Como-Roma è Fabregas-Gasp: in palio c’è un pezzo di Europa che conta

A Como passa la Champions, oggi alle 18.
Fabregas e Gasperini non si amano, dopo l’andata si ricorderà la polemica del tecnico della Roma sul possesso palla ai limiti dell’ostruzionismo del portiere Butez, hanno stili di gioco opposti, (…) eppure hanno numeri simili. Quelli della difesa: 21 gol incassati, secondo miglior reparto della serie A. E, quel che più conta, i punti in classifica: 51. Chi vince oggi prende una discreta spinta Champions anche rispetto alla Juventus. (…) Como in fiducia, cinque vittorie e due pari nelle ultime otto gare di serie A, davanti agli occhi anche la chance di una finale di Coppa Italia da conquistare. Dall’altra parte c’è una Roma in difficoltà ormai conclamata nelle scelte offensive. A Gasperini non resta che affidarsi a Malen: vicino a lui è ballottaggio tra Robinio Vaz (per lui sarebbe l’esordio dal primo minuto) ed El Shaarawy. Coppe comprese, Gasperini non vince in trasferta da cinque partite: trend da invertire, per inseguire il quarto posto.

(corsera)

Pisilli o Vaz: l’ultimo nodo da sciogliere. Malen cerca il gol contro il tabù trasferta

Como, Bologna e Lecce. La Roma in sette giorni si gioca una buona parte di stagione. Gasperini continua ad insistere sul fatto che la volata Champions si deciderà nel finale ma un ko oggi complicherebbe, e non poco, la corsa all’Europa che conta. “Dobbiamo rimanere quarti prima della sosta“, aveva detto il tecnico la settimana scorsa. (…) L’insostituibile Malen guida ancora l’attacco. Al Dall’Ara e stato il migliore in campo anche senza aver segnato, con lui Pellegrini. Servirà tutta la loro qualità per invertire il trend in trasferta: nelle precedenti dieci partite lontano dall’Olimpico sono state solamente tre le vittorie, l’ultima a Torino quasi due mesi fa. Da dicembre in poi solamente Genoa, Cremonese, Pisa e Lecce hanno fatto peggio. Cammino al contrario rispetto al girone d’andata nel quale erano arrivate quattro vittorIe di fila nelle prime giornate. Gli ultimi dubbi di formazione Gasperini li scioglierà in mattinata. Scalpita Robinio Vaz che a Bologna è entrato nel secondo tempo col piglio giusto ed ha contribuito a far cambiare volto alla squadra. (…) (l’alternativa potrebbe essere Venturino) e con lui in campo il numero sette giocherebbe sulla trequarti. Con il francese la staffetta a centrocampo sarà tra Pisilli (stanco dalle fatiche di Coppa) e Koné. (…) Il piano ‘B’, invece, è quello che porta alla coppia d’attacco composta da Malen e Pellegrini con Bryan alle loro spalle. Pronti ad entrare dalla panchina Zaragoza, El Shaarawy e Venturino. (…) Ancora out Soulé che punta al rientro dopo la pausa per le nazionali o al massimo per il Lecce. In difesa peserà e non poco l’assenza di Ndicka per squalifica. Dubbi anche sul pacchetto arretrato: Gasp vuole far riprendere il ritmo gara ad Hermoso in vista di giovedì. Se non dovesse farcela lo spagnolo spazio a Celik nei tre dietro con Mancini e Ghilardi. Wesley e Tsimikas sulle fasce. In caso contrario il brasiliano a sinistra e il greco fuori. A proposito di terzini: clamorosa decisione del Cesena (ottavo in Serie B) che ha affidato la panchina all’ex Roma Ashley Cole. Prenderà il posto di Mignani.

