Il derby, si sa, è tale anche per gli sfottò del giorno prima e del giorno dopo. Ieri Lorenzo Pellegrini ha regalato i tre punti ai giallorossi e al termine del fischio finale i tifosi giallorossi si sono scatenati sui social. Diverse immagini del match winner, una in versione Totti “Vi ho purgato ancora” e una in versione Delvecchio, noto per le sue capacità di segnare nella stracittadina. Immancabile Paolo Di Canio con il respiratore. La new entry è “Palo laziale“, con riferimento al legno colpito da Cataldi nel finale. C’è anche il riferimento alla “profezia” del Profeta Hernanes: “Tavares può decidere il derby“.
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Montella: “Sono felice per Pellegrini, talvolta è criticato ma è un centrocampista con il gol nel dna”
RAI RADIO 1 – Vincenzo Montella, commissario tecnico della Turchia, ha parlato ai microfoni della trasmissione “Radio Anch’io Sport”. Ecco le parole dell’ex allenatore della Roma: “Come tutti i derby è stata una partita bloccata, risolta poi da un episodio. Sono particolarmente felice per Lorenzo Pellegrini. L’ho avuto nei ragazzini della Roma quando ho iniziato ad allenare: è un ragazzo eccezionale e tifoso della Roma. Talvolta è criticato ma è uno di quei centrocampisti che ha nel dna il gol. Il secondo tempo è stato sofferto, ma la Roma è in costruzione con le idee del nuovo allenatore. Il cammino è quello giusto“.
Primavera: giallorossi ko a Genova
IL TEMPO – Battuta d’arresto per la Roma di Guidi che perde 1-0 sul campo del Genoa. Buona prova sul piano atletico, ma i giallorossi cadono a «La Sciorba» per il gol al 38′ di Klisys. Si resta a 7 punti in 5 giornate. Lunedì prossimo c’è il Frosinone al Tre Fontane alle 11.
Europa League, NIZZA-ROMA: arbitra Munuera. Fu VAR in Leicester-Roma
Sarà lo spagnolo Juan Martínez Munuera a dirigere la sfida di Europa League di mercoledì sera fra Roma e Nizza. Con lui ci saranno gli assistenti José Naranjo e Iván Masso Granado, come quarto uomo Mateo Busquets Ferrer. Al VAR ci sarà Carlos del Cerro Grande e l’AVAR sarà invece Cesar Soto Grado. Non ci sono precedenti da primo fischietto, ma fu al VAR nel match di Conference League fra Leicester e Roma, in cui segnò Pellegrini.
IL PUNTO DEL LUNEDÌ – ZAZZARONI: “Pellegrini è stato il momento di fuga dalla mediocrità del derby” – RAVELLI: “La Roma è la squadra che ha assimilato meglio le indicazioni del nuovo allenatore”
La Roma vince il Derby della Capitale e batte 0-1 la Lazio grazie alla rete di Lorenzo Pellegrini, autore del suo quarto gol in carriera contro i biancocelesti. Con questo successo gli uomini di Gian Piero Gasperini riscattano la sconfitta contro il Torino e salgono a quota 9 punti dopo 4 giornate di campionato. Ivan Zazzaroni pubblica sul Corriere dello Sport alcuni messaggi scambiati su WhatsApp con il numero 7 ed esalta la prestazione del centrocampista: “Dentro un derby privo di superiorità evidenti, Lorenzo è stato il momento di fuga dalla mediocrità”. Arianna Ravelli de La Gazzetta dello Sport punta sulla Roma: “È in piena corsa per un posto in Champions e tra le squadre che hanno cambiato allenatore è quella che sembra aver meglio assimilato le nuove indicazioni tecniche”.
Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.
