Addio piccolo Enzo. Julio Sergio, un dolore impossibile da parare

«Julio, siamo al tuo fianco in questo momento di dolore inimmaginabile. Tutta l’AS Roma è con la tua famiglia, tutti i romanisti vi abbracciano» Con queste parole, affidate a un tweet asciutto e struggente, la Roma ha voluto esprimere la propria vicinanza a Julio Sergio. Enzo, suo figlio quindicenne, è morto. Lottava dal 2020 contro un tumore cerebrale, una battaglia lunga e durissima, affrontata con coraggio insieme alla sua famiglia. Era in coma farmacologico da giorni. A dare la notizia è stato lo stesso ex portiere brasiliano. La sua dignità nel dolore ha commosso un’intera comunità. In queste ore in cui il tempo sembra rallentare e le parole pesano più del silenzio, il mondo giallorosso si è unito in un abbraccio profondo. (…) Come sempre accade quando il dolore colpisce uno di loro, i romanisti hanno risposto come una famiglia. Con manifestazioni autentiche, come lo striscione in Curva Sud durante Roma-Atalanta a dicembre, o messaggi carichi di affetto e partecipazione. Da Francesco Totti — che ha scritto “Rip Enzo” sui social —a Daniele De Rossi, fino ai tifosi comuni, tutti hanno fatto sentire la propria vicinanza. (…)

(corsera)

Al via gli abbonamenti per l’Europa League. L’obiettivo è arrivare a 40mila tessere

Scatterà oggi pomeriggio alle 16 la vendita degli abbonamenti della Roma riservati alle coppe europee per la stagione 2025-2026. Il club punta a un nuovo traguardo: pareggiare quota 40 mila, ovvero il numero di tessere già staccate per il campionato. (…) Il pacchetto include le quattro partite casalinghe della fase a gironi di Europa League, oltre all’Ottavo di finale di Coppa Italia. (…)

(corsera9

L’abbraccio all’alba per Wesley. Gasp chiede altri colpi

Alle 6 del mattino, all’aeroporto di Fiumicino che raramente vede fermento a quell’ora, una sessantina di tifosi hanno accolto Wesley con cori e applausi. Un numero sorprendente, quasi emozionante, vista l’alba appena sorta. L’esterno brasiliano, partito da Rio de Janeiro, ha così trovato ad attenderlo il primo assaggio della passione giallo-rossa, un’accoglienza che non si vedeva da un po’ di tempo. Dopo l’abbraccio dei tifosi, Wesley ha sostenuto le visite mediche, firmando un contratto quinquennale. Stasera ripartirà per il Brasile: il suo rientro definitivo a Trigoria è previsto per il 31 luglio, una volta completate le formalità legate al visto. (…) Ma l’allenatore non fa mistero di volere di più. (…) Ricky Massara, che nel frattempo continua a muoversi su più fronti. In difesa, oltre a Ghilardi — atteso a Roma tra oggi e domani, già escluso dall’ultima amichevole dell’Hellas Verona — si cercano ulteriori innesti. I nomi in cima alla lista sono quelli di Charlie Cresswell, classe 2002 del Tolosa, e Alexander Djiku, esperto centrale ghanese in forza al Fenerbahce. A centrocampo il casting è altrettanto fitto. Joào Palhinha è stato offerto: il centrocampista del Bayern Monaco rappresenterebbe un profilo di forza ed esperienza, ma al momento non ci sono trattative concrete. Più defilato, e ormai vicino al Betis, è Deossa, mediano colombiano del Monterrey. L’impressione è che in mezzo al campo qualcosa arriverà, ma serve tempo. L’attenzione più alta resta però rivolta all’attacco, dove si cerca un esterno sinistro, ma di piede destro, giovane, affamato e rivendibile. Igor Paixao, brasiliano del Feyenoord è un obiettivo dichiarato. Il Marsiglia e il Leeds sembr-no in vantaggio, ma la Roma resta alla finestra, pronta a inserirsi. Fabio Silva del Wolverhampton, reduce da una buona stagione al Las Palmas, è un’alternativa più accessibile: costa meno, ha il contratto in scadenza e piace per la sua duttilità. Poi c’è Antonio Nusa del Lipsia, classe 2005 con un futuro da protagonista, e Kevin Schade, tedesco del Brentford, profilo proposto come opzione più economica. Da non sottovalutare neanche Tzolis del Bruges, reduce da una stagione da 21 gol e 16 assist. Tra gli altri nomi emersi ci sono anche quelli di Elmas, centrocampista offensivo reduce da un buon prestito al Torino, e Callum Hudson-Odoi, in uscita dal Nottin-gham Forest. (…)

