Nelle ultime 10 giornate dei cinque principali campionati europei, la Roma come rendimento è seconda soltanto a Paris Saint-Germain e Bayern Monaco. […] Con 7 vittorie e 3 pareggi, gli uomini di Ranieri hanno conquistato 24 punti, gli stessi del Bayer Leverkusen. [… Un passo da 2,4 punti di media a partita: un passo da qualificazione in Europa. […] In Serie A nessuno ha fatto meglio di noi: siamo davanti a Inter (21 punti) e Napoli (19). Alle nostre spalle nella classifica degli ultimi 10 turni nei top 5 campionati europei, con 23 punti troviamo due sorprese della Ligue 1: il Nizza e lo Strasburgo. […]
Il rendimento avuto nelle 15 gare di Serie A con Ranieri in panchina, peraltro, è persino migliore di quello avuto nelle prime 15 del 2009-10, stagione in cui proprio con Sir Claudio sfiorammo lo Scudetto: allora Totti e compagni ne raccolsero 28, stavolta 30. Un dato che rende ancor più evidente l’impresa compiuta finora dal tecnico testaccino. Ma guai a fermarsi adesso.
LEGGO (T. BRANDI) – Quella tra domenica e lunedì è stata una notte tutt’altro che serena per Pierluigi Gollini. Infatti, il portiere della Roma è stato vittima di una disavventura non indifferente dopo la partita disputata all’Olimpico contro il Como. Terminati i festeggiamenti per la vittoria in rimonta, Gollini è tornato alla sua auto, una Mercedes Vito parcheggiata in via di Porta Pinciana, alle spalle di via Veneto, e ha trovato il finestrino spaccato e la macchina completamente svaligiata. Nella vettura erano presenti una borsa Luis Vuitton, un computer MacBook e tre magliette.
A denunciare l’accaduto è stato lo stesso calciatore che, non appena si è reso conto degli oggetti rubati, ha dato l’allarme al 112. Sulla vicenda indaga la polizia. La dinamica del furto, tuttavia, non è nuova alle autorità. Infatti, sono numerose le segnalazioni arrivate nell’ultimo periodo ai centralini dei commissariati e delle caserme che descrivono episodi molto simili a quello di cui, suo malgrado, Gollini è stato il protagonista. Sempre più di frequente sembra che i malviventi si posizionino fuori da ville parchi, e più in generale, centri di aggregazione sociale come lo stadio, e tramite un metal detector riescano ad individuare a distanza i dispositivi hi-tech presenti nelle vetture.
LEGGO (F. BALZANI) – La Roma con Ranieri non muore mai, come ai tempi di Mourinho. Quella di domenica contro il Como, infatti, è stata la sesta rimonta stagionale dei giallorossi sotto la guida del tecnico di Testaccio a dimostrazione della personalità e del carattere trasmessa alla squadra. Da queste sei rimonte sono arrivate due vittorie e quattro pari: i successi contro Udinese (2-1) e Como (2-1) e i pareggi con Tottenham (2-2), Milan (1-1), Bologna (2-2) e Napoli (1-1). Un’inversione di tendenza netta con la gestione De Rossi-Juric quando la Roma era riuscita a cambiare il risultato solo contro il Venezia per poi subire ben quattro rimonte. Ma i numeri straordinari di Ranieri non finiscono qui. Con Sir Claudio in panchina la squadra giallorossa ha realizzato 30 punti in 15 partite (27 nelle ultime 11), meglio hanno fatto solo Inter con 33 e Napoli con 31. Una media da scudetto e un entusiasmo ritrovato.
Perché non confermare Ranieri allora? In realtà i Friedkin sarebbero propensi e la tifoseria pure, ma il tecnico ha ribadito di voler passare dietro la scrivania una volta terminata la stagione. Intanto però c’è da preparare la sfida degli ottavi di Europa League contro l’Athletic. Oggi ripresa degli allenamenti e il ritorno dal primo minuto di Saelemaekers e Dovbyk che hanno risolto la gara contro il Como. Ovviamente ci sarà anche Dybala tornato tra i convocati dell’Argentina dopo una lunga assenza. A rovinare (in parte) il buonumore del lunedì è arrivata la multa di 20 mila euro a Ranieri per le frasi contro Rosetti e l’arbitro Stieler dopo Porto-Roma a cui se ne aggiungono altre 11 mila alla squadra per il mancato saluto a fine partita. E la nuova polemica social di Hummels. “L’Oscar per la vacanza più lunga va a…”, il post del difensore. Sopra il messaggio ecco due foto del difensore tedesco a Lungotevere e mentre fa colazione (abbondante) al centro della capitale. Il riferimento ironico di Hummels è alle scelte di Ranieri che hanno portato solo 1 volta in campo il tedesco nelle ultime sei partite.
