Nonostante la notizia sia emersa soltanto nella serata di ieri come una trattativa in corso, Dan Friedkin, Ryan Friedkin e Daniele De Rossi hanno deciso congiuntamente, circa una settimana fa, di chiudere il contratto che legava l’ex tecnico giallorosso alla Roma. Si tratta di un passo positivo per tutte le parti coinvolte: per De Rossi rappresenta l’opportunità di costruire sulla sua brillante carriera e di intraprendere nuovi orizzonti professionali, per il Club, la Proprietà continua a mettere in campo la propria esperienza finanziaria per costruire il futuro della Roma. Il rapporto personale tra De Rossi e la Famiglia Friedkin rimane molto buono, solido e rispettoso. La proprietà confida pienamente nel brillante futuro di Daniele e la Roma è e sarà sempre la sua casa.
Mese: Ottobre 2025
ROMA-LILLE: le probabili formazioni dei quotidiani. El Aynaoui e Tsimikas dal 1′, ballottaggio Ferguson-Dovbyk
Nessuna rivoluzione per Gian Piero Gasperini in vista della gara di questa sera contro il Lille. In porta confermato Svilar. Linea a 3 formata da Celik, Mancini e Ndicka, con Hermoso che però spera in una maglia da titolare. A destra Wesley, a sinistra torna Tsimikas, con Konè ed El Aynaoui in mezzo al campo. Sulla trequarti non c’è riposo per Soulè, che sarà affiancato da uno tra El Shaarawy e Pellegrini. In attacco ballottaggio Dovbyk-Ferguson.
LA GAZZETTA DELLO SPORT: Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; Wesley, Konè, El Aynaoui, Tsimikas; El Shaarawy, Soulè, Ferguson.
CORRIERE DELLO SPORT: Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; Wesley, Konè, Cristante, Tsimikas, Soulè, El Aynaoui, Dovbyk.
IL TEMPO: Svilar; Celik, Mancini, Hermoso; Wesley, Cristante, El Aynaoui, Tsimikas; Soulè, EL Shaarawy, Dovbyk.
IL MESSAGGERO: Svilar; Celik, Mancini, Hermoso; Wesley, Konè, El Aynaoui, Tsimikas; Pellegrini, Soulè, Ferguson.
TUTTOSPORT – Svilar; Hermoso, Mancini, Ndicka; Rensch, Konè, El Aynaoui, Tsimikas; Soulè, EL Shaarawy, Dovbyk.
Su Baroni in bilico l’ombra di De Rossi
L’ombra di Daniele De Rossi è sempre più evidente, tutt’attorno al profilo in bilico di Marco Baroni. Lo scrivevamo sul giornale di ieri, a maggior ragione dobbiamo ripeterci oggi. Ed evocando concetti ancor più ampi e nello stesso tempo… concentrici. Su queste colonne si era già ricordato ripetutamente il legame di stima molto forte che lega Urbano Cairo a De Rossi, non a caso incontrato dal presidente del Torino già prima di ingaggiare Baroni, al tramonto della scorsa primavera. Ebbene, da ieri pomeriggio, in crescendo, sono decollate ulteriori voci nel mondo del mercato, tra dirigenti e procuratori, sul possibile approdo di De Rossi in granata, al posto di Baroni. Poi, in serata, un ulteriore sviluppo, in ogni caso dirimente, fondamentale. Ovvero la fumata bianca delle trattative tra il tecnico e i vertici della Roma per la risoluzione del contratto, che legava De Rossi alla sua squadra del cuore (squadra dell’anima, squadra della vita: la Maggica). Legame contrattuale terminato, d’ora in poi anche ufficialmente: con il tecnico che ha rinunciato a 4 milioni, alla fine, pur di poter tornare in gioco. (…) Cairo è tornato a pensare a De Rossi con grande… intensità, per non dire altro. La situazione di Baroni è sempre più a rischio: raccontano come la sua autorevolezza professionale sia stata minata (davanti agli occhi del presidente e del suo dt Vagnati) dalla crisi profonda di risultati e dai problemi emersi senza soluzione di continuità, anzi apparsi sempre più grandi fino alla sconcertante sconfitta di Parma, dopo l’incredibile tracollo con l’Atalanta. Sabato, Lazio-Toro. (…) Di quanto Cairo stimi De Rossi si è già detto. Risulta che De Rossi allenerebbe molto volentieri i granata, se al dunque gli toccasse una nuova chiamata… definitiva. Raccontano, anche, che abbia già declinato più volte