Ranieri riapre le porte di Roma a Totti: «Ci pensiamo»

Amen. Claudio Ranieri parla in esclusiva a Sky Sport e il commento su ciò che dice è questo: amen. In pochi minuti, il Senior Advisor del club giallorosso toglie il velo di ipocrisia che spesso avvolge le dinamiche di Trigoria e disegna la Roma del futuro. Il grande titolo offerto è il possibile ritorno di Francesco Totti.

«La società ci sta pensando e mi auguro che Francesco possa essere davvero utile alla Roma perché è parte di questo club». L’idea è buona, anzi ottima, perché serve a riconnettere ulteriormente la proprietà americana alla tifoseria, un percorso già iniziato con l’ingaggio dello stesso Sir Claudio. Ma tra le righe c’è un monito: che non sia un ingresso esagerato. Totti è “il Capitano”, leggenda assoluta, ma è rimasto tale, non ha mai avuto un vero impiego dirigenziale operativo. Il modello giusto, sembra suggerire Ranieri, è quello “alla Zanetti” nell’Inter più che quello “alla Maldini”, che proprio con Massara al Milan era figura strategica e operativa sul mercato. […]

Infine, l’assetto societario. Ranieri dà forza anche ai Friedkin («Il nuovo stadio dice quanto sono coinvolti») e spiega l’equilibrio delicato tra Gasperini e Massara: «Caratteri differenti. Il mister martella tutti, è la sua forza. Massara e persona molto riflessiva che incassa bene e cerca di fare il suo lavoro. E io sto nel mezzo». Ecco la chiave. Ranieri delinea un assetto dirigenziale ideale. Le figure sono competenti e nei posti corretti. I perimetri sono tracciati e si sovrappongono solo per puntare in alto. La Roma, finalmente, funziona. Per questo si può parlare di Totti in serenità.

(Libero)

Riecco Totti, una bandiera per la Roma. Ranieri: “I Friedkin ci stanno pensando”


Francesco Totti potrebbe tornare alla Roma. «I Friedkin pensano al suo rientro – snocciola Claudio Ranieri, senior advisor della proprietà e garante della Roma, a Sky Sport – anche perché Francesco è davvero parte del club». […]

La famiglia Friedkin, anche grazie a Ranieri, coltiva l’idea di riportare Totti a casa prima del centenario del club, in programma nel 2027: si ragiona insieme, ancor ain maniera primordiale, sul ruolo giusto.

Non solo semplice ambasciatore, Totti aspira a un incarico anche operativo e con precise deleghe nell’area tecnica: come Paolo Maldini, allora affiancato dall’attuale ds romanista Massara, negli ultimi fasti milanisti. […]

(La Stampa)

Totti e la ricerca della felicita che potrebbe ricondurlo a casa, alla sua Roma

Gli amici si vedono nel momento del bisogno. Soprattutto quando il bisogno è reciproco. Da quando si sono lasciati, ormai sette anni fa, Francesco Totti e la Roma non sono mai stati così vicini dal rimettersi insieme. (…) Nel 2019, l’ex capitano – che due anni prima aveva appeso gli scarpini al chiodo avventurandosi in una faticosa carriera da dirigente – se ne andò sbattendo la porta: “Mi hanno fatto fuori da tutto. Se lascio non è colpa mia, tornerò quando ci sarà un’altra proprietà“. Un anno dopo, estate 2020,Pallotta cedette ai Friedkin e subito la città si interrogò: ora lo richiameranno? Sono passati sei anni, (…) sempre lo stesso ostacolo: il ruolo Rappresentativo, alla Javier Zanetti nell’Inter, per i Friedkin; operativo, alla Claudio Ranieri nella Roma attuale, per Totti. Gli uni, preoccupati che l’ex capitano da quando ha smesso di giocare non si sia strutturato per ricoprire un incarico strategico. L’altro, convinto di poter fare qualcosa in più che tagliare i nastri se solo gliene fosse data la possibilità (e il potere). (…) Ma cosa è cambiato se il ruolo che Totti ritiene compatibile col suo passato e il suo nome è già ricoperto a Trigoria? Il tempo è galantuomo. Lo stesso “maledetto” tempo che ormai nove anni fa lo costrinse ad abbandonare il campo, oggi potrebbe restituirgli la sua Roma. L’anno prossimo, il club giallorosso compirà cento anni. Un anniversario che i Friedkin intendono celebrare in grande stile. Sognavano di farlo con l’apertura del nuovo stadio a Pietralata, ma sarà già un miracolo se tra dodici mesi sarà stata posata la prima pietra. Allora, serve altro. Un grande nome che attragga anche gli sponsor. Un totem in cui la piazza si riconosca. Un monumento che rappresenti la Roma nel mondo. Chi meglio di capitan Totti? E del resto, quanto a leader carismatici cui abbinare operazioni di marketing, i Friedkin hanno già pescato a piene mani in questi anni: Mourinho, De Rossi, Ranieri. Operazioni riuscitissime, in termini di fidelizzazione e incassi al botteghino (meno per i risultati, nessuno ha tagliato l’ambitissimo traguardo della qualificazione in Champions). L’estate scorsa, hanno scelto Gasperini. Che si è fatto ben volere con una partenza sprint (ora un po’ rallentata, però), ma altra cosa è scaldare i cuori dei romanisti. Per quello servirebbe proprio un Totti. “I Friedkin ci stanno pensando“, ha ammesso ieri Claudio Ranieri. Sono ore di riflessione anche per l’ex capitano, non a caso ricomparso all’Olimpico proprio di recente. Vorrebbe che i Friedkin si spingessero a proporgli qualcosa in più del ruolo di grande ambassador del centenario, lui da sempre ha il pallino della scelta dei giocatori. (…) Tornare alla Roma, anche solo come uomo immagine, potrebbe restituirgli la vita che conosceva. E ai romanisti, che non vedono l’ora, un ombrellone sotto cui ripararsi. Del resto, come diceva il poeta, “certi amori non finiscono mai…“.

