Funerali Butinar: presenti anche Pellegrini e Mancini

Oggi si sono svolti i funerali di Gianfranco Butinar, l’artista di 51 anni noto anche per le sue formidabili imitazioni venuto a mancare improvvisamente. All’estremo saluto presso la Parrocchia Santa Maria Regina Pacis di Ostia erano presenti anche Lorenzo Pellegrini e Gianluca Mancini, capitano e vice della Roma. Tra i partecipanti anche Sebino Nela, Bruno Giordano e Davide Moscardelli. Lo riporta l’emittente radiofonica.

(teleradiostereo.it)

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La strada

LR24 (AUGUSTO CIARDI) – Alla fine, la Roma non era così indietro nella scelta dell’allenatore. Gasperini sarà pure divisivo, ma quando la Roma trova l’intesa, erano ancora senza guida la Juventus, l’Inter, la Lazio, la Fiorentina e l’Atalanta. Il Milan aveva da poco annunciato Allegri e il Napoli aveva da poco “ripreso” Conte. Poi è facile cambiare maschera a fatti compiuti. Reiterare critiche non costituisce resto.

Lodare a posteriori “perché in fondo vogliamo tutti il bene della Roma” è una scappatoia facilmente raggiungibile. E vissero tutti felici e contenti. Bisognerebbe rimarcare che la Roma, rea di una serie a catena di errori nella prima parte della passata stagione, ha innanzitutto fatto autocritica, e poi ha messo mano ai problemi. Ha sfiorato la Champions League, e ha scelto uno dei migliori allenatori su piazza, Gasperini, che se lo avessero preso la Juventus o il Milan ci sarebbero stati i caroselli delle “grandi” firme della “grande” stampa nazionale. Quella che va tutto bene madama la marchesa quando il capo degli arbitri fa il comizio di fine anno. Quella che dopo gli Europei difese a spada tratta Spalletti e Gravina, l’ineffabile duo che sta facendo rimpiangere Tavecchio e Ventura. La Roma si è rimessa in marcia in campionato, chiuso con decoro e rimpianti, ha preso Gasperini, e ora inizia a mantenere delle promesse e a fare chiarezza. Le ufficializzazioni e il comunicato diffusi in questo afoso weekend tra l’altro smontano le teorie sulla cessione del club. Perché nei mesi scorsi fantasiose ricostruzioni erano state tramutate in news. Tipico. D’altronde prosegue la tradizione: coi Friedkin in sella, è più facile inventare che sapere. Va di moda dire che alcune decisioni siano paracule. Basterebbe dire che le decisioni, se risultano giuste, sono soltanto delle decisioni giuste. Era giusto andare incontro a una gran fetta di tifosi riportando in auge uno degli stemmi storici utilizzati nei decenni dalla Roma. Tra l’altro, la Roma nei mesi scorsi ha aperto un canale di dialogo coi tifosi, ci si è confrontata. Ha abbattuto il muro. E gli è andata incontro. Liquidare quella parte di comunicato definendola ruffiana e paracula è tipico di chi si mette sul piedistallo per insegnare la vita agli altri trattandoli da idioti. Roba da mitomani che fanno i conti col narcisismo patologico. C’è anche la strada che porta al centenario del club.

Quindi certe scelte sono anche di prospettiva. Si rimarca poi che lo stadio si farà. Tanto per ribadire un impegno preso, compresa la volontà di non vendere la società. Insomma, dopo una stagione da labirintite, la Roma ha prima individuato gli errori commessi, e poi ha iniziato ad affrontare i problemi. Sta provando a risolverli, ha imparato ad ascoltare. Si sta finalmente avvicinando al territorio. Roma paracula? Se fai le cose per bene e trovi consenso, stai facendo le cose per bene. Punto. Poi bisognerà valutare i frutti che verranno raccolti lungo questa nuova strada. Ma in fondo, a pensarci bene, se la Roma voleva essere paracula non avrebbe ingaggiato Gasperini. Consapevole di quanto all’inizio questa scelta abbia diviso la piazza.

In the box – @augustociardi75

CAMELIO: “Svilar? Ad oggi è più facile che vada via che rimanga” – NISII: “Mile è una saracinesca, ha completamente cambiato l’anno della Roma”

All’interno delle trasmissioni delle emittenti radiofoniche della Capitale l’argomento principale è la trattativa per il rinnovo di Mile Svilar: “Ad oggi è più facile che vada via che rimanga”, afferma Enrico Camelio. Federico Nisii esalta le prestazioni del portiere giallorosso: “È una saracinesca, ha cambiato da così a così l’anno della Roma”.

