Gasp: “Voglio giocatori tecnici”. Ma la Roma frena su Echeverri

Tutte le strade portano a Echeverri, ma il Manchester City – almeno per ora – ha sbarrato il percorso verso la Roma, che nel frattempo si guarda intorno per cercare alternative. L’affare resta in piedi, ma le sue fondamenta sono fragili, visto il muro inglese. Per scavalcarlo il direttore sportivo Massara le sta provando tutte. Un intermediario del club giallorosso è a Londra per sbloccare l’operazione, complicata dalle pretese del City, a partire dalla formula: prestito secco e nessuna possibilità di riscatto. Viste le difficoltà, La Roma non ha smesso di cercare altre opzioni: da Fabio Silva del Wolverhampton a Nene Dorgeles del Salisburgo, da Pierotti (Lecce) al baby fenomeno Nusa (Lipsia), che ha un cartellino molto pesante. In ogni caso, Gasperini per il suo attacco vuole nomi forti, come spiegato a margine degli allenamen-ti sul prato inglese del St. George’s Park: «A me piacciono i giocatori bravi», commenta il mister quando gli chiedono di Echeverri. (…) «Tutto dipenderà da quanto riusciremo a essere forti davanti. Lì deter-mineremo la forza della squadra. Poi qualcuno dovrà completare e rinforzare». (…)

(La Repubblica)

I messaggi di Gasp

E’ appena terminato l’allenamento, e un po’ di voce gli è rimasta, nonostante qualche urlo sparso qua e là. Un insolito sole inglese gli punta lo sguardo, lui sorride, è accogliente. E vuole che lo facciano anche i suoi calciatori, stremati dal lavoro e dai maniacali indirizzi tattici: quando si gioca a calcio bisogna sorridere, disse più di un mese fa. Gasperini di questa Roma è il capitano, il direttore d’orchestra, comunica con passione, è accomodante con tutti, ma quando c’è da decidere, eccolo lì, è in prima fila, che ci si trovi a Trigoria o nella casa della Nazionale dei Tre Leoni. (…) Gian Piero ha portato un metodo di lavoro e nuove regole, una riguarda la fascia da capitano. Abbiamo visto in queste amichevoli, quel prestigioso pezzo di stoffa passare da un braccio a un altro: ElSha, Cristante, Mancini. Il capi-tano, per lui, non è uno, ma tanti. Tutti, forse, Gasp è il primo addirittura. Non c’è (più) capitan Pellegrini, ma c’è Pellegrini capitano come gli altri. Dipende dalla presenze, come in Nazionale: non è una rivoluzione da queste parti? Così era a Bergamo, così è in questa sua nuova avventura.  (…) Da Capitano a direttore d’or-hestra, Gasp per Dovbyk usa un paragone musicale. Gli si chiede a che punto sia la sua crescita. «E’ stato pagato una bella cifra. Ha dimostrato pure di essere un centravanti di valore, ha segnato i suoi gol. Stiamo lavorando per migliorare alcune sue lacune. Ad esempio? Le vedete anche voi: la capacità di essere in gioco, e io lavoro molto sugli smarcamenti. Non deve essere troppo in anticipo o troppo in ritardo, è co-me nella musica: se sei fuori tem-po e stonato, è un problema». Quindi, per ora Dovbyk è fuori tempo, deve studiare meglio il pentagramma gasperiniano. Il nodo della questione e delle ambizioni future, è tutto lì, in attacco. (…) E lì qualcosa manca ancora alla Roma: Gasp ne fa una questione di sostanza («bisogna capire dove vogliamo andare») e una numerica («in alcuni reparti siamo un po’ contati»). (…) Echeverri è l’uomo giusto? «Non parlo di singoli, specie di chi non è nostro, non ho mai fatto nomi. Io a volte posso dare dei suggerimenti, ma la linea è chiara: a me piacciono i giocatori bravi. Abbiamo già una squadra quasi formata, anche se in alcuni ruoli siamo un po’ contati. Resta l’esigenza di inserirne un paio in più, perché non tutti potranno fare cinquanta partite o, speriamo sessanta. Questo per quanto riguarda il completamento (struttura, ndr). Invece per il rafforzamento (ambizioni, ndi) la società è alla ricerca di profili che possano darci quel qualcosa in più». (…)