(Il Foglio)

Ranieri tranquillizza Gasp e traccia il futuro della Roma

«Lui martellerebbe anche Dio, ma non gli chiediamo la Champions». Prossime scelte «Totti? I Friedkin ci stanno pensando, Dybala e Pellegrini: dipende dagli ingaggi». (…) Ranieri ha aperto la porta a Totti, così ha saputo dalla proprietà: «Ci stanno pensando e mi auguro che Francesco possa essere veramente utile alla Roma. È una parte della Roma». Se lo dice sir Claudio, bisogna crederci. Da qui è partito dalla tarda mattinata il tam tam nelle radio e per strada tra i tifosi. Sul ruolo da affidare all’ex capitano. Ranieri prima ha però affrontato l’argomento più delicato: la posizione di Gasperini e l’obiettivo che i Friedkin gli hanno chiesto di centrare. Non solo. Ha chiarito il rapporto tra Massara e l’allenatore, come si sono confrontati sul mercato. «lo sto in mezzo» ha detto Claudio, confermando che il ds e Gian Piero sono su posizioni diverse. In sintesi: Gasperini chiede e ottiene, non tutto però. Perché Massara è la società. C’è sempre un ma, a giustificare ogni mossa del ds. Come a proteggerlo. Ranieri poi si è però esposto, anche per calmare l’allenatore: non è vero che ha l’obbligo di portare la Roma subito in Champions. Parole mirate, quindi: «Il nuovo stadio definisce il coinvolgimento dei Friedkin. Hanno preso un allenatore per tre anni e la richiesta all’allenatore è stata chiara: vorremmo arrivare in Champions League, starci e poi ci sarà l’anno in cui si vincerà lo scudetto. (…) Stiamo costruendo e crescendo, e questa è la cosa più importante. Io non parlo di crescita in classifica, ma del numero di giocatori che l’allenatore reputa un blocco. Lui li vuole portare a 15-16. Ecco, in questi tre anni dobbiamo portarli il prima possibile. Io li avrei voluti ieri, da ex allenatore, ma non tutto si può fare. Siamo uniti in questo: società e Gian Piero. Che quando parla non dice una virgola fuori posto. Quando i Friedkin mi chiedono “Claudio cosa ne pensi?”,
“io rispondo che sono d’accordo con lui, ma dobbiamo avere il tempo per arrivare alla sua visione. Ha un grande curriculum e personalità. A inizio campionato ho detto che avremmo passato due mercati di difficoltà e sono sincero, non pensavo di poter vedere tutti questi arrivi. Gian Piero è molto bravo. Voleva e ha preso Malen. Poi voleva Zaragoza e infatti è venuto. Vaz è stato voluto da tutti noi: tutte i club in Europa stanno acquistando giovani, ma non ai 20 spesi da noi. A 50-60. Le tensioni minano l’ambiente? No, a Gian Piero piace stare sempre lì a martellare: verrebbe qui Dio come direttore sportivo e martellerebbe pure lui, è la sua forza. Lui la mattina batte i pugni, voglio questo, quello, è fatto così. L’altro invece è una persona molto riflessiva, calma, incassa molto bene e fa il suo lavoro. Che è legato alla società
». E sui rinnovi di Dybala e Pellegrini: «Bisogna abbassare il monte stipendi, altrimenti non ce la facciamo con il Financial Fair Play».

