Rinnovi, mercato e ds sono i giorni di Ryan

È già cominciata la corsa alla nuova Roma, quella che dovrà reggere il peso del ritorno nell’Europa che conta e soprattutto le ambizioni dì Gasp. I giorni delle celebrazioni si sono trasformati subito in quelle delle decisioni. Quelle vere. Quelle che costituiscono il futuro. Ryan Friedkin ieri non era presente a Trigoria, ma il suo ritorno nella Capitale è atteso già nelle prossime ore. (…) Il primo capitolo riguarda Dybala. Lui è volato in Argentina, ma il suo agente è già a Roma. Le parti vogliono continuare insieme, vogliono prolungare un matrimonio che oggi appare sempre più naturale. Dybala al rientro dall’infortunio è tornato immediatamente centrale, e sarà anche uomo immagine e simbolo tecnico della squadra che verrà. (…) Poi c’è la questione direttore sportivo. Tema delicatissimo. Massara è destinato a salutare nei prossimi giorni dopo le tensioni con Gasperini, anche se il suo contributo alla rincorsa Champions resta comimque riconosciuto all’interno del club. Per la successione continua a prendere quota il nome di D’Amico. (…) Tra i nomi cerchiati in rosso c’è Scamacca, profilo che Gasp e D’Amico conoscono perfettamente, intrigano le piste Alajbegovic e Nusa per rinforzare il reparto offensivo con talento, corsa e fantasia. (…) Ma Gasp guarda anche alle occasioni d’esperienza come Freuler e Zappacosta, entrambi in scadenza e già contattati direttamente dal loro ex al-lenatore. (…)

(corsport)

Il gruppo rilancia: ancora più in alto con un mercato top

È sorto un meraviglioso sole sulla Roma. Ieri mattina l’odore buono del caffè, a Trigoria, si è mescolato al profumo dell’impresa appena compiuta, mentre nelle orecchie di tutti risuonava la musichetta dei sogni. «The Chaaaampions». Qualcuno, tra i calciatori, l’ha anche impostata come sveglia, giusto per ricordare al compagno di stanza che le emozioni vissute la sera prima erano reali. (…) Al netto del fair play finanziario e delle necessarie plusvalenze entro il 30 giugno, la Roma sarà protagonista del mercato. Quel tesoretto da 70 milioni tra qualificazione, ricavi, diritti tv, sponsor e bonus legati ai risultati, la proprietà intende incrementarlo con risorse proprie per acquistare almeno tre titolari: un esterno, un centrocampista e un attaccante. Da Dodo a Carlos Augusto a Scamacca, Alajbegovic e Nusa per l’attacco, senza dimenticare l’erede di Koné qualora il francese dovesse partire: i nomi in agenda sono molti, prima però serve l’investitura di un nuovo ds. D’Amico resta il candidato forte. Chiunque dovesse succedere a Massara, in qualsiasi caso, dovrà operare in sinergia con Gasp, il centro di gravità permanente del progetto.

(corsport)

Calciomercato Roma: Freuler verso l’addio al Bologna. Giallorossi e Juve alla finestra

Saluterà il Bologna Remo Freuler. Come scrive il quotidiano, la Roma di Gasperini e la Juventus bussano alle sue porte, con necessità di centrare un possibile colpo a parametro zero per rispettare il fair play finanziario in vista delle prossime Coppe. Il fatto che Remo ancora non abbia dato garanzie di rinnovo ai rossoblu, offre la sensazione che sia a un passo dall’addio più che di riflessioni sul rinnovo.

(La Nazione)

Dodo, prove di partenza. Quel «piace» sospetto sulla pagina della Roma

Un like che vale quasi quanto un indizio. E che, inevitabilmen-te, ha acceso ancora di più le voci di mercato attorno a Dodo. Il terzino della Fiorentina nelle scorse ore è finito al centro del tam tam social per aver messo «mi piace» a un post pubblicato dalla Roma il giorno dopo la qualificazione in Champions League. Uno scatto dalla sala mensa di Trigoria, con i giocatori giallorossi raccolti attorno a Gasperini durante un discorso alla squadra. (…) La Roma, in questo senso, è da tempo una delle società più attente alla situazione del brasiliano: la qualificazione alla prossima Champions rappresenta un richiamo forte per l’esterno e il profilo di Dodo piace da tempo per le caratteristiche tecniche perfette per il 3-4-2-1 di Gasperini. La Fiorentina in ogni caso non intende fare sconti sul giocatore: per sedersi a trattare serviranno almeno 15 milioni di euro.

