Il rientro di Angelino è più lontano. Gasp rilancia Tsimikas e studia i giovani

Si allungano i tempi di recupero per Angelino. È out dalla gara con il Lille del 2 ottobre, in quel caso andò in panchina ma sulla sinistra si alternarono Tsimikas e Rensch. Poi sono arrivate due mancate convocazioni di fila con Fiorentina e Inter a causa di una bronchite asmatica. Lo spagnolo in questi venti giorni ha svolto una serie di controlli specifici al Campus Bio medico a Trigoria, ma una data certa per il rientro in campo ancora non c’è. Domani non sarà a disposizione per la sfida col Viktoria Plzen e salterà sicuramente anche le gare con Sassuolo e Parma. Ha perso qualche chilo ed è ancora debilitato, punta alle prime gare di novembre (2-3 settimane) ma tutto dipenderà dalle sue condizioni. (…) Gasperini da qualche settimana sta studiando una serie di alternative per sopperire all’assenza dell’ex Lipsia. Non è ancora soddisfatto di Tsimikas, lasciato fuori contro l’Inter. Probabile la sua presenza dal primo minuto doma-ni sera, ma il ballottaggio con Rensch è aperto. Sabato, invece, su quella fascia ha giocato Wesley e vederlo a sinistra potrebbe non esser stato un caso isolato. Il tecnico è soddisfatto di come ha giocato dall’altra parte, tra i tanti esperimenti della partita contro i nerazzurri è stato quello più riuscito . (…) L’allenatore sta buttando più di un occhio di riguardo sui giovani. In particolar modo su Sangaré e Lulli. Il primo è aggregato al gruppo dal ritiro e si sta mettendo in mostra con la Primavera. Lo scorso weekend si è tolto la soddisfazione di trovare il primo gol in giallorosso contro il Cagliari. Nasce come terzino destro ma con Guidi si sta ritagliando uno spazio a sinistra. Stesso discorso per Lulli che sta convincendo e si è allenato più volte con i grandi. (…)

(Il Messaggero)

Roma, fuori i gol

Non la si scambi per una provocazione, ma è solo un dato oggettivo: domani, Roma-Plzen, terza giornata di Europa League, si gioca all’Olimpico, alle 21, Gian Piero Gasperini in attacco avrà l’imbarazzo della scelta. Ecco, imbarazzo è proprio la parola giusta, visto l’andazzo degli attaccanti, mai così spuntati. Chi scegliere? A chi affidarsi? In attacco ce n’è di tutti i tipi: chi deve ritrovare lo smalto di un tempo, chi è sparito, chi cerca occasioni, chi è appena rientrato da un lungo infortunio, chi è fuori lista. (…) Domani sera ci sarà Dybala, che non segna da febbraio (ad aprile è finito sotto i ferri, questo va ricordato), una rete in campionato, il 2 a Venezia, su calcio di rigore, e la doppietta in Europa League contro il Porto, il 20. Paulo ha giocato solo due partite da titolare quest’anno, entrambe da centravanti, quando è subentrato è stato piazzato a sinistra e/o a destra. Ci sarà Dovbyk, fermo a una sola rete stagionale, che risale alla sfida con il Verona: Artem in Europa è reduce dal doppio rigore fallito contro il Lille, brividi. Presente anche Ferguson, che doveva essere l’altro Dovbyk, ma all’ucraino è finito dietro, un po’ perché spaesato, un po’ perché dopo una sosta è tornato non in condizione e Gasp lo ha relegato spesso e volentieri in panchina, regalandogli solo 66′ contro la Lazio, 30′ con il Verona, 0′ con la Fiorentina e 10′ con l’Inter, più 78′ con il Lille. Ci sarà anche El Shaarawy, che nelle ultime quattro partite di campionato ha giocato appena 8′, e contro il Lille solo 35′. Non può mancare Soulé, che gioca sempre e magari avrà pure bisogno di rifiatare un po’, ma Gasp difficilmente se ne priva in questa fase della stagione. Chissà, magari domani un pensierino potrà farcelo, visto che si è riaffacciato tra noi anche Bailey, che non avrà fatto allenamenti splendidi, ma comunque lavora con continuità con tutta la squadra: è stato provato anche a destra, lui che è un mancino e quindi siamo al piede invertito che tanto piace agli allenatori. (…) Di sicuro, Bailey potrà portare un cambio di passo in più e quella di domani può essere la partita adatta per festeggiare la sua prima da titolare con un gol o magari sfruttare l’occasione per aiutare i suoi compagni che litigano con la porta avversaria. Un ragazzo che potrà portare alla squadra quel cambio di passo che è mancato e che Gasp ha cercato, e preteso, per tutta l’estate e sappiamo come è andata a finire.

