Pellegrini e la maledizione delle punizioni: nelle ultime 31 calciate in Serie A ha colpito 5 volte il legno

Nella vittoria di ieri sera contro il Pisa, prima di uscire dal campo a causa di un problema muscolare, Lorenzo Pellegrini ha sfiorato un gran gol direttamente da un calcio di punizione dalla lunga distanza. I calci piazzati sono una specialità del numero 7, specialmente le punizioni, il gol nel derby del 2022 è una delle testimonianze. Contro il Pisa Pellegrini ha colpito l’incrocio dei pali, una conclusione che avrebbe meritato altre sorti.

Per Pellegrini, purtroppo, colpire il legno da calcio di punizione non è una novità. Infatti, nelle ultime 31 punizioni calciate negli ultimi cinque campionati ha colpito per ben cinque volte il palo o la traversa. Una statistica a dir poco sfortunata. Un legno quasi ogni sei volte. In totale, invece, sono 22 i legni colpiti in Serie A con la maglia della Roma per il numero 7.

Calciomercato Roma, aperta la pista Pinamonti. Gasp lo aveva già chiesto all’Atalanta

In estate il reparto offensivo della Roma, con molta probabilità, verrà rivoluzionato. Una pista che potrebbe accendersi nei prossimi mesi è quella che porta al nome di Andrea Pinamonti. Il classe 1999 in forza al Sassuolo, ha realizzato fino ad ora 8 reti in Serie A. Il suo contratto con i neroverdi è in scadenza nel 2027, questo potrebbe essere un fattore importante per cercare un acquisto a costi più bassi. L’attaccante piace a Gasperini e nel caso il tecnico di Grugliasco dovesse rimanere nella Capitale, l’opzione Pinamonti potrebbe decollare.

Come si legge sull’edizione odierna del quotidiano, il possibile arrivo di Pinamonti alla Roma è una pista da monitorare nelle prossime settimane. Un profilo che, per costi, si potrebbe adattare anche ai vincoli economici dei giallorossi. Inoltre, Gasperini lo aveva già richiesto oltre un anno fa nella sua esperienza all’Atalanta.

(Tuttosport)

Ranieri: “Prima di Gasp in tre hanno rifiutato”. Da Pioli a Fabregas, alle idee Emery e Farioli. I nomi sondati

La Roma nella serata di ieri ha sconfitto il Pisa, una vittoria necessaria e arrivata senza troppi problemi. A tenere banco, però, sono le dichiarazioni arrivate prima e dopo la partita. Claudio Ranieri è tornato a parlare, e stavolta le sue parole pesano. Non solo scelte di mercato, che a detta del senior advisor dei Friedkin, sono state tutte avallate da Gasperini, a far discutere è anche ciò che riguarda le modalità con cui è stato scelto l’ex Atalanta al termine dello scorso campionato.

«Avevamo stilato una lista di 5-6 allenatori: tre non sono venuti e la società ha scelto Gasperini» ha detto Ranieri. Parole che fanno pensare a come, di fatto, Gasperini, sia stata la quarta scelta della proprietà. La Roma, quindi, aveva pensato ad altro. I nomi indicati, come si legge su La Gazzetta dello Sport, sono quelli di Pioli e Fabregas su tutti, poi le idee suggestive che portano a Emery e Farioli.

Calhanoglu: “Il gol alla Roma non è stata la mia rete più bella. Svilar? La palla cambia direzione”

LA REPUBBLICA – Il centrocampista nerazzurro Hakan Calhanoglu, noto anche per la sua capacità di effettuare tiri imprendibili dalla lunga distanza, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano. Recentemente, anche la Roma, è stata una delle vittime del turco che nel 5-2 di San Siro ha battuto la resistenza di Svilar con un bolide dai 35 metri.

Il gol alla Roma?
«Capisco che Bastoni non riesce a crossare e mi metto in posizione.
Zielinski mi vede e me la passa. Controllo che non ci sia nessuno dietro, sposto la palla avanti e calcio. Ma non è stata la mia rete più bella. Il tiro contro il Verona era più angolato», racconta il regista dell’Inter.

