Cremonese, il ds Giacchetta: “Gasperini è il top player della Roma, sta scrivendo una pagina della storia del club”

RADIO RADIO – Simone Giacchetta, direttore sportivo della Cremonese, ha rilasciato un’intervista all’emittente radiofonica e tra i vari temi toccati si è soffermato sulla Roma di Gian Piero Gasperini (prossimo avversario dei grigiorossi in campionato). Ecco le sue dichiarazioni.

Come aspettate la partita della Roma? Immaginava un inizio così da parte dei giallorossi?
“La Roma è una delle migliori squadre del campionato italiano, è capace di fare percorsi importante ma anche di incontrare pause inaspettate. La Roma di Gasperini però ha una mentalità tipica dell’allenatore, ha un gioco molto aggressivo e sta facendo un cammino di altissimo livello. Forse nemmeno i giocatori e i tifosi si aspettavano questa partenza, ma la Roma ha tanta qualità e idee chiare dell’allenatore, il quale è un vincente nella mentalità”.

Può competere per lo scudetto fino alla fine?
“Il campionato è lunghissimo, ora è presto per fare proclami importanti. Oggi siamo ancora nella fase dei pronostici. Il campionato italiano ha tanti trabocchetti…”.

Gasperini è l’uomo che fa la differenza nella Roma?
“Sapete quanto sia difficile fare bene a Roma. Gasperini sta scrivendo una pagina della storia della Roma in 3/4 mesi, il vero top player è lui. Con la sua personalità, idea di calcio e voglia di andare a vincere le partite ha coinvolto tutti i giocatori e loro si riconoscono in questa mentalità”.

Calendario Serie A, perché certi periodi della stagione sono più pericolosi per le squadre

Quando si guarda una stagione di Serie A dall’esterno, il calendario può sembrare lineare: una partita a settimana, qualche impegno infrasettimanale, poi la lunga corsa verso la primavera. In realtà, chi vive il calcio da dentro sa che non tutti i periodi dell’anno hanno lo stesso peso. Ci sono settimane che scorrono come acqua, e altre che sembrano montagne da scalare, con tre gare in pochi giorni, viaggi, condizioni meteo variabili e l’obbligo di mantenere concentrazione e intensità nonostante la stanchezza.

Le settimane che lasciano il segno

Ogni stagione ha quei momenti che, puntualmente, spostano gli equilibri. Il primo di tutti arriva spesso dopo una pausa: rientri dalle nazionali, piccoli acciacchi, ritmi spezzati. È il periodo in cui molte squadre faticano a ritrovare fluidità, mentre altre sembrano beneficiare della sosta più di altre. Non si tratta solo di preparazione atletica ma dipende da chi ha viaggiato, da chi ha accumulato minuti, da chi è tornato in condizione e da chi ha bisogno di una gara per riallinearsi.

Poi c’è il blocco in cui si sovrappongono campionato e competizioni europee. Tre partite in sette giorni non sono solo una sfida fisica ma anche mentale. Le rotazioni diventano inevitabili, l’intensità cala in certe zone di campo e il margine d’errore si riduce.

Perché certi incastri cambiano totalmente una squadra

Quando il calendario si stringe, le squadre più aggressive devono scegliere quando spingere e quando gestire. Quelle che basano il proprio gioco su transizioni veloci pagano il prezzo dei campi pesanti e dei viaggi. Gli allenatori, più che scegliere la formazione migliore, devono scegliere quella più sostenibile.

È in questi incastri che nascono le famose “partite trappola, cioè gare sulla carta semplici che diventano complicate, oppure big match che sembrano andare in direzione opposta al pronostico.

Viaggi, recupero e piccoli dettagli che fanno la differenza

Dietro quei 90 minuti c’è un mondo nascosto che influenza qualità e intensità. Le trasferte europee, ad esempio, richiedono ore di volo, routine interrotte, sonno ridotto e tempi di recupero compressi. Lo stesso vale per chi gioca fuori casa in campi pesanti o in condizioni meteo difficili, la fatica si accumula più velocemente e, senza rotazioni, diventa un problema.