(corsera)

Claudio calma Gasp: «È un martello». E il tecnico porta la squadra a cena

Chiaro, conciso e senza peli sulla lingua. È il solito Ranieri che torna a parlare a distanza di qualche settimana. I temi: mercato, obiettivi e il rapporto tra ds e allenatore. E su quest’ultimo tema la frase che balza subito agli occhi è «Massara è la società, sente l’allenatore e poi parla con il presidente. lo sono in mezzo», dice lui. Piaccia o meno è questa la verità, ma Ranieri non ha intenzione di sminuire Gasperini che gode della fiducia di tutti. […]

E il senior advisor pone gli obiettivi, senza mettere inutili pressioni: «La voglia è quella di andare il più in alto possibile, però sappiamo che stiamo costruendo e c’è un progetto di tre anni. La richiesta è stata chiara: i Friedkin vorrebbero arrivare in Champions, starci e poi ci sarà l’anno in cui si vincerà lo Scudetto ma non si può chiedere di arrivare quarti e basta sin da subito». […]

Anche perché lo stesso Ranieri non si aspettava una campagna acquisti del genere: «Voleva Malen e Zaragoza e sono stati presi. Segno che Gian Piero è bravo. Vaz, invece, è stato un acquisto voluto da tutti noi, perché tutte le squadre in Europa stanno prendendo giocatori giovani, ma non a 20 milioni, gli altri ne spendono da 50/60. E non possiamo competere con Chelsea, Liverpool e
PSG
».

Infine, sui rinnovi di Pellegrini e Dybala: «Per sopravvivenza dobbiamo abbassare il monte ingaggi. O ci si viene incontro o ci si saluta». Se qualcuno se lo fosse dimenticato, Claudio ha ricordato che i paletti del FFP ci sono e impongono regole stringenti. […]

(Il Messaggero)

Il ritorno del capitano, Ranieri a sorpresa: «La Roma e Totti ancora insieme»

Il ruolo è ancora tutto da decidere, il futuro invece sembra già scritto. Francesco Totti e la Roma presto torneranno a lavorare insieme. O, almeno, questa è l’intenzione di entrambi, (…) tanto che il 22 gennaio Totti si è anche riaffacciato allo stadio Olimpico, per ammirare la Roma con lo Stoccarda. leri a certificare il tutto ci ha pensato Claudio Ranieri, senior advisor dei Friedkin, in un’intervista a Sky Sport. «La proprietà sta pensando ad un ritorno di Francesco in società. Mi auguro che Francesco possa essere davvero utile alla Roma. Perché lui è una parte della Roma». Insomma, presto potrebbe nascere il Totti 3.0.
Dopo i 25 anni di carriera da calciatore professionista e i due da dirigente (dal 2017 al 2019), sta quindi per iniziare il terzo capitolo della sua storia d’amore con i giallorossi. L’addio del 2019 (avvenuto il 17 giugno al salone d’onore del Coni) fu per alcuni versi traumatico. «Se vado via non è certo per colpa mia», disse Totti, riferendosi ad alcuni dissapori con un paio di dirigenti della gestione-Pallotta. Per poi aggiungere: «Sarebbe stato meglio morire che vivere un giorno così. Avrei voluto dare il mio contributo: ci sono state troppe promesse, poche diventate realtà. In due anni non ho mai sentito né PallottaBaldini. Evidentemente non ero benvoluto: sono stato un peso per questa società, mi è stato detto che ero un personaggio troppo ingombrante. Il mio ruolo? Quello che mi si addice di più è quello di direttore tecnico». Il ruolo Ma Totti tornerebbe per fare cosa? Il primo pensiero va ad un ruolo tecnico, di supervisione, anche di raccordo tra squadra e società. Un po’ quello che era Maldini per il Milan o che è Di Vaio per il Bologna. Ma è molto più facile, invece, che Totti torni per fare il brand ambassador del club, magari diventando anche un consulente tecnico (…) (anche perché il prossimo anno il club giallorosso festeggerà il centenario e ha bisogno di un personaggio forte). Poi, certo, bisognerà capire anche come Totti vorrà “gestire” i suoi interessi personali. Da quando ha lasciatola Roma ha creato una società di consulenza calcistica (che ha scoperto Retegui e Volpato), ma ha anche prestato il suo volto a tante iniziative o campagne pub-blicitarie. (…) Per intenderci, se ci sarà da parlare dopo una partita lo farà lui o no? Se ci sarà da prendere una posizione chi lo farà? Tutto ok Ranieri, però, ieri ha parlato anche di molto altro. facendo chiarezza su tanti aspetti, ad iniziare dai rapporti tra Gasperini e Massara: «Sono due caratteri differenti: Gian Piero sta facendo molto bene, ma lui poi è così: se ci fosse Dio a fare da ds martellerebbe anche lui. Massara è invece una persona più riflessi-va, calma, incassa molto bene e cerca di fare il suo lavoro. Ma bisogna però sempre ricordare ce Massara è la società. E io sto nel mezzo». Quindi gli obiettivi: «Ci piacerebbe molto arrivare a giocare la Champions, ma abbiamo un programma di tre anni: stiamo costruendo per arrivare ad avere 15-16 giocatori da ruotare. – Il mercato? – Non pensavo di vedere arrivare così tanti giocatori in questi ultimi mesi. Malen ha esperienza, sa smarcarsi e tirare in porta. Zaragoza salta l’uomo: presto sarà un bell’arco». Infine i rinnovi e il futuro di Dybala: «Paulo quando sta bene è un fenomeno, a fine stagione decideremo. Ma per la sopravvivenza del club dobbiamo abbassare il monte-ingaggi. Se ci sarà un accordo bene, altrimenti con lui e con Pellegrini ci saluteremo»

