A Roma è MalenMania: a 1,85 la doppia cifra in Serie A e la sfida con Hojlund è a quota rovente

La rivoluzione dell’attacco romanista ha la bandiera olandese e il volto di Donyell Malen. Con tre reti in quattro partite, al nazionale “orange” sono bastate poche settimane per conquistare i tifosi giallorossi e diventare il centravanti che Gian Piero Gasperini non ha trovato in Artem Dovbyk ed Evan Ferguson. Con questa media-gol la doppia cifra in campionato è una missione possibile: ne sono convinti i bookmaker che la offrono a 1,85 su Snai. Ora l’olandese ha messo nel mirino anche il Napoli, prossimo avversario domenica sera al “Maradona”: la quarta perla di Malen in Serie A vale 3,75 volte la posta su Sisal. In lavagna è duello fra bomber con Rasmus Hojlund, offerto a 3,25 dopo la doppietta di Genova, che ha interrotto un digiuno di sei giornate. Una nuova doppietta per entrambi paga 18,00 mentre una serata indimenticabile da tripletta è proposta a 90,00.

(agipronews)

Dybala c’è e chiama Gasp: a Napoli con Malen


Malen al centro della Roma. Non da solo, però. Gasperini gli mette accanto Dybala: è la formula più competitiva per il suo sistema di gioco. A Napoli domenica sera e anche più avanti per dare un senso alla corsa Champions. La coppia è quella e sembra pure scontato ricordarlo. Paulo, saltate tre partite di fila, è di nuovo in gruppo. Lavoro completo sotto lo sguardo di Gian Piero che ha ben presente quanto conti la sua presenza al fianco di Don. […]

Il tandem ha lasciato il segno soprattutto contro i granata. Malen subito scatenato: gol su assist di Dybala che poi ha chiuso in prima persona la sfida nella ripresa. A parte le due reti, il feeling ha incantato. Alla prima partita come se si conoscessero da sempre. Movimenti in sintonia per smarcarsi e dettare il passaggio, colpi da biliardo e di potenza. Ai due basta guardarsi per sapere che cosa fa e chiede l’altro. Si aiutano loro. E aiutano la Roma che fatica, solo 29 reti in 24 partite, a essere concreta nella finalizzazione. […]

(corsera)

Il nuovo Pisilli arma per Gasp

IL TEMPO (L. PES) – Un nuovo Pisilli per Gasperini. La metamorfosi del centrocampista giallorosso regala al tecnico una nuova arma che anche contro il Napoli potrebbe essere decisiva. La prestazione a tutto campo col Cagliari, da migliore in campo dopo il protagonista Malen, ha conquistato il piemontese che ora, in assenza di Koné, pensa di riproporlo anche nel big match Champions di domenica al Maradona.

Un’evoluzione che nel corso dei mesi ha reso il ventunenne un’alternativa affidabile grazie ai miglioramenti e all’impegno quotidiano del ragazzo e al lavoro di Gasperini, che soprattutto in lui e Ghilardi ha visto i passi avanti più evidenti. Bravo sia nella pressione della fonte di gioco avversaria che negli inserimenti.

Tempi giusti e tanta corsa che ha dato alla mediana un volto diverso nell’ultima uscita dell’Olimpico. Caratteristiche, le sue, che mancano agli altri compagni di reparto soprattutto senza Koné. Una abilità senza palla che ha sempre avuto unita sensibili miglioramenti anche nella gestione e nel tiro in porta. Il suo percorso rappresenta un modello di crescita targato Gasp, che ora lo premia con un minutaggio completamente ribaltato nel 2026.

Sempre in campo dal 29 dicembre nella sfida interna col Genoa per un totale di otto presenze di cui tre dal primo minuto da aggiungere ai 265 minuti nelle ultime tre partite di Europa League.

La fiducia dell’allenatore è un elemento chiave anche per le prestazioni del giocatore che sin dall’inizio, come da stessa ammissione del tecnico, ha dato il massimo negli allenamenti. Ma qualcosa è cambiato e la continuità di minutaggio del nuovo anno lo avvicina sempre di più al livello dei titolari.

