Plusvalenze, l’uomo dei conti Morrow cerca di abbassare la richiesta della Uefa sotto i 60 milioni di euro

La Roma è pronta a fare i conti con il tema plusvalenze. Il club, infatti, deve rispettare i paletti Uefa e ottenere delle plusvalenze entro il 30 giugno. Per farlo, chiaramente, bisognerà vendere qualche pezzo pregiato della rosa. I Friedkin sembrano aver delegato Jason Morrow per cercare di abbassare la cifra richiesta dalla Uefa.

Come si legge sul quotidiano, infatti, l’uomo dei conti della proprietà, Jason Morrow starebbe lavorando per abbassare la cifra di80-85 milioni di euro previsti. L’obiettivo è quello di scendere sotto i 60 milioni facendo leva anche sul comportamento che la Roma ha avuto negli anni passati in cui ha abbassato il tetto salariale e alzato la quota dei ricavi attraverso alcune partneship con nuovi sponsor.

(corsera)

Qui Trigoria, a te Friedkin: Gasp ha fretta di rifare la Roma

Gasperini, passati due giorni a Torino, sarà stamattina nella Capitale. Torna a Trigoria e si aspetta subito, a partire da oggi o comunque nei prossimi giorni, di essere contattato dalla proprietà. Non c’è più in ballo la fiducia, manifestata per iscritto venerdì corso, ma la programmazione per la prossima stagione. È il momento di capire le idee dei Friedkin sulla Roma che verrà. Ryan si è già fatto vivo sabato sera a caldo, dopo il successo di Bologna. I complimenti via messaggio, dando appuntamento all’allenatore a breve per preparare le nuove mosse della società giallorossa. Attualmente Gian Piero non ha alcun punto di riferimento a Trigoria. È vero, c’è il ds Massara, ancora in carica e sotto contratto fino al 2028.

Non c’è però la «sintonia tecnica», ha detto pubblicamente Gasperini dopo l’addio di Ranieri. Quindi il rapporto è solo di facciata. Ed Shipley, con il quale il tecnico ultimamente si è spesso confrontato, non è più nella Capitale. È stato il vero punto di riferimento per il tecnico, in assenza della proprietà. E continuerà ad esserlo, anche se non in presenza, per gestire il rapporto con il figlio del presidente. Gian Piero ha ormai un discreto feeling con Ryan, che ora dovrebbe tornare per il derby. Non è detto che, però, anticipi, proprio per risolvere le questioni in sospeso. Intanto si farà vivo in video conferenza per dare qualche certezza in più a Gasperini.
La Roma è ferma, in attesa delle decisioni che la proprietà è chiamata a prendere e con una certa urgenza. La società giallorossa è senza amministratore delegato da quando. […]

Le cessioni e quindi le plusvalenze, in chiave Fair Play Finanziario, sono al centro del dibattito interno. Jason Morrow, l’uomo dei conti del club, sta studiando come abbassare la cifra per rientrare nei paletti dell’Uefa. È probabile che diventi inferiore agli 80-85 milioni previsti. E ridotta, se possibile, di almeno 25-30 milioni, scendendo sotto i 60. L’obiettivo è sfruttare la quota di permissività, concessa dall’Uefa guardando al comportamento negli anni precedenti. Allo sforzo fatto ad esempio per la riduzione del tetto salariale e per alzare la quota dei ricavi attraverso nuovi sponsor. È l’exit strategy, con sanzione da pagare come in passato, per limitare le dismissioni. […]

(corsera)

Calciomercato Roma, da Koné a Koné: anche l’Atletico Madrid interessato a Manu. E ai giallorossi piace Ismael

Uno dei nomi maggiormente indiziati, tra i pezzi pregiati nella rosa della Roma, per ottenere un’importante plusvalenza entro il 30 giugno è sicuramente quello di Manu Koné. Per il centrocampista francese è noto l’interesse dell’Inter che già nella scorsa estate aveva provato ad affondare il colpo. I nerazzurri monitorano ancora il numero 17 giallorosso e in estate potrebbero fare un nuovo tentativo.

Non solo l’Inter, però, perché come riferito dall’edizione odierna del quotidiano anche l’Atletico Madrid è sulle tracce di Koné. La Roma, dal canto suo, pensa già a un possibile sostituto e proprio a un altro Koné. Ovvero Ismael, centrocampista in forza al Sassuolo che in questa stagione si sta mettendo in mostra con la maglia neroverde.

