Area protetta: la Roma è la squadra che subisce meno gol in area di rigore. Napoli, Lecce e Milan con le percentuali più alte

LAROMA24.IT – La Roma è riuscita a chiudere di nuovo la porta in trasferta come non le accadeva da oltre 3 mesi, dalla vittoria a Torino, contro i granata, del 18 gennaio. Da lì 7 gare giocate lontano dall’Olimpico, tra campionato ed Europa League, tutte con almeno un gol subito. Più volte, Gasperini, nel racconto della stagione ha rimarcato quell’impermeabilità decisamente sopra la media, generale e ancor più per le abitudini dell’ex allenatore dell’Atalanta, che aveva sospinto la Roma nella prima parte di stagione.

12 i gol subiti alla fine del girone d’andata dai giallorossi, 17 quelli già incassati dalla 20a alla 34a giornata di ritorno: un cambio di rotta che, probabilmente, ha svelato come fossero “irripetibili” i numeri iniziali, legati anche, se non soprattutto, a un rendimento di Svilar sovrannaturale. La Roma ha comunque mantenuto la propria zona più calda, quella dell’area di rigore, al riparo: soltanto Inter e Napoli concedono, infatti, meno tocchi all’interno degli ultimi 16,5 di campo agli avversari.

La Roma, in più, è la squadra che che concede meno gol dall’interno dell’area di rigore: soltanto il 72,41% delle reti subite arriva dalla parte più intima del campo romanista. Dietro la squadra di Gasperini, in questa classifica, ci sono Juventus e Fiorentina. La peggiore, paradossalmente, è il Napoli con addirittura il 93,94% dei gol subiti dall’interno dell’area di rigore, nonostante sia la squadra che offre meno tiri (solo il 56,45%, la Roma è terza qui) dagli ultimi metri. Stupisce meno, invece, che tra le prime 4 ci siano altre squadre di media o alta classifica come Lazio e Milan. La tendenza delle formazioni di Sarri e Allegri ad abbassarsi e difendere a ridosso dell’area, inevitabilmente, porta più facilmente gli avversari ad accedervi. Al contrario, invece, seppur Gasperini conceda mediamente occasioni ad alto rischio (0,11xG medi per tiro avversario, dietro solo a Bologna e Lecce), la continua pressione romanista permette di limitare gli accessi avversari all’area di rigore di Svilar.

LA CLASSIFICA, IN PERCENTUALE, DI GOL SUBITI ALL’INTERNO DELL’AREA DI RIGORE:

Napoli 93,94% dei gol subiti all’interno dell’area di rigore

Lecce 93,48%

Milan 92,59%

Lazio 90,91%

Genoa 89,58%

Inter 87,10%

Cagliari 85,71%

Pisa 85,25%

Udinese 84,78%

Sassuolo 84,09%

Cremonese 82,35%

Torino 82,14%

Atalanta 81,25%

Bologna 80,49%

Verona 80,36%

Parma 80%

Como 78,57%

Fiorentina 77,78%

Juventus 75,86%

ROMA 72,41%

Serie A: Malen tra i candidati al premio Giocatore del mese di aprile

Donyell Malen continua a stupire tutti e l’olandese per la seconda volta dal suo arrivo in Italia è stato candidato per il premio di Giocatore del mese di aprile. La votazione è aperta a tutti e sarà possibile sceglie il proprio preferito sul sito dell’EA Sports. Insieme all’attaccante della Roma, sono candidati anche Nesta Elphege del Parma, Sebastiano Esposito del Cagliari, Nikola Krstovic dell’Atalanta, Marcus Thuram dell’Inter e Kenneth Taylor della Lazio.

Derby verso domenica 17 maggio alle 12.30, Simonelli: “Unico orario disponibile. Non ci saranno sovrapposizioni con gli Internazionali”

Ezio Maria Simonelli, presidente della Lega Serie A, è intervenuto a margine della presentazione del progetto “Road to Zero” per fare chiarezza sulla programmazione del derby tra Lazio e Roma, in calendario per la trentasettesima giornata. Il numero uno della Lega ha illustrato le motivazioni che porteranno la stracittadina verso il lunch match di domenica 17 maggio: “Cercheremo di fare il derby in maniera che non ci siano sovrapposizioni con la finale del Foro Italico, nello stesso tempo sapete che ci sono delle restrizioni da parte della pubblica di sicurezza, quindi andando per esclusione non possiamo farlo la sera perché è vietato, non nel pomeriggio perché si andrebbe a cozzare con la finale degli Internazionali, quindi l’unico orario che resta disponibile è quello delle 12.30 e credo che sarà quello che sceglieremo”.

