FOTO – Roma-Cremonese, Maarten Stekelenburg presente in tribuna all’Olimpico

Un volto noto del passato giallorosso sugli spalti dello Stadio Olimpico per assistere alla sfida tra Roma e Cremonese. Le telecamere hanno pizzicato in tribuna Maarten Stekelenburg, portiere olandese che ha difeso i pali della Roma tra il 2011 e il 2013. L’ex estremo difensore, ritiratosi dal calcio giocato nel 2023, è tornato nella Capitale a seguire dal vivo la sua vecchia squadra.

Baldanzi: “Tengo molto a De Rossi, gli devo tanto. La Roma mi ha dato molto”

Dopo la vittoria del Genoa per 3-0 contro il Torino, Tommaso Baldanzi è tornato a parlare del suo percorso in giallorosso e del legame con Daniele De Rossi ai microfoni di Dazn. Il trequartista, di proprietà della Roma e oggi in prestito con diritto di riscatto al Genoa CFC, ha ribadito, dopo la prima da titolare con la maglia del grifone, la riconoscenza verso il tecnico che ha segnato una tappa importante della sua crescita.

Il mister? Ci tengo molto a lui e penso si veda anche che lui ci tiene molto a me. Mi ha portato a Roma, e poi ha avuto la sua influenza nel venire qua. Abbiamo fatto una gran partita, l’abbiamo preparata bene e siamo molto contenti. Nel finale gli ho detto che stavo ancora bene perché avevo voglia di giocare, ma ovviamente non avevo i 90 minuti nelle gambe

Il classe 2003 ha poi aggiunto: “Roma? Mi ha dato tantissimo. Ho giocato con giocatori da definire come campioni, ho preso il buono da loro

Still (all. Watford): “Bove diventerà sempre più importante per noi. Lo useremo come centrocampista d’attacco”

GASPORT – Ed Still, allenatore del Watford, ha rilasciato un’intervista al quaotidiano sportivo e ha parlato anche di Edoardo Bove. Ecco le sue parole: “Bove? Sta bene, sta facendo progressi ma gli manca il ritmo partita. È normale quando non giochi da così tanto tempo. Ma è già un giocatore molto importante nella squadra. Si tratta di trovargli la posizione giusta in campo e di trovare il momento giusto per farlo giocare. Non vogliamo che si bruci troppo in fretta. Se è per questo che non è entrato nel derby con il Derby County? Siamo stati penalizzati dall’aver dovuto fare una sostituzione nel primo tempo per infortunio, altrimenti avremmo avuto un cambio extra nel secondo tempo. Edoardo sarà sicuramente coinvolto, molto presto. Sono sicuro diventerà sempre più importante per noi col progredire della stagione. Il suo ruolo? Lo useremo come centrocampista d’attacco. L’ho studiato: alla Fiorentina partiva più da sinistra, alla Roma giocava più centralmente. Sappiamo cosa può dare alla nostra squadra, soprattutto nel connettere il nostro centrocampo ai nostri giocatori d’attacco: è il modo in cui lo useremo“.

Intervista a Paulo Sergio: «Wesley mi ricorda Cafù Adesso Totti è pronto»

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Due stagioni tra gol e corse sulla fascia nella Roma zemaniana di fine anni no-vanta. Paulo Sergio ricorda con affetto l’esperienza in giallorosso a Il Tempo e promuove il connazionale Wesley. Oltre a un parere sull’ex compagno Totti.

Cosa ne pensa della Roma di Gasperini? Vede già l’identità del nuovo allena-tore?

«Non mi sorprende, Gasperini ha sempre fatto bene ovunque è stato e se il club lo lascia lavorare si possono fare grandi cose con questa base di squadra. Mi piace come gioca, poi ovviamente se vince va tutto bene altrimenti è un casino. Conosco bene la Roma e i suoi tifosi che comunque fanno di tutto per stare dietro alla loro squadra».

Le sarebbe piaciuto lavorare con lui?

«Assolutamente sì. Ho lavorato con grandi allenatori, ho vinto sia in Europa che in Brasile e anche con Zeman all’inizio abbiamo sorpreso tutti. Ma anche Gasperini lo considero tra i migliori e sono sicuro che la squadra con lui continuerà a migliorare».

Cosa ha rappresentato per lei la Roma?

