MALEN: “Senza disciplina non si arriva da nessuna parte. Ero sempre concentrato sul calcio, sognavo il Mondiale fin da bambino”

Donyell Malen ha rilasciato una lunga intervista all’edizione olandese di Men’s Health, di cui era stata riportata un’anticipazione nelle scorse settimane, per ripercorrere le tappe della sua carriera, svelare i segreti della sua forma fisica e commentare l’esordio nella Coppa del Mondo con la maglia dell’Olanda.

L’attaccante della Roma, che ha recentemente celebrato la nascita della figlia Shiloh M’kai Sade insieme alla moglie Delisha, ha ricordato le sue origini a Westerland e gli esordi all’Ajax: “Ero sempre concentrato sul calcio, non avevo altri pensieri. Era semplice: sarei diventato un calciatore. E se non ci fossi riuscito? Forse ora lavorerei in un fast-food”. A 16 anni il trasferimento all’Arsenal: “Sono andato lì per crescere, allenarmi con la prima squadra e scoprire altre culture. Per la prima volta ho dovuto badare a me stesso, cucinare, diventare maturo”. Sulla preparazione fisica: “Deve esserci equilibrio. Sono un giocatore veloce e amo gli esercizi esplosivi che tengono reattivo il mio corpo. Mi rendono migliore e soprattutto più veloce”.

La svolta è arrivata al PSV sotto la guida di Mark van Bommel, fino al debutto in nazionale nel 2019 con Ronald Koeman: “Il PSV aveva un buon piano, mi piacque. Mi sentivo molto a mio agio nel club, è una società familiare e affettuosa, c’è stata subito sintonia”. Sulla pressione e i media: “Vedo la pressione come qualcosa di bello. Se le persone si aspettano qualcosa da te, in realtà significa che pensano che tu sia forte e ti stimano molto. Provo a vederla in modo positivo: bisogna solo dare il massimo. Se segni sei un eroe, se non tocchi palla ti criticano. Ma io non bado alle critiche: parlo molto con mia moglie, solo quello che dicono le persone vicine mi tocca davvero. Il resto lo lascio andare”.

Il segreto di Malen risiede in una disciplina ferrea: “Naturalmente il talento è importante, ma senza disciplina non si va da nessuna parte. Mangiare bene, dormire e recuperare dopo gli allenamenti è la cosa più importante. Seguo un regime rigoroso: otto ore di sonno, dieta senza glutine, integratori di magnesio ed elettroliti. È un pacchetto completo, a volte difficile da mantenere, ma noto subito la differenza in termini di lucidità in campo se non lo faccio”. Un’attitudine al sacrificio sviluppata al Borussia Dortmund: “Anche quando ero in panchina mi davo comunque quella spinta come se avessi giocato un’intera partita, mi allenavo di notte. Quando arriva l’occasione da titolare devi farti trovare pronto, non puoi presentarti a metà servizio”.

Dopo la parentesi all’Aston Villa, il trasferimento alla Roma nel gennaio 2025 si è rivelato di fondamentale importanza. Il suo rendimento straordinario gli è valso la chiamata per il Mondiale, dopo aver saltato per infortunio l’edizione in Qatar del 2022: “In quel momento non ero pronto, credo nel destino. Indossare la maglia dell’Olanda è qualcosa che sogni fin da bambino, ti dà sempre un grande senso di orgoglio. Quel sogno mondiale allora era lontano, ora è vicinissimo. Voglio essere importante, fare gol e puntare al massimo. Sono davvero entusiasta”.

(lezerij.nl)