico”, come si legge nel comunicato della Fiorentina. […] I medici e lo stesso Bove vogliono capire se e quanto ci sia stata una predisposizione genetica nella cardiopatia aritmogena. […] Più che la prospettiva di togliere il defibrillatore sotto pelle e ottenere un’improbabile idoneità italiana, l’obiettivo è tenere accesa la fiammella sui campionati esteri, lì dove vigono regolamenti differenti. […] Tra allenamenti al Viola Park da membro dello staff, ritiri e partite viste accanto a Palladino, Edo vuole solo restare se stesso, con un pallone vicino.

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Uruguay-Argentina 0-1: Paredes in campo 87 minuti

Vittoria importante per l’Argentina che nella notte riesce a vincere 0-1 contro l’Uruguay nella sfida di qualificazione ai Mondiali 2026. A decidere l’incontro un gol di Thiago Almada al 68′, col centrocampista della Roma Leandro Paredes che è stato schierato da titolare dal ct Scaloni, uscendo all’87’ per fare spazio a Leonardo Balerdi.

VIDEO – Totti: “Un erede? È dura, non ci sono”

Oggi pomeriggio Francesco Totti ha partecipato al meet & greet organizzato da Iliad Store di via Cola di Rienzo e ha risposto ad alcune domande sulla sua carriera e anche sul futuro. “Un erede? Adesso è dura, non ci sono adesso. Chi manca? Totti. Sperando che un giorno qualche giovane promettente possa intraprendere non dico la mia carriera, ma una carriera in generale, visto che è un sogno che tutti i bambini hanno nel cassetto – ha detto -. Glielo auguro con tutto il cuore perché quando fai una cosa con passione, con voglia e con gli stimoli giusti penso sia la cosa più bella”.

VIDEO – Totti: “Futuro? Vivo alla giornata”

Nel corso dell’evento ad Iliad Store di via Cola di Rienzo Francesco Totti ha parlato della sua carriera, ricordando il suo passato da ex capitano della Roma, e anche del suo futuro. “Vivo alla giornata. Quello che succederà, se dovessi fare qualsiasi cosa, lo farò con la massima voglia e aspirazione come ho sempre fatto”, ha detto.

VIDEO – Totti: “Una volta un tifoso si è fermato e mi ha baciato scarpe e piedi…”

Ospite dell’evento da Iliad Store di via Cola di Rienzo, Francesco Totti si è raccontato durante  il meet & greet. L’ex capitano della Roma ha ricordato anche un episodio che ha coinvolto un tifoso. “La cosa più assurda che hanno fatto per me? Ne sono successe tante. I tatuaggi sì. La cosa più strana, che è carina da dire, è stata un tifoso che si è fermato per baciarmi le scarpe e i piedi. Pensavo non lo facesse, la prendi a ridere perché non pensi che una persona possa fare una cosa del genere”, ha detto.

Sensi (Pd) a Piantedosi: “Riprendere chi commette il crimine di seguire la propria squadra allo stadio è illegale”

“Riprendere chi commette il crimine di seguire la propria squadra allo stadio è illegale poiché in Italia vige una moratoria che vieta l’uso delle tecnologie di riconoscimento facciale nei luoghi pubblici e lo stadio decisamente lo è, dunque questo sistema di sorveglianza è fuorilegge, una violazione dei diritti dei cittadini, sulla base di chissà quali protocolli e a quale fine”. Lo ha detto il senatore del Pd Filippo Sensi al Question time al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

“Questa illegale pesca a strascico di dati assomiglia alla vostra idea d’Italia, un Paese meno libero e più opaco, più livido e feroce, quindi meno sicuro, perché la libertà è il primo formidabile strumento di sicurezza, come ci hanno insegnato Spinelli, Rossi e Colorni da Ventotene. Fate valere la legge e diteci su quale base invece la violate ai tornelli degli stadi, tra l’altro con la stessa tecnologia che usa Orban in Ungheria per schedare chi va al Gay Pride. Perché se porto mia figlia allo stadio deve venire schedata?”, ha proseguito Sensi.

A Piantedosi ha replicato, invece, il senatore dem Antonio Nicita: ‘‘Siamo preoccupati dal fatto che il Governo ritenga che solo tramite la criminalizzazione si possa fare deterrenza. Ma esiste anche un altro aspetto controverso e riguarda non solo la tutela della privacy dei cittadini ma anche la gestione dei dati. Il Garante ancora non si è espresso in merito alla sorveglianza biometrica. Credo che sia necessario garantire la libertà di circolazione senza il rischio schedatura”.