Destino simile, come detto, per Ghilardi. Gli stop di Hermoso insieme alla Coppa d’Africa hanno consentito all’ex Verona di ritagliarsi spazio e continuità. Considerato in fondo alle gerarchie a inizio stagione, ora il classe 2002 è diventato il primo cambio del reparto difensivo garantendo partite di spessore sia a livello fisico che di letture. D’altronde il passato racconta di un’evoluzione continua nei percorsi delle squadre di Gasperini col tempo che inevitabilmente serve per conoscersi e capire metodi e margini di crescita. Sarà così, si augura la Roma, anche per Zaragoza che lunedì scorso ha soltanto lasciato intravedere parti del suo repertorio. Ma la scuola Gasp è appena iniziata: il viaggio è ancora lungo.

Mattarella scherza con Sofia Goggia: “Gasperini è così bravo perché è stato a Palermo”

Curioso siparietto “calcistico” a Cortina d’Ampezzo, dove il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato per assistere ai Giochi Olimpici invernali. Nel pomeriggio di oggi, il Capo dello Stato ha incontrato la sciatrice azzurra Sofia Goggia, medaglia di bronzo nella discesa libera, per complimentarsi con l’atleta per il podio ottenuto. Durante il colloquio, c’è stato spazio però anche per una battuta su Gian Piero Gasperini, tecnico legato alla campionessa bergamasca da un rapporto di stima reciproca. Mattarella, rivolgendosi a Goggia, ha scherzato sulle qualità dell’allenatore: “Lo sa perché è bravo? Perché è stato due anni al Palermo”. Un riferimento alle origini palermitane del Presidente e al passato in rosanero dell’attuale mister della Roma.

(corrieredellosport.it)

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Addio alla Superlega, intesa tra Uefa, EFC e Real Madrid: “Raggiunto un accordo di principi per il benessere dei club europei”

Con un comunicato congiunto, Uefa, EFC e Real Madrid, hanno comunicato di aver trovato un accordo che mirerà al benessere del calcio europeo in particolare sulla sostenibilità a lungo termine e l’esperienza dei tifosi e che pone di fatto fine al progetto delal Superlega. Ecco quanto si legge nel comunicato: “Dopo mesi di discussioni condotte nel miglior interesse del calcio europeo, l’UEFA, i Club di Calcio Europei (EFC) e il Real Madrid CF annunciano di aver raggiunto un accordo di principi per il benessere del calcio di club europeo, rispettando il principio del merito sportivo con enfasi sulla sostenibilità a lungo termine dei club e sul miglioramento dell’esperienza dei tifosi attraverso l’uso della tecnologia. Questo accordo di principi servirà anche a risolvere le loro controversie legali relative alla Superlega Europea, non appena tali principi saranno eseguiti e implementati.”

(uefa.com)

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Atletico Mineiro, il CEO Bracks: “In questa sessione abbiamo perso una trattativa di mercato con la Roma”

HG PLAY – Paul Bracks, CEO dell’Atletico Mineiro, ha svelato alcuni dettagli sulle trattative condotte dal club, tra cui un duello di mercato con la Roma. Le sue parole: “Abbiamo portato avanti molte operazioni in questa sessione. Ne abbiamo persa una con la Roma e una con la Juventus”. L’Atletico Mineiro avrebbe provato ad inserirsi per Malen, ma l’esterno olandese avrebbe preferito trasferirsi alla Roma per restare in Europa.

Cassano elegge il “Re di Roma”: “Ma cosa abbiamo scoperto, l’acqua calda”

Cassano ha stilato la sua personale classifica in vista dello sbarco a Roma di Viva El Futbol, che farà tappa il prossimo 23 febbraio all’Auditorium Conciliazione.

Sul palco ci saranno anche Lele Adani e Nicola Ventola, con la conduzione di Corrado Tedeschi. Uno spettacolo che va oltre il semplice format digitale: dibattiti accesi, aneddoti, ironia e confronto diretto con il pubblico, in un evento che ha già registrato numeri importanti, superando i 20 milioni di visualizzazioni sui social e riempiendo teatri in tutta Italia.

