Torna al lavoro Malen “risparmiato” in nazionale

Facce tristi, ma pure energie fresche. Gian Piero Gasperini oggi riabbraccerà i nazionali di ritorno a Trigoria per preparare in fretta e furia il big match contro l’Inter di domenica sera. Tra i reduci spicca senza dubbio Malen che si è “risparmiato” oltre 70 minuti contro l’Ecuador. Il ct Koeman, infatti, lo ha sostituito al 17 a seguito dell’espulsione di Dumfries. E proprio dal bomber olandese (già 8 reti in 12 partite) il tecnico si aspetta un ulteriore aiuto per provare ad agguantare di nuovo il quarto posto.

A supportarlo ci sarà Lorenzo Pellegrini che ieri non si è allenato col resto col gruppo. Nessun allarme, però. Si è trattato di una sessione differenziata già programmata con lo staff medico che non mette in dubbio la presenza a San Siro. La terza maglia del reparto offensivo andrà quasi certamente a Soulé, che continua ad allenarsi in gruppo e sarà ovviamente tral convocati dopo 40 giorni di assenza. […]

(gasport)

Italia, Gattuso verso l’addio: Conte e Allegri in pole per sostituirlo

Il terremoto nella Nazionale italiana è solo all’inizio. Il pesantissimo ko contro la Bosnia che ha portato alla terza mancata partecipazione di fila al Mondiale porterà, stando alle ultime indiscrezioni, a dei cambiamenti di peso ai piani alti. A differenza di quanto successo quattro anni fa, infatti, a fare un passo indietro potrebbero essere tutti i vertici, dal Presidente della Federazione Gabriele Gravina in poi.

Fortemente in bilico anche la posizione di Gennaro Gattuso. Il commissario tecnico, che ha chiesto scusa subito dopo la sconfitta, potrebbe lasciare l’incarico già nelle prossime ore. Inoltre, stando a quanto riportato da Sky Sport, ci sarebbero già i due papabili favoriti per la sostituzione: Massimiliano Allegri e Antonio Conte, ma molto dipenderà dai loro contratti con Milan e Napoli.

Gasp da volata: la Roma ci crede e spinge con Soulé

Le volate in apnea, a tutto gas, sono una specialità della casa. Lungo il rettilineo che porta alla Champions la Roma vuole giocarsi il fattore Gasp: un marchio di fabbrica. Ovvero quella spinta di primavera nelle otto giornate finali che ha fatto le fortune dell’Atalanta nelle ultime nove stagioni con il tecnico di Grugliasco.

Si tratta anche di esperienza nelle partite secche e di capacità di gestire le rotazioni nei secondi tempi delle sfide più incerte. E Gian Piero Gasperini è pronto a schizzare ancora una volta dai blocchi, alzandosi sui pedali dopo aver stretto bene i cinturini ai piedi, a partire dalla sfida di domenica a San Siro con l’Inter.

Gasp, del resto, lo ha sempre detto: «I conti si fanno alla fine, la Champions si deciderà in fondo». E proprio i finali di stagione dell’Atalanta, emblematici, fanno ora ben sperare il popolo giallorosso dell’Olimpico. Perché nei nove anni con la Dea Gasperini nelle ultime otto gare di campionato ha sbagliato una sola stagione, nel 2021-22 con 7 punti in 8 gare, con l’Atalanta ottava e fuori dalle coppe. Per il resto, ha sempre chiuso in grande stile. Il top nel 2023-24 con 19 punti e un quarto posto che valse la Champions proprio nel rush finale. […]

L’allenatore potrà alzare i giri potendo contare su un Matias Soulé in più sulla trequarti (ieri l’argentino ha lavorato in gruppo) e sulla certezza al centro dell’attacco (in attesa anche di recuperare i big Wesley e Koné) rappresentata da Donyell Malen, che è l’attaccante in cui l’allenatore rivede i grandi 9 delle stagioni in nerazzurro: da Zapata (2018-19: 28 gol) a Muriel (2020-21: 26 gol) e Hojlund (2022-23:10 gol), passando per Scamacca (2023-24: 19 gol) e Retegui (2024-25: 28 gol). […]

La sensazione dunque è quella di uno “sprinter“, Gasperini, che sta organizzando sotto ogni aspetto la volata ad inizio rettilineo. Quella dei denti stretti e delle pedalate in apnea, tra spinte, tensioni, sorpassi e contro-sorpassi.

