Pellegrini, la cura Gasp fa effetto: “Gol e derby vinto, amo la Roma”

Quattro mesi di silenzi, dubbi e il campo sempre più lontano, con il ritorno che sembrava un’utopia. Poi il gol vittoria nel derby, il quarto in carriera contro la Lazio. Lorenzo Pellegrini, da zero a cento in 38 minuti. Tanti ne sono passati dal fischio d’inizio al piattone che si è infilato alle spalle di Provedel. Poi l’abbraccio del gruppo e le lacrime sulla spalla dell’amico Mancini. Un crescendo fino al cambio e all’ovazione della curva Sud ritrovata poi a fine partita, quando Pellegrini si è avvicinato al muretto per raggiungere i tifosi: immagine della domenica e titoli di coda. Perché ieri è stato il campo a chiudere il dibattito della vigilia, a mettere a tacere le voci che hanno accompagnato la lunga estate del calciomercato.
Mesi vissuti tra la voglia di partire e quella di restare, fino a una permanenza che non sembrava far felice davvero nessuno. Soprattutto Gasperini, costretto a gestire spine ereditate dalle precedenti gestioni. […]

«Mi sono un po’ commosso dopo il gol. Sono riuscito a tornare dall’inizio, a vincere questo derby per la nostra gente, per la mia famiglia e un fratello come Mancini. Mi sento orgoglioso di essere uno dei capitani, questa passione va trasmessa a chi arriva». E poi l’appartenenza che non è mai venuta meno: «Io amo la Roma. Oggi torno titolare in un derby e segno il gol della vittoria. Il calcio è imprevedibile ed è questa la sua bellezza». […]

Il numero sette non è un totem, non è intoccabile. Può essere un valore se alzerà ancora il livello. E così, dice Gasp, Pellegrini tornerà a giocare con regolarità se «diventa anche atleta». […] Ora la soglia va tenuta alta settimana dopo settimana. Poi al rinnovo di contratto ci si penserà. Con la serenità, se non arriverà la stretta di mano, di potersi anche dire addio.

(La Repubblica)

Roma, la benedizione di Pellegrini: il derby premia Gasp e boccia Sarri

Il derby è di chi lo conosce. Lorenzo Pellegrini ne ha giocati tanti, li vive da romano e tifoso della Roma, era nella storia di questa partita – di nuovo brutta — che la decidesse lui, l’uomo più atteso. Ha avuto ragione Gasperini: «È il più forte nel suo ruolo, voglio rilanciarlo», aveva detto. Missione compiuta, un colpo solo e via a festeggiare: quarto gol nel derby per Pellegrini, tutti segnati nel primo tempo, il primo da ex capitano, il secondo – dopo quello di gennaio, il tiro a giro sotto l’incrocio – da quando lo vogliono spingere lontano dalla Roma.

In estate era stato sondato da Tottenham e West Ham, la sua idea è sempre stata quella di restare. Il contratto da 6 milioni a stagione scade a giugno. […] C’è tempo, ora è il momento di liberare le emozioni: «C’è tanto dentro questo gol. Mi sono un po’ commosso perché è da quando mi sono fatto male che aspettavo una gioia così. Il futuro? Non so cosa succederà, la vita è imprevedibile». […]

Nuno Tavares non ha capito lo spirito di questa partita, non era connesso con il resto della squadra, attentissima a non sbagliare: per la Lazio, senza coppe e senza mercato, il trofeo dell’anno doveva essere questo. E invece il terzino portoghese si ingolfa sul pallone, se lo fa soffiare da Rensch, il sostituto di Wesley, Soulé lo passa a Pellegrini e ciao derby. […]

(La Repubblica)

Tensione da derby, a piazza Mancini bastoni e spranghe

LEGGO (M. ANT.) – Il clima del derby, disputato ieri, si è surriscaldato già alle prime luci dell’alba nella zona dello stadio Olimpico. I sostenitori delle due squadre hanno cominciato a radunarsi nei pressi dell’impianto sportivo, osservati a distanza da polizia e carabinieri, che hanno monitorato costantemente i movimenti per prevenire qualsiasi forma di disordine.