(Il Messaggero)

Siamo tutti in buone mani

IL MESSAGGERO (P. LIGUORI) – Avremo uno stadio nuovo, forse in coincidenza con il centenario. Intanto riempiamo e godiamoci l’Olimpico, soprattutto giovedì, quando la partita sarà da dentro o fuori. Ma oggi prima di cena giochiamo una sfida fondamentale a Como e, a proposito di stadi, lo faremo in un piccolo impianto di bambole, con vista lago, ma contro un avversario tostissimo, il che dimostra che l’abito non fa il monaco. Lo sa benissimo Gasperini, che partendo da Bergamo, ha vinto una Coppa Europea ma la sua Roma attuale è imprevedibile. imprevedibile. E il grande merito, al netto degli infortuni e delle assenze, è lo spirito di squadra che abbiamo visto in campo. GPG ha meriti grandissimi per aver salvaguardato ll tono e la coesione dell’ambiente, basta una frase, per capire: “Pellegrini, lasciatelo stare“, ha risposto a osservazioni superflue dopo la partita. Lorenzo sbaglia, o risolve, come tutti gli altri l’allenatore lo valuta meglio di tutti noi e soprattutto non rinuncia ad un tassello diventato importante con l’aria che tira, con tre attaccanti fuori gioco quasi del tutto e due giovani esordienti nella Roma non ancora abbastanza rodati. Sbaglia Gian Piero? Con i suoi metodi, Pisilli sta diventando una colonna aspettiamo cosa succederà con Vaz e Zaragoza, ma già abbiamo alcuni esempi con Celik, Hermoso, Ghilardi e Tsimikas. Sono cresciuti, come piante ben curate. Gasperini non lascia nessuno da parte. E questa fiducia ha creato un clima nel quale giocatori come Svilar e Malen sono arrivati ad essere celebrati anche fuori dalla Roma. Oggi, però, c’è la giovane legione di Fabregas, uno che difficilmente sbaglia una partita, la velocità delle ripartenze lariane che hanno fatto male a tutti. È scontato che l’allenatore abbia chiesto il massimo di attenzione che in qualche finale é mancato, portando al pareggio vittorie che sembravano acquisite. Ha influito certamente anche la cattiva sorte di alcune deviazioni imprevedibili, però quella traversa del Bologna alla fine della serata di giovedì mi ha fatto sorridere: finalmente, ho pensato come tanti altri. Ma nel calcio, caso e sfortuna sono rari, oltre all’attenzione conta la motivazione, e la nostra oggi deve essere per forza superiore a quella del piccolo ma ricchissimo
Como. Forza oggi, regaliamoci una cena felice e tanto ottimismo per giovedì: siamo una squadra europea.

Cesc contro Gasp: la resa dei conti

Eccole, due squadre uguali per punti, 51, e per reti subite, 21. Con mentalità offensiva, sviluppata su principi diversi, e su uomini, almeno fino a gennaio, con qualità differenti. Il Como ha messo a segno 46 reti, la Roma 38, ma da quando c’è Malen il trend è cambiato e la pericolosità ora è simile a quella dei lariani. Fabregas e Gasp sono alla resa dei conti, oggi pomeriggio, si ritrovano faccia a faccia dopo la partita di andata all’Olimpico, vinta dalla Roma con fatica, grazie a una rete di Wesley, che l’ha portata a + 6 dai lombardi. Entrambe – prima del previsto – cercano il sorpasso Champions. Il Como ha un organico invidiabile, fatto di giovani e vecchi talenti, tutti scelti da Cesc; (…) la Roma si arrangia da un po’e là davanti è con gli uomini contati, e nemmeno tutti adatti al calcio di Gasp. (…) Fabregas e Gasperini (tre i precedenti, due vittorie per il romanista, una per lo spagnolo).
Due tecnici moderni sì, pur avendo vissuto generazioni calcistiche diverse: (…) comunicazione con zero tratti comuni. Fabregas ha una parola buona per tutti, un po’ come Guardiola, il suo mentore o come era abitudine di Liedholm; Gian Piero è un bambino senza freni. (…) Fabregas è diplomatico, amico di tutti, ma si arrabbia pure, vedi quando gli si rimproverava di aver perso con il Milan dopo quella mole di gioco prodotta. Guai mettere in discussione il tiki taka. Ma di solito mostra sempre un lato elegante, buonista più che buono. Anche Gasp, in qualche modo, era stato critico nei confronti del suo giovane rivale, quando parlò del calcio che si fa partendo dall’uso sistematico, e ossessivo del portiere, con riferimento a Butez, numero uno del Como: un gioco orizzontale o all’indietro, lui ama la verticalità, la ricerca continua degli spazi avversari più che della palla. (…) Di sicuro, c’è un qualcosa in cui Gasp vuole/vorrebbe essere Fabregas: nella disponibilità economica e nella possibilità di scelta diretta dei calciatori. nel decidere anche cose extra campo, forse ci si arriverà. (…) La Roma avrebbe bisogno di calciatori come Paz, come Perrone, Fabregas non ha bisogno di nulla, ha fatto a meno di Diao e nessuno se n’è accorto, fa affidamento su un calciatore in difficoltà come Morata ma verso di lui mai una parola storta. Il suo Como vola verso la zona Champions, bruciando le tappe, così come vorrebbe fare la Roma, programmata per grandi traguardi ma a tempo. L’ambizione di Gasp va oltre, nonostante abbia un gruppo di calciatori non proprio nella lista dei suoi desideri. E se non avesse regalato quel pari alla Juve, oggi il Como inseguirebbe e la Roma sarebbe già distante. (…) La deputata storica per il quarto posto è la Juve. Gasp e Fabregas sono gli intrusi. Almeno su questo, viaggiano sullo stesso binario.