(Leggo)

Roma e Everton, Friedkin al bivio: “Solo un club in Europa league”

I tempo passa, il campionato sta pool tutto tace. Negli uffici della Uefa non è arrivata alcuna comunicazione, nessuna soluzione, nessun segnale che i Friedkin abbiano sciolto il nodo della multiproprietà tra Roma ed Everton. Nonostante gli americani ostentino sicurezza al riguardo, «nessun rischio, è stato valutato ogni scenario», da Nyon la preoccupazione monta ogni giorno di più. Perché le classifiche di serie A e Premier League tengono il rischio più vivo che mai. La Roma è quinta, a pari punti con il Como, e ormai quasi certa di giocare in Europa. […] Dall’altra parte c’è l’Everton, undicesimo in classifica ma a tre punti dal sesto posto. E con l’incastro dell’FA Cup, anche. il settimo può significare qualificazione all’Europa League. Tradotto: a quattro giornate dalla fine, l’incrocio non è affatto disinnescato. E non è chiaro come a Houston pensano di risolvere la questione.

Ricordiamo che Roma ed Everton non possono giocare la stessa coppa europea. L’articolo 5 del regolamento Uefa sulla multi-club ownership vieta che due club riconducibili allo stesso proprietario partecipino alla stessa competizione se non sono stati separati, sul piano del controllo e della governance, entro i termini fissati. E la scadenza del primo marzo 2026, è passata da due mesi. In caso di qualificazione alla stessa coppa è la Uefa a decidere quale squadra giocherà quale competizione. I criteri sono scritti nero su bianco: in prima istanza conta il piazzamento nel campionato nazionale e poi il ranking della federazione di appartenenza. E l’Inghilterra è saldamente al primo posto in Europa. […]

(La Repubblica)

Pressing Roma. La Para…noia

Roma chiama, Firenze non si scompone. La Roma guarda con interesse a Fabio Paratici per il ruolo di nuovo direttore sportivo ma la Fiorentina, almeno per ora, resta solida e fiduciosa, senza avvertire scosse all’interno del proprio progetto.
La voce che accosta il dirigente piacentino ai giallorossi – questo è vero – ha basi concrete e non si tratta di un semplice rumor: nelle ultime settimane
Paratici sono arrivati segnali di apprezzamento non solo dalla Capitale ma anche da altri club italiani (tra questi c’è il Napoli), colpiti dall’impatto che il ds ha avuto nei pochi mesi alla guida dell’area tecnica viola. Un lavoro rapido, incisivo più che mai, che non è passato inosservato. Allo stesso tempo, c’è un altro elemento da cui partire: Paratici non si sta guardando attorno. È concentrato solo sulla Fiorentina e sulla rifondazione della squadra. Il contratto firmato col club dei Commisso (4 anni e mezzo la durata) è un fattore rilevante, ma lo è ancora di più il rapporto con la società. […]

Non ci sono frizioni in società ma alcune differenze di visione si sono già palesate. A partire dalla questione allenatore: una parte del club spinge per la conferma di Vanoli, posizione che non coincide con quella del ds, più orientato verso un cambia-mento. Parallelamente, sono in corso valutazioni anche su altre aree, dal settore medico al ruolo di team manager. In questo scenario, l’interesse della Roma è come un segnale. Una sorta di «avviso ai naviganti» che fa capire come, pur non essendo un centravanti da 30 gol, anche il dirigente ha il suo mercato. [..]

(La Nazione)

