Gasperinizzare la Roma

LR24 (AUGUSTO CIARDI) – Tra Mancini a Ferguson ci passa un mondo. La Roma diffonde il bollettino medico e le conclusioni sono facilmente deducibili. Gasperini parla di highlander, parla di calciatori che possono riposare quando dormono, non cerca alibi per le partite infrasettimanali, non ha paura delle trasferte lunghe.

Nella città delle giustificazioni, il forestiero chiede atleti di un certo livello. Ranieri, legittimamente, dice che Massara interpreta ed esegue ciò che programma la società. È altrettanto legittimo sperare che la società somigli sempre più a Gasperini. Perché lavorare non ha mai fatto male a nessuno. Anche se ci fosse da litigare con Dio qualora Dio facesse il direttore sportivo. Ma non c’è rischio. La Roma al massimo nella direzione sportiva si è affidata negli anni a buoni o discreti professionisti idolatrati. Zero Dei, sacri o pagani. Zero.

Dopo il primo anno di Gasperini, affinché il secondo sia ancora più fruttuoso, servirà anche per fare selezione. Quando in infermeria stanziano abitualmente calciatori che evidentemente non reggono certi allenamenti, non bisogna cambiare metodologie di allenamenti. Bisogna cambiare calciatori. Non dovrà mai essere Gasperini ad adattarsi. Altrimenti tanto vale cambiare allenatore. Non bisogna guardare in faccia nessuno. Alcuni calciatori, anche chi tecnicamente farebbe caso dell’allenatore, non reggono.

Mancini sarà pure un’eccezione, perché è uno che non si ferma mai. Ma da Mancini non si può arrivare a Ferguson, che per una serie di ragioni non è affidabile, non solo per le prestazioni in campo, ma soprattutto quando il campo lo guarda dalla tribuna, che bisognava rispedire al mittente, anche perché lo stesso Gasperini ha detto che è un ragazzo sfortunato. Quindi oltre che comprare coi tempi giusti, c’è da cedere con criterio, perché questa Roma non ha ancora dimostrato di saper vendere. Soprattutto quelli che si fanno sempre male. È difficile e guadagnano troppo? Non può essere un alibi. Senza dovere ricordare che c’è chi ha ottenuto sessanta milioni vendendo Castellanos e Guendouzi.

È auspicabile una Roma sempre più gasperiniana, anche nella reattività, nelle tempistiche, perché il programma sarà anche triennale, come ribadisce Ranieri, ma se c’è la possibilità di accelerare, bisogna spingere il pedale. Perché se la Roma non arriverà tra le prime quattro, ci sarà da mangiarsi le mani. Altro che percorsi e cammini. Non si sta chiedendo la luna. Basta avere scaltrezza e tempismo cogliendo le occasioni e non cercare alibi, giustificazioni e difensori d’ufficio.

In the box – @augustociardi

Nainggolan: “Con Totti crescerebbe il brand Roma, non capisco perché non dovrebbe funzionare“

MANA MANA SPORT – Radja Nainggolan è intervenuto nel corso della trasmissione radiofonica. Queste le parole dell’ex giallorosso: 

Come stai? Ancora stai giocando…
“Ho fatto alcuni gol belli, avevo smesso per qualche mese ma mi mancava lo spogliatoio. Non avevo problemi e quindi perché smettere? Solo che ora ho altri obiettivi, gioco a casa con i giovani. Questa è la mia soddisfazione“.

Calarti in questa realtà è la stessa cosa rispetto a giocare a San Siro?
“Buona domanda, non è facile rispondere. Qui devi provare a vivere in un certo modo per giocare bene, a me non è successo. Mi spingeva il pensare di essere più forte così mi mettevo in mostra con avversari forti. Credo di essere stato uno dei centrocampisti più forti ai tempi della Roma ma anche ai tempi di Cagliari. Deve piacerti il gioco, a me piace e quindi continuo. Mi diverto quando gioco con i ragazzi dell’età di mia figlia, mi piace mettermi in mostra. Quando farò fatica sarà giusto smettere, ma per ora sto bene. Secondo me sono anche da prima divisione, ma sappiamo che ora si punta molto sui giovani“.

C’è qualcosa che a conti fatti avresti evitato?
“No, neanche l’approdo alla SPAL perché volevo aiutare De Rossi che ai tempi mi diede tanto. Poi dopo una settimana è andato via e sono rimasto fregato. L’esperienza più bella fu in Indonesia, per un fatto anche di origini. Avrei rifatto tutto“.