(La Nazione)

Idea Scamacca e rosa più lunga. Per l’Europa e l’impresa scudetto

Se a un attaccante che segna e ad un portiere che para aggiungi. pure un allenatore da Champions, il mix è letale e vincente. Festeggia la Roma, si inchina al suo condottiero, capace dell’ennesimo capolavoro della sua carriera. Stavolta in una piazza complicata, fuori dalla sua comfort zone, in un club che mancava tra le grandi d’Europa da ben sette anni. (…) Insomma, dopo la festa di ieri a Trigoria, è oggi che nasce la nuova Roma. Serve al più presto designare il nuovo direttore sportivo: D’Amico sembra il candidato principale a ricoprire il ruolo tra poco vacante dopo congedo da Massara. È il nome più forte nei corridoi di Trigoria, lui e Gasperini hanno lavorato insieme all’Atalanta, costruendo successi a ripetizione tra cui l’Europa League del 2024. Gasp guarda nella sua amata Bergamo anche per Scamacca, contratto in scadenza nel 2027. Sarebbe un ritorno dopo tre anni nelle giovanili giallorosse. Alla corte di Gasp il classe `99 ha raccolto 19 gol e 8 assist in 45 presenze. Con gli addii di Dovbyk e Ferguson serviranno due centravanti all’altezza per dividersi il posto tra campionato e Champions League, Malen e Scamacca sarebbe un arsenale niente male. (…)

(tuttosport)

Raduno il 13 luglio. Poi in Germania

Al rientro da Verona la squdra ha dormito a Trigoria, poi dopo la colazione con Gasperini i gioatori si sono salutati. Il tecnico ha dato appuntamento al 13 luglio per il raduno. Qui la squadra si allenerà per circa 2 settimane e poi si trasferirà all’estero (Germania oppure Olanda)

(corsera)

Roma, regalo per la Champions. Rinnovano Dybala e Pellegrini

La Roma è tornata a riveder le stelle. Lo ha scritto, lo ha cantato, lo ha stampato addosso ai giocatori con le magliette celebrative: “Back where the stars shine”. E lo ha detto anche alla Champions, sui social, come si saluta una vecchia conoscenza ritrovata dopo sette anni: «Bello rivederi». Il riassunto perfetto di una notte lunga, cominciata a Verona e finita a Trigoria. L’ultima immagine della stagione è la mattinata di ieri al Fulvio Bernardini, con la squadra ancora euforica per la qualificazione. Prima la colazione, poi il saluto ai dipendenti del centro sportivo, gli applausi, i sorrisi, gli abbracci. E le foto. Poi il rompete le righe. Prima, però, il discorso di Gasperini. Poche parole, molto chiare, per chiudere la stagione e aprire già la prossima. «Siete stati strepitosi». (…) Un applauso collettivo, prima della separazione. Koné raggiungerà la Francia, Ndicka la Costa d’Avorio, Wesley il Brasile: tre romanisti al Mondiale, tre pezzi importanti del gruppo che Gasperini ha riportato in Champions. Gli altri inizieranno le ferie, in attesa del raduno estivo. Dybala è partito ieri sera verso l’Argentina, a Roma è rimasto il suo agente Carlos Novel, atteso dal confronto con i Friedkin per chiudere la trattativa sul rinnovo dell’argentino. Stesso discorso per Lorenzo Pellegrini che ha vissuto mesi complicati, tra rendimento, critiche e un futuro rimasto (volutamente) congelato fino alla fine del campionato. A dirigere que-sta orchestra c’è Gasperini. (…)

(La Repubblica)

È l’impresa di Gasperini (e Ranieri)

Champions League. Dopo sette anni trascorsi tra un cambio di proprietà, dirigenti che andavano e venivano, allenatori che saltavano con cadenze autolesionistiche, giocatori che si erano trasformati nella banda del sesto posto, delusioni e amarezze. Tutto azzerato dalla vittoria a Verona, ventitreesimo successo in campionato, che ha consentito a Gasperini e ai suoi discepoli di superare quell’asticella che il tecnico aveva alzato dal primo giorno che era sbarcato a Trigoria, arrivando a quota settantatre punti, per un terzo posto finale che basta e avanza per tornare a sentire quella musichetta che ci piace tanto. È la Champions di una tifoseria che mai sola mai, anche a fronte di un divieto che negli ultimi mesi ha impedito alla gente romanista di seguire come avrebbe voluto la sua squadra. (…) È la Champions di un gruppo che non ha mai mollato, che ha seguito il suo guru con un’ubbidienza tattica fondamentale per poter ora fare festa. È la Champions di Malen, arrivato a gennaio per curare il mal di gol con cui la Roma aveva fatto i conti per tutto il girone d’andata. Ne ha fatti 14 in 18 partite, è stato devastante in quel ruolo di centravanti che da altre parti gli era sempre stato negato. È la Champions di Dybala, un fuoriclasse d’altri tempi, capace con i suoi piedi di regalare poesia calcistica e chissenefrega se gioca una partita sì e una no, un campione che adesso firmerà un prolungamento per continuare a sognare in grande. È la Champions, consentiteci di scriverlo, di Claudio Ranieri che sarà pure stato licenziato, ma che ha voluto il Gasp a Trigoria così come il ds Ricky Massara al quale bisogna dire perlomeno grazie per la dedizione e l’onestà nel suo lavoro, portando giocatori come Wesley, Malen, El Aynaoui. (…)