(gasport)

A tutto Vaz. Robinio show a Trigoria: «Bravo, sei una bestia»

LEGGO – (F. BALZANI) – Facce tristi, ma anche la voglia di ripartire. Oggi Gasperini riabbraccerà i reduci dai play off con le nazionali per preparare la sfida con l’Inter che può valere una stagione. E se dall’altra parte Chivu dovrà rialzare il morale dei vari Bastoni, Barella o Dimarco, da queste parti Gasp dovrà valutare lo stato di forma (apparso deficitario pure in Nazionale) di Mancini e Cristante. Il difensore ha anche rimediato una botta alla schiena ma difficilmente si tirerà indietro.

Chi è quasi certo di partire titolare è Pisilli che contro la Bosnia non ha visto il campo. Niccolò sarà uno dei volti della Nazionale del futuro, quella che dovrà ripartire dall’ennesimo terremoto. Ma soprattutto è la faccia giovane di una Roma che vuole provare a riprendersi il quarto posto. Pisilli dovrà occuparsi di Barella, quasi uno scontro generazionale a centrocampo dove mancherà Koné e si rivedrà El Aynaoui reduce da due gol col Marocco.

Due che il Mondiale lo vivranno da protagonisti cosi come Wesley (out per almeno altre 3 settimane), Celik, Ndicka e Malen. L’olandese martedi sera è stato sostituito dopo soli 17 minuti da Koeman vista l’espulsione di Dumfries. Solo una mossa tattica, nessun allarme per l’attaccante che affronterà Lautaro e che spera di aumentare il già ricco bottino. A dargli una mano ci sarà Soulé che ieri si è allenato in gruppo. Da valutare il suo impiego da titolare o a gara in corsa, nel secondo caso sarà avanzato proprio Pisilli al fianco di Pellegrini.

Allarme rientrato anche per Hermoso mentre in attacco scalpita Robinio Vaz che ieri in allenamento si è preso i complimenti dello staff tecnico di Gasperini: «Sei una bestia». Infine una notizia triste: a giugno, infatti, Bruno Conti lascerà quasi sicuramente il club dopo 53 anni di carriera da calciatore, allenatore, dirigente e responsabile delle giovanili. Il contratto è in scadenza e difficilmente verrà rinnovato.

MATTIOLI: “Cedere Koné a 40 milioni sarebbe un affare” – BALZANI: “Brandt? Prenderebbe il posto di Pellegrini nel monte ingaggi”

Sosta per le Nazionali e tanti rumors di mercato intorno alla Roma. Dall’Inter che prova l’assalto per Koné, al nome nuovo di Julian Brandt in vista della prossima stagione, passando anche e soprattutto per il rientro in gruppo di Soulé. “Se la Roma vende Koné a 40 milioni fa un affare” ha detto Mario Mattioli. Matteo De Santis si sofferma sul mercato: “Se si vuole ambire a qualcosa di grande, a questa squadra servirebbero 4-5 titolari inamovibili come Malen e Wesley“.

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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Koné è un buon giocatore ma non ti alza l’asticella: per provare a fare un salto di qualità ci vuole altro. Comunque per cedere un calciatore del suo livello devi avere già un’alternativa (ROBERTO PRUZZO, Radio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)

Se la Roma vende Koné a 40 milioni fa un affare (MARIO MATTIOLI, Radio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)

Non so quanto l’Inter possa guadagnare dall’acquisto di Koné, mentre la Roma incasserebbe 40 milioni (FERNANDO ORSI, Radio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)

Koné? In caso di addio prenderei Ederson dell’Atalanta. Pisilli è uno con cui puoi fare cassa e per 25 milioni forse mi metto seduto, ma preferirei non venderlo (PIERO TORRI, Manà Manà Sport, 90.9)

