La partita tra Torino e Genoa, disputata allo Stadio Olimpico Grande Torino per la 24ª giornata di Serie A, è stata una battaglia tattica più che uno spettacolo di gol. Il primo tempo ha visto un Torino più propositivo, con Nikola Vlasic che cercava di creare gioco e Ola Aina che mostrava una buona visione di campo. Nonostante le poche occasioni da gol, il momentaneo vantaggio è arrivato proprio al termine della prima frazione di gioco: un calcio d’angolo battuto da Torino ha portato a un batti e ribatti in area, culminato con un autogol di Morten Thorsby del Genoa al 45’+2. Questo ha portato i granata in vantaggio per 1-0 all’intervallo. Nel secondo tempo, Genoa ha cercato di reagire con più determinazione. La pressione ha dato i suoi frutti quando al 67′ minuto, Andrea Pinamonti ha segnato il gol del pareggio, ben assistito da Walter Messias dopo un pressing efficace di Paolo Masini. Questo gol ha restituito equilibrio al match, che è poi scivolato verso una fase di studio reciproco con poche occasioni per entrambe le squadre. Con questo pareggio per 1-1, il Torino non ha potuto consolidare la sua posizione in classifica, rimanendo 11° con 27 punti, mentre Genoa è 12° con 26 punti.
Autore: Matteo De Rose
Pordenone non ci sta e protesta
Venezia-Roma chiusa ai tifosi romanisti residenti nel Lazio e anche a tutti i residenti di Udine e Pordenone. Il prefetto ha così accolto la proposta dell’Osservatorio dopo gli scontri tra tifosi dell’Udinese e del Venezia. Cosa c’entrano in tutto questo i romanisti? Hanno ottimi rapporti con la tifoseria friulana e si temono, pertanto, “coalizioni” pericolose. […] In molti avevano già prenotato treno e hotel, visto che una partita di domenica alle 12.30 faceva comodo a tutti. […] Ma chi vive la Roma già a distanza proprio non ci sta: “Una decisione vergognosa” si alza così la protesta di Damiano Acchione, uno dei tanti sostenitori giallorossi residenti a Pordenone da tempo ed iscritto allo storico Roma Club Friuli. […]
“Non c’è questo astio che raccontano con la tifoseria della squadra di Di Francesco anzi, eravamo contenti che il Venezia fosse nuovamente in Serie A. Inoltre, siamo relegati in una zona antipatica, calcisticamente parlando, e le trasferte sono tutte sempre molto lontane. Ma tutto questo ci sembra assurdo, ora siamo arrivati alle condanne “preventive””. […] “Lancio poi una provocazione” continua Damiano “voglio vedere se a Milan-Lazio impediranno l’accesso ai tifosi in tribuna ospiti di San Siro perché gli interisti sono amici dei laziali. Questa è la prima volta che sento una cosa del genere”. […] Come si sente dire spesso in un famoso spot televisivo “La pirateria uccide il calcio” ed è vero, ma anche certe decisioni che sono state prese in questi giorni non sono da meno.
(il Romanista)
La difficile partita dei ricavi
Le parole di Ranieri mettono a nudo verità inconfutabili che il tifoso magari fatica a digerire, o si rifiuta di farlo anche se gli vengono spiegate in modo semplice. […] Ranieri ha detto il vero. E pazienza se l’onestà intellettuale che lo contraddistingue non gli consente di edulcorare anche un’evidenza poco gradevole agli stessi azionisti americani […] cioè di aver impiegato male, fin qui, la montagna di soldi spesi. […] Ora la Roma non può spendere sul mercato: non perché i suoi azionisti non vogliano, ma semplicemente per le regole del Fair Play Finanziario.