Simonelli ha poi sottolineato l’importanza della collocazione domenicale per garantire la regolarità del torneo: “Il derby merita la domenica e poi servirà la contemporaneità perché si tratta della penultima giornata di campionato”.

VIDEO – Copa Sudamericana, incredibile Carlos Vinícius: tre rigori sbagliati di fila, come in Roma-Lille

Un episodio incredibile ha segnato la notte della Copa Sudamericana durante la sfida tra Palestino e Gremio. L’attaccante brasiliano Carlos Vinícius è stato protagonista di un episodio insolito, fallendo tre calci di rigore consecutivi nella stessa partita.

L’evento richiama fedelmente quanto accaduto alla Roma il 2 ottobre 2025, durante la sfida di Europa League contro il Lille. In quell’occasione, tra il minuto 82 e l’85, lo stadio Olimpico fu testimone di un finale frenetico: un rigore venne ripetuto per tre volte e parato altrettante da Ozer. Il portiere dei francesi neutralizzò i primi due tentativi di Artem Dovbyk (fatti ripetere perché l’estremo difensore si era mosso in anticipo) e successivamente parò anche il terzo penalty calciato da Matias Soulé.

Mentre nella gara dei giallorossi si trattò di una serie di ripetizioni regolamentari che videro coinvolti due diversi tiratori, stanotte in Brasile la maledizione degli undici metri ha colpito esclusivamente Carlos Vinícius, il cui triplo errore consecutivo ha consegnato al Gremio al record negativo.

Giannini: “Credo in Gasperini. Ora va accontentato”

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Quattro finali per chiudere la stagione. E «tutto è ancora possibile» secondo l’ex capitano giallorosso Giuseppe Giannini. Il «Principe» ha analizzato a il Tempo il momento che sta attraversando la Roma, con uno sguardo al futuro.

Crede ancora alla Champions?

«È obbligatorio crederci, an-che se non è facile. È brutto parlare di sfortuna, ma la Roma è stata leggermente sfortunata. La partita con la Juve ha un po’ capovolto l’annata».

Un bilancio del primo anno di Gasperini è positivo?

«È un allenatore che ha esperienza e che ha fatto risultati importanti. Secondo me è adatto alla piazza di Roma e lo sta dimostrando. Non è facile tenere sempre la barra dritta, anche nei momenti critici. Lui, comunque, sta uscendo fuori molto bene. Quest’anno si è vista una Roma che ha un’idea di gioco, che sa quello che deve fare».

I Friedkin hanno puntato su Gasperini e cacciato RAnieri. E la scelta giusta?

«È normale che la proprietà guardi un po’ più al sodo. L’uomo più importante era Gasperini, l’allenatore che deve ancora concludere un campionato, e chiaramente hanno lasciato spazio e libertà d’azione a lui. Hanno tolto Ranieri che era leggermente più debole, pur avendo fatto grandi cose nella Roma. Oltretutto, ci sono state dichiarazioni che hanno sorpreso tutti perché rAnieri è una persona che ha sempre dimostrato grande controllo».

Chi vedrebbe bene al posto di Ranieri?

«Per amore, per passione, per attaccamento, uno sognerebbe un personaggio che ha già fatto grandi cose da giocatore e che può contribuire anche da dirigente».

Immagino si riferisca a Totti…

«Francesco potrebbe essere una figura adatta, ha sempre esternato il desiderio di tornare e di essere considerato. Però non voglio metterlo in difficoltà, perché quando esce un nome, difficilmente poi viene considerato o comunque viene bruciato».

A proposito di dirigenti, come valuta il lavoro di Massara?

«E un professionista serio, che conosce il calcio internazionale. È chiaro che nella Roma c’è bisogno anche di sbilanciarsi. Forse, sotto questo punto di vista, Massara è tutt’altro, è una figura che lavora a fari spenti, non gli piace apparire. Fatico ad esprimere un giudizio perché non so come sono arrivati alcuni giocatori. Faccio un esempio, Vaz a 22 milioni. Un ragazzo interessante, di prospettiva, ma non ancora pronto per una piazza come Roma. Non sapendo perché è stato preso, non posso giudicare».