Inter-Roma, mistero Var: richiesti i file originali. Rocchi non andrà dai pm

Un’altra partita sospetta, la sesta, nel mirino dei magistrati. Un match tra i più discussi della scorsa stagione e decisivo per lo scudetto. Perché ora la procura di Milano punta ad accertare quanto accaduto anche durante Inter-Roma. Per verificare se sia vero quanto riferito da almeno due testimoni sentiti nell’inchiesta sugli arbitri che conta per ora cinque indagati: la “bussata” del supervisore Andrea Gervasoni al vetro della sala Var e il «fatevi i fatti vostri» ai varisti su un rigore non concesso all’Inter. L’ingerenza, come pubblicato da Repubblica, è stata denunciata dall’ex arbitro Domenico Rocca, autore anche di un esposto dello scorso maggio che ha contribuito ad arricchire l’indagine della Guardia di finanza coordinata dal pm Maurizio Ascione. Ed è stata confermata anche da un altro ex fischietto, convocato più volte e per svariate ore di verbali riempiti. Entrambi hanno riferito quanto, a loro dire, circolerebbe tra gli addetti ai lavori: nelle battute finali di Inter-Roma, giocata il 27 aprile 2025, l’arbitro in campo Michael Fabbri lascia correre il fallo di Ndicka sul nerazzurro Bisseck, l’assistente Var, Marco Piccinini, solleverebbe però più di un dubbio al Var Marco di Bello sull’astenersi dall’intervenire. Ma Gervasoni “busserebbe” per scoraggiarli a richiamare l’arbitro per andare a rivedere l’azione sul possibile rigore, condizionando, se così fosse, la scelta arbitrale. Parole che non si sentono nell’audio-video trasmesso dalla trasmissione tv Open Var, che Rocchi stesso, a suo tempo, ammise di aver trasmesso con ritardo, forse per tutelare i colleghi dalle polemiche di fine campionato dato che, per sua stessa ammissione, il rigore andava concesso. Ma la procura di Milano ora si riserva di acquisire al più presto i file audio e video originali di quei minuti accendendo dunque un faro sull’accaduto e le eventuali responsabilità. […]

In sostanza il «sistema» dell’ex designatore Gianluca Rocchi che sta scuotendo il mondo del calcio, mettendo in stand by anche alcuni sponsor di A che attendono di vedere che succede. L’avvocato Antonio D’Avirro ha fatto sapere che domani Rocchi non si presenterà nemmeno dal pm. Non risponderà alle contestazioni, «al buio» per il legale, specie quella del 2 aprile 2025 a San Siro dove avrebbe parlato, secondo l’accusa, con qualche collega del mondo arbitrale – quanto si sa finora – per «combinare» designazioni di arbitri che non fossero «poco graditi» all’Inter. Tra gli arbitri sentiti ci sono, da indagati, Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo, Daniele Paterna lo è diventato poi per false dichiara-zioni. Come testimoni ci sono i racconti (ed eventuali riscontri) di Daniele Doveri, l’arbitro «poco gradito» ai nerazzurri nelle accuse delle designazioni «pilotate» a Rocchi per almeno due partite, tra cui Bologna-Inter 2025 dove in campo diresse la gara Andrea Colombo, anche lui sentito. […]

(La Repubblica)

Gervasoni domani dal pm. Ma non parlerà di Inter-Roma

Domani per Paolo Gervasoni può essere il giorno della verità: l’ex arbitro, infatti, si presenterà all’interrogatorio del pm Ascione a Milano. Il supervisore Var è stato convocato dagli inquirenti alle 11 presso la sede della Guardia di Finanza.
Gervasoni è indagato per Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025 e risponderà solo su quello per cui è indagato: la presunta comunicazione con il Var Nasca. Nel suo capo d’incolpazione non c’è alcun riferimento né a Rocchi né ad altre partite. Gervasoni, però, sarebbe stato protagonista anche di un altro episodio controverso che la Procura sta verificando. Nel mirino ci sarebbe anche Inter-Roma dello scorso aprile, finita 0-1 per i giallorossi. […]

Sempre secondo questa testimonianza, il Var avrebbe agito su indicazione del suo supervisore, Gervasoni appunto. Tutto da capire se ci siano audio Var a supporto di questa tesi. L’episodio fu molto discusso, tanto che poi l’audio della sala Var relativo a quel caso fu pubblicato nella trasmissione Open Var soltanto un mese dopo: Rocchi ammise l’errore dei suoi collaboratori, sottolineando come il fallo fosse evidente. Starà agli inquirenti stabilire se la decisione sia stata pilotata da qualcuno oppure no. Magari già domani si potrebbe vedere un po’ più di chiaro. Magari già domani si potrebbe vedere un po’ più chiaro. Rientrando nel merito dell’interrogatorio di domani, il pm al momento dell’interrogatorio sarà obbligato a rivelare all’indagato l’elenco degli elementi di prova in suo possesso. Ovviamente solo in riferimento a quel Salernitana-Modena.

(gasport)

Montella: “Gasp-Ranieri? È un peccato per tutti. I tifosi avevano fiducia in questo nuovo corso”

LA GAZZETTA DELLO SPORT – Vincenzo Montella, attuale commissario tecnico della Turchia, con cui ha conquistato la qualificazione al prossimo Mondiale, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano. Montella ha parlato anche della sua ex squadra sia da calciatore che da allenatore, la Roma, soffermandosi sulla diatriba che ha coinvolto Gasperini e Ranieri.

