IL TEMPO (L. PES) – Restare attaccati al treno. La missione della Roma nel mese di febbraio è chiara: non perdere contatto con la Champions. La locomotiva europea corre veloce e il ko di Udine ha fatto scendere per la prima volta i giallorossi dal quartetto di testa. Un colpo duro che obbliga la squadra di Gasperini a reagire subito, già lunedì nella sfida dell’Olimpico contro il Cagliari. Prima di quattro partite decisive per la corsa al ritorno nell’Europa che conta. A marzo, infatti, si capirà se la Roma sarà ancora in corsa o meno dopo aver affrontato due big match e due partite casalinghe da non fallire. Si comincia il 9 tra le mura amiche contro i sardi di Pisacane, reduci da tre vittorie consecutive e capaci di battere i giallorossi all’andata in una delle peggiori versioni della creatura gasperiniana. Poi ci sarà il big match col Napoli al Maradona sei giorni dopo nel quale Conte potrebbe recuperare qualche pedina prima di affrontare all’Olimpico la Cremonese. A chiudere, sempre tra le mura amiche, quello che ad oggi sarebbe un vero e proprio spargegno per il quarto posto con la Juventus che dall’arrivo di Spalletti ha cominciato a correre. Quattro settimane per capire le reali ambizioni in campionato prima del ritorno dell’Europa. Dopo l’inizio inaspettato i giallorossi ora hanno disperso il vantaggio accumulato e per la prima volta si trovarono a rincorrere. In Friuli è arrivata l’ottava sconfitta del campionato, ovvero più di un terzo delle gare disputate. Dato che insieme a quello delle vittorie (14), racconta di una squadra che fatica a segnare (appena 27 le reti realizzate) ma conserva una difesa blindata. Che quando passa in vantaggio vince sempre ma quando subisce per prima cade, Firenze a parte. Una fisionomia ormai ben delineata che Gasp spera di convertire con i nuovi arrivi. La capacità di creare spazi e occasioni di Malen e l’imprevedibilità tutta da scoprire di Zaragoza. Chissà se basteranno per aumentare la produttività di un attacco che fin qui ha deluso. Anche se a fare un passo avanti sono chiamati altri giocatori che fino a questo momento hanno fatto troppo poco. A partire da un Pellegrini spento e mai vivo nella lotta passando per Cristante in affanno quando la bagarre fisica si alza. Qualcuno sembra in debito d’ossigeno visti i tanti impegni come Celik e Soulé mentre El Aynaoui e Pisilli chiedendo spazio. Nessuno meglio di Gasp sa come riprendere subito la strada dopo un punto in due partite, ma per restare ag-grappati al treno serve accelerare adesso. È iniziato il mese della verità.
Autore: FedericoL
Adesso giù le mani da Gasperini. Lasciatelo lavorare
IL TEMPO (T. CARMELLINI) – Lo sfogo di Gasperini subito dopo il ko contro l’Udinese al Friuli era qualcosa di più di un semplice scarico di adrenalina davanti a un microfono a bordocampo. È sembrato piuttosto un campanello d’allarme, un messaggio molto chiaro ai «cercatori di peli nell’uovo». Il tecnico piemontese è stato molto chiaro, si è preso le sue responsabilità per il ko pur definendosi «soddisfatto» della prestazione dei suoi, ma ha anche messo a distanza chi cercava polemiche ad ogni costo. Il «bisogna metterci d’accordo su cosa vogliamo» è un messaggio chiaro a proprietà e tifoseria. Nel senso: se l’idea è quella di fare una squadra futuribile con giovani talenti che lui ha definito «under 23», va bene ma allora si sappia che il «progetto» è quello e quindi anche il risultato finale andrà letto in quella chiave. Se invece l’idea è andare in Champions League il prossimo anno, cosa che era e resta il vero obiettivo della stagione giallorossa, allora bisogna mettersi in testa che servono giocatori pronti adesso. Altro che giovani e l’ingresso di Venturino a Udine al posto di un