(Il Messaggero)

Dubbio Perrone, Convocato Diao. Sinigaglia pieno

Sinigaglia tutto esaurito per la sfida di Champions contro la Roma. Biglietti polverizzati già a inizio settimana. Fabregas conta molto sul calore della sua gente, l’effetto “Bombonera” lo chiama, in riferimento al famosissimo stadio del Boca di Buenos Aires.
L’anno scorso in casa Fabregas vinse 2-0 con gol di Gabrielloni e Paz., entrambi nel recupero: sulla panchina giallorossa sedeva Claudio Ranieri. (…) Contro Gasperini, Fabregas viene da due sconfitte, cocente quella nell’andata all’Olimpico in cui lo spagnolo perse per infortunio anche Diao e
Addai. Il senegalese potrebbe essere il protagonista della sfida. Le motivazioni non gli mancano: in questa stagione ha giocato con il contagocce a causa dei muscoli di cristallo. Vuole ritornare a essere decisivo. (…) All’ala destra il favorito è Vojvoda, dall’altro lato sorprenderebbe la rinuncia a Baturina, l’uomo più in forma: in gol a Cagliari e nel 2026 altre tre volte, compresi tre assist. In dubbio l’impiego dall’inizio di Perrone dopo la brutta botta presa a Cagliari. L’argentino si è allenato con più intensità nel corso della seconda metà della settimana e il fatto che sia stato convocato alza la percentuale di vederlo titolare. Il suo sostituto naturale in mezzo al campo è Sergi Roberto. Ma occhio anche all’arretramento di Baturina con Jesus Rodriguez alto a sinistra.

(gasport)

