IL ROMANISTA (S. VALDARCHI) – Roma, Krstovic e un matrimonio che s’ha da fare, nel rispetto però delle tempistiche di mercato e dei giochi delle parti dei vari attori, più o meno protagonisti, di questa trattativa. A volere il lieto fine sono soprattutto Gasperini e, appunto, Krstovic che, con un anno di ritardo potrebbero lavorare insieme. Partiamo però dall’esigenza della Roma, che poi è la cosa che ci preme maggiormente. Dopo aver ceduto Abraham al Besiktas, nelle prossime ore si dovrebbe arrivare a dama anche per l’uscita, sempre in Turchia ma all’Istanbul Basaksehir, di Shomurodov. L’accordo tra i club c’è da qualche giorno, sulla base di un prestito oneroso (da 3 milioni di euro) con obbligo di riscatto condizionato (altri 3 milioni di euro) e bonus (da circa 1,5 milioni totali). (…) In modo particolare, tornando a Krstovic, a quelle di Pantaleo Corvino, l’abile direttore sportivo del Lecce che per Nikola parte da una valutazione da 30 milioni di euro. La stessa richiesta che il ds del club salentino aveva fatto al Leeds, quando qualche giorno fa gli inglesi erano andati vicini a comprare il montenegrino. A fermare tutto, però, è stata la volontà di Krstovic, la stessa volontà che in questo caso, invece, potrebbe aiutare la trattativa. Già, perché Nikola vuole la Roma. Ha rifiutato il Leeds perché vuole restare in Italia, giocare le coppe e farlo in una piazza calda, passionale, come lui. E, magari, anche lavorare con Gasperini. (…)
Mese: Luglio 2025
Sale Tagliafico. Offerto Ferguson
È stata una giornata piena di novità sul futuro della Roma. Come ormai si è capito, Massara cerca quattro potenziali titolari da inserire nell’organico: un esterno destro, un difensore centrale, un centrocampista e un attaccante. Gli acquisti però potrebbero salire di numero, anche nel reparto avanzato, se partisse Shomurodov dopo Abraham. Così si spiegano i contatti per due centravanti, Mikautadze del Lione e Krstovic del Lecce, per i quali la Roma si è sentita chiedere cifre altissime: il georgiano costa 40 milioni, nonostante la retrocessione del Lione stabilita in primo grado dal tribunale finanziario francese; il montenegrino può finanziare in toto la campagna acquisti di Pantaleo Corvino e non si sposta per meno di 25-30. Decisamente più economica la pista che conduce al nazionale irlandese Evan Ferguson, classe 2004 del Brighton: si sposterebbe anche in prestito. (…) Ma il mercato offre tante possibilità. E molte se ne apriranno da qui alla fine dell’estate. Una riguarda ad esempio un difensore multi-ruolo, anche lui in forza al Lione fino allo scorso 30 giugno. Si tratta di Nicolas Tagliafico, nazionale argentino che può occupare indifferentemente la posizione di terzino sinistro o di centrale mancino. Il suo contratto è scaduto, quindi si può prendere a parametro zero. Il procuratore ha già sentito Massara, che sul tema è stato possibilista . Le perples-sità riguardano l’età – compirà 33 anni il 21 agosto – e il conseguente rischio di ripetere l’operazione non riuscita con Hummels e Hermoso nel 2024. (…)
Turone: “Quel mio gol alla Juve: ci ripenso e mi arrabbio. Ma che fortuna giocare con Rivera e Falcao”
GASPORT – Maurizio Turone, detto Ramon. Vive a Varazze, dalle parti di Savona, classe 1948, bella casa, nonno felice. Dice: «Ho il mare dentro». Ma non ha fatto il marinaio o il pescatore. «Mio padre era meccanico. Una volta sono andato ad aiutarlo in officina e mi sono schiacciato un dito con una martellata. Mi ha detto: “Va’ a casa, va’”. Non mi ha più chiamato, sono an-dato all’oratorio a giocare al calcio».
