Manchester United, Amorim blocca Zirkzee: “Difficile che qualcuno possa lasciare il club finché non troviamo un sostituto”

Ruben Amorim, allenatore del Manchester United, ha parlato in conferenza stampa a poche ore dalla partita contro il Newcastle e tra i vari temi trattati si è soffermato sul futuro dei calciatori in uscita, tra cui Joshua Zirkzee. Ecco le sue parole sull’obiettivo di mercato della Roma: “Sarà difficile per qualcuno lasciare il club se non riusciremo a trovare un sostituto. Siamo a corto di giocatori. Anche con la rosa al completo, non siamo sufficienti per far fronte a tutto ciò che può accadere. Siamo un club con una grande responsabilità”.

Di Canio: “Bodo/Glimt? Con la Roma erano salmonari, contro la Lazio già professionisti”

FANPAGE.IT – Paolo Di Canio, ex attaccante della Lazio, ha rilasciato un’intervista al sito e tra i vari temi trattati è tornato a parlare del Bodo/Glimt. L’opinionista etichettò i calciatori norvegesi come “salmonari” in seguito al 6-1 rifilato alla Roma, ma pochi anni più tardi eliminarono la Lazio dall’Europa League. Ecco le sue parole.

Pensando alla Champions mi ritorna in mente la definizione che hai fatto dei giocatori del Bodo Glimt, “salmonari”.
“Lo erano. E va a vedere la storia. In quel momento sette giocatori erano dipendenti di aziende ittiche che facevano salmone, pure buono. Sono quelle esternazioni che divertono pure, ma non era contro la Roma. Noi diciamo che il calcio nostro è meraviglioso, Mourinho è meraviglioso, la Roma è 100 volte il Bodo, prendi sei gol e lo fai passare come: ‘Vabbè, ci può stare’. E io ogni tanto ironizzo perché ci sono i miei amici della Roma che ci ridono su questa cosa. E io gli dico sempre, ridendoci: ‘Beh, avete fatto della beneficenza perché da quel momento hanno capito che potevano diventare una società professionistica’. Infatti da quel momento in poi li hanno aiutati a credere nelle loro potenzialità, tanto è vero che adesso nessuno è più salmonaro, sono professionisti che gravitano sempre nelle coppe europee fino ad arrivare quest’anno addirittura alla Champions League. Cioè la Roma è stata apripista per i salmonari, per diventare una squadra totalmente professionistica”.

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Roma-Genoa: Ziolkowski verso la conferma, Hermoso torna dal 1′. Dybala titolare

Mosse a sorpresa? Sì. Ma niente rivoluzioni. Non è nello stile di Gian Piero Gasperini. Nemmeno allo Stadio Olimpico contro il Genoa. La Roma sta trovando nuovi equilibri. In ogni zona del campo, anche in difesa, dove il baby polacco Jan Ziolkowski viaggia verso la conferma. […]

Hermoso si dovrebbe riprendere la maglia da titolare nella retroguardia al fianco di Ziolkowski e Mancini, mentre per Dovbyk il discorso è più complesso. Se sarà ritenuto pronto dall’allenatore e dallo staff medico, non è escluso che possa partire titolare. Difficilmente però l’ucraino giocherà l’intera partita. […]

Un sospiro di sollievo grande così riguarda invece le condizioni di Bailey, che ha superato i controlli: gli esami strumentali svolti dal giamaicano, infatti, hanno escluso lesioni muscolari. […] E’ in dubbio per il Genoa. Male che vada rientrerà contro l’Atalanta

Se la difesa vedrà il rientro di Hermoso e il centrocampo sembra a posto con Celik e Wesley sulle fasce e con Koné e Cristante a comporre la cerniera sulla mediana, in attacco c’è un nodo da sciogliere. Chi giocherà insieme a Soulé? Dybala, certo. Ma dove? Forse ancora da falso nove, ma dipenderà da Dovbyk. […] Per una casella del tridente, comunque, anche Baldanzi resta in corsa.

