Stephan El Shaarawy e Manu Koné proseguono i rispettivi programmi di recupero tra le mura del centro sportivo Fulvio Bernardini. A testimoniare l’impegno dei due calciatori è una foto pubblicata sui social proprio dal “Faraone”, che ha condiviso un selfie scattato nella palestra di Trigoria insieme al centrocampista francese, accompagnato da emoticon che simboleggiano forza e lavoro. Entrambi sono attualmente fermi ai box per problemi fisici di diversa natura: Koné sta smaltendo una lesione di secondo grado al bicipite femorale della gamba destra, mentre El Shaarawy è alle prese con la gestione di un’infiammazione al tendine d’Achille.
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Cassano: “Dissi a Totti che lo avrei fatto piangere. Dybala è un problema. Gasperini, risultati eccezionali ma non vedo il lavoro fatto a Bergamo”
MANA MANA SPORT – Antonio Cassano, ex giocatore della Roma, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni della radio dedicata ai colori giallorossi. Ecco le sue parole:
Come vedi questa Roma?
“Quando mi chiedono se mi fosse piaciuto essere allenato da Gasperini rispondo sempre: sì, da metà campo in su. Con lui devi correre e nei cinque anni in cui sono stato a Roma mi dava un po’ fastidio. Molta qualità, grande frustrazione quando dovevo correre, pochi trofei ma tanto divertimento. Gasperini a livello di risultati sta facendo un lavoro eccezionale, ma non vedo minimamente il lavoro che ha fatto all’Atalanta. Gli esterni che io vedevo a Bergamo: uno crossava, l’altro andava a far gol. Qui sono diversi. Gli attaccanti stanno facendo fatica, Malen qualcosa sta portando. In difesa, probabilmente, l’unico adatto a lui è Mancini. In mezzo al campo vedo Cristante che fa De Roon però l’Ederson della situazione non ce lo vedo in Koné. Non si addice in ciò che fa Gasperini. Il francese è un buon giocatore che porta tanto la palla. Poi c’è un altro problema, Dybala. Lo fa giocare a destra? Ammazzi Soulé. Lo fa giocare a sinistra? Lo metti fuori ruolo. Quando c’è Dybala in campo Soulé fa prestazioni poco brillanti. Non mi convincono tante cose della Roma, i risultati stanno dalla vostra parte ma non mi convince tanto questa filosofia gasperiniana, che io amo, nell’ottica futura della Roma”.
Tu non correvi: ma era un problema mentale?
“In tutta la mia carriera mi son sempre allenato, ma come volevo io e non si può. Mi allenavo piano, mi piaceva giocare con la palla. Era un calcio di qualità il nostro. A me piace tanto Gasperini da fuori. Da dentro, con lui che ti dice cosa devi fare, io come calciatore ho sempre detestato questi allenatori. Ho avuto scontri con Capello, Spalletti ecc. Io faccio quello che voglio. A Padel, non avendo talento, sono obbligato a correre. A calcio, avendo talento, dicevo agli altri di correre e venire ad abbracciarmi. Con Francesco (Totti, ndr) avevo un alchimia mai vista prima, una roba fantascientifica. Lui non sapeva dove io fossi, ma mi serviva nel migliore dei modi. Difficile spiegarlo a parole, era una cosa automatica. Ho avuto la fortuna di giocare con i migliori al mondo, ma l’affinità che ho avuto con Francesca non mi è mai capitata. Questa alchimia non credo che ricapiterà nel mondo del calcio”.
C’è una giocata, o partita, che rappresenta questo feeling con Totti?
“Roma-Juve, 4-0. Una roba senza logica, poteva finire anche 10-0. La cosa che mi faceva divertire di più era quella di far divertire la gente. Lo preferivo rispetto alla vittoria di trofei, gol”.
Nella Roma attuale vedi qualcuno che ti fa divertire o quei piedi là?
“Quei piedi là ce li avevo io, Francesco, Baggio. Quei piedi come ce li avevamo io e Totti non si rivedranno mai più. Oggi chi mi fa divertire nella Roma? Soulé, fa qualcosina. Dybala fa qualche buona prestazione ma non mi è mai piaciuto. Lasciamo stare gli infortuni. In Italia Dybala fa grande differenza ma è uno che non sa giocare spalle alla porta, non fa rendere al massimo il suo attaccante. Quando ero in campo io giocavo per rendere migliori i miei compagni. I vari Dybala, Leao non credo che fanno tirar fuori il massimo dai compagni. Giocano per sé, tirano fuori la giocata personale”.
