LAROMA24.IT – L’obiettivo della Roma è quello di rinforzare il reparto offensivo: Massara è alla ricerca di un giocatore in grado di portare qualità e gol alla squadra di Gasperini. L’ultimo nome in orbita giallorossa è quello di Franculino Djù, classe 2004 attualmente al Midtjylland.
LA CARRIERA – Franculino Djù nasce a Bissau (in Guinea-Bissau) il 28 giugno 2004. Ben presto si trasferisce in Portogallo, dove muove i primi passi tra l’Olivais e il Deportivo Moscavide. Qui viene notato dal Benfica, che lo preleva nel 2019 per farlo crescere nel proprio settore giovanile. E con le “Aquile” fa bene fin da subito: all’esordio con la formazione Under 17 segna 4 gol in appena sei presenze. L’anno successivo sono sei gol in sole due apparizioni. Ma l’exploit arriva nel 2022, quando vince la Uefa Youth League con la squadra di Lisbona, competizione nella quale colleziona due presenze e un assist. Nel 2023 viene ingaggiato a parametro zero dai danesi del Midtjylland. Alla prima stagione in Danimarca fa subito bene, mettendo a referto 11 gol in 27 presenze in campionato e facendo il suo esordio nei preliminari di Conference League, dove segna 5 gol in 3 partite. Si conferma su buoni livelli la stagione seguente: in campionato sono 11 gol e tre assist in 28 presenze, e arriva anche l’esordio in Europa League, dove segna nella fase a gironi contro il Maccabi Tel Aviv. In questa annata arriva l’esordio nei preliminari di Champions League, e anche qui Franculino si fa notare: 3 gol e 3 assist in 6 presenze. La stagione attuale è partita subito con il botto: già 5 gol in due partite di campionato, a cui si aggiunge una rete messa a segno nei preliminari di Europa League contro il Fredrikstad.
LA NAZIONALE E LA NUMERO 3 – Nonostante il passaporto portoghese, Franculino ha scelto di giocare per la nazionale della Guinea-Bissau. A suon di gol si conquista la convocazione per la Coppa d’Africa del 2023. La competizione andrà male per la sua nazionale, ma Franculino verrà ricordato per l’eccentrico numero di maglia: un attaccante che in nazionale ha scelto di giocare con la numero 3.
LE CARATTERISTICHE – Franculino Djù può ricoprire il ruolo di ala sinistra ma all’occorrenza anche di punta centrale, vista la sua prolificità sotto porta. Giocatore dalla stazza importante, 186 centimetri di altezza. Nonostante la statura dimostra una grande rapidità nel breve e un’ottima tecnica individuale. Mancino naturale, Franculino è un attaccante capace di segnare in tutti i modi: sia partendo da lontano sia dall’interno dell’area di rigore. La sua valutazione attuale si aggira intorno ai 13 milioni.
Una sfida del tutto particolare quella tra Manu Kone e Neil El Aynaoui. I due infatti si sono sfidati nella cosiddetta “Draw on my back challenge”: la persona sfidata deve ridisegnare su una lavagna ciò che l’avversario gli disegna sulle spalle, basandosi soltanto su sensazioni tattili e dunque quasi alla cieca. In questo caso a dover indovinare ciò che andava disegnato era El Aynaoui. Questo il video della sfida:
Ieri, dopo l’amichevole tra Everton e Roma, è andata in scena la sfida tra le Legends dei due club, sfida vinta 2-0 dai Tofees. Tra i presenti anche Vincent Candela che su Instagram ha voluto ringraziare tutti per la serata: “Sono stati due giorni ricchi di emozioni, ed è doveroso fare dei ringraziamenti. Alla famiglia Friedkin, per aver organizzato questa manifestazione, averci accolto nella loro casa inglese, e per averci fatto indossare questa maglia una volta ancora. È un emozione che difficilmente si riesce a descrivere a parole. Al Mister Fabio Capello, uno dei più grandi di sempre. Alla prima squadra, che ci ha fatto sentire a nostro agio in questi due giorni. Un bel passaggio di testimone. A tutti i compagni di viaggio, il legame è lo stesso di 30 anni fa. A tutti gli addetti ai lavori, che hanno reso l’organizzazione perfetta. Ai nostri tifosi, che ci hanno sostenuto in entrambe le partite con l’amore di sempre. Grazie Vincent”. Queste invece le parole di Antonio Carlos Zago:“Non c’è niente al mondo che possa essere paragonato a un momento come questo: stare con persone che hanno lasciato un segno nella tua vita professionale con i colori della Roma”
“È sempre una grande emozione!!! Grazie Roma”, ha scritto invece Simone Perrotta. Emozioni forti anche per Marco Amelia: “Bellissimo tornare a mettere guanti e scarpini e soprattutto tornare a vestire la maglia della Roma. Emozioni uniche nel giocare di nuovo insieme a tanti ex compagni di squadra per l’inaugurazione del nuovo stadio dell’Everton”
Nome nuovo per il reparto offensivo della Roma. Come scrive Matteo Moretto, infatti, i giallorossi hanno messo gli occhi su Franculino Djú, ala sinistra classe 2004 del Midtjylland. Il calciatore guineense, cresciuto nel settore giovanile del Benfica, ha una valutazione intorno ai 20 milioni di euro e in questa stagione ha già messo a segno 6 gol in 4 partite nel campionato danese. Su di lui anche Lipsia ed Everton.