A. RAVELLI – LA GAZZETTA DELLO SPORT
[…] Per quanto mostrato finora dietro i campioni d’Italia al momento c’è un quartetto imperfetto. Con la Roma che, dopo il ko con il Toro, è gasata dal derby, in piena corsa per un posto in Champions e, contrariamente alle previsioni, tra le squadre che hanno cambiato allenatore è quella che sembra aver meglio assimilato le nuove indicazioni tecniche. […]
I. ZAZZARONI – CORRIERE DELLO SPORT
Mi sono appassionato alla storia del “ripudiato speciale” perché ho sempre considerato il protagonista, Lorenzo Pellegrini, un signor giocatore, di tecnica e visione, oltre che un ragazzo perbene, sensibile e per questo meritevole di attenzione. […]
A gennaio Lorenzo rifiutò il trasferimento al Napoli e mesi dopo, tra giugno e luglio, è stato dato per disperso. Rinnovo negato, nessuna offerta, ombre sul futuro, molte cattiverie sul suo infortunio e addirittura l’intervento di Gasperini, arrivato a chiedere a un paio di intermediari di sondare il mercato per vedere di piazzarlo. Giusto un interessamento del West Ham. E siamo a inizio agosto. Whatsapping. Il 5 ipotizzo che questa possa e debba soprattutto essere la stagione delle riconquiste. Lorenzo mi risponde così: «È già tutto scritto. Sarà un grande anno. Spacco il c… a tutti». E aggiunge: «Voglio solo stare bene e mettermi a disposizione del mister. Sto lavorando tantissimo. Sto carico. […] Io adesso penso solo a stare bene perché alla fine sono i numeri, è il campo che parla…. SEMPRE. Poi quel che sarà sarà, ma secondo me sarà un anno fantastico». Il mio stupore è aumentato dopo le dichiarazioni di Gasperini del 22 agosto. Parole durissime, quasi definitive. Lorenzo sofferente ma imperturbabile: «Uno schiaffo fa male, quando non te lo aspetti, questa si chiama verità e il mister ha fatto bene a dirla… la verità». […]
Lorenzo Pellegrini, 29 anni, la metà dei quali nella Roma, non ha avuto dubbi e ha scelto di continuare a lottare. Ha prevalso l’autostima. Che viene dal sentirsi come se tu avessi il controllo sugli eventi, e non che gli eventi abbiano il controllo su di te. L’ha detto Tim Robbins, sono parole che descrivono perfettamente il Signor Derby il quale non riparte dal gol alla Lazio per guadagnarsi un nuovo contratto: è perfettamente consapevole della sua precarietà. […] Dentro un derby privo di superiorità evidenti, Lorenzo è stato il momento di fuga dalla mediocrità.
G. D’UBALDO – CORRIERE DELLO SPORT
[…] Il nuovo allenatore, per ripartire dopo il passo falso contro il Torino, ha avuto il merito di puntare anche sull’altra Roma, sui giocatori che sono fuori dal blocco dei titolari e che hanno saputo dare il loro contributo. Non solo Pellegrini. Perché in assenza di Wesley ha promosso titolare per la prima volta in questa stagione Rensch, che è stato uno dei migliori in campo, dando anche il via all’azione del gol. Senza Hermoso ha rilanciato Celik, che ha fatto la guardia su Zaccagni con poche sbavature. […]
Dovbyk deve ancora migliorare, ma in attesa dei gol è utile quando c’è da fare a sportellate; Baldanzi è leggerino, ma negli spazi stretti sa saltare l’uomo; Pisilli ha dato il cambio a Pellegrini in una staffetta tutta romana; El Aynaoui è un giocatore duttile, che può ricoprire più ruoli e infine c’è stato l’esordio di Tsimikas, l’alternativa ad Angeliño che mancava.
Gasperini non ha la rosa che avrebbe voluto, non è arrivato l’attaccante esterno a sinistra che ha aspettato fino all’ultimo giorno di mercato. Non ha nascosto la sua delusione, ma si è messo a lavorare sodo. Con il lavoro può far crescere i giocatori che ha a disposizione. Che non sono campioni, ma professionisti che si applicano e che seguono l’allenatore. […]
La stagione è lunga e da questa settimana comincia il turnover. Mercoledì la Roma debutta in Europa League a Nizza. Ci sarà bisogno di tutti per raggiungere i traguardi sperati. […]
U. TRANI – CORRIERE DELLO SPORT
I numeri, al momento, hanno la priorità sui comportamenti per la Roma di questo inizio di stagione. E leggendoli, prima ancora di analizzarli in ogni match dei quattro fin qui giocati, è più che evidente come Gasperini stia mostrando l’altra faccia della sua idea di calcio. Allo specchio forse nemmeno lui si riconosce. […] Gian Piero avrebbe voluto fare lo stesso nell’avventura in giallorosso. Non è stato possibile e ne ha subito preso atto. […]
Tre reti e tre vittorie, sempre con lo stesso punteggio: 1-0. Svilar che in tre partire su quattro rimane imbattuto, arricchendo la striscia entusiasmante della scorsa stagione. Tre gol per nove punti – su dodici a disposizione – per prendere quota in classifica, “costretto” ad accontentarsi della media di meno di una rete a partita.
