Everton-Roma Legends: la reunion dei giallorossi in viaggio verso Liverpool. Candela: “Che spettacolo” (FOTO)

Domani la Roma affronterà alle 16 l’Everton all’Hill Dickinson Stadium e al termine della partita andrà in scena il match tra le leggende dei due club. Come testimoniato dalle foto pubblicate da Vincent Candela su Instagram, i protagonisti giallorossi si sono riuniti e ora sono in viaggio verso Liverpool. L’ex calciatore francese ha pubblicato sul proprio profilo alcuni scatti con Zago, Aldair, Delvecchio, Perrotta, Pizarro, Tommasi e Lima. Ecco la didascalia che accompagna le immagini:

1) difesa nel 2001… mica male 😜
2) difesa + grande bomber Super Marco
3) che centrocampo… un campione del mondo ed uno dei più tecnici di sempre
4) cuore, corsa e polmoni

Che spettacolo…. direzione Everton”.

 

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Dalla Germania, Hummels torna in campo per salutare i tifosi del Dortmund: giocherà l’amichevole contro la Juventus

Dopo essersi ufficialmente ritirato dal calcio giocato al termine della passata stagione, Mats Hummels è pronto a tornare in campo e indosserà la maglia del Borussia Dortmund per l’ultima volta. Come riportato dal quotidiano tedesco, il 10 agosto l’ex centrale della Roma saluterà i tifosi gialloneri e giocherà uno spezzone dell’amichevole tra il BVB e la Juventus, in programma alle ore 17:30 al Signal Iduna Park. Hummels sarà anche omaggiato con una maglia speciale.

(bild.de)

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Calciomercato Roma, dall’Inghilterra: occhi su Sima del Brighton

La Roma è alla ricerca di rinforzi per il reparto offensivo e nelle ultime ore è emerso un nuovo nome. Secondo quanto riportato dal portale britannico, i giallorossi sarebbero interessati ad Abdallah Sima, esterno classe 2004 di proprietà del Brighton. Il calciatore ha il contratto in scadenza il 30 giugno 2026 e nell’ultima stagione ha giocato in prestito allo Stade Brest, mettendo a referto 12 reti e 2 assist in 40 partite.

(transferfeed.com)

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EL SHAARAWY: “Ci sono i presupposti per fare bene. La fascia è un onore, ho sempre dato tutto per la Roma” (VIDEO)

AS ROMA PODCAST – Stephan El Shaarawy ha parlato ai canali ufficiali della Roma nel format del club dal ritiro giallorosso in Inghilterra a St. George’s Park. La squadra di Gasperini sarà impegnata domani alle ore 16 contro l’Everton nell’ultima amichevole estiva nel Regno Unito.

Siamo a metà ritiro in questo bel posto, mi sembra un posto adeguato.

“Sì, struttura molto bella. Stiamo lavorando forte, con molta intensità, che è la cosa che sta richiedendo il mister in maniera prioritaria. C’è grande disponibilità ed entusiasmo da parte di tutti. Ci sono i presupposti per fare bene.”

E’ cambiato qualcosa dai primi ritiri cha hai fatto in carriera o è sempre la stessa dinamica?

“Un po’ di cose sono cambiate, soprattutto con l’avvento dei social si dà più importanza alle attività di marketing, che prediligono di fare le tournèe estive e le amichevoli di cartello. Dal punto di vista del lavoro non è cambiato tantissimo, c’è qualche metodologia nuova, ma alla fine il focus è sempre quello di migliorare la propria condizione per arrivare al campionato pronti. Massima serietà ed impegno da parte di tutti, che non è mai mancato.”

Tu hai attraversato tante fasi nella tua carriera. Ce n’è una che pensi ti abbia insegnato di più?

“Sicuramente le fasi che ti insegnano di più sono quelle in cui hai momenti di difficoltà, dove magari soffri un po’ di più. Nella mia carriera ne ho vissuta qualcuna, penso al primo grave infortunio avuto al Milan, avevo 20 anni, mi ha tenuto lontano dal campo per un anno intero. Non ho avuto paura di smettere ma ero in un periodo difficile, non avevo mai avuto un infortunio così lungo. Impari a rialzarti, che era l’unica via possibile, impari anche il valore della resilienza. Poi c’è stato quello del Monaco nel 2015. Lì stavo bene, però non rientravo nei piani dell’allenatore e della società. Mi sono allenato da solo, però impari ad andare avanti per la tua strada, ti alleni per te stesso, e speri che ci siano delle opportunità nuove. Poi l’opportunità della Roma è arrivata ed è arrivata bene. C’è stata anche quella della Cina, che è stata un insegnamento molto importante. Quella scelta è stata molto pensata, e ho ragionato un po’ più con la testa. Quando sono tornato sono stato veramente contento.”