Se si vuole ambire a qualcosa di grande, a questa squadra servirebbero 4-5 titolari inamovibili come Malen e Wesley (MATTEO DE SANTIS, Manà Manà Sport, 90.9)

Tsimikas? In proporzione a ciò che mi aspettavo, è quello che ha fatto peggio di tutti dopo Bailey. Non c’è stato un solo momenti in cui il terzino greco mi ha acceso un minimo di fantasia, ha fatto male in tutte le partite ed è completamente scollegato dal resto della squadra (RICCARDO TREVISANI, Manà Manà Sport, 90.9)

Tsimikas? Mi immaginavo un altro sviluppo della sua avventura alla Roma soprattutto per i cinque anni trascorsi al Liverpool (DANIELE CECCHETTI, Manà Manà Sport, 90.9)

Brandt è un buon acquisto, non vale più 50 milioni come qualche anno fa, ma 25. Io lo prenderei, ha già giocato con Malen e si conoscono molto bene. Un giocatore che prendi a zero e ipoteticamente nel monte ingaggi ti prende il posto di Pellegrini (FRANCESCO BALZANI, Te la do io Tokyo, Tele Radio Stereo 92.7)

Brandt non è una soluzione fenomenale, ma è un giocatore collaudato. Prenderlo a zero però è un’operazione che rientra nelle cose possibili che puoi fare (ANTONIO FELICI, Te la do io Tokyo, Tele Radio Stereo 92.7)

Gasp respira, riecco Soulé

Rivederlo in campo insieme ai compagni ha strappato un sorriso. E poco importa che sia stato un allenamento blando, insieme a tanti ragazzi della Primavera (Bah, Zinni, Troiani, Arduini e Seck) e Soulé non abbia forzato. Quello di ieri è stato un primo passo, ai quali ne seguiranno altri in questi giorni. Ma in un clima strano che si respira a Trigoria – con 12 nazionali sparsi per l’Europa e la città che parla ininterrottamente delle frizioni ormai venute allo scoperto tra Gasperini e la dirigenza – il ritorno di Matias è uno squarcio di sole.

Quanto è mancato l’argentino alla Roma, lo sa soltanto l’allenatore. Che lo ha lo ha perso nel momento in cui gli serviva di più, non avendo a disposizione nemmeno Dybala. […]

Il suo è stato un calvario. Soprattutto i tempi ad un certo punto si sono allungati, sorprendendo lo stesso calciatore. Perché quando dieci giorni prima di Roma-Juve Soulé si è sottoposto ad un trattamento specifico rigenerativo che ormai da anni i club utilizzano per riparare il tessuto connettivo danneggiato, riducendo l’infiammazione e alleviando il dolore cronico, la quasi certezza (anche grazie al lavoro dell’osteopata di fiducia) era quella di poter essere almeno convocabile per il match con i bianconeri. Niente di tutto ciò. Anzi, da quel momento in poi è iniziato un lungo tunnel dal quale Soulé ha messo fuori la testa soltanto ieri.

È chiaro che il calciatore in primis non intende forzare. Ma questa è un’idea comune a Trigoria. Anche perché restare fermo per 38 giorni, al di là del lavoro differenziato che viene svolto, fa sì che l’argentino debba recuperare un minimo di condizione. Tra l’altro proprio in questa pausa Gasperini ha immaginato un mini-richiamo di preparazione per provare a rilanciare in vista del rush finale. Massima cautela, quindi. Anche perché una ricaduta in questi casi, rischierebbe di compromettere il resto della stagione.

Otto partite dove Matias si gioca sì la Champions con la Roma ma anche le residue, seppur minime, possibilità di strappare una convocazione in extremis per il Mondiale. Il ct Scaloni, al di là delle solite parole di circo-stanza, non lo ha mai considerato più di tanto. Ma se Soulé dovesse trascinare la Roma tra le prime quattro a suon di gol, sarebbe difficile anche per una nazionale importante come quella argentina fare finta di nulla.

