SPORTWEEK – Edin Dzeko, ex attaccante della Roma e attualmente in forza alla Fiorentina, ha rilasciato un’intervista al settimanale de La Gazzetta dello Sport e tra i vari temi trattati è tornato a parlare dell’indimenticabile rimonta in Roma-Barcellona. Ecco le sue dichiarazioni.
La partita più bella della mia carriera? “Il primo ricordo è la rimonta contro il QPR, quando Aguero segnò il gol decisivo allo scadere e vincemmo la Premier. Roma-Barcellona però viene davanti a tutto. Non ci eravamo dati per sconfitti ma dopo il 4-1 subito all’andata le cose si erano messe male. Alla fine è bastato un gol: 1-0 per noi poco dopo il fischio d’inizio, l’Olimpico diventa una bolgia, la squadra si compatta e sprigiona un’energia pazzesca. Da lì in poi ci abbiamo creduto tutti“.
La Roma mette a segno un altro acquisto e nella mattinata odierna è finalmente arrivata l’ufficialità: Daniele Ghilardi è un nuovo giocatore della Roma. Il difensore centrale arriva dall’Hellas Verona con la formula del prestito oneroso (2,5 milioni di euro) con obbligo di riscatto a 8 milioni più bonus e si lega al club capitolino con un contratto fino al 2030. La società giallorossa ha voluto ripercorrere tutte le tappe del primo giorno del classe 2003 da calciatore della Roma: dall’arrivo alla Stazione Termini alle visite mediche, passando per la firma sul contratto e arrivando alla prima intervista e allo shooting al ‘Fulvio Bernardini’ di Trigoria.
Vincenzo Italiano perde Federico Bernardeschi. Il nuovo acquisto del Bologna, infatti, durante l’amichevole di ieri contro la Vis Pesaro, ha lasciato il campo in anticipo a causa di un problema al ginocchio. Per lui si temeva il peggio, ma, come comunicato dalla stessa società emiliana, gli esami svolti hanno evidenziato un lieve trauma distorsivo del ginocchio destro che lo terrà lontano dai campi per almeno 3 settimane. L’ex calciatore del Toronto è dunque in dubbio per la prima giornata di campionato contro la Roma.
“Federico Bernardeschi ha accusato nel corso dell’amichevole di ieri un lieve trauma distorsivo del ginocchio destro. Nei prossimi giorni svolgerà terapie e allenamento differenziato. I tempi di recupero sono di circa tre settimane”.
In Spagna esiste una squadra che ha appena presentato una maglia totalmente ispirata alla città di Roma e a Francesco Totti. Il club milita nella quarta divisione spagnola e si chiama Linares Deportivo. Il team andaluso ha voluto ispirarsi ai colori giallorossi e al Capitano, riprendendo il concetto di lealtà e di storia eterna. Nel video di presentazione della loro seconda maglia, si susseguono varie immagini di Roma, della Roma e soprattutto di Francesco Totti. Il Linares ha addirittura ripreso una frase della bandiera giallorossa e l’ha aggiunta al retro della maglia. La citazione in questione è: “Se preferisci tifi le squadre forti piuttosto che il club della tua città o regione, non ti piace il calcio, ti piace vincere”.
Mucho antes de que se hablara de fútbol, ya existía la 𝑳𝑬𝑨𝑳𝑻𝑨𝑫.
IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – A forza di essere vento Francesco Rocca è diventato una bandiera prima del tempo. Negli Anni 70 e per sempre è stata un’accelerazione spaziale dopo decenni di grigiore. Interstellar. Francesco Rocca è stata la nostra Aurora, il momento prima dell’alba della più grande Roma di sempre. Il chiarore che fa la differenza tra la notte e il giorno. “All’alba vincerò”, senza poter nemmeno andare a giocarsi il trionfo dopo una musica così solenne e struggente.
È stato il nostro sogno più ardito e bello perché i sogni muoiono prima del sole. Ma c’è stato. E la nostra coscienza deve farci i conti, non solo in termini di gratitudine e riconoscenza. Nessun dorma dopo, e nemmeno adesso. Le parentesi sono state solo provvisoriamente chiuse. Franco Tancredi ha detto che “lo Scudetto del 1983 lo abbiamo vinto anche grazie a Francesco, quell’anno non stava con noi, ma noi lo sentivamo”.