[…] Al Mondiale dove arriverete? «Non è facile prevederlo, le incognite sono tante a cominciare dal territorio: ci alleneremo a Phoenix, in Arizona, in una location scelta dalla Fifa dove sono previsti 42 gradi, ma poi nel girone avremo una partita a Vancouver, in Canada, dove la temperatura sarà sensibilmente più bassa. Secondo gli studi passare dal caldo al freddo dovrebbe essere meglio per la squadra. Ma molto dipenderà dalle condizioni in cui arriveranno i calciatori in quel mese». […]

A proposito di Roma, come giudica la rottura tra Ranieri e Gasperini?
«Per me è indelicato giudicare dall’esterno, anche perché parlo di un club al quale sono molto legato. Ho stima di entrambi e non so cosa possa aver provocato questo imprevedibile epilogo. Penso solo sia un peccato per tutti: i tifosi avevano grande fiducia in questo nuovo corso». […]

In Nations League affronterete l’Italia. Quale male affligge il nostro calcio? «Non voglio apparire come un professore. Tra l’altro la Nazionale italiana non è così scarsa come viene raccontata. Non è al livello delle prime 4-5 del mondo ma è comunque competitiva. Credo che i giocatori abbiano pagato il complesso da Mondiale, la paura di non farcela».

Sì ma come si riparte?
«Dalla base. Forse bisogna insegnare ai giovani la tecnica e non assillarli con la tattica. E poi i vertici federali dovranno incidere più liberamente: sono testimone dell’impegno di Gravina e Gattuso, con i quali mi sono confrontato prima degli spareggi. Loro volevano fermare il campionato per avere più tempo per prepararsi. Ma non è stato possibile. In Turchia, nella stessa situazione e su mia richiesta, non si è giocato. Fare sistema è fondamentale».

Anche la Serie A è calata di livello.
«Se la paragoniamo a 20 o 30 anni fa sì. Ma resta un torneo di grande interesse. Mancano i soldi dei diritti tv, che sono stati dirottati soprattutto in Inghilterra. Per me il principale gap è negli stadi: l’effetto ottico di una partita, con impianti moderni e sempre pieni, condiziona la valutazione di chi investe». […]

Celik torna in gruppo già oggi

Allarme rientrato, niente rischio di chiudere in anticipo la stagione:
Celik ci sarà contro la Fiorentina. Gli esami strumentali ai quali si è sottoposto non hanno evidenziato lesioni muscolari. Il laterale turco era uscito nell’intervallo della partita contro il Bologna a causa di un fastidio al flessore che però non è così grave.
Gasperini, dunque, potrà contare su di lui già in giornata, quando la squadra tornerà a sostenere una seduta a Trigoria. Il recupero lampo del turco rappresenta una notizia positiva in vista del rush finale, considerando che sulla corsia destra rappresenta la prima scelta. […]

(corsport)

Mourinho: “Roma è stato il posto più bello della mia carriera. Nessuno deve toccare i tifosi giallorossi”

Vincente, carismatico, empatico, e diritto nella storia della Roma. José Mourinho ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano in cui ha toccato diversi temi e non è mancato un pensiero al suo passato romanista. Il tecnico portoghese ha speso nuovamente parole al miele per la Roma, confermando un amore che nei fatti si è interrotto a gennaio 2024 ma che in realtà non si è mai interrotto.

È cambiato anche il calcio in questi anni…
«È vero: il calcio è un micromondo di questa realtà. Ma, come ho detto, io riesco a divertirmi ancora: mi piace allenare e far migliorare i giocatori, vivere le partite. Questa è la parte migliore, questo è il mondo che difendo: nonostante gli anni passino, non riesco ancora a immaginarmi senza» […]

Parliamo del calcio italiano. Siamo di nuovo nella bufera…
«In realtà io credo che il calcio italiano non sia diverso dagli altri, solo che qui ciclicamente si riesce a investigare e fare pulizia».

Però siamo di nuovo fuori dai Mondiali.
«Quella è un’altra cosa. Qualcuno mi ha chiesto se allenerei la vostra Nazionale: la mia risposta è che non avete bisogno di un tecnico straniero. Avete Allegri, Conte e ne potrei citare altri 5 o 6, non è questo il punto».