Franculino Djú, del FC Midtjylland, será uno de los nombres de este final de mercado.
Varios equipos están interesados en él, entre ellos la Roma, el Leipzig y el Everton.
El delantero de 21 años ya ha marcado seis goles en cuatro partidos durante este comienzo de temporada y… pic.twitter.com/0XXtikcmNF
Neil El Aynaoui, uno dei volti nuovi della Roma 2025/26, ha rilasciato un’intervista in esclusiva a LAROMA24.IT e si è subito messo in mostra nelle ultime amichevoli tra recuperi difensivi e inserimenti nell’area avversaria. Tra i vari temi trattati il centrocampista marocchino si è soffermato sulle sue caratteristiche principali e ha promesso ai tifosi massimo impegno in campo. Ecco le sue dichiarazioni: “Sono un giocatore che in campo dà il massimo, che darà sempre tutto per questa maglia e che giocherà con il cuore qualunque cosa succeda”.
🚨 Neil #ElAynaoui parla in esclusiva a @LAROMA24 e fa una promessa ai tifosi 🐺
Il presidente del Lecce, Saverio Sticchi Damiani, ha parlato in zona mista dopo l’amichevole col Monopoli. Tra i temi trattati quello relativo al futuro di Nicola Krstovic, attaccante seguito anche dalla Roma. Le sue parole: “Cessioni? A me fa piacere che i nostri giocatori siano accostati a grandi società. Pierotti è in grande forma, leggo che sta attirando l’attenzione di alcuni club. Di Krstovic lo sapevamo già, la sua è una situazione diversa. Ci ha manifestato la volontà di fare un passo ulteriore nella sua carriera, discorso che non vale per Pierotti. Con la situazione giusta per tutti, Krstovic può partire, altrimenti saremo felici di trattenerlo”
Neil El Aynaoui, uno dei volti nuovi della Roma 2025/26, ha rilasciato un’intervista in esclusiva a LAROMA24.IT e tra i vari temi trattati ha parlato di un argomento molto delicato. Durante la trattativa con il club giallorosso, avvenuta parallelamente all’affare Richard Rios, il centrocampista marocchino ricevette dei messaggi negativi su Instagram da parte di alcuni tifosi che lo invitavano a restare al Lens edecise di disattivare i commenti. Il classe 2001 ci ha spiegato i motivi di quella scelta ed è pronto a far ricredere coloro che lo hanno preso di mira: “Non ho mai pensato che Roma fosse la scelta sbagliata. Quando un grande club come la Roma ti cerca non puoi che non esserne soddisfatto e contento. A dire il vero ho ricevuto anche tanti messaggi positivi sui social. Però ho disattivato i commenti e l’ho fatto su consiglio di mio padre, che mi aveva detto di toglierli in quel momento. Ora mi sento soltanto di impegnarmi e lavorare forte ogni giorno per far cambiare l’opinione a chi mi ha criticato prima ancora che arrivassi”.