I requisiti per ottenere le licenze internazionali sono due: perdite economiche inferiori a 60 milioni nel triennio e un costo complessivo per la rosa (stipendi più ammortamenti) inferiori all’80% dei ricavi. Per ora la Roma è fuori, non di poco, dal primo avendo già realizzato perdite nette per 183 milioni in due anni. […] Rispetto al secondo parametro (squad cost ratio) si è portata gradualmente entro il limite consentito ma non può, logicamente, sforarlo. […] Peraltro la versione di Ranieri, nella sua lodevole chiarezza, contiene un’imprecisione certamente perdonabile a chi s’intende egregiamente di pallone più che di numeri: dicendo che la Roma potrebbe acquistare cartellini ma non aumentare il monte ingaggi, non tiene conto del fatto che l’intero costo della rosa pesa sui parametri del Fair Play Finanziario. […]
I tifosi hanno il diritto di arrabbiarsi, perfino di invocare nuovi azionisti. Serve però qualcuno in grado di coprire le perdite di gestione, anzitutto, come hanno fatto i Friedkin avendo ereditato una situazione fuori controllo. Poi servono idee, capacità di elevare il profilo del club per aumentarne i ricavi. […]
(corsport – A. F. Giudice)
Ecco tutte le limitazioni della Uefa
IL TEMPO (F. BIAFORA) – “L’AS Roma non ha soddisfatto il requisito del pareggio di bilancio previsto dal Fair Play Finanziario nella stagione 2021/22 ed ha concordato un accordo transattivo di 4 anni”. Iniziava così il comunicato dell’Uefa del settembre 2022 sul settlement agreement a cui sarebbe stata da allora sottoposta la Roma. Da quella data i tifosi giallorossi, e soprattutto il duo Mourinho-Pinto, hanno iniziato a fare i conti con diverse limitazioni e paletti, che per anni hanno stravolto le sessioni di mercato e che ancora oggi sono di stretta attualità. Il principale ostacolo è stato quello del “Transfer balance” sul costo della rosa, decaduto al termine della passata stagione. Ma quello era soltanto uno dei paletti che la società dei Friedkin doveva rispettare. “Il regime transattivo copre i cinque periodi di riferimento che terminano nel 2022, 2023, 2024, 2025 e 2026 e le cinque stagioni 2022/23, 2023/24, 2024/25, 2025/26 e 2026/27”, la specifica di Nyon.
Ed ecco un altro passaggio fondamentale di quel patteggiamento: “Lo scopo principale dell’accordo consiste nel garantire che il club rispetti i requisiti di stabilità nel periodo di monitoraggio valutato nella stagione 2026/27. In altre parole, il club deve avere un surplus o un deficit aggregato di utili da calcio entro la deviazione accettabile, con il massimo deficit di 60 milioni”. Oltre i 60 milioni di rosso non si potrà andare. Ranieri si è però riferito in conferenza alle limitazioni del rinnovato FPF che stabilisce che “le spese per stipendi, agenti e mercato non possono andare oltre il 70% del fatturato nel 2025”. Quindi le società non possono spendere più del 70% dei loro ricavi nella somma di stipendi di giocatori e staff, di ammortamenti dei cartellini e di commissioni per gli agenti. Con il calcolo che viene fatto sull’anno solare e non sulla stagione calcistica. Il tutto si può riassumere in un breve concetto: vanno alzati i ricavi per mantenere i costi attuali o vanno ridotti i costi per rientrare nel limite del 70%, visto che al momento la Roma supera tale rapporto.
“Vi spiego la Roma”
IL TEMPO (L. PES) – Un po’ allenatore, un po’ dirigente. Un po’ incendiario, un po’ pompiere. Claudio Ranieri alza il muro a difesa della proprietà, cercando di compattare un ambiente deluso (ma non di certo ostile) ma soprattutto riportando tutti con i piedi per terra spiegando affannosamente i limiti del club dettati dal Fair Play Finanziario. Il senso del discorso è semplice quanto avvilente: i soldi ci sono, ma non possiamo spenderli. Chiede tempo e pazienza il tecnico giallorosso, soddisfatto del mercato a dispetto delle spese contenute. “Quello che ho detto sui Friedkin è vero: hanno speso una barca di soldi. Qualcuno può dire: “Li hanno spesi male”. Posso condividere, non li hanno spesi bene, non voglio fare il difensore di nessuno. L’aspetto fair play finanziario è tutt’altra cosa. Hanno un tetto che non si può oltrepassare. Questo vale per quest’anno e per il mercato di giugno e forse anche di gennaio 2026. Tutto questo, se si riesce ad aumentare le entrate e diminuire le uscite”.