le proposte del nuovo Monza del suo caro amico ed ex compagno Burdisso, ds dei brianzoli (la Serie B non può intrigare Daniele, che tra l’altro aveva già detto no anche alla Samp). E la Fiorentina in crisi del caro amico Pradè, ex suo ds a Roma quando Daniele giocava (e vinceva anche il Mondiale nel 2006), dal 2019 con Commisso in viola? Strada chiusa: il progetto Pioli pluriennale e ultracostoso, appena lanciato, è intoccabile. Insomma, in caso di esonero di Baroni, De Rossi risulta in pole per il Torino. Anche perché Cairo continua a non riuscire a convincere Palladino, altro tecnico papabile, sulla carta. (…)
(tuttosport)
Il gol coi crampi. D’altronde il Lille sembra viola
IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Ci ha messo pure la Coppa Italia, quando gli hanno chiesto cos’era più importante fra l’Europa e il campionato. Ho goduto. Vuole tutto. E sempre. Perfetto. M’aspettavo tanto da Gasperini quando ha scelto noi preferendoci alla Juve, a Bergamo, alla Champions, a una vita per un’altra, ma non pensavo potesse restituire così tanto anche a livello dialettico, con le parole cioè. (…) Col Verona poi, per me, è successa una cosa che è una straordinaria sintesi del suo lavoro: il gol di Matias Soulé con i crampi. Una sublimazione filosofica raccontata nella zoppia dell’esultanza. Il talento più fervido, quello più giovane, il più spensierato, il ghirigori per definizione, che segna, cioè quindi che raggiunge l’utile (si intenda proprio segnare dal tabaccaio, far di conto, portare la Roma a 2 da 1) con la sua qualità che diventa non solo il tocco, il fronzolo, il tacco, ma il lavoro, la quantità, la corsa, la transizione. Sovrapposizioni, direbbero Carmelo Bene e Gilles Deleuze. A proposito di francesi, dimenticavamo – noi non Gasperini – che stasera, tra poco, adesso c’è una partita con il Lille, italianizzato Lillà. Sovrapposizioni pure queste, le migliori per spiegare il daltonismo nello scegliere fra coppa e campionato da parte di Gasperini. D’altronde non ho mai capito che differenza di colore c’è fra il lillà e il viola? Poco o niente, c’è pure il color malva, il pervinca, c’è pure la Coppa Italia. Oggi giochiamo per fare bene oggi, perché la coppa è importante, perché l’Europa League per i romanisti è speciale, perché c’è solo un modo (come per vivere) di giocare, cioè dare tutto. Facciamoli viola, nel senso metaforico e quasi letterale, giocando la partita come fosse Firenze, quando giocheremo per altri tre punti pesantissimi in una partita, pure lì, che ha tanti significati per i romanisti (…)
Konè guida la Roma dei titolari
D’accordo, la stanchezza (mentale) si fa sentire, ma la partita di stasera è troppo importante per pensare di stravolgere la formazione titolare e cambiare ciò che di buono si è visto ed è stato costruito in questo mese e mezzo di lavoro. Gasp sta valutando quindi di evitare grandi cambiamenti e di lasciare in campo il suo zoccolo duro, quel gruppo di giocatori che in questo momento sono i suoi fedelissimi e che stanno facendo la differenza sia nei risultati sia nel nuovo piano di gioco romanista. (…) Uno dei pochi cambi rispetto alla sfida col Verona potrebbe essere sulla corsia sinistra. Nell’alternanza ragionata dall’allenatore, Tsimikas può tornare in campo dal primo minuto in Europa, come accaduto due settimane fa a Nizza. La staffetta con Angeliño è in programma, i due si daranno il cambio nel corso della stagione sia per una maglia da titolare sia a partita in corso. Ha bisogno di giocare invece Wesley, non tanto per la forma fisica quanto per entrare di più nel gioco di squadra, e la sua presenza sulla destra dovrebbe essere confermata. Così come quella in mezzo al campo di Cristante, rimasto fuori proprio nella prima uscita del torneo Uefa, che affiancherà l’insostituibile Koné. E a proposito di francesi, El Aynaoui (che è nato a Nancy ma poi ha scelto di giocare per il Marocco) spera di rientrare in campo dal primo minuto, affiancando Soulé sulla trequarti. Capitolo centravanti. Dovbyk ha ritrovato il gol che mancava dalla sfida di maggio contro la Fiorentina e Gasp potrebbe anche decidere di riutilizzarlo dal primo minuto per dargli maggiore fiducia. Il ballottaggio con Ferguson tuttavia è ancora aperto. (…)