(Il Messaggero)

Gli azzurri di Roma a caccia del Mondiale

C’è chi un Mondiale l’ha addirittura vinto, vedi Bruno Conti, Perrotta, Totti, Peruzzi e Oddo e c’è chi ha fatto parte delle spedizioni fallimentari, e che ha conosciuto l’onta dell’eliminazione nel playoff. C’è chi, come De Rossi, ha vissuto entrambe le espe-rienze. Storie romane legate all’azzurro, che ha lasciato negli anni, in alcuni protagonisti di Roma e Lazio, dei ricordi sbiaditi.

L’Italia di Gattuso ci riprova, con una piccola colonia solo di giallorossi. E chissà se questa sarà la volta buona. Con Zaccagni, i romani potevano essere quattro in questa spedizione (contro Irlanda del Nord e forse con una tra Galles e Bosnia), cinque con Maldini, che in questi ultimi anni, spesso e volentieri, ha fatto parte del clan azzurro. Ma per infortunio Mattia e, per scelta di Gattuso, Daniel, i rappresentati di Roma, sul palcoscenico del mondo a inseguire l’imbarco per l’America, sono solo tre, e tutti giallorossi, Cristante, Mancini e Pisilli, in rigoroso ordine alfabetico. In questi anni, laziali e romanisti, hanno fatto parte della Nazionale, sempre in gruppi, se non consistenti, quanto meno significativi, ma sono stati, guardando il lato buono della faccenda, sfortunati, lasciando per strada un sogno chiamato Mondiale. In qualche modo anche loro, protagonisti dell’Italia ma nella fase più deprimente della sua storia. […]

Cristante e Mancini, che già hanno dato da questo punti di vista, ci riprovano anche stavolta, al loro fianco il talentino Pisilli, che non vede l’ora di dare una mano per invertire la rotta. «È una grande emozione – ha detto a RaiSport- e un motivo di orgoglio per me tornare in Nazionale. Dobbiamo trovare l’equilibrio mentale e avere la serenità di chi sa che con il cento per cento dell’impegno si può raggiungere l’obiettivo, ma anche con la consapevolezza di chi sa che si sta giocando qualcosa di importante. Cosa mi ha dato Gasperini? Con lui si fatica, ma serve per giocare meglio: credo di aver migliorato tanti aspetti come l’aggressività, il duello. Perché credere nell’Italia? Siamo un gruppo molto forte. I mondiali li ho solo visti in tv». Beh, ultimamente, anche noi.

(Il Messaggero)

Le big su Santi, Ma il Bologna alza le barricate

Ha segnato 7 gol in campionato. Non è ancora continuo in termini realizzativi, ma per il secondo anno consecutivo è già in doppia cifra. Un anno fa Santiago Castro fa toccò quota 10 tra campionato (8) e Coppa Italia (2), aggiungendo 5 assist, a dimostrazione che oltre al gol fa tanto altro. E l’argentino continua a crescere. In campionato è a 7 reti, a un gol di distanza dallo scorsa stagione. Ma ha trovato la via del gol pure in Coppa Italia con Parma e Lazio e si è sbloccato in Europa, segnando due reti con Brann e Roma, quando la competizione è entrata nel vivo nelle sfide dirette Anche per questo si sono sguinzagliati gli scout delle big. […]

Il futuro si chiama Santi Castro. Ci pensa l’Inter, che potrebbe cedere Thuram a fine stagione. Ma pure il Milan, alla ricerca di un nove, per non parlare della Roma, dove però ci sarà da capire il futuro in panchina, senza dimenticare una Juve dove Spalletti non crede né in David né in Openda. […]

Il Cies osservatorio calcistico, già un anno fa, dopo la prima convocazione in nazionale, fece uno studio sull’argentino stabilendo una quotazione tra i 40 e i 50 milioni di euro, con potenziale arrivo a quota 70. Tutto realistico. Ma c’è di mezzo il Bologna, che in tutti questi rumors fa notare come abbia appena rinnovato il contratto al proprio attaccante: come a dire, intenzione di metterlo sul mercato, a meno di offerte clamorose, non ce n’è. […]

(Il Resto del Carlino)