C’è chi ha dato la colpa a Svilar …
«A chi lo critica, do un consiglio: provi lui a stare in porta e vediamo se la para. La palla cambia direzione dopo che il portiere ha spostato il peso. È un effetto che cerco, colpendo da sotto».

Al Tre Fontane baby al rilancio contro il Napoli

Missione rilancio. Dopo quattro turni senza sorrisi (due sconfitte e due pareggi) e aver perso il contatto con il trono della classifica, la baby Roma affronta oggi Il Napoli al Tre Fontane […] «È fisiologico nel campionato Primavera che tutte le squadre possano avere degli incidenti. Fanno parte di un percorso di crescita.
Superandoli si diventa giocatori più forti e una squadra migliore. Vogliamo cercare con tutte le nostre forze di arrivare alle fasi finali», ha detto Guidi alla vigilia.
In difesa sono attesi anche Mirra e Sack, che leri hanno assaggiato l’atmosfera dell’Olimpico dalla panchina, mentre in attacco ci sarà Arena. […] «ll Napoli? Dobbiamo essere bravi a pensare solo a noi stessi – chiude l’allenatore giallorosso.
Dobbiamo esaltare le nostre caratteristiche, le nostre qualità. La motivazione deve essere superiore».

(corsport)

Roma-Pisa: la moviola dei quotidiani. Prova sufficiente di Feliciani. Episodio dubbio di Aebischer su El Shaarawy in area di rigore

La Roma torna alla vittoria e lo fa per 3 reti a zero contro il fanalino di coda Pisa. Un super Malen trascina i giallorossi nella serata dell’Olimpico. Successo fondamentale per accorciare e mettere pressioni agli avversari in lotta per il quarto posto. Partita che è scivolata via senza troppi problemi per il direttore di gara Ermanno Feliciani, nel complesso la sua prova è stata giudicata sufficiente. Buona gestione dei cartellini. I 3 gol di Malen sono tutti regolari. Feliciani è attento negli episodi avvenuti in area di rigore, ma restano molti dubbi sul contatto tra Aebischer ed El Shaarawy che avrebbe potuto portare al calcio di rigore per i capitolini.


IL CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 6

Partita relativamente semplice per il fischietto di Teramo che deve gestire pochi episodi, quando può lascia giocare, non manca qualche sbavatura. Corrette le due ammonizioni per Touré e Celik, ne manca una per Calabresi che frana su Pellegrini sulla propria trequarti. […] Nessun dubbio sulle tre reti segnate da Malen. […] Molti dubbi invece sul contatto El Shaarawy-Aebischer, il centrocampista del Pisa si disinteressa del pallone e usa entrambe le mani atterrando in area l’attaccante romanista. […] Proteste anche da parte dei nerazzurri per un fallo di Cristante su Piccinini: i due vengono a contatto fuori area, poi il gioco prosegue per il vantaggio, sull’azione successiva il numero 4 della Roma usa il braccio, il giocatore del Pisa accentua la caduta. […]

IL MESSAGGERO – VOTO 6

La gara corre via senza problemi, giusto un giallo a Celik inevitabile. […] Forse poteva starci un rigore su ElSha ma alla fine va bene così.

IL ROMANISTA – VOTO 6

Feliciani fa pari e patta all’Olimpico per Roma-Pisa. Una gara fin troppo semplice nel primo tempo ma ben gestita dal fischietto di Te-ramo. Qualche fischio di troppo ma uniforme. […] Al 25′ la Roma chiede un rigore per una spinta plateale su El Shaarawy che sta per tirare da parte di Aebischer, che non pensa a giocare il pallone. Per Feliciani è troppo poco per assegnare la massima punizione, resta più di qualche dubbio. E se fosse sullo 0-0… Se non altro l’arbitro utilizza lo stesso metro arbitrale quando è il Pisa a chiedere il penalty: Piccinini tenta un dribbling in area e Cristante lo tocca ma lui accentua, sicuramente è meno rigore di quello sul Faraone.

