Il ritorno dei nemici per caso all’assalto del fortino del Nord. Sognando Falcao e Maradona

Il Napoil ormai ci ha fatto l’abitudine a stare lassù, la Roma, ormai, quell’abitudine, l’ha persa da un po’ di tempo. Una vetta diviso due, con il mare sullo sfondo, e alle spalle una storia fatta di miti, di leggende e cultura. Da Eduardo Scarpetta a Gigi Proietti, da Troisi a Fa-brizi, passando per Pino Daniele e Venditti e possiamo non fermarci più. E il calcio? Sì, anche quello, fatto di colossi: Maradona, Falcao, Giordano, Careca, Di Bartolomei e Pruzzo, insomma c’è storia anche qui. E’ il (centro) Sud bellezza: bentornate insieme sul cielo della Serie A, Napoli e Roma. (…) È come se si fosse ribaltato il mondo, come se si fosse tornati indietro di quasi quarant’anni, quando per un po’, le due squadre si sono divise il primo posto. seppur per pochissimo tempo. Un attimo nell’eternità. Era la fine degli anni ’80, gli ultimi fuochi di Maradona, era l’ultima Roma di Dino Viola, parliamo di un calcio in cui i punti per la vittoria erano due e la costru-zione dal basso esisteva ma non si chiamava “costruzione dal basso”. Preistoria. Per certi versi siamo come in quel periodo lì: il Napoli era ed è un colosso del mercato e la squadra da battere, con i giallorossi visitatori scomodi dell’alta classifica. Dei d-sturbatoti. Le due rivali a braccet-to, lassù. Con le altre storiche antagonista un passetto indietro, pronte a far tornare tutto alla normalità. E’ presto per capire se la Roma sia in grado di reggere fino alla fine, per la squadra di Gasperini sarebbe già un successo finire tra le prime quattro. (…)

(Il Messaggero)

Matic torna sull’addio alla Roma: “Promesse non mantenute, mi sentivo sempre in prova”

SKY SPORT – Nemanja Matic, centrocampista del Sassuolo, si è raccontato attraverso una lunga chiacchierata nel corso di “Sky Calcio – L’Originale”. Il serbo è tornato anche sull’addio alla Roma: “Avete tempo? Per rispondere a questa domanda devo ripartire dall’inizio, quando ho scelto la Roma e sono andato via dallo United per entrare in un progetto in cui sarei dovuto restare almeno un paio d’anni. Prima della Roma avevo avuto delle offerte, mi proponevano dei contratti triennali, e già all’epoca avevo una certa età. Por è arrivata la Roma di Mou: all’inizio non volevo andare, la loro offerta era un contratto annuale, ma per José soprattutto ho scelto la piazza giallorossa. All’inizio mi hanno detto di firmare e che già a gennaio avremmo parlato di rinnovo. Secondo me ho giocato bene, stavo giocando bene. A gennaio però nessuno mi ha detto nulla per il rinnovo. A febbraio ho cercato io dei contatti e mi è stato detto che se avessi giocato più del 50% delle partite avrei avuto il rinnovo automatico. Non era certo quello che mi era stato promesso in estate. Avevo la sensazione di essere costantemente in prova. A febbraio ho detto quindi alla società che fino a fine stagione avrei dato il massimo per portare la Roma il più lontano possibile, la dirigenza sapeva già qual era la mia decisione in estate e quando il Rennes mi ha offerto un triennale ho accettato. lo non ero il problema, il problema sono state le persone che hanno promesso qualcosa e poi non l’hanno mantenuto. Mi sentivo sempre in prova alla Roma e con la mia famiglia non abbiamo mai trovato stabilità”

Gol, fantasia e la scuola Gasp. La Roma incrocia le dita, Soulé è diventato grande

C’è un momento, nella crescita di un calciatore, in cui il talento smette di essere una promessa e diventa sostanza. Per Matias Soulé quel momento è arrivato a Firenze, un pomeriggio di ottobre che lui e la Roma ricorderanno a lungo. Gol del pareggio, assist per Cristante, vittoria al Franchi e primo posto in classifica insieme al Napoli. Un sigillo su un percorso di maturazio-ne che parte da lontano e che ora lo consacra come uomo chiave della squadra di Gasperini. Due estati fa Soulé era arrivato alla Roma tra curiosità e aspettative. Pagato 30 milioni alla Juventus, dopo la positiva parentesi di Frosinone, l’argentino classe 2003 era considerato un investimento per il futuro. Il suo impatto non è stato immediato: qualche lampo, molte pause, e un percorso di adattamento che sembrava non decollare. (…) I numeri raccontano una crescita costante: nel 2025 ha giocato 1735 minuti di Serie A (circa il 74% del totale), realizzando 7 gol e 7 assist. Una partecipazione diretta a una rete ogni 123 minuti, che lo rende il miglior finalizzatore della Roma. La svolta è arrivata il 13 aprile, nel derby. contro la Lazio fu la scintilla che accese definitivamente la sua stagione. (…) Il tecnico ha imparato a costruirgli intorno la squadra, anche a costo di spostare Dybala. Una scelta che fotografa la nuova gerarchia tecnica: la successione è già scritta. (…)