(corsport)
Dalla Francia 800 ultrà in arrivo. Controlli in centro
Sono ottocento e in parte sono già arrivati a Roma nella serata di ieri. A gruppetti si sono riversati in qualche pub del centro, tenuti sotto controllo dalla polizia. Sono i tifosi francesi del Lille, vicini a quelli del Nizza che la settimana scorsa sono rimasti coinvolti nei momenti di tensione con gli ultrà romanisti durante la trasferta giallorossa in Costa Azzurra per la partita di Europa League. Tredici romani arrestati, 103 fermati – in 90 poi rilasciati con il divieto di tornare nel compartimento delle Alpi Marittime per i prossimi sei mesi -, con i primi che dovranno affrontare un processo il 26 novembre prossimo rimanendo fino ad allora in custodia cautelare. (…) Ecco perché la trasferta del Lille viene tenuta sotto stretta osservazione dalla Questura. Già da ieri sera, come detto, e anche oggi, con gli ultrà del gruppo «Losc» che si recheranno in centro per un giro turistico prima di raggiungere l’Olimpico. Quelli considerati a rischio sono 150 circa. Per l’occasione, in vista della partita con la Roma alle 18.45, è stato organizzato il solito raduno dalle 15 a piazzale delle Canestre, a Villa Borghese, per accompagnare poi gli ospiti su bus navetta sotto scorta fino allo stadio. (…)
(corsera)
Casa dolce casa
Da qualche anno a questa parte l’Olimpico è diventato molto più di un semplice stadio per la Roma: è il fortino europeo in cui i giallorossi hanno costruito gran parte delle proprie ambizioni. Lo confermano i numeri: dal 26 agosto 2021 — Roma-Trabzonspor 3-0 — a oggi la squadra ha giocato 27 gare casalinghe tra Conference ed Europa League, ottenendo 22 vittorie (sarebbero 21 per le statistiche, ma il pareggio col Feyenoord si è poi trasformato in esultanza totale dopo i rigori), 3 pareggi e soltanto 2 sconfitte. Un ruolino che racconta meglio di qualunque altra analisi quanto il fattore campo pesi nelle notti europee della Roma. E non è un caso che anche oggi, alle 18.45 contro il Lilla, l’Olimpico sarà ancora una volta esaurito: sarà il sold out numero 74 dell’era Friedkin. (…) Le uniche due sconfitte restano eccezioni significative ma spiegabili. Il ko contro il Betis, nell’autunno 2022, non ha impedito la qualificazione alla fase successiva, quasi un incidente di percorso. Più do-
loroso, invece, lo 0-2 in semifinale contro il Bayer Leverkusen, la squadra “invincibile” di Xabi Alonso che solo l’Atalanta di Gasperini è riuscita ad abbattere, in finale. Ma nel complesso la Roma ha saputo fare dell’Olimpico la sua casa ideale. (…)
(corsera)
Giroud sulla strada della Roma di Gasp. Alta tensione ultrà contro il Lille
Un occhio al campo e l’altro pure all’ordine pubblico. Roma-Lille (ore 18.45, Sky) è il ritorno in Italia di Olivier Giroud, che due giorni fa si è «girato» un’altra volta festeggiando i 39 anni e stasera è il primo pericolo da bloccare per la difesa di Gasperini. E una squadra, la Roma, che cerca la seconda vittoria consecutiva in Europa League per dar ragione a Manu Koné, che ha dichiarato pubblicamente l’obiettivo vittoria del torneo. Ma è anche un’attenzione particolare in terna di incidenti: tra ieri e oggi in arrivo in città 800 ultrà del Lille, gemellati con quelli del Nizza. E visto quanto accaduto una settimana fa in Costa Azzurra —103 tifosi della Roma fermati e 13 arrestati accusati di aver portato in Francia un arsenale, con tanto di processo fissato il 26 novembre —, la Questura ha un piano di sicurezza per l’occasione. (..) La Roma è un club che nelle ultime otto stagioni è arrivato almeno in una semifinale europea per 5 volte. Teoricamente, dunque, il gruppo storico dei giocatori dovrebbe essere abituato alle partite ravvicinate. Ma in passato il cammino europeo spesso avveniva a discapito del campionato: Gasp rifiuta questa idea. E ha una teoria per spiegare la longevità di Giroud: «Anche in serie A ci sono esempi di giocatori ancora molto competitivi pur in età avanzata: la qualità degli allenamenti ha allungato le carriere». (…)