Paulo Roberto Falcao nello spogliatoio di Genova nel 1983 nel titolo di coda di quel tricolore ci ha messo Francesco Rocca tra i ringraziamenti, Rocca che aveva ringraziato i tifosi dicendo addio contro l’International, la squadra di Falcao il 29 agosto 1981. Francesco Rocca è una parentesi che non può essere chiusa con una coincidenza. Francesco Rocca è stato l’idea di quella Roma diversa, nuova, con la maglia della Pouchain e il lupetto stilizzato e che lui – che il vecchio stemma ce l’ha nella faccia e nelle cicatrici sulle gambe – ha fatto appena in tempo a indossare. È come se fosse stato una staffetta tra quello che c’era prima di lui e tutto quello che sarebbe arrivato dopo di lui, un testimone, sicuramente scomodo, un ponte che troppi hanno calpestato.
Francesco Rocca ha dato alla Roma una gamba. Fa effetto. Faceva male. Gli fa male. Era questo Rocca: una promessa già mantenuta. Francesco Rocca era anni a venire. Il nostro bel tempo, la bella compagnia. Il nostro ragazzo coi piedi per terra, solido e quadrato, che veniva dal Bettini Quadraro, proiettato invece adesso nel racconto come un qualsiasi eroe bruciato. C’hanno messo comunque anni a spegnerlo. Si è fatto male a 22, si è ritirato a 27, in mezzo solo cinquanta presenze con la Roma lui che giocava sempre e che dall’estate del 1981 non ha giocato più. In mezzo dolore, rientri, speranze, dolore, dolore, rientri, dolore, illusioni, interventi, parole, dolore. L’Equipe il giorno del ritiro scriverà questa cosa: «L’infortunio di Rocca è stata la iattura più grande che sia capitata al calcio italiano dopo Superga». In mezzo l’amore per la Roma e una notte. Una nota.
Il 30 maggio 1984 chiamato da Antonio Bongi – uno dei fondatori del CUCS – Francesco Rocca scavalca e va in Curva Sud non a vedere la finale di Coppa dei Campioni Roma-Liverpool, ma a tifare la Roma nella finale della Coppa dei Campioni contro il Liverpool. Sul muretto. In piedi. Col megafono. A lanciare i cori, a spronare i ragazzi, per la Roma. Per la Roma. Per la Roma. Francesco Rocca era in Curva Sud con gli ultrà nella notte più profonda della nostra vita. Francesco Rocca con il ginocchio che gli faceva male. Il ragazzo che a vent’anni s’era preso già tutto e che a ventisette aveva dovuto ritirarsi, il nostro rimpianto, la nostra assenza, il nostro infortunio, quella notte ha guidato la Roma nella partita più importante della sua storia, nella maniera più romanista possibile.
Non si è mai ritirato Francesco Rocca dall’essere se stesso. Io credo che quando vinceremo la cosa più grande dovremmo fermarci e fare scendere una volta ancora in campo Francesco Rocca per fargliela alzare. Glielo dobbiamo per quanto ha sofferto, per come si è comportato, per quanto ci ha provato, per come ha onorato la Roma in campo, in allenamento e ancora oggi, ingoiando rabbie e parole che qualsiasi essere umano farebbe difficoltà a non urlare. Il giorno dell’Hall of Fame, quando è stato chiamato per il giro di campo, lo speaker ha detto che ritornava all’Olimpico dopo trentuno anni, in pochi lo sapevano, ancora in pochi lo sanno, che Rocca stava in Curva Sud quella notte. È entrato, ha guardato solo la Sud, ha applaudito con le braccia sopra la testa, poi si è raccolto in una smorfia di commozione, ha stretto la mano destra in un pugno e se l’è stretta al cuore guardandola. Credo significhi ti amo.
Arrivano aggiornamenti importanti sulle condizioni di Lorenzo Pellegrini e sui tempi di recupero dal suo infortunio. Secondo quanto raccolto dalla redazione di LR24, il capitano giallorosso sta proseguendo nel suo percorso riabilitativo e ha iniziato a intensificare il lavoro personalizzato a Trigoria.
La tabella di marcia prevede un rientro graduale: il numero 7 tornerà ad allenarsi in gruppo con i compagni nella settimana successiva a Ferragosto. Per rivederlo pienamente a disposizione del tecnico Gasperini e quindi convocabile per le partite ufficiali, si dovrà però attendere la sosta per gli impegni della Nazionale. Il suo rientro effettivo è infatti programmato per i primi di settembre, al termine della pausa.
Prime parole da giocatore della Roma per Daniele Ghilardi. Il nuovo difensore giallorosso, arrivato dal Verona, si è presentato ai canali ufficiali del club nella sua prima intervista. Il centrale classe 2003 ha parlato dell’emozione di indossare questa maglia, della responsabilità di giocare per un club con grandi ambizioni e del suo desiderio di imparare dai nuovi compagni più esperti. Di seguito, l’intervista completa.
