L’Assuefazione

LR24 (AUGUSTO CIARDI) – Un tifoso sessantenne del Torino, ha in memoria uno scudetto vinto nel 1976, quando era molto piccolo ma di cui conserva sicuramente un dolce ricordo sfocato. E una Coppa Italia del 1993 vinta grazie a una doppia finale rocambolesca contro la Roma. Poi sparute gioie, molto datate, tipo il cammino in Coppa UEFA con Mondonico e un paio di promozioni in A. Quando parliamo superficialmente del Torino, pensiamo a una squadra piatta, a un ambiente in cui scalpitano e scalciano i vecchi tifosi che non accettano l’assuefazione allo stato di anonimato in cui l’ambiente granata si ritrova da almeno due decenni. Perché difficilmente i più giovani possono avere rigurgiti di rabbia, essendo nati e cresciuti in anni di penombra. Difficile inoltre trovare spunti dai media, non soltanto perché per bacino d’utenza lo spazio per il Toro è limitato, ma anche perché i media vicini al presidente spacciano per impresa titanica persino un pareggio in Coppa Italia in casa del Lumezzane. Paese che vai, propaganda che trovi.

L’ambiente Roma non versa in questo stato di apatia prolungato, ma rischia di essere preso per sfinimento. A meno che alle spalle dei giovani tifosi non ci sia un padre, o un fratello maggiore, o un nonno o uno zio che abbia indottrinato il ragazzino per bene, oggi esistono decine e decine di migliaia di giovani tifosi che sono cresciuti con la Roma che non vince mai e che sempre meno si piazza nei posti d’onore della classifica. Un po’ come per l’Italia che non si qualifica più a Mondiali. L’unico trofeo vinto in quasi venti anni è stato persino oggetto di tentativi di ridimensionamento da parte di chi esulta o critica a seconda di chi stanzia a Trigoria, secondo i criteri della comunicazione versione jukebox. Le nuove leve del tifo non sanno cosa significhi esultare per la vittoria di una Coppa Italia, perché i sedicenti soloni afflitti da incurabile ipertrofia dell’ego, da quindici anni sono convinti di essere docenti di vita e provano maldestramente a ripetere come un mantra che nel calcio contano solo piazzamenti, tra l’altro raramente raggiunti dalla Roma, che da quando sono sbarcati gli americani è campione soltanto di presunzione e puzza sotto al naso. Si sminuiscono i trofei, gli allenatori vincenti e i calciatori di spessore che vengono ingaggiati, in nome del nulla. Perché mollare l’ambizione per puntare a chissà quale programmazione, sempre e soltanto ostentata dal 2011 a oggi, non ha portato a nulla.

La Roma negli ultimi quindici anni non ha mai avuto i conti in ordine, ha sempre visto vincere gli altri, raramente è entrata in Champions League, non ha mai avuto continuità tecnica, sia perché in preda a compulsive ossessioni legate alla vendita dei calciatori, sia perché in modo patetico si è votata all’alternanza folle di allenatori. Gli unici a salvarsi in questi anni sono stati quasi sempre i dirigenti, che dalla Roma se ne vanno quando decidono di andarsene. Molto più bravi a diffondere il loro verbo attraverso chi si presta a fare da megafono che a rendere la Roma un club solido, ambizioso ed efficiente. In questo contesto, l’assuefazione all’anonimato inizia a essere un tema da affrontare. Da un lato ci sono i tifosi ultra trentenni che che sanno quanto sia bello competere e vincere, dall’altro lato gli under venti che crescono con la Roma perennemente alle spalle delle big, e hanno iniziato ad avere paura di realtà calcistiche un tempo periferiche che nelle ultime stagioni hanno messo la freccia, cosa impensabile fino a qualche anno fa (Atalanta, Bologna, ora anche Como). Possibile uscire da questo cono d’ombra che somiglia sempre di più a un tunnel? Apparentemente sembrerebbe di no. Ci si aggrappa a una stagione, la prossima, che coincide con il centenario del club. Perché in passato chi ha compiuto cento anni ha vinto. Ci si aggrappa, quindi, a una speranza. L’unica certezza è che ci saranno tante iniziative, tanti grandi ex, tante cene, tanti concerti, perché nel frattempo le canzoni live gli autori le cantano pure allo stadio, venti minuti prima delle partite. Belle cose, indiscutibilmente, ma il piatto forte quando viene servito? La Roma è diventata un succulento contorno. Lo spinoff di se stessa.

