Perché il mercato può cambiare gli equilibri

Storicamente il mercato di riparazione alterna delusioni a colpi decisivi in grado di svoltare la stagione. In un campionato così equilibrato, con la finestra invernale che apre ufficialmente venerdì 2, azzeccare l’acquisto giusto è fondamentale per la corsa Champions. (…)

Mentre le rivali si muovono – il Milan ha chiuso per Füllkrug dopo il ko di Gimenez, la Juve punterà su Openda e David nonostante l’infortunio di Vlahovic – è la Roma a preparare i fuochi d’artificio in attacco. Gasperini vuole rivoluzionare il reparto e la dirigenza è pronta ad accontentarlo: in arrivo c’è Zirkzee. L’olandese, che non ha trovato feeling con Amorim allo United, ha già dato il suo ok. L’auspicio a Trigoria è che ripercorra le orme di Hojlund, devastante al Napoli dopo aver lasciato i Red Devils. (…)

Ma non finisce qui: dopo Zirkzee, i giallorossi stanno accelerando anche per il ritorno in Serie A di Raspadori. L’Inter, invece, cerca un esterno destro. La lotta per i posti nell’Europa che conta impone investimenti: il tassello giusto può fare la differenza. (…)

(gasport)

Roma non mollare

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Una bruciante sconfitta da riscattare. Ma anche una squadra ridotta ai minimi termini dagli infortuni e dalla Coppa d’Africa. La Roma si presenta all’ultima partita del 2025 contro il Genoa tutt’altro che in perfette condizioni (…). Gasperini ha voluto ricompattare la squadra (…) con la pressione di dover restare dentro al treno per la Champions League: «È un momento dove bisogna stringere i denti, ottenere il massimo da tutti. (…) Entriamo in una fase di nove partite in un mese, tutte molto importanti. È vero che abbiamo prodotto meno gol di quello che sarebbe necessario (…). È una squadra che ha perso rispetto all’anno scorso anche Shomurodov e Saelemaekers. Ma sono stati bravissimi tutti nel riuscire a portare e a mantenere la Roma così in alto nonostante questa situazione».

«(…) Poi vediamo quello che succederà sul mercato. Io non ho mai creduto molto nel mercato di gennaio (…). Dovremo veramente raschiare il barile per trovare e mettere in campo le migliori risorse per vincere la partita, perché abbiamo assolutamente necessità di vincere (…). Siamo talmente giusti che facciamo fatica a sbagliare la formazione».

(…) Gasperini è tornato su uno dei temi caldi in casa romanista, il «dualismo» tra Dybala e Ferguson (…): «Alcune volte era l’unica soluzione mettere Paulo centravanti, ma lui può farlo benissimo. (…) Ho sempre sperato e contato su di lui, perché so che se Dybala sta bene il valore della squadra aumenta. (…) Il ‘tutta la vita Dybala’ non era una cosa relativa solo a Ferguson. Evan è giovanissimo e la deve mettere non tanto sul piano tecnico, perché è improponibile il confronto, la deve mettere sul piano della volontà, della fame, della voglia di arrivare e magari di fregare il posto a Dybala con queste armi».

Chiusura sul Genoa e De Rossi: «Sono stati otto anni bellissimi a Genova. Daniele ha dato coraggio alla squadra. Sarà una partita tosta». (…)

Raspadori subito

Massara accelera: l’obiettivo è portare Giacomo Raspadori a Trigoria già dalla prossima settimana per consegnare a Gasperini il primo rinforzo invernale. La trattativa si basa su un prestito oneroso con diritto di riscatto per un pacchetto complessivo di 20 milioni, ma l’Atletico Madrid frena: per non perdere l’investimento fatto (22 milioni più bonus), gli spagnoli chiedono l’obbligo di riscatto o condizioni molto più agevoli legate alle presenze (intorno al 60-65%). (…)

Giornata chiave a Madrid, dove è previsto un confronto diretto tra il giocatore e Diego Simeone. Raspadori chiederà di partire, forte di un minutaggio finora deludente (solo 406 minuti giocati), chiuso dalla concorrenza di Griezmann e Almada. Il “Cholo” aveva già ammesso di non avergli concesso lo spazio meritato, ora si attende il via libera. (…)

L’infortunio di Pellegrini, fuori per un mese, rende l’acquisto ancora più urgente per garantire imprevedibilità alla manovra offensiva. Se le gare contro Atalanta e Lecce sembrano troppo vicine, la speranza concreta di Gasperini è avere Raspadori in campo per la sfida suggestiva del 10 gennaio contro il Sassuolo, club che lo ha lanciato. (…)

(gasport)

Roma e Genoa, c’era una svolta

Più che la partita del cuore è la partita dei fegati in mano e dei cervelli in fiamme, una sfida tra piazze che vivono di sogni e nostalgie. Oggi l’attenzione è tutta su Daniele De Rossi, ex capitano e ora avversario, ma la sua presenza è solo l’ultimo capitolo di una saga infinita di incroci. (…)

