Bove: “Voglio tornare a giocare. Spero di farlo in Italia”

IL TEMPO (M. CIRULLI) – Edoardo Bove vuole tornare a giocare a calcio. Il centrocampista ha rilasciato un’intervista a «Vanity Fair», ricordando quanto accaduto a dicembre, quando si accasciò al suolo durante Fiorentina-Inter. «Mi manca tantissimo giocare, non solo in Serie A, ma anche con gli amici. È stato come perdere il mio amore più grande, posso spiegarlo solo così». Il giocatore della Fiorentina non demorde e conta i giorni che lo separano dal ritorno in campo: «Il mio obiettivo è tornare a giocare a giugno. Ho qualche visita da fare, i medici devono incrociare tutti i dati. Se decideranno di mantenere il defibrillatore sottocutaneo, in Italia non potrò giocare, ma all’estero sì, praticamente ovunque. Mi è sempre piaciuta Londra, e poi il campionato inglese è molto competitivo».

Un’alternativa sarebbe la rimozione del defibrillatore: «I medici mi stanno dicendo che c’è questa possibilità. Io ci voglio riprovare. Vedrò anche come mi sentirò: se avrò paura o non sarò tranquillo, allora cambierà tutto». Bove ha voluto poi ringraziare tutti coloro che gli hanno inviato dei messaggi di sostegno, in particolare De Rossi: «Mi sarei arrabbiato se non l’avesse fatto. Totti, invece, non mi ha scritto».

La Roma ritrova l’Athletic Bilbao. E Dybala si ripaga il suo ingaggio

“Road to Bilbao” è lo slogan di questa edizione dell’Europa League, la cui finale si giocherà proprio in Spagna il 21 maggio. Se la Roma vorrà arrivare all’ultimo atto, dovrà riuscire a passare indenne dal San Mamés, casa dell’Athletic, prossimo avversario negli ottavi di finale, in un percorso a ostacoli verso l’atto conclusivo.

Evitato il derby con la Lazio, che potrà esserci solo in finale. (…) In casa giallorossa sembra passato un secolo dalla sfida con il Bilbao. “La sfida con l’Athletic Club – le parole di Ranieriè una delle più affascinanti per chi fa questo mestiere. È una squadra che ho affrontato diverse volte quando ho allenato in Spagna. Nel loro stadio, con quella storia e quel senso di appartenenza, non è mai facile. È una squadra molto forte, ma noi faremo di tutto per andare avanti nella competizione“.

L’andata si giocherà tra il match casalingo contro il Como e la trasferta di Empoli, mentre il ritorno si disputerà prima della gara contro il Cagliari all’Olimpico. In questa fase Ranieri dovrà gestire al meglio tutta la rosa. Grazie alla doppietta di Dybala contro il Porto, il club ha incassato circa 10 milioni di euro: 1,7 milioni del premio UEFA, a cui vanno aggiunti circa 3,5/4 milioni di probabile sold out al botteghino e la quota di market pool italiano da dividere a metà con la Lazio.

(corsera)

Ranieri pesca il Bilbao: “A casa loro sarà difficile ma possiamo passare”

Pericolo derby europeo scampato. La Roma agli ottavi di finale di Europa League incontrerà l’Athletic Bilbao, con il rischio di incrociare l’ex José Mourinho e il Fenerbahce ai quarti. Ipotesi Lazio solo in finale. (…) Roma e Athletic si sono già incontrate quest’anno, nel girone eliminatorio di Europa League. Era il 26 settembre e in panchina c’era ancora Juric.

Un doppio confronto completamente diverso attende gli uomini di Ranieri, che in poco più di tre mesi è riuscito a raddrizzare squadra e stagione. E per il doppio confronto con gli spagnoli, l’allenatore giallorosso non si pone limiti: «È una delle sfide più affascinanti per chi fa questo mestiere. L’Athletic Bilbao è una squadra che ho affrontato diverse volte quando ho allenato in Spagna. Andare nel loro stadio, con quella storia e quel senso di appartenenza, non è mai facile. È una squadra molto forte, ma noi faremo di tutto per andare avanti nella competizione». (…)

«La possibilità di giocare la finale nel proprio stadio darà loro una motivazione extra – ha aggiunto il ds Ghisolfima noi siamo la Roma, un club con un’identità forte e una storia europea importante. Ci faremo trovare pronti, con la nostra voglia di andare avanti. Sarà una sfida affascinante e siamo pronti a giocarcela con determinazione e il desiderio di portare la Roma il più lontano possibile in questa competizione».