Tutto vero. Il settlement agreement sottoscritto con la Uefa nell’agosto 2022 limiterà ancora la Roma per almeno un anno. Ci ha messo la faccia Ranieri, anche se forse potrebbero e dovrebbero spiegarlo altri dirigenti, anche tornando sui suoi passi rispetto a qualche promessa fatta sulla parola dei Friedkin. Serve pazienza, ma anche lavoro. I limiti dei paletti finanziari possono essere superati solo con i risultati sportivi e con l’abilità di saper abbattere i costi trovando risorse futuribili. Per questo il mercato di gennaio secondo l’allenatore ha avuto il suo senso, ma andrà supportato anche con la scelta di un successore aderente, senza voli pindarici. La rivoluzione di gennaio? “Nessuno me ne ha mai parlato” liquida brevemente. Poi c’è il campo. La delusione della Coppa Italia, secondo Sir Claudio, è solo una questione tecnica, non mentale. “Non può essere mancato qualcosa a livello psicologico, ci stavamo giocando un turno di coppa. Anche oggi ho fatto i complimenti ai ragazzi per un motivo semplicissimo, si lotta fino in fondo, non mi interessa il risultato”.
Dai complimenti alle vacanze. Hummels e Paredes non ci saranno a Venezia per esplicita richiesta di Ranieri. “Gli ho dato vacanza perché questi poveri ragazzi con De Rossi giocavano poco, con Juric giocavano poco, con me hanno giocato tanto”. Due leader affaticati ma importanti assenti per una gara che il tecnico reputa fondamentale. “Adesso andiamo a Venezia, per voi è una partita facile, è penultima in classifica. Lì, già l’ho detto, voglio vedere la Roma. Adesso la voglio vedere. Io non ero preoccupato dell’Eintracht, del Napoli, del Milan: sono preoccupato di questa. Qui voglio vedere il carattere”. Contro i veneti qualche volto nuovo e un po’ di calcoli per Oporto. Ma Ranieri ha aperto lo sguardo al futuro: la Roma, a tutti i livelli, non può più sbagliare.
Fecero il saluto romano ad Acca Larenzia, scattano sedici daspo: stadio vietato
IL TEMPO – Sono 16 i provvedimenti adottati dal Questore di Roma a carico di altrettante persone ritenute responsabili con reiterazione della violazione delle norme che vietano comportamenti apologetici del fascismo. Sono tutte persone denunciate negli ultimi due anni in occasione della commemorazione di Acca Larenzia, provenienti da Roma ed altre province del territorio nazionale tra cui Milano, Napoli, Salerno, Caserta e Avellino.
Tra le persone colpite dalle misure anche tifosi delle due squadre di calcio romane e di quella napoletana. Dei 16 provvedimenti emessi, 3 hanno durata di 6 anni “aggravata” dall’obbligo di firma presso gli Uffici di Polizia, mentre gli altri 13 sono stati adottati per periodi compresi tra uno e due anni. Nella stessa cornice giuridica, sono in valutazione le posizioni di oltre 200 persone ritenute responsabili di altre ipotesi delittuose per le quali è espressamente prevista l’applicabilità del cosiddetto Daspo “fuori contesto”, dunque a prescindere dalla commissione di episodi di violenza in ambito sportivo.
