IL TEMPO (T. CARMELLINI) – Alla fine per come si era messa a un certo punto la stagione almeno la Roma è riu-cita a limitare i danni. L’Europa League è un obiettivo che fa bene al club sicuramente, ma chela anche aumentare il rammarico per quello che poteva essere e non è stato: non andare in Champions per un solo punto è stato davvero un peccato. Ma è chiaro che la Roma ha pagato una prima parte di stagione da dimenticare complice anche, o forse sarebbe meglio dire soprattutto, l’impasse del club dal punto di vista dirigenziale,. L’addio «ritardato» della Ceo greca ha di fatto condizionalo l’avvio di stagione: De Rossi mandato via dopo appena quat-tro partite (e due giorni dopo cacciata anche lei che con Daniele non aveva mai legato,anzi) per prendere poi furie. Due scelte scellerate che la Roma ha pagato a caro prezzo e che solo il miracolo di Ranieri è riuscito a mascherare seppur pure in parte. Ecco la scelta del tecnico testaccino è una delle cose che questa società adesso può rivendicare. Qualcuno quando era uscito il suo nome aveva storto il naso non tanto per le sue indiscusse qualità, quanto per l’età, per i modi troppo pacati. Insomma a qualcuno non era sembrato l’uomo giusto. E invece è stato proprio il contrario, il lavoro di normalizzazione di Ranieri era proprio ciò che serviva in quei momento alla squadra che piano piano si é rialzata giocando un girone di ritorno incredibile con diciannove risultati utili consecutivi interrotti solo nel finale purtroppo proprio nello scontro diretto Champions con l’Atalanta. Per il resto la Roma che Ranieri ha lasciato insieme al suo mandato da allenatore ha fatto un percorso quasi netto: pazzesco. Ma ora viene il momento più dfficile, perché sostituire «Mister Claudio,. dopo i mille attestati di stima del popolo giallorosso, sarà tutt’altro che facile, perché bisognerà fare una scelta che non sia solo emotiva. Serve trovare l’uomo giusto dal punto di vista tecnico-tattico senza farsi influenzare dal contesto nel quale il nuovo allenatore verrà a lavorare. Il totonomi già impazza sull’etere romano e tra i tifosi ognuno spara il suo preferito o professa conoscenze in grado di anticipare il nome del futuro allenatore. Il «mi ha detto mio cugino che c’ha un amico che lavora da… che prendono…» è al momento lo sport più praticato in città. Fate il vostro gioco, o meglio il vostro nome!
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Pressing su Fabregas, incontro col Milan per Saelemaekers
IL TEMPO (L. PES) – Il futuro è ancora tutto da scrivere, dal campo alla panchina. Prosegue il pressing della Roma per portare Fabregas in giallorosso mentre a Milano va in scena il primo incontro col Milan per sbloccare l’affare Saelemaekers. I giallorossi, forti di un accordo verbale col tecnico spa-gnolo, spingono con il Como per liberare l’ex centrocampista ma la resistenza del club lariano sembra irremovibile. Fabregas ha un contratto fino al 2028 ma da Trigoria è arrivata un’offerta economicamente importante che ora anche in riva al lago sono pronti a pareggiare. Il tecnico, al contrario di quanto spera la Roma, non vuole forzare la mano visti i buoni rapporti e le azioni che possiede. An-che perché lo spagnolo, do-po aver ricevuto anche la corte del Bayer Leverkusen (ieri i tedeschi hanno ufficializza-to ten Hag) ora potrebbe an-che attendere novità da Milano, sponda Inter, qualora Inzaghi dovesse accettare la ricca proposta araba. I nomi passano e i tifosi attendono con ansia sempre maggiore un annuncio che, salvo nomi a sorpresa tenuti nascoti, potrebbe ancora aver bisongo di qualche ora. Intanto ieri a Casa Milan una elegazione giallorossa composta da Ghisolfi, Ricchio, Vitali e l’agente Riso ha incontrato il neo ds rossonero Tare. Sul piatto il cartellino di Saelemae-kers che la Roma vuole tratte-nere. La prima richiesta del Milan è alta, ma filtra fiducia sul buon esito della trattativa con le parti che si aggiorneranno a breve per muovere passi concreti. La presenza di Riso, inoltre, apre all’ipotesi di inserire anche altri calciatori nell’operazione che perà non comprenderà Abraham, che tornerà nella Capitale dopo la stagione negativa a Milano.