Ma tutti i calciatori moderni hanno questi valori?
“No, io per esempio non ho mai giocato per soldi pur avendoli guadagnati. Io credo nell’amicizia nel calcio, ma molti non sentono più nessuno dopo il ritiro. Io sento molti miei ex compagni, della Roma ma anche di Piacenza e Cagliari. Per me è più importante il lato umano, perché quando ti ritiri rimane quello“.

A proposito di ex compagni, per te il ritorno di Totti è una piacionata oppure ha ha senso?
“Parlo da suo amico e da persona neutrale. So che se si parla di Roma si parla di Totti. Sono stato all’Inter e lì c’era Zanetti vicepresidente, perché Totti non lo può fare? Con Totti ricresce il brand Roma, sarebbe interessante. Poi è un uomo di calcio, attaccato a Roma, non capisco perché non dovrebbe funzionare“.

Nainggolan in questa Serie A può giocare ancora?
“Qualitativamente sì, perché il livello è basso (ride, ndr). Prendendo la Roma di oggi, quale giocatore attuale avrebbe giocato ai tempi nostri? Non per attaccare i romanisti attuali, ma il livello generale è questo. Per dire, Holm è andato alla Juve e all’epoca c’era Dani Alves. Questa è la qualità di oggi“.

Ai tempi di Spalletti come andò il cambio di ruolo?
“La squadra è importante e lavoro per rendere la squadra più forte. Spalletti vide in me i gol e gli inserimenti, e mi mise dietro all’attaccante. Non era un ruolo alla Totti, ma dovevo fare prima pressione e fare gol/assist. Dovevo solo fare quello che facevo sempre ma facendo più gol“.

Ma se Koné vale 60 milioni, quale sarebbe stato il tuo valore?
“150. Io sono andato all’Inter per 37“.

Cosa non ha funzionato?
“A me piace il popolo vero, le persone casarecce. Andavo alle osterie, io ero così. Preferisco stare in famiglia e fare due chiacchiere con i tifosi. A Milano sei sempre in competizione e non mi sentivo a mio agio. I tifosi dell’Inter mi hanno voluto bene e io voglio bene all’Inter, ma io ero uno che viveva fuori dal campo. La prima domanda fu se fossi contento di essere arrivato all’Inter e io ero più triste di aver lasciato Roma. Sono poi andato via. Mi sentivo una persona importante e all’epoca Monchi mi chiedeva dei prossimi giocatori“.

Questa è una bella investitura?
“Mi era successo con Sabatini, pensavo che anche Monchi fosse così. Poi vado in vacanza e mi arrivano delle chiamate dalla Turchia. Scopro poi tramite il mio agente che avevano dato mandato per cedermi. Allora decisi di andare da Spalletti. Non posso salutare uno che mi chiedeva quello che pensavo e poi voleva cedermi, ha fatto lo stesso con Dzeko ma lui aveva un altro carattere. Una persona così è una persona falsa“.

C’è il rimpianto di non aver vinto nulla a Roma?
“Sì, ma va detto che anche la Coppa Italia era difficile perché gli impegni erano tanti e molti non erano abituati. Il rimpianto c’è, non ho mai vinto niente e avrei voluto vedere la folla dopo un successo. Aver giocato la Champions per me è stata comunque una soddisfazione. Sì, la Roma ha vinto la Conferece League ma è come la Nations League, se dobbiamo inventare coppe per farle vincere è solo una roba di soldi“.

Chi chiami per giocare in porta? Alisson o Svilar?
“Svilar che è belga (ride, ndr). Alisson è il più forte, è educato e si fece un anno di panchina a Roma. Dopo due mesi parlava italiano, è il più forte portiere con cui ho giocato. Con Svilar ci ho già giocato a calcetto ad Anversa e abbiamo vicini in comune”

Chivu: tratto con la torcia olimpica per l’allenatore nerazzurro. Un tifoso gli grida “Forza Roma”. La risposta del tecnico: “Daje” (VIDEO)

Ieri sera il tecnico dell’Inter Cristian Chivu ha percorso un tratto milanese trasportando la fiaccola Olimpica tra l’entusiamo dei tanti tifosi interisti presenti. Mentre camminava, però, un tifoso romanista gli ha gridato “Forza Roma”. Divertita la reazione del tecnico romeno, che gli ha risposto con un simpatico “Daje”.