Dove è migliorabile la rosa giallorossa?

«Per avvicinarsi alle altre credo serva un elemento per reparto, se non due, soprattutto in attacco. Se Dybala non verrà confermato, la Roma dovrà prendere un esterno in grado di offrire quella fantasia che a volte manca. Sono d’accordo con Gasperini quando dice che servono più giocatori come Wesley e Malen. Se l’allena-tore ti dà delle indicazioni, in qualche modo deve essere accontentato. Poi, lui si assumerà le sue responsabilità».

Punterebbe ancora su Pellegrini e Dybala?

«Sono due situazioni diver-se. Su Pellegrini ci punterei perché puoi contarci per quasi tutta la stagione. Dybala, invece, ha perso tante partite. È un giocatore importante, ma andrà valutata la sua condizione fisica».

Dan a Gasp: veniamoci incontro

Un vertice per accendere il futuro. Non una semplice riunione, ma un crocevia vero, pesante, decisivo. Dan Friedkin e Gasperini si guarderanno negli occhi nel weekend, nella Capitale, con un obiettivo chiaro: mettere ordine, dare una direzione, costruire una Roma che sia finalmente coerente tra ambizioni e mercato. È il momento delle scelte, quelle che lasciano îl segno. Perché stavolta non si tratta solo di comprare, ma di capire come farlo. (…) La fotografia è nitida, quasi simbolica: da una parte Kerim Alajbegovic, 18 anni, talento puro, prospettiva e potenziale. Dall’altra Remo Freuler 34 anni, mestiere, carisma, affidabilità. Due estremi che raccontano la nuova Roma che si vuole costruire giovane, sì, ma non ingenua. ambiziosa, ma anche pronta. Gasperini, del resto, i segnali li ha lanciati eccome. (…) Freuler rappresenta la risposta immediata. I contatti ci sono, il giocatore ha aperto, la Roma osserva e aspetta. Nessuna fretta, ma una strada ben definita. Lo sviz-zero vuole chiu-dere la stagione. (…) Diverso il discorso per Alajbegovic. Qui è la Roma a spingere, ad accelerare. Il talento bosainco piace, eccome. Friedkin ha dato il suo via libera, cosi come Gasp a cui piace il giocatore: l’operazione è pronta a decollare. Ma il ragazzo prende tempo, ascolta, valuta. Milan, Nap-li, Inter: la concorrenza non manca e pesa. Entro fine maggio arriverà la risposta. (…)

(corsport)

L’ora di Gervasoni: interrogato dai pm in una caserma

L’inchiesta sugli arbitri il primo giorno era la stanza di un adolescente: elementi ovunque, tessere da assemblare, confusione. Giorno dopo giorno, alcuni punti si chiariscono e ormai è chiaro che cosa la lampada della Procura di Milano dovrà illuminare: il momento in cui si fa riferimento alle designazioni di Rocchi per Bologna-Inter (arbi-trò Andrea Colombo) e per Inter-Milan (Daniele Doveri). Il pubblico co ministero Maurizio Ascione riuscirà a provare che sono stati scelti in quanto graditi o sgraditi all’Inter? Da qui dipenderanno l’esito e il peso dell’inchiesta. Ieri si è compreso un particolare non secondario: dalle testimonianze di alcuni degli arbitri sentiti dalla Procura sarebbe arrivata la conferma di quelle due designazioni pilotate. La teoria è che Colombo sia stato selezionato come arbitro gradito all’ Inter, Doveri per evitargli l’abbinamento con i nerazzurri in partite successive. (…) Nel corso delle indagini sono state sentite tante persone informate sui fatti e tutte sono riconducibili al mondo arbitrale: solo arbitri ed ex arbitri. Nessun membro delle società di. A, nessun addetto agli arbitri (ovvero i tesserati delegati a gestire i rapporti tra le squadre e la classe arbitrale). Anche a San Siro – con Rocchi in quel famoso 2 aprile – ci sarebbero state solamente persone appartenenti a quel mondo. Nessuno dei presenti allo stadio, però, risulta es-ere al momento indagato. Il designatore dunque avrebbe parlato con una o più persone del suo stesso settore, che sarebbero state identificate ma non sono nel mirino della Procura. Presu-mibilmente potrebbero essere state sentite come persone informate sui fatti, ma niente di più. Oggi invece è il giorno di Andrea Gervasoni. L’ex arbitro alle ll si pre-senterà all’interrogatorio con il pubblico ministero Ascione in una caserma tenuta segreta della Guardia di Finanza a Milano. Nell’avviso di garanzia notificato a Gervasoni, difeso dal legale Michele Ducci, si fa riferimento solo a Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025 e si parla di un episodio specifico: il rigore concesso e poi tolto via monitor al Modena. Gervasoni risponderà solo su questo episodio… o al-meno, questa è la sua intenzione. In quel momento, poi, il pm sarà obbligato a rivelare all’indagato l’elenco degli elementi di prova in suo possesso su quella partita. Altro? Gli inquirenti potrebbero chiedergli spiegazioni su altre gare, magari proprio su quell‘ Inter-Roma dell’aprile 2025 con il «fatevi i fatti vostri» che Gervasoni avrebbe detto ai varisti Di Bello e Piccinini per non farli intervenire dopo il fallo di Ndicka ai danni dell’interista Bisseck. Possibile che Ascione abbia trovato audio e video di quel momento e li mostri a Gervasoni. (…)