(corrieredellosport.it)

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Genoa, De Rossi: “Non meritavo l’esonero alla Roma, avevo un piano scudetto. Tornare? L’avrei fatto, ma la scelta della società è talmente evidente…”

DAZN – Daniele De Rossi, allenatore del Genoa, ha rilasciato un’intervista a Massimo Ambrosini e tra i vari temi trattati si è soffermato suo rapporto con la Roma, sull’esonero e sulla sfida di lunedì contro i giallorossi allo Stadio Olimpico. Ecco le sue dichiarazioni.

Come hai fatto a coniugare interessi extra-calcistici all’idea di stare sempre qui dentro?
“Mi sono fatto esonerare prestissimo, questa è la soluzione (ride, ndr)”.

Hai rifiutato tante offerte durante il periodo in cui sei stato fermo? Ti sei pentito di alcune scelte?
“No. Non ho rifiutato perché avevo voglia di andare e sono gli altri che hanno rifiutato me. Quando ho rifiutato l’ho fatto forse per la categoria e perché in alcune situazioni non vedevo molto chiaro. Nelle prime due esperienze, in maniera diversa, ho avuto problemi con i dirigenti: alla SPAL ho avuto problemi, ma ora quel dirigente (Fabio Lupo, ndr) lo sento ancora adesso e abbiamo chiarito. Anche alla Roma ho chiarito con l’amministratore delegato (Lina Souloukou, ndr). Niente di clamoroso, ma comunque c’erano problemi. Non voglio mettermi in una condizione in cui possa tornare ad averli e non voglio che passi il concetto che io sia uno che ha problemi con i dirigenti. Alla Spal parlai di quanto io non fossi contento del mercato in conferenza, dissi la verità. Il presidente Tacopina si arrabbiò e mi disse: ‘Chi ti ha detto che puoi dire la verità sulla mia squadra?’. E io lì ho capito tante cose”.

Cosa ti è rimasto dell’esperienza della Roma?
“A vederla adesso un po’ mi dispiace quello che è successo. Nonostante io stia benissimo, mi dispiace perché sta avendo un exploit che io avevo predetto: dissi che certi giocatori il primo anno avrebbero fatto fatica, nel secondo sarebbero esplosi e nel terzo, continuando con quel mercato, avremmo lottato per lo scudetto. Non eravamo proprio pazzi a puntare su questo gruppo, dato che per me è molto forte”. 

Non ti credevano quando lo dicevi?
“I presidenti pendevano dalle mie labbra, con loro avevo un rapporto costante. A livello calcistico ho sempre avuto ampia libertà sulle scelte, si fidavano, mi chiedevano e si confrontavano. Mi hanno iniziato a chiedere le cose ancor prima di confermarmi per i successivi tre anni. Da quel punto di vista c’era grande rispetto dei ruoli da parte di tutti. Poi si sono un po’ incrinate le cose e mi dispiace, ma quello che è successo io e il mio staff non lo meritavamo. Non sei mai pronto all’esonero, era molto presto. E’ successo a Genova e ora questa squadra ha un debito con me (ride, ndr)”.

L’hai vissuta come un’ingiustizia?
“Ci vai sopra perché io pensavo e penso di essere a posto con la coscienza. Non ho mai abbassato di un centimetro l’impegno che ho messo lì dentro, non ho mai tradito chi era lì, non ho mai usato il ‘potere’ che avevo in quella città per proteggere me e andare contro i giocatori o per andare contro la società. Se mi fossi tradito da solo non sarei stato così orgoglioso di ciò che abbiamo fatto. Ogni volta che vieni esonerato smetti di vivere ciò che ti piace. Non penso di aver avuto più dolore dall’esonero dalla Roma che dalla Spal, non cambia niente: ti manca il fatto che saluti i giocatori e poi non li vedrai più. Quando ho salutato a Ferrara eravamo in una palestra più brutta di quella di Trigoria, con dei giocatori meno bravi, con una società meno forte, ma il dolore era lo stesso e i ragazzi piangevano tutti… Ti rimane il senso di incompiutezza, quel ‘fammi fare che la rimetto a posto e andremo alla grande’. Questo ti rimane e ogni tanto ritorna fuori”.