«Sognavo di giocare in Italia. Vedevo dei grandi campioni come Socrates, Junior, Falcao e Zico che giocavano in Serie A ed era il desiderio di tutti i calciatori. Quando si è presentata l’opportunità di venire alla Roma ho accettato subito. Anche perché c’erano già tanti brasiliani come Aldair che mi ha aiutato tantissimo e abbiamo fatto un bel percorso insieme».

Dopo qualche anno è tornato un brasiliano. Pensa che Wesley possa diventare un punto fermo?

«Ha giocato in una grande squadra come il Flamengo, dove c’è tanta pressione come a Roma. Questo sicuramente lo ha aiutato ad ambientarsi. Si è guadagnato anche la nazionale. Quando attacca mi ricorda Cafù, se ha campo libero davanti ha delle giocate importanti. Può crescere ancora tanto con un allenatore che lo stima come Gasperini».

Lei ha giocato con tanti leader. Come vede il momento di Pellegrini?

«È difficile capire cosa gli passi per la testa. Credo che tutti conoscano le sue potenzialità e forse serve un po’ di pazienza. Anche io ho avuto dei momenti complicati».

Nel suo ruolo oggi c’è Soulè, le piace l’argentino?

«Ha ancora tutto il tempo per esplodere definitivamente. Il passaggio alla Roma non è mai facile, ma lui mi sembra un attaccante che ha i mezzi giusti per essere ancora più decisivo».

Roma, Napoli e Juve. Chi va in Champions?

«Come ha detto Gasperini si decide sempre tutto alla fine. Tutte queste squadre hanno attraversato momenti di difficoltà ma credo che la Roma abbia diverse chance di qualificarsi. Saranno decisive le prossime partite. Ricordo un bellissimo Roma-Juve dove ho segnato e abbiamo vinto. Credo che se i giallorossi dovessero vincere si darebbero la spinta quasi decisiva per il quarto posto».

Impossibile non chiederle di Totti. È il momento giusto per tornare?

«Quando ha smesso di giocare ho subito pensato che dovesse studiare prima di avere un ruolo importante nella società, anche perché poi le critiche arrivano sempre, anche per uno come lui. Credo che ora sia pronto, soprattutto se si dedica con tutto se stesso a una vita diversa da quella del calciatore. Nella sua prima esperienza da dirigente credo fosse ancora troppo presto per capire il suo reale valore. È un passaggio non semplice, c’è tanta pressione, molto diversa da quella in campo. Ma ora può fare davvero un grande lavoro».

VIDEO – Instagram, Totti e Verdone ospiti de L’Eredità. Il comico parlando dell’ex numero 10: “Oggi qui c’è la Curva Sud!”

Francesco Totti e Carlo Verdone sono stati ospiti de L’Eredità – Sfida fra Giganti, fra battute e risate. I due sono stati protagonisti anche del reel di lancio sui canali social della trasmissione: “Santa Maria in Cosmedin, 753, Totti e Verdone: soluzione?“. Totti: “So’ 4 lettere?“, ancora: “L’ha detto prima” e Verdone: “Roma! È Roma nostra, giallorosso! Qua c’è la Curva Sud oggi“, inquadrando Totti.

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AS Roma: lanciata la nuova linea di abbigliamento firmata Adidas Originals (FOTO)

Con un post pubblicato sui propri canali ufficiali, la Roma ha annunciato la nuova collaborazione con Adidas, svelando una linea d’abbigliamento “Originals” che unisce l’identità storica del club allo stile iconico del brand. “Il trifoglio incontra il nostro Lupetto per la nuova linea d’abbigliamento“, si legge nel messaggio condiviso dal club giallorosso, che accompagna le immagini dei capi. Un’operazione che rafforza ulteriormente il legame tra Roma e Adidas, con una collezione che propone una felpa con zip, una felpa girocollo, una t-shirt e un pantalone lungo caratterizzati dall’inconfondibile logo del trifoglio del brand tedesco e dal simbolo del Lupetto.

(asroma.com)

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Di Canio: “Malen ha 27 anni e nessuno se l’è mai filato. Mi dispiace abbiano nominato Vialli…”

Paolo Di Canio, ex calciatore di Lazio e Juventus tra le altre, ha commentato ai microfoni di Sky Sport l’impatto di Donyell Malen in giallorosso. Ecco le sue parole: “Ha 27 anni e nessuno se l’è mai filato. Eppure l’abbiamo commentato nelle coppe col Dortmund, dove era poco più di una riserva, un co-co-titolare, ok? Nell’Aston Villa era giustamente riserva di e soprattutto di Watkins, che sono più forti. Arriva qui, fa 5 gol in 5 partite e scomodiamo chi? Vialli? Fratellone mio, un bacio al cielo, mi dispiace ti abbiano nominato“.