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto“, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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Devo ancora leggere “la difesa blindata della Roma” e “i gol dell’1-0 di Dovbyk”… Te ne accorgi perché in porta c’è una saracinesca: Svilar ha cambiato da così a così l’anno della Roma (FEDERICO NISII, Manà Manà Sport, 90.9)

Mi dicono che la posizione di Bruno Conti è molto più salda del passato (MATTEO DE SANTISManà Manà Sport, 90.9)

Mi ha colpito molto che Gasperini abbia sottolineato il lavoro di Ghisolfi e dell’area scouting, in un certo senso non c’era bisogno ma ha voluto sottolinearlo. Su Svilar c’è un non detto: l’unica cosa che mi viene in mente è che la Roma lo abbia già venduto (PIERO TORRIManà Manà Sport, 90.9)

La Roma ha preso un allenatore importantissimo, forse il migliore su piazza. Svilar? Ad oggi è più facile che vada via che rimanga (ENRICO CAMELIORadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Il rinnovo di Pisilli? Contratto assurdo rispetto a quello che ha dato alla Roma… (ROBERTO MAIDARadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Negro: “Ho sofferto parecchio per l’autogol nel derby, ma i tifosi della Lazio mi hanno sempre voluto bene”

GAZZETTA.IT – Paolo Negro, ex difensore della Lazio, ha rilasciato un’intervista al sito del quotidiano e tra i vari temi trattati è tornato a parlare del clamoroso autogol realizzato in occasione nel derby del 17 dicembre 2000 vinto 0-1 dalla Roma. Ecco le sue parole.

Cosa ha rappresentato la Lazio?
«Una scintilla. Qualcosa che ti entra dentro e non esce. I tifosi mi hanno sempre voluto bene, anche dopo l’autogol del 2001 con la Roma. L’ho sofferto parecchio, ma mai come l’addio».

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RANIERI: “Il ruolo dell’allenatore è cambiato, in Italia teniamo troppo in gabbia i giocatori. Un altro Leicester? Me lo auguro”

Claudio Ranieri, Senior Advisor della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni a margine della cerimonia di premiazione della Figurina d’Oro 2025 e lo ha fatto ai microfoni dell’Associazione Italiana Allenatori Calciatori. Ecco le sue parole.

Qual è la qualità che non può mancare in un tecnico per diventare un allenatore capace?
“È difficile su due piedi dirlo. Sicuramente la lealtà coi giocatori, dire che cosa si pensa anche se è qualcosa di brutto. Va capito chi è più permaloso, se c’è da fare un rimprovero generale… Ma ho fatto sempre il rimprovero a tu per tu, faccia a faccia. Non ho mai fatto un rimprovero per dire: ‘È colpa tua se abbiamo perso, guarda che cosa hai fatto’. Non mi è mai piaciuto. Ho sempre cercato di migliorare il materiale e ho avuto la fortuna, soprattutto negli ultimi anni, di avere parecchi video delle azioni per mostrare le cose fatte bene e quelle fatte male. Perché credo che lo stimolo di far vedere le cose fatte bene sia più importante di quello che invece riguarda le cose fatte male. Naturalmente, poi, nelle partitelle si ritorna su quell’errore, cercando di migliorare. Esistono giocatori che capiscono dopo una volta, altri che, purtroppo, non riescono a capire. Se si può, quel tipo di giocatore si cambia; altrimenti, gli si fanno tante carezze e si cerca di andare avanti”.

Lei ha attraversato cinque decadi in panchina, dagli Anni Ottanta ad oggi: come è cambiato il ruolo dell’allenatore?
“È cambiato totalmente. Bisogna sempre aggiornarsi. Quando venivo esonerato, andavo sempre in giro per l’Europa a vedere come lavoravano gli allenatori, perché credo che sia importante. So che ora Coverciano porta chi fa il supercorso a vedere alcuni giorni come allenano gli altri tecnici e credo che sia importante per aprire la mente. Ho iniziato alla Vigor Lamezia e ho fatto tutti i gradini; a Cagliari hanno creduto in me, abbiamo fatto Serie C, B e A. In Spagna l’apertura mentale è totale, noi siamo un po’ schiavi della tattica, tant’è che giocatori forti vengono qui e fanno fatica a integrarsi. Lì, in Inghilterra e in Francia, la tattica è importante ma non speciale come qui. Io davo dei concetti base e cercavo, in base alle qualità dei giocatori, di integrarli l’uno con l’altro”.

La scuola italiana di allenatori è tra le poche universalmente riconosciute e apprezzate. Vista la sua ampia e importante esperienza internazionale, che cosa rappresenta la nostra scuola e la differenzia dal modo di allenare degli altri Paesi?
“Teniamo troppo in gabbia i giocatori. Fa bene essere aperti, vedere bene tutto, pur mantenendo quel che siamo. Senza restare col paraocchi. Certo, quando dicono che siamo ‘catenacciari’ non date retta: quando vediamo altre partite e c’è una squadra più forte, bisogna tenere i dieci sotto la linea della palla. Italiani sì, ma con una grande apertura mentale”.