Ranieri certifica la crisi giallorossa: “Walker e Kolo Muani costavano troppo”
Claudio Ranieri scende sul pianeta Trigoria e certifica il ridimensionamento della Roma. Nella conferenza stampa pre Venezia (domani in campo, ore 12.30) l’allenatore giallorosso smonta tutte le ambizioni di grandezza nel breve periodo del club giallorosso e spiega le difficoltà economico finanziarie del club. […] “I paletti del Ffp sono molto stretti, oltre una certa soglia non possiamo spendere. E questo si ripercuoterà anche sul mercato di giugno e sul prossimo mercato di gennaio. Si naviga in tempesta, ma essendo solidi”. […]
Quattro anni, sei mesi e due giorni dopo il passaggio di proprietà da James Pallotta alla famiglia Friedkin, il club chiede pazienza ai tifosi. Per tornare ad essere competitivi. E sostenibili. […] “Se vogliamo prendere un giocatore da 100 milioni dobbiamo abbassare il monte ingaggi. L’obiettivo nel prossimo mercato è quello. Kolo Muani lo volevamo, ma non si poteva fare”. […] Domani intanto c’è il Venezia di Di Francesco. Senza Hummels e Paredes, “in vacanza” da ieri pomeriggio: “Hanno giocato tanto, non riescono a reggere alle loro intensità”. […] La conclusione dell’allenatore è per i tifosi: “Teniamoci stretta questa Roma, amiamola, non con le parole, ma con i fatti”. […]
(la Repubblica)
“Friedkin ha speso male? Forse. Al risparmio i prossimi mercati”
[…] Alla vigilia del match contro il Venezia (domani ore 12.30, diretta tv su Dazn), Claudio Ranieri è più dirigente che allenatore. […] “I Friedkin – le sue parole – hanno speso una barca di soldi, posso condividere il pensiero di chi dice che li abbiano spesi male, non difendo nessuno, non me ne frega nulla, però dico le cose come stanno. Hanno messo 1,2 miliardi e ne metteranno un altro per lo stadio. Il discorso del Fair Play Finanziario si ripercuoterà sul prossimo mercato estivo e forse anche su quello del prossimo gennaio”. […]
Una versione un po’ diversa rispetto alla rivoluzione auspicata dopo la sconfitta di Como e dopo le promesse che la Roma sarebbe tornata grande. “A me non hanno detto nulla sulla rivoluzione, chi ha fatto filtrare questa cosa non è nostro amico. Io ho detto che diventeremo grandi? Vi ricordate quello che volete”. […] Quattro dei cinque nuovi acquisti sono arrivati dall’estero. “Abbiamo difficoltà a operare sul mercato italiano. I nuovi si dovranno ambientare e non è facile quando si gioca una volta ogni tre giorni”. […] La priorità, ora, è l’Europa League. Per questo domani a Venezia (ore 12.30) giocheranno le seconde linee. “Ho dato un giorno di vacanza a Hummels e Paredes, gli ho detto di andare con le loro famiglie e non saranno convocati”. […]
(corsera)
Ci risiamo: c’è l’allenatore a capo della comunicazione
Accadono sempre più cose strane, in Casa Roma. […] Come la cessione a gennaio di quattro giocatori acquistati in estate: un record triste e la prova del fallimento delle operazioni precedenti. Oppure la recente promozione a centravanti titolare di chi una quindicina di giorni fa era stato “ceduto” al Venezia, avversario domani all’ora di pranzo. […] E potremmo aggiungere l’anomalia, ormai vecchia di mesi, dell’assenza di un corpo dirigenziale ai piani alti di Trigoria, dove spicca l’assenza di un amministratore delegato più volte promesso e mai annunciato. […]
La Roma non finisce mai di stupire, e non solo in campo. Il ds Ghisolfi parla del mercato di gennaio come di un antipasto del futuro, ma due dei tre giovani nuovi acquisti non vengono inseriti nella Lista Uefa. […] E, come accaduto negli ultimi mesi (anni?), l’allenatore è diventato il capo della comunicazione del club. Non dovrebbe essere compito del responsabile tecnico della prima squadra spiegare i perché e i percome di operazioni di mercato subordinate ai rapporti con l’Uefa. Eppure, questa è la realtà. […]
(corsera – M. Ferretti)
L’ironia di Ranieri: “Il mio successore? Attenti che alla fine vi farò uno scherzo”
“Il nuovo allenatore? Alla fine vi farò lo scherzo”. La domanda su chi sarà il prossimo tecnico della Roma è una tassa che Claudio Ranieri sa di dover pagare. […] Per questo il tecnico di Testaccio a volte risponde seriamente, mentre altre usa l’ironia. Alla vigilia della gara col Venezia ha scelto di lasciare in sospeso il discorso, alludendo come aveva già fatto in passato, ad una sua possibile permanenza. “Qual è lo scherzo? Avete capito”, ha detto ai giornalisti. […] Poi, tornando serio: “Deciderò io”.
Claudio Ranieri ha parlato anche del mercato di gennaio e delle difficoltà ad operare rispettando i vincoli del Fair Play finanziario: “Sono soddisfatto – ha chiarito l’allenatore della Roma – di quello che è stato fatto. I Friedkin possono acquistare calciatori da 100 milioni ma poi bisogna pagargli lo stipendio, invece noi dobbiamo abbassare il monte ingaggi per non essere esclusi dalle coppe europee. Abbiamo difficoltà a operare sul mercato italiano”. […]
(corsera)