Ranieri, la prima scelta per la panchina era De Rossi: veto dei Friedkin. Conte e Fabregas le altre opzioni

“Io ho scelto 5-6 allenatori, tre non sono venuti. La società ha preso Gasperini”. Con queste parole nel pre partita del match contro il Pisa, Claudio Ranieri aveva definito, di fatto, Gasperini come quarta scelta per la panchina della Roma. L’inizio della fine, in una sfuriata che ha rotto completamente il rapporto fino ad arrivare all’addio ufficializzato dal club nella giornata di ieri.

Come riferisce il quotidiano, Ranieri al termine della scorsa stagione avrebbe voluto in primis il ritorno di Daniele De Rossi sulla panchina giallorossa. I Friedkin, però, avrebbero posto il veto su un possibile ritorno del tecnico esonerato nemmeno un anno prima. Tra gli allenatori sondati anche Conte e Fabregas. Poi, la virata su Gasperini, ma Ranieri aveva altri nomi in testa.

(Il Messaggero)

Roma femminile: profumo di titolo

L’aria è frizzante. Inevitabile nel giorno di Juventus-Roma, una sfida che sa di passaggio di testimone perché alle giallorosse mancano due vittorie per strap pare lo scudetto alle eterne rivali. In realtà il cerchio magico si potrebbe chiudere già stasera. Ma le ragazze di Rossettini, per festeggiare il terzo titolo della loro storia, devono vincere a Biella e vedere poi il Genoa, ultimo della classe, battere l’Inter, la diretta inseguitrice di Giugliano e compagne, indietro di 6 punti e anche negli scontri diretti.

«È una partita importante e affascinante, contro una squadra forte che vorrà sicuramente fare il massimo. Per noi sono stati tutti big match quest’anno, affrontiamo ogni avversaria con la stessa mentalità. Vogliamo vincere, ma il risultato non è mai scontato. I precedenti? Abbiamo sempre fatto buone partite contro la Juventus raccogliendo meno del previsto. C’è un po’ di rabbia per questo motivo e la metteremo in sampo», ha detto Rossettini alla vigilia. […]

Gli uomini di Gasp

«Noi guardiamo ancora avanti. Poi quando non potremmo farlo più ci accontenteremo di altre cose». Niente obiettivo minimo. Gasperini non nomina mai Ranieri in conferenza stampa e sposta invece il mirino sul campionato. Non si chiama fuori, dunque, dalla corsa Champions, nonostante la Roma sia al sesto posto e abbia 5 punti di distacco (6 per lo svantaggio negli scontri diretti) dalla
Juve. […]

Lo farà con i suoi fedelissimi. I senatori Hermoso, Mancini e Cristante che aspettano di sapere se resteranno anche nella prossima stagione. E i suoi acquisti chic, Wesley e Malen. Magari più avanti si affiderà anche a Dybala che ha seguito i compagni in
Emilia. Ripartirà dalla panchina. «Paulo ha ricominciato questa settimana dopo quasi 90 giorni. Escludo di metterlo dall’inizio, è una questione di fiducia. Non di condizione ma nel calciare, nel contrasto». […]

Nella lista dei 23 convocati riappare quindi Dybala dopo tre mesi. C’è Rensch, ma torna Wesley che sarà titolare. L’esterno brasiliano ha saltato le ultime quattro partite di campionato (la prima per squalifica a e le altre tre, da infortunato, dopo la sosta). Anche Venturino è a Bologna, nonostante in settimana si sia allenato poco per una contusione. L’unico ballottaggio è tra El Shaarawy ed El Aynaoui: se gioca, il marocchino in coppia con Cristante e Pisilli di nuovo trequartista.

(corsera)

Gasperini sull’acquisto di Robinio Vaz: “Dovrebbe fare due anni di Serie B”

Nella Roma è pronta la rivoluzione. Terminato il rapporto con Claudio Ranieri, la proprietà ha preso una scelta netta: proseguire con Gian Piero Gasperini, ribadendogli la fiducia anche all’interno di un comunicato freddo e cinico dedicato all’addio dell’ormai ex Senior Advisor. Uno dei punti di rottura è stato sicuramente il mercato. A gennaio la Roma, oltre a Malen, ha puntato su profili giovani ed emergenti, con pochissime presenze tra i professionisti in carriera.