(gasport)

Torrecilla (ex allenatore Zaragoza): “Bryan può essere fondamentale per la Roma. Come giocatore ricorda Vinicius”

TMW.COM – Ruben Torrecilla, ex allenatore di Bryan Zaragoza ai tempi della seconda squadra del Granada, ha rilasciato un’intervista al portale che si occupa di calciomercato e tra i vari temi trattati si è soffermato proprio sul nuovo acquisto della Roma. Ecco le sue dichiarazioni.

Cosa ricorda di lui rispetto a quando lo allenava al Granada?
“Per me è stato sempre un grande piacere allenare Bryan. Arrivò da bambino nel nostro settore di formazione, come persona è ‘da dieci’. Si vedeva che aveva margini di miglioramento molto grandi. Ci ha messo molto impegno per cercare di migliorare e crescere, è arrivato in alto come risultato di tanto lavoro”.

Può essere determinante fin da subito nella Roma, come esterno nell’attacco a 3 di Gasperini?
“Sì, penso che nella Roma possa essere determinante fin da subito. Lo ha dimostrato in squadre importanti come la nazionale spagnola, quando è stato convocato. Per le sue qualità, in particolare nell’uno contro uno, è determinante quando è nei pressi dell’area. Un giocatore da non perdere d’occhio”.

Quanti gol e assist si aspetta che faccia da qui a giugno?
“Difficile dare un numero, ma posso assicurarvi che porterà molto alla fase offensiva della Roma. Se gli saranno dati spazio e fiducia, se si sentirà importante, potrà essere fondamentale per i giallorossi da qui a giugno”.

Chi le ricorda, come tipo di giocatore?
“Come profilo direi Vinicius. Giocatori che quando ti puntano nell’uno contro uno non sai mai da che parte potrebbero andare. Determinanti. Giocatori che tengono sotto apprensione le difese avversarie in qualsiasi momento”.

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Dan Friedkin guarda anche al baseball: interesse per i San Diego Padres

Dopo gli investimenti fatti nel calcio con Roma ed Everton, Dan Friedkin guarda anche al baseball. Secondo quanto lanciato da ‘Sportico’ il texano avrebbe mostrato appunto interesse per l’acquisto dei San Diego Patres, che secondo le ultime valutazioni valgono ben 2,31 miliardi, in rialzo del 14% rispetto allo scorso anno. Gli altri imprenditori interessati all’acquisto della franchigia sono Jose E. Feliciano, che con Clearlake Capital è proprietario del Chelsea, e il co-proprietario dei Golden State Warriors, Joe Lacob.

(sportico.com)

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Friedkin: superato il miliardo di investimenti nella Roma

Cresce ancora l’impegno della famiglia Friedkin nei confronti della Roma. Dai dati del bilancio al 30 giugno 2025, analizzati da Calcio e Finanza, emerge come l’investimento complessivo della proprietà americana abbia superato quota un miliardo di euro.

Nelle scorse settimane, per sostenere il fabbisogno finanziario del club, il CdA giallorosso aveva deciso di far salire la cifra del tetto massimo dell’aumento del capitale da 650 a 800 milioni di euro, prorogandone l’esecuzione fino al 31 dicembre 2026

Tra acquisto delle quote e successivi versamenti nelle casse del club, i Friedkin hanno finora investito 1,048 miliardi di euro: 199 milioni per l’acquisto della Roma, 25,9 milioni per l’opa e circa 824 milioni per la gestione societaria. Cifre che confermano la solidità e la continuità del progetto giallorosso sotto la proprietà americana.

(calcioefinanza.it)

Zaragoza alla scoperta di Roma: cena in una pizzeria a Testaccio (FOTO)

Prime ore romane per Bryan Zaragoza che, dopo l’allenamento di ieri, si è concesso la sua prima pizza nella Capitale scegliendo il ristorante “Remo a Testaccio”. L’esterno spagnolo, arrivato in Italia due giorni fa, è andato a cena nello storico punto di riferimento della cucina romana, simbolo della tradizione capitolina. Un momento di relax e normalità che racconta molto del suo ambientamento a Roma tra la scoperta della città e l’assaggio dei piatti tipici della cucina romana.