Calciomercato Roma: oltre Celik la Juve pensa a Pellegrini

Roma, Como e Juventus si contendono i posti Champions con giallorossi e lariani a pari punti e bianconeri a -1, ma il calciomercato già intreccia il campionato con il prossimo turno decisivo Roma a Como, dopo Bologna in Europa, (e intanto la Juventus va a Udine). Il quotidiano torinese scrive che Spalletti guarda in casa Roma per due colpi a zero Zeki Celik in scadenza, lontano dal rinnovo, è alternativa duttilissima a Kalulu come terzino o quinto. Tra i nomi a centrocampo, oltre Kessie e Goretzka, c’è pure Lorenzo Pellegrini, stesso destino contrattuale di Celik. Se il numero 7 non rinnova dal 1 luglio è svincolato pronto per nuova avventura in Italia o all’estero.

(Tuttosport)

Calciomercarto Roma: su Ndicka occhi puntati della Premiere. 40 mln la base per Trigoria

Alcuni club di Premier League stanno seguendo con grande attenzione Evan Ndicka difensore centrale della Roma con interesse concreto per un trasferimento a giugno secondo il giornalista Francesco Guerrieri di calciomercato.com, che in un post su X, specifica come sondaggi fossero arrivati già a gennaio ma la Roma non abbia mai voluto privarsene in quel momento . L’ivoriano 25enne, arrivato a parametro zero dall’Eintracht Francoforte nel 2023, si è imposto come assoluto pilastro della difesa giallorossa giocando tutti i minuti disponibili in Serie A nella stagione 2024/25 con 51 presenze totali tra club e nazionale (1 gol e 1 assist) che confermano la sua straordinaria affidabilità atletica versatilità tattica duelli aerei vinti e impostazione dal basso ideale per il calcio fisico e veloce della Premier. Ndicka ha un contratto fino al 2028 con valutazione intorno ai 40 milioni di euro, cifra che garantirebbe alla Roma una plusvalenza netta fondamentale per le esigenze finanziarie. Arsenal, Newcastle Nottingham Forest e Manchester United e Tottenham risultano i principali club interessati pronti a offrire oltre 30-40 milioni anche se la società giallorossa lo considera non cedibile senza proposta irrinunciabile soprattutto con l’obiettivo qualificazione coppe europee.

Foti, che stangata! Esonero e 10 giornate di squalifica per l’ex vice Mourinho

Dopo l’esonero deciso dalla proprietà della Sampdoria, Salvatore Foti, ex vice di José Mourinho alla Roma, e Angelo Gregucci si trovano a fare i conti con una doppia penalizzazione: oltre alla beffa dell’allontanamento, Foti ha infatti ricevuto una pesante squalifica disciplinare di dieci giornate che scatterà alla sua prossima esperienza in panchina. Un provvedimento che gli impedirà anche di partecipare al prossimo super corso per allenatori a Coverciano. La decisione è stata assunta dal Tribunale Federale Nazionale dopo il deferimento della Procura FIGC, che accusava Foti di aver svolto le funzioni di allenatore della prima squadra blucerchiata senza essere in possesso dell’abilitazione UEFA PRO, mentre a Gregucci è stato contestato di aver firmato un contratto come tecnico principale senza esercitare di fatto tale ruolo, consentendo così a Foti di guidare operativamente la squadra. Le sanzioni non hanno risparmiato neppure la società, multata di 5.000 euro e colpita da due mesi di inibizione per il presidente Matteo Manfredi e per Jesper Fredberg, direttore e CEO dell’Area Football del club. Il momento sportivo della Sampdoria resta delicato: con un solo punto di vantaggio sulla zona playout e reduce dal pesante 3-0 incassato a Frosinone, la squadra è stata affidata provvisoriamente ad Attilio Lombardo. Per Foti, già protagonista in passato di episodi disciplinari durante le esperienze alla Roma e al Fenerbahçe, si tratta dell’ennesimo capitolo di una carriera segnata da turbolenze. La Sampdoria, dal canto suo, ha ribadito di aver sempre operato nel rispetto delle regole e si riserva di valutare la possibilità di presentare appello una volta depositate le motivazioni della sentenza.