(corsera)

L’estate d’amore del calcio romano

Di cosa parliamo quando parliamo d’amore? Prima di scomodare Raymond Carver, ci possiamo limitare all’estate del calcio romano. Dove sono accadute e accadranno cose che sfuggono alla logica, che non contemplano razionalità, orari, opportunità, limiti di spesa: l’amore, appunto. Chi poteva pensare che ieri per lo sbarco a Fiumicino del neo giallorosso Wesley, uno sconosciuto ai più fino a pochi giorni fa, ci sarebbero state oltre cento persone, all’alba, a intonare cori e canti, mentre le guardie del corpo lo scortav-no manco fosse un latitante rimpa-riato? E ce n’era quasi un migliaio, di romanisti, nella scomoda trasferta a Kaiserslautern di sabato, per un’amichevole a un mese dall’inizio della serie A. (…) Sull’altra sponda del Tevere, visti oltre tremila laziali in pellegrinaggio a Frosinone in Avellino-Lazio di sabato sera, e a intasare il casello autostradale verso mezzanotte, quando bisognava purtroppo rientrare a casa. Tutti, in Germania o in Ciociaria, in pellegrinaggio d’amore senza condizioni. (…) La Roma in due settimane ha venduto 40mila abbonamenti (col 94% di conferme) ma solo perché è stato posto un tetto, altrimenti si sarebbe potuti arrivare a 50 o 60mila senza sforzo. Anche la Lazio è un caso di specie. C’è il blocco del mercato eppure, mentre in diecimila contestano Lotito ai Fori Imperiali e continuano a farlo anche sotto casa sua, o sui muri della città o a Frosinone, ce ne sono oltre 26mila (tra cui molti dei contestatori) che sottoscrivono l’abbonamento, e diventeranno facilmente 30mila perché la campagna chiude il 20 agosto. (…)

(Il Messaggero)

Ferguson, il baby dal talento interrotto ha già ripreso la corsa verso il futuro

I cinque gol realizzati sotto l’ombrellone, sono il meno. E non sappiamo nemmeno se quei famosi cento milioni di valutazione che risalgono a due anni fa corrispondano realmente al suo valore attuale. In questo caso, i trentacinque fissati per il riscatto sarebbero una barzelletta e buon per la Roma se dovessero bastare quelli. Evan Ferguson oggi è tutto da (ri)scoprire, ma di una cosa siamo certi: piace, e pure tanto, a Gian Pero Gasperini, che continua, giustamente, a borbottare per i ritardi sul mercato, ma apprezza il suo centravanti, che pian piano si sta ritagliando un ruolo centrale nel suo scacchiere, ancora in divenire. (…) E’ apparso come l’opposto di Dovbyk, che ci ha messo un po’ per vincere la timidezza. Si ricorderà: l’ucraino all’inizio calciava solo col sinistro, non era cattivo sotto porta, aveva troppi roghi nella testa per via della famiglia costretta a vivere lontano da lui e nel pieno di una guerra sanguinosa. Ferguson è partito con una sfrontatezza diversa: calcia da qualsiasi posizione, di destro, di sinistro, attacca il portatore e pure il portiere avversario, vedi gol con il Kaiserslautern. (…) Evan sta per rimettersi in gioco in una piazza di prestigio, che ha la stessa sua fame. Una situazione ideale per recuperare il tempo perduto, e poco sposta la presenza di Dovbyk, che al momento è alle prese con noie muscolari legate all’annoso problema al ginocchio, perché con Artem può fare coppia ed esserne il suo alter ego. (…) La presenza di Evan può fare bene anche a Dovbyk, che lo scorso anno ha sentito troppo il peso delle responsabilità, giocando come unico attaccante e non sempre al meglio della condizione fisica. (…)