❌ “Gli insulti sui social? Disattivai i commenti su consiglio di mio padre, ma non ho mai pensato che l’#ASRoma fosse la scelta sbagliata. Lavorerò per far cambiare opinione a chi mi ha criticato prima che arrivassi” 👏 pic.twitter.com/9OTzHHKKkX
Novità per quanto riguarda il nuovo kit della Roma firmato Adidas per la stagione 2025/25. Sul sito del club, infatti, è in vendita da oggi la nuova maglia per i portieri: sarà verde con dettagli bianchi e il logo ASR. 100 euro il costo della divisa. Questi gli ulteriori dettagli della maglia: “La maglia portiere AS Roma è stata creata da Adidas in tessuto elasticizzato per offrire una vestibilità aderente e favorire la libertà di movimento nel raggiungere ogni angolo della porta. La tecnologia antiumidità AEROREADY aiuta a mantenere la pelle asciutta dal primo all’ultimo minuto. Realizzata integralmente con materiali riciclati, un’azione decisiva per difendere l’ambiente dall’inquinamento.”
ESCLUSIVA LAROMA24.IT DA ST. GEORGE’S PARK (Matteo De Rose) – Dal ritiro al St. George’s Park ha parlato Neil El Aynaoui, il primo acquisto della nuova Roma targata Gian Piero Gasperini e Frederic Massara. Il centrocampista marocchino è arrivato dal Lens per 23 milioni di euro più 2 di bonus e si è messo in mostra nelle ultime amichevoli, ricevendo anche i complimenti da parte dell’allenatore. Nel corso dell’intervista il classe 2001 si è soffermato su diversi argomenti: dall’inizio della sua carriera da attaccante al trasferimento alla Roma, passando per la scelta di chiudere i commenti su Instagram a causa degli insulti dei tifosi durante la trattativa e arrivando fino alle richieste di Gasperini e agli obiettivi stagionali. Ecco le sue dichiarazioni.
embedgallery_1028919
Nasci in Francia da mamma francese e papà marocchino, il quale è stato un campione di tennis. Poi muovi i primi passi in Spagna. Quanto pensi abbia influito nella tua crescita questo melting pot di culture e lingue? Ti senti cittadino del mondo o c’è un posto che per te è casa? “Indubbiamente è stata una fortuna e la considero una ricchezza. Fin da piccolo sono cresciuto con più lingue, questo mi permette di comunicare con persone che vengono da altri paesi e da altre nazionalità. Inoltre ho anche la fortuna di essere nato in una famiglia di sportivi e questo fin da piccolo mi ha dato la consapevolezza di quanto fossi fortunato”.
Da piccolo hai iniziato a giocare a calcio, ma anche a tennis e basket. C’è stato un momento in cui hai pensato di giocare a tennis come tuo padre e che la vocazione di famiglia fosse quella? Noi abbiamo avuto il caso di Edoardo Bove, che avrai conosciuto, il quale da più giovane giocava sia a tennis sia a calcio e poi decise di puntare su quest’ultimo. C’è stato un momento oppure tu hai scelto subito il calcio? “A me è sempre piaciuto lo sport in generale fin da piccolo, ma la passione viscerale è sempre stata soltanto per il calcio. È stata una cosa spontanea, nella mia famiglia mai nessuno aveva giocato a calcio a livello professionistico e io sono stato il primo, ma è qualcosa che è venuto fuori in maniera naturale. Però anche il tennis e il basket mi piacciono molto”.
Li segui come sport a livello professionistico? Sei interessato alle partite?
“Sì. Mi piace tutto lo sport in generale, tennis e basket in particolare. Ma anche gli sport individuali e di squadra, sono un vero appassionato”.
Nelle giovanili del Nancy giocavi attaccante: quando è avvenuto l’arretramento a centrocampo? Pensi che questo trascorso in una posizione più avanzata ti abbia agevolato sotto porta? L’anno scorso abbiamo visto la tua capacità di inserimento e sei arrivato a fare 8 gol… “Sì, è vero. Da bambino ho giocato in una posizione più avanzata e questo mi è tornato utile più avanti perché a quell’età ho lavorato molto sulle mie capacità offensive. Il cambio ruolo è avvenuto intorno ai 15 anni grazie a un allenatore che mi ha arretrato a centrocampo e mi sono subito sentito a mio agio. Ho immediatamente capito che quello era il mio ruolo in campo, perché avevo modo di toccare molto la palla. Ma è vero che i miei trascorsi da attaccante mi hanno aiutato a essere un giocatore efficace in entrambe le aree di rigore”.