In molte squadre, il recupero non finisce mai con nutrizione mirata, lavoro di scarico, valutazioni interne, test neuromuscolari e programmazione dei minutaggi. Tutto per arrivare alla partita successiva con un livello di brillantezza accettabile. Alcuni calciatori reggono bene i cicli ravvicinati, altri hanno bisogno di più tempo per ritrovare le sensazioni giuste. È qui che si vedono le differenze tra i gruppi che gestiscono la stagione e quelli che la subiscono.

Leggere i match nei periodi più intensi

Quando si arriva in quei momenti in cui il calendario pesa, anche l’analisi delle partite cambia. Le aspettative di rendimento non dipendono solo dalla forza delle due squadre ma da una serie di fattori che raramente si vedono a occhio nudo: chi ha giocato di più, chi ha viaggiato, chi sta recuperando da un infortunio, chi ha energia per sostenere alta intensità per 90 minuti.

In queste fasi è utile osservare anche come cambiano le valutazioni pre-partita. Strumenti come tabella di comparazione quote mostrano spesso variazioni interessanti nei match inseriti in cicli congestionati, squadre favorite che diventano meno solide, altre che recuperano terreno, partite che sentono il peso delle rotazioni.

Quando una squadra sembra diversa da una settimana all’altra

Molto spesso una squadra convince la domenica, poi crolla il mercoledì, e torna competitiva tre giorni dopo. Da fuori sembra incoerenza, ma dentro lo spogliatoio la spiegazione è semplice, le energie non sono mai distribuite in modo uniforme. Una partita può essere preparata per spingere forte, quella successiva per gestire, quella dopo ancora per recuperare certezze.

Il finale di stagione e il peso reale del calendario

Negli ultimi due mesi di campionato la dimensione fisica non basta più per spiegare ciò che vediamo in campo. Qui il calcio si sposta su un piano mentale, emotivo, quasi psicologico. Le squadre entrano in una fase in cui ogni punto pesa, gli obiettivi iniziano a trasformarsi in pressione e il margine d’errore si riduce a una manciata di dettagli. È il momento in cui le partite cominciano ad assomigliarsi sempre meno, dove gli avversari che lottano per la salvezza giocano con una disperazione che cambia i ritmi, quelli che inseguono l’Europa aumentano aggressività e nervi, e chi lotta per lo scudetto deve convivere con l’idea che un pareggio possa valere quanto una sconfitta.

In questo contesto, il calendario della Serie A diventa un fattore ingombrante. Le gare ravvicinate, i turni infrasettimanali e le trasferte complesse sottraggono energie proprio nel momento in cui servirebbe lucidità. Il campionato, alla fine, non è una linea continua ma una sequenza irregolare di momenti carichi di energie diverse. Comprendere quali periodi della stagione sono più pericolosi significa interpretare la Serie A con uno sguardo più completo. Ed è proprio in questa lettura che si vede quanto il calendario possa influenzare eventuali sorprese e cadute inattese lungo il campionato.

Femminile, Greggi: “La vittoria del Derby ci darà la carica per affrontare il Leuven” (VIDEO)

Giada Greggi, una delle leader tecniche della Roma Femminile, ha risposto alle domande dei canali del club in vista dell’impegno di domani contro il Leuven. Le sue parole:

Partita importantissima sotto tanti punti di vista, il fatto di rimanere prime in classifica, sappiamo quanto conti il derby a Roma, dobbiamo trasformare questa carica in concentrazione e pensare all’impegno contro il Leuven e continuare con questo atteggiamento“.

Le difficoltà di affrontare la squadra belga?
Si tratta di una squadra tosta, aggressiva, giochiamo a casa loro, sono in una discreta posizione al momento e vorranno fare tre punti. Sono una squadra dinamica, dovremo avere la consapevolezza e la capacità di mantenere la calma e la lucidità nelle occasioni che ci capiteranno“.

Cosa vi sta mancando?
Sapevamo che sarebbe stato un girone difficile, abbiamo affrontato top squadre, già contro il Valerenga c’è stato un atteggiamento positivo. C’è stata una crescita ma dobbiamo continuare a lavorare“.