(Il Messaggero)

Gasp non molla: ne vuole altri 5

No, non tornano. I conti a Gasperini proprio non tornano. (…) La Roma sul mercato è in ritardo (…) Gasperini non ha tempo da perdere. Crede nel progetto illustratogli prima da Ranieri e poi dai Friedkin, ha fiducia nelle capacità del ds Massara – che ieri ha chiuso un tris dì cessioni minori alla Juve Stabia (Boer, Mannini e Reale, gli ultimi due in prestito) ed è vicino a girare Saud al Tolosa – ma come ogni allenatore guarda dentro al suo giardino. Perché poi, 25 anni di panchine, gli hanno insegnato che il primo a pagare, eventualmente, è sempre l’allenatore. E oggi, tra infortunati (Pellegrini, Dovbyk e Salah-Eddine) più calciatori partiti, gli unici giocatori rimpiazzati a livello numerico sono Shomurodov (con Ferguson), Paredes (con El Ayanoui, anche se le caratteristiche del marocchino sono diverse) e Saelemaekers (c’è Wesley che però nemmeno il tempo di arrivare che tornerà in Brasile per alcune pratiche burocratiche legate al passaporto). Entro 48 ore sbarcherà anche Ghilardi che nello scacchiere prenderà il posto di Hummels. Ma non basta. (…)Alla Roma manca un esterno alto a sinistra. Gasp sta provando per spezzoni di gara Soulé che ha confermato, nonostante la buona volontà, di avere qualche problema nel ruolo. Stesso dicasi per Pisilli, più a suo agio quando giostra da trequartista atipico dietro le due punte. Al tecnico piacciono da tempo Paixao e Raspadori (trattative difficili: Leeds e Marsiglia sono più avanti dei giallorossi per il brasi-liano e i 35 milioni richiesti dal Feyenoord e dal Napoli per i due non sono un dettaglio); Massara che oltre ad accontentare l’allenatore deve far quadrare anche i contimonitora profili analoghi (Tzolis e Fabio Silva). (…) Stesso dicasi in mediana: ad oggi ci sono Cristante che studia da De Roon, Koné e EI Aynaoui più il jolly Pisilli che però il tecnico sembra vedere più alto. Se il francese non viene riciclato play, come qualche volta accade con la nazionale francese, manca un vice Bryan. La Roma si era interessata a Deossa ma il Betis è pronto a chiudere. A Massara è stato offerto Palhinha, ex Sporting, ora in uscita dal Bayern Monaco. (…)

(Il Messaggero)

Il lutto di Julio Sergio: Enzo non ce l’ha fatta, lottava con il tumore

Quando leggi un messaggio così, quando un padre deve annunciare la morte di un figlio 15enne, non c’è più nulla da dire, niente da aggiungere. C’è solo da stringersi, anche da lontano (e da Roma sono in tanti a farlo da ore), intorno a una famiglia che non ha più lacrime, devastata da una tragedia che trascina tutto con sé. Lo strazio di dover scrivere sotto una croce — in bianco su sfondo nero — il nome di Enzo Bertagnoli, nato nella Capitale nel 2009 e morto ieri per un tumore cerebrale, è toccato a lui, a Julio Sergio, ex portiere giallorosso a Roma dal 2006 al 2013 con in mezzo un intervallo al Lecce e soprattutto papà coraggioso che si radeva anche a zero il capo per solidarietà col figlio, pronto per un nuovo ciclo di chemioterapia. (…) Un duro cammino che Enzo (sempre sorridente accanto al padre nonostante tutto) aveva iniziato nel 2020, quando gli era stato diagnosticato il tumore. Due anni fa era stato operato con successo e in quella bacheca social del padre 46enne lampeggiavano una dopo l’altra le foto di momenti se possibile più sereni, quelli di una ritrovata normalità. Fino agli ultimi mesi, quando all’improvviso la malattia ha invece ripreso ad aggredire il corpo del ragazzo, mentre Julio cercava fino all’ultimo di respingere come poteva il peso dell’angoscia: «Il suo mito è Sinner, gli piacerebbe incontrarlo», aveva dichiarato pochi giorni fa. Negli ultimi tempi Enzo era diventato pure un simbolo, un testimonial in Brasile di una campagna di sensibilizzazione contro i tumori, ricevendo il sostegno di campioni come Buffon, Totti, Bonucci e Cristia-no Ronaldo. Tra gli ex compagni del padre, De Rossi e Neymar hanno regalato maglie, ospitato il ragazzo e sostenuto le iniziative della famiglia del giovane. La Roma e i tifosi lo hanno sempre supportato, con cori e striscioni. (…)