Lei ha iniziato ad allenare ai tempi della favola del Verona, che ha appena festeggiato i 40 anni da uno storico scudetto. Ed è arrivato al culmine della carriera 9 anni fa, al Leicester, quando ha centrato quella che è stata riconosciuta come l’impresa più straordinaria del football moderno: ma ci potranno essere altri Osvaldo Bagnoli e altri Claudio Ranieri nel calcio business del terzo millennio?
“Quando sono andato lì, il Leicester aveva appena esonerato l’allenatore ed era in ritiro. Era chiamato ‘squadra yo-yo’, una squadra che saliva e scendeva. Quando sono arrivato, il presidente mi ha chiesto la salvezza. E piano piano siamo arrivati ai quaranta punti. Ho cercato di non caricare di responsabilità i ragazzi. Passo dopo passo abbiamo creato quella simbiosi tra allenatore, squadra e pubblico meravigliosa. Mi auguro che ci siano altri Leicester. Sarà difficile? Mi auguro di no. Spero che una squadra trovi la sua stella polare e che, nello stesso anno, le altre grandi dello stesso campionato non abbiano una continuità di risultati. Me lo auguro, perché questo è il bello del calcio”.

Italia: in caso di addio di Spalletti si valutano Ranieri, De Rossi e Pioli. Favorito il tecnico dell’Al-Nassr

La clamorosa sconfitta dell’Italia per 3-0 contro la Norvegia nella prima giornata delle qualificazioni al Mondiale del 2026 ha messo a serio rischio la permanenza di Luciano Spalletti, ma il commissario tecnico resterà in panchina anche contro la Moldavia. Come svelato da Gianluca Di Marzio, martedì 10 giugno ci sarà un incontro tra il ct e il presidente della FIGC Gabriele Gravina e non è da escludere l’ipotesi delle dimissioni di Spalletti. In quel caso la Nazionale dovrà valutare ulteriori profili e i tre candidati sono Claudio Ranieri, Stefano Pioli (favorito) e sullo sfondo Daniele De Rossi.

(gianlucadimarzio.com)

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Come riportato da Eleonora Trotta di calciomercato.it, Claudio Ranieri intende rispettare pienamente l’impegno preso con la Roma.

Calciomercato Roma, in stand-by il riscatto di Zalewski da parte dell’Inter: il diritto scade il 18 giugno, ma i nerazzurri non lo hanno ancora esercitato

Il futuro di Nicola Zalewski potrebbe cambiare dopo l’addio di Simone Inzaghi. L’esterno italo-polacco di proprietà della Roma si trova all’Inter con la formula del prestito con diritto di riscatto fissato a 6.5 milioni di euro e ha dichiarato in più occasioni di voler restare a Milano. Come svelato da Filippo Biafora de Il Tempo, la situazione è però in stand-by: l’opzione scade il 18 giugno e al momento il club nerazzurro non l’ha ancora esercitata.

Ranieri in versione tifoso: Sir Claudio assiste alla partita del nipote dalla tribuna. Autografi e foto con ragazzi e genitori (VIDEO)

Giornata di relax per Claudio Ranieri. L’ex allenatore e attuale Senior Advisor della Roma ha deciso di fare una sorpresa al nipote e si è presentato in un campo di periferia in zona Marconi per assistere alla sua partita. Sir Claudio ha seguito la sfida, valida per le fasi finali il campionato esordienti promosso dalle Acli, dalla tribuna e ha scatenato grande entusiasmo tra i presenti. Ranieri si è intrattenuto con ragazzi e genitori, scattando selfie e firmando autografi.

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Bologna, Fenucci: “Vogliamo trattenere tutti i giocatori. Beukema? Con noi può crescere ancora, proveremo a convincerlo”

SKY SPORT – Claudio Fenucci, amministratore delegato del Bologna, ha rilasciato un’intervista all’emittente televisiva e tra i vari temi trattati si è soffermato sul futuro di Sam Beukema. Il difensore centrale olandese è nel mirino della Roma (che segue con grande attenzione anche Jhon Lucumi) e soprattutto del Napoli. Ecco le dichiarazione del dirigente rossoblù: “I nostri giocatori vengono accostati ad altre squadre, è normale adesso mentre durante il campionato mi dava fastidio. Il nostro obiettivo è trattenerne il più possibile, magari anche tutti, perché vogliamo continuare questo percorso di crescita sportiva”.

Beukema?
“Potremmo convincerlo che con noi può fare ancora un percorso di crescita dandogli le giuste soddisfazioni economiche. Vorremmo veramente continuare con questo gruppo”. 

Italiano?
“Il rapporto con Italiano è sempre stato molto buono e si è intensificato con il tempo, lui stesso aveva espresso il desiderio di rimanere da noi e abbiamo trovato velocemente un accordo per prolungare il rapporto. Non ho temuto di perderlo, ma in ogni caso volevamo che lui sentisse la voglia di andare avanti ed è quello che avvenuto alla fine”.