Calciomercato Roma: Dybala sempre più addio. Boca in pole

Paulo Dybala è sempre più vicino all’addio alla Roma con il rinnovo del contratto che appare praticamente impossibile per motivi economici e infortuni ricorrenti, visto che guadagna circa 8 milioni netti annui più 2 di bonus per un totale che supera i 10 milioni complessivi fuori parametro per il bilancio giallorosso e il contratto scade proprio il 30 giugno 2026 mentre la Roma valuta un’offerta al ribasso ma considera l’avventura chiusa senza aprire formalmente il dossier. Gli infortuni cronici limitano la sua continuità, ora che è vicino ai 33 anni, rendendolo difficile da gestire tra campo e infermeria e la società deve rientrare nei paletti finanziari con un taglio drastico dello stipendio che non garantisce comunque l’accordo, in prospettiva il Boca Juniors è in pole per il ritorno in Argentina, spinto dall’amico Leandro Paredes. Dybala ha lasciato aperta la porta con dichiarazioni recenti mentre l’entourage è già in contatto con il club xeneize e si attende un’offerta formale presto con il trasferimento probabile già in estate.

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Forse non lo sai ma pure questo è amore

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – La doppia non esultanza di De Rossi ai gol che hanno valso la salvezza al Genoa, la metterei tra i grandi gesti romanisti della storia. Tipo Pruzzo che si toglie la maglia in Roma-Juve, il primo bacio dato alla maglia che fu di Boniek sempre in quel campionato, o tipo un qualsiasi fotogramma in 20 anni di… Daniele De Rossi alla Roma. Alla mia nipotina un giorno dirò: “Lo sai che c’è stato uno che ha giocato 616 volte con la Roma, per cui ha sempre tifato, dando tutto, rinnovando quando era aa scadenza, rifiutando il City di Mancini, schierandosi contro maiali col microfono, derby non giocati, tessere del tifoso, chiedendo quella del poliziotto, non rinnegando mai la sua fede, né in campo, né in conferenza, né da calciatore, né da allenatore, né in Nazionale, né in Argentina, né a Genova, né in “borghese”, né quando in tanti “in giro” lo chiamavano Capitan Ceres, mentre lui in diretta tv raccontava di essere orgoglioso d’essere romanista  anche dopo un 7-1. E che pure è stato cacciato da casa sua”. Volevo fare un elenco degli ex dal 1927 che sono stati moolto ex, molto più di De Rossi, però sto vedendo che mi sembra assurdo dire qualcosa di più della carta d’identità, della carriera, degli occhi di Daniele per la Roma. Lascio perdere l’abbraccio di Di Canio a Nela dopo il gol del Napoli a noi,  l’esultanza di Pruzzo che ci ha buttato fuori dall’Europa, Graziani che con l’Udinese ci leva nell’87 il sogno Scudetto e la sua rissa nell’85 con Di Bartolomei. Ecco questo non lo lascio perdere. Detto che io non sono contento per niente per De Rossi, se avete da ridire sul niente che ha fatto a parte l’enorme contegno e rispetto avuti, per favore non parlate più di Agostino che quando ci segnò esultò per rabbia sotto la Sud milanista e che al ritorno si prese i vaffanculo di trequarti di stadio. Perché allora sì per voi è solo retorica e moda. Non parlate se non sapete che vuol dire quando vi strappano via il cuore che batte solo per quella squadra, quella persona, quell’amore al di là di tutte le contraddizioni, i pettegolezzi, le invidie, i messaggi radio e social che dicono il contrario. Forse non lo sapete, ma pure quello è amore.

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Pietralata e lo stadio, i residenti già si dividono tra chi sogna gli affari e chi teme: “Sarà un caos”