Trigoria: a parte Koné, Dobvyk, Ferguson e Dybala. Out Hermoso, Vaz e Venturino (FOTO)

La Roma è tornata a lavorare questa mattina a Trigoria in vista della sfida contro il Cagliari. Infermeria piena per Gian Piero Gasperini: all’allenamento di oggi infatti non ha preso parte in gruppo ben sette calciatori. Hanno lavorato a parte Koné, Dobvyk, Ferguson e Dybala. Out Mario Hermoso per una contusione al piede; Robinio Vaz ha accusato una lesione di primo grado al soleo sinistro e infine Lorenzo Venturino per influenza.

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Calciomercato Roma, fatta per Vasquez al Besiktas: accordo in prestito con diritto di riscatto

Dopo soli 6 mesi, Devis Vasquez, scavalcato nelle gerarchie da Gollini come vice Svilar, è pronto a lasciare la Roma. Come scrive il giornalista di tmw Marco Conterio, il portiere è vicino al Besiktas, con il mercato turco ancora aperto. Accordo in prestito con diritto di riscatto.

Arrivano conferme anche da Gianluca Di Marzio: tutto fatto per il passaggio di Devis Vasquez al Besiktas.

Riso: “Vicini al rinnovo di Mancini e Cristante, presto le firme”

TUTTOSPORT – Beppe Riso, agente di Mancini, Cristante e Venturino, ha rilasciato un’intervista al quotidiano sportivo. Queste le sue parole:

A proposito di centrocampisti: la Roma vuole blindare Cristante fino al 2029.Ci siamo per il suo prolungamento e quello di Mancini coi giallorossi?

“Siamo molto vicini al rinnovo di entrambi. Mancano solo le firme: ci siamo quasi. Con Gasp poi sei obbligato a sognare in grande, il mister ti trascina e fa alzare l’asticella. Ormai Bryan e Mancio stanno a Roma da tanti anni e sono diventati due colonne della squadra, che vogliono aiutare a conquistare traguardi imporranti”.

Lei gestisce pure parecchi ragazzi giovanissimi e in rampa di lancio: da chi si aspetta grandi cose?

“Alla Juve c’è Pipitò, un ragazzo del 2010 davvero forte. Sono però curioso di vedere Venturino alla Roma: Lorenzo vanta qualità importanti e con un allenatore come Gasperini può tirarle fuori pienamente”.

WESLEY: “Roma è bellissima, c’è tutto quello di cui ho bisogno. Cafu è il mio idolo, voglio avvicinarmi a lui”

IDEALISTA.IT – Wesley Franca è il protagonista del terzo episodio della terza stagione della rubrica ‘A casa dei campioni’, realizzata dal sito dedicato al mondo dell’immobiliare. Ecco le dichiarazioni del centrocampista sulla sua avventura alla Roma.

Sei alla tua prima stagione a Roma. Qual è stata la tua prima impressione della città e del tifo romanista?

“L’impatto è stato bellissimo: prima volta a Roma e prima esperienza fuori dal Brasile.Gioco per una squadra che ha un pubblico incredibile, una passione ed un calore che per noi brasiliani sono fondamentali”.

C’è un quartiere o un monumento di Roma che ti ha colpito particolarmente e dove ti piace trascorrere il tempo libero quando non sei a Trigoria?

“Il primo monumento che ho visto è stato il Colosseo, mentre il quartiere dove vivo, Casal Palocco, è un luogo dove mi trovo molto bene. C’ è tanto verde e spazi giusti anche per la famiglia, con la quale passo il mio tempo libero.Quando non mi alleno, mi piace anche restare a casa a giocare con gli amici e ai videogiochi.”

Si dice che un tuo amico ed ex romanista, Gerson, ti abbia parlato bene di Roma durante la trattativa per il tuo trasferimento: cosa ti raccontò?

“Con Gerson siamo amici da anni e abbiamo un grande rapporto. Mi disse che Roma è davvero una piazza fantastica e giusta per fare calcio. E aveva ragione!”

Ciò che trasmetti quando sei in campo è elettricità e creatività. Nella vita quotidiana preferisci uno stile semplice e ordinato o ami circondarti di stimoli e creatività, anche in casa?