Hai lasciato tanto a livello affettivo. C’è qualcuno offeso per Roma-Sampdoria, tu che ricordo hai di quell’atmosfera?
“Io stavo entrando all’Olimpico e lottavamo per il quarto posto. Il mio caro amico Vito Scala mi chiama dicendomi: “C’è Francesco che ti vuole negli spogliatoi”. Totti mi dice: ‘State facendo un buon campionato, ecc’. Io che vengo dalla strada gli chiedo di venire al succo del discorso e mi dice scherzando, anche se c’è sempre la verità in mezzo ai suoi scherzi: ‘Sai, se oggi vinciamo noi. Le altre tre le vincete. Noi vinciamo lo Scudetto, voi entrate in Coppa dei Campioni’. E io gli ho detto: ‘Oggi ti farò piangere e perdere lo Scudetto. Anche se non mi servissero i tre punti, si devono ricordare quelli che quando sono andato via mi hanno insultato e dette di tutti i colori. Io ti farò piangere come quelli che hanno fatto soffrire me’. Io ero e sono innamorato di Roma e della gente che mi ha amato e non di quella gente che mi ha insultato”.
Per noi è una ferita aperta. Si parla di un possibile ritorno di Totti in società. Ce lo vedi?
“Francesco in qualsiasi veste è sempre importante. Totti è la Roma e la Roma è Totti. Non gli devono far fare la sagoma, lui deve andare lì e sentirsi partecipe. Se deve fare un favore son convinto che non accetterà. Deve far qualcosa di operativo, tipo Zanetti all’Inter”.
Ufficiale la separazione De Zerbi-Marsiglia. Un parere sulla sua avventura?
“Mi dispiace per ciò che è accaduto. Roberto, prima del Marsiglia, ha rifiutato offerte con tanti soldi e squadre importanti in Germania, Italia e Inghilterra. Lui si sentiva affascinato dell’ambiente ma alla squadra gli mancava qualche componente. Lui si è preso tante responsabilità, ma va dato merito alla persona e son convinto che lui è uno dei migliori allenatori al mondo. Avrà sicuramente un’altra chance”.
Sulle polemiche arbitrali?
“Sono cinque anni che continuo a ripetere che il Var non serve a niente. Ha tolto emozioni, giudizio. Teniamolo solo per due cose: gol line tecnology e fuorigioco. Come nel calcio c’era Totti, Del Piero, Baggio ecc ci sono gli arbitri forti e quelli scarsi. Quando Daniele ha detto regolamento di m***a si è tenuto buono, ma ha detto la verità. Questo Var ha ammazzato il calcio. Uno fa gol e dopo tre minuti non si sa se posso esultare. Bisogna lasciare all’arbitro la decisione. Se sbaglia sta due giornate a casa, se è scarso arbitra in Serie B”.
Tu hai smesso di giocare troppo presto, cosa è successo?
“In questi anni poche volte mi è stata fatta questa domanda e ti ringrazio per avermela fatta. Ho smesso a 34 anni, ho fatto il ritiro di tre giorni con il Verona. Ero 10 chili in sovrappeso. Uno dalla tribuna mi dice: ‘Terun devi correre’. Da lì ho chiamato mia moglie e miei figli chiedendo loro di venire a prendermi, ci siamo fermati ad una trattoria a mangiare e li ho detto: ‘Basta, non voglio più giocare’. Il mio amore per il calcio sarà sempre infinito, nel 2016 il calcio stava cominciando a cambiare. Il mio calcio è stato il più bello e qualitativo. I migliori giocavano nel calcio e ho avuto la fortuna di giocare con tanti campioni. Dal 2014 in poi si correva di più, c’era troppa tattica e robe complicate. Non era più per me”.
Ti ha fatto effetto vedere Spalletti sulla panchina della Juventus?
“Per quale motivo dovrebbe farmi strano? Ha allenato la Roma, l’Inter e il Napoli. Ricordiamoci che nel 2004 il mio allenatore preferito disse: ‘Mai alla Juve’. Il giorno dopo era alla Juve. Quando arrivano soldi e squadre importanti accettano tutti. In pochi rimangono per sempre nelle stesse squadre, forse dieci personaggi nel mondo del calcio”.