[…] La cosa certa è che lo stadio, adesso, tutti lo aspettano, seppure con animo diverso. I consiglieri comunali sugli scranni in Aula Giulio Cesare, dove il progetto planerà dopodomani per una sorta di conferma dell’interesse pubblico a blindare politicamente l’opera in vista dell’ultima curva davvero pericolosa, i 180 giorni di analisi al microscopio della Conferenza dei servizi decisoria. Quindi, i Friedkin, sono inevitabilmente in attesa di celebrare la posa del primo mattone sul quale è stabile la soglia di 1,3 miliardi di euro. Ma è soprattutto Pietralata a trattenere il respiro per la nascita dello Stadio della Roma. Perché mentre i vigilantes sorvegliano le entrate del cantiere, spesso visitate dai vandali, e le gru si occupano di portare avanti i carotaggi per gli approfondimenti archeologici, tutto il quartiere ha già iniziato a cambiare la sua prospettiva, sia in positivo che in negativo. […] Del resto c’è chi vede affari d’oro all’orizzonte, come i commercianti di zona abituati a tirare a campare in questo pezzo di città da sempre nella doppia morsa di degrado e traffico: “Qua ci speriamo, 60 mila persone tutte insieme sono una bella novità per chi, come noi, vive dei propri incassi. Ci sono dei pro ma anche dei contro, s’intende. E spero che in Comune pensino anche a noi del quartiere, perché qui le strade si allagano sempre e c’è un grande problema di parcheggi: dicono che ne vogliono farne uno da 10 mila stalli allo stadio, ma le altre 50 mila persone poi dove la parcheggiano la macchina?”. E poi c’è chi non deve fare affari, ma solo continuare a vivere in un quartiere che promette di trasformarsi in maniera profonda e radicale. Non ancora sicuro se positiva, però.
“Le vie che affacciano su Monti Tiburtini sono un disastro quotidiano: siamo condannati a restare in macchina per ore. Ma come possono fare uno stadio davanti a un ospedale? Sarà il caos”.

(corsera)

Florenzi: “Mai chiesto la cessione, Trigoria è casa mia. Finale di Europa League? Speriamo di arrivarci, in caso il biglietto lo prendo”

CORRIERE DELLO SPORT – Roma non è sempre stata giusta con Alessandro Florenzi. È stato il primo capitano dopo Totti e De Rossi e già questo basterebbe a capire perché non gli sono mai fatti sconti. Oggi compie 35 anni e per la prima volta si ritrova lontano da un campo di calcio.

Non ha mai avuto un bel rapporto con Totti
“Falsissimo. Posso definire Francesco e De Rossi miei amici. Totti è una leggenda,
Daniele un fratello, seguo il Genoa per lui e certe volte non vorrei essere nella sua testa. Fare l’allenatore deve essere duro eh…”.

Contento del possibile ritorno di Totti nella Roma?
“Se sarà così, certo. È casa sua quella”.

Torniamo al vero o falso: quando vide striscioni duri nel suoi confronti, e con
Fonseca giocava poca, chiese la cessione. O almeno, di non essere più capitano della Roma

“Bugia. Bugia gigante. Neanche per un istante ho anche solo pensato di chiedere una cosa del genere”.

Rigiocherebbe una sola partita in carriera: Roma-Liverpool, 2018, semifinale di
Champions.

“Confermo. Il ritorno, con il VAR. Saremmo andati in finale”.

Voleva andare a Tirana, da tifoso, per la finale di Conference della Roma, ma ha rinunciato all’ultimo perché era un giocatore del Milan
“Vero, avevo il biglietto. Non andai perché avevamo appena vinto il campionato e avevo degli impegni”.

Pensa di essere stato sottovalutato a Roma?
“Falso. Mi sono sempre dato il valore giusto, poi ognuno aveva e ha la sua idea. Totti e De Rossi erano e saranno sempre una cosa per la Roma, per noi altri romani non è tacile, non lo è stato per me e non lo è per Pellegrini ora. Ma i paragoni sono stupidi. Io come loro ho dato tutto per la maglia fino all’ultima goccia. Chi vuole capire capisca, per gli altri amen. Basta”.

Ancora adesso considera Trigoria casa?
“Questa è proprio vera. Per le persone che ci lavorano ogni giorno. Per me Antonio, il
barista, è sempre stato uguale a un mio compagno. lo sono sempre stato me stesso con tutti, ho cercato di lavorare solo su me stesso e su cosa potevo cambiare io, non la narrazione che facevate voi giornalisti o facevano gli altri”.

Mourinho voleva che tornasse alla Roma
“Confermo, mi telefonò, si chiedeva come mai di me si dicesse che avevo litigato con tutti. Fatevi un giro a Trigoria e chiedete: non è vero niente. E anche Mourinho lo sapeva. Lui mi voleva e io avrei giocato per lui”.

Milan e Roma in Champions?
Allegri penso proprio di sì, Gasperini se la può giocare”.