Durante le operazioni di controllo e messa in sicurezza, le forze dell’ordine hanno passato al setaccio i dintorni dello stadio, soffermandosi in particolare nei giardini e nelle aree solitamente frequentate dai gruppi organizzati. Proprio nei pressi di piazza Mancini, è avvenuto il ritrovamento di un consistente arsenale artigianale, composto da mazze in legno, aste in plastica modificate con viti e lame alle estremità. Gli oggetti, potenzialmente molto pericolosi, sono stati immediatamente posti sotto sequestro.

Prima del fischio d’inizio, un gruppo di ultrà della Lazio ha affisso uno striscione a Ponte Milvio con la scritta: «La ragione non si uccide. Rip Charlie Kirk». Il messaggio fa riferimento al controverso attivista di destra americana, ucciso lo scorso 10 settembre nello Utah. Il gesto è arrivato proprio nel giorno dei suoi funerali. Sull’episodio indaga la Digos.

Per evitare che le due tifoserie venissero a contatto, la partita si è giocata alle 12.30 ed è stato predisposto dalle forze ordine un piano di sicurezza che ha visto il dispiegamento di circa 2mila agenti.

Il grande spettacolo delle due coreografie: la tradizione in Nord, il latino e… Pato in Sud

Lo spettacolo più bello è andato in scena prima della partita. Protagoniste le due curve, con due coreografie bellissime. Da una parte quella biancoceleste: la curva Nord ha scelto un riferimento alla tradizione. […] I tifosi della Roma hanno invece scelto il latino. «Lupus dentibus petit», il lupo assale con i denti: con queste parole, tratte dalle Satire di Orazio, la curva Sud ha acceso il cuore del derby, trasformando l’attesa in un abbraccio di storia e passione.

Il lato giallorosso dello stadio Olimpico si è acceso già prima del fischio, quando migliaia di cartoncini giallorossi hanno composto la coreografia, un mosaico che lega la squadra alla città eterna. Non è solo spettacolo, ma rito collettivo che si rinnova. Sotto la scenografia, uno striscione che pareva dialogare coi calciatori: «Coraggio, lupetto, attacca di più… distruggili tu!», frase tratta dalla canzone “Roma Gol” di Pato Moure, trasformata in grido di battaglia. E così, ancora una volta, il derby è passato alla storia per la poesia delle due curve.

(corsera)

La prima volta di Gasp: “Sì, sono felice”

«Cosa mi lascia questo derby? Il risultato, il morale e la sensazione che possiamo migliorarci». Gian Piero Gasperini sorride al termine della sua prima stracittadina vinta sulla panchina della Roma.

Un esordio che entra di diritto nella storia per i tifosi: non a molti allenatori giallorossi è riuscito di festeggiare subito al debutto nella sfida più sentita della capitale. Fabio Capello, per esempio, ci riuscì con un roboante 4-1 nell’ultimo derby del vecchio millennio. Luciano Spalletti partì con un pareggio, mentre Luis Enrique partì con una sconfitta. Persino Mourinho, al suo arrivo, si arrese con un netto 3-0. Diverso il destino di Rudi Garcia, che all’esordio regalò un derby vinto e la celebre frase «abbiamo rimesso la chiesa al centro del villaggio». Oppure di Claudio Ranieri, capace di chiudere la carriera senza mai perdere contro la Lazio. […]

Dopo quattro giornate la Roma ha raccolto tre vittorie, segnando appena tre gol e subendone soltanto uno. Numeri che parlano chiaro: è una squadra che sta cambiando pelle. L’allenatore, che ha costruito la sua fama su un calcio offensivo e spettacolare, riconosce di star «uscendo dalla comfort zone». I risultati lo confermano: pochi gol, tanto equilibrio, solidità difensiva. Una netta inversione di tendenza rispetto alle sue precedenti esperienze, che sorprende per continuità e concretezza. […]

Gasperini, con la sua calma e il suo pragmatismo, ha trasformato la paura di cadere nella gioia di un successo che vale molto più dei tre punti. Vale la consapevolezza che questa squadra può crescere ancora e che il suo cammino, dopo un derby vinto, sarà meno in salita.