Subito dietro al Re indiscusso della capitale, che l’ex giocatore giallorosso ha commentato, dicendo: Francesco Totti, ma cosa abbiamo scoperto, l’acqua calda” (ride, ndr), nella sua speciale top della storia romanista, trovano spazio nomi che hanno scritto pagine indelebili del club:

tra i tanti, Daniele De Rossi, simbolo di romanità e leadership; Paulo Roberto Falcao, protagonista dello scudetto del 1983; Gabriel Omar Batistuta, bomber decisivo nell’annata del titolo del 2001; Bruno Conti, “Era un esterno geniale”, campione del mondo nel 1983 e tra i trascinatori dello scudetto del 1983; e Vincenzo Montella, preferito anche ad Agostino Di Bartolomei ed Edin Dzeko: “Non ho mai visto Di Bartolomei, probabilmente per i romanisti lui, ma per me l’aeroplanino. Mi piace tanto Dzeko, però Vincenzo era tanta roba”, decisivo nello scudetto del 2001

Cosa ci hanno raccontato le prime apparizioni di Malen con la maglia della Roma

L’impatto di un acquisto di gennaio si misura in fretta, spesso troppo in fretta. Ma nel caso di Donyell Malen, le prime apparizioni con la Roma hanno già raccontato qualcosa di concreto: non solo l’idea tecnica dietro l’operazione, ma anche una possibile traiettoria per la seconda parte di stagione. Il club lo ha preso in prestito dall’Aston Villa con diritto di riscatto, puntando su un attaccante nel pieno dell’età e con un bagaglio europeo importante.

Un acquisto estremamente funzionale

La Roma di Gian Piero Gasperini, per principi, vive di ritmo, aggressività, riconquista alta e attacchi verticali. La struttura base più ricorrente è stata un 3-4-2-1, con ampiezza garantita dagli esterni e densità tra le linee data dai due trequartisti. In un contesto simile, Malen non è semplicemente “un uomo in più” davanti: è un profilo che può rendere più credibile l’idea di calcio dell’allenatore, perché porta una dote che non si improvvisa: lo strappo in profondità, attaccando il lato debole e la linea alle spalle dei centrali.

La fotografia della stagione romanista fin qui è eloquente: una squadra stabilmente ai vertici della classifica con numeri difensivi solidi, ma con una produzione offensiva non sempre all’altezza delle ambizioni. Tradotto: margine di crescita soprattutto negli ultimi 30 metri, dove servono soluzioni diverse oltre al talento dei singoli.

L’esordio col botto a Torino

La prima vera “presentazione” è arrivata subito, in campionato: Malen titolare a Torino e gol all’esordio, dentro una vittoria pesante anche per classifica e fiducia. La rete non è stata solo un episodio, ma ha mostrato due aspetti chiave per capire come può essere impiegato.

  • Attacco dello spazio: Malen è partito sul tempo, andando a ricevere in corsa e finalizzando con freddezza. In un calcio come quello di Gasperini, dove l’uscita palla serve spesso a liberare un taglio e non a palleggiare per estetica, questo tipo di minaccia costante è fondamentale.
  • Connessione con i creativi: l’azione nasce dall’asse con Dybala, che lo manda dentro. Qui emerge un potenziale importante: se la Roma riesce a far convivere una sorgente di gioco con un finalizzatore mobile che attacca la profondità, diventa più difficile da leggere e più efficace quando recupera palla.

In sintesi, già alla prima in Serie A Malen ha dato una risposta concreta: può alzare la qualità delle transizioni e la pericolosità dei movimenti senza palla, due aspetti che nelle squadre di Gasperini fanno spesso la differenza tra una buona prestazione e una partita realmente indirizzata.

Un valore aggiunto (sia tecnico che tattico)

Sul piano tecnico, Malen può essere determinante in tre aree specifiche:

  • Finalizzazione in corsa: non è un centravanti statico da spalle alla porta; rende di più quando può attaccare campo e difesa in movimento. Questo completa un reparto che, nelle gare più bloccate, rischia di diventare troppo prevedibile.
  • Attacchi sul secondo palo: con esterni che spingono e cross tesi, un attaccante che arriva forte sul lato cieco dei difensori aumenta il numero di gol “sporchi”, spesso decisivi.
  • Pressione e riaggressione: nelle squadre di Gasperini l’attaccante è anche il primo difensore. Malen, per gamba e intensità, può sostenere questo lavoro, soprattutto quando la Roma vuole tenere gli avversari lontani dalla propria area.