Gasperini porge, insomma, l’altra guancia. Senza cadere, però. E’ successo solo contro il Torino all’Olimpico. Gian Piero, dunque, ottiene il massimo con il minimo. […] Cerca altre soluzioni offensive. Ma intanto va a dama al suo primo derby nella Capitale. Non aveva mai vinto al debutto. Ko con l’Inter e pari con il Genoa.
P. CONDÒ – CORRIERE DELLA SERA
In attesa che il Napoli provi a dare la sgasata per andarsene da solo – stasera col Pisa ne ha l’opportunità – il Milan ha accelerato in tutto, dal gioco ai gol, la Roma è uscita a braccia alzate dalla trappola del derby, l’Atalanta ha pasteggiato come ai vecchi tempi sui languori del Torino e la Juventus ha perso i primi punti in corrispondenza della Champions. […] Siccome Allegri e Gasperini avevano già perso colpi, la frenata di Tudor rientra nella fisiologia delle squadre in costruzione. […] La Roma deve aggiungere punch al suo flebile attacco, ma intanto il terzo 1-0 la tiene in quota. […]
Se Milan, Roma e Atalanta hanno compattato la classifica in alto, e l’Inter ha avviato la risalita, ci sono squadre che osservano angosciate la graduatoria allungarsi. Nel finale del derby la Lazio ha sfiorato il pari con l’ansia di chi teme il contraccolpo ambientale, ma ragionando di calcio la mancanza di sangue fresco la sta facendo avvizzire. Rischia di diventare un caso di scuola: al di là dei rinforzi tecnici, il mercato porta concorrenza, curiosità, nuove idee. Lo stop forzato ha reso la Lazio una casa con le finestre sbarrate e l’aria viziata come testimoniato dalle due espulsioni. […]
T. CARMELLINI – IL TEMPO
“Conta solo vincerla”. Il diktat di Gasperini alla vigilia della sua prima stracittadina della Capitale risuona come un mantra al termine dei novantasei minuti giocati in un caldo infernale ieri all’Olimpico. La Roma ha vinto sì il derby contro la Lazio ma le sensazioni complessive non sono di certo esaltanti per una squadra immaginala per correre in «alto». Ma era il derby, una sfida in grado di far saltare tutti i pronostici e che vale molto più dei tre punti che si agguantano in classifica.
Primo tempo più Lazio che Roma ma al primo errore i biancocelesti vengono puniti
dall’ex capitano giallorosso ripescato a sorpresa dal Gasp. Secondo tempo più Roma che Lazio ma quando alla squadra di Sarri capita la stessa occasione, su un errore clamoroso di Mancini, Dia la spara in Curva. La differenza è tutta lì? Forse no, ma si potrebbe sintetizzare così questa sfida animatissima condizionata come sempre dalla paura di perderla, dalla tensione e probabilmente dalle grandi aspettative della vigilia: e stavolta nemmeno tanto «cattiva». Già, perché fino a dieci minuti dalla fine l’arbitro Sozza aveva tenuto i cartellini tasca, però nel finale la tensione è salita: prima il giallo a Ndicka (82), poi tre minuti dopo il rosso a Belahyane per «un grave fallo di gioco». Quindi l’espulsione a tempo scaduto di Guendouzi per proteste: è volata qualche parola di troppo tra il francese e il fischietto di Seregno.
Alla fine la Roma ride, la Lazio piange, soprattutto perché è rimasta in partita anche dopo aver incassato il gol letale e alla fine è andata vicinissima al pareggio negato solo dal palo alla sinistra di Svilar: peccato perché Cataldi, entrato nella ripresa per l’infortunato Rovella, ben oltre il novantesimo, aveva fatto tutto bene e inchiodato il portiere giallorosso.
Ora la situazione biancoceleste si complica, perché tre punti dopo quattro partite sono troppo pochi anche per una squadra che non ha fatto mercato come la Lazio «bloccata» dall’indice di liquidità. E Sarri lunedì sera a Marassi contro il Genoa avrà i giocatori contati e un centrocampo tutto da inventare: complice anche la squalifica di Guendouzi. Starà alla capacità del toscano e alla voglia di questo gruppo trovare la forza per rialzarsi e tornare a correre.