La Triade da ricucire e le richieste di mister Dan

IL ROMANISTA (S. VALDARCHI) – Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi. Chissà se Dan Friedkin ha mai avuto modo di leggere “Il Gattopardo”, ma la citazione può essere applicata alla voce del texano, che poi è pure quella del padrone, risuonata a distanza nelle ultime ore nelle sale di Trigoria. Già, perchè mister Dan, da remoto, ha voluto parlare e catechizzare in prima persona Gasperini, Ranieri e Massara, durante la riunione andata in scena venerdì scorso – presente anche Ryan Friedkin – il giorno dopo l’eliminazione dall’Europa League per mano del Bologna. Cambiamo tutto, per non cambiare nulla, appunto. L’idea della proprietà, nonostante le frizioni evidenti tra gli elementi della Triade romani-sta, è rimasta invariata rispetto all’estate scorsa: le posizioni di tecnico e dirigenti non sono in discussione. Tutti e tre, però, devono sforzarsi di fare meglio, e soprattutto lavorare con unità ritrovata – o da ritrovare, forse – per il bene comune della Roma.

I Friedkin apprezzano il Gasperini tecnico, riconoscendo a Gian Piero un grande lavoro in questa sua prima esperienza a Roma, meno però il Gasp fuori dal campo. […]

A Gasp, quindi, è stato chiesto di abbassare i toni – consiglio seguito alla lettera, volendo fare una battuta, visto il silenzio post Roma-Lecce.

Passando a Ranieri, la società crede che sia proprio lui a dover emergere in questo momento e appianare le discrepanze interne. Magari con una maggiore presenza quotidiana a Trigoria o al seguito della squadra in trasferta, punti – è bene ricordarlo non necessari visto l’accordo da consigliere esterno che lega Sir Claudio direttamente ai Friedkin. Serve però la sua figura di “garante“, a difesa della Roma – quando le capita di essere danneggiata dagli arbitri – e del progetto tecnico iniziato lo scorso luglio in base alle sue indicazioni. Perché, ricordiamolo, è stato Ranieri a scegliere Gasp prima e Massara poi. A proposito del ds, anche lui gode dell’apprezzamento del club, ma dovrà cooperare di più con il tecnico nonostante evidenti distanze caratteriali.

Non soltanto il Toro: Martin piace anche alla Roma

Sul giornale di ieri si narrava dell’interesse del Torino per Aaron Martin, 28enne terzino sinistro di spinta del Genoa, produttore di sgroppate, azioni e assist dalla corsia mancina (13 gol originati nell’ultimo anno e mezzo), già sondato da Gianluca Petrachi durante l’ultima finestra di mercato: a gennaio, quando però il Genoa chiedeva non meno di 5 milioni per cederlo: e il dt decise a quel punto di cambiare obiettivo, per ragioni economiche, prendendo Obrador in prestito dal Benfica. […]

E in scadenza, a Genova ha chiesto un aumento di stipendio, ma il club rossoblù finora non lo ha mai accontentato. Il Genoa vanta un diritto unilaterale di rinnovo sino al 2027, ma applicarlo contro la volontà del giocatore non sarebbe ovviamente la soluzione migliore. A meno di non cederlo in estate, evitando cioè che vada via a parametro zero. E a quel punto si parla di possibili offerte tra 2 e 3 milioni, sul mercato. Inoltre Martin gode e continuerà a godere del decreto crescita: tassazione ridotta, il suo milione netto di ingaggio attuale pesa sul Genoa “solo” 1,4 milioni lordi, non 2 come sarebbe senza l’agevolazione fiscale.

Resta da vedere, in tale scenario, se il club rossoblù riuscirà ancora a trovare un accordo con lo spagnolo per il rinnovo. E, il tale ottica, adesso si scopre un ulteriore aspetto che potrebbe condizionare il suo futuro: a gennaio non solo il Torino, ma anche la Roma aveva effettuato dei sondaggi per Martin. E allora non ci stupiremmo se Petrachi, nel prossimo futuro, dovesse studiare da lontano anche le mosse del club giallorosso.

(Tuttosport)