IL TEMPO

Prestazione positiva per Ermanno Feliciani, che – agevolato da una partita facile – esce bene dall’esame dello Stadio Olimpico, mantenendo una soglia alta nelle due
aree di rigore. Nel primo tempo la Roma si lamenta per
un possibile tocco di braccio di Idrissa Touré sugli sviluppi di un colpo di testa di Bryan Cristante. In realtà il centrocampista Classe 98 intercetta con il petto: vede bene l’arbitro della sezione di Teramo, che decide giustamente di lasciare proseguire il gioco. Nel finale davvero troppo poco per arrivare a un penalty sul contatto tra Cristante e Piccinini nell’area di rigore giallorossa: è giusta la scelta di lasciar proseguire il gioco da parte dell’arbitro abruzzese. Feliciani fa la scelta giusta a lasciar proseguire anche in occasione dell’intervento di Antonio Caracciolo su Devyne Rensch poco prima rispetto al secondo gol di Donyell Malen. Se non fosse arrivata la rete, ci sarebbero stati gli estremi per un rigore in favore dei giallorossi, con il difensore nerazzurro che non prende mai il pallone. Condivisibile la scelta di non fischiare rigore anche sul contatto Aebischer e Stephan El Shaarawy. Il centrocampista del Pisa sbilancia in maniera furba mentre sta calciando, ma la sensazione è che sia troppo poco per un rigore. Dal punto di vista disciplinare sono netti i gialli per Touré, che stende Rensch dopo che l’olandese aveva lo superato, e per Celik, per un intervento in ritardo su Stefano Moreo. Anche dal punto di vista tecnico la prestazione di Feliciani è positiva. L’arbitro della sezione di Teramo riesce infatti a mantenere una soglia del fallo costante, in una partita facile considerando il risultato non in discussione sin dall’inizio della partita e un’intensità che non decolla mai definitivamente. In totale i falli saranno ventitré.

IL PUNTO DEL SABATO – Carmellini: “Ranieri e Gasp sono due caratteri forti, non scendono a compromessi” Ferretti: “Impossibile andare avanti senza fare chiarezza”

La Roma supera troppi problemi il Pisa. Un 3-0 netto maturato all’Olimpico in cui l’indiscusso protagonista in campo è stato Malen. L’impatto dell’olandese con i giallorossi si conferma ancora una volta devastante. Raggiunta la doppia cifra in campionato, in appena 12 partite. La Roma riparte e accorcia sul quarto posto. L’attenzione, però, non è prevalentemente sul campo, anzi. Le parole di Ranieri prima, e Gasperini poi, hanno certificato una frattura interna che era nell’aria ormai da settimane. Uno scontro a distanza che sembra difficile da risanare, tra due personalità di grande temperamento, come scritto da Tiziano Carmellini su Il Tempo: “Si scontrano due caratteri forti, personaggi abituati a lavorare a loro modo e che difficilmente in passato sono scesi a compromessi”. Certamente per la Roma è arrivato il momento di fare chiarezza, come scritto anche da Mimmo Ferretti su Il Corriere dello Sport: “È arrivato il momento di fare chiarezza, la massima chiarezza (qualunque essa sia) all’interno della Roma. Impossibile andare avanti senza una verifica, cruda e spietata della situazione. Non farlo, sarebbe ancora più clamoroso dell’uscita di Ranieri”.