L’inizio della trattativa per portarti alla Roma è avvenuto in contemporanea all’affare per Richard Rios. In quel momento c’è stato un po’ di clamore perché alcuni tifosi ti avevano scritto dei commenti non proprio simpatici sulla tua pagina e tu hai disattivato i commenti sotto un post. Come hai vissuto quel periodo? Hai mai pensato che Roma non fosse la scelta giusta oppure che semplicemente questa è la parte brutta dei social e può capitare ovunque? “No, assolutamente. Non ho mai pensato che Roma fosse la scelta sbagliata. Quando un grande club come la Roma ti cerca non puoi che non esserne soddisfatto e contento. A dire il vero ho ricevuto anche tanti messaggi positivi sui social. Però ho disattivato i commenti e l’ho fatto su consiglio di mio padre, che mi aveva detto di toglierli in quel momento. Ora mi sento soltanto di impegnarmi e lavorare forte ogni giorno per far cambiare l’opinione a chi mi ha criticato prima ancora che arrivassi”.
Negli ultimi sei mesi al Lens hai avuto anche Mathew Ryan, il portiere che ha avuto una breve esperienza qua a Roma. Ti ha detto qualcosa prima che arrivassi in giallorosso? “È curioso perché prima ancora di venire a conoscenza dell’interesse della Roma ho avuto modo di chiacchierare con lui della sua esperienza a Roma. Mi ha sempre parlato bene della città, del club e di tutto quello che rappresenta. Poi curiosamente si è concretizzato questo trasferimento”.
Due stagioni fa hai avuto Franck Haise come allenatore al Lens. Alcuni dei suoi principi di gioco sono simili a quelli di Gasperini: pressione alta uno contro uno, i cross da esterno a esterno… Hai ritrovato qualcosa di quell’esperienza con Gasp? “Sì, indubbiamente. L’esperienza con Haise renderà più facile il mio adattamento, è un tipo di calcio che mi corrisponde e che si adatta bene alle mie caratteristiche. È un calcio dinamico e fatto di corsa, motivo per cui sicuramente sì”.
Qual è la parola o il principio che hai sentito più spesso richiedere da Gasperini in questi giorni? “Sicuramente il mister vuole calciatori che in campo mettano il massimo dell’impegno, il cuore, la voglia e lo sforzo. Vuole che siano disposti a correre continuamente e a sudare per la maglia”.
I tifosi della Roma ti stanno scoprendo in queste prime amichevoli. Cosa devono aspettarsi da te? “Un po’ quello che ho appena detto. Sono un giocatore che in campo dà il massimo, che darà sempre tutto per questa maglia e che giocherà con il cuore qualunque cosa succeda”.
Ti reputerai soddisfatto alla fine della stagione se? “A me piace concentrarmi a breve termine e pensare giorno dopo giorno. Pensiamo alla partita di sabato (ieri, ndr). Credo che questo sia il modo migliore per migliorare. Poi è chiaro che l’obiettivo è sempre quello di finire il più in alto possibile e di vincere dei trofei. Ma l’unico modo per farlo è pensare giorno dopo giorno”.
Il 10 agosto di 45 anni fa, a Fiumicino sbarcava un calciatore diverso da tutti gli altri: giacca, cravatta e riccioli biondi, Paulo Roberto Falcão si presentò con una promessa quasi surreale: “Vengo alla Roma, per vincere lo scudetto e laurearmi in legge”. Ad accogliere questo sconosciuto, di cui non si conosceva neanche l’esatta pronuncia del nome, c’erano cinquemila tifosi. In un’epoca senza internet (…), di lui si sapeva poco o nulla. I tifosi accorsi all’aeroporto si aspettavano un fantasista, un 10 alla Zico, sognato a lungo in quella stessa estate. Si ritrovarono invece di fronte a un “allenatore in campo”, come lo voleva Liedholm, che indossava la maglia numero 5, quella degli stopper. La sua filosofia fu chiara fin da subito: nel suo esordio all’Olimpico, concesse un solo colpo di tacco per accontentare il presidente Viola, affermando che “per vincere non servono numeri da circo”. Un’investitura che il Barone Liedholm aveva già sancito nello spogliatoio, di fronte a una squadra che snobbava il nuovo arrivato: “Voi non so, ma lui joca sempre”.
Era sbarcato ‘Un marziano a Roma’, (…) e tre anni dopo, quella promessa divenne realtà: lo Scudetto tornò nella Capitale.