logorato Pellegrini, è sembrato proprio un segnale in questa direzione. Come dire: questi ho e questi faccio giocare. E anche la chiusura su «a fine stagione se non si va i Champions si cambia l’allenatore…» va letta, se non come un avvertimento, quasi. Ma non scherziamo! Sarebbe un peccato perché Gasperini quando è arrivato a Roma ha trovato una squadra che aveva avuto la capacità di tenere unita e portare in fondo alla stagione, ma che davvero andava ricostruita dal punto di vista di stimoli e gioco. Il Gasp si è messo lì e alla sua maniera ha costruito dal basso una squadra, un gruppo che continua ad assomigliarli sempre di più senza stare a sentire nessuno. Non è uno facile da gestire e magari i suoi modi non piacciono a tutti, ma probabilmente proprio per questo riesce ad arrivare dove vuole. Se ne parla come di uno spigoloso, senza mezze misure e per vincere, o meglio per far bene, a Roma forse serviva uno così: bisogna lasciarlo lavorare in pace. Perché tra vedere una Roma che gioca bene, dà spettacolo e diverte, e una che invece vince c’è ancora differenza, tanta differenza. Ma in questo momento chi ha a cuore questa maglia non deve far altro che aspettare. Insomma, giù le mani da Gasperini… almeno che qualcuno non abbia (già pronta) un’idea migliore. O no!?
A Trigoria il mercato divide ancora Gasperini e Massara
LEGGO (F. BALZANI) – La Roma è costretta ad inseguire. E a sperare che le diatribe di Trigoria non disturbino il cammino. All’indomani della sconfitta di Udine, infatti, i giallorossi si ritrovano alle spalle della Juve che dall’arrivo di Spalletti ha rimontato ben 11 punti alla squadra di Gasperini. E il tecnico, nella notte agitata di Udine ha spedito bordate, al termine di un mercato ricco ma evidentemente non soddisfacente per Gasp. «Mettetevi d’accordo: volete una Roma under 23 o la Champions? Altrimenti restiamo tutti scontenti. Vaz e Venturino sono validi per il futuro, ma non possiamo chiedergli di essere determinanti per obiettivi così alti». Facendo una netta distinzione con Malen e Zaragoza e inviando un’altra frecciata per le tempistiche: «Non pensavo di avere così tante difficoltà ad inserire giocatori in ruoli chiavi che cercavamo dall’estate. Se la Roma non va in Champions cambierà allenatore». Il riferimento è al tardivo arrivo di Zaragoza ma anche ai tanti affari sfumati a gennaio. Il destinatario non può che essere Massara col quale Gasp ma il segnale è diretto anche alla proprietà nonostante una spesa complessiva di oltre 120 milioni da giugno. Una situazione che ha vissuto di pochi alti e tanti bassi e che ha necessitato dell’intervento dei Friedkin a gennaio. Non una novità per Gasperini che ha sempre preteso molto anche a Bergamo, ma che ha restituito tanto in termini di risultati e plusvalenze. La situazione resta calda e potrebbe necessitare di un ulteriore chiarimento. Il tecnico in questa settimana avrà comunque buone notizie. Ieri Zaragoza ha svolto il primo allenamento. Col Cagliari ci sarà anche Mancini che ieri è stato operato a seguito di una frattura al naso rimediata nel primo tempo di Udine.
CECCHETTI: “Ieri la peggior partita della stagione sotto l’aspetto tecnico” – BALZANI: “Mercato? Per ciò che serviva a Gasperini, la Roma ha speso male”
All’interno delle trasmissioni delle emittenti radiofoniche della Capitale l’argomento principale è la sconfitta per 1-0 rimediata in casa dell’Udinese: “La peggior partita della stagione dal punto di vista tecnico”, afferma Daniele Cecchetti. Francesco Balzani, invece, si sofferma sul mercato della Roma: “Per quello che serviva a Gasperini, i giallorossi non hanno speso bene”.
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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.
