Quote, allenatore Roma: Fabregas scende da 15 a 5, agganciati Allegri e Sarri. Pioli sale a 2, si allontana Montella

È Cesc Fabregas il nome nuovo per la panchina della Roma. L’attuale tecnico del Como è tra i favoriti come successore di Claudio Ranieri, infatti, scende da 15 a 5 volte la posta su Snai l’approdo dello spagnolo sulla panchina giallorossa, segno di come lo spagnolo sia un candidato forte. Tuttavia, resta ancora in pole Stefano Pioli, in leggerissima salita su Sisal a quota 2 rispetto all’1,85 di quindici giorni fa, seguito in lavagna da Massimiliano Allegri e Maurizio Sarri a 5 volte la posta. Difficile un ritorno di Vincenzo Montella, passato da 6,50 a 12 volte la posta, ancora più distante Daniele De Rossi, offerto a 50 come l’attuale tecnico della Nazionale Luciano Spalletti.

(EMT/Agipro)

Giudice Sportivo: settima ammonizione per Mancini, sesta per Koné. Luca Ranieri salta Roma-Fiorentina

Terminata la 33esima giornata di campionato con i posticipi disputati ieri, il Giudice Sportivo Gerardo Mastrandrea, assistito da Stefania Ginesio e dal Rappresentante dell’A.I.A. Carlo Moretti, ha reso note le decisioni assunte tramite un comunicato ufficiale. Per quanto riguarda la Roma, reduce dalla vittoria per 0-1 contro l’Inter, Gianluca Mancini ha ricevuto la settima ammonizione mentre Manu Koné è a quota sei. Restano diffidati Leandro Paredes e Lorenzo Pellegrini.

In vista di Roma-Fiorentina, partita in programma domenica alle ore 18 allo Stadio Olimpico, il difensore della Viola Luca Ranieri non sarà a disposizione poiché squalificato: il calciatore dei toscani era diffidato e contro l’Empoli ha ricevuto un’ulteriore sanzione.

(legaseriea.it)

VAI AL COMUNICATO UFFICIALE

Calciomercato Roma, dal Portogallo: Dahl vuole restare al Benfica. Contatti avviati per il trasferimento a titolo definitivo

Il futuro di Samuel Dahl è ancora da decifrare, ma il terzino sinistro sembra avere le idee chiarissime. Come riportato dal portale portoghese, il classe 2003 di proprietà della Roma si sta trovando molto bene al Benfica e spinge per restare nel club di Lisbona. Le Aquile, soddisfatto del rendimento del calciatore svedese, vogliono acquistarlo a titolo definitivo e puntano ad annullare il diritto di riacquisto (fissato a 1 milione di euro) in favore dei giallorossi. Il Benfica ha già avviato dei contatti sia con l’entourage del giocatore sia con la società capitolina, che non sembra contraria alla cessione, per trovare una soluzione.

(record.pt)

VAI ALL’ARTICOLO ORIGINALE

LEGGERI: “Fabregas sarebbe un ridimensionamento” – MANGIANTE: “Pioli è il favorito, è primo nome di Ranieri”

All’interno delle trasmissioni delle emittenti radiofoniche della Capitale l’argomento principale è la lotta per il quarto posto: “Roma-Fiorentina diventa fondamentale”, afferma Roberto Pruzzo. Marco Juric scommette sui giallorossi: “Sono i favoriti per andare in Champions League”Luigi Ferrajolo si sofferma sulla rosa della Roma: “Pellegrini e Dovbyk gli unici giocatori che non sono migliorati con Ranieri”Antonio Felici, invece, parla della caccia al nuovo allenatore: “Ghisolfi va da una parte, Ranieri ha idee completamente diverse e Friedkin non le ha proprio…”.