La storia recente parte dal 15 settembre 2024, quando il gol di De Winter aprì la crisi tra DDR e la Roma, ma i legami sono profondi. De Rossi, pur senza Scudetto in giallorosso, contro il Genoa ha vissuto attimi indelebili, come l’urlo per il rigore decisivo nel 2008 durante la rincorsa all’Inter. Curioso notare come, su quella panchina rossoblù, sedesse proprio Gian Piero Gasperini. (…)

È un continuo passaggio di consegne e giocatori: Conti, Pruzzo, Borriello, fino a Diego Perotti. Fu proprio l’argentino, ex Genoa, a siglare il gol Champions nel giorno dell’addio di Totti nel 2017, salvando la festa in un Olimpico in lacrime. (…)

Tra Roma e Genoa c’è un filo che unisce gioie immense e dolori atroci. Se Marassi fu il teatro del secondo Scudetto nel 1983 (con gol del solito Pruzzo), lo stesso stadio vide il crollo del 2011: la Roma di Ranieri, avanti 3-0, perse 4-3, segnando la fine dell’avventura del tecnico testaccino. Insomma, tra giallorossi e rossoblù, la partita non è mai finita finché non è finita.

(Il Messaggero)

Nessun ritorno

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Tutta la vita. Un claim che ha tirato fuori Gasperini per la questione Ferguson ma che può valere soprattutto per questa partita. Dentro c’è tutto. Amicinemiciincrociritorni, specchi, ex, doppi ex, tripli ex, permaflex, riflessi Yin e Yang, intrecci, DNA, DDR, SUD, ASR, GASP, gulp! Eppure, Roma-Genoa ore 20.45: contano solo i 3 punti.

Personalmente mi interessa solo questo: vincere. Soprattutto dopo le ultime sconfitte, soprattutto per chiudere bene l’anno, soprattutto per ricordarci che la classifica non in fondo, ma in alto è bella, soprattutto per la lotta Champions, soprattutto per andare a +9, soprattutto perché è così sempre. De Rossi? Viene dopo. Anzi, per me, non viene per niente

A me non interessa il suo ritorno. A certi ritorni non credo proprio. E poi una cosa, anzi la cosa: onorare i “significati” e il carico simbolico di romanismo che si porta dietro Daniele De Rossi significa soltanto tifare la Roma. Così si onora anche quello che per me non è un ritornoDe Rossi continua a essere quello che non può non essere: della Roma. Visto da qui a Genova mi sembra più biondo, più in preda al suo shining, più romanista: sarà che in quel contesto tutto così profondamente e visceralmente rossoblù, in quel telaio di appartenenza che è la genovesità, essere così della Roma spicca di più. Si staglia su quel mare, il mare di Roma. 

Io non dirò mai forza Genoa, né ho mai detto forza Boca, ma se fa bene in questo campionato  – non oggi, ca va sans dire –  io sarò contento non per De Rossima per la Roma perché quello anche oggi, soprattutto oggi, soprattutto da lontano, quello rappresenta. È tipo un nostro testimonial. Un ambasciatore. Tutto quello che volete, ma sicuramente non un vecchio amore.

Daniele De Rossi ha detto che oggi sarà come rivedere per strada un vecchio amore o il primo amore o l’amore di una vita. Errore. Errore da cerchietto – evidentemente – sia rosso, sia blu, visto che l’ultima dichiarazione sbagliata di De Rossi sulla Roma risale a quando non parlava.  

Gli amori finiti non sono più tali, e a noi che campiamo di ribellione e romanticismo non ci interessano in assoluto, tantomeno di fronte alla Roma (che è il nostro grande amore). Quella di De Rossi con la Roma è una storia ancora viva, che anzi mai come oggi nel rivedersi, avrà palpiti, emozioni, nodi alla gola. L’amore (non il grande amore, né il primo amore, né il più grande amore), ma l’amore, può perdersi di vistama non si perde. Basta specchiarsi per riconoscersi. Basterebbe uno sguardo: “Se vuoi vedere chi ti vuole bene veramente entra in campo e guarda a destra”. Daniele De Rossi appartiene alla Roma, oggi non torna a casa. Daniele De Rossi è della Roma: non c’è nessun ritorno se non sei mai andato via.

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Verso Roma-Genoa: segnali positivi da Hermoso, Baldanzi fermato dalla febbre. Ziolkowski ha recuperato, sarà in campo

Arrivano aggiornamenti importanti da Trigoria a poche ore dal fischio d’inizio di Roma-Genoa. Secondo quanto riportato da Filippo Biafora de Il Tempo, la rifinitura di ieri ha dato segnali positivi per quanto riguarda Mario Hermoso: il difensore spagnolo, in dubbio fino all’ultimo, dovrebbe essere a disposizione.

Tuttavia, Gasperini deve fare i conti con un nuovo problema: Tommaso Baldanzi è stato infatti fermato dalla febbre e la sua presenza è a forte rischio. Gli ultimi dubbi di formazione verranno sciolti nella sgambata di questa mattina.

Ce la farà, invece, Jan Ziolkowski: il giovane difensore polacco ha smaltito l’attacco febbrile che lo aveva colpito nei giorni scorsi e sarà regolarmente in campo.