Ogni anno si disputa la Mille Maglie, quella corsa che porta all’acquisto di materiale tecnico sicuramente bello e di ottima fattura, col risultato che a fine stagione si contano più versioni di magliette da gioco e di tute che vittorie in campionato, più canzoni in playlist da stadio sparate a palla che punti in classifica, più cene di vecchie glorie coi club che trofei. Un magnifico contorno. I primi non vengono mai serviti. E quando sembra sia arrivato un cuoco valido, che ha già cucinato al meglio altrove, scattano le rappresaglie, spesso causate da maldestri interventi che si registrano dentro Trigoria. Franco Sensi disse “se avessi avuto una grande stampa romana…”. Oggi, al netto del valore della stampa attuale, si può mutuare quella frase per affermare “se avessimo grandi dirigenti non necessariamente romani…”. Perché agli atti si registrano più errori dentro Trigoria che fuori le mura. E chi continua ad affermare che l’ambiente cittadino è un problema, o è Fabio Capello che lo ripete come un disco rotto da venticinque anni, o sta cercando l’ennesimo alibi per proprietà e dirigenze che cercano sempre una scusa come i bambini.

In the box – @augustociardi

Roma-Atalanta: El Shaarawy in campo dal primo minuto

Spazio a Stephan El Shaarawy. Gian Piero Gasperini deve fare i conti con un’emergenza continua nel reparto offensivo, dopo aver perso anche Pellegrini nella sfida contro il Pisa. Stasera, nella delicata sfida dell’Olimpico contro l’Atalanta, il tecnico di Grugliasco punterà su Stephan El Shaarawy nel ruolo di attaccante di sinistra.

Come riferito a Sky Sport da Angelo Mangiante, il numero 92 scenderà in campo dal primo minuto e completerà il reparto offensivo insieme ai confermati Soulè e Malen.

Serie A, Inter-Cagliari 3-0: i nerazzurri consolidano il primato. A segno Thuram, Barella e Zielinski

L’Inter non sbaglia contro il Cagliari. Nel secondo match della 33esima giornata i nerazzurri di Chivu superano a San Siro il Cagliari. Dopo un primo tempo bloccato sullo 0-0, la capolista si è portata avanti al 52′ con la rete di Thuram che in area di rigore ha sfruttato al meglio l’assist di Dimarco. Poco dopo, al 56′, Barella ha messo al sicuro il risultato firmando la rete del 2-0. Nei minuti di recupero, con una conclusione balistica notevole, Zielinski ha siglato il gol del definitivo 3-0.

L’Inter consolida il primo posto e si porta momentaneamente a dodici punti di vantaggio sul Napoli. Lo scudetto per i nerazzurri è sempre più vicino.

Domani Roma-Atalanta, Gasperini: “Inaspettate le parole di Ranieri”. I Friedkin pensano a un intervento pubblico. Slittano i convocati

La corsa Champions entra nel vivo e il margine d’errore diventa sempre più minimo. La Roma è pronta ad ospitare all’Olimpico l’Atalanta guidata da Raffaele Palladino in una sfida che si preannuncia ad alta tensione. I giallorossi arrivano all’appuntamento con moltissime assenze, Gasperini dopo il Pisa ha perso anche Lorenzo Pellegrini, mentre stanno tentando un recupero in extremis Wesley e Pisilli. In casa Roma è stata una settimana turbolenta chiaramente a causa della questione, ancora aperta e difficilmente risanabile, che ha coinvolto Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini. Il tecnico si è detto sorpreso delle parole e dei toni avuti dal Senior Advisor nel pre-partita contro il Pisa in una conferenza stampa in cui ha poi voluto concentrarsi esclusivamente sulla partita contro l’Atalanta.

Sulla questione, però, potrebbe esporsi pubblicamente la proprietà. Secondo quando riferito da Adnkronos, le interlocuzioni separate dei Friedkin con i diretti interessati non avrebbero portato il risultato auspicato, ovvero cercare di risanare la frattura tra le parti. E per questo è difficile immaginare un silenzio ripetuto da parte della proprietà americana.

Nel mentre Gasperini fa i conti con la lista degli infortunati che non dà tregua al tecnico. L’ex Atalanta vorrebbe portare nella lista dei convocati Wesley e Pisilli. Il brasiliano, come detto dall’allenatore, si sente pronto per giocare, mentre il centrocampista sta smaltendo un problema alla caviglia e il provino di domani risulterà decisivo. Per questo le convocazioni per la partita contro i nerazzurri sono slittate a domani.