Se la Roma andasse in finale di Europa League la vedremmo a
Istanbul?

“A Tirana non c’ero e abbiamo vinto, a Budapest non c’ero e abbiamo perso.
Quindi non ci sarebbero problemi di scaramanzia… Sai che non lo so? Intanto speriamo di arrivarci, poi decido. In caso il biglietto lo prendo”.

Bologna-Roma, il Dall’Ara punta quota 27.000 biglietti. I giallorossi in 900

Eppur si muove: sia la prevendita per la sfida di domani sera al Dall’Ara sia quella per Roma-Bologna del 19 marzo all’Olimpico. Per quanto riguarda i novanta minuti di domani il club rossoblù ieri ha confermato di aver raggiunto la soglia delle 25 mila presenze, di cui 900 tifosi giallorossi in curva ospiti, tutti rigorosamente extra provincia di Roma come ha stabilito da giorni l’Osservatorio Nazionale per le Manifestazioni Sportive. Di fatto, curva Bulgarelli esclusa, si trovano ancora biglietti in tutti i settori. L’obiettivo, ambizioso ma non irraggiungibile, è toccare le 27 mila presenze. Per la sfida del ritorno invece ieri la prevendita dei tagliandi del settore ospiti dell’Olimpico non ha fatto registrare significative accelerazioni. Duecento biglietti in più venduti hanno portato il totale a 3.200, il che significa che ne restano circa 250 ancora disponibili.

(Il Resto del Carlino)

Totti-Roma: l’intesa ai dettagli

Non sono pochi i messaggi che i tifosi, sui social, stanno dedicando a Totti, ormai prossimo al ritorno in giallorosso con un ruolo dirigenziale a metà tra la figura di consulenza del club e l’uomo-immagine per le iniziative commerciali. Francesco ha lasciato la Roma a giugno del 2019, lamentando una scarsa considerazione da parte dell’ex presidente Pallotta. Con Friedkin è stato invece amore a prima vista, anche se il lungo corteggiamento si è concluso soltanto 5 anni e mezzo dopo l’insediamento di Dan a Trigoria. Francesco diventerebbe una sorta di consigliere in stile IbrahimovicMilan, con un inquadramento contrattuale simile a quello di Ranieri. Non farà il direttore tecnico e non entrerà direttamente neppure nelle dinamiche della direzione sportiva, però idealmente rappresenterà l’anello di congiunzione tra la società, Gasperini e il vivaio. Entro la fine di marzo sarà annunciato.

(corsport)

Soulé migliora: al Dall’Ara Celik ancora nei tre

È bastato vederlo spuntare sul prato verde del Fulvio Bernardini e la giornata della Roma a Trigoría ha preso tutto un altro verso. Ancor prima che toccasse il pallone, la sola presenza di Soulé comunicava fiducia. Matias sta muovendo i primi passi in campo dopo una ventina di giorni di terapie in palestra e sul lettino del fisioterapista
per cercare di venire a capo di una fastidiosa forma di pubalgia. Per la prima volta da Napoli-Roma del 15 febbraio, l’argentino nelle ultime 48 ore ha eseguito un lavoro differenziato ma in campo, tomando quindi a toccare il caro amico pallone. Non è tanto, e un paio di sgambate non saranno quasi certamente sufficienti per farlo tornare tra i convocati già per la sfida europea di domani a Bologna. Dopo aver giocato 34 partite di fila, Soulé ha saltato i match con Cremonese, Juve e Genoa.
Tra i convocati tornerà invece Hermoso, fermo dal 2 febbraio per una serie di complessi infortuni. Lo spagnolo non dovrebbe essere rischiato dall’al Dall’Ara, ma a
Como dovrebbe giocare anche perché allo scontro diretto contro Fabregas non potrà partecipare N’Dicka, squalificato. Per la stessa ragione, salterà l’andata degli ottavi di finale Mancini, espulso ad Atene nell’ultima gara della prima fase. La línea difensiva sarà formata da Ghilardi, l’ivoriano e Celik, con Rensch e Wesley sulle fasce. Cristante, Koné e Pisilli dovrebbero far parte tutti e tre della sfida. Venturino non è in lista Uefa. Uno tra Zaragoza e Pellegrini oppure entrambi se Gasp dovesse rinunciare a uno del mediani) affiancherà Malan.

(corsport)