Quando sei diventato allenatore del Genoa hai subito guardato il calendario e visto quando saresti tornato a Roma?
“Sì, ho guardato quando avrei giocato con la Roma e la Lazio (ride, ndr)”.

Non vedi l’ora?
“Si tratta di una sensazione particolare. Da bambino la vivi in un modo, da ragazzo del settore giovanile in un’altra maniera, da giocatore in maniera focosissima e da allenatore in modo folle. Ho sempre desiderato tutti i giorni che la Roma vincesse, questa è la cosa che mi fa più ridere. Per una settimana dovrò lavorare per far perdere la Roma… Ora non salto sul divano quando guardo la Roma, ma la vedo da collega e da ex giocatore. Se vince però sono contento”.

C’è stato un momento in cui potevi tornare alla Roma?
“No, non penso ci sia mai stata davvero la possibilità. Hanno fatto una scelta talmente evidente e chiara… A Roma si parla sempre e il mio nome accostato alla Roma funziona sempre. Ma non credo sarebbe stato il passo giusto per me, anche se ovviamente sarei tornato subito perché credo nella squadra e nei giocatori”.

Spalletti?
“Spalletti è geniale. Mi ha sempre spiegato quello che mi faceva fare e lo stesso Antonio Conte. Non c’era niente lasciato al caso ed era tutto nell’ottica di far giocare meglio la squadra. Anche Ranieri diceva: ‘È meglio un’idea mediocre che fanno tutti che un’idea geniale che capiscono in quattro. Io assorbivo tutte le riunioni, quella di Spalletti me la mangiavo con gli occhi mentre c’era gente che sbadigliava. Mi piaceva, sono sempre stato appassionato di calcio sotto l’aspetto tattico. Mi piace capire cosa sta succedendo intorno a me”.

Un altro che ti ha influenzato?
“Ho avuto Luis Enrique quando era molto giovane. Ha cambiato tutto rispetto all’inizio, si è evoluto. Alla Roma mi spiegò ciò che andava di moda nel mondo, ovvero il Barcellona e ci spiegò perché dovevamo fare quei passaggi e quando farli. Mi sono sempre legato alla persona, alle spiegazioni che ti dava. Per me è stato illuminante, ha cambiato il modo di approcciarmi”.

Da chi prendi ispirazione?
“Siamo andati a guardare Maresca al Chelsea, ha qualcosa di geniale. Anche Iraola al Bournemouth, sia per il rapporto che c’è con Tiago Pinto sia per ciò che fa l’allenatore. C’è sempre la curiosità dietro questo. Poi non smetto di guardare Spalletti, Gasperini, Conte. In Italia ci sono tanti allenatori bravi. Italiano è quello che sta facendo meglio negli ultimi anni ed è uno che mi incuriosisce molto. Fabregas non è più una sorpresa, ma è una bella scoperta perché cambia di partita in partita e regala sempre uno spunto. Sarà una settimana faticosa di preparazione quando giocheremo contro il Como. Chivu che ha messo qualcosa di suo, poi c’è la stima per Allegri che magari fa un calcio un po’ diverso. Ma te la vuoi fare una domanda se quello sta sempre lì su? Ci sono allenatori che magari non vuoi copiare calcisticamente, ma vorresti copiare i suoi risultati. Il mio idolo è Guardiola, è il migliore”.

L’avventura al Genoa?
“Tutto molto affascinante. Non so quante squadre abbiano il centro sportivo che sembra la cappella Sistina. Dobbiamo essere bravi a non disperdere tutto questo”.