Dall’altra parte Gasperini &Co. ripartono all’inseguimento delle prime dopo lo scampato pericolo della stracittadina: una partita nella quale alla vigilia avevano solo da perdere. Ma e andata bene e la «riscoperta» di Pellegrini consegna un’arma in più al tecnico premiato dall’azzardo di mettere in campo un giocatore del quale che aveva pubblicamente detto di poter fare a meno. Lui, l’ex capitano, lo ha ripagato e la Sud ha fatto il resto: «Bentornato capitano».
Infine il pubblico: stavolta esemplare dentro e fuori lo stadio. Zero scontri (anche se alla vigilia erano state sequestrate mazze e spranghe) nei punti nevralgici fuori dall’impianto e sulle coreografie ben poco da dire come sempre: impressionanti, di quelle che fanno venire la pelle d’oca. Insomma roba da derby: appuntamento alla sfida di ritorno.
A. SORRENTINO – IL MESSAGGERO
Prima di arrivare a Lorenzo Pellegrini detto Edmond Dantès, conviene ricordare che uno dei cori più famosi del calcio inglese è One-nil to the Arsenal, uno a zero per l’Arsenal: lo si canta da fine anni ’80 in omaggio ai Gunners del tecnico George Graham, che erano maestri nella vittoria di misura. Proprio come la Roma di Gasperini che strappa anche il derby per 1-0, come contro Bologna e Pisa, e come in altre nove occasioni lo scorso anno. Non è più un caso, è il cortomuso elevato a sistema.
La Roma è la squadra più arcigna della serie A, la più brava a cogliere l’attimo che le partite, tutte le partite, concedono ai pirati più scafati. Una rivisitazione del Carpe diem di Orazio, proprio il poeta ieri citato dalla scenografia della Sud. […]
Una volta, quando non c’erano le sostituzioni, il giocatore infortunato rimaneva in campo ma defilato, era “lo zoppo all’ala”, dove si facevano meno danni: ieri invece abbiamo visto lo zoppo davanti alla difesa, e si è deciso il derby, grazie all’inevitabile e ormai seriale gol di Pellegrini sotto la Nord (e assist del solito Soulé). Il suo è uno schiaffo guantato al pallone, con postura e gesto da nobiltà offesa. Come Edmond Dantès che evade dal Castello d’If dove l’hanno rinchiuso i finti amici, diventa il Conte di Montecristo e alla fine della storia si vendica dei cattivi, benefica i buoni e i veri amici, poi se ne va veleggiando per il mondo, ma sempre nel tormento del cuore.
Cosa sarà infatti di Pellegrini a fine stagione, non si sa, e il dubbio ci accompagnerà a lungo. Ma intanto è tornato e ha segnato dopo 4 mesi e mezzo di stop, e Gasperini sembra proprio voler credere in lui, ne è quasi obbligato dalla piega che ha preso la stagione. […]
Olimpico, controlli e sequestri di armi: a fine gara agguato sul Lungotevere
Attesi al varco, sul lungotevere Salvo d’Acquisto, all’incrocio con viale Tiziano, e fatti cadere dalle moto e dagli scooter mentre cercavano di allontanarsi da ponte Milvio. Una sorta di forche caudine per decine di tifosi romanisti alla fine del derby che hanno rischiato di farsi male dopo essere stati aggrediti da una cinquantina di ultrà laziali che li hanno aspettati lanciando in qualche caso sassi contro di loro. Una situazione pericolosa alle 14.30 durante il deflusso, individuato già alla vigilia di Lazio-Roma come uno dei momenti più carichi di tensione della giornata. E così è stato. Anche se per il resto non ci sono stati incidenti, e nemmeno feriti. […]
In mattinata il ritrovamento ancora nei dintorni di piazza Mancini di un arsenale nascosto e pronto all’uso composto da spranghe e bastoni con lunghe viti sulla testa, e quindi trasformati in micidiali mazze ferrate. […]
Anche a fine partita nessuno scontro, ma il blocco stradale degli agenti sul lungotevere opposto allo stadio per consentire a migliaia di laziali di attraversare ponte Milvio verso viale Tiziano è diventata un’occasione di tensione: scambio d’insulti e minacce a distanza fra romanisti in moto e scooter imbottigliati nel traffico e rivali che stazionavano per strada. Quindi alla riapertura della circolazione, la caccia a chi indossava la maglietta giallorossa. […]
(corsera)
Lazio-Roma: lungo abbraccio e sorrisi tra Pellegrini e Massara alla fine del derby (FOTO)
Allo Stadio Olimpico è andato in scena l’attesissimo Derby della Capitale e a vincerlo è stata la Roma per 0-1 grazie alla rete di Lorenzo Pellegrini. Il centrocampista giallorosso ha realizzato il quarto gol in carriera contro i biancocelesti ed è stato subito decisivo all’esordio stagionale. Al termine della partita il numero 7, al rientro nello spogliatoio, si è reso protagonista di uno splendido abbraccio con il direttore sportivo Frederic Massara: i due hanno avuto un breve colloquio, caratterizzato da sorrisi e pacche sulla schiena.
