Roma, viaggi da record: in Serie A è regina delle trasferte e insegue il Bayern

A guardare il calendario viene quasi l’acquolina. Perché, almeno sulla carta, la Roma tra quelle di testa è quella che a questo giro sembrerebbe avere l’impegno meno arduo, domani in casa della Cremonese. Anche perché fuori casa la squadra di Gasperini rende molto meglio che all’Olimpico, per un percorso che dall’inizio del 2025 ha fatto della Roma la regina d’Italia in formato trasferta. Anzi, anche qualcosa di più, perché nei 5 campionati top d’Europa (Inghilterra, Spagna, Germania, Italia e Francia) dall’inizio dell’anno solare c’è solo una squadra che fuori ha fatto meglio della Roma, quel Bayern Monaco che l’anno scorso ha dominato la Bundesliga e in questa stagione sta concedendo il bis (con ben 9 vittorie e un pareggio nelle prima dieci giornate di campionato). Insomma, dal 12 gennaio di Bologna-Roma 2-2 al 2 novembre di Milan-Roma 1-0 sono passate 15 partite, comprese la prima e l’ultima. […] Un totale quindi di 35 punti (con 18 gol fatti e solo 8 subiti), che fa una media di 2,33 a gara. In Europa, appunto, ha fatto meglio solo il Bayern Monaco con 2,43, mentre il Barcellona viaggia alla stessa velocità dei giallorossi. […] Insomma, il lavoro iniziato da Claudio Ranieri e proseguito ora da Gian Piero Gasperini sta dando i suoi frutti. E anche molto interessanti, considerando anche che 8 delle 11 suddette vittorie sono arrivate per 1-0, in un giusto connubio di solidità e cinismo. E allora a Cremona la Roma vuole andare per continuare in questa tradizione positiva, possibilmente anche migliorando il suo trend. […] Del resto, in questa stagione la Roma fuori casa ha messo insieme sei vittorie in sette partite, perché al percorso in campionato bisogna aggiungere anche i due successi in Europa League, in casa di Nizza e Rangers. Gasperini è stato chiaro, in più di un’occasione: «Probabilmente abbiamo uno stile di gioco che rende meglio fuori che in casa, quando abbiamo più spazio per poterci distendere». Ed in effetti è così, la Roma quando trova campo va a nozze. […]

(Gasport)

Ferguson-Baldanzi, ora a chi tocca?

Per Evan Ferguson la trasferta di Cremona di domani ha un titolo che sembra scontato: ora o mai più. La caviglia destra, infatti, non fa più male e la concorrenza in attacco è ridotta all’osso (almeno per una settimana). Senza contare che in questi giorni di sosta l’ex Brighton ha potuto lavorare più a fondo sulla parte atletica, togliendo pure qualche chilo di troppo e limitandosi a tifare per l’Irlanda (vittoria al fotofinish per 3-2- in Ungheria e qualificazione al Mondiale) da un pub del centro della capitale. Eppure Ferguson non è così certo di partire titolare in un attacco orfano di Dovbyk (almeno fino a Natale) e in attesa del pieno recupero di Dybala e Balley. […] Gasp negli ultimi giorni ha provato l’attacco con Pellegrini, Soulé e Baldanzi da falso nove. Una formula già vista nel finale di partita contro l’Udinese. Inoltre lo stesso Baldanzi giovedì non ci sarà contro il Midtiylland a causa dell’esclusione dalla lista Uefa e al momento non è facile chiedere a Ferguson di giocare tre partite di fila da titolare. […]

(Gasport)