GASPORT – L’ex storico terzino giallorosso Vincent Candela ha parlato in esclusiva sull’edizione odierna del quotidiano, analizzando l’attuale situazione della Roma e la sua lotta per un posto in Europa. Queste le sue parole.
Se l’aspettava questa rimonta della Roma? “Sì, perché Ranieri ovunque è andato ha cambiato la mentalità delle squadre, come esperienza non si batte. Juric aveva fatto disastri, Claudio ha rimesso la chiesa al centro del villaggio riportando serenità e dando fiducia ad alcuni elementi chiave. I numeri che sta ottenendo sono importanti, ma il valore della Roma non poteva essere quello visto nella prima parte di stagione. La squadra costruita da De Rossi aveva un senso e ci sono giocatori che sono stati sottovalutati”.
Dove può arrivare da qui a fine stagione la Roma? “La bellezza del calcio è questa, due mesi fa sembrava tutto finito, ora è tutto aperto. Il percorso è lungo sia in campionato sia in Europa, si può chiudere alla grande. Per me la Roma si gioca un posto tra il 4° e il 6°, dipende anche dalle altre. Ma oggi è la squadra che sta meglio”.
Ora c’è l’Athletic, la Roma avrà il doppio impegno campionato e coppe. Ha la rosa per inseguire i due obiettivi? “Credo possa arrivare in fondo su entrambe le competizioni, ha rosa e mentalità per farlo e per giocarsela anche con grandi squadre come il Bilbao. Ci sono due mesi e mezzo e poi le vacanze, non si può snobbare niente, bisogna stringere i denti. Ma serve un ulteriore passo. Per arrivare in Europa bisogna migliorare i dati offensivi. La Roma deve segnare di più visto quanto produce. Bisogna essere più cattivi sottoporta e chiudere prima le partite. All’Olimpico spesso è più facile vista la spinta del pubblico”.
Sugli esterni in questa stagione va molto meglio. “Sono d’accordissimo. Angelino e Saelemaekers sono perfetti per questo modulo. E mi piacciono anche El Shaarawy e Rensch, che ha fornito un cross perfetto contro il Como. Il belga è straordinario mentre non capivo le critiche allo spagnolo. E’ un esterno che rischia, che ha tecnica e non vuole fare mai 0-0 come ero io. In più ha iniziato a segnare”.
In attesa di vedere come andrà a finire la stagione giallorossa, i Friedkin si godono i cinque Oscar portati a casa con il film Anora. La pellicola è stata prodotta da Neon (uno dei brand dei proprietari della Roma) e ha vinto le attese statuette come miglior film, migliore regia (di Sean Baker), miglior montaggio, migliore sceneggiatura originale e migliore attrice protagonista (Mikey Madison).
Tutto questo proprio mentre Mats Hummels ha scherzato così sugli Oscar, mettendo delle sue foto in versione “turista” in giro per Roma. […] “E l’Oscar per la vacanza più lunga va a…”, giocando in modo ironico sulle sue recenti panchine. Infine disavventura per Pierluigi Gollini, vittima di un furto a Porto Pinciana dopo la sfida con il Como. I ladri hanno rotto il finestrino anteriore della sua auto e rubato una borsa griffata con dentro un laptop e alcune magliette.
Cinque giocatori fatti ammonire in una gara: due volte Kempf, poi Caqueret, Fadera e Da Cunha. Così Paulo Dybala è volato in vetta alla classifica degli “imprendibili“, quelli che puoi fermare solo con un fallo. Dybala finora in Serie A ha prodotto 16 ammonizioni, alle sue spalle il laziale Zaccagni con 12, quindi Strefezza (Como) e Ndoye (Bologna) 11 e Diao (Como) 10.