Un messaggio a quella fetta di tifosi romanisti che ti è rimasta nel tuo cuore?
“Io ho scelto la Roma e non la Juve. Io amo Roma, tifo Roma come Inter, Sampdoria ecc. Quando facevo gol anche coloro che mi odiavano mi volevano bene. Voglio bene a tutti i tifosi della Roma, forza Roma sempre”.
(romasport.eu)
Milan, De Winter: “Il gol alla Roma un momento molto bello, c’era la mia famiglia allo stadio”
Koni De Winter, difensore del Milan, ha rilasciato un’intervista ai canali ufficiali del club rossonero. Il centrale ha risposto a diverse domande e tra queste ha parlato anche del gol segnato alla Roma: “Ero molto contento per me e per la squadra: un momento molto bello perché c’era anche la mia famiglia allo stadio. Sono momenti che sono belli per la mia carriera e anche per la mia vita sono molto importanti“.
Primavera, Guidi: “Gara da pareggio. Dopo gennaio la rosa si è ristretta, c’è da raschiare il fondo del barile”
Federico Guidi, allenatore della Roma Primavera, ha parlato ai canali ufficiali del club e ha commentato la sconfitta in Coppa Italia contro il Parma. Ecco le sue dichiarazioni:
C’è un po’ di rammarico, soprattutto per la beffa del gol subito quasi al novantesimo.
“Dispiace perché avevamo avuto le occasioni per andare in vantaggio, soprattutto con Di Nunzio e Carlaccini, altre potenziali dove abbiamo sbagliato l’ultimo passaggio ed eravamo in superiorità numerica al limite dell’area. Queste sono le partite di calcio, loro sono stati bravi a capitalizzare un nostro errore a due minuti dalla fine, poi avevano avuto anche loro delle occasioni su errori nostri. Era una partita da pareggio, la squadra meritava di giocarsela almeno ai calci di rigore, sono esperienze che ci torneranno utili nel nostro cammino“.
Forse la Roma le occasioni le ha un po’ più costruite, loro hanno cercato di capitalizzare, qualche errore anche di Nardin che evidentemente non stava bene.
“Nardin ha voluto esserci, nonostante un piccolo fastidio. Su quell’errore lì chiaramente ha avuto il problema fisico che poi si è riproposto. Ma i ragazzi meritano applausi, siamo risicati all’osso con tantissimi impegni. Calciatori che mancano, dopo gennaio la rosa si è ristretta, quindi tanti devono fare gli straordinari in ruoli e posizioni non consone. Questo è successo a Nardin, ma anche a Carlaccini. Peccato per l’errore nell’ultimo minuto, ma questo non toglie nulla a ciò che ha fatto nei restanti 75 minuti. Pur non giocando nel suo ruolo, ha fatto la prestazione. C’è da raschiare il barile, tirare fuori ogni energia, anche da chi ha avuto meno minutaggio finora deve dimostrare di meritare la maglia della Roma. Questo sarà il nostro mood da qui alla fine della stagione. Tutti avranno possibilità di giocare e di dimostrare“.
La prestazione dei ragazzi non manca mai.
“Queste sono le soddisfazioni. Vanno sottolineate la professionalità, l’umiltà, la concentrazione di questo gruppo, composto da calciatori che si allenano alla massima intensità e sono vogliosi di migliorare. Poi l’identità la riportano sul campo, nonostante debbano giocare in ruoli non usuali, ma questo gli tornerà utile nel loro percorso di crescita, mi auguro ambito in professionistico“.
E ora vi aspetta un finale di campionato in un torneo che sembra non avere padroni.
“Sarà un finale di stagione in cui ci giocheremo le partite punto a punto. Siamo gli unici ad aver cambiato tanto senza speculare tanto sul campionato Primavera. Sono usciti giocatori che sono andati a cimentarsi in squadre professionistiche. Mi riferisco a Sangaré che è andato nella Liga, a Coletta ad agosto, a Romano che sta giocando molto bene con lo Spezia in Serie B, oltre a qualcuno che aveva meno minutaggio. Questo lo abbiamo fatto per dare loro la possibilità di continuare a migliorare e di fare uno step successivo, magari per rivestire in futuro la maglia della Roma della prima squadra. Ora tocca agli altri a far sì che si possa essere sempre competitivi, protagonisti, magari non perdere lo standard di qualità che ha mostrato la squadra fino ad oggi“.