(Il Messaggero)

Vinte otto su otto. L’Ostiamare di De Rossi prima in Italia

Neanche un mese fa, un drone si è alzato sul pontile di Ostia. Sotto c’erano centinaia di persone, con il colore viola a dominare, nel giorno dell’80mo compleanno dell’Ostiamare: il risultato sono state immagini iconiche, mentre sul lungomare era stata allestita una mostra a riassumere attraverso foto e maglie la storia della società, nata nel 1945. (…) Da quando Daniele De Rossi ha preso in mano la società, l’Ostiamare ha ribaltato la sua immagine, avvicinandosi sempre di più a quella di un club professionistico, nonostante giochi in Serie D. La prima squadra è tornata all’Anco Marzio, impianto che nei prossimi mesi sarà oggetto di un ulteriore restyling per renderlo ancora più a disposizione della comunità di Ostia e non solo dei tesserati. (…) In Serie D, invece, l’Ostiamare vola: ha vinto 8 partite su 8 nel girone F. Nessuna squadra in Italia tra la Serie A e la D è a punteggio pieno come quella di David D’Antoni. (…) Ci hanno provato diverse squadre a diventare «la terza di Roma»: dalla Lodigiani alla Cisco fino alla Lupa Roma. Il Guidonia, quest’anno in C, fa Comune a sé: Ostia, invece, fa parte del Comune di Roma, e dela Roma potrebbe diventare anche una delle case, qualora il club giallorosso decidesse di formare la squadra Under 23. Il contratto tra De Rossi e la Roma è stato risolto, i rapporti e l’amore restano.

(corsera)

Esterni e braccetti? Destra o sinistra è uguale

Il metodo Gasperini è lo stesso di Bergamo. Lo stanno scoprendo sono già nove i match della sua gestione —nella Capitale. I concetti restano però identici a quelli della sua entusiasmante e lunga avventura sulla panchina dell’Atalanta. Il sistema di gioco non cambia: il 3-4-2-1. Il copione, insomma, è quello di sempre. Sono invece differenti gli interpreti, ma questo è scontato quando si passa da una squadra all’altra. (…) E, passaggio fondamentale del suo lavoro a Trigoria, è non dare importanza al piede preferito del giocatore quando c’è da scegliere la zona dove sistemarlo. Cambiano, quindi, solo le posizioni. L’unico a restare sempre al suo posto, oltre al portiere, è il centrale della difesa: Svilar e Mancini, quindi. In teoria anche Dovbyk, ma non è stato sempre il titolare. Lui recita da centravanti e ba-ta. Cosi sono coinvolti almeno otto-nove giocatori di movimento. Il mancino Hermoso ha fatto il centrale di destra in difesa, come è successo anche a Ndicka contro l’Inter-, il laterale destro Rensch ha già giocato a sinistra proprio come Wesley sabato. Solo Angelino e Tsmikas, entrambi mancini, sono rimasti sulla fascia per loro abituale. Stesso discorso per Celik che spesso lascia il ruolo di centrale per allargarsi, sempre a destra. (…)

(corsera)