Prima di pensare all’Europa però c’è il campionato. Lunedì sera la Roma torna in campo contro il Monza alla ricerca del decimo risultato utile consecutivo. Molto probabilmente non ci sarà Dovbyk ancora alle prese con il risentimento all’adduttore che lo ha escluso dalla sfida con il Porto. Pronto al suo posto Shomurodov. Possibile il ritorno di Hummels da titolare, dopo quasi un mese di riposo.

(Repubblica)

Onorato: “Roma è unica. Lo sport diventa storia”

L’assessore ai grandi eventi, sport, turismo e moda di Roma, Alessandro Onorato, ha parlato di tutti i progetti legati allo sport nella Capitale, a cominciare dalla 30ª edizione della maratona capitolina, che potrebbe battere ogni record: “Fino a qualche anno fa certi numeri erano impossibili anche solo da pensare. (…) Oggi si può comparare alle grandi maratone mondiali”.

Un’internazionalizzazione che si percepisce anche tra i partecipanti.
«Roma è un brand unico al mondo. Questi eventi sono fondamentali per riportare turisti più volte. I numeri parlano chiaro, la maggior parte degli iscritti viene da fuori. Si parla di oltre 55.000 partecipanti, che saranno accompagnati da familiari. (…)».

(…)

Capitolo Internazionali, quest’anno dovrebbero esserci sia Sinner che Berrettini.
«La scorsa edizione è stata un super successo, ma un po’ sfortunata dati gli infortuni, sembrava ci fosse una sorta di epidemia. Quest’anno sappiamo che ci sarà l’attesissimo ritorno di Sinner, verso il quale si può nutrire solo amore e ammirazione. Poi c’è Berrettini, il nostro campione romano. (…)».

Per quanto riguarda gli stadi di Roma e Lazio qual è la situazione?
«In Italia c’è un problema gigante di impiantistica sportiva e di burocrazia. Il Forum Ambrosetti dice che in Italia 6 scuderie su 10 non hanno la palestra, mentre le 4 che le hanno non se la passano benissimo. Siamo siamo messi così nelle scuole, figuriamoci sugli stadi. Sulla Roma con il sindaco Gualtieri e il collega Veloccia stiamo sia-ti rapidi, concedendo tutte le autorizzazioni. Ora aspettiamo il progetto esecutivo e vediamo quando e come si partirà. Per quanto riguarda la Lazio, Lotito ha presentato il progetto per il Flaminio e a breve inizierà la conferenza dei servizi. C’è anche quello in essere della Roma Nuoto, dove abbiamo dimostrato una trasparenza incredibile. A breve si concluderà il loro iter e decidere se dare o no l’interesse pubblico».

Quanto è orgoglioso dell’operazione De Rossi-Ostiamare?
«Una grande storia d’amore, non possiamo che ringraziarlo per la sua generosità. L’Ostiamare può essere la za squadra di Roma. De Rossi ha raccolto l’eredità di una situazione molto complessa dal punto di vista dell’impiantistica sportiva, ma con il suo gruppo in 10 giorni hanno fatto più di quanto è stato fatto nei 20 anni precedenti. Una grande storia d’amore, ma anche sportiva».

Ha superato da poco la metà del suo mandato, quali sono i suoi obiettivi ora?

«Terminare la rivoluzione dell’impiantistica sportiva comunale. Al nostro arrivo 3 anni fa abbiamo trovato una situazione imbarazzante: su 136 impianti, per 88 la concessione era scaduta, 22 erano da riprendere per morosità per canone e/o mutuo e 12 abbandonati. Manderemo via i gestori che nell’illegalità si sono arricchiti alle spalle dei contribuenti romani e aiuteremo gli imprenditori onesti a migliorare le proprie strutture in concessione. E poi riapriremo gli impianti in disuso: per ognuno abbiamo un iter in corso. Apriremo anche 3 nuovi palazzetti: Corviale, Colli D’oro e Cesano, oltre al PalaTiziano che abbiamo già restituito alla città. Vogliamo ripristinare la legalità e garantire il diritto allo sport a tutti. Un risultato raggiunto con i voucher sportivi: bonus annuo da 500 euro erogato a oltre 10mila famiglie con Isee fino a 40mila euro».

(corsport)

E qualcuno voleva anche vendere Dybala agli arabi

Sette mesi fa, la Roma ha vissuto un agosto pericoloso, con l’idea di vendere Paulo Dybala. L’ordine era stato impartito dalla dottoressa Souloukou, l’ex amministratore delegato dimissionato, per cui ancora non è stato ufficializzato l’erede dopo cinque mesi. Per Dybala c’era un club arabo pronto a mettere sul piatto oltre 20 milioni di euro netti a stagione per tre anni. Era tutto fatto, ma il giocatore ha detto no.