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


G. D’UBALDO – IL CORRIERE DELLO SPORT Ripartite da Malen. La Roma nelle prossime sei partite può tentare la scalata al quarto posto, al quale con la vittoria di ieri si è riavvicinata molto. Ieri la tripletta del centravanti olandese in 49 minuti ha confermato che la squadra è viva e che tra tanti acquisti inutili (come ha sottolineato sabato Gasperini) finalmente uno è stato fondamentale. Come lui solo Wesley. E’ difficile trovarne altri tra quelli arrivati nelle ultime due sessioni di mercato. Allora, affidiamoci ai numeri. Dieci gol da gennaio, con un assist. […] La Roma ancora non sa cosa le riserverà il futuro. Se parteciperà alla Champions, se resterà fuori dalle coppe. Può ancora succedere di tutto. Ma potrà contare su una certezza: Malen è un centravanti vero, intorno al quale costruire la squadra del futuro. E’ un top player, uno che può continuare a fare la differenza, per la facilità che ha nel trovare il gol dentro l’area. Gasperini alla vigilia della partita contro il Pisa è stato chiaro: servono altri acquisti come lui. Quando l’olandese è stato sostituito nel finale è stato salutato con una standing ovation dell’Olimpico, in pochi mesi è diventato un beniamino dei tifosi giallorossi. Con Malen nella Roma del futuro dovrà esserci anche Soulé. l’argentino è alla seconda partita consecutiva dopo un mese di assenza per la pubalgia. Ancora non è al meglio, ma va aspettato, perché è uno dei pochi calciatori che salta l’uomo in un campionato sempre più modesto. Ieri si è infortunato Pellegrini, pochi minuti dopo aver centrato l’incrocio dei pali con una punizione magistrale. Gasperini continua a perdere giocatori importanti fino alla fine del campionato. Ma questa vittoria può aiutare la Roma a sperare. Nulla è perduto, in attesa degli impegni della Juventus e del Como.

A. VOCALELLI – LA GAZZETTA DELLO SPORT Nel giorno in cui la Juve ha ufficializzato la conferma di Spalletti per altri due anni, senza sapere se arriverà in Champions, si è invece aperta ufficialmente la crisi di rapporti in casa Roma. […] Insomma, come per le concorrenti dirette, tutto ancora in ballo. Eppure, e fa molta impressione, più dei gol di Malen – che ne ha segnati 10 in dodici giornate! – si è parlato della frattura ormai evidente tra Gasperini e i dirigenti.
Con Ranieri che, sbagliando comunque i tempi e lasciando molti dubbi sulla forma e sulla sostanza, ha di fatto creato una voragine – in cui inciamperanno montagne di parole – con l’allenatore. I tempi, dicevamo. Considerando che la Roma è ancora in piena corsa per il suo obiettivo, era proprio il caso – per dirne una – di far sapere che in fondo Gasperini è stato la quarta scelta della Roma, perché in tre hanno rifiutato? […] Dicevamo poi della forma. Oltre alla frase sulla gerarchia delle scelte che alla fine hanno portato a Gasperini, è suonata come un’evidente bocciatura ricordargli di aver preso una squadra che l’anno scorso è arrivata a un punto dalla Champions. La Roma, non a caso, dello stesso Ranieri, che pure sa benissimo come le storie dei campionati sono sempre differenti. E se lui è stato fenomenale nella passata stagione, non per questo era scontato fare molto meglio. E poi la sostanza. Perché la Roma, come detto, è comunque in corsa per la Champions e le due sfide del weekend, Atalanta-Juve e Como-Inter, potrebbero dare ritrovate speranze ai giallorossi. Era proprio il caso, insomma, di accendere i fuochi, creare una contrapposizione tra chi si schiererà con Ranieri e chi con Gasperini nel mezzo di uno sprint ancora apertissimo? […] In tutto questo, resta un ingombrante dubbio di fondo. Ma Ranieri, che evidentemente ha programmato i suoi interventi e non si è lasciato prendere la mano, ha parlato per bocca dei Friedkin? Verrebbe da rispondere sì, visto che proprio lui ci ha tenuto a sottolineare di essere il senior advisor della proprietà e non di Gasperini. Ma il dubbio rimane, considerando che alla fine ha aggiunto che, come ha fatto da allenatore, anche da dirigente è pronto a farsi da parte se non fosse più ascoltato. Lasciando la sensazione che a fine stagione il presidente si troverà addirittura al di là del risultato finale – a scegliere: il duo Ranieri-Massara o Gasperini. Un’uscita che, almeno teoricamente, dovrebbe anche “costringere” la proprietà ad uscire finalmente allo scoperto per chiarire. […]