Femminile, Rossettini: “Nel derby prova di grande crescita di gioco. Non ci poniamo obiettivi: guardiamo partita dopo partita”

Domani la Roma scenderà in campo contro il Leuven in una gara di Women’s Champions League. Mister Rossettini ha risposto alle domande della stampa nella conferenza pre-partita. Le sue parole:

Domenica si è ritrovato a gestire un’occasione forse mai gestita prima, l’episodio con Dragoni: cosa vi siete detti dopo l’accaduto?
«Non mi era mai capitato nelle modalità in cui si è sviluppato, ma ciò che accade fuori non intacca me, non intacca lo staff e non deve intaccare la squadra. Quello che ci interessa è il benessere e la protezione assoluta delle giocatrici. Con Giulia il rapporto è molto bello: è una professionista esemplare. Pochi giorni prima della partita con la Lazio abbiamo fatto il punto sul suo inizio di stagione. È una giocatrice che ha giocato tanti minuti, quasi 400, con tre presenze da titolare. In Champions non era ancora partita dall’inizio e, infatti, nel nostro programma era previsto che fosse titolare nella prossima gara a Leuven, e così sarà. Non abbiamo avuto bisogno di chiarirci perché non c’è nulla da chiarire. Ciò che è fuori rimane fuori. Quello che ci interessa è continuare a lavorare, continuare a migliorare come singole giocatrici e continuare a crescere come squadra».

Il cammino in Champions è già segnato o ci sono ancora margini? E come sceglierà la formazione?
«Intanto non penso che il cammino sia segnato, perché ci sono ancora nove punti disponibili. Quindi ce la giocheremo, come ho già detto, mettendo in campo le nostre migliori possibilità. Lo stesso vale per la scelta della formazione: cercheremo di schierare la miglior squadra possibile tenendo conto di tutto, chiaramente dei minutaggi, delle fatiche accumulate e dei recuperi delle ragazze in questi giorni. Considerando ogni aspetto, la formazione che andrà in campo sarà la migliore possibile per provare a vincere la partita».

Cosa dovete portarvi in campo dal derby vinto domani?
«Diciamo che quello che ci aspettavamo era una reazione anche dal punto di vista dei risultati. La reazione l’ho vista subito dopo la partita con il Vålerenga: la prestazione c’è stata, abbiamo creato tanto, ma purtroppo siamo tornati a casa senza punti. Questo dispiacere ha caricato le ragazze in vista del derby, dove hanno dato una prova di grande crescita del gioco, creando ancora molte occasioni e, nel finale, mostrando grande coesione e grande cuore in una fase conclusiva abbastanza sofferta, con la Lazio che provava a cambiare l’andamento della partita sullo 0-1. Portiamo in questa partita la consapevolezza dei progressi che stiamo facendo: stiamo creando tanto, e anche in Champions, contro certe squadre, possiamo dettare il gioco e comandare l’andamento della gara. Sicuramente dobbiamo migliorare nella realizzazione, perché creiamo davvero molto rispetto a quanto poi riusciamo a finalizzare. Le ragazze lo sanno e si stanno allenando molto bene. Stiamo aumentando le percentuali in allenamento nei lavori proposti e nelle esercitazioni sulla finalizzazione. Sono convinto che il lavoro, alla fine, paga. E speriamo che già da domani sera possiamo essere tutti più felici».

Qual è l’obiettivo della Roma in questa Champions e come si affronta questo momento?
«Non ci poniamo obiettivi a lungo termine: il nostro inizio di stagione, la nostra stagione, ci impongono di guardare partita dopo partita. Finora, in Champions, in tre gare abbiamo raccolto zero punti, quindi l’obiettivo di domani è provare a fare risultato: uno, o tre sarebbe meglio. E da lì guarderemo al Como e ai successivi impegni europei. È chiaro che bisogna essere realisti: è una competizione difficile, di massimo livello, e sta creando un bagaglio di esperienze di cui le ragazze hanno bisogno, anche perché la squadra è cambiata molto, ci sono tante giovani e stiamo vivendo un momento particolare con diversi infortuni gravi che ci stanno condizionando. Questo ci costringe, in alcune posizioni, a chiedere alle ragazze minutaggi straordinari. Guardiamo la partita di domani con entusiasmo, ma anche con la giusta attenzione, e cercheremo di dare il nostro meglio per provare a portare a casa i primi punti in questa competizione».