Benvenuto alla Roma. Che effetto ti fa indossare questa maglia? “Intanto grazie. È un effetto bellissimo, è una maglia storica e molto importante. Farò di tutto per onorarla”.
A 22 anni arrivare in una grande squadra è un obiettivo raggiunto, ma anche una grande responsabilità. Come la vivi? “Certo, è una responsabilità molto grande perché è una società con tifosi che pretendono, ed è giusto che sia così. È una cosa molto bella, io darò il massimo per fare il meglio”.
Come hai vissuto gli ultimi giorni di attesa prima del trasferimento? “Negli ultimi giorni c’è stata un po’ di attesa e io l’ho vissuta con un pochino d’ansia. Non vedevo l’ora di arrivare, per me è un’opportunità grandissima e non vedo l’ora di poter scendere in campo con questa maglia. Ovviamente ringrazio la società, il Presidente, lo staff e tutti quelli che mi hanno voluto qui”.
Hai già conosciuto bene la Serie A. Quanto cambia giocare per la salvezza rispetto a giocare per obiettivi importanti? “Sicuramente cambia molto, non solo nelle ambizioni di squadra, ma anche nelle pressioni. Qui non possiamo sbagliare niente. A Verona dovevamo lottare per la salvezza, qua invece dobbiamo lottare per vincere”.
Descriviti come giocatore. Quali sono le tue caratteristiche? “Mi trovo bene sia in una difesa a tre che a quattro. Destra o sinistra, non ho molte preferenze, penso di sapermi adattare”.
In quali aspetti pensi di dover migliorare? “Partiamo dal fatto che devo migliorare in tutto, però probabilmente devo migliorare nel gioco aereo e lo farò certamente”.
Avrai compagni di reparto di grande esperienza. Quanto si può imparare da loro? “Tutto. Da giocatori con così tanta esperienza si può imparare tantissimo. Non vedo l’ora di potermi allenare con loro e imparare”.
Conosci già qualcuno nello spogliatoio? “Sì, conosco Baldanzi e Pisilli dalle esperienze con le nazionali giovanili e conosco anche Darboe, abbiamo giocato insieme un anno alla Sampdoria. Sicuramente all’inizio mi appoggerò un po’ a loro per integrarmi meglio nel gruppo”.
Conoscevi già Roma? Che sensazioni ti dà l’idea di viverci? “Sì, ci sono stato in vacanza qualche anno fa e ovviamente ci è piaciuta moltissimo. La città di Roma non ha bisogno di presentazioni, è molto bella e cercherò di viverla al meglio”.
E l’Olimpico che effetto ti ha fatto da avversario? “L’anno scorso, quando ci ho giocato contro, è stata un’emozione grandissima. Lo stadio pieno, tutti i tifosi che cantavano… anche se erano contro, devo dire che mi gasavano. È una cosa molto bella”.
Un primo messaggio per i tuoi nuovi tifosi? “Daje Roma”.
Nuova operazione in uscita per il settore giovanile della Roma. Secondo quanto riportato dal giornalista di Gazzetta Regionale, Lorenzo Canicchio, l’attaccante classe 2006 Mattia Nardozi è pronto a lasciare i giallorossi. Il giocatore si trasferirà al Napoli a titolo definitivo, pronto per una nuova avventura professionale in maglia azzurra.
Federico Coletta, classe 2007 della Roma Primavera, ha parlato dal ritiro di Pinzolo. Il giovane centrocampista, reduce da una stagione straordinaria, ha toccato vari temi: dalla dura preparazione fisica in vista del campionato all’emozione per la maglia numero 10 che indosserà, fino agli obiettivi per la nuova stagione e il sogno di esordire in prima squadra. Di seguito, le sue parole.
Solo ieri hai corso 20 km. Ti era mai capitato prima? “No, in allenamento non mi era mai capitato. Ieri abbiamo fatto una doppia seduta e cerchiamo di dare il 100% ogni giorno, così ho toccato i 20 km. D’altronde con i dati numerici non si scappa: se corri troppo sei stanco, se corri poco ti dicono di correre. Abbiamo anche il GPS con cui il prof e lo staff tecnico controllano tutto, quindi abbiamo tutti i dati sott’occhio”.
Prima Trigoria, adesso Pinzolo. Un ritiro lungo con strutture a vostra completa disposizione. Quanto un’esperienza del genere vi aiuta a pensare al professionismo? “Certamente ci avvicina molto al professionismo. Fortunatamente abbiamo a disposizione campi molto belli e un hotel di alto livello. Ci viene messo a disposizione tutto e noi cerchiamo di dare il massimo”.