(asroma.com)
Addio alla Superlega, intesa tra Uefa, EFC e Real Madrid: “Raggiunto un accordo di principi per il benessere dei club europei”
Con un comunicato congiunto, Uefa, EFC e Real Madrid, hanno comunicato di aver trovato un accordo che mirerà al benessere del calcio europeo in particolare sulla sostenibilità a lungo termine e l’esperienza dei tifosi e che pone di fatto fine al progetto delal Superlega. Ecco quanto si legge nel comunicato: “Dopo mesi di discussioni condotte nel miglior interesse del calcio europeo, l’UEFA, i Club di Calcio Europei (EFC) e il Real Madrid CF annunciano di aver raggiunto un accordo di principi per il benessere del calcio di club europeo, rispettando il principio del merito sportivo con enfasi sulla sostenibilità a lungo termine dei club e sul miglioramento dell’esperienza dei tifosi attraverso l’uso della tecnologia. Questo accordo di principi servirà anche a risolvere le loro controversie legali relative alla Superlega Europea, non appena tali principi saranno eseguiti e implementati.”
(uefa.com)
Atletico Mineiro, il CEO Bracks: “In questa sessione abbiamo perso una trattativa di mercato con la Roma”
HG PLAY – Paul Bracks, CEO dell’Atletico Mineiro, ha svelato alcuni dettagli sulle trattative condotte dal club, tra cui un duello di mercato con la Roma. Le sue parole: “Abbiamo portato avanti molte operazioni in questa sessione. Ne abbiamo persa una con la Roma e una con la Juventus”. L’Atletico Mineiro avrebbe provato ad inserirsi per Malen, ma l’esterno olandese avrebbe preferito trasferirsi alla Roma per restare in Europa.
Cassano elegge il “Re di Roma”: “Ma cosa abbiamo scoperto, l’acqua calda”
Cassano ha stilato la sua personale classifica in vista dello sbarco a Roma di Viva El Futbol, che farà tappa il prossimo 23 febbraio all’Auditorium Conciliazione.
Sul palco ci saranno anche Lele Adani e Nicola Ventola, con la conduzione di Corrado Tedeschi. Uno spettacolo che va oltre il semplice format digitale: dibattiti accesi, aneddoti, ironia e confronto diretto con il pubblico, in un evento che ha già registrato numeri importanti, superando i 20 milioni di visualizzazioni sui social e riempiendo teatri in tutta Italia.
Subito dietro al Re indiscusso della capitale, che l’ex giocatore giallorosso ha commentato, dicendo: “Francesco Totti, ma cosa abbiamo scoperto, l’acqua calda” (ride, ndr), nella sua speciale top della storia romanista, trovano spazio nomi che hanno scritto pagine indelebili del club:
tra i tanti, Daniele De Rossi, simbolo di romanità e leadership; Paulo Roberto Falcao, protagonista dello scudetto del 1983; Gabriel Omar Batistuta, bomber decisivo nell’annata del titolo del 2001; Bruno Conti, “Era un esterno geniale”, campione del mondo nel 1983 e tra i trascinatori dello scudetto del 1983; e Vincenzo Montella, preferito anche ad Agostino Di Bartolomei ed Edin Dzeko: “Non ho mai visto Di Bartolomei, probabilmente per i romanisti lui, ma per me l’aeroplanino. Mi piace tanto Dzeko, però Vincenzo era tanta roba”, decisivo nello scudetto del 2001
🟡🔴👑Antonio #Cassano elegge il "Re della Capitale", il miglior giocatore nella storia della #ASRoma
— laroma24.it (@LAROMA24) February 11, 2026
🗣️"Cosa abbiamo scoperto, l'acqua calda?" pic.twitter.com/UT7PFf9DSP
Cosa ci hanno raccontato le prime apparizioni di Malen con la maglia della Roma
L’impatto di un acquisto di gennaio si misura in fretta, spesso troppo in fretta. Ma nel caso di Donyell Malen, le prime apparizioni con la Roma hanno già raccontato qualcosa di concreto: non solo l’idea tecnica dietro l’operazione, ma anche una possibile traiettoria per la seconda parte di stagione. Il club lo ha preso in prestito dall’Aston Villa con diritto di riscatto, puntando su un attaccante nel pieno dell’età e con un bagaglio europeo importante.