(corsera)

Pellegrini al bacio

Un gol nel derby può cambiarti la vita? Tanto più se è il quarto in carriera nella stracittadina e se è quello che, in questa occasione, decide in toto il risultato finale. Del futuro non c’è certezza, perché a Lorenzo Pellegrini era successo qualcosa di simile anche nel campionato scorso. […]

Pellegrini fin qui non aveva ancora giocato nemmeno un minuto in questo campionato e per tutta l’estate era stato messo in vendita perché la Roma non intende rinnovare il suo contratto in scadenza a giugno 2026. Ma Gasperini può vedere quello che una volta era concesso ai giornalisti e adesso non più: gli allenamenti. […]

La Roma ha riacquistato un possibile titolare, almeno fino a gennaio o a giugno. Il derby, per Pellegrini, è una pozione magica. La Lazio è la squadra a cui ha inflitto più gol tra quelle di Serie A: 4. In questa sequenza: 29 settembre 2018 (colpo di tacco), 20 marzo 2022 (punizione), 5 gennaio 2025 (destro a giro) e 21 settembre 2035 (piattone destro sul secondo palo). Quattro vittorie per la Roma e quattro gol sotto la curva Nord. […]

Il gol è stato una liberazione: «Mi sono commosso. Da quando mi sono infortunato ci tenevo così tanto a tornare in campo dall’inizio e vincere questo derby. Lo dedico alle persone che mi sono state accanto in questo periodo». […]

Del futuro non si parla: «C’è una costante: io amo la Roma. Fino a quando resterò qui, non ci sarà un momento in cui io darò qualcosa di meno. Non so cosa accadrà in futuro: ero a un passo dall’addio ed ero infortunato, ora ho segnato il gol vittoria nel derby. Il calcio è imprevedibile e io me lo vivo fino alla fine con questa maglia addosso». […]

(corsera)

Roma, la favola di Pellegrini e un derby che inguaia Sarri

Se Gian Piero Gasperini un giorno diventerà il profeta degli 1-0 lo dirà il tempo: il terzo in campionato è quello che non dimentichi mica, perché una vittoria sulla Lazio vale un’assicurazione sulla serenità almeno per le prossime settimane. Di sicuro quei 67 anni sulla carta d’identità gli servono eccome, per capire quando è il momento di piazzare la giocata giusta.

Il derby è una roulette. E al casinò dell’Olimpico, di solito, è più quel che si lascia rispetto a quel che si prende. Ma per una volta non ditelo alla Roma. Non ditelo a Gasp. E non ditelo neppure a Lorenzo Pellegrini, che ha segnato, s’è commosso e ha cominciato a baciare il mondo: difficile chiedere di più. Non giocava dal 4 maggio, non faceva gol dal 26 gennaio, in estate gli è stata tolta la fascia di capitano, la Roma ha provato a cederlo in tutti i modi, sperando di liberare spazio nel monte ingaggi, così da riuscire a prendere Sancho. Ma la storia ha detto altro. Gasperini, un secondo dopo la fine del mercato, è stato chiaro con la società: questo io lo alleno e lo faccio giocare. […]

Sul piano delle occasioni la Lazio avrebbe meritato il pareggio. Ma non su quella della conduzione della partita: l’ha fatta la Roma, il gioco biancoceleste è stato più di reazione che di azione. […] L’equilibrio è stato rotto da un errore individuale: fino al 38 del primo tempo, quando Tavares ha deciso di insistere con la costruzione dal basso, regalando di fatto l’1-0 a Pellegrini (gol numero 1000 in A per le squadre di Gasp), la Roma non aveva neppure calciato verso Provedel, mentre i biancocelesti s’erano affacciati con due tentativi da fuori e un’incursione di Rovella. […]

Nei derby il «come» si vince è marginale. Conta il risultato. E conta pure che, per una volta, allo spettacolo delle coreografie non si siano aggiunti i temuti problemi di ordine pubblico.