I LINK ALLE NEWS PIÙ IMPORTANTI DELLA GIORNATA

Conferenza stampa, GASPERINI: “Inaspettate le parole di Ranieri, mai toni così aggressivi prima d’ora. Non voglio creare danni alla squadra” (VIDEO)

Frattura Ranieri-Gasperini: i Friedkin potrebbero intervenire pubblicamente

Roma-Atalanta, dal caso Wesley al recupero di Pisilli: la lista dei convocati slitta a domani mattina

Calciomercato Roma, il Genoa orientato a riscattare Baldanzi per 10 milioni di euro

Roma-Atalanta, il messaggio della Curva Sud: sarà organizzata una raccolta fondi per la coreografia del derby

Roma-Atalanta, le info per i tifosi: attesi oltre 60mila spettatori. Cancelli aperti alle 18:45 (COMUNICATO)

LR24



Sassuolo, Volpato: “Il cucchiaio? Merito di Totti, ho visto il suo gol contro l’Inter 10.000 volte”

Nel match che ha aperto la 33esima giornata di Serie A, il Sassuolo è riuscito a fermare la corsa del Como. I neroverdi si sono imposti per 2-1 e ad aprire le marcature, con un pallonetto chirurgico, è stato l’ex Roma Cristian Volpato. Per il classe 2003 lanciato nella Capitale da José Mourinho si tratta del secondo gol stagionale dopo quello siglato contro la Fiorentina.

Nel post partita, Volpato ha parlato della gara e in merito al gol di pallonetto ha fatto riferimento a uno dei suoi più grandi idoli, Francesco Totti: “Merito a Totti al 100% perché ho visto il gol contro l’Inter 10.000 volte e dovevo fare l’esultanza come lui ma poi non ho visto più nulla” ha detto l’italo-australiano.

Calciomercato Roma, il Genoa orientato a riscattare Baldanzi per 10 milioni di euro

Tommaso Baldanzi verso la permanenza al Genoa. Il trequartista classe 2003 si è trasferito al Grifone nell’ultima sessione invernale di calciomercato in prestito con diritto di riscatto dalla Roma. Baldanzi, arrivato in Liguria con un infortunio, ha collezionato fino ad ora 6 presenze. L’ex Empoli è stata una richiesta espressa di Daniele De Rossi, che è stato decisivo anche nel gennaio del 2024 per il suo arrivo alla Roma.

Come riferito da Matteo Moretto, il Genoa sta lavorando per esercitare il diritto di riscatto da 10 milioni di euro. Il calciatore, inoltre, si sta trovando bene a Genova e tutto è orientato verso una sua permanenza.

Roma, l’Atalanta all’Olimpico è diventata un tabù: una sola vittoria negli ultimi 11 precedenti. Gasp vuole invertire il (suo) trend

LAROMA24.IT – Roma-Atalanta, in programma domani sera allo stadio Olimpico, rappresenta un crocevia per i giallorossi. Come detto dallo stesso Gasperini, una sconfitta significherebbe, molto probabilmente, dire addio alle speranze Champions, mentre una vittoria alimenterebbe il rush finale della Roma nella corsa al quarto posto.

All’Olimpico Gasperini incontra il suo passato più importante, in una sfida delicata quanto complessa: per il valore dell’avversario, il momento poco brillante della sua Roma e le tantissime assenze che non sembrano terminare. In più c’è da considerare come i nerazzurri rappresentino un vero e proprio tabù per i capitolini. Negli ultimi 11 precedenti giocati all’Olimpico tra le due formazioni, la Roma è riuscita ad imporsi una sola volta: il 5 marzo 2022, l’1-0 firmato da Abraham. Per il resto un bilancio a dir poco negativo: 5 sconfitte e altrettanti pareggi. In 10 di questi 11 precedenti, a guidare l’Atalanta in panchina è stato proprio Gian Piero Gasperini.

Un rendimento casalingo da horror della Roma contro la Dea. Considerando, invece, gli 11 ultimi precedenti giocati a Bergamo, i giallorossi hanno trovato la vittoria due volte. Numeri decisamente schiaccianti a favore dei bergamaschi. L’Atalanta è diventata un tabù nel corso degli anni, da quando c’è stata la ridimensione del club guidata da Gasperini. Prima di questi 11 incontri, la Roma aveva inanellato ben nove vittorie consecutive nelle sfide interne contro l’Atalanta. Un trend che si è completamente ribaltato.

Gian Piero Gasperini, nella sfida di domani sera, cercherà di invertire questo trend di cui, durante la sua esperienza all’Atalanta, ne è stato assoluto protagonista.

Dalla Spagna: il Real Madrid pensa anche a Mourinho per la panchina

Stagione travagliata per il Real Madrid. La squadra con più Champions League in assoluto in bacheca è uscita ai quarti di finale della massima competizione europea contro l’inarrestabile Bayern Monaco, mentre in campionato il Barcellona è destinato a trionfare. I Blancos a gennaio, dopo pochi mesi dal suo arrivo, hanno esonerato Xabi Alonso per poi optare a una soluzione interna che ha portato al nome di Arbeloa.

