A Cremona il primo freddo di stagione: allo Zini attesi 5000 tifosi giallorossi

IL ROMANISTA (A DI CARLO) – Il messaggio è rivolto alle migliaia di tifosi che all’alba di domenica partiranno alla volta di Cremona per sostenere la Roma di Gian Piero Gasperini nell’insidiosa ma elettrizzante trasferta allo Stadio Giovanni Zini: copritevi e anche bene. Perché l’autunno sta per salutarci e l’inverno darà una sua convincente anteprima nel week end che si aprirà a breve. Nella nottata le temperature crolleranno e si avvicineranno allo 0° ma sembra scongiurato il rischio di assistere alla sfida sotto una copiosa nevicata: il cielo sarà nuvoloso, non dovrebbe nemmeno piovere ma farà molto freddo, con 3-4 gradi percepiti durante la gara. (…) A Cremona si aspettano infatti almeno 5000 tifosi della Roma al seguito della squadra di Gian Piero Gasperini, ma è un numero che è destinato a salire vista la concreta possibilità di vedere molti altri supporters giallorossi, residenti nel Nord Italia, presenti negli altri settori dell’impianto lombardo. (…)

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Nba Europe pensa ai Friedkin per la nuova lega pronta nel 2027

L’Nba è sempre più vicina all’Europa e nel progetto potrebbe entrare anche la AS Roma. Non con una squadra già esistente, ma una tutta nuova creata dalla famiglia Friedkin che con la Nba ha già avuto legami importanti e che, con il basket, andrebbe a rafforzare un impero sportivo composto, oltre ai giallorossi, dall’Everton e dal Cannes. […] Il club non conferma ma neppure smentisce.

(Il Messaggero)

Reja: “La Roma ha imparato in fretta da Gasperini. A Juric a Bergamo ha detto male”

GASPORT – Edy Reja, ex allenatore dell’Atalanta, ha rilasciato un’intervista al quotidiano in vista del match di questa sera fra bergamaschi e Napoli, altra sua ex squadra. Tra i vari temi, ha commentato anche l’inizio di Gasperini a Roma.

C’è ancora qualcosa di Gasp nella Dea?
«Senz’altro. Poi a Juric ha detto male, ma Gasperini ha lasciato un’eredità strepitosa, il trionfo in Europa League vale l’Eccellenza per la vita. Ma soprattutto la particolarità del suo calcio, che è diventato modello internazionale. E la Roma, come si vede, ha imparato in fretta dal suo tecnico».

Da pupillo a minaccia. Ranieri, occhio a Vardy

Nemici per un giorno. Jamie Vardy e Claudio Ranieri si ritrovano a sfidarsi dopo quasi tre anni. Entrambi in ruoli diversi: uno ha cambiato squadra e scelto la Cremonese, l’altro è diventato dirigente della Roma. Ma l’incrocio tra due leggende del calcio vale e come, perché insieme hanno scritto la storia della Premier League. […] La stima reciproca è tanta, per Ranieri è un grande professionista con il fiuto del gol, anche se quando era arrivato al Leicester tutti dicevano che non era un attaccante freddo davanti il portiere. L’anno prima che Claudio sbarcasse in Inghilterra, Jamie non era titolare ma nella sua prima partita aveva il bomber della squadra che stava male e allora optò per attaccanti veloci e agili come Vardy e Okazaki. Il resto è storia, insieme nel 2016 hanno scritto una delle pagine più belle e incredibili del calcio mondiale. La sintonia tra i due è sbocciata immediatamente: «È passato dai dilettanti alla nazionale inglese. Per me è importante vedere ciò che fa in partita e durante gli allenamenti, non importa se a casa beve, anche perché si tratta solo di vino rosso», ha scherzato all’epoca Claudio facendo riferimento al bicchiere di Porto che Jamie ha l’abitudine di sorseggiare la sera prima della partita. […] Durante quella straordinaria stagione, Vardy segna gol a raffica e infrange ogni record. Ranieri, da romanista, lo paragona a Totti per una gol spettacolare contro il Liverpool al volo dalla distanza. […] Insomma, uno è stato la fortuna dell’altro. […] Uno stile estremo che non ha mai intaccato la sua tenacia e quell’anima operaia che lo ha trascinato dai campi di periferia al tetto della Premier League. Ranieri è decisivo nel suo percorso professionale, a partire dagli allenamenti nei quali ha sempre chiesto massima dedizione. […] L’anno successivo alla cavalcata scudetto, la squadra non riesce a confermarsi e Vardy è accusato di essere uno di quelli che complotta contro l’allenatore. […] Negli anni successivi, Claudio si scontra con Jamie tre volte e non riesce mai a vincere. In una di queste, nel 2021, da tecnico del Watford, al King Power Stadium riceve un’accoglienza da eroe che è rimasta nella storia (l’ultimo incrocio col Leicester nel 2022). Domani a Cremona non si stringeranno la mano ma al ritorno all’Olimpico di febbraio l’abbraccio è assicurato.