Pisilli, Camarda e gli altri: la Serie A trascura i ragazzi

Se capovolgessimo il mondo degli Under 21 in campo, l’Italia volerebbe al secondo posto nella speciale classifica con cinquanta campionati al via. Il mondo degli Under 21 in campo, quello reale, ci boccia e ci boccia sonoramente: la nostra Serie A occupa la posizione numero quarantanove, laggiù penultima e con una percentuale dei ventenni sotto i riflettori che si ferma all’1,9 per cento. […] I nostri più diretti competitor – le altre quattro Leghe più prestigiose in Europa – non brillano di una luce accecante, ma, comunque, viaggiano ad una percentuale più alta della nostra. La Francia racconta del 7,8 per cento di Under 21 convocabili nella propria rappresentativa in campo nell’anno solare 2025 fino ad ora, la Spagna del 4 per cento, la Germania del 3,4, la Premier inglese del 2,4. […] Che storia hanno i ragazzi scelti dal nuovo tecnico della nostra Under 21 per le due gare di qualificazione agli Europei di metà novembre? Il romanista Pisilli si è regalato un gol da figurine Panini alla Polonia: applausi, pacche sulle spalle e solo il 4 per cento dei minuti a disposizione giocati con la sua Roma in campionato, poco meno di mezzora con il Torino, poco più di un quarto d’ora nel derby con la Lazio. […] Pisilli e Camarda, ma non solo: tra i ragazzi scelti da Baldini, Comuzzo della Fiorentina si è portato dietro il magro bottino da 38 per cento dei minuti in campo in serie A, Lipani del Sassuolo da nove per cento, i genoani Ekhator e Venturino, rispettivamente, da 31 e 4 per cento. E se si fa un salto all’indietro, dell’Italia vicecampione del mondo nel giugno del 2023 solamente Casadei (Torino), Prati (Cagliari), Ghilardi (Roma) e Ambrosino (Napoli) giocano tra i grandi se consideriamo i titolari nella finale persa con l’Uruguay. I nostri giovani non giocano o giocano poco: la sentenza è questa. E non suona come una novità, anzi. «Giocano poco: e se non vai in campo non cresci. […] Il mondo degli Under 21 si rivela in salita e alla rovescia: i giovani o giovanissimi vedono il loro percorso frenare sul più bello. «I tecnici dovrebbero essere incentivati a scommettere sui ragazzi e non essere spinti a pesare di dover salvare la panchina ad ogni fine settimana. Da qui, la scelta dell’esperienza a discapito dell’età», sottolinea Viscidi dal Qatar dove alla nostra storia azzurra si aggiunge un altro traguardo storico: la prima semifinale in un Mondiale Under 17 dopo che negli ultimi mesi abbiamo vinto un Europeo Under 19 e Under 17 oltre al già citato Mondiale Under 20 dove ci siamo fermati ad un niente dal trionfo. […]

(Gasport)

Da destra a sinistra. Nuova vita per Wesley

IL ROMANISTA (A. DI CARLO) – Provate a immaginarvi Wesley in versione Will Smith, che varca i cancelli di Trigoria canticchiando: “Questa è la maxi-storia di come la mia vita è cambiata, capovolta, sottosopra, sia finita, seduto su due piedi“. Arrivato a Roma dal Brasile per impadronirsi della fascia destra giallorossa, l’evoluzione della sua prima stagione in Italia lo sta portando invece a diventare una certezza dell’altra fascia, quella sinistra. […]

Una scelta in parte obbligata quella di Gasperini che, senza giocatori in grado di regalargli la superiorità numerica su quella fascia, ha adottato la rapidità di passo del brasiliano per avere la stessa imprevedibilità che, sulla destra, gli garantiscono a turno Soulé, Dubala e Bailey. […]

E il rendimento di Wesley è cresciuto, come testimoniano anche i numeri: 81% di precisione dei passaggi con una media di 4 palloni recuperati a partita. Dove migliorare? Quel 28% di accuratezza nei cross e il 26% di dribbling riusciti, oltre alla casella degli assist che fa registrare ancora lo zero. […]

Con Gasp è una roma da Dea. La squadra ha già le qualità della sua Atalanta

Qualche giorno fa Franceco Totti ha detto: <<La Roma è prima e ancora non si è visto il gioco di Gasperini dell’Atalanta…>>. Probabilmente questi dati stupiranno anche lui. […]