(gasport)

Sollievo Baldanzi, niente lesioni. E Dybala rientra con il Cannes

Due giorni di stop, ma domani si torna a correre e sudare a Trigoria. In attesa di Wesley e Ghilardi, Gasperini può tirare un sospiro di sollievo per Baldanzi che non era sceso in campo contro il Kaiserslautern per un problema muscolare. I controlli non hanno evidenziato lesioni. Il trequartista tornerà in gruppo in settimana. (…) Sarà a disposizione anche Dybala che ha saltato la trasferta tedesca solo come precauzione: giovedì c’è il test col Cannes al Tre Fontane.

(gasport)

La Roma su Nusa: l’esterno del Lipsia osservato speciale

Nella città “giallorossa” che non dorme mai, dove la sera prima ci si compiace del nuovo gol in amichevole di Ferguson e la mattina dopo all’alba c’è già Wesley sorridente all’aeroporto di Fiumicino, Gian Piero Gasperini tiene accesi i rifiettori. Rifiutando gli alibi, il tecnico ha spiegato a Kaiserslautern che per realizzare appieno il suo progetto di squadra e costruire una Roma che possa sostenere le tre competizioni e far ritorno in Champions ci vogliono 4,5 rinforzi di peso entro il 31 agosto. (…) Di sicuro mancano ancora altri 5 elementi per avvicendare Paredes, Nelsson, Gollini, forse Kumbulla, Salah-Eddine e Saud, e per completare la trequarti a sinistra dove Pellegrini avrà necessità di più tempo dopo l’infortunio per tornare al top. Il primo obiettivo è resta a questo punto Nusa del Lipsia (ambito al momento soprattutto dal Liverpoool , visto che l’ala del Feyenoord Paixao sembra essere ormai destinato al Leeds. E sono graditi pure i profili di Tzolis del Bruges e Fabio Silva in uscita dal Wolverhampton, reduce da una buona stagione in prestito al Las Palmas e forse il profilo meno dispendioso visto che è in scadenza di contratto. Nusa invece ha un costo elevato, che si aggira attorno ai 35 milioni. Ma il norvegese è visto come l’ideale nuovo Lookman e sarebbe l’uomo giusto per alzare il livello della squadra in quella zona di campo. La Roma resta in agguato nella speranza che il prezzo dell’ala non lieviti ulteriormente considerate le numerose richieste. (…) Come vice Svilar interessa lo svincolato Vazquez, che si è messo in mostra ad Empoli. Tanti nomi e tanto lavoro in vista per quella che sarà una nuova corsa contro il tempo. Il piano ambi-zioso di Gasp non aspetta.

(gasport)

Quel video sui social che sensibilizza. Ma lo strazio resta

Ogni volta che un genitore parla di un figlio o una figlia che non c’è più, o che sta combattendo una battaglia che la scienza ritiene ormai persa, c’è dentro di lui una domanda dalla quale non si può scappare: faccio bene a rendere tutto questo pubblico e alimentare così anche i «social del dolore»? Vale per Julio Sergio e il suo Enzo, per Luis Enrique e la sua Xana e, se lo permettete, per me e per Francesco. (…) Parlare del dolore più incomprensibile e contro natura è una scelta, non un attestato di superiorità. Può sensibilizzare su un problema – Julio Sergio lo ha fatto sull’oncologia pediatrica – e avere un valore anche sociale ma non restituisce mai neppure una briciola di quello che si è perduto. Al massimo trasforma per un attimo il vuoto che molto presto torna a bussare alla porta. (…)

(corsera – L. Valdiserri)