C’è una grande differenza di intensità tra campionato e Champions League?
«Non ritengo che ci sia una grande differenza d’intensità tra il campionato e la Champions. Chiaramente l’avversario determina l’andamento della partita: le prime due gare europee sono state in larga parte difensive, perché avevamo davanti avversari di altissimo livello. La partita contro il Vålerenga, secondo me, è stata sulla falsa riga di quella con la Lazio, con le stesse dinamiche: tante occasioni create, un buon predominio nel possesso palla, un buon controllo del campo. Quindi non vedo realmente questa differenza. Sicuramente l’avversario influisce su ciò che la squadra riesce a proporre, sia per intensità di pressione sia per proposta di gioco. Noi stiamo lavorando fin dalla prima partita di Champions per trovare la stessa intensità che affrontiamo contro le migliori squadre e riportarla in allenamento, per poi provare a restituirla all’avversario di turno».

Come valuta l’esordio di Oladipo e la crescita del reparto difensivo?
«Oladipo non aveva mai giocato, però ci tengo a valorizzare anche le prestazioni di Valdezade, che insieme a lei sta crescendo e fornendo ottime prestazioni. Oladipo è una ragazza molto giovane, con pochi minuti di esperienza in campo, ma ha dimostrato fin da subito grande applicazione, intelligenza e volontà di mettersi a disposizione. Penso che la sua prima prestazione, esordendo contro la squadra più forte del mondo, abbia dato un saggio delle qualità che possiede. Deve lavorare molto, crescere, e bisogna darle tempo e spazio per farlo. Ma Oladipo ha potuto fare una grande partita perché accanto aveva compagne che l’hanno aiutata, una squadra che lavora anche per lei. Questo vale per tutte: se la singola riesce a esprimersi al meglio è perché intorno ha un gruppo che la sostiene, che lavora per lei ed è disposto a sacrificarsi. Con Oladipo ci prenderemo il tempo necessario: giocherà le partite che dovrà giocare, e sicuramente ci saranno anche dei passaggi a vuoto. Ma abbiamo grande fiducia in lei e crediamo possa crescere molto e diventare un difensore davvero forte».

Lazio, arriva il nuovo falconiere, ma è polemica: sui social aveva scritto “Lazio m***a” e “Quanto manchi all’Italia Benito mio…” (FOTO)

Comincia decisamente male l’avventura alla Lazio di Giacomo Garruto, il nuovo falconiere. Sui social sono infatti spuntati alcuni sui vecchi post nei quali si esprimeva volgarmente nei confronti del club biancoceleste e lasciava emergere un senso di nostalgia nei confronti di Benito (ovviamente Mussolini): «Quanto manchi all’Italia Benito mio…», si legge in uno di questi, del 2018. Il tribunale dei social ha così rapidamente condannato lui, esattamente come il club, colpevoli di non essersi per lo meno tutelati in tal senso, assicurandosi di non incappare in situazioni spiacevoli come questa. […]

(roma.corriere.it)

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Non solo la frase su Mussolini: una pagina laziale, Aroundlazio, ha pubblicato su Instagram un vecchio post del nuovo falconiere biancoceleste, nel quale Garruto festeggia per un gol di Balotelli e aggiunge “Lazio m***a“, tra le altre cose.

Juventus-Roma: info biglietti. Settore ospiti in vendita da martedì

Il prossimo 20 dicembre la Roma sarà impegnata all‘Allianz Stadium contro la Juventus di Luciano Spalletti. E il club bianconero ha reso note le modalità di vendita per quanto riguarda il settore ospiti: i tagliandi riservati ai tifosi giallorossi saranno in vendita da martedì 25 novembre alle ore 15:00 al costo di 45 euro. Soltanto i possessori della tessera di fidelizzazione della Roma potranno acquistare i biglietti.