A ripensare a Roma-Bologna 2-3 dello scorso 10 novembre vengono i brividi. […] Quella, di fatto, era una Roma in piena lotta per non andare in Serie B, soprattutto a causa della gestione Juric. Poi, però, le cose sono cambiate e con Claudio Ranieri la Roma ha ripreso prima a camminare e poi anche a volare. Adesso, nelle prossime due settimane, la Roma continuerà la sua corsa verso l’Europa del prossimo anno. Con una differenza, però, rispetto a quel mese di novembre. E, cioè, che i possibili canali ora sono due, perché i giallorossi sono tornati a sperare anche in campionato. […] Ed allora occhi sull’Athletic Bilbao, l’avversario da superare negli ottavi di finale di Europa League per continuare a sognare. […]
La Roma viene da undici risultati utili consecutivi in campionato, l’Athletic nella Liga è caduto immeritatamente sabato in casa dell’Atletico Madrid. […] Intanto, però, la Roma ieri ha festeggiato la notizia più attesa: nessuna squalifica per Ranieri dopo le frasi “caldissime” rilasciate ad Oporto contro l’arbitro Stieler. […] E allora è ovvio come molte delle speranze romaniste passino proprio dai suoi piedi, da quelli di Dybala, a caccia del suo 200° gol in carriera. “Lo scorso anno sono stato vicino all’addio, ma poi ho pensato che dovevo fare ancora qualcosa in più per questi tifosi – ha detto Paulo – Ranieri è tanto allenatore quanto psicologo: capisce i giocatori, sa gestire lo spogliatoio. Con lui siamo più sereni”. […]
[…] Anche se sembrerà strano – tanto più ai tifosi, che si nutrono della rivalità cittadina – Lazio e Roma (in stretto ordine alfabetico) hanno qualcosa in comune. […] Ad agosto era la Lazio ad essere accompagnata da critiche e scetticismo, al termine di una campagna acquisti che aveva fatto storcere il naso. Ad ottobre è stata invece la Roma, reduce al contrario da un mercato molto dispendioso, a trovarsi in un tunnel. […] Ma non è questo, o almeno non è solo questo, il loro punto in comune. Perché se la stagione è poi piegata in maniera completamente differente […] enorme merito va ai due allenatori. […] Baroni e Ranieri – con i complimenti alla Lazio per aver saputo scegliere il pilota e alla Roma per essersi saputa correggere – sono indubbiamente i protagonisti delle due squadre capitoline. […]
Ranieri vive le Coppe al pari dei campionati, è – in tutti i sensi – un uomo e un allenatore da Champions. […] Baroni è stato applaudito e mai abbastanza esaltato per alcune salvezze che avevano davvero il sapore di uno scudetto; Ranieri ha invece compiuto la più straordinaria impresa a livello di club. Vincendo col Leicester, mettendo in fila Manchester City, Liverpool, Arsenal. […] Conoscenze ed esperienze alimentate da buon senso e capacità di farsi prima apprezzare, poi stimare, alla fine ammirare dai calciatori. […] E per questo, comunque, meritano un unico, fortissimo, applauso.
VIVA EL FUTBOL OFFICIAL – Ospite a dir poco speciale nella puntata di ieri sera di “Viva el Futbol” (trasmissione su YouTube condotta da Daniele Adani, Antonio Cassano e Nicola Ventola): l’ex storico capitano giallorosso Francesco Totti. La bandiera della Roma ha parlato a 360° della sua ex squadra, raccontando inoltre alcuni aneddoti sul suo passato e sul possibile ritorno in campo vociferato in questi ultimi mesi. Queste le sue parole.
“Io ingrassato? Macché, sto in gran forma. Dai che alle 21 già dormo, facciamo presto che ormai ho una certa età. Tu ormai non hai più freni, ne dici pure di cavolate (Cassano ndr). Però sei schietto. Ma ti ricordi quando ti eri inventato che ti avevamo rubato l’assegno? Vabbè eri giovane, eri una bomba a mano quel periodo. In campo però ci trovavamo a occhi chiusi, sei stato un coglione dovevi giocare con me altri 15 anni”. Totti ha poi parlato delle recenti dichiarazioni di Moratti su una presunta supplica di Franco Sensi di acquistarlo per risanare alcuni debiti: “Moratti è un signore, un numero uno, ma le sue dichiarazioni non mi sono piaciute. Sensi non mi ha mai voluto vendere, non sentiva ragioni, si è sempre impuntato. Quindi, in caso, era il contrario: Moratti e l’Inter mi volevano, ma per i Sensi io sono sempre stato incedibile. E questo va detto. Per lui non c’era discussione, così come per me: rimanere a Roma. Questa è la verità”.