Ferguson, batti un colpo. Ma la Roma guarda già oltre

Bisogna fare con quel che c’è. E Gasperini allora non può che sperare nella crescita di Dovbyk e Ferguson, a costo di puntare dritto su uno dei due con costanza, lasciando un po’ più indietro l’altro. Siamo appena a fine ottobre, non è ancora il tempo dei bilanci. Ma delle risposte sì. Non c’è squadra di alto livello che non si fondi sui gol dei suoi attaccanti: questo è chiaro. Il quarto posto che vale la qualificazione Champions non può passare solo dalla difesa. Da chi aspettarsele, dunque, le risposte? Vien da dire più da Ferguson che da Dovbyk. Non fosse altro che peri margini di crescita dei due: l’ucraino è calciatore conosciuto, pregi e difetti sono noti a tutti e figurarsi a Gasp. Ferguson, al contrario, è ancora un mistero. (…) Al ragazzo serve continuità di impiego, senza quella è difficile che trovi — anzi, ritrovi — una familiarità con il gol che pure aveva mostrato col Brighton. Certo, Gasp non può aspettare all’infinito. L’irlandese è in vantaggio per una maglia da titolare domani sera in Europa League contro il Viktoria Plzen, ma il ballottaggio con Dovbyk è tutt’altro che risolto. È bene però allungare lo sguardo anche oltre. E arrivare fino a gennaio, a un mercato in cui la Roma ha già deciso che interverrà, per colmare le lacune offensive. Gasperini vorrebbe due volti nuovi in attacco, quei giocatori che in fondo aveva cercato anche in estate. (…) Occhio alle cessioni, però. A gennaio c’è un’esigenza che va tenuta in conto, quella di avere giocatori pronti e non da recuperare. Ecco perché l’ipotesi degli scambi, soprattutto con altri club italiani, va tenuta in grande considerazione. Due giocatori potrebbero essere usati come pedine di scambio: Pisilli e Baldanzi, nessuno dei due — per motivi diversi — centrali nella Roma di oggi. (…)

(corsera)

Bailey adesso avrà più minuti. Con lui la squadra è imprevedibile

Il ruggito lo ha dovuto trattenere per due mesi a causa di una lesione al retto femorale rimediata poco dopo il suo sbarco a Roma. Ma ora Leon Bailey è pronto a farsi sentire in un attacco che fatica a trovare la via del gol. (…) Gasperini sorride ed è pronto a lanciarlo domani contro il Viktoria Plzen. Dal primo minuto o per uno spezzone come contro l’Inter, magari con un minutaggio più alto. Il ballottaggio è con EI Shaarawy, mentre Soulé sembra destinato a un turno di riposo in vista dei due impegni ravvicinati con Sassuolo e Parma. (…) Ma al giamaicano la posizione cambia poco. In carriera ha giocato 175 partite a destra e 138 a sinistra con una media gol di 0,20 sul lato mancino (28 in 138 gare) e 0,19 dall’altra parte (34 in 175). Proprio i numeri di cui ha bisogno la Roma.

(gasport)

Pronta la Roma 2: Gasp fa almeno sei cambi. Col Viktoria nuove soluzioni

«Adesso dobbiamo cercare di allargare la rosa il più possibile». Un concetto espresso spesso e volentieri da Gian Piero Gasperini, consapevole di dover fare di necessità virtù, aspettando nel caso gennaio per portare qualche aggiustamento in corsa. Ma fino a quel momento l’allenatore della Roma dovrà andare avanti con questa rosa, cercando di ottenere il massimo da tutti. E responsabilizzando il più possibile ogni giocatore, tenendolo dentro il progetto e facendolo sentire importante. Ecco perché domani contro il Viktoria Plzen l’allenatore giallorosso varerà una sorta di Roma-2 (o Roma-bis che dir si voglia), cercando di dare spazio anche a chi finora ha giocato meno. (…) Rispetto alla gara con l’Inter Gasperini dovrebbe cambiare tutte e due le fasce: contro i nerazzurri hanno infatti giocato Wesley a sinistra e Celik a destra, contro i cechi toccherà a Tsimikas da una parte e Rensch dall’altra. Questo anche perché Angeliño continua ad essere out per problemi fisici e personali, dopo la bronchite asmatica che l’ha tenuto inizialmente fuori. (…) In mezzo al campo, invece, partirà ancora dal via El Aynaoui, che finora ha giocato da titolare solo nelle due sfide di Europa League contro Nizza e Lille e con il Torino, in campionato, dove però è stato sostituito dopo appena 45 minuti di gioco. Il marocchino finora ha fatto intravedere delle cose buone, soprattutto nel precampionato, ma non ha saputo poi ripetersi. (…) Però è chiaro che la grande attesa sia tutta legata ad Artem Dovbyk ed alla caccia ai gol, il vero grande problema di questo inizio di stagione della Roma. Gasperini contro il Viktoria tornerà a giocare con il centravanti e l’ucraino è nettamente favorito su Ferguson, che nella considerazione dell’allenatore ha perso punti strada facendo (soprattutto per come si è ripresentato dopo le due sortite in nazionale…). (…) Ma dal via dovrebbe partire pure Ziolkowski, che in questo momento sembra la novità più bella in casa giallorossa. Il giovane difensore sabato sera ha dimostrato personalità e carattere, il rodaggio dovrebbe essere quasi concluso. E la prima dal via potrebbe esserne la conferma, per un futuro luminoso.