(corsera)

Gasp, scelta vincente: “Roma, bene così. Su Pellegrini mai avuto dubbi”

Messo da parte, quasi ceduto. Per poi essere ripescato all’improvviso ed essere ancora decisivo. Come nella scorsa stagione, sempre al derby, sempre sotto la curva Nord. Lorenzo Pellegrini ha lasciato ancora il segno e se un anno fa era stato Claudio Ranieri a ridagli fiato nella stracittadina, adesso ci ha pensato Gian Piero Gasperini. Che con questa mossa ha dimostrato anche di saper rischiare e di voler osare. Perché poi adesso che è andata bene sono tutti felici, ma se non avesse funzionato l’allenatore giallorosso avrebbe anche rischiato un bel carico di critiche. «Ed invece io non ho avuto dubbi nello schierarlo», ha detto a fine partita Gasp. E la vittoria è figlia anche del suo coraggio. […]

«Pellegrini ha grande qualità, ma penso che possa diventare anche un grande atleta – dice Gasperini – Se ci riuscirà, può alzare di molto il suo livello di calciatore. Centrocampisti come lui, che hanno capacità d’inserimento e realizzazione, sono un grande valore. Sono felice per lui, ma anche per la società e per i tifosi che a questa partita ci tenevano così tanto». […]

Dopo il gol Lorenzo si è commosso, ha pianto, con Mancini che gli ha coperto il viso per nascondere le lacrime. «Lui per me è un fratello – dice alla fine Pellegrini – Mi sono commosso perché chi mi vuole bene, sa quanto ci tenevo a tornare ed a farlo bene. È una vittoria che dedico ai romanisti. lo amo la Roma e fino a che starò qui darò sempre il massimo. Poi cosa succederà non lo so, il calcio è imprevedibile. Ero ad un passo dall’andare via e invece ora ho deciso il derby». E allora chissà che non sia l’inizio di un’altra storia. Diversa da quella degli ultimi tempi…

(gasport)

Roma, è tuo: Pellegrini uomo derby

[…] Minuto 38 del primo tempo: pressato nella sua area da Rensch, il presuntuoso Tavares azzarda un disimpegno di tacco e perde la palla. L’olandese la porge a Soulé che arma il destro di Pellegrini. L’ex capitano della Roma incrocia in rete, prima di abbandonarsi alla commozione. Non giocava titolare dal 4 maggio, non segnava su azione dal derby del 5 gennaio, è al debutto stagionale, dopo aver disfatto le valigie estive. Precettato a sorpresa, è diventato l’eroe della partita più sentita nell’Urbe.

Questo per dire che il primo derby romano di Gian Piero Gasperini è stato il derby di Gasperini che ha vinto un po’ più di tutti. L’anno scorso Rensch, a palla persa, non sarebbe rimasto là in fondo a cercare il recupero immediato. Tutta la Roma ormai ha imparato a difendersi correndo in avanti e ha vissuto gran parte del derby nella metà campo della Lazio. Pellegrini è solo l’ultima perla di una collana di giocatori riprogrammati, valorizzati e fatti rifiorire. […]