Dovbyk out, Hermoso stringe i denti

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Tante assenze e un paio di dubbi. Sarà una Roma in emergenza quella che stasera riceverà il Genoa di De Rossi all’Olimpico. A cominciare dal reparto offensivo, dove Gasperini non potrà fare affidamento su Dovbyk, Pellegrini e Bailey. Indisponibilità alle quali si aggiunge la situazione di Baldanzi (…). L’ex Empoli (…) sembra invece destinato a sedersi in panchina e cedere il posto ad El Shaarawy. Il numero 92 giallorosso, quindi, dovrebbe affiancare Soulé sulla trequarti alle spalle di Dybala (…). Da valutare, poi, le condizioni di Hermoso, alle prese con la pubalgia. Lo spagnolo ha offerto segnali incoraggianti (…) e spera di tornare in campo dal primo minuto. In caso di forfait, il tecnico giallorosso è pronto a inserire nuovamente Rensch (…) con Mancini dalla parte opposta e Ziolkowski al centro. Gasperini si affida ancora a Koné e Cristante in mezzo al campo, mentre sulle fasce conferma per Celik e Wesley.

Poche scelte per Gasp: Hermoso verso il sì. Febbre per Baldanzi e Ziolkowski

Niente pretattica, Gasperini gioca a carte scoperte per necessità. Tra la Coppa d’Africa (Ndicka, El Aynaoui) e l’infermeria (Pellegrini, Bailey e Dovbyk ancora out), le scelte sono obbligate. Si spera nel recupero di Hermoso, mentre un attacco influenzale di Ziolkowski tiene in allarme Mancini per la difesa. (…)
Il tecnico difende il lavoro svolto finora e la mentalità della squadra, negando ridimensionamenti dopo gli scontri diretti. Avanti tutta con il “tridente leggero”: fiducia cieca in Dybala falso nove, ruolo ritenuto meno dispendioso fisicamente rispetto alla trequarti. Il confronto con Ferguson per il mister non esiste sul piano tecnico: “Scelgo Dybala tutta la vita”, sentenzia Gasp, invitando lo scozzese a puntare su fame e volontà per trovare spazio. (…)
Lo sguardo è rivolto al mercato, con un messaggio chiaro al DS Massara. Gasperini sottolinea come la rosa abbia problemi accentuati rispetto al passato e preme per i rinforzi: c’è fretta per Raspadori (manca l’accordo sul prestito con l’Atletico) e Zirkzee (intesa trovata con lo United, si attende il via libera di Amorim). (…)

(corsera)

Festa per De Rossi: coreografia della Sud

Il passato non si dimentica e la Curva Sud è pronta a celebrare la prima volta di Daniele De Rossi da avversario. Un sentimento immutato, confermato dallo stesso tecnico del Genoa che, pur ammettendo di avere la “fede calcistica scritta in faccia”, mette in chiaro l’obiettivo sportivo: fare bella figura e cercare la vittoria contro la sua ex squadra. (…) Qualunque sia il risultato finale, De Rossi ha già programmato il saluto ai tifosi romanisti a fine gara. C’è però il rammarico per l’assenza dei sostenitori genoani nei Distinti, bloccati dal divieto di trasferta dopo gli scontri pre-Genoa-Inter: una situazione che l’allenatore definisce “una sconfitta per tutti”. (…)
DDR ci tiene a sottolineare la sua indipendenza: pur essendo un simbolo della Roma, ribadisce di aver vissuto con dignità anche lontano dall’ambiente giallorosso. Ciò non toglie che quella di stasera resti una serata dall’atmosfera inevitabilmente speciale.

(Gasport)

C’è un amico da battere. La partita del cuore

Al netto della retorica, quella di oggi resta una giornata unica: Daniele De Rossi riabbraccia l’Olimpico da avversario, alla guida del Genoa, a 467 giorni dal suo esonero. Il pubblico è pronto a tributargli il giusto omaggio fatto di cori, applausi e bandiere: un’accoglienza doverosa per chi oggi non è più il padrone di casa, ma un amico e un ospite amatissimo. (…)

Sarà la partita dell’amico da battere. Un legame, quello tra DDR e la tifoseria, che resiste a tutto, anche alle cicatrici del passato: dai modi bruschi dell’addio al calcio sotto la gestione Pallotta, fino al comunicato dei Friedkin che lo sostituirono con Juric. A differenza di storici precedenti come Di Bartolomei, in Daniele non c’è rancore o rabbia, ma solo la rabbia professionale per non aver potuto portare a termine il suo lavoro in giallorosso. (…)

Preparare una gara per battere la Roma è contro natura, ha confessato il tecnico, ma la sua missione attuale è salvare il Genoa e cercherà i tre punti con assoluta professionalità. Eppure, il senso di appartenenza è ancora vivo, tanto che a volte gli sfugge ancora quel “noi” parlando della Magica. Oggi però De Rossi è un uomo maturo, pronto a gestire sentimenti forti: la sua fede romanista “è scritta in faccia”, ma al fischio d’inizio farà di tutto per superare la sua ex squadra. (…)

(Il Messaggero)