(Il Messaggero)

A lezioni di tattica: difesa all’attacco

C’è silenzio al ” Bobby Charlton” di Burton, si ascolta il rumore del pallone e di tanto in tanto, in tribuna quello metallico di qualche seggiolino con le molle un po’ claudicanti. Un fischio di Gasp, un urlo, spezzano il rispettoso silenzio. Da una parte un gruppo di giocatori, si diverte sul campetto ridotto, con le porticine, sotto lo sguardo attento di alcuni collaboratori di Gasp. (…) Soulè è seduto, da solo, in panchina: osserva, per tutte le prove tattiche, i compagni. La caviglia è ancora un po’ gonfi nulla di serio, Ferguson e Wesley hanno faticato tanto la mattina, sono nelle segrete palestre dell’Hilton. (…) Gian Piero aspetta l’arrivo del suo sodale Claudio Ranieri, atteso per domani, il giorno della prima amichevole in terra inglese. Claudio starà pure la seconda a Liverpool, lì sono attesi anche i proprietari. (…) Gasp prepara la Roma, gesticola, indica la via più corretta. Stavolta sono i difensori a dover studiare da attaccanti. Lui teleguida i due centrali. “Rapidi”; “due tocchi”, “intensi”, “muovete la palla velocemente”. Queste le parole chiave di Gasp in un pomeriggio di visione e di apprendimento. EISha appare in forma, El Aynaoui studia e si fa tradurre qualcosa da Koné, Angelino non dice una parola, corre e basta. (…)

(Il Messaggero)

Anche Ranieri in arrivo in Inghilterra. Domani il test con l’Aston Villa

Anche Claudio Ranieri è pronto a raggiungere la squadra in Inghilterra. Dopo qualche giorno di pausa, il senior advisor giallorosso sarà presente per la seconda parte del ritiro. A Burton upon Trent prosegue intanto la preparazione della Roma: nel pomeriggio la squadra ha svolto una nuova seduta, aperta con un lavoro in sala video e poi spostata sul campo, dove l’attenzione si è concentrata sulla costruzione dell’azione. (…) Attesa crescente per la seduta aperta al pubblico di giovedì: oltre 900 tifosi registrati. Domani il primo test contro l’Aston Villa, sabato c’è l’Everton.

(corsera)

Gasperini ne dice tre

Da quelle parti si dice «burtonizzare l’acqua», ovvero renderla più ricca di minerali così da produrre una birra più limpida, più saporita. E sì che Burton upon Trent, sede inglese del ritiro della Roma, è cittadina famosa proprio per la produzione della birra. Ecco: ieri Gian Piero Gasperini ha chiesto di burtonizzare La Roma. Di renderla più ricca, più appetibile. L’ha fatto in tre modi. Il primo riguarda il mercato. «Quanti giocatori mancano? Dipende cosa vogliamo fare – ha detto -. Qualche ruolo va comple-tato e poi tutto sarà in base a quanto saremo forti davanti. Lì determineremo quanto sarà forte la squadra». (…) Secondo punto toccato da Gasperini: la fascia di capitano. Che da ieri non è più (solo) di Pellegrini. «E un problema che non esiste – ha spiegato il tecnico -. Ho sempre dato la fascia a chi ha più presenze in squadra. È uno schema che ha sempre funzionato. I capi-tani sono 7 o 8. E sono quelli che giocano per la squadra. Non ci sono altre gerarchie oltre al numero di presenze». Conti presto fatti: El Shaarawy è a quota 32o gare, Cristante 318, Pellegrini 316, poi Mancini 274. Lorenzo – contratto in scadenza nel 2026 – è ai mar-gini. Ultimo punto, Dovbyk. «L’anno scorso è stato pagato quella cifra.., ha fatto i gol, è un centravanti di valore, poi noi siamo qui colmare alcune lacune. Io lavoro molto sugli smarcamenti, sulla capacità di entrare in gioco e di non essere in ritardo. E come la musica, se hai il tempo giusto non sei stonato». (…)