Inizio Top. Per il presente e per il futuro, non a caso l’età media della Roma impiegata finora (26.91) è più bassa di quella di Ranieri (27) e di quella dell’Atalanta dello scorso anno (27.18). Lo studio realizzato da Datametrics parte da quello che è visibile a occhio nudo fin dalla prima giornata: Gasperini ha portato a Roma il sistema di gioco utilizzato maggiormente durante la sua esperienza a Bergamo. […]

La Roma, però, è nettamente più aggressiva rispetto al passato e, in questo senso, è ad un passo dall’Atalanta 2024-2025: Gasperini ha alzato il baricentro dei recuperi. Se con Ranieri la maggior parte avveniva nel blocco basso, ora Cristante e compagni tendono a recuperare di più nel terzo offensivo. La distribuzione in quest’ottica è molto simile a quella dell’Atalanta 24/25 (35.87), piuttosto che alla Roma di Ranieri (31.35). Anzi, con 39.18, ha già superato l’ultima stagione a Bergamo. […]

Sui cross, invece, la Roma è già avanti: sono aumentati da 12 a 17, avvicinandosi ai valori dei nerazzurri (18). In sintesi, la Roma difende bene, pressa benissimo, produce abbastanza, ma segna poco. […]

(corsport)

Ferguson scalpita vuole giocare

Da Trigoria arrivano segnali confortanti, al netto delle assenza già messe in conto di Dybala e Dovbyk: Ferguson, infatti, continua ad allenarsi in gruppo e ha smaltito totalmente l’infortunio. La punta, fuori dalla distorsione alla caviglia rimediata a fine ottobre contro il Parma, ha saltato le ultime tre gare della Roma e i recenti impegni dell’Irlanda, nonostante il lungo braccio di ferro con la federazione che lo voleva in nazionale a tutti i costi.

Ferguson è rimasto a Roma per smaltire le scorie dell’infortunio e ora preme per rientrare subito nell’undici titolare nella trasferta contro la Cremonese.

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Evan cerca il primo gol in giallorosso, ma è chiamato soprattutto a scacciare i fantasmi di un’interruzione del prestito già in inverno. In caso contrario – se Gasperini deciderà di non rischiare subito il rientro dal primo minuto di Ferguson dopo quasi un mese di stop – si punterà sul tridente più leggero e imprevedibile con Baldanzi o Bailey (in ripresa ma che non sembra ancora al top della condizione) nel tridente.

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(corsport)

Roma, solo pari in Belgio coi Leuven: playoff in bilico

IL TEMPO (A. DI PASQUALE) – Non basta Viens. La Roma pareggia 1-1 in casa del Leuven e ora le speranze di accedere ai playoff di Women’s Champions League sono appese ad un filo. Decisive saranno le ultime due sfide con il Chelsea, in Inghilterra, e con il St. Polten al Tre Fontane. Le giallorosse si portano in vantaggio grazie al gol della canadese, dopo un’azione avviata proprio da lei e conclusa con l’assist di Corelli ed il destro vincente sul primo palo (18′); nella ripresa poi Conijnenberg trasforma un rigore e decreta il pari finale (71′). Formazione iniziale con qualche cambio per Rossetini: Baldi tra i pali; Thogersen, Valdezate, Oladipo e Veje dietro; in mezzo al campo Pandini, Greggi e Kuhl con Dragoni alle spalle di Corelli e Viens; parte quindi dalla panchina Giugliano, Rieke out all’ultimo per un attacco influenzale. A mezz’ora dalla fine poi il tecnico rivoluziona l’attacco: spazio quindi a capitan Giugliano che rileva Dragoni e a Pilgrim e Pante che prendono i posti di Viens e Corelli. Un pareggio che va stretto per quanto visto nel primo tempo ma resta da migliorare la finalizzazione: diverse le occasioni per il raddoppio e anche due reti, una per tempo, annullate sempre a Viens per fuorigioco. Alla quarta giornata della massima competizione europea le romane sono ferme a quota un punto, i playoff non sono impossibile da raggiungere ma al momento restano decisamente lontane. Ora però testa all’ultimo impegno della Serie A prima della sosta: domenica la Roma capolista sarà impegnata sul campo del Como, secondo della classe a -3. Comunque vada, le capitoline passeranno la pausa in vetta, ma l’obiettivo è chiaramente quello di provare a staccare le inseguitrici. Certe dell’assenza van Diemen, Haavi e Heatley, con Veje da valutare dopo che ieri ha lasciato il campo ad inizio secondo tempo.