Ti saresti immaginato al primo giorno a Trigoria che nel 2025 saresti stato uno dei capitani della Roma?

“No, è un orgoglio e un onore. Indossare la fascia di capitano della Roma è un qualcosa di speciale. Senti il peso della storia di una città intera, ti senti in dovere di dare tutto e di non risparmiarti. Questo è quello che ho fatto e che farò sempre, con o senza fascia. Chi mi conosce sa che sono sempre stato uno che ha dato tutto per la Roma, che ha sempre dato il massimo impegno quando chiamato in causa, e così continuerà ad essere. Il mister è stato chiero in questo: vuole che ci siano nello spogliatoio più giocatori che guidino il gruppo, che trasmettano lo spirito giusto, un senso di apparteneneza. Qui ci sono giocatori che ci sono da tanto tempo come me, Lorenzo, Bryan, Mancio, che lo hanno fatto in questi anni. Ci sono altri giocatori che sono qui da meno tempo ma hanno tanta esperienza. C’è un giusto mix per far andare le cose nella direzione giusta.”

Il tuo gol preferito è il più bello o ce n’è uno che significa di più anche se non è tra i più belli?

“Un po’ tutte e due. Il primo è stato quello che ho sentito di più, venivo dal periodo che avevo vissuto prima. E’ stato come una rinascita. Presentarsi all’Olimpico con un gol di tacco sotto la Sud all’esordio, oltre che bello, è stato significativo ed importante per me. Su tutti dico quello.”

Tolti i tuoi, hai un gol preferito nella storia del calcio?

“Ne ho anche tre o quattro. Ci sono quelli che mi fanno venire i brividi, che sono i tre gol del Mondiale del 2006: quello di Grosso, quello di Del Piero, ed il rigore in finale contro la Francia. Sono brividi continui. Tolti quelli i miei preferiti sono quello di Kaka contro il Manchester, quello di Ronaldinho al Bernabeu, e quello di Neymar al Santos, che ha vinto anche il Premio Puskas, una delle sue serpentine con gioco di tacco, uno-due e poi ha scavalcato il portiere con l’esterno destro. Gol stratosferico.”

Il tuo gol preferito che hai quasi fatto?

“Quello in semifinale col Liverpool. Ho preso un palo e poi una mano…”

Cos’è per te il talento? Sei riuscito a capire quanto conta il talento e quanto il lavoro per farlo fruttare?

“Penso che si debba partire da una buona base di talento sempre, perché ti permette di dimostrare quanto vali, di emergere e di arrivare ad un certo livello. Quando arrivi ad alto livello, la cosa che ti mantiene in alto è il lavoro, il sacrificio, la dedizione e la testa. Il talento non ti prepara al fallimento, il lavoro sì. Solo col talento fai fatica. Penso che la ricetta migliore sia una buona dose di talento, ma senza il lavoro non vai molto lontano. Quando arrivi ad un certo livello devi sempre avere quell’ambizione di migliorarti sempre, e solo col duro lavoro la ottieni. Ci vuole costanza, impegno e dedizione in quello che fai.”

Cosa ti emoziona ancora nel calcio, sia da giocatore che da spettatore?

“Da protagonista in campo il momento del gol. Per me è il momento di soddisfazione più alto, che mi riempie il cuore. Quando realizzi che la palla entra, soprattutto se sei in casa, è qualcosa di unico a cui non ci si abitua mai, e col passare degli anni mi emoziona ancora di più. Da spettatore mi sono sempre piaciute le giocate dei singoli, dei miei idoli. Quando ero piccolo guardavo i video delle loro skills, per poi cercare di replicarle. Accendere la tv e guardare la partita solo per quel giocatore lì è un qualcosa che mi emoziona.”

In diversi momenti della tua carriera alla Roma hai messo da parte l’individualità. Forse è lì l’equilibrio tra talento e lavoro.