(corsera)

Gasperini, sfida senza limiti nel segno della continuità: ma per sognare servono i gol

Non siamo ai concetti di limite di Nietzsche. Ma Gian Piero Gasperini è lì che ci gira intorno. Sta giocando con i propri limiti e con quelli della Roma, questa è la verità: è un po’ come una sfida, vediamo dove siamo in grado di arrivare. Ogni partita il tecnico aggiunge un pezzetto al proprio puzzle: a Firenze, per dire, per la prima volta la squadra ha vinto rimontando, cosa che non le era riuscita né col Torino né con il Lilla. La Roma è una sorpresa per le modalità, per un mercato che a causa del fair play finanziario non è stato completo, per un cambio di allenatore e una transizione che era lecito immaginare meno fluida. Ma non può esserlo per la continuità di rendimento. Svilar-Celik-Mancini-Ndicka è un ritornello che suona benissimo, miglior difesa d’Europa tra i cinque campionati top, solo due gol subiti. E certo, con pali e traverse a supporto, ma in generale è qui che Gasp sta fondando la sua stagione. Poi, certo, c’è l’altra faccia della squadra prima in classifica, che non partiva così bene dai tempi di Rudi Garcia (stagione 2014-15, ma allora non era in vetta). E l’altra faccia è una fase offensiva che ha dei limiti: nessuna capolista in giro per l’Europa ha segnato solo 7 reti. (…) La realtà Roma, va aggiunto, è però figlia della continuità. Ed è qui che la sorpresa viene meno: nell’anno solare 20251a Roma ha vinto 20 partite su 26 ed è largamente la miglior squadra d’Italia, 8 punti più del Napoli, addirittura 11 più dell’Inter. Gasp, insomma, ha preso la scia di Ranieri e ha addirittura accelerato, per la gioia dei Friedkin attesi oggi in città. (…)

(corsera)

Gasp non si vuole fermare: una amichevole prima dell’Inter

Mai dire sosta. Gian Piero Gasperini non vuole saperne di fermarsi. Proprio come lo scorso mese, il tecnico della Roma pensa di collaudare ancora la squadra con un’amichevole durante la pausa delle nazionali. Un altro test per tenere i giri del motore altissimi. E non perdere quota, in campo e in classifica. Lo farà con una rosa dimezzata (in questi giorni undici giallorossi saranno in giro per il mondo), domani pomeriggio di nuovo a Trigoria per la ripresa degli allenamenti. Ma stavolta il «nucleo portante» (come lo chiama Gasp) del team conserva un altro dei suoi elementi preziosi. Oltre a Paulo Dybala («valore aggiunto») e Mati Soulé (uomo immagine del nuovo corso), il tecnico si tiene stretto anche Wesley, che dall’ultima sosta era rientrato malconcio. (…) Per il resto del «nucleo», invece, bisogna pazientare quasi dieci giorni. Da Evan Ndicka (impegnato con la Costa d’Avorio) a Manu Koné (Francia) e Gianluca Mancini, Gasperini ha fatto partire già il conto alla rovescia. Perché il tempo stringe: dopo la sosta c’è l‘Inter dell’ex romanista Chivu (sabato 18 ottobre), una sfida decisiva per i vertici della classifica, quasi un remake delle gare scudetto di qualche anno fa, quando il tecnico romeno vestiva sì nerazzurro, ma da calciatore. Ora sfiderà Gasperini dalla panchina. (…)

(La Repubblica)

I Friedkin al lavoro nella Capitale: assemblea Eca, stadio e mercato

Dan e Ryan Friedkin sono attesi oggi nella Capitale. I proprietari della Roma parteciperanno all’assemblea generale dell’European Club Association (di cui Dan è membro dal 2021). (…) I massimi dirigenti giallorossi faranno comunque tappa prima di tutto a Trigoria, dove incontreranno tutto lo staff dirigenziale (e domani anche il tecnico Gasperini) per parlare dell’ottimo avvio di campionato e per affrontare altri dossier importanti, a partire da quello del nuovo stadio a Pietralata. I Friedkin si soffermeranno peraltro sulle strategie di mercato e sul situazione di bilancio che prevede entro il prossimo giugno 90 milioni di euro di plusvalenze nel rispetto del fair play finanziario. (…)

(gasport)