(La Repubblica)

La festa allo stadio e il delirio a Fiumicino. Friedkin chiama Gasp

«E quindi uscimmo a riveder le stelle». Stavolta non è soltanto una citazione buona per le grandi notti: è il manifesto della rinascita giallorossa. La Roma è tornata in Champions dopo sette anni di attese, rimpianti e incompiutezze. Ci è tornata con il petto gonfio e la faccia sporca di felicità, chiudendo una stagione con un’impresa firmata Gasperini. Terzo posto. Un traguardo enorme, quasi irreale se si ripensa alla classifica di qualche settimana fa. Una cavalcata furiosa e rabbiosa, che ha ribaltato umori e prospettive. La Roma non soltanto è entrata tra le prime quattro: è salita sul podio, cosa che non accadeva da otto anni. (…) Dietro questo capolavoro c’è la mano pesante di Gasp, ma anche la scelta della società di restare compatta nei momenti più delicati della stagione. Il tecnico fiducia totale, Dan e Ryan Friedkin gliel’hanno concessa senza esitazioni. E il risultato oggi è davanti agli occhi di tutti: la Roma torna tra i grandi d’Europa e può finalmente programmare il futuro con ambizione vera. Non è stata una telefonata di circostanza quella fatta da Dan Friedkin al tecnico dopo la qualificazione. È stato un gesto sentito, liberatorio. Un grazie autentico per il lavoro svolto in questa prima stagione, per aver trasformato una squadra sfiduciata in un gruppo feroce, compatto, convinto di poter arrivare ovunque. Gasp ha incassato l’abbraccio della proprietà e ora guarda avanti: il domani della Roma comincia adesso. Ryan in queste ultime settimane ha guidato i lavori dal Fulvio Bernardini, il tenutario del club sta gestendo gli affari più spinosi dell’agenda romanista e in questi giorni prenderà le decisioni importanti sui rinnovi, il mercato, la scelta del nuovo ds e la programmazione estiva. (…)

(corsport)

Per Dybala è l’inizio di una nuova vita

Gli sono bastati 90 minuti per riprendersi tutto. Con gli interessi. Tipico dei campioni, dei fuoriclasse, di chi non soffre le pressioni perché da quando è ragazzino è abituato a dare del tu al pallone. Vox populi: «Eh, ma Dybala costa troppo, sta sempre male, ormai fa la differenza in una decina di partite all’anno». Menomale, ci permettiamo di aggiungere. Perché senza Paulo chissà come sarebbe andata a finire a Verona. Squadra paralizzata, impaurita, incapace di fare due passaggi di fila per 50 minuti. Poi arriva il genio, quello con la G maiuscola e decide di uscire dalla lampada. In poco meno di un tempo colleziona l’espulsione di Valentini, due assist, un salvataggio nell’area piccola e soprattutto regala quella caratteristica che la squadra, per una partita, se-brava aver smarrito: la personalità. Qualità e personalità, la stella polare che Gasp vuole seguire nella costruzione della nuova Roma. (…) Sono 15 giorni che le parti si confrontano: ora quando l’agente sarà convocato a Trigoria si arriverà alla fumata bianca. Poi, però, si aprirà un altro capitolo, paradossalmente più spinoso. Perché Dybala è come le ciliegie: più lo vedi giocare e più non ne puoi fare a meno. Tuttavia essendo un classe ’93 bisognerà imparare a gestirlo. E anche a resistere alle tentazioni. Discorso che coinvolge sia Gasp che il calciatore. Era ottobre quando Paulo aveva trovato finalmente un minimo di continuità (5 gare giocate quasi per intero: Inter, Plzen, Sassuolo, Parma e Milan) e a chi chiedeva al tecnico – conoscendo i trascorsi dell’argentino – se non fosse il caso di centellinarne l’impiego, la risposta fu: «Se sta bene, gioca. E può farlo tranquillamente per 90 minuti». Purtroppo non è più così o perlomeno non può esserlo per una stagione intera. Serve dunque uno step successivo. (…) Ora si riparte. Paulo riposerà, tornerà tirato a lucido dopo le vacanze e aver guardato in modo malinconico i mondiali americani. La Selección sembra ormai un capitolo chiuso. La Roma no. Resta – anche grazie al lavoro ai fianchi portato avanti in queste settimane da Gasperini – un libro che avrà quantomeno un altro capitolo da scrivere. Sembrava finita dopo Budapest. Poi è sembrato arrivare il tempo dei saluti ai tempi di De Rossi, con l’offerta araba. Per non parlare di un paio di settimane fa, dopo Parma, quando le sue pa-role somigliavano ad un commiato. E invece, Dybala è sem-pre qui. Una Joya per lui. Una gioia per tutti.

(Il Messaggero)