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Perché il nome Ramon?
«Ero un moretto piccolino, pelle scura, un incrocio tra un argentino e un messicano. Nel calcio, e non solo, mi conoscono tutti come Ramon».
Il morettino ne ha fatta di strada. Ha sempre colpito al cuore?
«Ho colpito anche di testa e fatto pure gol. Pochi, ma buoni. Come quella volta alla Juventus nel 1981» .
Il famoso “Er gol de Turane era bono”? Hanno fatto anche un docufilm.
«Ce l’ho, lo guardo e tutte le volte m’incazzo».
In questi ultimi quarant anni qualche domanda gliel’hanno fatta. Non si stanca di parlarne?
«No, mai. Ma senza fare tanti discorsi, moviole, Var, analisi. Era “bono”. E basta. Era gol, me l’hanno tolto, è stata una grande porcata».
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Paolo Bergamo l’ha più incontrato?
«Una volta in pinna a Bologna, giocavo lì. Mi ha guardato, mi ha riconosciuto. Gli ho detto: “Ti ricordi di me?”. Lui ha detto una specie di sì. Ognuno è andato per la propria strada».
Le tappe gloriose della sua storia?
«Prima il Genoa. Ho avuto la fortuna di giocare con Angelillo. Io un ragazzo, lui un maestro. Era in fase discendente, ma quanta classe. Poi Milan e Roma. Non ho vinto scudetti, sono andato via l’anno prima, dal Milan e dalla Roma. Non ho rimpianti, sono stato bene, ho vissuto un calcio importante».
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Con Paulo Falcao alla Roma.
«Mostruoso, giocava a tutto campo. Leale, serio e generoso. Ero al Bologna e, a tutti i ragazzi che avevano lasciato la Roma l’anno prima, ha dedicato lo scudetto. Ma ho giocato anche con Conti. Che valore di mercato avrebbe oggi Bruno? Un miliardo di euro. E Nela? Lo chiamavo Nelinho, un brasiliano. Ogni tanto ci penso, se giocassimo oggi…».
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Nella festa di famiglia piange anche Bove
Gli esami sono vicini. Quello di Flavio Cobolli a Wimbledon, al suo primo quarto in uno slam. E quello di Gulielmo, il fratello, che segue Flavio per il mondo («è la persona più im-portante della mia vita») e l’anno prossimo affronterà la maturità scientifica con indirizzo sportivo. Lo chiamano Gully, guarda la partita vicino a Edoardo Bove, legatissimo a Flavio dalle giovanili della Roma. Quando Bove vede Guglielmo piangere, si commuove a sua volta. (…) Fa-miglia molto unita, Flavio vive ancora con i genitori in zona Porta di Roma, e tutti sono abbonati alla Roma allo stadio, anche il nonno. (…) E in futuro potrà contare, dopo il padre allenatore, sul fratello in versione manager: è il sogno di Gully che studia per quello.
(La Repubblica)
Flavio, da Trigoria a Church Road e quelle lacrime del papà-allenatore
Dall’erba di Trigoria a quella di Church Road. Flavio Cobolli e il sogno di una vita che diventa realtà. Il ragazzo, nato nel 2002 a Firenze, ma romano nell’anima, si era trovato a fare una scelta a 14 anni: giocare a calcio, con la maglia della Roma (squadra del cuore), oppure vestire i panni del tennista nella pratica più individuale e complicata che ci sia nel panorama sportivo? Ha scelto la racchetta con la pallina, nonostante con la sfera più grande tra i piedi ci sapesse fare, essendo un terzino di belle speranze, seguito con interesse da Bruno Conti. (…) Non è un caso che con Riccardo Calafiori e Edoardo Bove siano nati dei rapporti speciali e soprattutto con quest’ultimo un’amicizia forte, rappresentata dalla presenza ieri nel suo box a seguire l’ottavo di finale a Wimbledon di Flavio, con tutta la famiglia Cobolli e con papà Stefano (ex tenni-sta di buon livello), nel complicato ruolo di coach e genitore. (…) Già, in quella vittoria di ieri contro Marin Cilic per 6-4 6-4 6-7 7-6 c’è tanto lavoro dietro, in un’annata che l’ha visto trionfare a Bucarest e ad Amburgo e raggiungere sull’erba i quarti dello Slam più importante: «È un giorno che sognavo da quando ero bambino, da quando ho iniziato a giocare a tennis». (…) E domani la sfida nei quarti contro l’idolo Novak Djokovic: «Voglio solo godermi il momento, il campo, l’atmosfera, il pubblico e pensare a giocare come ho fatto finora. Punto dopo punto, con il sorriso, pensando solo a me stesso».