(corsera)
Allerta all’Olimpico per Roma-Lille. Ancora reclusi a Nizza 13 romanisti
Non ci saranno allo stadio, ma la loro assenza si farà probabilmente sentire con proteste, cori e striscioni. Il timore, però, è che le rivendicazioni per i tredici ultras romanisti reclusi in attesa di giudizio in Francia per i tafferugli e le armi rinvenute alla vigilia del match di Europa League della settimana scorsa a Nizza, domani in occasione della partita tra il Lille e la Roma, passi anche attraverso nuovi episodi di violenza. E vendette incrociate. Perché se i romanisti il 24 settembre scorso avevano varcato il confine a Ventimiglia riempiendo i bagagliai di lame, spranghe, martelli, giubbetti antiproiettili e paradenti, pronti alla “batta-glia”, non è escluso che dalla Francia arrivino ultras d’Oltralpe pronti a ripetere lo scenario. (…) Tra ieri e oggi sono attesi oltre 700 tifosi francesi, ma non è escluso che oltre ai supporter del Lille ci siano anche dei nizzardi. Sarà comunque un pubblico delle grandi occasioni, circa 61mila gli spettatori previsti. Già da ieri sono attivi controlli da parte delle forze dell’ordine, in divisa e in borghese. Sono monitorati i pub e i locali del centro frequentati ai tifosi; delegazioni dei francesi saranno ospitate dai laziali in segno di fraternità. Attenzione viene data anche ai circoli e club dove si riuniranno i daspati (un centinaio quelli fermati a Nizza) per seguire la partita. (…)
(Il Messaggero)
L’Olimpico pronto per un’altra avventura. E lo “straniero” non passa più
Uno striscione, un motto. Un desiderio, forse. Erano gli anni ’80, con una Roma immensa, che scrisse la legge dell’Olimpico. “Non passa lo straniero” campeggiava in Sud, in quel grigio pomeriggio di Roma-Colonia, scaldato da quel rimbombo dei tifosi al gol di Falcao. Una partita, tante partite senza perdere in terra europea. Era lo stadio dei successi, delle rimonte storiche, quelle tutted’un fiato, nei pomeriggi o notti di Coppe dei Campioni. Poi sono arrivati tempi più bui, anche gli 1-7, con il Bayern e qualche anno prima lo 0-2 con il “che sarà sarà”, e ancora 1’1-3 con l’Arsenal dell’irresistibile Henry, e dunque c’è stata pure una fase in cui, spesso e volentieri, all’Olimpico dettavano legge gli altri, “lo straniero”. (…) Nelle ultime edizioni delle Coppe, dalla Conference alle ultime Europa League, lo stadio di Roma ha praticamente richiuso i cancelli, concedendo solo due succes-si agli avversari: una contro il Be-tis, l’anno della finale di Europa League di Budapest (con Mourinho in panchina), e una contro il Leverkusen in semifinale nella edizione di due anni fa (con De Rossi in panchina, aveva preso il posto di Mourinho), quello con i tedeschi è l’ultimo ko subito da queste parti. Per il resto l’imbattibilità è stata dominante. La Roma ha costruito le finali di Conference (vinta) e quella di Europa League (persa con il Siviglia) proprio sul terreno dell’Olimpico. (…) Lo scorso anno, sia Juric sia Ranieri hanno chiuso con zero sconfitte, Claudio addirittura ha ottenuto solo successi con Braga (il croato un successo e un pari), Eintracht, Porto e Athletic per poi abbandonare la competizione con l’infausta notte del San Mamés. Ora tocca a Gasp farsi aiutare dall’Olimpico, già da stasera contro il Lille. (…)
(Il Messaggero)