(Il Messaggero)

Leon senza ruggito: Bailey salta Cremona

[…] La speranza, dentro Trigoria, era di poter sfruttare la sosta per smaltire un po’ l’emergenza in attacco. La realtà, però, è che le difficoltà numeriche lì davanti si trascineranno almeno fino alla trasferta di domani a Cremona. Già, perché per uno che torna, Ferguson, ce ne sono due che rimangono ancora fuori: Dybala e Bailey. […] Se per la Joya era chiaro da giorni che l’obiettivo poteva essere quello di puntare il big match col Napoli di settimana prossima, Gasperini si augurava di poter portare il giamaicano allo Zini con il resto dei compagni. La convocazione, invece, è da rimandare alla sfida di coppa contro Midtjylland a meno di piacevoli quanto insperate sorprese dell’ultimo minuto. […] L’altra questione da sciogliere nella vigilia al Fulvio Bernardini riguarda Hermoso. Il centrale negli ultimi giorni ha avvertito un leggero fastidio muscolare, forse un semplice sovraccarico, che non dovrebbe compromettere la sua presenza nella lista dei convocati. […] Qualora Hermoso non dovesse farcela, Celik tornerebbe nei tre dietro, con Mancini centrale e Ndicka a sinistra, mentre sulle fasce sarebbe rispolverato Tsimikas, con Wesley dirottato a destra, sua corsia naturale. […] Davanti, Pellegrini Soulé rappresentano le uniche vere certezze di un reparto in emergenza, come già sottolineato. I due agiranno da trequartisti ai lati, con ogni probabilità, di Baldanzi. […]

(Il Romanista)

A Cremona per la vetta. Gasp scioglie i dubbi: Baldanzi cerca spazio

La Roma riparte dallo Zini. Da prima in classifica. […] E dall’attacco, dove tutto ruota intorno a un’idea che rimbalza da giorni a Trigoria: partire ancora con la leggerezza. Quel tridente fluido, tecnico e mobile sperimentato contro l’Udinese e che ora si candida a guidare la Roma nello stadio Zini. Il ballottaggio è apertissimo. Baldanzi ha convinto per energia e continuità in allenamento, Pellegrini dà geometrie e leadership, Ferguson è tornato in gruppo ma non è ancora al top dopo quasi un mese ai box. Tre opzioni, tre letture tattiche diverse: Gasperini sta valutando quale combinazione possa garantire ritmo, pressione alta e la capacità di palleggiare nello stretto, fondamentale contro una Cremonese aggressiva e fisica. […] Baldanzi resta la candidatura più intrigante. […] È un profilo che offre la possibilità di palleggiare con continuità, attirare avversari e aprire spazi per gli inserimenti dei centrocampisti. Pellegrini garantirebbe maggiore equilibrio e gestione dei momenti, mentre Ferguson é il totem strutturato da mettere lì davanti a lottare con Baschirotto. […]Per il resto formazione fatta, con Hermoso, Mancini e Ndicka in difesa. A destra confermato Celik e a sinistra Wesley, nonostante le fatiche con Turchia e Brasile. In mezzo tornano Konè e Cristante, con El Aynaoui che dovrebbe partire dalla panchina dopo le ottime prove delle ultime settimane.