Come riporta il quotidiano, Gasperini sembra aver bocciato anche l’acquisto di Robinio Vaz, che oltre a due buoni spezzoni contro Bologna e Lecce (con un gol messo a referto), si è visto pochissimo. Il tecnico ex Atalanta avrebbe commentato così l’acquisto dell’attaccante francese classe 2007: “Dovrebbe fare due anni di Serie B

(La Repubblica)

La Roma prima di tutto. Anche di un comunicato

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Lo striscione “Totti è la Roma” l’ho sempre voluto interpretare nel senso che uno che ha passato quasi trent’anni a giocare e a segnare solo con quella maglia, non può non essere la Roma. Ma anche Di Bartolomei è la Roma, Francesco Rocca è la Roma, Forlivesi è la Roma, Giorgio Rossi è la Roma, De Rossi è la Roma, Taccola è la Roma, Giannini è la Roma, Aldo Maldera è la Roma e perdonate gli eccetera. Però tutti questi, pure messi insieme, non fanno un attimo della grandezza della Roma. Pensa a tutti i romanisti che andavano a piedi da San Giovanni a largo dei Colli Albani per vedersi la Roma nel 1927 al Motovelodromo Appio! Pensa se dite loro che la Roma è un giocatore o un allenatore che nascerà 50 anni dopo e loro stanno facendo tutto questo per niente, tanto non c’erano post sui social da mettere? O quelli di Testaccio. […]

I romanisti valgono tutti, nessuno è la Roma perché la Roma è più grande di tutti

La Roma va messa prima di tutto, anche del codice fiscale. Nascere a Roma è un privilegio, anzi, perdonate, un’enorme botta di culo,  un onore, non un merito. Se ci sei nato dovrebbe essere sia naturale, sia doveroso onorare sto splendore che ci circonda, se sei nato in Antartide o a Spoleto ma l’ami, ti voglio pure un po’  più bene.

L’AS Roma va messa prima di tutto anche di un comunicato: andava messa prima di tutto dopo i fatti di Budapest e invece è stata lasciata sola come Mourinho in quel garage e poi a Trigoria; non andava fatto piangere prima un allenatore che aveva innamorato una città e che un po’ (tanto) se ne era innamorato e poi Daniele De Rossifratello oltre che figlio di questa città; andava messa prima di tutto capendo per tempo quello che stava facendo Lina Souloukou dentro via Tolstoj, andrebbe ancora messa davanti a tutto a Trigoria dove qualcuno che si occupa di strategie magari non conosce Di Bartolomei. La Roma va messa prima di tutto sostenendola ad ogni passo, standoci se non con lo sguardo, col pensiero, costruendo insieme un traguardo da raggiungere (anche una ca…volo di Coppa Italia, anche qualsiasi partita si giochi!), prefiggersi un unico, solo, grande obiettivo comune: fare felice la gente che la segue. […]

La spinta di trentamila cuori: quasi sfiorato il tutto esaurito

Al Dall’Ara trepideranno in trentamila: trentamila buone ragioni per scongiurare in finale di stagione in infradito. A ieri il cassiere rossoblù aveva venduto 29 mila
biglietti
per quella che sarà la terzultima gara casalinga dei rossoblù della stagione. […]

A non fare il ‘sold out’ rischia di essere lo spicchio di curva ospiti i servato ai tifosi giallorossi. Con le trasferte parzialmente vietate fino a fine stagione potevano acquistare il biglietto solo i residenti fuori dalla provincia di Roma. […]

(Il Resto Del Carlino)

Forse era meglio tenersi Ranieri

Roma, la Roma, po esse sogno, po esse incubo, alla stessa maniera delle mani di Mario Brega in Bianco, rosso e verdone. Claudio Ranieri di Testaccio era tornato all’Aesse da figliol prodigo il 14 novembre 2024. Aveva il compito, assai arduo a dire il vero, di provare a salvare una stagione che sembrava irrecuperabile. Ci riuscì. E talmente bene che alla presidenza americana era venuto in mente di tenerselo stretto e di affidargli il ruolo di senior advisor, in pratica una sorta di super-direttore sportivo, un po’ consigliere, un po’ mega direttore, soprattutto parafulmini. I Friedkin non avevano mai brillato per sagacia calcistica, ma l’idea sembrava buona, soprattutto sembrava funzionare. Claudio Ranieri era riuscito a mettere un cerotto ben resistente sulle ferite dei sogni traditi dei tifosi. C’era il sor Claudio a tenere le redini della parte sportiva della Roma, c’era Gian Piero Gasperini in panchina, finalmente si vedeva una vera idea di AS Roma. La scelta della proprietà era soprattutto stata dettata da una considerazione: Claudio Ranieri è uomo di tatto e pazienza, un professionista serio e capace di portare tutti a miti consigli. Uno, insomma, che non crea problemi, anzi di solito i problemi li risolve. Uno capace di passare su ogni cosa per la Roma.

Il problema che ha portato allo strappo con la società è stato il rapporto con l’allenatore, Gian Piero Gasperini. I due non si sono mai amati troppo. Troppo diversi per carattere e modi. Claudio Ranieri avrebbe voluto qualcun altro a guidare la Roma che aveva in mente. […]

Cosa si fossero detti il Gasp e la proprietà non è dato a sapersi. E neppure cosa fosse stato promesso all’allenatore per convincerlo ad accettare la panchina della Roma. Fatto sta che, almeno in parte, queste promesse non sono state rispettate. E il Gasp ha iniziato a lamentarsi. Le prime critiche al mercato erano iniziate a luglio, non sono mai terminate. Le lamentele di Gasperini non sono state indirizzate solo ai mancati acquisti, ma anche alla gestione tecnica. Gasp chiedeva di più, buttava in conferenza stampa mezze frasi sulle “mancanze” della dirigenza, scaricava sugli altri le colpe di una stagione non eccezionale. […]

Venerdì 24 aprile si è chiusa l’ultima avventura di Ranieri a Roma. La società ha preferito l’allenatore a chi era riuscito a fare da parafulmine.