Scintille, idee e bel gioco: tra Fabregas e Gasperini è un duello di carattere

Non sono mai sfide banali, e questo già si sapeva. Oggi però va aggiunto che entrambi stanno lottando per l’entrata in Champions, che porta prestigio e tanti milioni. Superati ieri dalla Juve al quarto posto, Cesc Fabregas e Gian Piero Gasperini, 51 punti a testa, reciteranno sul palcoscenico logoro del Sinigaglia un copione caratterizzato da complimenti, stoccate e differenze. (…) Gasp è avanti 2-1. Tante carezze alla vigilia, poi irritazioni che colorano il seguito. All’andata prevalse la Roma: il Como venne soffocato dalla pressione giallorossa, costretto troppo spesso al lancio del portiere per togliersi le catene che Gasp aveva messo su ogni comasco. Gli fu concessa la miseria di un solo tiro in porta e Fabregas non digerì il metodo:
Troppi duelli uomo contro uomo, falli, simulazioni. In Italia si perde tanto tempo e non c’è spazio per giocare, noi lavoriamo tanto sulla creazione di gioco, ma oggi abbiamo fatto poco, pochissimo. Roma molto fisica, più fisica di noi“. Finì anche con lo spagnolo e Mancini stretti in una presa al collo non troppo amichevole. (…)
Calclo o calcetto? Gasperini aspettò qualche giorno, ma non si tirò indietro: “Del calcio di oggi non mi piace questo ricorrere sempre al portiere. L’altra cosa che mi piace meno è il tempo con cui gioca, il Como contro l’Inter ha avuto per 51 volte il pallone tra i piedi di Butez. Questa roba non piace alla gente, il calcio vuole dire giocare in avanti e non indietro. Ma che possesso palla è così? La gente vuole vedere contrasti, dribbling. Così diventa calcetto, che è brutto da vedere. Quando vedo il portiere che tiene il pallone per 15-20 secondi mi dispiace. Il Como ha giocatori fantastici, mi piace più vederla tra i piedi di quelli“.Come detto, lui all’Olimpico aveva evitato con il pressing il possesso palla prolungato di Butez. Cesc venne sondato dalla Roma, che, non ricambiata, poi virò su Gasp. (…) Un modo di vedere il calcio in maniera diversa, perché Gasperini è stato considerato un innovatore per come ha modernizzato concetti antichi, come ammesso dallo stesso ammiratore/rivale: “Gasperini si basa sull’uomo a uomo a tutto campo difensivamente, noi non lavoriamo così. Ma mi piace tanto come lo fa, perché i giocatori lo fanno al meglio. Offensivamente fanno l’opposto, portano tanta gente fuori, con il centrocampo spesso vuoto mentre a noi piace la densità“. Parole alla vigilia del primo incrocio, un anno e mezzo fa, quando il Como passò a Bergamo 3-2. Fu la prima vittoria in A del nuovo Como, dopo 21 anni e 4 mesi dall’ultima. Ma nel ritorno risultato opposto: 2-1 per Gasp. E Fabregas a lamentarsi: “C’è stata un po’ di tensione. A me dicono che non devo parlare con gli arbitri, ma lui lo fa sempre. Va bene che siamo il Como, ma ci vuole imparzialità e rispetto. C’è una panchina che ha sempre ur-lato, una squadra che nel finale perdeva tempo e l’arbitro lo ha sempre lasciato fare“. (…) Nelle ultime quattro partite disputate, quindi recupero con il Milan compreso, il Como ha mangiato cinque punti alla Roma. (…) Tra un impegno europeo con il Bologna e l’altro, Gasperini oggi è alle prese con la solita emergenza in attacco, mentre dietro recupera Mancini ma perde Ndicka. Anche il Como, come i giallorossi, può esibire la seconda miglior difesa del torneo (21 gol, uno in più del Milan), ma ha segnato 8 reti in più. E a Cagliari, nella terza vittoria consecutiva, ha dimostrato di saper cogliere i tre punti anche senza dominare o incantare. No, non sarà una sfida banale.

(gasport)

Malen è isolato. Il tecnico pronto a lanciare Vaz

Qualche dubbio Gasperini ce l’ha, esattamente come una tentazione. Perché se dietro l’assenza per squalifica di Ndicka sarà una mancanza pesante, davanti c’è da capire come dare la maggior assistenza possibile a Malen, sembrato sempre troppo solo nelle ultime uscite. Ed allora una soluzione prevede la possibilità di far giocare un po’ più alto Pellegrini, con Cristante schierato come trequartista centrale e dando cosi spazio soprattutto ai giocatori di consolidata esperienza per una partita che può essere decisiva in chiave-Champions. L’altra, invece, riguarda la tentazione, appunto: le due punte pure, con il giovane Vaz al fianco dell’attaccante olandese. (…) Nel caso in cui l’allenatore della Roma dovesse quindi propendere per questa seconda opzione, a lasciare il posto alla punta francese sarebbe Niccolò Pisilli, con Cristante che invece scivolerebbe in mediana e Pellegrini a fare il trequartista, esattamente come al Dall’Ara. Il tutto, ovviamente, sempre che Koné non riaccusi alcun problema muscolare. (…) Ma a meno di clamorosi colpi di scena Koné sarà in campo, troppo importante la sua presenza in una partita che può decidere molto del futuro vicino e lontano della Roma. Dietro, infine, Mancini dovrebbe scivolare al centro al posto di Ndicka, con Ghilardi a destra ed Hermoso (che domani si occuperà da vicino di Paz, com all’andata) a sinistra a fare i due braccetti. L’alternativa, in caso, è l’inserimento di Ziolkowski al centro, con Mancini tenuto nella sua zona abituale, a destra, al posto dello stesso Ghilardi.