AIA, la Corte d’Appello FIGC respinge l’appello di Zappi: confermata l’inibizione di 13 mesi, decade da presidente dell’AIA

Arriva il verdetto definitivo della giustizia sportiva riguardo la posizione di Antonio Zappi. La Corte Federale d’Appello della FIGC ha respinto il ricorso presentato dal numero uno degli arbitri italiani, confermando in toto la sanzione inflitta in primo grado. Zappi dovrà scontare un’inibizione di 13 mesi. Le motivazioni della condanna fanno riferimento alle indebite pressioni esercitate sui vertici degli organi tecnici arbitrali di Serie C e Serie D.

La conferma della sentenza ha effetti immediati e decisivi sul futuro istituzionale dell’Associazione Italiana Arbitri. In base alle norme federali vigenti, infatti, una sanzione di tale entità comporta l’automatica decadenza dalla carica: Antonio Zappi non potrà più ricoprire il ruolo di Presidente dell’AIA.

Il Tar prende tempo

La pec non è arrivata neanche ieri. I tifosi della Roma hanno atteso invano una seconda volta dopo l’udienza di martedì. Il Tar non si è ancora pronunciato. (…) Un provvedimento che “incorre nel vizio dell’eccesso di potere“, avevano scritto i legali nel ricorso depositato il 5 febbraio scorso, voluto dall’Associazione italiana Roma Club (Airc) e dall’Unione tifosi romanisti (Utr), le due associazioni che raggruppano i tifosi giallorossi in tutta Italia, che hanno dato mandato ai legali Lorenzo Contucci e Paolo Alberto Reineri di contrastare il dispositivo firmato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi il 21 gennaio. Una decisione forte, estesa ai tifosi della Fiorentina, presa dopo l’agguato teso sull’A1 dagli ultras viola ai romanisti il 18 gennaio ma che – al netto di una condanna unanime a ogni tipo di violenza – è stata biasimata da più parti, anche della politica. in quanto soprattutto si andava a estendere una responsabilità individuale a un collettivo. (…) Genova (8 marzo), Como (15 marzo), Inter (4 aprile), Bologna (26 aprile), Parma (10 maggio), Verona (24 maggio): queste le gare ancora interessate dopo lo stop di Udine e Napoli. La prossima è contro il Genoa di De Rossi e c’è ancora un certo margine di tempo. Più tempo si prendono e più c’è da sperare? Non è detto, ma c’è un cauto ottimismo tra i ricorrenti e i tifosi della Roma, se non altro per la logica stessa del ricorso che ha addotto motivazioni incontrovertibili: innanzi tutto il fatto che il divieto di trasferta “costringe i tifosi della Roma residenti fuori dal Lazio ad acquistare i titoli di accesso per settori diversi da quello “ospiti”, creando i presupposti per una pericolosa commistione di opposte tifoserie all’interno degli impianti sporti-vi“. Non solo, “l’amministrazione ha dato atto che i soggetti responsabili del disordini sono stati puntualmente individuati e identificati” e quindi la scelta di colpire l’intera tifoseria della Roma si dimostra “un’inammissibile misura punitiva collettiva, priva di ogni nesso logico con le esigenze cautelari”. (…) Anche oggi, allora, si farà un countdown.

(Il Romanista)

Il Tar respinge il ricorso: trasferte vietate per Roma, Napoli e Fiorentina. Parziale accoglimento solo per i residenti nelle province del Lazio al di fuori della Capitale

Il TAR del Lazio ha respinto, con quattro ordinanze depositate oggi (nn. 1064, 1065, 1066 e 1067), le domande cautelari presentate dalle associazioni dei tifosi di Roma , Fiorentina e Napoli contro i decreti del Ministero dell’Interno che hanno disposto il divieto di trasferta fino al termine della stagione calcistica dopo gli scontri tra opposte tifoserie avvenuti lungo tratti autostradali. Quanto alla Roma, l’ordinanza n.1066 ha accolto il ricorso limitatamente al divieto di trasferta per i residenti nelle province del Lazio diverse da Roma, circoscrivendo così la portata della misura.

(adnkronos)