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Ieri è stata la peggior partita della stagione dal punto di vista tecnico. Uno di cui si parla poco è Soulé che, al di là dei numeri, è un giocatore evanescente. Non parliamo solo di Pellegrini, Mancini e Cristante… (DANIELE CECCHETTI, Radio Manà Manà, 90.9)
Ieri la peggior prestazione assieme a quella di Cagliari (GABRIELE CONFLITTI, Radio Manà Manà, 90.9)
La Roma perde una partita ogni tre, è una squadra che non recupera e non segna. Se devo trovare un giocatore che mi ha particolarmente deluso è stato Soulé (PIERO TORRI, Radio Manà Manà, 90.9)
Nessun dramma perché la Roma è a due punti dalla Champions, ma questa è stata una sconfitta inaspettata (MARCO JURIC, Radio Manà Manà, 90.9)
La corsa alla Champions adesso passa inevitabilmente per gli scontri diretti (FILIPPO BIAFORA, Radio Manà Manà, 90.9)
Gasperini ieri, in un momento di impeto, si è lasciato andare in conferenza e ci è andato giù pesante. Alla Roma succede spesso: a un certo punto l’allenatore che fino a lì stava costruendo un percorso importante perde la pazienza per evidenti divergenze con proprietà e dirigenza e, automaticamente, diventa il problema.
Parte allora il copione già visto… (MARIO CORSI, Te la do io Tokyo, Tele Radio Stereo 92.7)
Per quello che serviva a Gasperini, la Roma non ha speso bene. Il metodo sul mercato è stato totalmente sbagliato (FRANCESCO BALZANI, Te la do io Tokyo, Tele Radio Stereo 92.7)
Udinese-Roma, Mancini operato per frattura alle ossa nasali. Lunedì disponibile per il Cagliari con mascherina
Sconfitta di misura per la Roma ad Udine. Un ko che fa scivolare la squadra di Gasperini al quinto posto e che per la prima volta in stagione vede i giallorossi fuori dalle prime 4. Nel corso del primo tempo della sfida inoltre, Gianluca Mancini ha riportato un duro colpo al naso a seguito di uno scontro con Atta al 30′ di gioco che ha provocato una vistosa fuoriuscita di sangue per il 23 giallorosso, per il quale è stato necessario l’intervento dello staff medico. Il difensore è stato sottoposto oggi a un intervento chirurgico per la riduzione della frattura delle ossa nasali. L’operazione è perfettamente riuscita. Il giocatore verrà dimesso nelle prossime ore e potrà riprendere l’attività agonistica indossando una mascherina protettiva.
Trigoria: primo allenamento in giallorosso per Zaragoza (FOTO)
Dopo l’ufficialità di ieri e la prima intervista in giallorosso, questa mattina Bryan Zaragoza ha svolto il primo allenamento agli ordini di Gian Piero Gasperini. L’ala spagnola classe 2001 vuole già farsi trovare pronto per la sfida contro il Cagliari, in cui la Roma dovrà archiviare la sconfitta di Udine.
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Il palio del Colosseo
LR24 (AUGUSTO CIARDI) – Gentili lettrici e lettori, prendiamo la linea da Roma, dove appena terminata la partita contro l’Udinese ha ripreso il gioco del grande classico, la sfida delle sfide, anzi la sfida nelle sfide, il più classico degli spinoff. Perché nell’arena capitolina il risultato della Roma si sfrutta per alimentare le ideologie e gli ego ipertrofici. Sul solco della tradizione, sono di nuovo scese in campo le fazioni. Mai schiavi del risultato, ma delle proprie idee certo che sì. In questa partita da spalti gremiti, c’è da sconfiggere le difese ferree dei supporters dei dirigenti, che non ammettono che si possa muovere mezza critica ai loro idoli e perché i dirigenti devono essere sempre dipinti come povere vittime sempre a rischio di essere fagocitate dai famelici allenatori. Allenatori che godono a loro volta di fideistico appoggio incondizionato da parte degli oppositori degli ultras dei dirigenti.