(gasport)

I VOTI DEGLI ALTRI – Svilar “Svelto come una lepre”, Zaragoza “Non si vede”. Pellegrini “C’è e lotta”, Gasperini “Azzecca i cambi”

La Roma pareggia a Bologna in una partita caratterizzata da una grande intensità e da molti duelli. Dopo esser passata in svantaggio, grazie alla rete di Bernardeschi al 50′, ed un primo tempo giocato senza creare particolari problemi alla squadra di Italiano (l’unica occasione è quella di Zaragoza) la Roma ha iniziato a spingere producendo diverse palle gol, soprattutto con Malen, che, però, è stato fondamentale, dopo la palla recuperata da Cristante nel servire Pellegrini, autore del pareggio giallorsso. Giusto l’1-1 tutto sommato, con il doppio confronto che sarà deciso all’Olimpico. Il più positivo tra i capitolini è Mile Svilar (6.85), decisivo, come al solito, pronto a chiudere la saracinesca in più occasioni, ma che rischio nell’ultima uscita su Vitik: “Svelto come una lepre nelle letture, stratosferico in quel volo plastico sul tiro a giro di Bernardeschi e nell’immolarsi con il corpo per fermare Pobega.” (Il Corriere dello Sport). Bocciatura pesante per Bryan Zaragoza (4.92), entrato nella cronaca della partita per il solo tiro sbagliato nel primo tempo, quasi invisibile: “La palla che riceve da Malen dopo 20 minuti di nulla meritava un altro finale: da quella posizione almeno la porta va inquadrata. Per il resto non si vede: mai un dribbling o un’accelerazione. La sua partita dura un tempo.” (Il Messaggero). Si Riscatta Lorenzo Pellegrini(6.78), dopo la brutta prestazione con il Genoa si fa trovare al momento giusto nel posto giusto: “Dentro nella mezz’ora conclusiva, trova il modo di farsi perdonare dell’erroraccio genovese firmando il preziosissimo pareggio e servendo a Malen l’assist del possibile 2-1. Ogni volta che sembra cadere irrimediabilmente, Lollo c’è. E lotta insieme a noi.” (Il Romanista). Bene anche Gian Piero Gasperini (6.21), l’undici iniziale desta qualche dubbio, ma non sbaglia i cambi e rimette in carreggiata la Roma: “Strappa un pari in un momento delicato, tra assenze pesanti e giocatori scossi dagli ultimi risultati. La sua Roma ha il pregio di non mollare mai, anche se da punto di vista del gioco c’è da fare qualche riflessione, in entrambe le fasi, con la difesa che in particolare sembra avere dei pesanti blackout. Azzecca i cambi, aggiustando le pecche iniziali.” (Il Tempo).

