Tony Effe e il concerto a Circo Massimo il 6 luglio: lo sketch con Totti tra palleggi e battute (VIDEO)

Il 6 luglio il cantante Tony Effe (pseudonimo di Nicolò Rapisarda) terrà il suo concerto a Circo Massimo e lo ha sponsorizzato tramite un video pubblicato sul proprio profilo Instagram in cui palleggia con Francesco Totti. Successivamente Tony, noto tifoso della Roma, calcia e colpisce un cartellone in cui è raffigurato il sindaco Roberto Gualtieri: “Bono, che non ti fanno fa’ il concerto”, dice il Capitano. “E vabbè… ci vediamo il 6 luglio”, risponde il cantante. “E io ti aspetto qua”, controbatte Totti.

 

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Kings League Francia: Berra segna il gol del 5-5 e Koné si scatena in tribuna (VIDEO)

In Francia sta spopolando la Kings League, la competizione di calcio a sette creata da Gerard Piqué, e all’interno del progetto sono stati coinvolti numerosi calciatori tra cui Manu Koné. Il centrocampista della Roma è uno dei presidenti (insieme a Maignan, Tchouameni, Koundé e Mbeumo) della ‘360 Nation‘, che nella giornata di ieri ha affrontato il team Wolf Pack. Koné ha assistito alla partita dalla sua postazione in tribuna e al momento della rete del 5-5 realizzata da Lorenzo Berra si è scatenato tra urla ed esultanze.

Ranieri, i Friedkin hanno provato a convincerlo a restare in panchina con un contratto monstre: sarebbe stato il più pagato della Serie A

La Roma è alla ricerca di un nuovo allenatore per la prossima stagione ma, stando a quanto riporta il sito di calciomercato, i Friedkin hanno provato a convincere Ranieri a restare alla guida della squadra. Per farlo, lo avrebbero fatto diventare l’allenatore più pagato della Serie A offrendogli un contratto, dunque, a cifre particolarmente vantaggiose.

Ma il tecnico giallorosso è stato fermo sulla sua volontà di chiudere la carriera da allenatore, come più volte espresso pubblicamente.

(calciomercato.it)

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Balzaretti: “Gol nel derby, rimonta sul Barcellona e la vittoria sull’Athletic Club: tre momenti indimenticabili in giallorosso”

IDEALISTA.IT – Per la rubrica ‘A casa dei campioni’, è stato intervistato Federico Balzaretti, attuale ‘Loan Manager’ della Roma. Queste le parole dell’ex calciatore e ora dirigente giallorosso:

Roma ormai è diventata la tua seconda casa, puoi raccontarci qual è il tuo legame con la città e con il club? 
“Ma, guarda, i ricordi più belli nascono già prima che io arrivassi qua. Diciamo che, tra virgolette, la scelta della Roma è stata una scelta nata prima, nel senso che, quando ci giocavo contro, già desideravo indossare la maglia giallorossa, un po’ perché quando venivo all’Olimpico, con lo stadio pieno di tifosi, personalmente trovavo l’atmosfera unica, come il club. Quando c’è stata la possibilità di venire alla Roma, ed era un’estate in cui avevo tante possibilità di andare da tante parti, è stata una scelta facile. Poi, nel corso degli anni – negli ultimi 13 anni per otto ho giocato o lavorato comunque da dirigente – il legame è diventato ancora più forte. Ora c’è il mio piccolino che gioca anche nell’Under 10 della Roma, per cui devo dirti che è una famiglia totalmente romanista”

Quali sono i ricordi in giallorosso a cui sei più legato?
“Ti dico tre partite, sia da giocatore che da dirigente. Da calciatore penso al derby vinto 2 a 0, quello del mio gol dell’1 a 0, è stata un’emozione incredibile aver fatto qualcosa di importante per la squadra, per la gente. Credo che dopo il mio gol nel derby si sia vista, nell’esultanza, tutta la mia emozione, è stato un momento veramente molto molto forte.  Mentre da dirigente ci sono altre due partite che porto veramente nel cuore. Una è stata la rimonta contro il Barcellona, quel 3 a 0 è stato qualcosa di unico, più che emozionante, irripetibile. Il gol del 3 a 0 di Manolas è stato da brividi. Mentre quest’anno devo dire che la vittoria all’ultimo minuto contro l’Athletic di Bilbao è stata un’altra cosa che mi porto dentro, lo stadio in quella maniera, con quella coreografia e quell’energia, è stato di una bellezza che solo la gente di Roma e solo il tifoso della Roma possono generare”.