Le pagelle della Roma. Svilar, Mancini e Konè tra i migliori. Male Hummels
IL TEMPO (L. PES) – Ranieri 9 – Grazie. La parola che tutti almeno una rivolta in questi mesi hanno rivolto a Ranieri. Ha preso la squadra a due punti dalla Serie B e l’ha portata a lottare per la Champions fino all’ultima giornata. Miglior rendimento del 2025 in Serie A e gli inciampi nelle coppe, ma Ranieri ha compiuto una vera e propria impresa.
Svilar 8 – La stagione della consacrazione. Parate prodigiose quasi ogni partita e un carisma da leader del gruppo. Diciannove clean sheet tra campionato e coppe per un portiere davvero determinante. Ora sul tavolo c’è il rinnovo: i tifosi lo amano e il club ha l’obbligo di blindarlo. Saracinesca.
Mancini 7.5 – Dopo Svilar è il migliore dell’anno. Rendimento alto e costante abbinato a una leadership da capitano vero.
N’Dicka 7 – Sempre presente, tutti i minuti. Qualche imprecisione ma nel complesso un’annata molto positiva per l’ivoriano.
Hummels 5 – Grave l’errore nella notte di Bilbao, così come quelli fatali a San Sire in Coppa Italia. Arrivato tardi e accantonato da Juric, aiuta la squadra all’arrivo di Ranieri, poi niente più.
Hermoso 4.5 – Un addio senza rimpianti, arrivato per dare una mano ma mai davvero in condizione.
Celik 6.5 – Una delle rivelazioni della stagione. In difficoltà nella prima parte, efficace con Ranieri che lo riscopre nel ruolo di difensore di destra.
Angelino 7 – Motorino instancabile e goleador, lo spagnolo è stata la freccia più incisiva della rosa giallorossa abbinando qualità nelle scelte a un apporto atletico importante.
Saud 5.5 – Non lascia il segno se non per il gol al Braga e qualche sorriso sparso. Serviva altro in quel ruolo.
Paredes 6 – Alti e bassi e la testa a volte altrove. Il feeling con Juric non sboccia mai ma con Ranieri ritrova centralità salvo poi perdere il posto nel finale di stagione.
Cristante 6.5 – In crescendo dopo l’infortunio che gli ha fatto saltare oltre due mesi di stagione. Vicino all’addio sia ad agosto che a gennaio, si è ripreso la maglia da titolare nell’ultima parte.
Koné 7.5 – Il centrocampista che mancava da anni. Strappi, fisicità e intensità. Non un goleador ma l’uomo ovunque che ha cambiato il volto della mediana giallorossa. Il miglior acquisto del mercato.
Pisilli 6 -Prima stagione «da grande» con qualche acuto a tanta fiducia, soprattutto all’inizio. Ha meno spazio con i giallorossi fuori dalle coppe ma il futuro è suo. Tecnica da affinare.
Pellegrini 5 – La stagione peggiore. L’unico acuto col gol nel derby poi tante prove anonime e, soprattutto, tanta panchina. Chiude con un brutto infortunio e l’operazione. Futuro in bilico.
Zalewski 4.5 – Tanti errori, gravi, poi l’addio dopo una telenovela tra contratto e cessioni mancate.
Saelemaekers 7 – L’arma in più di Ranieri. Si fa male subito ma al suo rientro mette in evidenza le sue qualità. Sette gol e vivacità al servizio della squadra.
Soulé 7 – Stella in ascesa e grande protagonista della primavera giallorossa. Un talento puro che ha avuto bisogno di tempo per ambientarsi salvo poi trascinare la squadra nei momenti cruciali.
Baldanzi 5.5 – Troppo poco per la sufficienza. Ingressi dalla panchina spesso positivi ma mancano gol e assist.
El Shaarawy 5.5 – Sempre meno in evidenza e quasi mai incisivo in una stagione da riserva.
Shomurodov 6 – Rivitalizzato da Ranieri che se lo è tenuto nel mercato invernale e gli ha concesso spazio e fiducia.
Dybala 6.5 – Dall’addio alla rinascita fino allo stop definitivo. Stagione particolare per la Joya, anche lui riportato alla luce da Sir Claudio. Notte da sogno col Porto e poi l’infortunio.