Tra gol e assist Soulè ha in mano il futuro della Roma

La transizione è ben avviata. Per poterla completare manca ancora un po’, qualcosina sparsa qua e là. Ma il progetto che la Roma aveva messo in piedi due estati fa si sta pian piano realizzando. Con Matias Soulé sempre più centrale nel progetto giallorosso, capace di prendere per mano la Roma esattamente come aveva fatto in precedenza Paulo Dybala. Già, perché il progetto della Roma di due estati fa era proprio quello di mettersi nelle mani di Soulé, salutando in anticipo la Joya. Poi le cose sono andate diversamente – con il rifiuto di Dybala all’offerta araba dell’Al-Qadsiah. Soulé però poi è cresciuto assai strada facendo e adesso si sta prendendo davvero la Roma. In questo inizio sprint dei giallorossi c’è infatti molto di suo, con tre gol e due assist in otto partite. Tutte giocate dal via, tutte sempre da titolare, tanto per capire quanto si fidi di lui Gian Piero Gasperini. Per intenderci, tra i giocatori di movimento fmora solo l’argentino e Ndicka sono sempre partiti titolari (per i vari Mancini, Koné e Cristante c’è stato invece un subentro a partita in corso). (…) Del resto, la sua crescita è certificata anche dai numeri. Non solo quelli della stagione attuale, ma anche quelli più generici. Dalla prima stagione in cui ha segnato il suo primo gol da fuori area (2023/24), Matías Soulé è il giocatore con più reti realizzate dalla distanza in Serie A: sei. E nei 5 tornei top d’Europa solo un certo Lamine Yamal con 7 ha fatto meglio tra gli under 22. Di più, dall’inizio dello scorso febbraio, tra i giocatori attualmente presenti in Serie A, solo Christian Pulisic ha preso parte a più gol di Matias: 16 contro i 13 del giallorosso (7 gol e 6 assist). (…)

(gasport)

Con l’ottimismo di chi guarda al quarto posto

Prima. Chi l’avrebbe detto? Prima dopo sei giornate e, in assoluto, in un 2025 in cui la Roma è stata fin qui la squadra che ha ottenuto più punti. Nel passato campionato con la grande rincorsa griffata Ranieri, ora con il nuovo corso firmato Gasperini. In pochi ci avrebbero scommesso, soprattutto pensando che la base di squadra che c’era non fosse così solida come si sta dimostrando. Il salto di qualità pare si stia materializzando. Rendendo sempre più plausibile l’obiettivo di centrare uno dei primi quattro posti. Siamo ancora all’inizio, ma le premesse possono legittimare un ottimismo non così scontato all’inizio della stagione. Soprattutto ragionando sui margini di miglioramento su cui questa Roma può lavorare. (…) Semmai, e qui torniamo ai margini di miglioramento, si dovrà fare di più all‘Olimpico dove i giallorossi hanno incassato le due, impreviste, sconfitte stagionali (Torino e Lille). E quel meglio che auspichiamo è legato soprattutto alla produzione offensiva di una Roma che, al contrario, nelle sei gare di campionato giocate ha incassato soltanto due reti. Grazie a un grande portiere (e lo diciamo adesso dopo il gol preso da Kean dove Svilar non è stato impeccabile), a due centrali di qualità e quantità, Mancini e Ndicka, e un terzo, Celik, che si sta rivelando un braccetto più che affidabile. È davanti, al contrario, che vediamo possibili miglioramenti importanti. Pensando al ritorno di Dybala (buonissima la sua prestazione nei trenta minuti di Firenze), alla scoperta di Bailey dopo la sosta che può essere un giocatore in grado di fare la differenza. (…)

(La Repubblica)

Wesley resta a Trigoria. Attesa Bailey

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Wesley resta a Roma. L’esterno giallorosso ha subito un duro colpo nella gara con la Fiorentina e, dunque, salterà gli impegni con il Brasile. Gli esami strumentali a cui si è sottoposto, però, hanno escluso lesioni. Il brasiliano ha espresso tutto il proprio malcontento attraver-so un pipa 5u Instagram: «Rappresentare il nostro paese è la realizzazione di un sogno e la possibilità di difendere la nazionale brasiliana in un Mondiale mi motiva ogni giorno , ma purtroppo gli Infortuni fanno parte della vita di un atleta e quindi non potrò esserci». Saranno undici i giallorossi assenti – per gli impegni in nazionale – domani a Trigoria per la ripresa degli allenamenti. I primi a tornare saranno Tsimikas e Ziolkowsi (ultima partita il 12 ottobre), seguiti da Koné e Dovbyk il giorno successivo. Gli ultimi a rientrare, dopo le gare in programma il 14, saranno Mancini, Cristante, Pisilli, N’Dicica, Celik, EI Aynaoui e Ferguson. Presente, invece, Bailey, pronto a tornare in gruppo a distanza di due mesi dall’infortunio.