Ormai conosci bene Roma, dove hai deciso di vivere? 
“Abito nel quartiere Parioli, vicino a Villa Borghese. È un quartiere che abbiamo scelto già una decina di anni fa, un po’ per esigenze di scuola e un po’ per esigenze lavorative: i bimbi frequentano la scuola francese e il liceo è qui vicino, Eleonora poi è diventata nel 2015 direttrice dell’Opera di Roma. Come spesso accade, si predilige la vicinanza al luogo di lavoro della moglie. Ci siamo spostati dall’Eur, dove vivevamo, e qui ci troviamo molto bene”. 

Ci descrivi un po’ il quartiere? 
“È un bel quartiere, elegante, ci permette di essere vicino al centro, anche di fare passeggiate a Villa Borghese, che dista un centinaio di metri da casa. Ci troviamo molto bene ai Parioli, anche perché ci piace vivere spostandoci a piedi, spesso facciamo camminate, scopriamo ristoranti e posti nuovi. Insomma, è ben servito, c’è tutto e ci troviamo molto bene. Poi oramai i figli hanno le loro amicizie qui e, insomma, sarà difficile spostarsi.”

Da calciatore e da dirigente hai girato molto in carriera, il che significa aver cambiato molte case, ce n’è qualcuna alla quale sei rimasto particolarmente legato?
“Una casa alla quale sono molto legato si trova sempre a Roma, vicino a dove viviamo ora. Eravamo in affitto in via dei Tre Orologi. Era una casa bellissima e poi lì è nato Gabriel, il nostro ultimo bimbo, quindi ci sono rimasto particolarmente legato. Aveva uno spazio esterno molto grande, forse in una delle vie più belle di Roma. Insomma, ci ho lasciato sicuramente una parte di cuore. Un’altra bella è quella a Palermo, dove invece il ricordo è legato agli anni nei quali ci siamo conosciuti con Eleonora, compreso l’anno del matrimonio. Era una bella casa vicino al mare di Mondello. Lì è nata nostra figlia Giulia. Poi abitare a pochi metri dal mare credo sia un privilegio.”

A proposito, come funziona la ricerca di una casa quando si cambia squadra, a quali caratteristiche dai priorità? 
“La ricerca di casa dipende sempre un po’ dalle esigenze che si hanno. Ovviamente, è chiaro che per la nostra famiglia, particolarmente numerosa e anche con animali, il primo filtro da inserire nell’App di idealista è sicuramente lo spazio esterno. Praticamente, non è mai mancato in tutte le case in cui sono stato da quando la famiglia è diventata numerosa. Per me è importante anche la zona centrale. Mi piace stare in città, godermi i posti belli della città, e preferisco fare anche 10 minuti in più di spostamento per andare magari sul posto di lavoro, sia da dirigente che da calciatore, visto che di solito uffici e centri sportivi sono un po’ fuori dal centro. Ma credo che poi il piacere di tornare a casa la sera e di avere due ore libere per poter essere vicino ai posti preferiti non abbia prezzo. Credo che sia molto importante staccare dopo l’impegno, anche quell’ora libera ti permette poi di ripartire con più carica. Per cui, diciamo che i due filtri che metterei sicuramente sono uno spazio esterno e una zona centrale”

Cosa vi ha convinto a scegliere la casa in cui vivete? 
“Quando abbiamo scelto questa casa abbiamo cercato delle caratteristiche che potessero essere sicuramente funzionali alle nostre esigenze. Abbiamo vissuto, in precedenza, sia in case con giardino sia in case con un terrazzo e abbiamo preferito una casa con un giardino, perché l’abbiamo trovata molto più pratica. Volevamo uno spazio esterno grande: lo abbiamo diviso fra una zona dove giochiamo a calcio con Gabriel e una parte centrale adibita alle feste, dove soprattutto d’estate ci piace invitare tante persone, anche i compleanni di solito li festeggiamo qui. C’è anche un’area fitness, mia moglie ha preso pure una macchina di pilates”