Ma è stato il derby del Gasp anche per lo spirito della nuova Roma. […] L’allenatore, che ha prodotto 98 gol in un campionato di Atalanta, ha vinto 3 partite segnando solo 3 gol e subendone solo uno. Non avendo, per ora, un grande attacco, cerca di ottenere il massimo dalla solidità difensiva, tenendo fermi i soliti principi di dominio e coraggio. […] Per ora la Roma è questa: cinica a sfruttare le poche occasioni che ha avuto, determinata e solidale nella protezione del vantaggio. […] Nella gestione mentale del match, i giallorossi hanno ampi margini di miglioramento. […]

L’obiettivo del Gasp è di proseguire l’educazione della sua nuova creatura, recuperare gli attaccanti in quota, trascinandosi fino al mercato di gennaio, quando potrebbero arrivare quei rinforzi offensivi che gli consentirebbero di rientrare nella sua comfort zone, con una squadra che gioca e segna tanto. […]

La Roma ha meritato i 3 punti per l’atteggiamento, la volontà e anche per i numeri offensivi: 6 tiri in porta a 2 e maggior possesso palla, che contro una squadra di Sarri, non è banale. […]

(gasport)

Il graffio di Pellegrini disinnesca la Lazio

LEGGO (F. BALZANI) – Il caldo, la tensione e la paura di perdere un derby già decisivo. Ma alla fine ha prevalso il cuore. Quello di Lorenzo Pellegrini autore del gol vittoria (il 4° in un derby) per una Roma che vola a quota 9 e deve ringraziare anche la fortuna. Perché al 94′ la Lazio con Cataldi (altro romano) ha fatto tremare il palo della porta di Svilar sfiorando un pari che forse sarebbe stato più giusto.

A godere invece è Gasperini che ha indovinato la mossa da derby. Quel Pellegrini che non giocava da oltre 4 mesi e che sembrava a un passo dall’addio a fine agosto. Invece Lorenzo ha voluto scrivere un altro capitolo della sua storia romanista, forse il più emozionante. Il gol è arrivato al 38′ dopo una palla persa banalmente da Nuno Taveres, rubata da Rensch e servita da Soulé. Il piattone di Pellegrini ha gonfiato la rete e anche gli occhi dell’ex capitano che è scoppiato in lacrime.

Prima del gol era stata la Lazio ad andare vicina al vantaggio con un tiro insidioso di Zaccagni poi con un colpo di testa di Romagnoli finito alto. Sarri ha dovuto fare i conti anche gli infortuni di Dele-Bashiru e Rovella. La Roma ha preso coraggio e sfiorato il raddoppio con Rensch e Angelino. Negli ultimi venti minuti si è svegliata la Lazio anche grazie all’ingresso di Castellanos che ha mandato di poco a lato dopo una bella giocata in area. A complicare i piani di Sarri ci si è messa anche l’espulsione di Belahyane, ma nonostante l’inferiorità la Lazio ha sfiorato il pareggio al 94′ con Cataldi che ha colpito il palo. Poi c’è stato solo spazio le polemiche di Guendouzi con Sozza, che hanno portato al rosso pure per il francese, per la festa romanista sotto la Sud e la contestazione della Nord ai biancocelesti.

Il più osannato è stato Pellegrini. «E’ vero mi sono commosso – ammette Lorenzo – Io amo la Roma. Fino a quando resterò qui non ci sarà un momento in cui io darò qualcosa di meno. Non so cosa accadrà in futuro, la vita è imprevedibile».

Gasp spiega così la mossa: «Ho la fortuna di vedere gli allenamenti e ho visto anche Pellegrini come si allena». Poi il tecnico aggiunge: «Sono contento per la squadra, la società e i tifosi. Sono stato molto soddisfatto fino a 10 minuti dalla fine, poi abbiamo rischiato di compromettere una gara che avevamo fatto bene».

Sarri, invece, si sfoga così: «Abbiamo perso per un erroraccio. Non meritavamo la sconfitta. Questa squadra ha dei limiti evidenti di anarchia e superficialità. Mi fa male perdere il derby, spero faccia male anche ai miei giocatori».