Social, Paredes in “Campioni del Made in Italy”: “Roma è speciale per me. La maglia n° 16 è un onore” (VIDEO)

Leandro Paredes è il protagonista del nuovo video della serie “Campioni del Made in Italy”, un progetto nato dalla collaborazione tra Lega Serie A, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci) e l’Agenzia ICE per promuovere le eccellenze produttive italiane e le bellezze del territorio attraverso gli occhi dei calciatori stranieri del nostro campionato. In questa puntata, intitolata “L’ingegno eterno di Roma”, il centrocampista argentino racconta il suo profondo legame con la Capitale.

Nel video, Paredes racconta che il suo ritorno in giallorosso è stato “qualcosa di incredibile, perché dal primo giorno mi hanno trattato nel miglior modo possibile. Il giorno in cui sono dovuto andare via, non solo io, ma anche la mia famiglia ha sofferto tantissimo”. Il legame con la città è fortissimo: “Roma è molto speciale per me. È stato il mio primo club in Europa. È quello che mi ha aperto le porte per poter giocare in questo paese, in questa città. Qui sono nati due dei miei figli. È una delle città in cui ci piacerebbe vivere quando finirò la mia carriera”.

Paredes sottolinea anche l’importanza di sentirsi parte di un ambiente: “La cosa più importante per un calciatore è conoscere l’ambiente in cui si trova, le persone con cui si circonda, quelle che ti stanno vicino, quelle che ti fanno capire cosa è giusto e cosa è sbagliato, per poter crescere, per essere un professionista a tutto tondo”. L’argentino esprime poi il suo orgoglio per aver indossato la maglia numero 16: “Prima di tutto, indossare quella maglia per me è un onore. È un privilegio. È una grandissima responsabilità che non mi sarei mai permesso di prendere quel numero senza l’autorizzazione di Daniele [De Rossi], perché è un numero molto importante non solo per lui ma per tutta la Roma”. Infine, una riflessione sul suo futuro: “Il giorno in cui dovrò terminare la mia carriera, il ricordo che voglio lasciare in ogni club è che, più dei titoli, più di quello che si è vinto, la cosa più importante per me è sempre stata essere una brava persona, un professionista”.

Instagram, Totti e Candela nel toto-panchine Serie A: “Klopp” alla Roma per l’ex capitano, Candela dice Sarri (VIDEO)

Francesco Totti e Vincent Candela, leggende della Roma, si sono cimentati in un gioco di pronostici sulle panchine della prossima Serie A. Durante la tappa romana del World Legends Padel Tour, intervistati da Sofia Oranges, i due ex campioni hanno svelato le loro ipotesi, con alcune sorprese.
Particolarmente interessanti, ovviamente, le loro “scelte” per la panchina della Roma: Totti ha indicato Jürgen Klopp, mentre Candela ha puntato su Maurizio Sarri.

Curioso il siparietto sulla Fiorentina: Totti ha indicato la conferma di Raffaele Palladino, commentando “Perché ha rinnovato, no?”, per poi aggiungere, con una riflessione più generale: “Va be’ che tanto ormai… cambia tutto.. è successo alla Roma con De Rossi”, alludendo alla rapidità con cui le situazioni possono evolvere nel calcio moderno.

Per le altre big, le idee sono state a tratti convergenti: entrambi hanno visto Antonio Conte alla Juventus e Massimiliano Allegri al Napoli. Concordi anche nel prevedere la permanenza di Gian Piero Gasperini all’Atalanta. Per la Lazio, invece, Totti ha ipotizzato la permanenza Marco Baroni.

 

Calciomercato Roma, rinnovo Svilar: nuova offerta del club in arrivo. Trigoria smentisce la richiesta di cessione

Nonostante le voci circolate questa mattina riguardo una presunta richiesta di cessione da parte di Mile Svilar, arrivano rassicurazioni sul futuro del portiere alla Roma. Angelo Mangiante, intervenuto a Manà Manà Sport Roma, ha fornito un quadro della situazione che dipinge uno scenario diverso.