[…]

I club si occupano anche di aiutare i calciatori nella scelta della casa?
“Sì, sì, assolutamente. Quando gestisco i ragazzi, non li gestisco solo da un punto di vista tecnico, o meglio, non cerco di gestirli solo da un punto di vista tecnico, ma anche da un punto di vista personale. I consigli che possono chiedere sono a 360 gradi, dal momento che si tratta di ragazzi che vanno dalla serie A a quelli più giovani, che escono magari per la prima volta dalla nostra primavera. In base alle loro esigenze, con il club cerchiamo di trovare le soluzioni migliori anche dal punto di vista abitativo, perché poi è importante nella quotidianità stare bene a casa e vivere in un ambiente confortevole. Trovare la giusta energia all’interno delle proprie mura ti permette poi di essere anche più performante in campo.”

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RANIERI: “Sarò senior advisor, non so nemmeno bene cosa sia. Gasperini? Magari ci parlerò”

Una super rimonta, dalla (quasi) zona retrocessione al sogno Champions. “Se fossi arrivato a inizio campionato avremmo più punti? Non mi piacciono questi paragoni, chi era prima di me ha fatto del suo meglio, io sono arrivato in un momento difficile. Forse proprio l’essere arrivato in difficoltà mi ha aiutato, proprio la difficoltà di quei giocatori che avevano perso un po’ la consapevolezza di quanto erano bravi”. Lo dice il tecnico della Roma, Claudio Ranieri, a margine del premio Ussi conferitogli al Centro tecnico di Coverciano, parlando della sua impresa alla guida dei capitolini, risorti con la sua ‘cura’ dopo le esperienze con De Rossi e Juric.

“Io ho cercato di fare meno errori possibili, perché poi la bravura va sempre a chi va in campo – spiega il mister testaccino – l’allenatore, sì, serve a essere credibile, a dare le giuste indicazioni, ma poi sono loro i principali attori. Lo pensavo da giocatore e lo penso adesso dopo 35-37 anni da allenatore. Non so come ho rimotivato la squadra ma io non sono uno che ha studiato psicologia. No, io quello che sento lo dico. Forse la mia credibilità. Io parlo con il cuore ai giocatori, dico quello che sento. Tutto chiaro”.

“Il tesserino di allenatore riconsegnato a Coverciano? Sono cose che si dicono – ha aggiunto Ranieri – mi sono divertito, sono stato bene, il calcio mi ha dato tantissimo. Adesso sono stato chiamato a un altro tipo di impegno, mi auguro che vada bene e di non fare danni dall’altra parte”. Non sembra ci sia nel suo futuro la chance di restare sulla panchina giallorossa: “Non mi tirate per la giacca. Il calcio mi ha dato tanto, è la mia vita e tutto, però c’è un momento in cui si deve dire basta. Basta perché è giusto così, anche lasciare in un momento positivo. Avevo detto basta a Cagliari e lo dicevo con il cuore, e anche mia moglie mi aveva creduto. Mi ha chiamato la Roma, ho detto sì a un anno da allenatore e due da senior advisor. Ho accettato, adesso per me è importante questa cosa, poi Dio vedrà…E a dirla tutta non so nemmeno bene cosa sia. Ho parlato con Gasperini? No, magari dopo ma con tutti voi presenti però!, conclude Ranieri.

 

Sassuolo, Carnevali: “L’Inter farebbe un errore a cedere Frattesi. Auguro a De Zerbi un ritorno in A”

RAI GR PARLAMENTO – Alla trasmissione “La politica nel pallone” è intervenuto l’amministratore delegato del Sassuolo Giovanni Carnevali ed ha parlato dell’ex neroverde Davide Frattesi, ora all’Inter: “Se fossi il dirigente di un grande club, uno come Frattesi lo prenderei sempre. Capisco che lui abbia la volontà di andare a giocare, ma l’Inter farebbe un errore a cederlo”. 