Dovbyk 5.5 – Stagione controversa per l’ucraino. I numeri sono discreti ma le prestazioni poco convincenti. Spesso isolato manca di quella cattiveria sia nei duelli che nell’area piccola.
De Rossi sv – Cacciato dopo appena quattro giornate dove sicuramente le cose non andavano bene (appena 3 punti) ma le attenuanti erano tante. Un progetto triennale sbandierato per mesi lasciato naufragare in 360 minuti. Chissà come sarebbe andata…
Juric 4 – Un disastro dall’inizio alla fine. Due mesi di stagione gettati al vento tra umiliazioni e un identità perduta. Una scelta fatale.
È gelo con Svilar: il portiere ha chiesto la cessione
La Roma continua ad andare in pressing sul Como per liberare Cesc Fabregas. È lui il prescelto dalla società giallorossa, il nome giusto per il post Claudio Ranieri. Ma per ora il club lombardo fa muro. Nessuna apertura a una trattativa: Fabregas resta a Como, il messaggio è chiaro. Nelle ultime ore il presidente Mirwan Suwarso ha promesso un rilancio per blindare l’allenatore spagnolo, pareggiando l’ingaggio da 5 milioni più bonus promesso dalla Roma. (…) Le ore intanto passano e nonostante le rassicurazioni di Ranieri, la Roma non ha ancora l’allenatore per la prossima stagione. C’è una preferenza che, per adesso, si scontra con la realtà. L’alternativa resta sempre Gian Piero Gasperini, ancora in dubbio se continuare l’avventura a Bergamo. (…) Dopo il no del Como per Fabregas, a Trigoria è definitivamente esploso il caso Svilar. Il calciatore ha comunicato al club e a Ranieri, in un incontro privato, la volontà di andare via. Una decisione maturata dopo le promesse non mantenute dal club. Nell’ultimo incontro tra il ds Ghisoffi e l’agente del calciatore la richiesta era stata chiara: «Fateci sapere cosa volete fare: rinnovo o cessione». La risposta non c’è mai stata né con una proposta contrattuale né con un’indicazione sul futuro, in attesa di capire a quale competizione avrebbe partecipato il prossimo anno la Roma. (…)
(La Repubblica)
RANIERI: “De Rossi andava aiutato, ha avuto incomprensioni ma non con i Friedkin. Pellegrini? Non so cosa gli sia successo, mi auguro possa liberarsi”
RAI 2 – Prima intervista dopo aver terminato la carriera di allenatore per Claudio Ranieri, che a ‘Novantesimo minuto’ ha ripercorso le tappe importanti della sua carriera e parlato del suo futuro. Queste le sue parole:
Sul suo tempo a Napoli?
“A Napoli ci sono stato il primo anno dopo Maradona. Dissi a Ferlaino che c’era un giocatore forte con noi: ‘Io punto su Zola’. I fatti, poi, mi hanno dato ragione”.
È questa l’ultima intervista da allenatore?
“È la prima da non allenatore!”.
Quindi non allenerà mai più?
“Mai più. Credo sia giusto. L’anno scorso ero sicuro di aver smesso e di stare tranquillo: avevo chiuso in bellezza, mi sembrava il finale giusto. Poi ci sono state richieste per farmi tornare in panchina. Lì inizi a pensare: ‘Perché mi chiamano?’. Ho detto: ‘Se mi chiamano Cagliari o Roma, vado’. Poi, a un certo punto, la Roma mi ha chiamato. Sono venuto volentieri, ma mi dispiaceva. Per me questa è mamma Roma, perché sono nato e sono sempre stato romanista. Cagliari è qualcosa di meraviglioso, un trampolino di lancio. Sono tornato lì dopo tanti anni e li ho riportati in Serie A. Dire: ‘Roma mamma e Cagliari moglie’ è la cosa giusta”.
Ha avuto due gare d’onore, una a Cagliari e una Roma…
“Sono un uomo fortunato, lo riconosco. Quello che mi hanno dato Cagliari e Roma è indescrivibile, nell’ultima c’è stato qualcosa da fare accapponare la pelle. Non ho mai ringraziato abbastanza i tifosi. Io non mi aspettavo la Curva Sud in quella maniera”.
Sugli anni alla Juventus?