M. FERRETTI – IL CORRIERE DELLO SPORT Da ieri sera non sarà più possibile far finta di niente. Si era ipotizzato questo o quello di poco sereno, si era raccontato che qualcosa tra l’allenatore e alcuni rappresentanti della società scricchiolasse oppure che le cose a Trigoria non fossero tutte rose e fiori. Tutto smentito, tutto negato. Adesso, però, non sarà più possibile far finta di niente. Da settimane, se non da mesi, si parlava di incomprensioni, di dissapori tra l’allenatore e la dirigenza del club (Massara e Ranieri, in sintesi). Si è cercato in tutti i modi di negare l’evidenza per il bene della Roma, poi Claudio Ranieri, l’uomo dei Friedkin, ha messo a tace tutte le voci urlando ai microfoni delle ty, a pochi minuti dall’inizio della partita contro il Pisa, il suo punto di vista, la sua verità nei confronti di Gian Piero Gasperini. Tirando in ballo anche la sua posizione di consulente dei proprietari. E questo merita una ulteriore riflessione. Non ne è venuto fuori un bel quadro (eufemismo…) per la Roma. Anzi. Accuse, controaccuse, puntualizzazioni più o meno gravi, parole, paroline e paroloni: a questo punto, lo ripetiamo, non è più possibile far finta di niente. Anche perché l’intervento di Ranieri non è sembrato casuale, ma probabilmente (per tempi e forma) non concordato con la proprietà. Le cose, però, sono andate davvero in questa maniera? Strano, ad esempio, che un uomo esperto come Sir Claudio non abbia valutato la delicatezza del momento. […] E Gasp? Nessuno screzio con Ranieri, ha assicurato a fine partita. […] È arrivato il momento di fare chiarezza, la massima chiarezza (qualunque essa sia) all’interno della Roma. Impossibile andare avanti senza una verifica, cruda e spietata, della situazione. Non farlo, sarebbe ancora più clamoroso dell’uscita di Ranieri. Qui non si tratta (più) di trovare un colpevole e un innocente, o stabilire se stare dalla parte di questo o di quello: c’è di mezzo la Roma, ci sono di mezzo i suoi tifosi che non meritano uno spettacolo del genere. La parola, ora, passa ai Friedkin. Deve passare ai Friedkin.

T. CARMELLINI – IL TEMPO Prima era solo un chiacchiericcio, un sembra, pare, dice. Dopo l’uno-due di questi giorni è una realtà dei fatti: tra il senior advisor giallorosso Claudio Ranieri e il tecnico Gian Piero Gasperini è guerra aperta. Giovedì il tecnico aveva criticato, nemmeno tanto velatamente, l’operato del club. Ieri l’ex allenatore, ormai a pieno titolo nello staff dirigenziale della società, ha replicato duramente al piemontese. E non c’è spazio a fraintendimenti, perché Ranieri non è uno al quale sfuggono le parole, la sua esperienza è tale che non c’è ombra di dubbio: quello che ha detto è esattamente quello che pensa e che vuole arrivi al destinatario…alias Gasperini. È chiaro come, tranne ripensamenti o clamorose mediazioni da parte della proprietà (al momento da escludere), tra i due si sia creata un frattura difficilmente sanabile. Anzi l’unico italiano ad aver vinto la Premier da allenatore ha già minacciato di andar via qualora la sua linea non sia condivisa dalla società. Si scontrano due caratteri forti, personaggi abituati a lavorare a loro modo e che difficilmente in passato sono scesi a compromessi. Il problema, soprattutto per la Roma, è che queste divergenze arrivano proprio nel momento in cui ci sarebbe bisogno della massima unità per il rush finale del campionato. Perché dopo il successo netto di ieri contro il Pisa ultimo in classifica, mancano solo sei partite alla fine della stagione e per i giallorossi, arrivare in zona Champions o meno, farà tutta la differenza del mondo. Da qui in avanti ogni distrazione rischia di essere deleteria. Intanto il popolo giallorosso, in attesa dell’ennesimo red rationem, si gode l’olandese Malen: prima tripletta con la maglia della Roma. Tre tiri in porta, tre gol: una roba mai vista.. peccato sia arrivato (quasi) fuori tempo massimo!