“Sì, capisci che tipo di giocatore sei diventato. Negli anni a Roma, soprattutto quando sono tornato dalla Cina, ho visto questo cambiamento. Nelle volte in cui c’era bisogno di aiutare la squadra io ero sempre lì in prima linea, mettendo da parte l’individualità. E’ una caratteristica mia.”

Hai fatto anche l’esterno di copertura quando serviva.

“Sì, ti riesci ad adattare a quelle che sono le esigenze del mister, quello che richiede la situazione in quel momento. Credo di essere riuscito a farlo abbastanza bene.”

Hai qualche Serie tv o film che ti piace in particolare?

“Guardo entrambi. L’ultima Serie Tv che ho visto è Adolescence. Mi ha colpito perché è diversa da tutte, è tutta in piena sequenza. Unica e bellissima. Tratta tematiche delicate, però bella.”

Musica?

“Generalmente ascolto un po’ di tech house, un po’ di reggaeton, un po’ di tutto. Ogni tanto la metto in spogliatoio. Soulè e Dybala mettono un po’ di reggaeton, la mia è un po’ più spinta, ma magari nello spogliatotio non è il caso. Gli altri accettano.”

 

Instagram, Wesley suona la carica: “Anche io perdo, ma la differenza è che non mi arrendo” (FOTO)

La Roma è reduce dalla pesante sconfitta per 4-0 nell’amichevole contro l’Aston Villa e i giallorossi avranno l’opportunità di riscattarsi nel test di domani contro l’Everton. Tra i protagonisti della sfida ci sarà anche Wesley, il quale è partito titolare ed è rimasto in campo per 69 minuti contro i Villans. Il terzino brasiliano ha pubblicato su Instagram un messaggio motivazionale ed è pronto a dare il massimo in vista del prossimo match: “Anche io perdo, ma la differenza è che non mi arrendo”.

Ritiro Inghilterra, Ranieri arrivato al St. George’s Park: colloquio con Gasperini durante l’allenamento (FOTO)

Dopo essere mancato per l’amichevole contro l’Aston Villa di due giorni fa a causa di problemi con il volo, Claudio Ranieri ha raggiunto la Roma in ritiro in Inghilterra a St. George’s Park. L’ex tecnico giallorosso ha seguito l’allenamento odierno della squadra e ha avuto un colloquio con mister Gian Piero Gasperini. Sir Claudio sarà presente per la sfida di domani contro l’Everton alle 16:00 ora italiana.

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GHILARDI: “Non sento la pressione, in campo sarò un gladiatore. Gasperini ci chiede tanto sul piano fisico e mentale”

RADIO RADIO – Daniele Ghilardi, uno dei nuovi acquisti della Roma, ha rilasciato un’esclusiva all’emittente radiofonica direttamente dal ritiro in Inghilterra al St. George’s Park e tra i vari temi trattati ha fatto un bilancio dei primi giorni dell’avventura in giallorosso. Ecco le sue dichiarazioni.

Daniele Ghilardi, 2003, toscano di Lucca. Eri mai stato a Roma prima? sei contento sia per la squadra che per la città?
Sì, sì, ero stato qua per delle vacanze natalizie, ora non ricordo se due o tre anni fa, con la mia ragazza, e ovviamente è una bellissima città. Sono molto contento di essere qui, sia per il club che per tutto ciò che riguarda la città, che sicuramente visiterò“.

Occhio alla tua ragazza… Sei un bel ragazzo, forse è lei a preoccuparsi! È gelosa?
Un pochino gelosa, ma neanche tanto. Non ha nulla di cui preoccuparsi”.

E tu? Sei geloso?
“No, no, devo dire di no”.

Ieri con l’Aston Villa ti ho visto entrare bene, anche se pochi minuti. Sei soddisfatto?
“Sì sì, sono contento, soprattutto di aver esordito, anche se si trattava solo di un’amichevole. Peccato per il risultato, ma sto cercando di capire bene i movimenti della squadra e quello che chiede il mister. Sono arrivato da poco, ma mi sto impegnando per dare il massimo”.

Che emozione è stata indossare la fascia da capitano con l’Under 21? E pensi anche alla Nazionale maggiore? Vuoi mettere in difficoltà Gattuso?
Certo, quello sarebbe un altro sogno da realizzare: arrivare in Nazionale. È il sogno che ha ogni bambino. Con l’Under 21 è una grandissima emozione indossare la fascia, è una grande responsabilità, ma non mi pesa. Sono tranquillo anche quando la porto”.