Dybala allo stadio dei Marmi: «Non bisogna mollare mai»

La luce come vita e lo sport come energia. È la base dell’accordo triennale tra Sport e Salute e Adidas, una partnership che ha come cuore pulsante il progetto Sport nelle Scuole e la voglia di combattere il drop-out giovanile, l’abbandono precoce dello sport (gli ultimi dati Istat parlano del 18,3% di ragazzi tra i 10 e i 24 anni smettono per motivi vari). Partnership che è stata annunciata ieri nello splendido scenario dello stadio dei Marmi (presenti l’a.d. di Sport e Salute Diego Nepi Molineris e Pietro Allievi, vice presidente di Adidas Italia), alla presenza di un testimonial d’eccezione come Paulo Dybala. (…) «Lo sport ha guidato tutta la mia vita, è la mia luce – ha detto la Joya -. Quando ero giovane ne ho fatto tanto: non solo calcio, ma anche tennis, basket, scacchi, pallavolo, nuoto, tutto. (…) Oggi si passa tanto tempo davanti a uno schermo, cellulare o tv, perdendo dei momenti di condivisione importante. E invece non bisogna mollare mai, neanche davanti alle difficoltà». Come fa anche lui, del resto…

(gasport)

Nicola: «Forte e testarda. La Cremonese è pronta a tutto»

GASPORT – il Torrazzo, la torre campanaria alta 112 metri simbolo di Cremona, è già salito due volte: per conoscere una nuova realtà può essere utile averne una visione dall’alto. Un po’ come affacciarsi dai 14 punti conquistati dalla Cremonese fin qui… «Cosa mi ha dato più vertigini? Il Torrazzo non c’è dubbio!». Lo sguardo curioso e divertito sotto cui dalla scorsa estate scorrono le cose grigiorosse è quello di Davide Nicola, protagonista di una partenza sprint con la Cremonese neopromossa. «Salire sul Torrazzo, immaginarne la storia, godere il bellissimo panorama significa cominciare a capire Cremona, una città che mi ha stupito per bellezza, ma anche per il calore e l’affetto del suo pubblico, che ha ribaltato lo stereotipo del tifo freddo da città del Nord intrisa di storia e cultura. Qui, al contrario, ho da subito avvertito grande passione e coinvolgimento». (…)

A proposito: 11 gare e 14 punti da neopromossa. Qual è il suo primo bilancio?

«Io non guardo al risultato della singola partita, quella è meteo-rologia, ma ragiono per step. Siamo circa a un terzo del campionato: il primo step è quasi concluso e siamo soddisfatti per quanto raccolto dai ragazzi, frutto di un grande lavoro, nella consapevolezza del percorso che ancora ci attende. Perché con l’inizio del secondo step tutto si ricalibra, sulla scorta di quanto già acquisito ma dopo un’analisi di quel che si può migliorare, di quel che manca o di quel che va modificato, tipo ruota di Deming».

Come definirebbe il tipo di calcio che propone attraverso le sue squadre?