Un acquisto estremamente funzionale
La Roma di Gian Piero Gasperini, per principi, vive di ritmo, aggressività, riconquista alta e attacchi verticali. La struttura base più ricorrente è stata un 3-4-2-1, con ampiezza garantita dagli esterni e densità tra le linee data dai due trequartisti. In un contesto simile, Malen non è semplicemente “un uomo in più” davanti: è un profilo che può rendere più credibile l’idea di calcio dell’allenatore, perché porta una dote che non si improvvisa: lo strappo in profondità, attaccando il lato debole e la linea alle spalle dei centrali.
La fotografia della stagione romanista fin qui è eloquente: una squadra stabilmente ai vertici della classifica con numeri difensivi solidi, ma con una produzione offensiva non sempre all’altezza delle ambizioni. Tradotto: margine di crescita soprattutto negli ultimi 30 metri, dove servono soluzioni diverse oltre al talento dei singoli.
L’esordio col botto a Torino
La prima vera “presentazione” è arrivata subito, in campionato: Malen titolare a Torino e gol all’esordio, dentro una vittoria pesante anche per classifica e fiducia. La rete non è stata solo un episodio, ma ha mostrato due aspetti chiave per capire come può essere impiegato.
- Attacco dello spazio: Malen è partito sul tempo, andando a ricevere in corsa e finalizzando con freddezza. In un calcio come quello di Gasperini, dove l’uscita palla serve spesso a liberare un taglio e non a palleggiare per estetica, questo tipo di minaccia costante è fondamentale.
- Connessione con i creativi: l’azione nasce dall’asse con Dybala, che lo manda dentro. Qui emerge un potenziale importante: se la Roma riesce a far convivere una sorgente di gioco con un finalizzatore mobile che attacca la profondità, diventa più difficile da leggere e più efficace quando recupera palla.
In sintesi, già alla prima in Serie A Malen ha dato una risposta concreta: può alzare la qualità delle transizioni e la pericolosità dei movimenti senza palla, due aspetti che nelle squadre di Gasperini fanno spesso la differenza tra una buona prestazione e una partita realmente indirizzata.
Un valore aggiunto (sia tecnico che tattico)
Sul piano tecnico, Malen può essere determinante in tre aree specifiche:
- Finalizzazione in corsa: non è un centravanti statico da spalle alla porta; rende di più quando può attaccare campo e difesa in movimento. Questo completa un reparto che, nelle gare più bloccate, rischia di diventare troppo prevedibile.
- Attacchi sul secondo palo: con esterni che spingono e cross tesi, un attaccante che arriva forte sul lato cieco dei difensori aumenta il numero di gol “sporchi”, spesso decisivi.
- Pressione e riaggressione: nelle squadre di Gasperini l’attaccante è anche il primo difensore. Malen, per gamba e intensità, può sostenere questo lavoro, soprattutto quando la Roma vuole tenere gli avversari lontani dalla propria area.
Dal punto di vista tattico, Malen amplia le soluzioni senza costringere la Roma a cambiare pelle:
- Punta nel 3-4-2-1: la collocazione più immediata, ideale per attaccare la profondità sfruttando la rifinitura dei due sottopunta.
- Seconda punta o trequartista di gamba: nelle partite che richiedono un mix tra palleggio e strappi, può partire più largo o più basso e poi convergere.
- Soluzioni più offensive a gara in corso: quando serve alzare il baricentro, la Roma può aumentare il peso offensivo senza stravolgere principi e marcature.
Questo aspetto diventa centrale anche in relazione alle competizioni europee. La Roma ha dimostrato di saper soffrire e gestire partite tese, ma per alzare ulteriormente l’asticella avrà bisogno di maggiore incisività negli ultimi metri.
Potenzialmente determinante per la seconda parte di stagione
Da gennaio in poi, le stagioni si decidono sui dettagli ripetuti: un gol che sblocca una trasferta, un movimento che apre una partita chiusa, una pressione che costringe all’errore.