Parli con i giocatori che lasci in panchina?
“Renzo Ulivieri mi ha detto di non dare troppe spiegazioni perché poi ti vai a incartare. Ho avuto spiegazioni poco convincenti da alcuni allenatori. Nella parte finale della mia carriera ho fatto diverse panchine. Un allenatore mi disse: ‘Oggi non giochi con il Real Madrid perché domenica c’è l’Ascoli ed è più importante. Non dirò chi è, ho scambiato le squadre per non far capire. Resta comunque un bravo allenatore. Se mi dici le bugie mi incavolo…”.

Il tuo sogno era finire la carriera alla Roma?
“Sì, ma ero anche tanto curioso di vedere cosa c’era di fuori”.

Come hai reagito al mancato rinnovo?
“Non ho odiato così tanto smettere quanto avrei odiato trascinarmi in campo. Quando mi hanno comunicato alla Roma la decisione io lo avevo capito, si protraeva da troppo tempo. Giravi l’angolo e vedevi il dirigente che si girava subito per non incrociarti (ride, ndr). L’ho vissuto in maniera molto serena. Avevo paura del dopo, ma io ho chiesto di saperlo. Era l’elefante dentro la stanza, tutti ne parlavano ma io volevo saperlo. Ero curioso e poi volevo salutare i miei tifosi nonostante non sia un amante degli addii. Chiesi a Guido Fienga di dirmi le cose perché avrei voluto fare una conferenza stampa per ringraziare, salutare con un giro di campo. E lui mi disse che l’intenzione era non rinnovare il contratto. Avevo due alternative: provare a convincerli, ma a livello di dignità avrei perso parecchio. Non ti do la gioia di farmi vedere stramazzato sotto la Sud perché voglio rimanere. Volevo uscire con eleganza, rappresento un bel pezzo di Roma e del calcio italiano. Cosa mi cambiava un anno in più? Ero preparato perché avevo visto la fine della carriera di Francesco (Totti, ndr). Quando ha smesso era distrutto, ne ho parlato mille volte con lui e io non volevo stare così male. Ho provato a prepararmi, smettere di giocare a calcio è stata una botta anche per me. Io ho smesso e dopo due mesi c’è stato il Covid: smetti col calcio, smetti di uscire, smetti di vedere persone… Per un attimo mi sono chiesto cose stesse succedendo”. 

Hai ricevuto offerte dall’Italia dopo l’addio alla Roma?
“Io volevo vedere nell’almanacco solo la Roma accanto al mio nome. Mi chiamarono De Zerbi al Sassuolo e Montella alla Fiorentina. Non sarebbe stata una fine con il botto. Ma io non volevo giocare contro la Roma e sapevo che i tifosi non l’avrebbero presa bene. A qualcuno non è piaciuta nemmeno la scelta del Boca…”.

Calciomercato Roma: Disasi offerto al Barcellona, piace anche a Lione e Paris FC. Il centrale può lasciare il Chelsea solo a titolo definitivo (VIDEO)

Il direttore sportivo Frederic Massara vuole accontentare le richieste di Gian Piero Gasperini e tra i reparti da rinforzare nel corso della sessione invernale di calciomercato c’è la difesa. Uno dei nomi più caldi è certamente Axel Disasi, difensore in uscita dal Chelsea. La Roma però non è l’unico club interessato e, come rivelato da Fabrizio Romano, il calciatore è stato offerto anche al Barcellona: la società spagnola è alla ricerca di un centrale su richiesta dell’allenatore Hans-Dieter Flick in seguito all’infortunio di Andreas Christensen e all’assenza di Ronald Araujo, ma al momento sta valutando il profilo del classe ’98. Disasi però può lasciare il Chelsea soltanto a titolo definitivo e sulle sue tracce ci sono anche Lione e Paris FC.