(Il Foglio)

Sir Claudio e i tifosi: le illusioni perdute e la fede nel guru

Non bisognerebbe mai farsi illusioni. Non avrebbe dovuto cadere nella trappola mesi fa Claudio Ranieri, non dovrebbe farlo adesso il popolo romanista. L’illusione di Ranieri è stata credere che, come in una canzone dei Pooh, il mondo assomigliasse a lui e quindi non fosse in pericolo. Che esistesse uno spazio presidiato per la gratitudine, un parcheggio riservato dove potesse sistemare ogni giorno la sua storia e lucidarla. Invece viene sloggiato, si titola “licenziato”, come uno di quei direttori generali di passaggio a cavallo di un algoritmo. Pensava sarebbe bastato il mezzo miracolo compiuto l’anno scorso subentrando in panchina e portando la squadra dai fondali alla superficie europea. Non si ricordava più che non fosse stato sufficiente il miracolo intero e irripetibile di Leicester per salvaguardarlo l’anno successivo? Ma quella era Inghilterra, questa è Roma. E peggio mi sento.

La sua Roma cammina con lui, indossa i suoi abiti e quello è il confine. La città è immemore, cinica, ma soprattutto è votata a una speranza a buon prezzo, da imbonitori senz’altare, purché nuova. In fondo, che cosa ha vinto qui Ranieri? Ha sfiorato, raddrizzato, tenuto in corsa: e quindi? Ha pensato che un patto fosse un patto, chiunque lo avesse firmato. Che l’amore popolare fosse eterno, invece dura come un gatto sul grande raccordo anulare. […] Ha sopravvalutato la disponibilità altrui: di proprietà, curva e panchina. Ha sopravvalutato la sua pazienza, che si è incrinata facendogli sussurrare in pubblico cose che era meglio gridare in privato. Se ne va prima che la stagione finisca, ma è anche questa un’illusione: era finita, sarebbe stato meglio accorgersene e chiudere: non è più la sua Roma, il suo tempo, il suo modo. Forse ha perduto un’altra migliore occasione, ma se preferiva questa non abbia rimpianti, li lasci agli altri. Perché adesso è il popolo romanista a illudersi (e con lui la proprietà americana). […]

È passato Mourinho, è passato De Rossi, meglio non far passare anche Gasp. Gli adepti di una setta, quando si sono lasciati alle spalle la vita precedente, continuano a redere nel guru perfino se si accorgoño che le sue parole sono un copia incolla di vecchie parabole e i suoi miracoli trucchi da baraccone. La promessa di Gasp è ancora valida: oggi non si vola, domani sì. Magari avrà ragione, magari salendo a bordo del suo aereo più pazzo del mondo la Roma staccherà finalmente l’ombra da terra. Quell’ombra avrà la forma, elegante e sconsolata, di Claudio Ranieri.

(La Repubblica)

Il tecnico e le parole sul ds: il riferimento era a Sartori (e a Reja)

Il passato non si dimentica. Gasperini, parlando del «poco feeling tecnico» con Massara, si è ricordato di quanto accadde con Sartori nella prima stagione all’Atalanta. […]

«L’allenatore e il ds dovrebbero viaggiare in coppa Molto spesso succede che il direttore sportivo parla con l’allenatore. E poi con un altro tecnico per dirgli di tenersi pronto». Settima giornata, primo ottobre 2016: Gian Piero, a rischio esonero nonostante il successo di Crotone (era quartultimo con 6 punti), batte a Bergamo il Napoli (1-0). […] Poi, però, scopri che Sartori aveva già incontrato Reja. E la fiducia nel ds non fu mai più quella di prima.

(corsera)

Le grandi della Premier su Mile

[…] Tra i portieri della Serle A, quello romanista ha la percentuale più alta di parate (77%) e tra l’altro scende in campo da 71 gare consecutive. Per la sua continuità, abbinata a una qualità fuori dal comune, le big della Premier lo hanno nel mirino. United, Chelsea e Liverpool si sono interessate a Svilar. La Roma, che lo ha preso a parametro zero dal Benfica, In caso di cessione realizzerebbe una superplusvalenza, superiore certamente ai 60 milioni. Un contratto rinnovato giusto a luglio (fino al 2030) e la ferma volontà di trattenerlo al netto di proposte indecenti dovrebbe comunque evitare Il sacrificio. Anche Inter e Juventus In estate dovrebbero sondare il mercato per trovare un titolare tra i pali. […]

(corsport)