Malen è super. Una tripletta per ripartire

Per un Malen che giganteggia, che trascina la squadra con giocate da marziano e tre gol d’autore, c’è un Ranieri che presenta il conto al suo Gasperini, smentendo tutto quello che il tecnico aveva dichiarato alla vigilia. Il problema non è l’oggi, ma il do-mani. Ancora una volta. Chi mente? Chi resta? Chi va via? Chi sceglierà la società tra i due o tre (ci mettiamo anche il ds Massara) contendenti? Di sicuro dove c’è Gian Piero non c’è/ci sarà più spazio per Claudio (e viceversa), che i Friedkin considerano un angelo per quanto fatto la scorsa stagione e per i saggi (?) consigli profusi in questi mesi. E pensare che proprio Ranieri aveva affidato al tecnico di Grugliasco la rifondazione della Roma, a quasi un anno di distanza, in pratica siamo al pentimento pubblico. Finiscono gli amori, negli Usa come a Trigoria e Dan se ne farà una ragione. Chi non finisce è la Roma, che riparte di slancio – seppur contro un Pisa che ormai ha davvero poco da chiedere al campionato – e torna alla vittoria dopo la preoccupante sconfitta di San Siro contro l’Inter e si ripresenta in rincorsa a mordere le caviglie al Como, ora a più uno in classifica, e alla Juventus, raggiunta per il momento al quinto posto: stasera tocca ai bianconeri, in casa dell’Atalanta e domani alla squadra di Fabregas, che ospita l’Inter priva di Lautaro. Tutto è (ancora) possibile, insomma, al di là delle liti interne. Che non sono banali. […]

(Il Messaggero)

Caos Capitale. Ranieri attacca: “Gasp ha avallato tutti gli acquisti”

Se fino ad oggi era un sospetto (anche se non tanto velato), ora è una certezza. Tra Gian Piero Gasperini e la Roma – intesa come società – le incomprensioni aumentano. E a chiarire alcune cose ieri ci ha pensato Claudio Ranieri […] A iniziare dai concetti espressi dall’allenatore giallorosso alla vigilia della sfida con il Pisa, quando ha sottolineato l’importanza di prendere certi giocatori e non altri. «Tutti i calciatori arrivati lo scorso anno e in questo sono stati visionati e accettati da me e da Gasperini – ha detto Ranieri -. Troppo facile parlare solo di Wesley e Malen, di giocatori ne abbiamo presi anche altri come Ferguson. E poi abbiamo perso tempo dietro a Sancho, che non è voluto venire, perdendo occasioni importanti. Ed altri giocatori non piacevano al tecnico e non li abbiamo presi. Ma a causa del financial fair play abbiamo dovuto prendere dei prestiti: alcuni si sono rivelati da Roma come Malen, altri no. Pazienza, li cambieremo..». […]

Poi l’altro passaggio chiave, quando Ranieri ha spiegato i tempi delle scelte di Gasperini: «Avevamo stilato una lista di 5-6 allenatori: tre non sono venuti e la società ha scelto Gasperini». Tradotto, Gasp di fatto sarebbe stata la quarta scelta, non la prima come era immaginario comune. Insomma, prima di lui la Roma aveva pensato ad altro: sicuramente a Fabregas e a Pioli, un piccolo sogno era stato anche Emery e un confronto de visu c’è stato anche con Farioli. […]