Calciomercato Roma, previsti nuovi contatti per Raspadori: l’Atletico apre solo alla cessione in prestito con obbligo condizionato o a titolo definitivo (VIDEO)

La Roma continua a spingere per Giacomo Raspadori, uno degli obiettivi principali per rinforzare l’attacco nel corso della sessione invernale di calciomercato. Come riportato da Matteo Moretto, nelle ultime ore non si sono registrati contatti con l’Atletico Madrid. I Colchoneros non vogliono svendere l’attaccante e sarebbero disposti a lasciarlo partire solo in prestito con obbligo condizionato a determinate condizioni oppure a titolo definitivo. La società spagnola punta a recuperare i 22 milioni di euro spesi in estate e il club giallorosso potrebbe presentare una proposta con la formula del prestito oneroso (tra i 2 e i 4 milioni) con riscatto intorno ai 20 più bonus. Inoltre nei prossimi giorni sono previsti ulteriori contatti con l’obiettivo di avvicinarsi alla fumata bianca.

ORSI: “Con Zirkzee, Raspadori e Frendrup la Roma si rinforzerebbe molto” – TREVISANI: “L’olandese sarebbe un colpo straordinario”

In questa vigilia di Natale, si parla di mercato nell’etere romano. Così Nando Orsi sui possibili rinforzi giallorossi: “Con Zirkzee, Raspadori e Frendrup la Roma si rinforzerebbe molto: questi acquisti alzerebbero l’asticella per lottare anche sopra il quarto posto”. Questo invece il pensiero di Riccardo Trevisani su Zirkzee: “Forse non ci rendiamo conto di chi sia Zirkzee: gioca un calcio diverso dagli altri, sarebbe un colpo straordinario”

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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La Roma deve rinforzarsi, sarebbe un peccato se i Friedkin non intervenissero sul mercato. I giallorossi stanno andando ben oltre le aspettative di inizio stagione (XAVIER JACOBELLIRadio Radio, 104.5, Mattino Sport e News)

Zirkzee alla Roma? Sarei contento, non ci sarebbe più il problema del centravanti (ROBERTO PRUZZORadio Radio, 104.5, Mattino Sport e News)

Con Zirkzee, Raspadori e Frendrup la Roma si rinforzerebbe molto: questi acquisti alzerebbero l’asticella per lottare anche sopra il quarto posto… (FERNANDO ORSIRadio Radio, 104.5, Mattino Sport e News)

Dragusin? Giocatore medio. Frendrup è una sicurezza, Zirkzee non ha le caratteristiche di un bomber (MARIO MATTIOLIRadio Radio, 104.5, Mattino Sport e News)

Mercato invernale teso e con tante aspettative. Zirkzee? Ti aiuta nella manovra offensiva e ti può dare un’enorme mano (MATTEO CIRULLIManà Manà Sport Roma, 90.9)

I contrasti tra Gasperini e Massara? Non vorrei che diventassero la giustificazione per motivare le tre sconfitte in quattro partite (GABRIELE CONFLITTIManà Manà Sport Roma, 90.9)

Lo stadio della Roma è decisivo e fondamentale per il futuro del club (PIERO TORRIManà Manà Sport Roma, 90.9)

Forse non ci rendiamo conto di chi sia Zirkzee: gioca un calcio diverso dagli altri, sarebbe un colpo straordinario (RICCARDO TREVISANIManà Manà Sport Roma, 90.9)

Gli arrivi di Zirkzee e Raspadori rasserenerebbero tutto l’ambiente (RICCARDO ANGELINIManà Manà Sport Roma, 90.9)

Con le dichiarazioni post Juventus-Roma Gasperini ha fatto figli e figliastri… (MATTEO DE SANTISManà Manà Sport Roma, 90.9)

Il primo che mi aspetto a Trigoria tra Zirkzee e Raspadori è l’attaccante dell’Atletico Madrid (MARCO JURICManà Manà Sport Roma, 90.9)