(gasport)

È pronta la riforma Friedkin

C’è un weekend che può valere molto più di una semplice riunione operativa. un punto di svolta, forse l’alba di una nuova era. La Roma sì prepara all’incontro tra Friedkin e Gasperini con la sensazione che qualcosa stia per cambiare davvero nella visione complessiva di un progetto che guarda al cen-enario del club. La parola chiave è una sola: riforma, una fusione di intenti, caratteri e ambizioni che prom ette di ridisegnare la fisionomia del club. Dopo la separazione da Ranieri, la guida sportiva al momento è diventata territorio assoluto di Gasperini, che ha incassato la piena fiducia del presidente e che si appresta ad assumere un ruolo centrale anche nelle dinamiche di Trigoria. Più poteri, più responsabilità, più voce in capitolo. (…) La Roma cerca una figura che parli la stessa lingua dell’allenatore, che ne condivida idee e visione. I nomi sul tavolo raccontano bene la direzione: D’Amico, legato all’Atalanta; Manna, oggi al Napoli; e Sogliano, pronto a salutare il Verona. (…) Non sarà però una rivoluzione cieca, una demolizione senza criterio. Gasperini ha in mente una Roma che cambia senza perdere identità, che evolva senza smarrire le sue certezze. I cosiddetti’senatori” verranno valutati uno a uno, sia per qualità tecni-che sia per dedizione alla causa. (…) Infine, lo sguardo si sposta anche all’estate, al lavoro sul campo, alla preparazione. Gasp ha le idee chiare, vuole tornare in montagna: Austria, Germania, Svizzera le mete prese in considerazione. (…)

(corsport)

Totti aspetta l’ultimo via libera

Francesco Totti aspetta. Non scalpita, non forza la mano. Ma c’è. IL contratto da ambasciatore è lì, pronto, manca solo l’ultimo via libera. E mentre Friedkín rimette ordine nei lasselli societari, Totti osserva, dialoga, resta in contatto costante. Il suo ritorno è un’idea concreta che prende forma giorno dopo giorno. E un altro passo verso il Fulvio Bemardini è arrivato quindici giorni fa. Non in un ufficio, non dietro una scrivania, ma davanti a un microfono. Totti ha parlata da dirigente, prima ancora che da simbolo. Diretto, lucido, senza nascondersi. In merito alla vicenda Ranieri, ha chiesto unità, ha invocato compattezza, ha messo la Roma davanti a tutto. (…) Quel messaggio non si è fermato a Trigoria. Ha attraversato l’oceano ed è arrivato dritto negli uf-ici americani. Friedkin osserva tutto, studia, analizza. E ha apprezzato. Non solo il contenuto, ma il tempismo, il modo, la responsabilità. Perché in quelle parole c’era esattamente ciò che la Roma cerca: una figura capace di tenere insieme i pezzi. (…) Un ponte. Tra squadra e dirigenza, tra allenatoit e ambiente, tra passato glorioso e futuro da costruire. Perché quando parla Totti, Roma ascolta. Sempre. E oggi, forse più che mai, ne ha bisogno.

(corsport)