Chi vi scrive non si limita al commento, non mi nascondo: appartengo alla Chiesa mourinhana e da anni trovo pace nel culto gasperiniano. Anni passati in cui era dura tessere le lodi del santone di Grugliasco, perché con ferocia si veniva assaltati dai tifosi accusatori, la squadra antidoping della comunicazione, che gettava ombre pregne di menzogne sulle pratiche bergamasche, salvo poi fare il cambio abito con disinvoltura, adorando oggi l’allenatore della Roma. Intanto nell’arena è equilibratissima la partita fra gli adepti del povero direttore sportivo, che in modo francescano si è spogliato di tutto per venire in soccorso, tipo martire, della Roma, ambendo di conseguenza alla beatificazione, e i fedelissimi del cardinale piemontese che diffonde le teorie sul cinismo nordico, forte del supporto di chi ama gli allenatori al punto da negare sempre ogni minima responsabilità. Turno di riposo per i tifosi delle proprietà, che spesso supportano gli abbonati della curva dei dirigenti. Perché in questo momento la proprietà passa in secondo piano, in parte riabilitata dall’allenatore che ha ascritto al vice presidente i meriti dell’ingaggio di Malen.
Siamo al tre febbraio, si sta giocando il secondo tempo di questa partita che si rinnova anno dopo anno, e durante l’intervallo sui maxischermi sono andati in onda gli highlights delle epiche partite del passato. Si rimugina sull’effettivo valore del lavoro di Tiago Pinto, al punto che è sorto a Roma un AIBC, Associazione Italiana Bournemouth Club, a supporto dell’incompreso genio portoghese, a un passo dalla santificazione per avere dovuto sopportare, questa la cazzata che si metteva in circolo, uno spigoloso connazionale, che la scorsa settimana ha fatto scendere in piazza per i caroselli un’altra squadra che partecipa al mega spin-off sulla Roma, quella dei mourinhani. Perché Roma è così, si accora e si accolla. Pensate che c’è pure la squadra dei giapponesi sull’isola del Pacifico: ogni tanto si ode tra il frastuono “con Pallotta stavamo tutti gli anni in Champions League! Io stavo cor bostoniano!” (bugia colossale, affermazione mistificatoria, perché con Pallotta e DiBenedetto la Roma andò in Champions quattro volte in dieci anni). Manca solo che si evochi il passato urlando “aridatece Ciarrapico”.
Questa è Roma, baby. Ma non temerla. Queste sfide nelle sfide sono tipiche del territorio ma non incidono sulle stagioni delle squadra. A meno che non si voglia fare il gioco di proprietari poco all’altezza e di dirigenti con poco appeal che cercano eternamente alibi e giustificazioni. Nel frattempo qui a Roma si continua giocare il palio del Colosseo, partita infinita, sostituzioni senza limiti, match agguerrito e folkloristico, con molti spettatori che per smania di protagonismo tendente alla versione patologica del narcisismo che lambisce la mitomania, si sentono molto più importanti di ciò per cui fanno il tifo. Gara incerta, a più tardi per gli aggiornamenti, linea allo studio.
In the box – @augustociardi75
ZARAGOZA: “Non ci ho pensato un secondo a venire qui. Ho già giocato all’Olimpico contro la Lazio, ma non è paragonabile al tifo della Roma” (VIDEO)
Dopo l’ufficialità della giornata di ieri, Bryan Zaragoza ha rilasciato la prima intervista da calciatore giallorosso. Le sue parole:
Prime impressioni da calciatore della Roma?
“Grazie per il benvenuto. Sono contento di stare qui, non vedo l’ora di iniziare”
Quando è nata la possibilità di venire a Roma e qual’è stata la tua reazione?
“È sussesso tutto all’improvviso. Da un giorno all’altro mi hanno detto che c’era questa opportunità, non ci ho pensato un secondo, ho detto che volevo venire alla Roma. Voglio ringraziare il club, la proprietà, Massara, Gasperini e tutti quanti. Voglio ringraziarli per questa opportunità”
Che aspettative hai?
“Ho un’aspettativa grande, voglio essere importante per il club e vincere dei titoli. Spero di giocare in Champions il prossimo anno”
Quanta voglia hai di iniziare a lavorare con Gasperini?