(juventus.com)

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Marocco, El Aynaoui: “Possiamo vincere la Coppa d’Africa, giocare in casa sarà un vantaggio”

In vista della Coppa d’Africa, dove sarà protagonista con il suo Marocco, Neil El Aynaoui ha rilasciato alcune dichiarazioni al portale dedicato al calcio africano. Le sue parole: “Entrare a far parte della nazionale è stato un sogno che sí è avverato per me. L’atmosfera nel gruppo è fantastica, e lo staff tecnico e i giocatori mi hanno accolto sempre molto bene. Questo mi ha permesso di integrarmi rapidamente. La nazionale è un grande onore per me e vedo grandi opportunità per raggiungere traguardi importanti in futuro. Credo che la nazionale sia pronta a competere per il titolo della Coppa d’Africa. Abbiamo una squadra molto forte, con talenti di altissimo livello e grande armonia. Gli allenamenti sono intensi e siamo pronti a dare tutta. Giocare in casa e davanti ai nostri tifosi sarà un enorme vantaggio. Il nostro obiettivo è semplice: vincere il torneo e rendere felice il popolo marocchino. Le mie ambizioni sono alte. Entrare in nazionale è stato un passo importante. Voglio continuare a migliorare, lavorare sodo e contribuire ai successi futuri della squadra. La cosa più importante è rendere felici i tifosi marocchini e vincere trofei”

(africatopsports.com)

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Femminile, le convocate di Rossettini per il Leuven: out Heatley, Haavi e Van Diemen

Dopo la vittoria nel derby, domani alle 21:00 la Roma Femminile sarà impegnata in Belgio contro il Leuven, nel match valido per la 4a giornata della fase campionato di Women’s Champions League. Non ci sarà Heatley, che ha ottenuto dal club il permesso di tornare a casa per problemi familiari. Out anche le infortunate Haavi, che verrà operata nei prossimi giorni, e Van Diemen, reduce dall’operazione alla caviglia. Queste le convocate del tecnico Rossettini:

Babajide, Baldi, Bergamaschi, Cherubini, Corelli, Di Guglielmo, Dragoni, Galli, Giugliano, Greggi, Kuhl, Lukasova, Oladipo, Pandini, Pante, Pilgrim  , Rieke, Soggiu, Thogersen, Valdezate, Veje, Viens

(asroma.com)

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Premio Beppe Viola: Mancini tra i vincitori, c’è anche Nela. Lunedì alle 17 la premiazione

Nella mattinata odierna è andata in scena la conferenza stampa di presentazione della quarantaduesima edizione del “Premio di Cultura Sportiva Beppe Viola” e sono stati svelati i vincitori: nella lista c’è anche Gianluca Mancini e lunedì 24 novembre alle ore 17 si terrà la premiazione al Salone d’Onore del CONI. Oltre al difensore della Roma, riceveranno un premio anche Alessio Romagnoli, Javier Zanetti, Mauro Fusano, Maurizio Stirpe, Alberto Rimedio, Sebino Nela, Diana Bianchedi, Elisabetta Esposito e Manuela Olivieri.

“Parliamo di uno dei premi più longevi della storia e che porta il nome di uno dei giganti del giornalismo italiano – le dichiarazioni del presidente della FIGC Gabriele Gravina -. Questo evento dimostra quanto sia importante valorizzare la memoria di un uomo straordinario. Beppe Viola ci manca tantissimo, è un periodo in cui la comunicazione si è un po’ adagiata su modalità di comodo anche a causa dei social. Parliamo di una comunicazione sempre più cattiva, arrogante e prepotente. Ci manca quell’ironia che sapeva fermare il tempo, quella poesia che aiutava a raccontare la sensibilità del mondo dello sport. Viola è un riferimento come memoria ma anche come speranza per il futuro perché il calcio ha bisogno di figure del genere”.