Che rapporto hai con i social? Li segui o li eviti?
Sinceramente non do molta importanza a queste cose. A volte magari mi capita qualcosa nei suggeriti, ma non sono uno che cerca o controlla spesso”.

Questo salto in carriera te lo aspettavi? Roma ti spaventa un po’? Farai il gladiatore?
Sicuramente farò il gladiatore in campo, è quello che mi riesce meglio. No, non sento la pressione, anzi, sono molto contento e non vedo l’ora di cominciare“.

A quali giocatori ti ispiri, lasciando fuori quelli della Roma?
Quando ero piccolo e giocavo nella Lucchese facevo l’attaccante, e il mio idolo era Torres dell’Atletico Madrid. Poi arretrando di ruolo, ti direi Sergio Ramos e Van Dijk, due a cui mi ispiro molto”.

Hai sfiorato anche Hummels, che era alla Roma…
Anche Hummels è stato un grandissimo giocatore, e so che l’anno scorso era qui, ma io ho sempre guardato a Ramos e Van Dijk”.

Ti trovi meglio in una difesa a 4 o a 3? Centrale o braccetto?
Sinceramente non ho preferenze. In Nazionale abbiamo giocato quasi sempre a 4, tranne nelle ultime due. Alla Samp facevo il centrale a 3, a Verona il braccetto. Li ho provati tutti, mi adatto e mi trovo bene in ogni ruolo“.

E cosa chiede Gasperini? Ieri continuava a dire “Pressing, pressing!”
Sì sì, una delle sue idee è giocare con tanta intensità, andare addosso all’uomo, togliere spazio e tempo all’avversario. Ci chiede tanto sul piano fisico e mentale”.

Cosa pensi di dover migliorare? E dove ti senti più forte?
Partiamo dal presupposto che tutto è migliorabile, però una cosa su cui sto lavorando è il gioco aereo, sia in difesa che in attacco. Una cosa dove mi sento forte è la lettura delle situazioni, ma non sta a me dirlo”.

Ti manca un po’ il gol, no?
Sì, in Serie A non ho mai segnato. In Serie B ho fatto due gol, in Serie C uno. Spero di fare il primo quest’anno”.

Se lo fai al derby sotto la Curva Sud ti togli la maglia?
Quello sarebbe l’apice dell’emozione. Dipende dal minuto: se è alla fine forse me la tolgo, se è prima no”.

Ti è dispiaciuto che la Fiorentina non ti abbia riscattato?
No, nessun rancore. Mi hanno cresciuto, ho fatto tutte le giovanili lì. Ma sono arrivato in una grande squadra come la Roma, quindi sono contento. Sono scelte di calcio, è normale”.

Chi ti ha sorpreso in allenamento, escludendo Dybala?
Fisicamente direi Manu Koné, lo conoscevo già da prima. Uno che mi ha sorpreso tanto anche tecnicamente è Mario Hermoso: ha grandissima qualità ed è una persona stupenda“.

Piatti romani o carne toscana?
Amo la carne, ma anche i piatti romani come l’amatriciana e la carbonara. Mi piace tutto!“.

Ti vedresti anche come centrocampista? Magari in emergenza?
Se il mister me lo chiede, gioco anche in porta! Ho fatto il centrocampista alla Fiorentina fino all’Under 17/18, quindi sì, lo farei volentieri“.

Quando hai capito davvero che potevi diventare un calciatore professionista?
L’ho sempre voluto. Già da giovane pensavo in grande. Ci sono stati momenti difficili, ma non ho mai mollato. Dopo la stagione con la Sampdoria, ho capito che forse potevo davvero arrivarci“.

La famiglia quanto è stata importante per te?
Molto. Mi hanno sempre supportato, mi seguono ovunque, anche in trasferta. Hanno fatto tanti sacrifici per me e li ringrazierò sempre”.

Chi sono i leader più “rompiscatole” in allenamento?
Ti direi Cristante e Mancini, ma è giusto così. Sono veterani, ed è giusto che guidino i giovani“.

Chi è il più simpatico?
Sto ancora conoscendo tutti. Sto spesso con Baldanzi, Pisilli, Cherubini, i più giovani. Il più simpatico? Non saprei…“.

Magari sei tu, i toscani sono simpatici!
No dai, non so se sono così simpatico… (ride)“.