E quindi come si fa?
«Vi faccio l’esempio del Portogallo: molte persone si chiedono perché un Paese di 10 milioni di abitanti riesca ad andare ai Mondiali e ad avere tanti giocatori così bravi che finiscono nelle migliori squadre dei campionati in Europa. La risposta è: venite a vedere come vengono organizzati i tornei giovanili, quali sono le condizioni dentro quelle squadre. Basta questo per capire. E, magari, copiare».

Domenica l’Inter potrebbe vincere lo scudetto.
«Mi fa piacere per Chivu, anche se quando lo allenavo non avrei mai pensato che potesse fare l’allenatore. Era un ragazzo per bene e tranquillo, un bravissimo giocatore, però non sembrava un predestinato. È stato intelligente:
ha studiato, ha fatto la gavetta nelle giovanili, ha imparato nel modo giusto. Non è nato allenatore per generazione spontanea».

Mentre in altri casi…
«Confermo: molti oggi vanno in panchina perché sanno vendersi bene. Avere un buon Pr vale più di essere davvero capaci». […]

Perché a Roma è così difficile vincere? «Non so: per me Roma è stato il posto più bello della mia carriera. Non ho mai sentito un ambiente così incredibile intorno a una squadra di calcio, l’Olimpico
sempre pieno, quello che la gente sente per i giocatori. Il livello di esigenza è alto? Non è un dramma, perché poi quando abbiamo vinto la Conference la festa è sta-
ta pazzesca: nemmeno nei trionfi che ho avuto in Champions ho visto delle scene così. Ma la mia Roma è finita».

Perché?
«Non voglio dire altro. Anzi, una cosa: nessuno se la prenda con i tifosi romanisti dicendo che è colpa loro se non si vince. I tifosi giallorossi sono quelli che aiutano la squadra, nessuno li deve toccare».

Ultima cosa: qual è il futuro di José Mourinho? Qualcuno ha scritto il Real Madrid, oppure davvero un giorno la Juventus?
«No, il mio prossimo traguardo è portare il Benfica in Champions. Abbiamo fatto un tragitto straordinario, siamo l’unica squadra che in Europa non ha perso una partita, se vinciamo le prossime 3 partite giocheremo nella coppa più grande d’Europa. Questa è l’unica cosa che sta nella mia testa».

(Il Giornale)


Successivamente José Mourinho è intervenuto a margine della presentazione dello spot di Prima Assicurazione e tra i vari temi trattati ha parlato anche della Nazionale e del caos arbitri. Ecco le sue dichiarazioni.

Crisi del calcio Italiano?
“È triste. Quando non vi siete qualificati ero con Rui Costa e non ci volevamo credere: ‘Com’è possibile che la nostra Italia non ce l’abbia fatta?’, ci chiedevamo. Però è reale, è successo”.

Ct straniero?
“Non sono d’accordo: non penso che serva un allenatore straniero. L’Italia ha allenatori con il carisma, la qualità, l’esperienza… Non puoi avere Carletto (Ancelotti, ndr), ma puoi avere Max (Allegri, ndr), Antonio (Conte, Ndr) e ce ne sarebbero sicuramente anche altri… Però ci sono delle cose che si devono ripensare. Vedo per esempio un Paese come il Portogallo con 10 milioni di abitanti: le competizioni per i giovani, le condizioni di lavoro… ci sono differenze incredibili. Poi si vede la qualità dei giocatori Portoghesi che escono ogni settimana con il ct in difficoltà nel scegliere quali giocatori escludere. L’Italia deve pensare molto alla base. Penso che Malagò sia un nome forte: porterebbe tanta esperienza e mi piacerebbe tanto vederlo nel ruolo di presidente della Figc. Lui capirebbe sicuramente la necessità di cambiare la struttura di base. L’Italia è fortissima in tanti sport olimpici. Io andrei con la combo M&M: Malagò e Max”.

Caos arbitri?
“Mi sono fatto un’idea ma a me non piace fare colpevoli prima che la giustizia si esprima. In Portogallo si dice che non c’è il fumo senza il fuoco, però… speriamo. Io ho fatto battaglie più contro il sistema che contro gli arbitri”.

Futuro da ct?
“Non è ancora il momento. Ci penso, ma poi penso anche alla mia vita senza calcio di club: senza allenare tutti i giorni, vincere perdere e pareggiare tre volte a settimana. Essere felice, triste, frustrato, voler migliorare… non riesco a immaginare la mia vita senza queste cose. Non è ancora arrivato il momento per una nazionale”. 

(Sport Mediaset)

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