Secondo il giornalista, Svilar ha espresso con sincerità la sua volontà di rimanere alla Roma, così come il club intende trattenerlo. Il giornalista ha anticipato che a breve dovrebbe arrivare una nuova proposta contrattuale da parte della società. L’attuale fase, secondo Mangiante, rientra in una normale dinamica di trattativa, con il club che parte da una certa base e l’agente del giocatore che giustamente ne valuta il valore, considerato elevato. Ha inoltre sottolineato come la Roma consideri Svilar un elemento fondamentale per il futuro, indipendentemente da chi sarà il prossimo allenatore. Queste parole si aggiungono alla smentita già arrivata dalla Roma riguardo le indiscrezioni sulla volontà di Svilar di lasciare il club. La situazione, dunque, sembrerebbe rientrare in una normale dinamica negoziale per il rinnovo del contratto, con la volontà comune di proseguire insieme.

Calciomercato, Gasperini-Atalanta: manca ancora l’accordo per il futuro, possibile la separazione. Roma alla finestra

Si sta definendo il futuro di Gian Piero Gasperini, uno dei nomi accostati alla panchina della Roma per la prossima stagione. Secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Alfredo Pedullà, si è da poco concluso un incontro tra l’allenatore e la dirigenza dell’Atalanta.

Dall’incontro, però, non sarebbero emersi accordi totali, in particolare per quanto riguarda le garanzie sul rafforzamento della squadra richieste dal tecnico. Questa situazione di stallo tiene vive le speranze dei club che avevano sondato Gasperini, che restano quindi alla finestra in attesa di sviluppi.


A fornire ulteriori dettagli è Matteo Moretto, il quale conferma l’incontro mattutino tra Gasperini, Antonio e Luca Percassi e il direttore sportivo Tony D’Amico. Durante il colloquio sarebbero stati ripercorsi i nove anni trascorsi insieme. Nonostante la “grande armonia tra le parti”, il futuro dell’allenatore resta incerto e una separazione a fine stagione rimane una possibilità concreta.


Ulteriori aggiornamenti arrivano da Gianluca Di Marzio, secondo cui la lunga storia tra Gian Piero Gasperini e l’Atalanta potrebbe effettivamente concludersi al termine di questa stagione. Per la prima volta, infatti, ci sarebbe la possibilità concreta di non proseguire insieme, principalmente per una questione di motivazioni da parte del tecnico. Non si sarebbe discusso di questioni relative alla squadra o economiche, ma proprio delle motivazioni che potrebbero spingere Gasperini a lasciare dopo nove stagioni. Su Gasperini, conferma Di Marzio, c’è l’interesse della Roma, e resta da capire se anche il Milan prenderà in considerazione questa pista.

 

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Instagram, Zaniolo: “Chiedo scusa per quanto accaduto ieri. Nessuna aggressione fisica, ho perso la calma dopo una provocazione” (FOTO)

“Voglio chiedere scusa con il cuore per quanto accaduto ieri. So di aver reagito male e me ne assumo le responsabilità”, inizia così il messaggio di Nicolò Zaniolo, in una storia su Instagram, all’indomani dell’episodio accaduto negli spogliatoi del Viola Park al termine di Fiorentina-Roma Primavera.

Prosegue Zaniolo: “Sono andato lì con l’unico intento di dare un segnale positivo, di stare vicino ai ragazzi in un momento difficile dopo la partita. Purtroppo, sono stato provocato verbalmente da un ragazzo e, sbagliando, ho perso la calma. È un errore che mi pesa, soprattutto perché so di dover essere un esempio per i più giovani”.

Poi Zaniolo precisa la sua versione dei fatti: “Ci tengo però a precisare che i fatti sono ben lontani da quanto ricostruito e che da parte mia, oltre ad una discussione verbale, non c’è stato alcun comportamento fisicamente aggressivo. So di aver deluso qualcuno con questo episodio, ma spero che possiate capire che non era mia intenzione mancare di rispetto a nessuno”. Chiude così l’ex calciatore della Roma: “Detto questo, rinnovo le mie scuse. Da uomo, da sportivo e da persona che ama questo ambiente, voglio solo ricostruire e guardare avanti con umiltà”.