(gasport)

Gasp le prova tutte

IL TEMPO (L. PES) – Gasperini le prova tutte. L’ottimo inizio di stagione della Roma, al netto del ko con l’Inter dove, soprattutto nella ripresa, i giallorossi hanno mostrato una crescita sul piano atletico e della produzione offensiva, non trae in inganno il tecnico di Grugliasco. La strada da percorrere è ancora lunga e il cruccio più grande del piemontese resta quello della crisi del gol. La solidità difensiva è una delle migliori notizie di questa prima parte di stagione, ma i gol avversari, inevitabilmente, arrivano. Per questo Gasp sta cercando tutte le soluzioni possibili per aumentare la quota realizzativa della sua Roma, che finora ha sfruttato bene palle inattive e tiri da fuori di Soulé, ma deve fare molto di più. Soprattutto perché la condizione atletica continua a crescere e il tecnico vorrebbe una squadra che, anche subendo qualcosa in più, sia capace di capitalizzare al meglio tutto quello che costruisce. Da qui gli esperimenti e i tanti cambiamenti in ogni reparto, perché tutti possono aiutare la squadra a fare più gol, non solo la mira degli attaccanti. In questo senso un’assenza che può pesare parecchio in queste settimane è quella di Angeliño. Lo spagnolo è fermo dall’inizio di ottobre a causa di una bronchite asmatica che lo ha notevolmente debilitato in queste ultime settimane, non consentendogli di allenarsi con la squadra. Il laterale giallorosso ha perso anche qualche chilo e ora ha bisogno di tempo per rimettersi in condizione: il rischio è che possa rivedersi in campo addirittura dopo la sosta di novembre. Proprio sulle corsie esterne, infatti, Gasp sta cambiando di più. Tsimikas non convince (anche se in Europa potrebbe ritrovare minuti) data la scarsa propensione offensiva, per questo contro l’Inter si è visto Wesley, chiamato al duello con Dumfries. Ma non è escluso che il brasiliano possa avere altre opportunità sulla corsia mancina, dato che dall’altra parte sia Rensch (ieri il procuratore è stato a Trigoria per un incontro con la società ribadendo la voglia dell’olandese di restare nella Capitale e giocarsi le sue carte) che Celik rappresentano alternative valide. Il turco è cresciuto molto da centrale di destra, il tecnico vorrebbe sfruttare la sua fisicità e la ritrovata vena di spinta anche più avanti. Idea che arriva anche dall’affidabilità di Hermoso e, soprattutto, dalla crescita di Ziolkowski. Il polacco sta aumentando il minutaggio e ora può entrare stabilmente nel giro delle rotazioni. Resta indietro, invece, Ghilardi. A metà campo la coppia Koné-Cristante rappresenta uno dei punti fermi intoccabili per Gasperini, come Mancini in difesa. Ma sia El Aynaoui che Pisilli avranno occasioni e restano alternative credibili nella testa del tecnico. Discorso diverso per l’attacco. Dovbyk e Ferguson (l’ucraino resta avanti) non segnano, e  questo è un problema che a catena coinvolge l’intero re-parto. Ma Dybala da «nove» è una soluzione che resta spora-dica e che contro l’Inter nelle idee del tecnico poteva essere una mossa tattica per stanare Acerbi. L’argentino, se in condizione, resta la carta di quali-tà che può sparigliare le carte. Soulé può solo migliorare e ora Bailey rappresenta la vera speranza dell’ex allenatore atalantino. Sullo sfondo restano Baldanzi ed El Shaarawy, con quest’ultimo ormai in fondo alle gerarchie: si rive-drà soltanto in Europa. Lavori in corso, quindi, per una squadra ancora in alto in classifica e con ampi margini di miglio-ramento. Aspettando genna-io.