_____

Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto“, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

_____

Se ora sulla panchina hai un gigante assoluto come Ranieri anche un buon allenatore come Fabregas sarebbe incontrovertibilmente un ridimensionamento (MAX LEGGERIRete Sport 104.2)

La Roma ha individuato i profili e ora sta accelerando nei contatti per poter chiudere con il nuovo allenatore. Il favorito al momento è Pioli. Fin dall’inizio è stato il primo nome nella lista di Ranieri. Il secondo nome è Fabregas (ANGELO MANGIANTEManà Manà Sport Roma, 90.9)

Fabregas? Sarebbe un tecnico proposto da Ranieri per cui avrebbe le spalle coperte. La Roma comunque ha un allenatore simile in casa che è De Rossi (NICK TERRIACARete Sport 104.2)

La Roma ha fatto una grande partita a Milano contro l’Inter, ma ultimamente è fortunata con l’arbitraggio… (FURIO FOCOLARIRadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Gourna-Douath non mi sembra un giocatore da Roma (ROBERTO MAIDARadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Dovbyk non dà la sensazione di essere dentro le partite (ILARIO DI GIOVAMBATTISTARadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Gli scudieri di Ranieri sono Mancini, Ndicka e Cristante. Pellegrini e Dovbyk sono gli unici che non sono migliorati con il tecnico di Testaccio (LUIGI FERRAJOLORadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

La prossima stagione darei la fascia di capitano a Mancini e Svilar (ENRICO CAMELIORadio Radio, 104.5, Radio Radio Lo Sport)

Sono mesi che la Roma non riesce a prendere il nuovo allenatore e a me sembra una cosa abbastanza inaccettabile. Quello che mi pare di capire è che Ghisolfi va da una parte, Ranieri ha idee completamente diverse e Friedkin non le ha proprio… (ANTONIO FELICITele Radio Stereo 92.7, Te la do io Tokyo)

Gasperini? A Coverciano c’era pure il suo procuratore e inoltre mi hanno detto che l’allenatore dell’Atalanta ha contattato una persona romana per il suo nuovo staff. L’ultima volta Ranieri aveva smentito, mentre ieri ha fatto delle battute che mi hanno insospettito. Alla fine però secondo me rinnoverà con la Dea (UGO TRANITele Radio Stereo 92.7, Te la do io Tokyo)


La lotta Champions? Roma-Fiorentina diventa fondamentale, non escludo niente (ROBERTO PRUZZORadio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport & News)

Ora la Roma è in una condizione psicologica forte, ma se può andare in Champions non vedo perché non possa la Lazio dato che i punti sono gli stessi (FERNANDO ORSIRadio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport & News)

La lotta Champions? In questo momento la Roma è la favorita, più di Juventus e Bologna. La condizione psicologica è talmente positiva che la vedo più libera di testa e con più frecce nel proprio arco (MARIO MATTIOLIRadio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport & News)

Fabregas? A Como ci sono i soldi, c’è la proprietà più ricca del campionato, c’è un progetto e vogliono investire… (PIERO TORRI, Manà Manà Sport Roma, 90.9)

Mi intriga l’idea di un allenatore giovane che ha studiato, con carisma come può essere Fabregas (GABRIELE CONFLITTI, Manà Manà Sport Roma, 90.9)

La Roma non è quarta ma, ad oggi, secondo me è la favorita per andare in Champions League (MARCO JURICManà Manà Sport Roma, 90.9)

Fiorentina, Kean torna ad allenarsi: lavoro differenziato per il centravanti (FOTO)

Domenica alle ore 18 la Roma affronterà la Fiorentina allo Stadio Olimpico nel match valido per la trentacinquesima giornata di Serie A e Raffaele Palladino può sorridere. L’allenatore infatti ritroverà Moise Kean dopo alcuni giorni di assenza: il centravanti ha saltato le ultime due partite per motivi familiari ed era partito in Francia, ma ora è tornato a Firenze e nel pomeriggio svolgerà una seduta differenziata. Il tecnico della Viola deciderà se schierarlo dall’inizio nell’andata della semifinale di Conference League contro il Betis, in programma giovedì alle ore 21, ma la presenza di Kean contro la Roma non sembra in dubbio.

Tony Effe e il concerto a Circo Massimo il 6 luglio: lo sketch con Totti tra palleggi e battute (VIDEO)

Il 6 luglio il cantante Tony Effe (pseudonimo di Nicolò Rapisarda) terrà il suo concerto a Circo Massimo e lo ha sponsorizzato tramite un video pubblicato sul proprio profilo Instagram in cui palleggia con Francesco Totti. Successivamente Tony, noto tifoso della Roma, calcia e colpisce un cartellone in cui è raffigurato il sindaco Roberto Gualtieri: “Bono, che non ti fanno fa’ il concerto”, dice il Capitano. “E vabbè… ci vediamo il 6 luglio”, risponde il cantante. “E io ti aspetto qua”, controbatte Totti.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da SOSA 🇮🇹 (@tonyeffebaby777)

Bene di prima necessità

LR24 (AUGUSTO CIARDI) – Nessuno avrebbe mai immaginato lo scorso novembre che la Roma potesse ritrovarsi, a quattro giornate dalla fine, a un tiro di schioppo dal quarto posto. Mentre i pochi che non conoscono Antonio Conte non avrebbero scommesso un centesimo sul Napoli oramai strafavorito per lo scudetto dopo il decimo posto della passata stagione. Il calcio muta, si trasforma, in meglio o in peggio a seconda dei gusti, ma una cosa non cambia mai. Gli allenatori fanno la differenza per chi vuole ottenere risultati.