(corsera)

Gasperini cambia il capitano: «Non sarà più Pellegrini»

La storia d’amore tra Lorenzo Pellegrini, romano e romanista, e la Roma è (quasi) finita. Nel nuovo corso di Gasperini non c’è posto per quello che fino a qualche mese fa era il capitano giallorosso. La fascia infatti sarà decisa sulla base delle presenze. (…) “Il problema non esiste — dice Gasperini —Si adotterà uno schema che ha più presenze. I capitani con me sono 7-8 e spero diventino anche 15 o 20. I capitani sono quelli che giocano per la squadra e che hanno grande attaccamento”.

(corsera)

Massara fa sui serio per Ziolkowski. Echeverri, parte il pressing sul City

Mentre la Roma è al lavoro a Burton Upon Trent, Massara è nella Capitale per il mercato. Il ds tornerà in Inghilterra domani e sarà presente per l’amichevole contro l’Aston Villa. Il nuovo nome per la difesa è quello di Jan Ziolkowski, gigante del Legia Varsavia di 20 anni. «Giovane e pimpante», proprio come li vuole Gian Piero Gasperini. La Roma nella giornata di ieri ha presentato una prima offerta da 2 milioni di euro ritenuta bassa dalla squadra polacca. I giallorossi sono pronti ad alzarla per avvicinarsi alla richiesta del Legia che si aggira intorno ai 5. (…) Claudio Echeverri è sempre nel mirino di Massara ed è il preferito di Gasperini per rinforzare il pacchetto offensivo. L’ex River Plate ha detto `no’ al Girona, ma la trattativa con il Manchester City non è semplice. Il club inglese non ha ancora aperto all’inserimento del diritto di riscatto, ma la volontà del giocatore può giocare a favore della Roma. Echeverri ha voglia di trasferirsi nella Capitale per giocare le coppe europee e per ritrovare gli ‘amici’ Soulé e Dybala. Il club inglese continua ad alzare il muro perché vuole avere il controllo sul giocatore che è arrivato a gennaio per circa 25 milioni di euro tra parte fissa e bonus. Sul taccuino di Massara ci sono anche altri nomi. Nei giorni scorsi sono stati effettuati dei sondaggi esplorativi per George del Chelsea (piace anche a Lipsia e Borussia Monchengladbach) e Pierotti del Lecce. Occhi su Enciso e Nene Dorgeles. (…)

(Il Messaggero)

Piace Ziolkowski. Un altro colosso

Il difensore polacco del Legia Varsavia costa circa 4 milioni Diventerebbe il più alto della difesa giallorossa. È il concetto di completamento, che ieri Gasperini ha spiegato bene alla fine dell’allenamento. E proprio per completare il reparto difensivo la Roma sta pensando a Jan Ziolkowski, centrale polacco di 20 anni del Legia Varsavia. Un giocatore che Massara vuole perché corrisponde all’identikit dei calciatori su cui vuole investire la Roma: giovani, di prospettiva, e che possano creare valore futuro per la società. (…) Ziolkowski può andar via, soprattutto di fronte a una buona offerta. Che per il calcio polacco sarebbero anche i 4 milioni che la Roma è pronta a mettere sul piatto. Il giocatore piace pure all’Udinese (del resto Runjaic lo ha anche allenato), al Lione e a un paio di club spagnoli. Insomma, la concorrenza non manca, anche perché è un nazionale della Polonia under 20. Tra l’altro, Ziolkowski rappresenta il prototipo di difensore che cerca Gasperini. Veloce e forte fisicamente. (…)

(gasport)