“Oggi Pellegrini gioca e non c’è nulla come il calcio che sia capace di cambiare le situazioni e anche le emozioni – le parole profetiche del ds nel prepartita –. Abbiamo passato l’estate con Lorenzo a condividere un’idea che potesse anche portarlo lontano dalla Roma, non è successo. Siamo tutti concentrati sulla partita, lui per primo. È un giocatore forte, che ci ha sempre portato delle giocate di qualità e ci auguriamo che lo faccia a partire da oggi, di nuovo, come ha fatto in passato”.
Mancini: “Certe partite sono come un pugno nello stomaco”
Fino a giovedì mattina Devyne Rensch non sarebbe neanche dovuto scendere in campo nel derby, ma i problemi gastrointestinali di Wesley gli hanno regalato un pomeriggio da assoluto protagonista. È lui a recuperare il pallone nell’azione del gol e poi sfiora la rete qualche minuto dopo: «Era il mio primo derby da titolare e Gasperini mi ha dato fiducia. Siamo rimasti uniti, sono contento di aver giocato bene e dei tre punti», ha detto l’olandese.
A fine partita si è poi scatenata la festa sotto la Curva Sud. Questa volta Gianluca Mancini non ha scelto la famosa bandiera col topo ma ne ha sventolata un’altra che non scatenerà polemiche: «Il derby è sempre un pugno nello stomaco. Appena entri nel riscaldamento
capisci il significato di questa partita. Si può essere capitani anche senza fascia? Certo, questa squadra ha tanti leader». […]
(Il Messaggero)
Gasp e il derby, amore a prima vista: “Sembrava una festa della città”
La follia del derby della Capitale ha fatto sciogliere anche un sergente di ferro come Gian Piero Gasperini che a fine partita si è gustato la festa della squadra e con il telefonino ha filmato la scena del festeggiamenti sotto la Curva Sud. Un video che ieri sera avrà sicuramente riguardato più volte perché come aveva già detto alla vigilia ‘si ricordano solamente i derby che si vincono’. «Sono felicissimo», ha detto Gasp che ha poi ha dedicato la vittoria ai tifosi e alla società: «L’atmosfera era straordinaria, è un po’ una festa della città, questo ti coinvolge. Abbiamo avuto il merito di giocarlo bene, mi dicevano che perderlo poi sarebbe stato complicato per le polemiche. Ma non posso andare dietro a questi timori, devo giocare la partita. I derby sono unici. Abbiamo reso felici i tifosi della Roma, la squadra e la società».