“Un ritorno di De Zerbi in Serie A? Glielo auguro, uno come lui deve allenare un club importante in Italia, è un peccato che sia all’stero, soprattutto ora che ha conoscenze internazionali. Se è l’uomo giusto per il Milan? Non so cosa abbiano in testa, se fossi al Milan probabilmente potrebbe esserlo”, ha aggiunto.

De Rossi al concerto di Jovanotti, incontro e foto nel backstage: “Daniele è uno dei grandissimi dello sport italiano, lo ammiro da sempre” (FOTO)

Incontro speciale per Daniele De Rossi, il quale ieri sera si trovava al Palazzetto dello Sport di Roma per assistere al concerto di Jovanotti. Al termine dell’evento DDR ha incontrato il cantante nel backstage e i due si sono resi protagonisti di alcune foto e di una bella chiacchierata. “Sapete che io e il calcio siamo pianeti distanti, nel senso che per quanto mi piaccia il gioco ben giocato non sono mai stato un tifoso di club. Ma l’epica dei campioni, i valori dello sport, le grandi storie di calcio e calciatori mi emozionano tanto quanto le gesta di Ettore, Achille e compagnia bella – il messaggio di Jovanotti su Instagram -. Ieri sera conoscere di persona il grande Daniele De Rossi insieme alla sua Sarah mi ha riempito di gioia, è uno dei grandissimi dello sport italiano e lo ammiro da sempre e non sapevo che amasse la mia musica, mi ha fatto un grande piacere!”.

 

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Perotti torna in campo: l’esordio del ‘Monito’ con la maglia del Vesta (VIDEO)

Nuova avventura nel mondo del calcio per Diego Perotti. Il ‘Monito’ aveva annunciato la decisione di appendere gli scarpini al chiodo il 12 settembre del 2024, ma nella giornata di ieri è tornato a giocare e lo ha fatto con la maglia del Vesta Calcio (squadra romana che milita in Prima Categoria). L’ex calciatore della Roma ha indossato la maglia numero 10.

 

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Bologna, Fenucci: “Vogliamo continuare con Italiano, stiamo già parlando del rinnovo”

RAI RADIO 1 – Claudio Fenucci, amministratore delegato del Bologna, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante la trasmissione radiofonica ‘Radio Anch’io Sport’ e si è soffermato sul lotta per il quarto posto e sul futuro di Vincenzo Italiano. Ecco le sue parole.

La lotta per la Champions League?
“Per la Champions sarà un duello interessante, siamo lì con tutte le altre e cercheremo di giocarci le nostre carte fino alla fine. Abbiamo tanti scontri diretti, ma pensiamo partita per partita già dalla sfida di oggi con l’Udinese”.

Meglio la qualificazione in Champions o la vittoria della Coppa Italia? 
“Arrivare in finale di Coppa Italia è stato un grande traguardo. È una delle competizioni alla portata per un club come il nostro. Vincere lo Scudetto è difficile, lo dimostra l’Atalanta che sta facendo molto bene da diversi anni. La Coppa Italia è un sogno che vivremo tutti insieme. Se dovessi scegliere, preferirei portare a casa la Coppa Italia. Ma alla coppa ci penseremo la settimana del 14 maggio”.

Quale sarà il futuro di Italiano?
“Abbiamo già iniziato a parlare del prolungamento di contratto, ma indipendentemente dai risultati. Al di là di quello che succederà da qui alla fine, abbiamo l’intenzione di proseguire con lui e quindi di allungare il rapporto”.

Como, il ds Ludi su Fabregas: “Accostamento alla Roma? Stiamo programmando il futuro, ma non escludo niente”

RAI RADIO 1 – il direttore sportivo del Como, Carlalberto Ludi, ha rilasciato un’intervista parlando del futuro di Cesc Fabregas e del suo accostamento alla Roma. Le sue parole: “Il nome di Fabregas accostato alla Roma? Non posso parlare della selezione della Roma. Fabregas è un uomo molto focalizzato sul progetto. Abbiamo firmato tempo fa quattro anni di contratto, ne mancano altri tre. Stiamo programmando il futuro: questo non esclude niente ma mi fa sicuramente ben sperare”, queste le parole di Ludi ai microfoni di Radio Anch’io Sport.