Totti: “Con Luis Enrique c’erano problemi all’inizio per colpa di qualche dirigente”

In occasione dell’EA7 World Legends Padel Tour, Francesco Totti ha parlato della prossima finale di Champions League tra l’Inter e il Psg allenato da Luis Enrique. Proprio sul rapporto con l’allenatore spagnolo, passato per Roma, Totti ha detto: “Gli faccio un grande in bocca al lupo. Non avevamo un grande rapporto all’inizio perché alcuni dirigenti si erano intromessi, purtroppo. Poi ci siamo conosciuti meglio e siamo andati alla grande. La sua avventura a Roma non è stata positiva ma ora sta andando bene”.

Sulla finale, ecco il pensiero di Totti: “È una partita 50 e 50. Si affrontano due grandi squadre. Da italiano spero che possa vincere l’Inter perché potrebbe riportare un trofeo in Italia così importante. Ci sono tanti campioni in queste squadre. Donnarumma è il portiere più forte al mondo. Dimostra sul campo quello che è attualmente. È l’arma in più del Psg. La qualità migliore di Inzaghi? Compatta il gruppo e li fa divertire”.

Napoli, gli azzurri da Papa Leone XIV: “Dicono che sono romanista ma siete i benvenuti”

Il Napoli, appena diventato Campione d’Italia venerdì scorso, è stato ricevuto da Papa Leone XIV. Come riferisce il quotidiano, il Santo Padre ha accolto Di Lorenzo e compagni scherzando con loro sulle indiscrezioni degli ultimi tempi che lo hanno dipinto come tifoso della Roma: “Dicono che sono romanista ma siete i benvenuti, non tutto è vero”, ha detto.

(Repubblica)

Ranieri fermato dai tifosi per strada: “Il nuovo allenatore? Sarà più giovane di me…” (VIDEO)

“Sarà più giovane di me”, questa la risposta, riciclata dalle ultime uscite anche pubbliche, di Claudio Ranieri ad alcuni tifosi che l’hanno fermato tra le strade di Roma per i canonici selfie. A chi insisteva chiedendo dell’annuncio, l’ormai ex tecnico giallorosso ha risposto: “Lo dirà il presidente”. Nessuna risposta, invece, quando veniva incalzato sui tempi dell’ufficialità.

 

 

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Liberi da che cosa?

LR24 (AUGUSTO CIARDI) – Ci siamo concentrati sulla rincorsa alla zona Champions League nella speranza che la semi impresa di Claudio Ranieri diventasse un miracolo. A mente fredda, a campionato chiuso, guardando la classifica, ci chiediamo in cosa la Roma avrebbe potuto fare meglio negli ultimi mesi, e ci viene da maledire la serata di Bergamo, perché il percorso nel girone di ritorno è stato affrontato a ritmo scudetto. Ma la classifica finale parte da Cagliari-Roma e termina a Torino-Roma. E allora, preso atto dell”ennesima stagione che si giocherà senza Champions League, evidenziamo anche un altro dato.

La Roma ha chiuso il campionato a 13 punti dal Napoli, senza mai avere dato la percezione di potersi avvicinare al podio. Come troppe volte accaduto negli ultimi anni. Quasi 7 vittorie di differenza. Un’enormità senza senso. E pensare che il Napoli non è la Juventus, non è l’Inter, non è il Milan, squadre che nei decenni spesso hanno staccato la Roma in classifica annichilendo ogni speranza di competitività. Napoli e Roma appartengono alla stessa categoria. Sono storicamente club che provano a contrastare i potentati del nord, riuscendoci una volta ogni venti anni, raccogliendo briciole e collezionando arrabbiature epocali, lamentando torti e costringendosi a celebrare le poche stagioni epocali del passato. La Roma come il Napoli, come in parte la Lazio, come in minima parte la Fiorentina.

Nel mentre, da troppo tempo, a Roma si è abbassata l’asticella delle aspettative. Dall’arrivo degli americani, si contano sulle dita di una mano le partecipazioni alla Champions League e avanzano anche, le dita. Nel mentre, realtà periferiche sono cresciute. Da poco meno di dieci anni è esploso il fenomeno Atalanta. da rivelazione a realtà consolidata. La Roma le ha fatto spazio fino al punto di essere soddisfatti se si perde di misura a Bergamo.