LA MEDIA VOTI DELLE PAGELLE DEI QUOTIDIANI (La Gazzetta dello Sport, Il Messaggero, Il Corriere dello Sport, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Tempo, Il Romanista)

Svilar 6.85
Celik 5.00
Ndicka 6.50
Ghilardi 5.78
Wesley 6.00
El Aynaoui 5.28
Pisilli 6.14
Rensch 5.35
Cristante 6.50
Zaragoza 4.92
Malen 6.92

Vaz 6.07
Tsimikas 5.92
Pellegrini 6.78
Hermoso 6.07

Gasperini 6.21


LA GAZZETTA DELLO SPORT

Svilar 7
Celik 5.5
Ndicka 6.5
Ghilardi 6
Wesley 5.5
El Aynaoui 5.5
Pisilli 6
Rensch 5.5
Cristante 6
Zaragoza 4.5
Malen 7

Vaz 6
Tsimikas 6
Pellegrini 7
Hermoso 6

Gasperini 6


IL MESSAGGERO

Svilar 7
Celik 5
Ndicka 6
Ghilardi 6
Wesley 6
El Aynaoui 4.5
Pisilli 6
Rensch 5
Cristante 6.5
Zaragoza 4.5
Malen 6.5

Vaz 6
Tsimikas 6
Pellegrini 7
Hermoso 6

Gasperini 6


CORRIERE DELLO SPORT

Svilar 7
Celik 5
Ndicka 6.5
Ghilardi 5.5
Wesley 6.5
El Aynaoui 6
Pisilli 6.5
Rensch 5
Cristante 6
Zaragoza 5
Malen 7.5

Vaz 6
Tsimikas 6
Pellegrini 7
Hermoso 6.5

Gasperini 6.5


CORRIERE DELLA SERA

Svilar 7
Celik 4.5
Ndicka 6.5
Ghilardi 5.5
Wesley 6
El Aynaoui 5
Pisilli 6
Rensch 5.5
Cristante 7
Zaragoza 5
Malen 7.5

Vaz 6.5
Tsimikas 6
Pellegrini 6.5
Hermoso 6

Gasperini 6.5


LA REPUBBLICA

Svilar 7
Celik 5
Ndicka 6.5
Ghilardi 6
Wesley 5.5
El Aynaoui 5
Pisilli 6
Rensch 5
Cristante 6.5
Zaragoza 5
Malen 6.5

Vaz 6
Tsimikas 6
Pellegrini 7
Hermoso 6

Gasperini 6


IL TEMPO

Svilar 6.5
Celik 5
Ndicka 6.5
Ghilardi 5.5
Wesley 6
El Aynaoui 5.5
Pisilli 6
Rensch 5.5
Cristante 6.5
Zaragoza 5
Malen 6.5

Vaz 6
Tsimikas 5.5
Pellegrini 6.5
Hermoso 6

Gasperini 6


IL ROMANISTA

Svilar 6.5
Celik 5
Ndicka 7
Ghilardi 6
Wesley 6.5
El Aynaoui 5.5
Pisilli 6.5
Rensch 6
Cristante 7
Zaragoza 5.5
Malen 7

Vaz 6
Tsimikas 6
Pellegrini 6.5
Hermoso 6

Gasperini 6.5

Gasp si aggrappa ancora a Malen l’assist per Pellegrini salva la Roma

Con due sterzate stava vincendo la partita. Da solo. Due semplici cambi di direzione che hanno mandato in tilt la difesa del Bologna. Ma la stella polare romanista Donyell Malen, questa volta, ha fatto il miracolo a metà: ispirando il pareggio di Pellegrini ma stampando sul palo il possibile gol della vittoria. Alla fine al Dall’Ara finisce 1-1, con Roma e Bologna che si danno appuntamento alla prossima settimana. (…) Per gli uomini di Gasperini è anche un grande sospiro di sollievo. Un pareggio, in rimonta, che rimette in piedi la qualificazione dopo l’iniziale svantaggio firmato Bernardeschi. O meglio, finalizzato dall’attaccante italiano ma pensato e costruito da Jonathan Rowe, ala sinistra di piede destro che per settanta minuti ha fatto impazzire la difesa giallorossa. Rowe, sinistro di piede destro. Sì, esattamente quel tipo di giocatore che la Roma rincorre da sei mesi e che ha portato ad acquistare nelle ultime ore del mercato di gennaio Zaragoza. (…) Talmente evanescente da far ripensare a Gasp il modulo scelto ad inizio partita. Fuori lo spagnolo, dentro Vaz. Rowe, dicevamo. Pensare che poteva essere un giocatore della Roma. Bloccato in estate dal club giallorosso in attesa che Sancho prendesse una decisione. Prestito con riscatto dal Marsiglia: era tutto deciso. Ma da Trigoria il semaforo verde non è mai arrivato. (…) Sliding doors. Che Pellegrini spera di aver riaperto con il gol del pareggio. Una risposta alle ultime opache prestazioni e forse una promessa per il futuro, tutto ancora da decifrare. Facendo quello che gli chiede Gasp. Assist e gol, da aggiungere a quelli di Malen. Perché senza Dybala, Soulé, Dovbyk e Ferguson, con Vaz ancora acerbo, Zaragoza e Venturino non giudicabili, l’attacco della Roma è tutto sulle spalle dell’olandese. E del numero 7. La miglior seconda punta a disposizione.