Dal punto di vista tattico, Malen amplia le soluzioni senza costringere la Roma a cambiare pelle:

  • Punta nel 3-4-2-1: la collocazione più immediata, ideale per attaccare la profondità sfruttando la rifinitura dei due sottopunta.
  • Seconda punta o trequartista di gamba: nelle partite che richiedono un mix tra palleggio e strappi, può partire più largo o più basso e poi convergere.
  • Soluzioni più offensive a gara in corso: quando serve alzare il baricentro, la Roma può aumentare il peso offensivo senza stravolgere principi e marcature.

Questo aspetto diventa centrale anche in relazione alle competizioni europee. La Roma ha dimostrato di saper soffrire e gestire partite tese, ma per alzare ulteriormente l’asticella avrà bisogno di maggiore incisività negli ultimi metri.

Potenzialmente determinante per la seconda parte di stagione

Da gennaio in poi, le stagioni si decidono sui dettagli ripetuti: un gol che sblocca una trasferta, un movimento che apre una partita chiusa, una pressione che costringe all’errore. 

Malen può diventare determinante per la Roma soprattutto in due scenari ricorrenti: quando serve verticalità immediata contro squadre aggressive e quando occorre una minaccia costante alle spalle di difese basse e compatte. Il gol all’esordio non è una garanzia assoluta, ma è un segnale chiaro: l’inserimento è stato rapido, l’impatto immediato e la compatibilità con l’idea di Gasperini già evidente.

Se la Roma vuole trasformare un’ottima prima metà di stagione in una seconda parte davvero incisiva, in campionato e in Europa, dovrà aumentare l’efficienza offensiva senza perdere equilibrio, anche perché secondo le valutazioni sulle scommesse delle partite di calcio, i giallorossi sono persino tra le favorite per la vittoria dell’Europa League. Malen sembra il profilo giusto per un salto di qualità: meno estetica, più sostanza. Ed è spesso questa la differenza tra una buona stagione e una stagione che lascia il segno.

Il retroscena di Shevchenko: “Nel 2008 sono stato vicino alla Roma, poi mi chiamò Berlusconi per farmi tornare al Milan”

PRIME SPORT – Andry Shevchenko è stato intervistato da Luca Toni nel programma “Fonemeni”. L’ex attaccante ucraino ha anche svelato un retroscena di mercato, affermando di essere stato vicino alla Roma dopo l’esperienza al Chelsea nel 2008. Le sue parole: “Il club che mi voleva era la Roma. Mi aveva chiamato quando c’era Spalletti in panchina. E’ stato un signore. Mi ha chiamato, abbiamo parlato di tutto. Ci ho pensato tanto soprattutto per il rapporto che si era creato con lui. Avevamo parlato di tutto ma dopo qualche giorno mi ha chiamato Berlusconi per farmi tornare al Milan.”

Totti verso il ritorno: intesa sulle cifre, la Roma propone un ruolo iniziale da consulente esterno

Si avvicina il ritorno di Francesco Totti alla Roma. L’ex capitano, infatti, era presente anche ieri all’Olimpico per seguire la sfida contro il Cagliari. E secondo quanto riportato da Matteo De Santis nel corso del collegamento con l’emittente radiofonica, l’accordo economico a grandi linee è stato già raggiunto, con gli ultimi dettagli che sono in fase di risoluzione. Il nodo più grande riguarda solo il ruolo effettivo, dato che al momento la strada maggiormente percorribile è una carica simile a quella di Javier Zanetti all’Inter.

(Manà Manà Sport)


Emergono ulteriori dettagli sulla trattativa tra Totti e la Roma. Secondo le parole di Piero Torri de La Repubblica ai microfoni di Manà Manà Sport, il giornalista ha svelato una nuova ipotesi vagliata dalle parti: la società avrebbe proposto a Totti un ruolo da consulente esterno. Questa soluzione permetterebbe all’ex numero 10 un inserimento graduale nei quadri dirigenziali, aggirando momentaneamente alcuni ostacoli burocratici. Tra i nodi principali da sciogliere prima della fumata bianca, infatti, c’è quello legato al vincolo commerciale ancora in essere tra l’ex capitano e una nota piattaforma di scommesse, una partnership che necessita di essere risolta o rimodulata per garantire la compatibilità con il nuovo incarico in giallorosso.

(Manà Manà Sport)

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