Soltanto Claudio Ranieri poteva riesumare la Roma e portarla a un passo dal paradiso. Soltanto Conte poteva puntare dritto per dritto allo scudetto nonostante a gennaio gli abbiano persino venduto il calciatore più forte. Il calcio sempre più frequentemente si riempie la bocca della parola progetto, manco fosse un quartiere residenziale da costruire. Ma nel calcio le parole sono la giustificazione di chi non sa badare ai fatti.

La verità è che per ottenere l’unica cosa che conta nel calcio, i risultati, servono gli allenatori giusti, se te li puoi permettere. Non a caso Ancelotti è tornato al Real Madrid. Non a caso chi vuole stravincere ricopre di soldi Guardiola. Non a caso Sensi si affidò a Capello. Non a caso per tornare a vincere la Roma chiamò Mourinho. Non a caso, ora, constatato mille volte che Ranieri smetterà di allenare, ci si sta adoperando per sostituirlo con un top manager. Perché questo serve oggi alla Roma.

Certo, serve anche un amministratore delegato, una struttura dirigenziale adeguata, un comparto scouting sviluppato. Bella forza. Per ribadirlo di continuo non serve avere un quoziente intellettivo particolarmente elevato. Lo capiscono anche i bambini. Ciò che invece a molti ancora non è chiaro, è che ci sono momenti in cui non puoi fare a meno di un top manager. In questo momento la Roma ha bisogno di un Allegri, di un Conte se lascia il Napoli, di un Ancelotti se non firma per il Brasile. Specchietto per le allodole? No. Bene di prima necessità. Priorità assoluta. Necessità. Urgenza e impellenza.

In the box – @augustociardi75

Inter-Roma, siparietto Ranieri-Darmian: “Siete forti in tutto. Vuoi fare pure il mio lavoro?”. Contatto Ndicka-Bisseck, Arnautovic protesta: “È netto, non guarda il pallone” (VIDEO)

Spuntano alcuni retroscena legati alla partita tra Inter e Roma, vinta per 0-1 dai giallorossi grazie alla rete di Matias Soulé, e a raccontarli è il bordocampista di DAZN Davide Bernardi. La gara è stata piuttosto spezzettata e in seguito alle proteste dei nerazzurri per un pestone su Davide Frattesi, va in scena un simpatico siparietto tra Claudio Ranieri e Matteo Darmian: “Siete forti in tutto, siete forti in tutto”, come a dire non c’è bisogno di protestare troppo. La conversazione si chiude con una battuta dell’allenatore giallorosso rivolta all’esterno dell’Inter: “Ma che vuoi pure fare il mio lavoro?”.

Nei minuti finali si verifica l’episodio del contatto tra Evan Ndicka e Yann Bisseck, che porta alle proteste dei calciatori dell’Inter: “È netto, è netto, non guarda nemmeno il pallone”, grida Marko Arnautovic al IV Uomo.

Negli ultimi minuti Soulé è incontenibile in panchina e soffre mordendosi la maglia e mettendosi le mani nei capelli. Inoltre in occasione di alcuni cross preferisce non guardare, per poi esultare al fischio finale con il solito “Vamos“.

(calciomercato.com)

VAI ALL’ARTICOLO ORIGINALE

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da AS Roma (@officialasroma)

Kings League Francia: Berra segna il gol del 5-5 e Koné si scatena in tribuna (VIDEO)

In Francia sta spopolando la Kings League, la competizione di calcio a sette creata da Gerard Piqué, e all’interno del progetto sono stati coinvolti numerosi calciatori tra cui Manu Koné. Il centrocampista della Roma è uno dei presidenti (insieme a Maignan, Tchouameni, Koundé e Mbeumo) della ‘360 Nation‘, che nella giornata di ieri ha affrontato il team Wolf Pack. Koné ha assistito alla partita dalla sua postazione in tribuna e al momento della rete del 5-5 realizzata da Lorenzo Berra si è scatenato tra urla ed esultanze.