Il primo derby non si scorda mai, a maggior ragione in caso di vittoria. Ma Gasperini è un perfezionista e gli ultimi 10 minuti hanno lasciato l’amaro in gola: «Non riuscivo a farmi sentire dai miei giocatori. Abbiamo rischiato, nonostante fossimo in una situazione favorevole. Forse a un certo punto sarebbe stato anche giusto subire gol. Gli ultimi dieci minuti che sono stati veramente brutti perché abbiamo staccato la spina. Era il momento più facile di tutta la partita e non averlo messo a posto non è un bel segnale, c’è ancora da migliorare». […]
Fino a ieri Lorenzo Pellegrini non era mai sceso in campo, ma la mossa di Gasperini ha dato i suoi frutti e si è preso gli applausi del suo popolo ma soprattutto quelli del tecnico: «Non ho mai avuto dubbi su di lui. E’ un giocatore superiore come qualità, il punto è farlo diventare un atleta, con cuore e personalità che ha, ma anche di grande rendi-mento, fiducia ed energia». […]
(Il Messaggero)
Lazio-Roma: la moviola dei quotidiani. Promossa la gestione ‘british’ di Sozza, giusto il rosso a Belahyane
La Roma torna a vincere dopo il ko casalingo contro il Torino e batte 0-1 la Lazio nell’attesissimo Derby della Capitale grazie alla rete di Lorenzo Pellegrini. La partita è stata abbastanza corretta dal punto di vista comportamentale e si è accesa soltanto nel finale con l’espulsione di Reda Belahyane per un brutto fallo su Manu Koné. Al termine della sfida anche Matteo Guendouzi ha ricevuto un cartellino rosso per aver insultato il direttore di gara. Prestazione positiva per l’arbitro Simone Sozza (media voto 6.3), il quale gestisce il derby con una direzione “all’inglese” e viene premiato anche dai quotidiani.
LA GAZZETTA DELLO SPORT – VOTO 6.5
[…] Braccio in area di Ndicka (33′ st) e il contatto Mancini-Taty (48′ st): niente rigori. […] Giusto, e colto in tempo reale, il rosso a Belahyane che deliberatamente spiana i tacchetti sul polpaccio di Kone: espulsione diretta, che annulla il fallo (non leggero) di Romagnoli su
Baldanzi un secondo dopo.
CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 5.5
Imposta, Sozza, il derby con una soglia alta (pure troppo), e una tolleranza ai cartellini degna di Santa Maria Goretti. La partita s’è inevitabilmente incattivita, si doveva gestire meglio. Castellanos e Mancini si beccano, il giallorosso va a sfidare l’avversario poggiando il petto sulla spalla/fianco sinistro, Castellanos va a terra tenendosi il volto (non c’è alcun contatto alto). […] Belahyane con i tacchetti del piede destro sul polpaccio di Koné, Sozza è vicino, subito rosso: ok. Nel finale, subito dopo il fischio, Guendouzi manda a quel paese (tre volte) l’arbitro: espulso anche lui. Regolare il gol di Pellegrini: di gioco il contrasto Nuno Tavares-Rensch. […] Nel solo primo tempo, almeno 5 gialli risparmiati. […]
IL ROMANISTA – VOTO 7
Bravo Simone Sozza, sfodera una prestazione da derby e per 80’ non lo senti e non lo vedi. Parte con il piglio giusto, quello che prevede un regolamento da derby affinché la gara stessa non diventi una corrida e soprattutto per garantire che si finisca con il numero legale. […] Nel finale ecco i cartellini, tutti giusti: gialli al 37’ per Ndicka in scivolata su Noslin e al 43’ per Cataldi su Koné. Rosso invece (al 40’) per Belahyane per una pestata volontaria a Koné. Infine Guendouzi riesce là dove non era riuscito (lamentandosi solamente) in campo: si fa espellere per proteste.
IL MESSAGGERO – VOTO 6
Si dimentica spesso il cartellino giallo sino all’83’ e aspetta il finale per estrarre due rossi, ma dirige un derby all’inglese e riesce a tenerlo sotto controllo. Il metodo british funziona.
IL TEMPO – VOTO 6.5
[…] La sua direzione è ottima: parte coi cartellini in tasca, scelta rischiosa in una sfida come questa, ma la partita gli dà ragione perché i due rossi nel finale non dipendono dalla sua gestione bensì dal nervosismo dettato dal risultato. […] Nella ripresa la Lazio chiede due calci di rigore. Il primo per un tocco di braccio di N’Dicka su un cross in mezzo di Guendouzi; ma il difensore ivoriano ha entrambe le braccia dietro la schiena, attaccate al corpo, e pertanto non commette fallo di mano. La seconda protesta riguarda un contatto tra Mancini e Castellanos a pallone lontano: anche qui però non c’è nulla, l’impatto è col petto del romanista, con il biancoceleste che finisce a terra enfatizzando un po’ l’entità del contrasto. Negli ultimi minuti, i due cartellini rossi. Il primo è per Belahyane: dopo che Koné ha scaricato il pallone, il centrocampista biancoceleste affonda il tackle coi tacchetti all’altezza del polpaccio del romanista. Provvedimento corretto. […]