Con Gasperini sono migliorati praticamente tutti i giocatori della Roma (DANIELE CECCHETTIManà Manà Sport Roma, 90.9)

Rizzitelli: “L’addio alla Roma? Fu come morire calcisticamente, avrei giocato anche gratis”

RADIO ROMANISTA – Ruggiero Rizzitelli, ex attaccante della Roma, è l’ospite del terzo episodio di “S.R.Q.R – Sono Romanisti E Quasi Romani” il podcast dell’emittente radiofonica a tinte giallorosse. Tra i vari temi trattati si è soffermato anche sulla stagione 1989/90: “Lo stadio Flaminio era il nostro catino perché senza la pista d’atletica il nostro pubblico è devastante. Avvertivamo la presenza dei tifosi già dal riscaldamento ecco perché non vedo l’ora che la Roma abbia il suo stadio. Ricordo la paura degli avversari che venivano a giocare in un ambiente così caldo. Quando giocavamo in casa, noi non sentivamo la fatica. Auguro a qualsiasi calciatore di scendere in campo con la maglia della Roma in un impianto così”.

Radice?
“Tutti sapevamo che Bianchi sarebbe arrivato nella stagione successiva, compreso Radice. Ma il mister si era talmente innamorato della Roma che a fine campionato non voleva firmare per nessun’altra società. Infatti, mentre ero in vacanza, mi chiamò il suo vice pregandomi di convincere Gigi a rassegnarsi all’idea”.

Il gol nel derby della stagione 1991/92?
“Arrivai su quel pallone pensando a tutti i romanisti che non avrebbero meritato lo sfottò dei laziali e così riuscii a staccare di testa e a pareggiare. Le partite con la Lazio le giocavo anche durante il sonno, visto che nel letto mi capitava di dare gomitate o simulare le mezze rovesciate per la disperazione di mia moglie che andava a dormire in un’altra stanza”.

L’addio alla Roma?
“Ebbi dei grandi problemi con Mazzone che su di me si era fatto un’idea sbagliata. Nel tempo ci siamo chiariti ma in quella stagione non c’era verso di avere un rapporto. Negli ultimi mesi, grazie all’intervento di Sensi, fui reintegrato in rosa e sfiorammo l’Uefa ma poi era impossibile proseguire insieme. Per me è stato come morire calcisticamente, ancora oggi mi fa male parlarne perché io avrei giocato per la Roma anche senza prendere una lira”.

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Trigoria, squadra al lavoro nella vigilia di Natale: Hermoso e Dovbyk parzialmente in gruppo. Bailey corre in campo e si allena a parte

La Roma di Gian Piero Gasperini continua ad allenarsi in vista della partita contro il Genoa, valida per la diciassettesima di Serie A e in programma lunedì alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico. Nel giorno della vigilia di Natale arrivano buone notizie per l’allenatore giallorosso: Mario Hermoso e Artem Dovbyk hanno lavorato parzialmente con il resto del gruppo. Leon Bailey, invece, si è allenato a parte e ha svolto della corsa in campo.

Friedkin sorride, il bilancio del 2025 della Roma chiude con un rosso di 54 milioni: è la perdita più bassa dal 2018/19

Grande notizia in casa Roma. Come rivelato dal portale, diminuisce la perdita della società giallorossa: il club ha chiuso l’esercizio al 30 giugno 2025 con un rosso a livello consolidato pari a 53.9 milioni di euro, in miglioramento di circa 27.5 milioni rispetto agli 81.4 milioni dell’anno precedente e si tratta della perdita più bassa dal 2018/19. I Friedkin prevedono un rosso anche in vista del prossima stagione, ma è atteso comunque un miglioramento. In totale, sotto la guida di Dan, la Roma ha accumulato perdite per 642.7 milioni.

(calcioefinanza.it)

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