Riecco Meler. L’incubo del tecnico

IL TEMPO (GAB. TUR.) – «Il peggior rigore nella sto-ria del calcio?». Titolò così The Athletic dopo il rigore che lo scorso anno Hall Umut Meler concesse al Club Brugge contro l‘Atalanta per un leggero colpo di Hien ai danni di Nilsson. Un fallo inesistente che mandò su tutte le furie Gasperini. «L’arbitro deve una spiegazione a tutto il mondo del calcio, non solo a noi» -disse il tecnico di Grugliasco dopo la partita – «Ormai calciatori simulano dì continuo, si buttano, urlano subito. Siamo lontani dallo spirito dal calcio. Si sta eliminando il contatto o non lo si distingue. Ora, toccherà correre e saltare come pinguini». Domani, l’allenatore giallorosso ritroverà il fischietto turco – designato per la gara di Europa League contro il Viktoria Plzen – che, invece, non ha alcun precedente con la Roma. Un direttore di gara conosciuto soprattutto per lo spiacevole evento che l’ha coinvolto dicembre 2023. Al termine della sfida tra Ankaragucu e Caykur Rizesport, Meler fu aggredito con un pugno al volto da Faruk Koca, presidente dei padroni di casa, e subì anche diversi calci che gli procurarono un trauma cranico e fratture al costato. Il motivo? Aver assegnato un calcio di rigore, poi trasformato, agli ospiti nei minuti di recupero. Un episodio che porto alla temporanea sospensione del campionato turco. Anche l’esperienza in Arabia Saudita non fu positiva. Dopo aver arbitrato Al Shabaab-Al Hilal, Meler fu accusato dalla squadra di casa di aver influenzato il risultato finale attraverso le sue decisioni sbagliate.

Angelino non ce la fa. Gasp a caccia di soluzioni per le fasce della Roma

Fascia scoperta. Di Angeliño non c’è traccia da quasi un mese. Il terzino sinistro non vede il campo da Roma-Verona dello scorso 28 settembre. Il primo bollettino: sindrome influenzale. Il secondo: bronchite asmatica. Ora le conseguenze: Angeliño è debilitato. L’obiettivo è ritrovare la forma ideale, ma qualche problema inaspettato ha fatto slittare ulteriormente il rientro dello spagnolo, che sta faticando. Quindi niente sfida contro il Viktoria Plzen, domani all’Olimpico dalle 21. Nel mezzo il debutto a sinistra di Tsimikas, titolare prima in Europa League (contro il Nizza il 24 settembre), poi a Firenze (era il 5 ottobre). (…) Già prima che Ghisolfi venisse sostituito da Massara, le richieste di Gasperini alla direzione sportiva erano chiare: servivano almeno due nuovi terzini, uno a sinistra e uno a destra. Le valigie di Angeliño per l’Arabia Saudita erano pronte. L’Al-Hilal, di proprietà del fondo sovrano Pif, aveva messo sul piatto circa 25 milioni di euro bonus inclusi. Un affare lampo sfumato prima del Mondiale per club. L’incasso avrebbe generato una plusvalenza importante per il bilancio romanista, visto che l’anno precedente Angeliño era stato riscattato a cinque milioni. Niente da fare: lo spagnolo rimane. Gasperini deve adattarsi come fa, del resto, con molti altri giocatori. (…) Da quella parte servono muscoli e tanto fiato. Aspetti che Angeliño sta cercando di migliorare, giorno dopo giorno. Il countdown allora va resettato: serve ancora tempo. La prima gara utile per il rientro diventa Sassuolo-Roma del 26 ottobre, ma è probabile che lo spagnolo rimandi l’appuntamento con il campo a fine mese contro il Parma o i primi di novembre con il Milan. Al suo posto è pronto Tsimikas, abituato – nelle ultime stagioni – al ruolo di riserva. Forse per questo, contro l’Inter, Gasperini ha preferito adattare Wesley. Così anche le fasce, come l’attacco, diventano il regno dell’incertezza.

(La Repubblica)