Pellegrini senza fascia. Ora in pole c’è El Shaarawy

Sta a Trigoria a lavorare duro, per cercare di recuperare il prima possibile e mettersi subito a disposizione di Gian Piero Gasperini. Anche perché Lorenzo Pellegrini vuole giocarsi tutte le sue carte e dimostrare di essere ancora un giocatore importante per questa Roma. A prescindere da tutto. Anche da quella fascia che fino ad oggi ha portato sempre con orgoglio e immenso affetto, essendo romanista fino a dentro le viscere. Già, perché con la nuova gestione “Pelle” non sarà più il capitano della Roma. O, almeno, non lo sarà più come lo è stato fino ad oggi, a partire dal 2021, quando ereditò la fascia defmitivamente da Edin Dzeko. Gasperini, infatti, adotta un sistema diverso, per dare la fascia, quello delle presenze. Lo faceva all’Atalanta e lo farà anche Roma. E allora -così facendo – Pellegrini sarà ancora capitano solo quando in campo non ci sarà uno tra Stephan El Shaarawy e Bryan Cristante, che lo precedono – anche se di pochissimo – nella classifica delle presenze in giallorosso. (…) E allora quello con più presenze di tutti è Stephan El Shaarawy (che ieri sera si è dilettato al biliardo con Salah-Eddine) con 320 partite, poi seguono Cristante con 318 e Pelle-grini con 316 (più staccato Mancini, 274). Poi il tecnico gialloroso ha chiarito anche la situazione di Lorenzo: «In questo momento è fermo, ha cominciato ad alle-narsi a Roma proprio per miglio-rare la sua preparazione». (…) Gasperini poi ieri ha toccato anche altri argomenti, come l’inserimento dei nuovi («Wesley ha giocato davanti a 100mila persone, è nel Brasile, ha delle qualità ma deve completarsi»), la ricerca dell’attaccante e le situazioni di Dybala («Speriamo possa riaggregarsi al gruppo la prossima settimana») e Dovbyk. «Artem è una punta che è stata pagato una bella cifra e che aveva fatto molto bene in Spagna. Tutto sommato ha fatto i suoi gol anche al primo anno in Italia. E sicuramente un centravanti di valore, poi siamo qui per lavorare e migliorare le sue lacune. Io punto molto sugli smarcamenti e i movimenti, quelli determinano la capacità di entrare in gioco. È come nella musica: o sei stonato o hai tempi giusti». (…)

(gasport)

E se Dybala diventasse una riserva?

E se Dybala retrocedesse in panchina? Ovvero, se il giocatore più forte della Roma si trasformasse tipo un sesto uomo nel basket? (…)  La nostra impressione è che il talento argentino quel posto garantito non ce l’abbia nella testa del Gasp. Partiamo con la questione fisica, problema ormai antico per la Joya, quella che fece dire a Mourinho che un Dybala senza problemi muscolari non sarebbe mai arrivato a Trigoria. Del resto è un dato di fatto. Ribadito anche in questo inizio di stagione con l’argentino che dopo le prime due amichevoli è stato costretto a fermarsi. Situazione che la Roma prova a ridimensionare al motto che è normale gestione. Argomentazione che fa acqua da tutte le parti. In ogni caso, la questione fisica, è una spada di Damocle enorme. Quindi perché non pensare di utilizzarlo come alternativa di stralusso limitandone il minutaggio? Proseguiamo con la questione Soulé. Acquistato un anno fa dalla Juventus per 26 milioni più 4 di bonus. Ci pare chiaro che il suo arrivo voleva e vuole dire che la Roma aveva e ha scelto l’erede della Joya, al punto che come molti ricorderanno, l’estate scorsa il campione del mondo fu a un passo dall’Arabia prima che lo stesso giocatore dicesse «no». (…) Quest’ultima argomentazione ci porta dritti filati alla terza. Cioè: visto che al momento Dybala si prepara a giocare la sua ultima stagione in giallorosso (non si parla più di spalmare il suo ingaggio) non potrebbe essere cosa buona e giusta anticipare il futuro e dare fiducia a Soulé? (…)

(La Repubblica)