(Il Giornale)
Rivoluzione in mezzo. A centrocampo Gasp punta Rios e El Aynaoui
La rivoluzione comincia dal centrocampo. La Roma del nuovo direttore sportivo Frederic Massara, su indicazione di Gian Piero Gasperini, ha messo al centro del progetto tecnico il rinnovamento della mediana. I nomi sono stati tracciati con chiarezza, i profili studiati a fondo: Richard Rios e Neil El Aynaoui guidano la lista dei desideri. Il primo è il cuore del Palmeiras. Colombiano, classe 2000, Rios ha un passato da calcettista e un presente da centrocampista completo: corsa, tecnica, personalità. (…) El Aynaoui è un profilo d-verso ma altrettanto interessante: nato in Francia da famiglia marocchina, è esploso con la maglia del Lens, dove nell’ultima stagione ha messo insieme numeri importanti. Centrocampista moderno, capace di muoversi su tutto il fronte, con qualità difensive e buona confidenza con il gol. La Roma non ha presentato offerte ufficiali, ma lo segue con attenzione e ne apprezza la crescita. I margini per un’operazione ci sono, anche se il Lens parte da una base
superiore ai 25 milioni. (…) Oltre a Rios e El Aynaoui, altri profili vengono monitorati, come quello di Matt O’Riley del Brighton. Si cerca un equilibrio tra qualità e sostenibilità economica. Il progetto è ambizioso, ma resta lucido. (…)
(corsera)
C’è Rios al centro della Roma di Gasp
C’è un centrocampo da ricostruire e va fatto al più presto. Il tempo stringe: la preparazione comincia tra cinque giorni e Gasperini, per ora, deve fare i conti con una rosa che si assottiglia. Paredes è promesso al Boca, manca l’accordo ma è questione di ore, e Cristante non è certo di restare. (…) Il nome caldo è quello di Richard Rios del Palmeiras valutato dai brasiliani 30 milioni. Il colombiano, 25 anni compiuti a giugno, piace anche all’Inter e recentemente ha fatto sapere di non essere stato contattato da nessun club. Resta il fatto che vorrebbe trasferirsi in Europa perché possiede le qualità per imporsi nel calcio internazionale. Sarebbe il salto di qualità che aspetta sin da quando ha cominciato a giocare. Il club brasiliano ha già rifiutato le proposte di Porto e West Ham che avevano messo sul piatto 22 milioni. Se la trattativa non dovesse andare concludersi, il piano B della Roma è virare da Neil El Aynaoui del Lens. (…) Rios è il centrocampista moderno, versatile e capace di fare più o meno tutto in mezzo al campo: gioca davanti alla difesa, come mezzala ed è già stato impiegato come mediano. (…) È un calciatore richiesto direttamente da Gasperini perché ha le qualità adatte per il suo calcio verticale, il tecnico di Bogliasco è rimasto impressionato anche da quanto visto durante il Mondiale per Club. (…)
(Il Messaggero)
Offerto Pubill ma la prima scelta è Wesley. Dovbyk torna e aspetta Krstovic in attacco