La Roma voleva vendere Paulo Dybala, il giocatore più forte che ha sul suo libro paga. Mourinho aveva ragione: c’è una Roma con l’argentino e una senza. Dybala ha confezionato una notte europea entusiasmante in una Roma che, da quando è tornato Ranieri, sta dimostrando che le ambizioni dell’estate scorsa non erano campate in aria. (…)

Non lo diciamo soltanto per la straordinaria doppietta che ha ribaltato il Porto, ma per quello che ha fatto vedere fino a che Ranieri non ha deciso di risparmiargli ulteriori fatiche, concedendogli l’ovazione di un Olimpico ai piedi dell’argentino.

Lo volevano vendere. Non sarebbe stato soltanto un insulto tecnico, al calcio, alla bellezza di un sinistro come ne abbiamo visti pochi altri in tanti anni che seguiamo il calcio. La colpa, gravissima, sarebbe stata doppia. Perché cederlo avrebbe voluto dire vendere un sogno. È un reato grave vendere un sogno. Imperdonabile. Dybala rappresenta proprio questo: il sogno. Quello di un popolo che sa riconoscere il campione che può rendere reale il sogno.

(Repubblica)

Tre percorsi che possono portare dritti alla finale

Dopo aver elogiato la sorte degli accoppiamenti dei playoff in Champions – tutti conclusi in modo rovinoso – ora non ci si può nascondere sostenendo che i sorteggi degli ottavi ci siano stati nemici. (…)

La novità di quest’anno è il tabellone di stampo tennistico che dagli ottavi alla finale disegna nelle tre coppe i corridoi da percorrere. I sorteggi di ieri sono stati un giro di pasticceria per tre. L’unica a doversi allacciare subito il casco è la Roma, la cui avversaria era tra il derby e l’Athletic Bilbao, squadra migliore del lotto al di là dei nomi roboanti ma un po’ démodé di Manchester United e Tottenham. (…) La Roma, passata per i playoff, non aveva margine di manovra. (…)

La Roma è si è condannata a una missione da commando: riuscisse a passare l’Athletic troverebbe il Fenerbahce di Mourinho, con l’Olimpico teatro di un sabba infernale.

(corsera – P. Condò)

Il bel gesto della dirigenza: fiori per il presidente Pinto

Dopo il match tra Roma e Porto, sei tifosi portoghesi sono stati arrestati in flagranza differita per i reati di violenza o minaccia nei confronti degli steward dello stadio Olimpico. Durante la partita, gli steward avevano impedito che scavalcassero dal settore ospiti verso la tribuna Monte Mario.

Prima della gara invece, la Roma ha compiuto un gesto particolarmente apprezzato dai portoghesi: nello spogliatoio e in tribuna d’onore, nei posti della dirigenza, la società giallorossa ha deposto dei fiori in ricordo di Jorge Nuno Pinto da Costa, lo storico presidente del Porto venuto a mancare il 15 febbraio.

(corsera)

Athletic a trazione Nico Williams. La finale in casa la spinta in più

L’Athletic Bilbao ha deciso di fare della sua Liga la migliore degli ultimi anni per prepararsi al meglio alla finale di Europa League. La squadra di Ernesto Valverde ha chiuso al secondo posto dietro alla Lazio, perdendo solo con il Besiktas a qualificazione già certa. In campionato è quarto a sei punti dalla vetta, anche se il periodo di forma non è brillante: ha vinto solo quattro delle ultime dodici partite disputate in quattro competizioni negli ultimi due mesi. (…)

Tra le individualità, su tutti i fratelli Williams, Nico e Inaki. Il primo è un valore aggiunto, che i tifosi della Roma hanno potuto apprezzare già nello spezzone di gara giocato a settembre nella fase a gironi di questa stagione in Europa League.

Tra gli altri elementi interessanti nell’Athletic, Ohian Sancet, il cervello della squadra, e il centrale difensivo Dani Vivian. Sta facendo bene anche l’ex granata Berenguer ed è sorprendente peraltro il 21enne centrocampista centrale Jauregizar. L’Athletic ha uno stadio magnifico e un problema con i suoi tifosi: la curva, gestita dal club, è in rotta con la dirigenza per questioni politiche e sportive.