Post Match – Domus Claudio

LR24 (MIRKO BUSSI) – Claudio Ranieri si è presentato a San Siro col vestito migliore per l’ultima scena. Non quello indossato, impreziosito dalla spilletta romanista sul rever della giacca, ma quello con cui ha presentato la Roma in campo. Una struttura solida in non possesso, che non intendeva permettere all’Inter di prendere la fluidità vorticosa che la contraddistingue, pronta a mordere letalmente con transizioni e sviluppi offensivi che avevano nell’abilità in conduzione di Soulé il proprio punto di maggior velenosità.

La struttura in non possesso della Roma, sintetizzabile in un 3-5-1-1, era pronta a scomporsi per vietare gli accessi preferiti all’Inter, come quelle combinazioni coi vertici offensivi che, sugli inserimenti successivi, saranno da trama nel gol annullato a Frattesi o all’occasione sventata dall’uscita di testa di Svilar nel primo tempo. Il punto fisso era uno: Shomurodov su Calhanoglu, tra gli snodi principali dell’Inter. E mentre Dovbyk aveva in consegna Acerbi, su Bisseck e Carlos Augusto, terzi di difesa, si alzava a turno la mezzala di parte, da un lato Pellegrini e dall’altro Cristante.

Quelle che variavano, a seconda del lato, erano le scalate successive. Quando Cristante andava a mordere su Carlos Augusto, infatti, era Koné a scivolare su Barella, la mezzala che si liberava alle spalle dell’uscita del pariruolo romanista. Sul centrosinistra romanista, invece, con Pellegrini su Bisseck, era Ndicka a rompere la linea per andare ad occuparsi di Frattesi. In questo caso, la Roma accettava la parità numerica con Arnautovic e Lautaro, che rimanevano in consegna a Mancini e Celik mentre Angelino e Soulé se la vedevano con i quinti nerazzurri.

Così la Roma sbarrava la strada all’Inter ma per poi liberare la propria si appoggiava su una capacità di uscire dalle contropressioni nerazzurre più articolata rispetto alle verticalizzazioni dirette su Dovbyk che sarebbe stato esposto a duelli e inferiorità numeriche poco vantaggiose. A darle tempi e colori sgargianti, spesso, era la capacità di conduzione di Soulé che, dopo aver svolto i compiti da quinto, tornava alla sua versione più pura da esterno offensivo.

Al 27′, ad esempio, un recupero medio-basso della Roma viene convertito in sviluppo offensivo dall’argentino che, ruotando attorno alla riaggressione di Barella, può puntare Carlos Augusto facendo guadagnare ai giallorossi 40 metri di campo. La transizione in conduzione implica tempi più dilatati, che se da una parte offrono un’occasione di riposizionamento agli avversari, dall’altra permette ai compagni di assecondare lo sviluppo offensivo. La Roma, infatti, si ritroverà con 6 giocatori, compreso Soulé in possesso sulla corsia di destra, negli ultimi 25 metri dell’Inter: la combinazione successiva, da Cristante a Dovbyk per Pellegrini, preparerà il traversone di Angelino che produrrà uno dei rimpianti principali dei giallorossi per aumentare il vantaggio.

Nel gol, come si era già visto sullo 0-0 col tiro dal limite di Koné, la conduzione di Soulé diventa ipnotica per l’Inter: la situazione nasce da una costruzione dal basso pregevole della Roma che va poi a srotolarsi sul lato destro dove l’argentino spegne il pallone tra i propri piedi per 5 secondi. Quelli in cui fa collassare l’Inter verso la propria porta, con la difficoltà, per i nerazzurri, di tenere sotto controllo pallone e smarcamenti avversari. Come quello di Pellegrini che sfila al limite con, a quel punto, un ampio raggio a disposizione per preparare il tiro che produrrà la carambola favorevole proprio a Soulé.

“È l’ultima volta”, ripeterà Ranieri più volte ai collaboratori che corrono a stringergli la mano e congratularsi a fine partita. Prima di risistemarsi la giacca, salutare San Siro e, si spera, lasciare sul tavolo il foglio con le istruzioni generali. Utili a chi dovrà tornarci un’altra volta.