“Alla Juventus furono due anni molto belli. Arrivammo terzi al primo anno, secondi al secondo”.
Sulla parentesi all’Inter?
“Fu bella. Erano in crisi, mi chiamarono e facemmo 7 vittorie di fila. A dicembre Thiago Motta volle andare al Psg, dissi a Moratti di non venderlo e l’orologio si fermò”.
Sull’esperienza al Leicester?
“La cosa che più mi è rimasta impressa di Leicester? Ero in un quartiere con una grossa comunità di indiani: molti di loro venivano lì e mi ringraziavano perché c’era stata una maggiore inclusione grazie alla squadra”.
Sulla situazione di Pellegrini?
“Mi dispiace del suo momento. Per me è uno dei migliori centrocampisti italiani, non so cosa gli sia successo, mi auguro che possa liberarsi. È un centrocampista forte: io ho avuto lui e Lampard, due centrocampisti bravissimi nel trovare il gol”.
Su De Rossi…
“Quando si prendono degli allenatori giovani bisogna dargli tempo. I giovani vanno aiutati come doveva essere aiutato De Rossi alla Roma. Credo che con Daniele ci siano state delle incomprensioni. Non da parte dei Friedkin, ma altre incomprensioni. ”
Prossimo allenatore? La Roma nella storia ha avuto bisogno di condottieri… Lo sarà anche lui?
“Lo vedremo soltanto vivendo… Grazie!”.
Roma in pressing su Fabregas. Il piano B? Gasperini o Sarri
LEGGO (F. BALZANI) – Tra il lago di Como e il Duomo di Milano. L’attesa estenuante per il nuovo allenatore è stata interrotta da una buona notizia: Saelemaekers è a un passo dal diventare a titolo definitivo un giocatore della Roma. Ieri tutta la dirigenza romanista si è recata a Casa Milan per chiudere l’affare col nuovo ds Tare anche se vanno limate ancora le cifre tra richiesta (22 milioni) e offerta (circa 18). Ma la fumata bianca, dopo l’incontro milanese di ieri, sembra vicina. Il tutto a pochi chilometri da dove (per ora) allena Cesc Fabregas, il candidato numero uno al quale la Roma ha offerto un triennale da 5 milioni a stagione. Il tecnico spagnolo, che ora si trova a Ibiza, ha aperto ai Friedkin dopo qualche tentennamento iniziale ma ci sono due fattori da risolvere. In primis convincere il Como e proprio ieri Ghisolfi avrebbe parlato col ds Ludi per capire come sbrogliare la situazione, anche a livello economico. Il secondo fattore è la fretta: Fabregas non ha molta visto che di lui si parla anche in ottica Milan e Inter qualora Inzaghi dovesse cedere alla fine alle tentazioni arabe. Per questo i Friedkin devono pensare (in ritardo) al piano B con Gasperini ancora in bilico con l’Atalanta e Sarri e Mancini in attesa di una chiamata. Perde quota, invece, la pista straniera. Nel frattempo è ancora tempo di complimenti per Claudio Ranieri che ha portato Dybala e compagni in Europa dopo averli presi dalla zona salvezza. Basti pensare che nel girone di ritorno in Europa solo il Barcellona ha raccolto più punti: 47 contro i 46 della Roma che non ha avuto rivali in serie A da quando è arrivato Ranieri. Da ieri l’ormai ex tecnico si occuperà di “consigliare” i Friedkin, e in questo senso la scelta dell’allenatore è il primo passo fondamentale della nuova Roma. Ma Sir Claudio ha lasciato anche un’eredità importante a livello tecnico ed economico. Perché dal suo arrivo giocatori come Ndicka, Koné, Soulè o Angelino hanno acquisito valore dopo l’inizio complicato tra la gestione De Rossi e quella Juric.
Open VAR, Rocchi sul contatto Ndicka-Bisseck: “Rigore da concedere, meglio un On Field Review in più rispetto a uno in meno”
Gianluca Rocchi è tornato sull’episodio fra Ndicka e Bisseck che al tempo ha fatto molto discutere e lo ha fatto durante Open VAR. Ecco le parole dell’ex arbitro, oggi designatore: “In campo la valutazione che danno è quella di non dare rigore, ma in campo quando una cosa la vedi e la valuti male, rimane un errore. Al monitor Di Bello sbaglia su una cosa, sul fatto di non concentrarsi su come inizia la trattenuta. L’atteggiamento di Ndicka è di uno che si disinteressa completamente del pallone. Per me quello è già punibile. La decisione finale viene un po’ influenzata dalla poca sostanza della trattenuta, ma è sicuramente un rigore da concedere. Agli arbitri ho detto che nelle fase finale del campionato sarebbe stato meglio un On Field Review in più rispetto ad uno in meno. Il rischio è quello di lasciarti dentro un dubbio che poi si concretizza in un errore. Questo è l’ulteriore passo in avanti da fare“.