(la Repubblica)

Questione di Pelle(grini). Il futuro può ancora aspettare

Lorenzo Pellegrini è dentro una serie di prime volte tutto sommato sorprendenti, per un ragazzo di 29 anni e un pezzo. Perché Gian Piero Gasperini gli è capitato sulla strada quando pensava di non trovarlo più, un allenatore così “totale“, men che meno nella Roma. Perché non è mai stato così bene dal punto di vista fisico. Perché mentalmente la condizione contrattuale – è in scadenza a giugno – sarebbe teoricamente la più precaria e invece è quella che paradossalmente lo ha liberato di un peso, o almeno, di ulteriori pensieri. Pellegrini vola leggero sul presente, beato lui che ci riesce. […] Il resto l’ha fatto Gasperini. I due hanno costruito un legame per certi versi insospettabile. […] Pellegrini ha visto chiarezza nell’allenatore. Sotto ogni profilo, sia tecnico sia comportamentale. E Gasperini dal canto suo ha letto in Pellegrini la voglia di risalire, di mettersi in discussione e non di crearla, la discussione. E ora siamo qui. Siamo a un giocatore che è tornato centrale nella Roma. […] Pellegrini ha segnato tre gol in 552 minuti complessivi tra campionato ed Europa League. In serie A è a quota due: era dalla prima stagione di José Mourinho, quella poi culminata con la vittoria della Conference League, che in campionato non partiva così forte in termini realizzativi. Non banale, considerando che sono solo quattro le presenze dal primo minuto sui 11 giornate. Domani a Cremona Pellegrini sarà ancora titolare. […] La posizione del club è chiara: non è il momento di parlarne, semmai si vedrà a primavera inoltrata. Di fronte a ingaggi così pesanti – Pellegrini bonus compresi arriva a toccare i 6 milioni netti – non è troppo alto il rischio che il centrocampista trovi subito una squadra disposta a toccare quelle cifre. Così ragiona la società. E lo stesso accade con Dybala. Però, a pensarci bene, qualcosa rispetto ad agosto è cambiato. Fino a tre mesi fa una separazione a gennaio tra Pellegrini e il club era un’ipotesi altamente probabile. Oggi non più. Per dividere tra un mese e mezzo il binomio Pellegrini-Gasperini dovrebbe davvero arrivare l’offerta che ti cambia la vita. Ma un po’, a Lorenzo, è già cambiata.

(Corsera)

Hermoso si ferma, è da valutare. Ballottaggio Ferguson-Baldanzi

Vigilia di campionato per la Roma e ultimi dubbi di formazione da risolvere per Gasperini che oggi saprà se poter contare o meno su Hermoso. Non è al meglio per un piccolo problema muscolare e può essere risparmiato per la sfida di domani. […] Il castello difensivo che fino a questo momento è il migliore d’Europa (cinque i gol subiti come l’Arsenal) rischia di perdere un tassello. In caso di forfait è pronto a tornare dall’inizio Ziolkowski. Ha strappato applausi in Polonia per le ottime prestazioni con la maglia della nazionale e ha voglia di mettersi in mostra. […] L’altra soluzione, invece, è il ritorno di Celik sulla linea dei difensori ma l’idea di Gasp è quella di non toccare le fasce. Tutto dipenderà dalle condizioni di Hermoso che col passare dei mesi è diventato un titolare inamovibile. A luglio era ad un passo dall’addio poi il tecnico ha deciso in extremis di convocarlo per il ritiro estivo. Adesso è un pilastro, nei giorni scorsi l’entourage ha avuto un colloquio con Massara e si è parlato della possibilità di prolungare di un anno il contratto che è in scadenza nel 2027. Un’operazione che permetterebbe al club di spalmare l’ingaggio da 3,5 milioni e risparmiare. Lavori in corso. L’altro grande dubbio di formazione si sposta in attacco. Ferguson ha recuperato dal problema alla caviglia e si candida per un posto da titolare, ma il ballottaggio resta aperto con Baldanzi che potrebbe giocare falso nove. […] La coppia sulla trequarti sarà composta da Pellegrini e Soulé. Lorenzo va a caccia del terzo gol di fila, l’ultima volta che ci è riuscito era a gennaio 2024 con De Rossi in panchina. […] Angeliño è ancora ai box: migliorano le sue condizioni ma una data per il rientro ancora non c’è. […]

(Il Messaggero)