(La Repubblica)

Bologna s’illude, Roma sorride l’euroderby lascia aperto il finale

deciderà all’Olimpico giovedì prossimo l’euroderby tutto italiano (anche nei marcatori a referto) dopo un primo round equilibrato e divertente. (…) La Roma senza la sua qualità argentina si è aggrappata ai soliti pragmatici senatori italiani Cristante e Pellegrini, autore del pareggio, mentre il Bologna più fantasioso in attacco, quanto fragile in difesa, ha spolverato per il ct Gattuso un Bernardeschi mvp scintillante come ai bei tempi e non solo perla rete dell’1-O. Si può rinunciare a uno così in uno spareggio mondiale? Meglio come gioco i rossoblù nella ripresa e nel finale, ma gli errori individuali nelle due aree sono stati pagati cari assai e la Roma non ha rubato niente approfittandone. La squadra di Italiano in Europa dà il suo meglio: 6 vinte, 4 pareggiate e solo una sconfitta a settembre. Non giocava una partita così intensa da tre mesi, ma non è bastato. “Fossimo stati questi da gennaio avremmo vinto più partite – è il commento di Italiano -, ottima prestazione, grande partita di Bernardeschi, potevamo raddoppiare e come sempre paghiamo ogni mezzo errore. La sfida è aperta, ce la giocheremo“. “Pareggio giusto – ha detto invece Gasperini – . Al ritorno l’arbitro non concederà tutto quello che è stato concesso al Bologna e avremo lo stadio dalla nostra“. Ma dell’arbitro s’è lamentato pure Italiano: “Ha consentito a Ndicka di giocare troppo sporco“. (…) Gasperini ha dovuto rinunciare a sei uomini mentre Italiano li aveva tutti. Nel primo tempo il Bologna ha avuto due grosse occasioni con Bernardeschi mentre Zaragoza ha sciupato quella romanista e non è riemerso dall’intervallo. Il numero 10 invece al 1‘ non ha trovato la palla sull’assist di Rowe davanti a Svilar che al 44‘ è volato sul suo sinistro rotante dal limite. La squadra di Italiano per 45 minuti ha faticato molto a costruire dal basso, ricorrendo a tante pallonate lunghe sulle quali Castro-Ndicka e Rowe-Celik hanno animato i loro match di wrestling senza esclusione di colpi. (…) I due migliori rossoblù hanno confezionato l’1-0 al 4‘ della ripresa: slalom speciale tra tre paletti giallorossi di Rowe e scarico per il mancino griffato di Bernardeschi. Il Bologna non ha affossato una Roma confusa e puntuale è arrivato l’harakiri a spianare l’1-1 di Lorenzo Pellegrini, appena entrato: patetico stop mancato di Joao Mario, scippato da Cristante, mischione con Malen, Freuler e Skorupski e rete a porta vuota di Pellegrini vivisezionata dal Var. E c’è mancato pochissimo che la Roma non raddoppiasse con Malen murato da Casale e autopalo di Lucumi.
Assalto rossoblù inutile alla fine con traversa di Vitik di testa e due botte fuori di Pobega e Freuler.

(La Repubblica)