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FOTO – Instagram, Dybala: “Finisce una stagione agrodolce. Complimenti alla squadra, grazie di tutto mister”
“Vorrei fare un grande applauso a questo signore”, così Paulo Dybala su Ranieri, nel post Instagram che di fatto saluta la stagione giallorossa. Ecco il messaggio dell’argentino sui social: “Finisce una stagione particolare. Una stagione agrodolce, dove personalmente avrei voluto chiudere in maniera diversa. Vorrei fare i complimenti alla squadra per l’atteggiamento che ha avuto in questo finale, vorrei ringraziare anche i nostri tifosi per il sostegno nei momenti più difficile dalla stagione. E vorrei fare un grande applauso a questo SIGNORE qui.. non solo per quello che ci ha aiutato ma ben si per la sua carriera. Grazie di tutto mister e Forza Roma“.
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Primavera, follia Zaniolo dopo Roma-Fiorentina. La nota del club: “Sarebbero stati colpiti due giocatori”. Il calciatore: “Provocato, sono andato via” (COMUNICATO)
Al termine del match tra Fiorentina e Roma nella Semifinale Scudetto è finito con un acceso litigio. Secondo quanto riferito dai giornalisti di Sportitalia, ad aver scatenato la lite sarebbe stato Nicolò Zaniolo, sceso nello spogliatoio giallorosso senza permesso per orinare e con toni irrisori per provocare gli avversari. L’ex giallorosso avrebbe colpito poi un giocatore della Roma Primavera.
(Sportitalia)
Il comunicato del club giallorosso:
“La AS Roma comunica che, al termine della gara odierna, si è verificato un episodio increscioso che coinvolge il calciatore Nicolò Zaniolo. Secondo quanto ricostruito, il calciatore si sarebbe recato nello spogliatoio della squadra Primavera al termine della partita e avrebbe avuto un comportamento provocatorio nei confronti di alcuni atleti del vivaio giallorosso. Durante il confronto, sarebbero stati colpiti fisicamente due calciatori della formazione Primavera. La AS Roma condanna con fermezza ogni forma di comportamento aggressivo o non conforme ai valori dello sport“.
(asroma.com)
Secondo quanto riferito da Filippo Biafora, giornalista de Il Tempo, i due calciatori colpiti sarebbero stati Almaviva e Litti.
“La #ASRoma comunica che, al termine della gara odierna, si è verificato un episodio increscioso che coinvolge il calciatore #Zaniolo. Durante il confronto nello spogliatoio sarebbero stati colpiti fisicamente due calciatori della Primavera”
Si tratta di Almaviva e Litti
— Filippo Biafora (@Fil_Biafora) May 26, 2025
È arrivata anche la versione della Fiorentina, con le dichiarazioni di Zaniolo.
“La Fiorentina, in merito a quanto successo al termine della semifinale del Campionato Primavera tra Fiorentina e Roma, riporta di seguito le dichiarazioni del calciatore Nicolò Zaniolo: “al termine della partita sono sceso negli spogliatoi per complimentarmi con i ragazzi della Fiorentina e poi sono passato nello spogliatoio della Roma per salutare e complimentarmi anche con loro per la stagione, ma ad un certo punto hanno iniziato ad insultarmi quindi, a quel punto, per evitare che la situazione degenerasse, ho preferito andare via”
(acffiorentina.com)
VIDEO – Torino-Roma, Paredes regala la sua maglia a una tifosa argentina che scoppia in lacrime
Leandro Paredes ha regalato un momento indimenticabile a una tifosa presente sugli spalti a Torino, domenica sera. L’argentino, protagonista contro il Torino con il gol dal dischetto che ha aperto le marcature, a fine partita ha regalato la sua maglia a una tifosa che è scoppiata in lacrime per la commozione.
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