Viaggi da lupi

Chissà se con tutte le cose e i problemi che ha da risolvere a Lisbona, allenando il Benfica, a Mourinho capita ancora di dare ancora una sbirciata alla Roma. […] José, provando a pungolare la squadra, forte in casa e spaurita in trasferta, l’aveva spiegata così: «C’è poco da fare, qui c’è gente alla quale piace il conforto di casa perché gli manca la mamma o la nonna che gli fa il dolce». Ora immaginare Gasperini alle prese con i fornelli appare difficile e magari si può pensare che questa caratteristica – già registrata nei suoi 9 anni all’Atalanta (in sette stagioni su dieci ha fatto più punti in trasferta e lo scorso anno si è superato con 13 successi, 3 pari e altrettanti ko con più 42 gol segnati e appena 13 subiti) sia tutta farina del sacco del tecnico di Grugliasco. […] Andando a rileggere i risultati della Roma in tutto il 2025 ci si accorge, infatti, non senza un minimo di sorpresa, che lontano dall’Olimpico i giallorossi hanno registrato una media punti (2,33) seconda soltanto al Bayern Monaco (2,43) e uguale a quella del Barcellona. Che fine ha fatto quella squadra spaurita che anche dopo l’addio di Mou, era stata la bellezza di 13 trasferte senza mai
vincere anche con De Rossi e Juric, e aveva chiuso il 2024 con il magro bottino di 3 successi, 9 pareggi e 7 sconfitte raggranellando la misera media di 0,9 punti a partita? […] Merito di Gasp, del suo gioco che si sposa a perfezione con le squadre che in casa spesso vogliono “fare” la partita ma anche di una mentalità che pian piano si sta facendo largo, costruita sulla consapevolezza che dietro non si passa. La Roma ha costruito una difesa di ferro: nove clean sheet, nessuno meglio nei top 5 campionati. […]

(Il Messaggero)

Balbo: “Ho cresciuto Totti, imparava subito. Mazzone straordinario. Mandai a quel paese Zeman”

GASPORT – Abel Balbo, ex giocatore della Roma, tra le altre squadre, ha rilasciato un’intervista al quotidiano sportivo. Ha parlato del suo rapporto con la squadra giallorossa, con Totti, Zeman e non solo. Alcune delle sue parole:

A Udine è stato capocannoniere in B con 22 gol, ma li ha segnati pure in A. Guadagnandosi la Roma. Anche se doveva essere ceduto all’Inter. Ma a Milano ci fu un intoppo. Ricorda?
«Eccome. Ernesto Pellegrini mi invita a cena a casa sua. Serata bellissima. Siamo d’accordo su tutto. Prima di andar via mi chiede di fargli un autografo per la moglie che li collezionava. Firmo, ma scrivo malissimo. Alla moglie quella firma non piace. Salta tutto per questo. E mi prende la Roma».

La sua fortuna. Trova Carletto Mazzone. E diventa “El Killer”.
«A Roma mettono sempre i soprannomi. Mazzone? Straordinario, Unico. Un padre. Saggio, umano, generoso. Ci siamo divertiti. Era un periodaccio, perdevamo, facevo fatica a fare gol. Un giorno mi dice “A bello, te devi dà ‘na svegliata”. E me la sono data».

Con Zeman andò peggio. Ma è vero che gli diede del laziale quando la sostituì?
«Questa è leggenda. Semplicemente lo mandai a quel paese. Ero capitano. Non volevo mandarlo via. Anzi suggerii al presidente Sensi di rinnovargli il contratto. Lo fece. Quando lo incontrai da avversario con la maglia del Parma sorridemmo e mi disse “perché sei andato via?” Perché vinco, gli risposi»

Scudetto a Roma, coppa Uefa a Parma. A cosa tiene di più?
«Alle vittorie. Tutto quello che vinci è stupendo. Vincere è emozionante, anche lo scudetto con il Newell’s. A Roma l’anno dello scudetto del 2001 giocai poco, ma fu bellissimo. Grandi compagni. Beppe Giannini era un calciatore di alto livello».

Ha giocato pure con un giovanissimo Francesco Totti.
«L’ho cresciuto. Era in Primavera. Stupiva perché imparava subito. Come i campioni. Che le cose difficili le fanno facili».

Ha giocato pure con Diego Maradona.
«Il migliore in assoluto. È stato idolo, poi compagno, poi amico. Sensibile, mai una critica, aiutava tutti, anche sui contratti. Il dispiacere enorme è stato vederlo morire così. Triste. Giovane. Purtroppo non siamo riusciti ad aiutarlo neppure noi».

[…]

Ha ancora amici nel calcio?
«Lo sa che quello più caro è brasiliano e non argentino? E Aldair. Che fa la spola tra Roma e il Brasile per occuparsi di questioni di calcio che ama. Ma non ha ancora imparato a parlare bene l’italiano e deve decidere cosa fare da grande. Naturalmente
posso permettermi di scherzare: siamo veramente amici
».