Poi un altro chiarimento, sul progetto stilato ad inizio stagione proprio insieme a Gasperini. «Abbiamo scelto lui per quello che aveva fatto all’Atalanta: partire con dei giovani e piano piano portarli su grandi palcoscenici. E insieme, Gasperini compreso, abbiamo scelto dei ragazzi per questo. Non c’è stato un giocatore venuto qui che lui non abbia approvato. Abbiamo preso Ziolkowski, Ghilardi, Venturino e Zaragoza. Non abbiamo invece potuto prendere Rowe, ci sono state tante combinazioni di mercato». Quindi un passaggio con un pizzico di orgoglio personale: «Abbiamo cercato di fare tutto questo per dare all’allenatore una squadra che l’anno scorso è arrivata a un punto dalla Champions League, con dei giovani da poter crescere». E allora il finale è per il suo prese de e per il suo futuro. «Il bilancio lo farò alla fine, chiaramente questo ruolo è molto diverso da quello da allenatore – chiude Ranieri -. Da senior advisor intervieni quando vieni interpellato dalla società. Se poi mi continuerà a piacere resterò qui, se invece non verrò interpellato me ne andrò, perché non resto a fare il garante di nessuno. Io amo la Roma: mi sono fatto da parte da allenatore e sarò pronto a farlo anche da senior advisor». […]

(gasport)

Ranieri, uscita sbagliata. Con la Roma in corsa può fare soltanto danni

Nel giorno in cui la Juve ha ufficializzato la conferma di Spalletti per altri due anni, senza sapere se arriverà in Champions, si è invece aperta ufficialmente la crisi di rapporti in casa Roma. […] Insomma, come per le concorrenti dirette, tutto ancora in ballo. Eppure, e fa molta impressione, più dei gol di Malen – che ne ha segnati 10 in dodici giornate! – si è parlato della frattura ormai evidente tra Gasperini e i dirigenti.
Con Ranieri che, sbagliando comunque i tempi e lasciando molti dubbi sulla forma e sulla sostanza, ha di fatto creato una voragine – in cui inciamperanno montagne di parole – con l’allenatore. I tempi, dicevamo. Considerando che la Roma è ancora in piena corsa per il suo obiettivo, era proprio il caso – per dirne una – di far sapere che in fondo Gasperini è stato la quarta scelta della Roma, perché in tre hanno rifiutato? Al di là del fatto che stiamo parlando di un grande allenatore, una frase del genere suona male per l’interessato ma anche per chi – pur rappresentando una grande società – si è fatto dire tre volte no.

Dicevamo poi della forma. Oltre alla frase sulla gerarchia delle scelte che alla fine hanno portato a Gasperini, è suonata come un’evidente bocciatura ricordargli di aver preso una squadra che l’anno scorso è arrivata a un punto dalla Champions. La Roma, non a caso, dello stesso Ranieri, che pure sa benissimo come le storie dei campionati sono sempre differenti. E se lui è stato fenomenale nella passata stagione, non per questo era scontato fare molto meglio. E poi la sostanza. Perché la Roma, come detto, è comunque in corsa per la Champions e le due sfide del weekend, Atalanta-Juve e Como-Inter, potrebbero dare ritrovate speranze ai giallorossi. Era proprio il caso, insomma, di accendere i fuochi, creare una contrapposizione tra chi si schiererà con Ranieri e chi con Gasperini nel mezzo di uno sprint ancora apertissimo? […] In tutto questo, resta un ingombrante dubbio di fondo. Ma Ranieri, che evidentemente ha programmato i suoi interventi e non si è lasciato prendere la mano, ha parlato per bocca dei Friedkin? Verrebbe da rispondere sì, visto che proprio lui ci ha tenuto a sottolineare di essere il senior advisor della proprietà e non di Gasperini. Ma il dubbio rimane, considerando che alla fine ha aggiunto che, come ha fatto da allenatore, anche da dirigente è pronto a farsi da parte se non fosse più ascoltato. Lasciando la sensazione che a fine stagione il presidente si troverà addirittura al di là del risultato finale – a scegliere: il duo Ranieri-Massara o Gasperini. Un’uscita che, almeno teoricamente, dovrebbe anche “costringere” la proprietà ad uscire finalmente allo scoperto per chiarire. […]

(gasport)