Con molta probabilità il Real Madrid, però, cambierà guida tecnica nella prossima stagione. Dalla Spagna si fanno diversi nomi, tra cui quello di un possibile ritorno di Josè Mourinho. La stima reciproca tra il presidente Florentino Perez e l’allenatore ex Roma è nota da molti anni. Mourinho, attualmente al Benfica, potrebbe rappresentare una certezza per il Real Madrid: carisma, esperienza, e vittorie.

Non solo lo Special One, perché dalla Spagna si fa riferimento anche a un possibile e clamoroso ritorno come allenatore di Klopp. Altri profili monitorati sono quelli di Pochettino, Deschamps e Scaloni. Quello che sembrava essere il favorito per la panchina del Real Madrid, ovvero Zidane, sembra aver declinato l’offerta. Esclusi profili più giovani come quelli di Fabregas e Nagelsmann.

(elmundo.es)

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Serie A, Sassuolo-Como 2-1: secondo ko consecutivo per i lariani

Nel match di apertura della 33esima giornata del campionato di Serie A, il Sassuolo si è imposto con il risultato di 2-1 sul Como. Per i ragazzi di Fabregas si tratta del secondo ko consecutivo, dopo quello contro la capolista Inter. I lariani restano così a due lunghezze dal quarto posto occupato dalla Juventus e non effettuano il sorpasso. Il Sassuolo, invece, sale a quota 45 punti superando momentaneamente la Lazio al nono posto.

Succede tutto nel primo tempo, nel giro di cinque minuti: i neroverdi riescono a portarsi in avanti di due reti, prima con l’ex Roma Volpato al 42′, per poi raddoppiare al 44′ con il gol di Nzola. Il Como ha accorciato le distanze al 47′ grazie a Nico Paz, ma nella ripresa il gruppo allenato da Grosso ha mantenuto il vantaggio portando a casa i 3 punti.

TORRI: “Gasperini-Ranieri? Questo clima di tensione arriva anche alla squadra” – MATTIOLI: “In altre società non vedi cose così, che si trascinano per giorni”

Nell’etere romano tiene ancora banco la lite tra Gasperini e Ranieri, arrivata ormai ad un punto di non ritorno come sottolinea Piero Torri: “La frattura è profonda e insanabile. Bisognerebbe prendere una decisione, ma non mi pare che la proprietà fino a questo momento abbia fatto qualcosa. Anche alla squadra arriva questo clima di tensione e nervosismo”. Questo invece il pensiero di Mario Mattioli: “Alla Roma manca sempre 1 per fare 31. In altre società non vedi cose così, che si trascinano per giorni”

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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Ranieri-Gasperini? Si tratta di una situazione atipica, basterebbe una chiacchierata tra uomini adulti per risolvere tutto. A nessuno dei due fa bene ciò che sta succedendo e, dato che la Roma sta lottando ancora per un posto in Champions, tutto questo non serve (MARIO MATTIOLI , Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Ranieri è bravo come allenatore, ma forse come Senior Advisor non è riuscito a fare quello che pensava. La Roma avrebbe bisogno di un dirigente vero, non di un allenatore che si mette a fare il dirigente (LUIGI SALOMONE, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Gasperini si è sempre lamentato, quindi può darsi che Ranieri sia arrivato al limite per parlare in quel modo in un momento così particolare (FERNANDO ORSI, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Mi meraviglia il fatto che i Friedkin non abbiano preso immediatamente provvedimenti sul caso Ranieri-Gasperini. Alla Roma manca sempre 1 per fare 31. In altre società non vedi cose così, che si trascinano per giorni (MARIO MATTIOLI, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

La situazione mi sembra arrivata a un punto di non ritorno: la frattura è profonda e insanabile. Bisognerebbe prendere una decisione, ma non mi pare che la proprietà fino a questo momento abbia fatto qualcosa. Anche alla squadra arriva questo clima di tensione e nervosismo (PIERO TORRI, Manà Manà Sport, 90.9)

Il problema principale è l’organizzazione della società. Il grande dramma di questa situazione è che per la terza volta in tre anni si è ricreata la dicotomia tra un dirigente e l’allenatore (GABRIELE CONFLITTI, Manà Manà Sport, 90.9)

La polveriera a Trigoria non è scattata ora, bensì c’è dal 6 giugno (RICCARDO ANGELINI, Manà Manà Sport, 90.9)

Se i Friedkin hanno un’idea su Gasperini devono sostenerla a prescindere dal piazzamento finale in campionato (MATTEO DE SANTIS, Manà Manà Sport, 90.9)

Gasperini avrebbe voluto pieni poteri sin dall’inizio lavorando soltanto con la squadra (MARCO JURIC, Manà Manà Sport, 90.9)

Gasperini è stato preso per far crescere i giovani: se non li fa giocare, come può la Roma decidere cosa fare con loro in futuro? (DAVID ROSSI, Retesport, 104.2)