(gasport)

Aggressione agli steward durante Roma-Porto, fermati 6 ultrà portoghesi

Durante la partita Roma-Porto, valida per i sedicesimi di finale di Europa League, si sono verificati scontri che hanno portato all’arresto di alcuni tifosi portoghesi, accusati di aggressione a steward e tifosi avversari. La situazione sarebbe degenerata dopo il raddoppio dei giallorossi. Gli arresti sono stati convalidati, ma i responsabili sono a piede libero fino al processo.

Alcuni ultrà portoghesi hanno provato ad avvicinarsi alle vetrate che dividono il settore ospiti dalla tribuna Monte Mario, spingendo addetti alla sicurezza a formare un cordone di protezione. Gli agenti del commissariato Prati sono intervenuti per sedare gli scontri. Durante il deflusso dei supporter, la polizia ha individuato i facinorosi, uomini tra i 39 e i 18 anni.

L’avvocato Gianluca Marinelli, che difende gli imputati, ha evitato di chiedere immediatamente il rito abbreviato per poter visionare un video degli scontri che circola in rete e ricostruire le esatte responsabilità di ognuno dei fermati.

(Il Messaggero)

Derby sventato

IL TEMPO (L. PES) – Derby sventato, o forse solo rinviato. Almeno questo è quello che sperano Roma e Lazio che dopo il sorteggio di ieri si ritrovano nella parte opposta del tabellone della fase finale dell’Europa League. Ore di tensione nella Capitale in attesa dell’urna svizzera tra chi spavaldo sperava in una doppia stracittadina e chi solo al pensiero di raddoppiare l’appuntamento con l’ansia da stracittadina impallidiva. Alla fine Ranieri e Baroni si ritrovano lontani, ognuno per la sua strada sperando di incontrarsi soltanto a Bilbao il ventuno maggio, dando anche una grossa mano al ranking italiano in vista del quinto posto valido per la Champions. A proposito di Bilbao, l’Athletic (che punta alla finale in casa al San Mamés) sarà l’avversario della Roma negli ottavi. Proprio contro i baschi la squadra allora allenata da Juric esordì nella competizione con un pari beffa all’Olimpico. Ma oggi è tutta un’altra storia sia per gli spagnoli che per i giallorossi. L’andata è in programma a Roma il 6 marzo alle 21 mentre il match di ritorno sarà in Spagna il 13 marzo alle 18.45.

È andata meglio alla Lazio che dovrà vedersela contro i cechi del Viktoria Plzen con l’andata in trasferta e il ritorno all’Olimpico con gli stressi orari dei rivali cittadini. In generale, alla squadra di Baroni, l’urna di Nyon ha sorriso. Un percorso che almeno fino alla semifinale regala una grande chance ai biancocelesti di continuare ad essere protagonisti dopo l’ottima prima fase chiusa in vetta. Se la Lazio dovesse andare ai quarti, infatti, incontrerebbe la vincente tra Bodo/Glimt e Olympiakos mentre dall’altra parte del tabellone ci sono Ajax, Eintracht, Tottenham e Az Alkmaar. Inoltre in tutti i turni fino all’eventuale finale le gare di ritorno si giocherebbero all’Olimpico.

Meno sorridente l’altra sponda del Tevere. Dopo il primo grande ostacolo rappresentato dal Bilbao, Ranieri se la dovrà vedere con una tra Rangers Glasgow e Fenerbahce. Proprio i turchi allenati da José Mourinho e con Edin Dzeko davanti potrebbero essere sulla strada della Roma che in un’eventuale semifinale affronterebbero una tra Lione, Manchester United, Real Sociedad e Steaua.

«La sfida con l’Athletic Club è una delle più affascinanti per chi fa questo mestiere» ha commentato il tecnico giallorosso. Andare nel loro stadio, con quella storia e quel senso di appartenenza, non è mai facile. È una squadra molto forte, ma noi faremo di tutto per andare avanti». È arrivato anche il commento del ds biancoceleste Fabiani: «Dobbiamo confermare quanto di buono fatto fino a questo momento, non ce la porteremo da casa. Sarà una gara tosta, il Viktoria è una squadra quadrata, che sa quel che vuole. Non snobbiamo nessuno, affrontiamo tutte le manifestazioni per avere il massimo dei risultati». Piccola curiosità sulla gara di ritorno dei quarti di finale. Qualora dovessero qualificarsi entrambe le squadre da tabellone sarebbero previsti due match di ritorno all’Olimpico, ma la Uefa impone alla squadra col risultato peggiore nella prima fase (ovvero la Roma) inverta il campo e giochi la sfida di ritorno in trasferta.