“Gasperini lo conosco, l’anno scorso mi piaceva molto come giocava l’Atalanta. Non vedo l’ora di iniziare e vedere quello che mi può dare per crescere sempre di più”
Ami il dribbling e fare assist, giochi con istinto e passione…
“Mi è sempre piaciuto il dribbling, il calcio di strada. è una delle mie qualità”
Cosa ti ha detto Dybala?
“L’ho incontrato, la verità è che Paulo è un grande giocatore, sono contento di dividere lo spogliatoio con lui”
Perchè il numero 97?
“In Spagna e Germania non potevo indossare numeri superiori al 25, quindi mi piaceva l’idea di indossare un numero più grande. Mi piaceva il 97 e con la mia famiglia abbiamo deciso che era il numero che volevamo scegliere”
Quali sono le differenze tra Liga, Bundesliga e Serie A?
“Ho giocato già in Liga e Bundesliga, non pensvo di venire in Serie A. Non vedo l’ora di conoscere il campionato e di giocare contro grandi squadre e grandi giocatori. Credo sia un campionato difficile, ma darò tutto per cercare di vincere.”
Hai 3 presenze con la nazionale spagnola, il mondiale è un obiettivo?
“Si lo scorso anno ho avuto abbastanza spazio in nazionale nonostante gli infortuni. Quest’anno ancora non ho avuto l’opportunità ma credo che arriverà presto, è uno dei miei obiettivi”
Come immagini il debutto all’Olimpico? Hai già giocato in questo stadio…
“Credo che non ci sia nulla da dire. Ho già giocato contro la Lazio ma non è la stessa cosa, non c’è nulla di paragonabile. Voglio vedere l’Olimpico pieno di tifosi della Roma”
Sei già stato a Roma? Quanto ti affascina la città?
“Non conosco bene la città, non ci sono mai stato. Tutto il mondo ne parla come una meraviglia, vengo con tanta voglia di conoscere tutto e restare qui il più a lungo possibile”
Cosa vuoi dire ai tifosi?
“Arrivo con molta speranza, darò tutto per questa maglia. Forza Roma e Daje Roma”
120 anni fa la nascita di Mario De Micheli. Il ricordo della Roma: “Uno dei simboli di Campo Testaccio”
120 anni fa nasceva Mario De Micheli, celebre calciatore giallorosso degli anni ’20 e ’30 e che ha ispirato la celebre strofa della canzone Campo Testaccio. E il club giallorosso ha omaggiato questa data: “75 presenze in 5 stagioni. Uno dei simboli della Roma di Campo Testaccio. Hall of Fame”
🎶 𝐷𝑒 𝑀𝑖𝑐ℎ𝑒𝑙𝑖 𝑠𝑐𝑟𝑢𝑐𝑐ℎ𝑖𝑎 𝑐ℎ’𝑒̀ ‘𝑛 𝑝𝑖𝑎𝑐𝑒𝑟𝑒
— AS Roma (@OfficialASRoma) February 3, 2026
1️⃣2️⃣0️⃣ anni fa nasceva Mario De Micheli
📊 75 presenze in 5 stagioni
🐺 Uno dei simboli della Roma di Campo Testaccio
🟨 Hall of Fame 🟥#ASRoma pic.twitter.com/qwbDeWINlO
SONDAGGIO: che voto date al mercato di riparazione della Roma?
È terminato ieri sera alle 20 il mercato di riparazione. Una sessione che ha visto diversi arrivi in casa Roma, soprattutto nel reparto offensivo. Sono arrivati in ordine: Malen, Robinio Vaz, Venturino e Zaragoza proprio allo scadere. Ha salutato Tommaso Baldanzi direzione Genoa e Bailey di ritorno all’Aston Villa.
Dopo un rapido riepilogo, che voto date al mercato della Roma? Su Twitter è possibile rispondere al sondaggio de LAROMA24.IT.
🚨 È terminata la sessione invernale di #calciomercato
— laroma24.it (@LAROMA24) February 3, 2026
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