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NDICKA: “Futuro? Mi vedo alla Roma. Vogliamo fare bene in Europa League e andare in Champions”

SIAMO LA ROMA – Evan Ndicka, colonna della difesa della Roma, ha rilasciato un’intervista al portale giallorosso e tra i vari temi trattati si è soffermato sia sul futuro sia sugli obiettivi stagionali della squadra. Ecco le sue dichiarazioni.

Evan, come sta andando questo secondo ritiro in Inghilterra e come procede il recupero dall’infortunio rimediato contro il Lens?
“Con lo staff, con il mister e con tutti i giocatori sta andando tutto bene. Speriamo di essere pronti per il campionato e di fare bene. Per il momento quindi tutto ok”.

Quali sono state le sue impressioni su Gasperini? Che tipo di indicazioni sta dando a lei e al tuo reparto?
“Sensazioni buone. Conoscevamo già il mister perché abbiamo giocato contro di lui quando allenava l’Atalanta, una squadra aggressiva. Ci sta chiedendo anche a noi di essere aggressivi, di avanzare e fare pressing alto. Questo è il suo modo di farci giocare”.

Lo scorso anno Juric la vedeva come il centrale ideale, poi Ranieri la ha subito spostata sul centro-sinistra. Si sentiva a suo agio in quel ruolo e pensa di poterlo ricoprire ancora, se necessario?
“Se un allenatore mi chiede di giocare centrale o a sinistra, faccio il lavoro che mi chiede. Non è un problema per me, è lo stesso. Faccio il difensore, ma magari a sinistra è più facile per il primo passaggio perché ho spazio per il piede mancino. Ma ripeto, per me è lo stesso”.

Ha giocato ogni minuto dello scorso campionato subendo pochissime ammonizioni. Qual è stato, secondo lei, il segreto di questa continuità?
“Si mangia bene, si dorme bene (ride, ndr) e si fa il massimo per essere professionisti. Questo è il segreto”.

Una stagione iniziata male, ma conclusa con la Champions sfiorata all’ultima giornata. C’è un episodio o una partita della passata stagione che, se potesse, rivivrebbe per provare a cambiarne l’esito?
“Penso che con Ranieri abbiamo fatto il massimo, perché non abbiamo perso per tante partite fino a quella contro l’Atalanta. Quindi se potessi cambiare qualcosa sarebbe la partita che abbiamo perso a Bergamo. Ma abbiamo anche conquistato punti in partite difficili come quelle contro l’Inter, contro la Fiorentina e contro il Milan. Abbiamo fatto una grande seconda parte di stagione”.

Leverkusen nel 2024, Bilbao la stagione scorsa, quanta voglia avete di raggiungere la finale di Europa League ed alzare il trofeo ad Istanbul?
“L’Europa League è sempre difficile, ci sono sempre tanti fattori. Però adesso pensiamo prima sul campionato. Tutte le partite sono importanti, ma ora ci concentriamo sull’inizio della Serie A, gli impegni europei arriveranno dopo”.

Parliamo di futuro. Ha ancora tre anni di contratto, si vede a lungo nella Roma come hanno detto Svilar e Mancini?
“Sì certo, sono alla Roma. Non c’è nessun problema con la società. Sto bene con tutti, con la squadra, con il mister e con il suo staff”. […]

 

Chiudiamo con un obiettivo: per un attaccante è facile pensare ai gol, ma per un difensore come lei qual è il traguardo personale? E quale pensa debba essere quello della squadra nella nuova stagione?
“Non prendere gol tutta la stagione (ride, ndr). È difficile, ma deve essere l’obiettivo, no? Anche quello della squadra deve essere questo, abbiamo il grande Svilar. No, seriamente, l’obiettivo della squadra deve essere fare bene in Europa League e provare ad andare in Champions”.

Bologna, lesione al polpaccio per Ferguson: out 3 settimane. Salterà l’esordio con la Roma

Tegola per il Bologna in vista dell’inizio di stagione. Lewis Ferguson nel corso dell’ultimo allenamento ha riportato un infortunio al polpaccio che lo terrà fuori per circa 3 settimane, salterà dunque la prima giornata contro la Roma. Questo il comunicato del club felsineo: “Lewis Ferguson, in seguito a un risentimento accusato in allenamento, ha riportato una lesione di primo grado al polpaccio sinistro. Nei prossimi giorni svolgerà terapie e allenamento differenziato. I tempi di recupero sono di circa tre settimane.”

(bolognafc.it)

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