Un commento sulla situazione attuale della Roma: “Per vincere lo scudetto a Roma servono grandi allenatori, ma soprattutto grandi giocatori. Serve qualcosa in più rispetto a quello vedo, oggi la Roma merita il quinto-sesto posto, non di più. Ci sono squadre più forti in questo momento”. Non ci sono dubbi invece su chi dovrebbe venire ad allenare la squadra giallorossa: “Alla Roma serve Ancelotti, ma tanto non viene. E se venisse ti direbbe: qual è la squadra? Perché con questa non vengo, mi deve cambiare la spina dorsale. Se io dovessi essere il direttore tecnico proverei a convincere lui. E se alzo il telefono io è diverso rispetto ad altri. Gasperini è un buon allenatore, ma non mi fa impazzire. Io non riuscirei mai a giocare con il suo modo a tutto campo. De Zerbi invece mi piace moltissimo, ma a Roma sarebbe un punto interrogativo. A Roma si sono abituati ad allenatori medi…”. Restando sul tema allenatori, questo il commento di Totti su José Mourinho: “E’ uno dei più forti al mondo anche se tu pensi il contrario (Cassano, ndr). Se il classico tifoso che vuoi giocare bene e non vuoi vincere niente. Io sono l’opposto di te. Lui, Allegri o Ancelotti non fanno un gran gioco ma sanno mettere i giocatori in campo. E vincono, e conta il risultato. A Roma Mourinho ha giocato due finali europee, che gli vuoi dire?”.
Un ritorno poi al passato, quando il Real Madrid fu vicinissimo a portarlo via dalla Capitale: “Nel 2004 mi avrebbero dato una vagonata di soldi, dopo l’Europeo in Belgio per 9 anni ho sempre avuto tante richieste. Se avessi scelto un’altra squadra sarebbe stato più facile vincere un Pallone d’oro, ma quello che mi ha dato la Roma non me l’avrebbe dato nessuna città. Sono diventato Totti grazie a questo percorso, altrimenti ero uno dei tanti. Non era semplice rimanere qui, ne ho visti di giocatori scarsi passare vicino a me. Tommasi? No no, lui era uno buono”. E restando in tema di buoni giocatori: “Dybala è il giocatore che più mi somiglia oggi, fatico a trovarne altri in serie A. Paulo è un talento vero, non solo in Italia. Ai tempi miei c’erano tanti, oggi come lui ce ne sono 5 o 6 al mondo. Uno di questi è Yamal. Dybala ora sta bene, non fa fatica e non si ferma. In Serie A è il più forte, ma ce ne sono troppo pochi in Italia. Nel Brescia una volta giocavano Guardiola e Baggio, oggi nemmeno i nomi si conoscono”.
Si ritorna poi a parlare degli ultimi complicati anni di carriera da calciatore: “La società mi chiese se volevo restare, io dissi che sarei rimasto gratis e che stavo bene. Sapevo di poter continuare. Non avrei mai preteso di essere titolare, per me la Roma veniva prima di tutto. A tre giornate dalla fine mi dicono che devo smettere e che quello sarebbe stato il mio ultimo derby, in quel momento ho rosicato per i modi. L’ultimo anno con Spalletti è stato difficile, ma nel calcio capita. Il mio ritorno? Non ho mai pensato di giocare con un’altra squadra, non avrebbe avuto senso. Solo io Maldini abbiamo giocato 25 anni con la stessa squadra. Ma voi pensate che Messi in 25 anni alla Roma con Frau, Cesar Gomez e Pivotto avrebbe vinto tutti quei Palloni d’oro?”. Si chiude riparlando del suo possibile ritorno nel calcio professionistico di questi ultimi mesi: “Cerco di trovare qualche giovane forte e di farli crescere bene, ma non faccio il procuratore. Se poi qualcuno dovesse cercarmi valuterò, posso prendere in considerazione anche la Nazionale. In un’altra squadra no, tornerei solo la Roma. C’è solo la Roma per me. Io come Maldini? Mi piacerebbe, vorrei un ruolo importante ma non è che dovrei decidere da solo. Vorrei dare un contributo, saprei quale giocatori scegliere. A gennaio davvero mi ha cercato una squadra in Italia di Serie A, non scherzo. Stavo bene, ma non volevo cambiare città. Quale era la squadra? Dico solo che avrei dovuto vivere vicino a Cassano”. E quindi a Genova…”.
La Juventus approfitta dei pareggi di Inter, Napoli e Atalanta e si avvicina alle prime tre posizioni in classifica: nel posticipo della 27° giornata i bianconeri battono 2-0 il Verona e salgono al quarto posto a 52 punti, a -6 dai nerazzurri di Simone Inzaghi. Tante occasioni per i padroni di casa fin dai primi minuti anche se il primo gol arriva solamente al 72′ con il solito Thuram. Nel finale al 90′ trova la rete del 2-0 anche Koopmeiners che si riscatta così parzialmente dopo un periodo molto complicato.