“E che vuoi andare a fare punti a casa di Gasperini?” Era il motivetto stonato cantato dalla propaganda della prima Roma americana. Stava diventando normale che, oltre alle grandi del nord, si pagasse dazio pure all’Atalanta. Roba da sbattere la testa contro gli spigoli. La Roma che per fatturato e monte stipendi stava nettamente davanti ai nerazzurri, non poteva più neanche immaginare di competere con loro. Oggi c’è pure il Bologna. Sì, la squadra che ha vinto la Coppa Italia dopo quasi mezzo secolo. E via a lodare il lavoro degli emiliani e a sospirare “magari sapessimo farlo pure noi”.

Noi che da troppo tempo ci siamo specializzati nelle celebrazioni degli avi. Ogni giorno una ricorrenza. Ci esce la lacrimuccia nel giorno dell’anno in cui abbiamo battuto il Barcellona di Messi. Ci sale l’erezione il giorno del compleanno dei nostri idoli. Rimpiangiamo direttori sportivi che in carriera non hanno manco mezzo trofeo, esultiamo se il Sunderland viene promosso in Premier League obbligandosi a riscattare Le Fée. Rimpiangiamo le plusvalenze realizzate vendendo Marquinhos e Alisson. Ci battiamo il petto per gli ottantasette punti di Spalletti. I calciatori vantano più targhe regalategli dai volenterosi club dei tifosi che obiettivi raggiunti. C’è un appiattimento che fa spavento. Speriamo che venga l’allenatore X così da poter rinfacciare allo speaker o allo streamer odiato di avere detto che sarebbe arrivato l’allenatore Y. Viviamo perennemente in uno spin off. Gli altri giocano, competono, vincono. Noi giriamo film che vedremo soltanto noi, nella nostra testa. Intorpiditi.

Il Napoli in tre anni ha vinto due scudetti. In due modi diametralmente opposti fra loro. Noi facciamo la guerra dei sottoinsiemi: la scelta dell’allenatore la commentiamo in base ai nostri interessi, io sono per i pragmatici tu per i giochisti, devo vincere la mia partita e soltanto dopo, forse, si penserà alla Roma. Sosteniamo le correnti di partito, ci si schiera a seconda di simpatie o antipatie nutrite ne confronti di dirigenti, addetti stampa, maestranze che frequentano Trigoria. Nel frattempo, la bollente tifoseria del Napoli nel giorno della celebrazione della squadra che sui pullman scoperti passeggia per lungomare Caracciolo, al netto delle classiche esagerazioni, ostenta una sorta di pacatezza mentale. Sapete perché? Perché vincere a Napoli non sarà diventata un’abitudine, ma ora sanno come si fa, hanno acquisito consapevolezza. In tre anni lo stesso numero di scudetti vinti nei precedenti novantasei. Vincere fa bene e per provare a farlo ancora anticipano tutti puntando De Bruyne. Danno la sensazione di avere fatto il salto di qualità. A Roma, dall’arrivo degli americani, vincere è diventato un optional. Un trofeo, europeo, dal 2008.

E il pensiero corre al 2011, quando all’annuncio della cessione del club in molti scendevano in piazza con la bandieretta in mano. Giallorossa? No. Stelle e strisce. Urlavano “siamo liberi”.

@augustociardi75

Atalanta: incontro tra Gasperini e la dirigenza a Zingonia. Entro il weekend la decisione

Gasperini e la dirigenza dell’Atalanta, in questo momento, si trovano a Zingonia, nel centro sportivo bergamasco, per un incontro. Dopo che l’allenatore aveva dichiarato che non avrebbe rinnovato il contratto in scadenza nel 2026, la società ha proposto al tecnico un altro rinnovo. A breve sarà più chiaro il futuro di Gasperini.

In tarda mattinata, dal sito che si occupa di calciomercato, il colloquio viene definito “uno step intermedio”, con le ipotesi di rinnovo fino al 2027 come di addio immediato che rimangono aperte. Entro il weekend dovrebbe arrivare una soluzione definitiva.

(tmw.com)