Malen può diventare determinante per la Roma soprattutto in due scenari ricorrenti: quando serve verticalità immediata contro squadre aggressive e quando occorre una minaccia costante alle spalle di difese basse e compatte. Il gol all’esordio non è una garanzia assoluta, ma è un segnale chiaro: l’inserimento è stato rapido, l’impatto immediato e la compatibilità con l’idea di Gasperini già evidente.
Se la Roma vuole trasformare un’ottima prima metà di stagione in una seconda parte davvero incisiva, in campionato e in Europa, dovrà aumentare l’efficienza offensiva senza perdere equilibrio, anche perché secondo le valutazioni sulle scommesse delle partite di calcio, i giallorossi sono persino tra le favorite per la vittoria dell’Europa League. Malen sembra il profilo giusto per un salto di qualità: meno estetica, più sostanza. Ed è spesso questa la differenza tra una buona stagione e una stagione che lascia il segno.
Coppa Italia, Napoli-Como: avanza la squadra di Fabregas dopo i calci di rigore
Como in semifinale di Coppa Italia” eliminato il Napoli al termine della lotteria dei calci di rigore. Antonio Conte aveva optato per il turnover nel match di Coppa Italia. Il Napoli, prossimo avversario dei giallorossi in campionato, è sceso in campo alle 2 e il tecnico aveva deciso di far riposare Spinazzola, Gutierrez e Politano, oltre all’assente McTominay, ma durante il match hanno trovato tutti minuti. Entrato anche Lukaku: l’ex Roma ha anche sbagliato uno dei rigori della lotteria.
Primavera, Guidi: “Vogliamo essere protagonisti anche in Coppa. Il Parma è una squadra esperta, sarà difficile”
Dopo il pareggio in campionato contro il Genoa, la Roma Primavera torna subito in campo per un appuntamento da non fallire. Domani, mercoledì 11 febbraio alle ore 14:00, i giallorossi ospiteranno il Parma allo Stadio Tre Fontane per i quarti di finale di Coppa Italia Primavera. La gara, ad eliminazione diretta, sarà trasmessa in diretta sul canale YouTube ufficiale del club.
Alla vigilia del match, il tecnico Federico Guidi ha rilasciato alcune dichiarazioni ai canali ufficiali della società.
Si torna a giocare la Coppa Italia, competizione alla quale la Roma tiene molto. Qual è lo spirito?
“In Coppa Italia come in campionato la Roma vuole essere protagonista perché sono tutte opportunità importanti per i calciatori per continuare a crescere e per mettersi in evidenza. Cercheremo di affrontare questa partita al massimo delle nostre potenzialità, come abbiamo sempre fatto”.
Quarto di finale molto difficile: il Parma è tra le squadre che più stanno impressionando in questa stagione. È così?
“Il Parma è una delle squadre più forti del campionato dal punto di vista fisico e dal punto di vista tecnico, una squadra estremamente esperta con tantissimi calciatori al limite di età. Sappiamo che sarà una sfida veramente difficile e complicata, come lo è stata la prima partita della stagione in campionato a Parma. In quella occasione abbiamo avuto subito la sensazione di avere di fronte una squadra estremamente pronta, sicuramente una delle pretendenti allo scudetto. Il tabellone della Coppa Italia ci mette di fronte una squadra forte al quarto di finale, lo faremo davanti ai nostri tifosi, sul nostro campo e cercheremo di fare una prestazione superlativa per battere una squadra che ti può mettere in difficoltà in qualsiasi momento con giocate individuali o sulle palle inattive. Servirà molta attenzione e soprattutto servirà una Roma capace di giocare con intensità e grande abilità tecnica”.
Si giocherà in gara unica: quanto sarà importante capire i diversi momenti della partita e reagire di conseguenza?
“Ci giochiamo l’accesso alla semifinale in gara unica e questo significa che la squadra dovrà affrontare ogni singola situazione di gioco con grande attenzione perché ogni episodio può essere decisivo. Non ci saranno i tempi supplementari in caso di pareggio, perciò dovremo trovare le energie fisiche e nervose per rimanere in partita fino alla fine ed affrontare poi eventualmente i calci di rigore. Dobbiamo cercare di giocare come squadra, divertendoci e mettendo in evidenza le nostre qualità”.
(asroma.com)