Qualche anno fa qui c’è stata anche la prima squadra. Avete cercato per curiosità qualche foto dell’epoca? “No, ancora nessuno è andato a cercare le foto della Roma che faceva il ritiro qui. Sappiamo però che la Roma è stata qui anche negli anni passati e siamo molto contenti di poter lavorare sui campi dove c’è stata la prima squadra”.
Non manca tanto all’esordio in campionato. A che punto siete con la preparazione fisica? “Siamo a buon punto. Abbiamo iniziato prima a Trigoria, dove abbiamo lavorato molto sul fiato appena rientrati dalle vacanze. Adesso stiamo spingendo un po’ di più e questo ci aiuterà ad arrivare il più pronti possibile alla prima giornata di campionato”.
La stagione passata è stata sorprendente per te, con numeri importanti e gol in doppia cifra. Da 2007, ti aspettavi un impatto del genere sul campionato Primavera? “Non so se me l’aspettavo. Io ho sempre dato il massimo, aiutato certamente dai compagni più grandi, visto che era il mio primo anno in Primavera. Aiutato da loro e dallo staff, fortunatamente è venuta fuori una bella stagione, anche se purtroppo ci siamo fermati in semifinale”.
L’anno che sta per iniziare che anno sarà per te e per la squadra? “Spero sia un anno in cui ci riprendiamo quello che abbiamo lasciato la scorsa stagione, cercando di arrivare fino in fondo e di vincere questo Scudetto che non siamo riusciti a portare a casa”.
E dal punto di vista personale? “Spero di giocare il più possibile, di replicare o fare meglio della scorsa stagione e di divertirmi il più possibile con i miei compagni”.
La sensazione è che più stai vicino alla porta e più ti diverti. È così? “Sì, diciamo di sì. In questi anni ho segnato tanto pur essendo centrocampista. Però, per qualsiasi necessità, se c’è bisogno di spostarsi un po’ più indietro per aiutare la squadra, lo faccio senza problemi”.
Il prossimo anno giocherai con il numero 10. Che effetto ti fa e se è una cosa che sognavi? “Sicuramente è un sogno che hai fin da bambino, per un ragazzo che cresce a Roma e che è romanista, quindi è un sogno. Ovviamente sono ancora il ragazzo della Primavera che sta inseguendo il suo percorso, non c’entra niente con i campioni che l’hanno indossata. Faccio il mio percorso e spero di onorarla nel miglior modo possibile”.
Quanto può aiutarti aver già giocato un anno in Primavera? “Tanto, tanto. Cerco di aiutare anche i ragazzi che non l’hanno ancora fatto, insieme ai compagni più grandi del 2006. Cerchiamo di restare il più uniti possibile e di aiutarci a vicenda”.
Tra qualche giorno lascerai il ritiro per la convocazione in Nazionale. Pesa di più lasciare la Roma o sei più contento di rivivere quelle emozioni in azzurro? “La chiamata della Nazionale è una cosa stupenda. Ogni volta che vieni selezionato, che sia per un raduno, un’amichevole o una competizione europea, è un’emozione stupenda. Rispondiamo sempre felicemente alle chiamate e anche lì ci vado con i miei compagni che oggi sono qui in ritiro, cercando di passare quattro giorni stupendi tutti insieme”.
Crescendo nel settore giovanile della Roma, pensi al tuo futuro e senti le voci sul tuo talento? Come cerchi di isolarti? “Sicuramente. Ho 18 anni, è il momento in cui manca l’ultimo scalino per poter coronare il sogno di giocare in Serie A. Cerco di isolarmi il più possibile rimanendo con i piedi per terra. Stando in campo con i compagni la vivo in serenità, senza troppe pressioni, e così cerco di completare il mio percorso”.
Un percorso che speri ti porti dove? Con la maglia della Roma? “Spero che mi possa portare all’esordio all’Olimpico, che è il mio sogno. La speranza è quella di calcare i campi della Serie A. Sì, speriamo con la maglia della Roma”.
Attraverso un post sul proprio profilo social, la Roma ha voluto fare gli auguri a Francesco Rocca, che compie oggi 71 anni. La società giallorossa ha celebrato la leggenda e membro della Hall of Fame del club ricordando la sua carriera dedicata alla Roma. Nel messaggio di auguri, il club ha omaggiato Rocca utilizzando anche il suo celebre soprannome: “Tanti auguri, Kawasaki!”.