“Devo ammettere che mi piace fare una vita tranquilla e godermi casa con la mia famiglia. Mi piace stare in compagnia, però allo stesso tempo adoro stare tranquillo per ricaricare le batterie dai tanti impegni che abbiamo. Per questo la mia abitazione deve avere tutti i comfort, compreso uno spazio per allenarmi. Sono contento così”.

Nella scelta della casa dove vivere, ha avuto un peso la vicinanza al centro sportivo e l’opportunità di avere nei dintorni anche i tuoi compagni di squadra?

“La ricerca del luogo dove andare a vivere è stata guidata dalla necessità di stabilirmi in un quartiere tranquillo, che piacesse a me e alla mia famiglia. Non a caso molti miei compagni hanno fatto la mia stessa scelta”.

La Roma ha una grande tradizione di laterali brasiliani e il tuo impatto nel calcio italiano ha spinto molti tifosi a paragonarti a Cafu e Maicon. Ti rivedi in loro? Chi è il tuo modello in assoluto?

“È difficile fare paragoni, perché parliamo di due giocatori importanti e fortissimi. Io sto lavorando per migliorare sempre di più e cercare di avvicinarmi al mio idolo, che è Cafu”.

Molti calciatori, anche tuoi connazionali, scelgono di restare legati a Roma anche dopo la carriera e qui comprano la casa dove vivere per buona parte dell’anno. Ti vedi come un potenziale investitore nel mercato immobiliare romano in futuro?

“Sicuramente sto pensando di acquistare una casa. È un’idea che ho in mente e spero presto di avere le idee più chiare a questo proposito. In futuro non escludo di poter investire nel mercato immobiliare, anche in Brasile”.

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TORRI: “Alla Roma manca talento” – CASANO: “Forse si è sottovalutata l’ambizione di Gasperini, vuole una squadra già pronta”

All’interno delle trasmissioni delle emittenti radiofoniche della Capitale l’argomento principale è la rosa della Roma: “Alla squadra giallorossa manca talento”, afferma Piero Torri. Checco Oddo Casano, invece, parla di Gian Piero Gasperini: “Forse si è sottovalutata l’ambizione di Gasperini, vuole una squadra già pronta”.

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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La società ha come obiettivo la qualificazione in Champions League, ma Gasperini dice che ci sono quattro squadre più forti della Roma (TIZIANO MORONI, Retesport, 104.2)

Forse si è sottovalutata l’ambizione di Gasperini: non vuole costruire una squadra con calma come fece all’Atalanta, ma ne vuole una già pronta (CHECCO ODDO CASANO, Retesport, 104.2)

Bisogna capire la vera incidenza di Gasperini sulla squadra rispetto a Ranieri (TONY DAMASCELLI, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

La Roma può approfittare del calendario della Juventus, la partita in mezzo alla settimana è una rottura di scatole (ROBERTO PRUZZO, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Alla Roma manca talento (PIERO TORRIManà Manà Sport, 90.9)

Cristante probabilmente ha fatto il suo tempo alla Roma, ma all’interno di una rosa lo vorrei sempre. Pellegrini? Forse la soluzione più giusta è la separazione (MARCO VALERIO ROSSOMANDOManà Manà Sport, 90.9)

Pellegrini? Le storie finiscono e probabilmente si è arrivati alla conclusione del percorso (GABRIELE CONFLITTIManà Manà Sport, 90.9)

Il ruolo di Ranieri, in questa nuova programmazione, è quasi più importante del lavoro che fece lo scorso anno come allenatore (RICCARDO ANGELINIManà Manà Sport, 90.9)

I punti persi a Udine non significano la rovina della Roma (RICCARDO TREVISANIManà Manà Sport, 90.9)

Dan Friedkin guarda anche al baseball: interesse per i San Diego Padres

Dopo gli investimenti fatti nel calcio con Roma ed Everton, Dan Friedkin guarda anche al baseball. Secondo quanto lanciato da ‘Sportico’ il texano avrebbe mostrato appunto interesse per l’acquisto dei San Diego Patres, che secondo le ultime valutazioni valgono ben 2,31 miliardi, in rialzo del 14% rispetto allo scorso anno. Gli altri imprenditori interessati all’acquisto della franchigia sono Jose E. Feliciano, che con Clearlake Capital è proprietario del Chelsea, e il co-proprietario dei Golden State Warriors, Joe Lacob.

(sportico.com)

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