«Acceso, almeno così mi piacerebbe che il mio calcio venisse visto e definito dagli altri. Per me il risultato conta, ma anche la strada per raggiungerlo è fondamentale: una squadra gioca bene non solo quando si esprime ad alti livelli sul piano tecnico-tattico, ma quando riesce anche a comunicare emozioni. Allora sì che il pubblico si diverte e si riconosce nella propria squadra».

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Parliamo di Vardy: in cosa l’ha più colpita e quali margini di miglioramento può avere?

«Io preferirei partire dai giocatori in ordine alfabetico ma capisco altre esigenze… Vardy e Vazquez sono i giocatori più rappresentativi per status e carriera, ma sono anche quelli che più impressionano per professionalità. Sanno rendere facile il difficile, una dote che appartiene solo ai grandi. E come loro sono dei magnifici facilitatori, semplificano la vita agli altri per la loro capacità di capire al volo quel che serve e quando farlo, trascinando anche i compagni meno esperti. E tutto questo senza perdere curiosità, fame e capacità di divertirsi. Quanto ai margini di miglioramento, tutti ne abbiamo, sempre: alle volte non serve rivoluzionare, ma può bastare fare le ‘solite’ cose con metodo diverso o con attenzione maniacale»

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Qual è la situazione dopo la sosta, in vista del match con la Roma capolista?

«Siamo pronti a tutto, sappiamo che il nostro sarà un percorso a zig zag. La sosta ci è servita a ritrovare energia dopo aver giocato cinque volte consecutive alle 20.45 e per progredire nel processo di crescita che abbiamo in mente. La Roma è un’ottima squadra, con un allenatore fortissimo. Però a me piace pensare che, anche se siamo piccoli, siamo testardi, vogliamo in qualche modo provare a dire sempre la nostra. Non per presunzione ma per desiderio di dimostrare le nostre capacità»

Gasp insegue il primato solitario che manca dal 2015

Domenica 23 novembre 2025, può diventare una data da incorniciare per la Roma. La premessa però ci sta tutta: i tifosi giallorossi sono autorizzati ad affidarsi a qualsiasi amuleto che abbiano a disposizione. Perché Gasperini si può ritrovare da solo in testa alla classifica. Sì, da solo, imitando Garcia, l’ultimo ad esserci riuscito, poco più di 10 anni fa. La chance stuzzica Gian Piero, la società e ovviamente la tifoseria. Occhio ai risultati di domenica, dunque, perché possono determinare l’allungo, staccando le rivali: la Roma deve vincere a Cremona nel pomeriggio e augurarsi che, in serata al Meazza, l’Inter di Chivu non prenda i tre punti contro il Milan di Allegri. C’è anche l’altra ipotesi: il pari giallorosso e il ko dei nerazzurri. Detto questo, via con gli scongiuri. Anche perché è dal 28 ottobre del 2015 che la Roma non sale da sola in vetta. Decisivo fu il successo all’Olimpico netto e meritato – contro l’Udinese: uno-due di Pjanic e Maicon (doppio vantaggio al nono minuto), tris di Gervinho nella ripresa e rete inutile di Thereau. Roma restò al comando sfruttando il turno infrasettimanale in casa e in notturna (20,45), non l’unica differenza con la tappa di Cremona, quando i giallorossi giocheranno in trasferta e di giorno (ore 15). (…) E il turno intriga perché favorevole: oltre al derby del Meazza, il Napoli ospita l’Atalanta e la Juventus va al Franchi a sfidare la Fiorentina. C’è solo da certificare il trend che accompagna i giallorossi dall’inizio del 2025, anno in cui hanno raccolto più punti in Italia (73) e soprattutto per il raccolto al top nei viaggi lontani dall’Olimpico. Fuori casa, in campionato, sono caduti solo a Bergamo, alla fine dello scorso torneo, contro l’Atalanta di Gasperini (2-1), e al Meazza contro il Milan di Allegri (1-0) il 26 ottobre. Sempre di misura. (…)

(corsera)