Il 13 luglio – data del raduno a Trigoria – si avvicina e le caselle dei nuovi acquisti non si sono ancora riempite. Massara in questi giorni è al lavoro per accontentare Gasperini che vorrebbe almeno un paio di volti nuovi per l’inizio del ritiro. La priorità rimane Wesley ed è lui il nome più caldo. Ma per la fumata bianca c’è ancora da aspettare. Il Flamengo non abbassa le pretese e continua a chiedere 30 milioni di euro. La Roma, invece, vorrebbe uno sconto ed è pronta ad offrire 25 milioni bonus compresi. (…) Nel frattempo, si valutano anche altri obiettivi meno costosi rispetto al brasiliano. Zortea del Cagliari piace ed è stato già allenato da Gasperini all’Atalanta. Offerto anche Pubill dell’Almeria. Altro calciatore che la passata stagione era finito nel mirino del tec-nico, ma il trasferimento a Bergamo era saltato per dei problemi dopo le visite mediche. (…) L’unico centravanti che ci sarà al 100% è Artem Dovbyk che ieri è tornato nella Capitale insieme alla famiglia e non ha smesso di allenarsi neanche in vacanza. Vuole convincere Gasp e migliorare lo score dell’anno scorso (17 gol). Così come Soulé ed El Shaarawy anche loro a disposizione. Mai giallo-rossi sono a caccia di rinforzi in avanti. Laurienté e Rayan Vitor sono dei profili che interessano per rinforzare le fasce, ma la priorità è trovare un vice dell’ucraino. Nei giorni scorsi è stato proposto Evan Ferguson, giovane attaccante del Brighton. La Roma vorrebbe prenderlo in prestito con diritto di riscatto e su di lui c’è anche l’Atalanta. Gli altri nomi sul taccuino di Massara sono Krstovic e Mikautadze. (…)
(Il Messaggero)
Rios-El Aynaoui. È la sfida per fare la spalla di Koné
C’è da sistemare al meglio l’attacco, anche le fasce hanno bisogno di un profondo maquillage, ma intanto la Roma sta cercando di sistemare il centrocampo. Perché poi è lì, nel motore, che le squadre di Gasperini trovano geometrie e propulsione. E se Manu Koné è un punto fermo nella mente del nuovo allenatore giallorosso, l’altro mediano titolare bisogna andare a cercarlo in giro per il mondo. Ed accanto a Matt O’Riley, il danese del Brighton che la Roma segue da vicino da tempo, Massara adesso ha messo nel mirino altri due giocatori: il colombiano Richard Rios del Palmeiras e il marocchino Neil El Aynaoui, che gioca invece nel Lens. Ne arriverà uno solo, ma si lavora su più tavoli. (…) Per il colombiano il prezzo è lievitato, fmo ad arrivare ai 30 milioni che chiedono oggi i brasiliani. Gasperini ha chiesto a Massara di poter chiudere l’operazione, considerando che il giocatore è il preferito del tecnico per il ruolo in questione. (…) Ma Massara ha come mercato di riferimento soprattutto quello francese e li sta trattando El Aynaoui, 24 anni, centrocampista centrale del Lens, uno che il ds giallorosso conosce bene anche per essere stato nella scorsa stagione dirigente del Rennes. (…) La Roma ha già presentato un’offerta da circa 20 milioni di euro, che però è stata rispedita al mittente. Se ne riparlerà in questi giorni, considerando anche gli ottimi rapporti che esistono tra i due club e che sfoceranno nell’amichevole celebrativa del 2 agosto, quando i giallorossi faranno vista al Lens. (…)
(gasport)
In attacco piace l’altro Salah del Rennes
Gasperini ha messo tra le condizioni anche quella di andare a prendere un nuovo trequartista sinistro. Ed allora Massara è andato forte su Ibrahim Salah, 23 anni, marocchino del Rennes, uno che conosce bene per averlo avuto all’inizio della scorsa stagione. Poi volato al Brest (…) Operato, è rientrato solo a maggio, quando la stagione era praticamente finita. Veloce, tecnicamente bravo, non costa neanche molto, tra 15 e 17 milioni di euro. (…)
(gasport)